lunedì 21 ottobre 2019

La maledizione del numero 55 (M. Tedeschi)


Può una cartomante predire davvero il futuro? Se prevede una maledizione, c’è da avere realmente paura? O è solo suggestione quella che si crea attorno ad una figura del genere?
Un enigma, questo, con il quale si trova a fare i conti il commissario Sartori, alle prese con quella che sembra essere una morte annunciata. Perché Nefertari, la veggente del posto, aveva letto disgrazia nel futuro della scuderia francese Delahaye, iscritta alla Mille Miglia. Lei lo aveva detto che al numero gemello (la macchina di punta della Delahaye è la numero 55) era collegata una sorte nefasta. Un modo per influenzare i piloti e falsare la gara? Ma per quale motivo? O la veggente prevede davvero il futuro?

Sarà una coincidenza, ma una disgrazia c’è davvero prima del via. Un incidente: così viene bollato l’episodio che costa la vita, alla vigilia della corsa, a due uomini della scuderia francese. Un incidente al quale segue, a stretto giro, la morte di quella veggente che qualche cosa di brutto aveva previsto. Due episodi collegati?

Sartori è un commissario che non conoscevo. 
So che è stato protagonista di qualche altra avventura ma io mi sono imbattuta in lui in occasione di una collaborazione con Thrillernord e devo dire che il fatto di non aver letto le sue precedenti avventure non mi ha impedito di seguire la storia. Magari - come capitato per altre serie con commissari come protagonisti - partendo dal principio si possono avere tutti gli elementi necessari per conoscere meglio il personaggio ma anche partendo da qui credo di non essermi persa molto. Non ho avuto l'impressione che mancasse qualcosa.

Sartori  si trova per le mani due casi rispetto ai quali vuole vederci chiaro: in un periodo storico in cui attorno alla Mille Miglia si intrecciano sottili giochi politici, dove scende in campo una scuderia straniera che si vede minacciata da vicino, che non è amata ma va protetta, con una donna che non si esime dal leggere il bene e il male senza filtri collezionando tanti potenziali nemici, il commissario abbruzzese cerca di mettere insieme tante piccole tessere che possano comporre – almeno è quello che si augura – un grande puzzle capace di fornire risposte.
Ad offuscare la mente del commissario non sono solo i tentativi di depistaggio e le ingerenze dai piani alti – rispetto ai quali cerca abilmente di glissare - ma anche questioni di cuore. Perché Sartori è innamorato e proprio per via della Mille Miglia si trova ai ferri corti con la donna che gli ha toccato le corde del cuore e che quella corsa vorrebbe affrontare senza paura.
Per riuscire ad affrontare in modo equilibrato tutte queste situazioni, il commissario mette in campo il suo acume cercando di comprendere (e descrivere) prima di tutto le persone, dal punto di vista umano, per arrivare poi ad eventuali responsabilità. Analizza i fatti, è vero, ma ha davanti persone: l’autore è abile nell’attribuire al protagonista la capacità di mettere al primo posto le persone in quanto tali e non come meri testimoni o potenziali colpevoli.

Con uno stile narrativo che permette al lettore di tuffarsi in un’epoca lontana in modo estremamente credibile, l’autore riesce ad incuriosire e a tenere alta l’attenzione passo dopo passo. Perché se è vero che all’inizio sembra la sua storia personale ad avere il monopolio sul resto, ben presto le cose cambiano e Sartori riesce a lasciare i suoi sentimenti fuori dal suo lavoro. 

Ho molto apprezzato le capacità descrittive dell’autore. Fa notare dettagli che altrimenti potrebbero restare indifferenti al lettore, come nel caso del rumore della molla della porta che disturba il direttore di corse, che non amava i rumori. E’ un aspetto, la narrazione molto attenta ai dettagli, che ho apprezzato. 
***
La maledizione del numero 55
Massimo Tedeschi
La nave di Teseo
121 pagine
16.00 euro cartaceo - 9.90 euro e-book

venerdì 18 ottobre 2019

La paura della coccinella (G. Tortorella) - Venerdì del libro

E' un libro strano. La paura della coccinella è un libro molto particolare che mi ha spiazzata.
L'autore racconta la storia di Dario: un uomo anaffettivo, quasi quarant'anni d'età, non ha mai rimorsi di coscienza, non ha mai fame, non prova gusto nel fare niente nemmeno nel mangiare qualche cosa che (forse... perchè non lo sa) gli potrebbe piacere.
Gli piace correre. 
Quello lo sa. 
Si mette alla prova ogni giorno superando, costantemente, i suoi limiti senza fatica.  
Perchè non sa nemmeno cosa sia la fatica.

Non sa cosa sia il dolore, cosa l'emozione improvvisa per qualche cosa di bello. L'unico suo vero, reale piacere è correre.

Nel momento in cui inizia a convincersi di riuscire a vedere l'aura delle persone che incontra e di averne una particolarmente potente, la sua vita cambia. 
No, non sono le emozioni ad arrivare... ma alcune capacità - vogliamo chiamarli poteri? - che prima di quel momento non aveva consapevolezza di possedere. Quell'energia che si rende conto di poter sprigionare, quell'energia che riesce a captare negli altri inizia ad essergli tanto familiare da dare un'impronta nuova ad una vita che, fino a quel momento, è stata quasi di rassegnazione per quel modo così particolare di essere.

Cambia il suo rapporto con gli altri, cambia il suo modo di vedere la vita ma quello che non cambia è la sua mancanza di emozioni. Ha dei poteri fino a quel momento sconosciuti, è vero, ma le emozioni sono qualche cosa di ancora sconosciuto. E' come se a lui del mondo non importasse, come se ogni situazione lo annoiasse e basta, a prescindere da ciò che gli accade accanto. 

Fino a che... fino a che non incontra qualcuno che, pur non rendendosene conto, mette in discussione i suoi punti fermi, le sue convinzioni.
Entra in scena una lei. Non che fino a quel momento Dario non avesse avuto storie (non posso dire d'amore perchè lui non sa cosa sia) con delle donne. 
Quando si imbatte in Lilly si rende conto che qualche cosa di potente si è scontrato contro la sua aura. Una forza contraria alla sua che inizia a mettergli paura ma che, contro ogni aspettativa, lo attrae.

Per  la prima volta ha paura. 
Per la prima volta prova un'emozione così forte da risultare sconvolgente. Come sconvolgente sarà tutto ciò che lo riguarda in quella che chiamerà la sua seconda vita, dal momento di quell'incontro in avanti.

La figura di Lilly viene svelata piano piano ed è quella che mi è piaciuta più di tutti. Senza dubbio più del protagonista che con il suo modo di fregarsene del mondo intero mi ha anche fatto innervosire in alcuni passaggi. L'autore fornisce dei piccoli pezzetti della sua storia come dei piccoli bocconi che possano saziare ma non far arrivare all'indigestione. Questa è la cosa che mi è piaciuta di più: il modo che sceglie l'autore di far conosce Lilly permettendo al lettore di farsi un'idea e convincendolo poi di quanto quell'idea fosse sbagliata, riservandogli qualche sorpresa.

