mercoledì 31 dicembre 2014

Sette giorni e sette notti (L. Gay)

Le mie letture del 2014 si sono concluse con un... racconto erotico. Tale è Sette giorni e sette notti, letto in ebook in poche ore.
Non vado particolarmente fiera di questa conclusione d'anno in fatto di letture... non tanto per via del genere quanto per la pochezza della storia narrata. Se non altro, però, non mi sono imbattuta in una storia scritta con i piedi dal punto di vista grammaticale come in diversi casi mi è capitato con altri ebook.

Il racconto, perchè di ciò si tratta, è ben scritto. Scorre via veloce anche perchè, lo devo ammettere, non ha una grossa storia di fondo. Non è nemmeno tanto originale come idea, a dirla tutta.
Una ragazza (vergine) si lascia andare ad una sorta di accordo con uno sconosciuto (un gran bel pezzo d'uomo da come viene descritto) e si ritrova a fare tutto ciò che lui desidera per sette giorni e sette notti. Sesso, niente di più. Poteva forse restare tutto così? Poteva mancare la scintilla che fa cambiare le cose? 
Bhè no. E questo rende tutto molto molto scontato. Il bellissimo di turno che trasforma il ranocchio in una principessa non solo portandola dall'estetista, dal parrucchiere e a fare shopping in costosi negozi, ma anche facendole scoprire la sua femminilità... iniziandola al sesso. 
Vi sembra una trama originale? Mha...

Al di là della scarsa originalità del racconto, l'autrice è molto minuziosa nel descrivere scene di sesso (che sono abbondanti in pochissime pagine) e scrive bene per cui, tutto sommato, per qualche ora di svago ci può anche stare.

Ciò che mi ha un tantino innervosita è il fatto che il racconto termina a metà dell'avanzamento delle pagine: avete presente la % di scorrimento che compare sotto alla pagina nelle letture in ebook? Ebbene, se è indicato che siete al 49% della lettura vi aspettate di leggere ancora metà racconto, giusto? In questo caso non è così. Il racconto termina esattamente arrivati al 49% della lettura e tutto il resto... zeppo di pubblicità con titoli di altri libri, film annessi e connessi. 

Io onestamente mi aspettavo un qualche sviluppo della storia: infondo avevo ancora metà racconto da leggere... invece no! Finito così, di colpo... ed in modo banale come peraltro è tutto il racconto a dirla tutta.

Se lo consiglio? Giusto per passare qualche ora e per chi non ci tiene ad avere tra le mani un libro (un racconto, in questo caso) che abbia degli sviluppi al di fuori di quelli che si possono avere tra le lenzuola!

E pensare che ci ho speso pure qualche euro (2.99 per la precisione) per leggere una roba del genere! 

Se ne può fare a me, anche se ben scritto!

martedì 30 dicembre 2014

Una lacrima mi ha salvato (A. Lieby)

Più volte ho avuto occasione di parlare della mia nonna lettrice e dei libri che, nel tempo - soprattutto nell'ultimo anno - ho comprato per lei. Da quando se n'è andata i suoi libri sono tutti qui con me ed ogni volta che i miei occhi ne incrociano uno non posso fare a meno di pensare a lei.
E a lei ho pensato leggendo ogni pagina di Una lacrima mi ha salvato, testimonianza resa da Angèle Lieby con la collaborazione di Hervé de Chalendar. Un libro che mia nonna mi aveva chiesto di comprare per lei dopo aver visto la presentazione in tv e... un libro che mi ha fatto male... mi ha fatto riflettere a lungo attorno ad una delicatissima questione: l'eutanasia ma anche la sofferenza che prova chi si trova in un letto di ospedale senza potere ne' muovere ne' parlarsi pur essendo cosciente.