In merito alla storia ammetto di essere rimasta un po' interdetta. Tutte quelle descrizioni sull'aura, sull'energia, su quelli che ho chiamato impropriamente poteri non mi hanno convinta del tutto. Ad un certo punto mi sono detta che forse era il caso di considerarlo un fantasy per poter andare avanti con la lettura in modo spedito.

La parte in assoluto più bella è quanto Dario scopre l'amore. Ma non l'amore inteso tanto (o solo) come rapporto esclusivo con una donna piuttosto come amore in assoluto... è il momento in cui scopre di poter provare dei sentimenti. Un bel passaggio in una trama che, però, probabilmente non ho compreso appieno. Limite mio.

Non è un libro che rileggerei pur essendo originale come trama. E' tanto originale quanto particolare e io non sono rientrata del tutto in sintonia con la storia, diciamo così.

E' un libro che suggerisco per il Venerdì del libro di oggi a chi ama l'approfondimento della sfera spirituale.
***
La paura della coccinella
Guido Tortorella
La nave di Teseo
309 pagine
18.00 euro

martedì 15 ottobre 2019

Un indimenticabile autunno d'amore (M. Johnson)

Un indimenticabile autunno d'amore è un libro arrivato da me come Libro in viaggio, una iniziativa che condivido con alcune amiche lettrici e che porta alcuni libri in giro per l'Italia. Non è la prima volta che partecipo ad iniziative del genere e, come al solito, mi ci sono buttata con le mani e con i piedi (come si dice dalle mie parti).
L'approccio con questa lettura, però, non è stato dei più positivi.
Innanzitutto a fare da deterrente sono stati i caratteri piccini piccini mentre, in compenso, mi è piaciuto il formato con copertina rigida.
Fin da subito ho avuto l'impressione di avere a che fare con personaggi un po' suonati, con dei comportamenti tutt'altro che equilibrati. No, non sono dei malati mentali come si potrebbe pensare in un thriller psicologico... sono i protagonisti di un romance che mette insieme una serie di elementi potenzialmente adatti ad essere ben sviluppati ma che, alla lunga, sono sembrati (almeno a me) ingredienti sottotono di una storia sottotono.

Le protagoniste sono due amiche, Juliet e Floz. O meglio, sono due giovani donne che diventano amiche dopo essere diventate coinquiline. Floz arriva come una manna dal cielo per una Juliet disperata, reduce da un divorzio dal quale non si è ancora ripresa per aver trovato il suo uomo a letto con quella che credeva fosse la sua migliore amica. 
Ha il cuore in frantumi ma delle spese da affrontare: per questo Floz arriva come la soluzione a tutti i suoi problemi: carina, discreta, ordinata, impegnata con un originale lavoro che svolge da casa e, soprattutto, senza troppi grilli per la testa.
Entrambe hanno un passato da dimenticare ed un presente da riscrivere.

Inutile dire che ci siano anche degli uomini in questo panorama tutto al femminile. 
Il primo è Coco: un amico di Juliet alla ricerca del compagno della sua vita.
Poi c'è Guy: è il fratello gemello di Juliet, fa lo chef di mestiere ed anche lui ha un passato da dimenticare.
Ultimo, ma non per importanza, c'è Steve: amico d'infanzia di Guy e Juliet avrà un importante ruolo nella vita di lei, anche se nessuno ci scommetterebbe.

Le vite di queste persone si intrecciano le une alle altre. Ci sono dei segreti da proteggere, dei dolori da nascondere, delle passioni da contenere. Il tutto, farcito di tanti luoghi comuni e di comportamenti che mi sono sembrati davvero da fuori di testa.
Se, da un lato, Coco appare il più concreto di tutti, dall'altro lato ci sono Floz e Guy che si piacciono fin dall'inizio ma che sono più imbranati di due adolescenti. Pagine e pagine a sognare reciprocamente di stare l'uno nelle braccia (e nel letto) dell'altra ma mai che inizino davvero un discorso, uno scambio di opinioni, una frase da persone se non mature almeno da persone adulte. Si arriva oltre le trecento pagine ed ancora vanno avanti tra una frase non detta e un batticuore nascosto l'uno all'altra. Alla fine diventano ridicoli, sono sincera. Un po' ci può stare, ma quando è troppo è troppo.

Poi ci sono Juliet e Steve: si conoscono da una vita, lui è segretamente innamorato di lei da sempre ma non si è mai dichiarato (per paura). Lei lo rivaluta improvvisamente in un modo che, onestamente, mi è sembrato imbarazzante. Poverino, trattato da sempre come un idiota si rivela, invece, essere un ragazzo attento, sensibile, innamorato. E' la personalità più approfondita di tutto il libro. 

Io ammetto di non andare molto d'accordo con i romance e di essere un tantino critica ma stavolta non credo proprio di esagerare nel dire che - pur essendomi divertita ad andare avanti nella lettura per cercare di capire fin dove si sarebbero spinti e fino a che punto la storia sarebbe stata tirata per le lunghe - si poteva fare di molto meglio con l'imbastitura di base di una storia che avrebbe potuto avere le sue potenzialità.

Sono contenta di averlo finito e domattina presto lo spedirò immediatamente alla prossima destinataria... 
***
Un indimenticabile autunno d'amore
Milly Johnson
Newton Compton Editori
434 pagine
Kindle 3.99 - non ho trovato un prezzo sulla copertina del libro che ho avuto tra le mani io

sabato 12 ottobre 2019

Strega per caso (M. Bell)

Fino all'ultimo ho creduto che Strega per caso fosse un libro per ragazzi. E, onestamente, il dubbio mi resta per una serie di motivi: per come è scritto, per l'uso dei termini, per la semplicità della trama.

E' scritto in modo estremamente semplice, senza alcuna ricercatezza lessicale e, anzi, anche con alcune ingenuità grammaticali - lasciatemi correre il temine - che mi hanno fatto pensare ad un libro scritto da un'adolescente.
Per l'uso dei termini: è una scrittura molto, come posso dire... rispettosa! Non ci sono scene violente anche se si parla di omicidi e di indagini, non ci sono termini pesanti, non ci sono scene che non sarebbero adatte ad un lettore giovane.
E poi per la semplicità della trama: non si può certo dire che ci sia niente di complicato da capire, anzi... tutto fin troppo lineare. Non sgradevole, non dico questo, ma secondo pensato più per ragazzi che per un lettore maturo, magari amante del thriller e, perchè no, della magia.

Trixie Pepperdine
è una giovane investigatrice privata che ha rilevato lo studio del padre. Il lavoro non si può certo dire che vada a gonfie vele... anzi... ci sono tante bolletta da pagare e pochi casi da seguire. Così, nel momento in cui viene ingaggiata per investigare su un delitto - che poi si ipotizzerà essere legato ad altri due - Trixie si butta anima e corpo sul lavoro per care di cavare il classico ragno dal buco.
Mentre lei è impegnata a sentire testimoni e ipotizzare legami con l'uccisione di altre due persone, la polizia porta avanti le sue indagini e - inutile dirlo - i due filoni si intrecceranno.
Se, da una parte, Trixie è impegnata a portare avanti le sue indagini, dall'altra è impegnata anche sul fronte personale: non ha niente a che fare con un uomo, non è questo il punto. Il punto è un altro: la sua madre naturale - che mai ha conosciuto perchè data in adozione da bambina - le rivela un segreto. Trixie apprende di essere una maga...
Si intrecciano, così, due diverse storie che hanno una sola protagonista: Trixie e le indagini da una parte, Trixie e la sua vera natura magica dall'altra. Ma possono forse i due aspetti restare separati a lungo? Fino a che la giovane non è stata consapevole della sua natura tutto è filato liscio come l'olio ma ora che sa qualche cosa in più su se stessa e sulla sua famiglia le cose cambiano.

E' una storia che si legge in fretta e che ha rappresentato per me un momento di pausa dalle mie abituali letture. Lo consiglio soprattutto a giovani lettori che vogliano prendere familiarità con gli ambienti delle indagini ma che non disdegnino anche un pizzico di magia. 

Mi spiace solo essermi imbattuta in alcuni errori - sviste, sicuramente... che però ci sono - nella versione e-book. Non so se sono stati corretti nella versione cartacea ma qui ogni tanto manca una lettera, ci si imbatte in frasi come "...dovrei preoccuparsi dell'oscuro".... e qualche altra piccola cosina. Niente di grave, non è certo questo il problema.
Il problema, secondo me, è che si dovrebbe in qualche modo avvertire il lettore che non è una storia ad alta tensione, tantomeno una classica storia di streghe... Secondo me è una lettura per ragazzi ma non l'ho trovato scritto in nessuna scheda del libro. 

Un'ultima osservazione: interessante il riferimento alla disparità di genere... una investigatrice privata donna che subisce in qualche modo l'effetto diffidenza... perchè ci si aspetta un uomo. Una storia semplice che, sotto questo punto di vista, fa riflettere.
***
Strega per caso
Morgana Bell
175 pagine
Kindle Unlimited

giovedì 10 ottobre 2019

Peccati immortali (A. Cazzullo - F. Roncone)

Recensito per Thrillernord
Potere, denaro, privilegi, sesso, droga, morte. Sono tanti i peccati che nasconde Roma capitale in un’epoca in cui, non molto distante dalla realtà dal punto di vista temporale, gli equilibri politici sono tanto delicati quanto legati a doppio filo a torbide vicende che riguardano ministri e non solo.
In questo scenario la misteriosa morte del cardinale Michelangelo Aldrovandi - raccontata nel libro Peccati immortali - si porta dietro pericolosi strascichi capaci di minacciare da vicino i vertici del governo e della Chiesa. 

La sua morte ha lasciato un pesantissimo pegno: un telefonino in cui sono contenute alcune fotografie compromettenti, capaci di far tremare il mondo civile e religioso ai gradini più alti e che viene rubato a Remedios, la suora che lo ha trovato in tasca al cadavere.

Sarà proprio lei, timorata di Dio e costretta a veder crollare molte delle sue certezze, ad investigare assieme all’ex spia Gricia (al secolo, Leone di Castro) dando vita ad una coppia strana ma non priva di quell’acume che è necessario per venire fuori dal pantano.

Nelle more delle ricerche sono tanti i personaggi che appaiono sulla scena (e ammetto che per me sono stati davvero tanti... in alcuni momenti ho rischiato di perdermi qualche passaggio): tanti gli interessi che entrano in ballo, che si intrecciano e si legano a doppio filo così come sono tanti coloro che vorrebbero mettere le mani su quel telefonino per l’uno o per l’altro motivo.

Quello che viene descritto è uno scenario nel quale non si riesce a capire con certezza dove passi il limite tra la finzione e la realtà. Gli autori calcano la mano sui vizi degli uomini, sulle loro passioni. Calcano la mano su una città, Roma, che appare devastata dal peccato inteso nella sua accezione più ampia. Chi può confessare cosa? E a chi, visto che tutti, senza distinzioni di rango, di sesso e di occupazione, hanno qualche cosa da farsi perdonare? Chi, soprattutto, ha l’autorità di perdonare altri?
Con una scrittura diretta e senza filtri i due autori dipingono uno scenario estremo dove tutti hanno qualcosa da nascondere.
Decisamente originale la scelta che gli autori fanno sulla tipologia dei due investigatori che fanno scendere in campo: in particolare mi ha colpita la figura di Gricia. Un uomo esteticamente al di sotto della media – non certo all’altezza di commissari affascinante e di appeal come in tanti altri romanzi di grido con un legame sentimentale alquanto discutibile, con un mestiere di copertura e che, comunque, dimostra di sapere il fatto suo.
Decisamente originale anche la trama che, seppur con i suoi eccessi, fa riflettere su cosa ci possa essere davvero sotto alla facciata del politico o del religioso di turno.

Il finale, dopo tra tanti eccessi e tanti peccati, riporta tutti sulla terra e devo essere sincera: secondo me si presta anche ad un seguito... chissà!!!

Mi preme sottolineare un aspetto: se, da una parte, Gricia e Remedios portano avanti delle indagini volte a ritrovare il telefonino scomparso, che cosa fa la giustizia?
La morte del cardinale viene posta in sordina etichettata come un tragico incidente. Può bastare questo per non mettere il moto le forze dell’ordine? Questo aspetto manca del tutto e devo ammettere che sulle prime mi è sembrata una carenza... Poi, però, riflettendo bene, è stata una precisa scelta degli autori che hanno voluto virare verso una diversa direzione, non in quella delle tradizionali indagini di polizia che sanno, spesso, di trito e ritrito.
Una scelta che rende, secondo il mio parare, il romanzo particolare.

Un racconto crudo, diretto, a tratti eccessivo, che non usa mezze misure. 
Per gli amanti di thriller un po' fuori dalle righe in una Roma che, probabilmente, non piacerà ai romani ma che potrebbe essere uno scenario non del tutto inverosimile, purtroppo.

Ammetto di essere rimasta un tantino spiazzata all'inizio ma poi la lettura mi ha coinvolta, man mano che andavo avanti. Nonostante un po' di fatica dovuta ai tanti personaggi, ho apprezzato. 
***
Peccati immortali
Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone
Mondadori Editore
223 pagine
Kindle 9.90 euro

lunedì 7 ottobre 2019

La ragazza del treno (P. Hawkins)

Ho letto il libro La ragazza del treno a distanza di tempo dalla sua uscita.
A riflettori spenti, con un film realizzato a seguito del successo del libro - e che io non ho visto - quando il panorama dei thriller è concentrato su altri prodotti editoriali.

Lo dico subito: a metà lettura mi sono fermata ed ho detto tra me e me: "...ma qui sono tutti matti!". Questa è la prima sensazione che ho avvertito: avere a che fare con gente squilibrata, in un modo o nell'altro. Non sono personaggi che vengono particolarmente approfonditi dal punto di vista della personalità - ci si sarebbe potuto lavorare parecchio, ognuno avrebbe una storia da raccontare secondo me - ma vengono resi alla perfezione per quello che sono: pezzi di un ingranaggio che li mette a dora prova, mettendo in mostra tutte le loro fragilità, le loro tensioni, i loro punti deboli soprattutto dal lato emotivo.