E' quello che è capitato ad Angèle: colpita da una misteriosa malattia, nell'arco di pochi giorni è stata trasformata in un "non morto"... un corpo su un letto, incapace di muoversi, di parlare, di respirare, di fare qualsiasi cosa. Lei, però, era cosciente. Sentiva tutto, era viva ed avrebbe voluto trasmettere tutto ciò all'esterno... cosa che per diverso tempo non è riuscita a fare.
A soli quattro giorni dal suo ricovero i medici parlavano già di "staccare la spina" e sollecitavano il marito ad adoperarsi affinché le pratiche per la sepoltura di sua moglie fossero a posto... e lei sentiva tutto, impotente... 
E' un libro che si legge in fretta ma non certo perché superficiale. Ben scritto, in modo lineare e diretto, ha dato voce ad una donna che, a sua volta, vuole farsi portavoce di tutti coloro che non possono comunicare. 
Dopo la mia vicenda non si potrà mai più sostenere che una persona non soffre perché è immobile. (...) finché una persona si trova in un letto e non in una bara, bisogna considerare che è ancora capace di sentire le cose buone e quelle cattive, i benefici ed i danni.
Angèle lo dice con cognizione di causa perché quando veniva sottoposta a dolorosissime prove - che avrebbero dovuto valutare una sua reazione - lei il dolore lo sentiva eccome... anche se non riusciva a farlo trasparire all'estero e comunicarlo agli altri.  
Angèle parla anche di un sistema sanitario che a volte - anche se non in modo assoluto - è superficiale e tende a prestare poca attenzione ai pazienti, soprattutto quando si trovano in condizioni considerate "disperate". La sua non vuole essere una condanna ma una testimonianza che possa evitare che situazioni come la sua possano ripetersi.

Ammetto che il libro mi ha colpita particolarmente anche per via del fatto che mia nonna sia morta da poco e che abbia avuto anche lei un'esperienza ospedaliera. Chissà se mentre era tra le lenzuola di quel letto avrà pensato a quanto accaduto ad Angèle, di cui aveva letto poco tempo prima? 
Purtroppo anche lei ha sofferto - anche se in modo diverso e non ai livelli della protagonista del libro - ed ha portato su di se i segni di un atteggiamento piuttosto superficiale del personale ospedaliero nei suoi confronti... come avrebbe potuto non toccarmi un libro così?

Se lo consiglio?
Certo che si. Per sapere. Per capire.
Non è certo un libro di svago così come non è un libro fantastico, un romanzo, un'invenzione. E' la triste realtà che ha segnato un periodo della vita di una donna che, a dispetto di quel dottore illuminato che dopo quattro giorni avrebbe voluto staccare la spina, è tornata in se ed è tornata ad essere una donna, non una statua vivente. 

Tutto grazie ad una lacrima che ha trasmesso al mondo esterno che lei era viva...

***

Una lacrima mi ha salvato

Angèle Lieby con Hervè de Chalendar

San Paolo edizioni

14.90 euro

domenica 28 dicembre 2014

Draculicchio e la Scuola dei Vampiri (R. Pavanello)

A me i vampiri non piacciono. 
Non piacciono libri che parlano di vampiri, film che abbiano a che fare con i vampiri annessi e connessi. 
E, onestamente, se posso tenere alla larga questo genere vampiresco dai miei figli il più possibile mi adopero per farlo soprattutto tenendo conto che, in particolare tra i giovani, questi esseri dai denti aguzzi piacciono davvero tanto.
Mi rendo conto, però, che non potrò certo fare per sempre da scudo ai miei figli circa ciò che a mio parere personale può essere evitato senza problemi per cui... ho voluto toccare con mano, o meglio, leggere in prima persona, una storia che parlasse di vampiri e che fosse pensata per bambini dell'età dei miei. Così, per togliermi una curiosità.
Ho scelto Draculicchio e la Scuola dei Vampiri, della collana Il Battello a Vapore, scritto da Roberto Pavanello e illustrato da Simone Frasca
Si tratta di un libro della serie arancio consigliata per lettori dai nove anni in su. Io sono abbastanza più in su... ma non fa niente! Ogni tanto mi piace fare una pausa dalle letture "da grandi" con libri per ragazzi e stavolta ho voluto davvero togliermi una curiosità.

La storia è anche avvincente - ovviamente considerando che si tratta di un libro per bambini di nove anni - oltre che divertente... i personaggi sono simpatici e c'è anche il lieto fine. Il protagonista della storia è Draculicchio, un piccolo vampiretto che si trova poco a suo agio nella scuola per vampiri che frequenta. E a nulla conta il fatto che sai il pronipote di una famosissima Contessa...

Ebbene, il piccolo vampiretto entra in contatto con dei bambini e... salverà loro la vita evitando che i suoi compagni di classe vampiretti come lui affondassero i loro canini nei loro colli candidi....