Rachel è una donna sola.
Non ha più nessuno se non un'amica con la quale condivide un appartamento e nulla più.
Con lei non condivide di certo i suoi pensieri, i suoi problemi, le sue paure. Tanto che nel momento in cui perde il lavoro non si premura di avvertirla ma continua, giorno dopo giorno, a prendere un treno che la porta via da casa e la fa rientrare di sera, più o meno coprendo l'arco di tempo in cui sarebbe stata fuori se avesse continuato a lavorare.
E' un'alcolizzata, ha problemi di memoria e non vive di certo una vita invidiabile. I soldi stanno per finire, la famiglia è lontana, figli non ce ne sono, amici meno che mai!

Ogni volta che sale su quel treno per dirigersi in periferia a gironzolare chissà dove prova ad immaginare la vita degli altri, quella che vede scorrere davanti ai suoi occhi: piccole immagini che, giorno dopo giorno, diventano parte della sua scialba vita.
Così, immagina la vita di un uomo e una donna nelle cui figure si imbatte ogni giorno.
Dà loro un nome - per lei sono Jess e Jason - e si affeziona a loro al punto tale da notare qualche cosa di strano in quei pochi attimi in cui i suoi occhi catturano le loro immagini.
Vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che darà una svolta alla sua esistenza.

Sono tre donne coloro che fanno conosce al lettore la propria versione dei fatti, con una narrazione che si snoda su diversi piani temporali. Bisogna fare molta attenzione alle date che, nella scelta narrativa dell'autrice, non sono indicate a caso e, soprattutto, non stanno lì tanto per esserci.

Megan è quella bella bionda che Rachel vede ogni giorno sulla veranda di casa mentre passa con il treno. E' quella donna che lei ha chiamato Jess... Ed è colei che all'improvviso scompare: da qui prende le mosse un mistero nel quale anche le altre due donne del racconto saranno loro malgrado coinvolte.

Sarà coinvolta Rachel che sente di avere qualche cosa a che fare con quella scomparsa, sente di aver visto qualcosa ma non ricorda niente: imbottita di alcol, piena di lividi, intontita da un colpo alla tesa ben assestato, la donna non riesce a mettere in fila le immagini che le balenano in mente e delle quali non riesce a tracciare un limite tra sogno e realtà. Che contributo può dare alla soluzione del caso una donna così poco affidabile? Eppure sente di avere qualche cosa da dire, me non sa bene cosa.

Anna è la nuova moglie di Tom, ex marito di Rachel. E' terrorizzata dalla figura di una Rachel molesta, sempre pronta a chiamare a casa, a cercare Tom, ad avvicinarsi alla loro bambina, ubriaca e fuori controllo. 

Megan, Rachel ed Anna: i loro destini si incrociano e le loro esistenze si legano con nodi sempre più stretti fino a togliere l'aria. 

In un crescendo di tensione e di mistero, sarà Rachel a portare avanti dei ragionamenti - a volte con la lucidità ai minimi termini - che si sommano a ciò che le altre due donne pian piano svelano. Le attenzioni non vengono focalizzate sulle indagini ufficiali: quelle vengono lasciate al margine della storia. E' Rachel che cerca di fare chiarezza, che cerca di rendersi utile ma ciò impone, prima di tutto, che faccia i conti con se stessa, con la sua misera esistenza. Impone che si liberi di alcuni pesi che le si sono cuciti addosso negli anni e che ora la portano sempre più a fondo.

Non è un thriller complicato, di quelli contorti, con eccessivi dettagli. E' una lettura che scorre, con uno stile narrativo lineare. Niente di eccezionale, tanto per capirci. Piacevole, cattura non un capolavoro.
All'autrice devo dare il merito di alzare pian pianino l'asticella fino ad arrivare ad un finale ad alta tensione. Un finale che non mi aspettavo e che mi ha positivamente stupita.

La figura che più mi ha colpita è quella di Megan: un personaggio dalle molte facce, che appare all'inizio in una veste ma che si spoglia, pian piano, degli abiti iniziali per caricarsi di contraddizioni, di segreti, di colpe. Una donna diversa da quello che avevo pensato all'inizio e nel racconto ci sta alla perfezione.
***
La ragazza del treno
Paula Hawkins
Edizioni Piemme
306 pagine
7.90 euro

domenica 29 settembre 2019

Il principe di Praga (D. L. Anne)

Ho letto Il principe di Praga in una giornata, notte compresa. Complice un gran raffreddore che mi ha costretta ad una notte insonne, ed anche un Kindle che mi permette di leggere anche di notte senza disturbare più di tanto, la lettura iniziata ieri mattina è arrivata al termine alle prime ore di oggi. Il raffreddore è ancora lì, anzi, non accenna a diminuire, sono anche un tantino insonnolita ma in compenso ho vissuto una notte bollente in compagnia di Daniel e Lara. O di Daniel e Kaila, dipende dai punti di vista.
Eh sì, perchè la storia - in merito alla quale farò qualche osservazione da qui a breve - vede Daniel alle prese con una donna che però, di fatto, si presenta con un nome ma all'anagrafe ne ha un altro.

Daniel Kellner è un uomo ricco e realizzato dal punto di vista lavorativo. Un po' meno dal punto di vista personale. 
Pensa solo a se stesso e non si fa alcuno scrupolo nello stringere un accordo con un uomo che - all'inizio non si comprende come mai ma lo si capirà strada facendo - gli offre sua figlia in moglie. I due promessi sposi non si conoscono e Kaila, figlia di quell'uomo, è una specie di merce di scambio tra i due uomini, sacrificata in un matrimonio combinato che, ai tempi d'oggi, mi è del tutto inimmaginabile soprattutto nella società descritta dall'autrice nel libro.
Ovviamente Kaila non ne vuole sapere e cerca di chiarirsi con suo padre: ha bisogno di tempo, però, e Daniel da parte sua preme per conoscerla organizzandole un soggiorno in casa sua.

Lara è la migliore amica di Kaila.
Entrambe studiano giornalismo, colore di capelli molto simile, fisico molto somigliante: non è difficile per lei chiedere all'amica di aiutarla con uno scambio di persona. Lara accetta di prendere il posto di Kaila al cospetto del suo promesso sposo allo scopo di rendersi odiosa, tanto da indurlo a ripensarci ed aiutare così l'amica a raggiungere l'obiettivo di mandare a monte, in un modo o nell'altro, il matrimonio.

Questa è la storia. E io dico: ma tu, Lara, che accetti di andare in casa di uno sconosciuto, di un tipo la cui fama di duro, scontroso, egocentrico ed abituato ad avere tutto ciò che desidera, lo precede, cosa ti aspetti?
Daniel la considera di sua proprietà in virtù dell'accordo con il padre ed agisce di conseguenza. 
E alla fine a lei pure piace!

Storia scontata, finale più che prevedibile, personaggi (tutti... dal padre di Kaila a lei stessa, che offre la sua amica in pasto ad un uomo con cui lei non vuole avere niente a che fare... la stessa Lara, sciocca ragazzina che per scelta si infila in una situazione insostenibile, Daniel che pensa di essere un maschio alfa dominatore e a cui tutto è dovuto) che mi hanno innervosita e avrei preso volentieri a schiaffi! 

L'unica nota positiva, non posso negarlo, è la scrittura dell'autrice: scrive in modo efficace, scorrevole, appassionante e la si legge volentieri. Poi, però, ci si scontra con i contenuti e il giudizio, purtroppo, per quanto mi riguarda non è positivo. Non è una storia che fa per me: la violenza, i soprusi, le bugie dimenticati da un momento all'altro tra le lenzuola con scene di sesso descritte nei minimi particolari... 
L'idea di donna che viene trasmessa non mi piace, non è nelle mie corde. 
L'idea di un uomo che pensa di avere il mondo in mano, il suo modo di concepire il rapporto con una donna - già a partire dall'accordo di base con il padre di Kaila - non mi piace proprio.

L'autrice scrive bene, non lo nego, ma la trama secondo il mio parere lascia molto a desiderare ed il finale, super scontato, non smentisce questa mia idea. O, per lo meno, non è una storia nelle mie corde: magari può piacere a chi ama i romance spinti, le situazioni estreme... Non so. Il mio è e resta un parere personale: veloce da leggere ma, me lo auguro, altrettanto veloce da dimenticare. Comunque va dato merito all'autrice di avermi saputa tenere attaccata alle pagine, se non altro per capire fino a che punto sarebbero arrivati quei due.
***
Il principe di Praga
Dora L. Lane
285 pagine
Kindle Unlimited

venerdì 27 settembre 2019

Ti rubo la vita (C. Leone) - Venerdì del libro

Sono tre donne le protagoniste del libro Ti rubo la vita di Cinzia Leone. Un libro che ho fatto inaspettatamente fatica a trovare in libreria e che ho dovuto ordinare aspettando con una certa impazienza che il mio telefono squillasse e mi comunicassero il suo arrivo. 
Ci ha messo una settimana ad arrivare ed è stata una sofferenza.
Non so come mai. Forse perchè sentivo che si sarebbe trattato di una lettura importante.
Forse perchè, a pelle, avvertivo le emozioni che mi si sarebbero poi cucite addosso.
O semplicemente perchè essendo un libro piuttosto consistente con più di seicento pagine temevo di restare intrappolata nella lettura per troppo tempo e di stancarmi strada facendo (con i libri molto lunghi, se la storia non mi prende, rischio di annoiarmi e di leggere moooolto lentamente allungando l'agonia).

Fatto sta che quando ho iniziato a leggere le prime pagine ho subito capito che l'attesa, l'impazienza erano state ripagate appieno. Non solo non mi sono affatto stancata ma ho fatto fatica a staccarmi da quelle pagine, costretta a farlo dalla necessità di riposare gli occhi e mettere in fila i pensieri.

Mi hanno ripagata le storie di tre donne diverse - una  musulmana, un'ebrea italiana vissuta negli anni Trenta e una donna dei tempi attuali - tutte accomunate da una vita in qualche modo "rubata". 
Mai titolo fu più azzeccato!

Mi ha ripagata la storia di Miriam: una donna a cui è stato chiesto/imposto di rinunciare alla propria identità, alle proprie radici, alla propria esistenza. Un'altra famiglia, un'altra donna accanto ad un uomo che oramai non era più capace di riconoscere come colui che l'aveva fatta innamorare. Un peso troppo grande da sopportare, un sacrificio troppo estremo quello che le viene chiesto.

Mi ha ripagata Giuditta: il personaggio che ho amato più di tutti. Più di tutte le protagoniste ma, in generale, più dei tanti personaggi che entrano in ballo nell'arco di tutto il Novecento (tale è lo spazio temporale che percorre l'autrice). Una donna coraggiosa, Giuditta: mi è sembrato di perdermi nello scintillio dei suoi occhi pieni d'orgoglio, mi è sembrato di avvertire la sua stessa paura, ho sentito io per prima i fremiti dell'amore per quell'uomo su cui non avrebbe dovuto posare i suoi occhi. Giuditta è il personaggio più longevo delle storie narrate: compare bambina con un futuro incerto davanti ai suoi occhi ed è ancora lì, nelle pieghe delle pagine, anziana e con una storia alle spalle.  
Giuditta è il personaggio che ho amato fino alla fine. Una donna di carattere, capace di affrontare le insidie della vita a testa alta e senza rinnegare se stessa. Una donna che ha segnato le esistenze di coloro che le sono vissuti accanto, in un modo o nell'altro e che ha abituato i suoi cari alla libertà.

E poi Esther. Anche la sua, di storia, ha ripagato la mia attesa in un modo ancora più intenso degli altri perchè dall'epilogo inaspettato.
Ammetto di essermi chiesta, ad un certo punto, che tipo di legame ci potesse essere tra le tre donne che davano il nome ad altrettante sezioni del libro e mi sono scoperta impaziente di capire quale fosse quel legame.

Non posso che complimentarmi con l'autrice non solo per il suo impeccabile stile narrativo, capace di ammaliare il lettore anche nei passaggi meno semplici - si parla di culture, religioni, tradizioni diverse, in epoche diverse - ma anche per aver saputo imbastire storie con maestria, creare legami con nodi stretti ed indelebili ma, a volte, anche con nodi più sottili ed impercettibili ma pur sempre presenti.

Mi ha piacevolmente sorpresa trovare parte della storia ambientata nelle Marche, la mia regione. Una bella, bellissima sorpresa. Ed un punto in più per un libro che mi è piaciuto molto e che consiglio caldamente, suggerendolo anche per il Venerdì del libro di oggi.

Singolare anche l'epilogo. Inaspettato ed originale.

Ps. molto bella (secondo il mio parere) anche la copertina.
***
Ti rubo la vita
Cinzia Leone
Mondadori Editore
613 pagine
20.00 euro

domenica 22 settembre 2019

La piccola casa sul lago (K. Hewitt)

A volte ci sia avvicina ad alcune letture con grosse aspettative e si collezionano amare delusioni.
Altre volte, invece, si inizia una lettura con la certezza che non sarà niente di che, per poi arrivare alla fine del libro con le emozioni in subbuglio.
E' quanto mi è capitato con La piccola casa sul lago di Kate Hewitt. Non mi aspettavo nulla, un romanzetto leggero che mi permettesse di evadere un po. Invece...
Invece sono stata travolta dalle emozioni ed ho realizzato che, pur non essendo uno stile impegnativo e particolarmente ricercato, quello delle Hewitt è stato un modo per far riflettere su situazioni che toccano da vicino ogni donna, ogni madre in particolare.

Tessa e Rebecca sono due donne completamente differenti l'una dall'altra. 
Un po' goffa la prima, elegante e sicura di se' la seconda.
In affitto in una casette che lascia molto a desiderare la prima, ospite di una piccola reggia la seconda.
Una vita mediocre, la prima, una vita fatta di agi e di comodità la seconda.

Due donne, due madri, agli antipodi l'una dall'altra che, nel corso dell'estate appena iniziata, scoprono di vivere l'una a due passi dall'altra. Le loro vite si incontrano, si scontrano, si intrecciano, si influenzano l'una con l'altra tanto la portare a situazioni inimmaginabili nel giorno del loro primo incontro.

Entrambe cercano di apparire felici: Tessa con i suoi due figli vorrebbe tanto essere una donna diversa, avere una vita diversa e Rebecca sembra arrivare proprio al momento giusto. E' un esempio da seguire per Tessa, per colei che si lascia abbagliare dai riflessi che sembra emanare quella vulcanica ed elegante bionda.
Rebecca ha una vita piena, pienissima. Tante le attività a cui si dedica assieme ai suoi tre figli: vede in Tessa quella spontaneità e quella genuinità che mancano nella sua vita.
Le due donne si scelgono ed ognuna cerca di avere dall'altra - anche se inconsapevolmente - ciò che le manca.

Ma è davvero tutto così scintillante come sembra a casa di Rebecca? E' davvero una donna forte, vulcanica, sempre piena di idee e di proposte allettante? E' davvero così bella la vita agiata di chi non ha mai niente da chiedere perchè ha o può avere tutto?
E Tessa? La sua esistenza è davvero così piatta e così scialba come sembra? 

Entrambe le donne sono in vacanza senza i rispettivi mariti ed entrambe si troveranno ad affrontare delle prove che mai avrebbero potuto immaginare.

L'autrice ha l'abilità di tenere il lettore attaccato alle pagine e di lasciarlo con quella sensazione di incompletezza ogni volta che smette di leggere. E' abile nel trasmettere quanto possano essere pericolosi i silenzi, quanto possano insinuarsi in profondità i traumi in un bambino, quanto possa essere sola una madre anche se ha tante persone attorno. 
La solitudine, la necessità di smettere di fuggire dai ricordo, il bisogno di un rapporto autentico con le persone che si amano e, soprattutto, la fragilità dell'essere madre... sono tutti aspetti che l'autrice tocca con maestria delineando personaggi che, secondo me, vengono resi alla perfezione.

Ho provato tanta compassione per Rebecca: una donna che indossa costantemente una maschera ma che è di una fragilità tale da porla costantemente sull'orlo di un burrone.
Ho provato tanta tenerezza per Bob, il figlio di Tessa: quel suo essere un po' sopra le righe, il non riuscire a controllare la propria forza, un bambino che si relaziona con un corpo che inizia ad essere troppo grande per lui.
E poi Zoe: la figlia di Tessa. Sempre sulle difensive, pronta a combattere con le unghie e con i denti per le persone che ama, con quel carattere deciso che la mette in netto contrasto con altre bambine della sua età, dolci e delicate. 
E' un personaggio fondamentale ai fini della storia così come lo è Katherine, la figlia di Tessa. 

Non sto ad elencare tutti i personaggi ma ognuno di loro ha una buona caratterizzazione, viene descritto con minuzia di particolari (avrei evitato di dire ogni volta che l'una o l'altra donna indossa pantaloni stile Capri... l'autrice lo ripete tante, troppe volte, tanto da diventare un elemento ingombrante nel racconto... ma si tratta di un dettaglio) soprattutto dal punto di vista della personalità.

Mi preme riportare un passaggio che, secondo me, è piuttosto significativo su quanto l'autrice sia brava a trasmettere emozioni. E' una delle due donne che fa queste considerazioni ma, per non togliere il piacere della lettura, non dirò quale.
Ho l'impressione di essere fatta di viti e bulloni, e si stanno allentando tutti. Presto, gli ingranaggi che mi tengono insieme salteranno pe terra, rotolando via, e non sarò altro che un mucchio di pezzi rotti e arrugginiti che nessuno, e io meno di tutti, sarà in grado di rimettere insieme.
Le figure maschili restano in secondo piano: il marito dell'una e dell'altra - lontani dalle rispettive famiglie nel periodo estivo - hanno un ruolo nella storia ma in entrambi i casi restano sullo sfondo.

Il finale è sorprendente, inaspettato, doloroso. 
Quella che poteva sembrare una storiella leggera si rivela, fino alle ultime pagine, come qualche cosa di più. In alcuni punti devo ammettere che le vicende precipitano un po' troppo in fretta ma ci può stare, altrimenti il volume avrebbe dovuto avere chissà quante altre pagine. 
Mi sono emozionata, commossa... ed ho anche avuto modo di riflettere su quanto spesso capiti che le cose non dette creino dei muri tra le persone, anche tra quelle che sono più vicine. E di quanto le questioni irrisolte restano tali, anche se si fa del tutto per tentare di dimenticarle fino a che, prima o poi, non tornano a bussare prepotentemente alla porta.

Non posso non rilevare alcuni errori che credo siano dovuti più alla traduzione che ad altro...

Non credo che nessuno ci caschi - secondo me vengono usate due negazioni che non stanno bene assieme nella stessa frase.

Non va per niente bene. Nè niente si sistemerà - stesso discorso... 
Probabilmente è la mia solita pignoleria... ma questo non toglie nulla all'equilibrio complessivo del libro tantomeno alle considerazioni espresse fino ad ora.

Bel libro. Non me lo aspettavo.
***
La piccola casa sul lago
Kate Hewitt
Newton Compton Editori
376 pagine
0.99 euro Kindle Unlimited 
9.90 euro copertina flessibile

giovedì 19 settembre 2019

Gun love (J. Clement)

Io non l'ho capito. Diciamo così.
Il libro Gun Love probabilmente non è per me. Non sono riuscita ad apprezzarlo e mi spiace anche un po' ma ammetto i miei limiti di lettrice e confermo che... non l'ho capito.

Probabilmente sono abituata ad una narrativa più tradizionale.
Io qui mi sono persa e mi sono trovata spesso a dire: "...e allora?".

Pearl è una ragazzina che è vissuta per quattordici anni in una macchina, da quando sua madre - che l'aveva avuta da pochi mesi e l'aveva nascosta al mondo - ha scelto di lasciare la sua famiglia per cercare la sua strada. Una famiglia ricca ma nell'ambito della quale i rapporti si erano logorati al punto tale da indurla a lasciare tutto per una vita di incertezze e di stenti.

Margot, questo il nome della giovane mamma, la sua strada non l'ha mai trovata restando per quattordici anni in un'auto con quella bambina alla quale avrebbe voluto dare tanto.
L'iniziale temporaneità di una soluzione di questo tipo - queste erano le intenzioni di Margot - si è ben presto trasformata nell'unica realtà possibile. Pearl è vissuta in una Mercury del '94 che è stato l'ambiente che l'ha accolta da bambina fino all'età dell'adolescenza. Tutto il suo mondo.
E' piazzata in un campo per roulotte vicino ad una discarica ma le due giovani donne vivono praticamente isolate nel loro mondo relazionandosi esclusivamente con i camperisti che vivono lì con loro: sono personaggi molto particolari che però sono sempre pronti ad aiutare i loro compagni di sventura, qualunque cosa accada. 
Nel momento in cui quel campo diventa un luogo per la vendita di armi illegali - dove a quanto pare tutti sanno ma ognuno si fa i fatti suoi - il piccolo mondo di Pearl cambia improvvisamente e violentemente catapultandola in una realtà alla quale, probabilmente, non è mai stata preparata. 

Ciò che ho maggiormente apprezzato del libro sono state le descrizioni: descrizioni degli ambienti ma anche degli stati d'animo dei personaggi.
Non posso non rilevare un particolare stile di scrittura nel quale abbondano i dialoghi senza mai usare virgolettati. Mai. Nemmeno uno. L'ho trovato originale: non mi ero mai imbattuta in un libro scritto così!

Onestamente non ho ben compreso il senso della storia: è una fotografia di un angolo di mondo, nella zona centrale della Florida, dove il sogno americano è ben lontano, dove si vive di espedienti e il racconto di ciò che avviene è lucido e ricco di dettagli ma non sono riuscita a dare un senso alle vicende.

Non intendo spoilerare per cui mi fermo qui. 
Mi limito a dire che avrei preferito personaggi meglio delineati, mi avrebbe fatto piacere conoscere più a fondo la storia di Margot e della sua famiglia (che credo potesse arricchire il racconto con altre emozioni) ma anche di altri personaggi che, pur essendo fondamentali nella vita di Pearl - come si vedrà nell'ultima parte del libro - vengono proposti in modo fugace e poco approfondito. 

Non voglio tirarla per le lunghe. Credo che si sia ben capito che non è stato un libro con il quale ho trovato quel feeling che immaginavo.
Peccato. Però capita!
***
Gun love 
Jennifer Clement
Bompiani Editore
259 pagine
17.00 euro

lunedì 16 settembre 2019

Felicità per umani (P.Z. Reizin)

Nel leggere le primissime pagine di Felicità per umani ho subito pensato al film War Games: correva l'anno 1983 e si ipotizzava un mondo in cui le macchine iniziassero ad acquistare autonomia al punto tale da sfiorare una guerra mondiale, per loro iniziativa.

Siamo un bel po' di anni dopo e la storia raccontata da Reizin parte dallo stesso presupposto: IA - intelligenze artificiali - create dall'uomo, diventano talmente autonome da riuscire a vagare nella rete ed arrivare addirittura ad interrogarsi su sentimenti, gusti ed emozioni. IA che controllano la vita umana e che ne influenzano l'evoluzione al punto tale da creare situazioni che, senza interferenze di questo tipo, probabilmente non si sarebbero mai verificate.

E' quello che succede a Iari e Iaia: due algoritmi che vagano nella rete, spiano vite, si intromettono in un modo o nell'altro per modificare gli eventi. Lo fanno a fin di bene, questo è i loro intento, ma quando subentra una terza IA che viene messa in circolazione dai programmatori allo scopo di riportare ordine, la situazione cambia.

A farne le spese, o comunque, a subire le conseguenze del comportamento di Iari e Iaia, sono due umani in cerca della felicità: Jen e Tom.
Si incontrano - non certo per caso - si innamorano ma vivono una storia molto particolare.

Non è un romanzo rosa punto e basta. Si parla di amore, è vero, ma l'autore offre diversi spunti per riflettere sul rapporto tra uomo e macchine, su dove si potrebbe arrivare e su quanto gli eventi possano sfuggire di mano.

Secondo il mio parere l'autore si dilunga troppo in diverse situazioni rendendo la narrazione più lenta e a tratti noiosa soprattutto nella seconda parte. I personaggi principali, Jen e Tom, sembrano vivere in una bolla di sapone e a tratti ho trovato assurde alcune situazioni. Sono personaggi che restano piatti, che non acquistano spessore nel corso della storia. E il ruolo degli algoritmi ad un certo punto troppo pesante. Credo che l'autore avrebbe perfettamente reso l'idea anche senza calcare troppo la mano. Se penso, poi, a come la situazione si risolve mi domando: non lo si poteva fare prima ed evitare tante complicazioni?


Onestamente mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente l'aspetto che riguarda il rapporto tra Tom e suo figlio. Un ragazzo particolare che sembra quasi comparire per sbaglio in una storia in cui gli viene riservare poco spazio e senza una particolare incisività. Verso la fine ha anche un ruolo importante ma sembra quasi una macchia scura su un foglio bianco più che un personaggio in un certo qual modo determinante ai fini degli sviluppi della storia. Ho avuto questa impressione e mi sarebbe piaciuto che avesse maggiore rilevanza, che venisse approfondito un po' di più come personaggio.

Non è un libro che rileggerei. Lo consiglio a chi fosse alla ricerca di una lettura leggera che offra qualche spunto di riflessione, anche divertente, ma senza troppe aspettative. Sono più di 500 pagine ma non ha niente a che vedere con letture di pari pagine ma decisamente più impegnative e strutturate che ho letto di recente.
***
Felicità per umani
P. Z. Reizin
Rizzoli Editore
506 pagine
20.00 euro

mercoledì 11 settembre 2019

The hunger - Affamati (A. Katsu)

Ho letto il libro The hunger - Affamati senza troppe aspettative.
Immaginavo storie di zombie o di vampiri (magari sarebbe stato diverso, il titolo... assetati?) e mi sono trovata davanti alla rivisitazione di una storia realmente accaduta - l'ho capito leggendo i ringraziamenti finali visto che non avevo letto ne' la trama ne' recensioni prima di prenderlo tra le mani - rispetto alla quale l'autrice si è presa qualche libertà ma nella quale non sono comparsi ne' gli uni ne' gli altri.

Il fatto che si sia voluto in qualche modo romanzare un tragico episodio costato realmente la vita a tante persone non mi ha disturbata più di tanto. L'autrice ha scelto di calcare la mano sull'aspetto più tragico di una spedizione di pionieri nel West realmente esistita nell'inverno a cavallo tra il 1846 ed il 1847: la fame, il freddo, la disperazione, la lotta per la sopravvivenza. 
Ci può stare, alla fine, in un racconto che non vuole essere propriamente un reportage o un racconto storico.

Quello che mi ha mandata letteralmente nel pallone è stato, invece, il gran numero di personaggi, anche con nomi non semplici da ricordare, e che mi ha davvero messa in confusione. Ad un certo punto ho cercato di tracciare dei legami tra le persone, di fare mente locale su chi fosse l'uno o l'altro ma ci ho rinunciato perchè, oggettivamente, mi sono un tantino persa. La scelta obbligata, a quel punto, era tra due opzioni: andare avanti senza andare troppo per il sottile sui personaggi oppure tornare indietro e rileggere tutto con calma, magari anche prendendo appunti. Ho scelto la prima opzione perchè, soprattutto tenendo conto che si tratta di un genere che non è propriamente nelle mie corde, non mi andava di perdere altro tempo.

Ho cercato di andare avanti cercando di focalizzare l'attenzione su alcuni personaggi, quelli che mi sono sembrati personaggi chiave, per non perdermi del tutto.

Così, ho conosciuto la storia di persone che, nel tentativo di andare verso un futuro migliore, si sono trovate a vivere un'esperienza terribile, devastante, in mezzo alla neve, con provviste scarse, con una minaccia perenne da parte di misteriosi esseri affamati di carne umana.
Non mostri, non zombie, non uomini: una via di mezzo. 

La fame, le forti nevicate e una strana malattia che devasta gli uomini e li trasforma in mostri proprio come la rabbia agisce sui cani rendendoli violenti e assetati di sangue: questi sono gli elementi che caratterizzano la storia che, tutto sommato, pur nelle parti in cui l'autrice ha calcato maggiormente la mano, funziona. Peccato per la confusione dovuta ai tanti personaggi.

Ho individuato, comunque, i due personaggi a mio giudizio più interessanti.
Tamsen Donner: una donna (e il nome non mi ha fatto pensare di certo ad una donna all'inizio) che ha un ruolo dominante in tutta la storia. Anche se viene in qualche modo dipinta come una che non vede l'ora di sgattaiolare fuori dal letto matrimoniale (di un matrimonio voluto non certo per amore) a ben guardare resta accanto alla sua famiglia e a suo marito fino alla fine. Fa di tutto per aiutare la propria famiglia a sopravvivere. 

E poi c'è Stanton: un uomo enigmatico, dal passato burrascoso che, pure, avrà un ruolo importante all'interno del gruppo proprio come Tamsen che, oltre ad essere una madre pronta a difendere le persone che ama, ha anche un dono particolare (se vogliamo chiamarlo così) e sente in modo chiaro ciò che gli altri nemmeno immaginano.

Li ho apprezzati solo verso la fine, nel momento in cui ho conosciuto la loro storia grazie a dei flashback sul loro passato: consiglio di fare attenzione alle date che vengono riportate all'inizio dei capitoli... è importante, per non essere tratti in inganno e arrivare a confondersi anche sulle vicende oltre che sui nomi.

Non è un libro che rileggerei, su questo non ho dubbi. 
Mi ha fatto venire un po' di mal di testa con tutti quei nomi ma è comunque ben scritto. Buone le intenzioni seppur ci sia qualche cosa da migliorare, da semplificare nella trama che, comunque, funziona. Soprattutto perchè, di base, è una storia vera e per questo - a parte qualche aspetto un tantino sopra le righe - piuttosto credibile.
*** 
The hunger. Affamati
Alma Katsu
Newton Compton Editore
379 pagine
Kindle Unlimited

venerdì 6 settembre 2019

La luce sugli oceani (M.L.Stedman) - Venerdì del libro

La luce sugli oceani è uno di quei libri che riservano delle sorprese al lettore. 
Uno di quei libri che magari possono apparire lenti all'inizio ma che, poi, dimostrano che la narrazione non è stata affatto casuale anche quando si poteva pensare il contrario.

Stedman racconta una storia d'amore. 
O meglio, racconta tante storie d'amore che si sommano, si intrecciano, cercano di farsi spazio.

Tom è il guardiano del faro. Isabel è sua moglie.
Vivono da soli su un'isola che è diventata il loro mondo e non sentono il bisogno di tornare alla vita precedente, alla terraferma, alla vicinanza con le rispettive famiglie. Manca solo un figlio. Quel figlio che tanto hanno voluto ma che, più d'una volta, è arrivato ma se n'è andato lasciando un grande vuoto soprattutto in lei, in Isabel.

Nel momento in cui vedono avvicinarsi una barca e sentono il flebile vagito di un bambino, o meglio di una bambina, la vita al faro cambia per la coppia.
Isabel non ha dubbi: è un segno del Signore. Colui che toglie e che dà, dopo aver tanto tolto alla giovane coppia ora ha deciso di dare una splendida bambina.
Tom è dibattuto tra l'amore per la moglie, la voglia di famiglia e il senso di responsabilità che lo spinge ad annotare nel registro del faro quanto accaduto. La bambina non era sola nella barca: un uomo, con lei. Un cadavere. Quello di suo padre, pensano Tom e Isabel.
Deducono che la bambina sia sola al mondo e trovano giusto tenerla e farla passare per quel figlio che, dopo altri due in precedenza, è morto appena nato.

A cosa può portare tutto ciò?

La storia non mi è sembrata affatto male fin dall'inizio ma ho subito avuto l'impressione che la narrazione avrebbe tenuto un passo piuttosto lento. Vengono raccontati tanti dettagli - a volte con descrizioni minuziose che nulla sembrano dare alla storia se non allungare l'attesa del lettore che attende una svolta - e questo mi ha un pochino rallentata nella lettura.

Poi, però, arriva la svolta. Arriva l'accelerazione la curiosità per arrivare ad una fine che si fa fatica ad immaginare perchè dolorosa, qualunque essa possa essere.

Eh sì, perchè ad una vita felice grazie all'arrivo, in un modo così inaspettato, di un piccolo angelo con i riccioli biondi, si somma la voce di una coscienza che inizia a bussare alle orecchie ed al cuore di quel guardiano del faro che non ce la fa più a tacere, a vivere la sua felicità sapendo che per essa è stata sacrificata quella di qualcun altro: di un'altra madre.

Ciò che più mi è piaciuto di questo libro è stata l'abilità dell'autrice di far affezionare il lettore ad un personaggio e di farlo arrivare a comprendere le sue ragioni per poi scompigliare le carte e proporne un altro, di personaggio, in maniera altrettanto forte ed incisiva tanto da insinuare qualche dubbio in chi legge, soprattutto quando le ragioni dell'uno sono uguali e contrarie a quelle dell'altro.
Brava, in questo molto brava.

Il lettore arriva ad interrogarsi su fino a che punto ci si possa spingere quando si è mossi dalla convinzione di agire per il bene altrui, dove sia il limite tra la propria felicità e quella degli altri, su cosa sia giusto e cosa non lo sia. Ci si chiede fino a che punto ci si possa spingere nel compiere una scelta d'amore... quanto possa essere giusta una scelta che, comunque, cambia la vita di qualcuno senza che questo qualcuno possa avere voce in capitolo...

E' un libro emozionante, che fa riflettere sulla fragilità umana, sulla ricerca della felicità, sul dolore che la felicità altrui può provocare... Un gran bel libro. Sono contenta di averlo letto anche se, non posso negarlo, non credevo che la lettura sarebbe proceduta con i ritmi che invece ho rispettato. Credevo di ingranare subito la storia e che le pagine sarebbero volate vai in fretta invece non è stato così. E' una storia della quale non ci si può perdere nemmeno un dettaglio per sentirla veramente, per mettersi nei panni di quei personaggi, per sentire il dolore, la sofferenza, la gioia che trapela dalle pagine.

Con questa lettura torno a partecipare, dopo un periodo di assenza, al Venerdì del libro di oggi consigliando caldamente la storia di Tom, di Isabel e della loro bambina.

***
La luce sugli oceani
M.L. Stedman 
Garzanti Editore
360 pagine
9.90 euro