Sia chiaro, non ci sono elementi che possano mettere paura o, comunque, trasmettere qualche cosa diterrificante... questo no. Ma si parla pur sempre di vampiri che vivono di notte e che si cibano del sangue umano...

Libro scritto bene, a misura dei lettori per il quale è stato pensato ma... resto dell'idea che dei vampiri si possa fare tranquillamente a meno e che ci siano tantissimi altri libri e tantissime altre storie con personaggi più normali e che possano incuriosirli ed intrigarli.
Probabilmente è un mio pregiudizio da non amante dei vampiri... magari sarà anche un mio limite ma Draculicchio non mi ha affatto convinta ad offrirlo in lettura a mia figlia. Per il momento lei non ne è affatto attirata per cui il problema non si pone ma non farò certo niente affinchè cambi idea, anche se la storia è simpatica. 

Che ne so, proporre i vampiri come personaggi positivi, in storie per bambini piccoli, sarà un apripista per dei voraci lettori di storie di succhiasangue? Per non correre rischi, evito... 

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano altri genitori, di questa cosa... sento tanti pregiudizi nei confronti di Geronimo Stilton... che a me non sembra poi così deleterio per i bambini che amassero quel genere di letture... io, da parte mia, di pregiudizi ne ho nei confronti dei vampiri. 

Qualcuno ha voglia di farmi cambiare idea? 
***
Draculicchio e la SCuola dei Vampiri
Roberto Pavanello
Piemme Junior - Serie Arancio
7.50 euro

martedì 23 dicembre 2014

Buon Natale!

La scuola degli ingredienti segreti (E. Bauermeister)


Non avrei mai potuto immaginare che leggere un libro, oltre a tenermi attaccata alle pagine per conoscere meglio i personaggi e capire a fondo la loro storia, mi avrebbe anche fatto venire... voglia di cucinare. Con "La scuola degli ingredienti segreti" è stato così. All'autrice devo riconoscere il merito di aver fatto letteralmente uscire dalle pagine profumi e sapori grazie alle sue descrizioni e in un contesto del genere ha anche dato vita ad una storia - o meglio, a più storie che si incontrano tra loro - che non mi ha delusa.

In estrema sintesi, un gruppo di persone si ritrovano a condividere un'esperienza formativa in un ristorante, seguendo un corso di cucina. Qualcuno ci è arrivato di sua volontà, qualcun altro per aver ottenuto un buono in regalo: fatto sta che si ritrovano periodicamente nella cucina del ristorante di Lilian per imparare non solo a cucinare ma - sta qui il segreto - anche per arrivare alla felicità. Ognuno a modo suo, trova delle risposte ed è qui la magia.

Lillian è una bambina che vive accanto ad una madre assente. Una donna che ha trovato nella lettura il suo rifugio, il suo modo per fuggire dalla realtà. Sarà proprio Lilian a trovare la strada per riportare sua madre vicino a se come una presenza vera e non un ombra. In questo, sarà il cibo ad aiutarla. 
Lillian diventa una donna sicura di se ed ha un ristorante di successo dove, il lunedì, la cucina si apre per un corso a cui partecipano persone eterogenee per sesso e per età, ognuno con la sua storia alle spalle.

Nelle more del racconto, l'autrice interseca le storie dei personaggi con i momenti passati alla scuola di cucina e ne emerge un racconto originale e ben scritto. Fa conoscere al lettore ogni personaggio, la sua vita, i suoi problemi, ciò che l'ha portato ad essere quello che è. E ad ognuno assegna un ruolo ben preciso in una storia che si dipana - pagina dopo pagina - in una lettura piacevole.

La prima cosa che mi ha incuriosita - e colpita - è stata la descrizione, nelle primissime pagine, del rapporto morboso della madre di Lilian con i libri e, di conseguenza, il rifiuto della lettura che si alimentò nella bambina visto come un modo di rifiutare ciò che aveva strappato a lei sua madre. 
Fu da bambina che Lillian ebbe il suo primo contatto con l'arte culinaria e, da quel momento, divenne parte di se.

Nella sua scuola di cucina Lillian ospita Claire, Carl, Antonia, Tom, Chloe, Isabelle, Helen e Ian: persone che entreranno non in una scuola di cucina come tante, ma in un luogo in cui si incontreranno emozioni, delusioni, amori, promesse, amicizie... ognuno ne uscirà cambiato non solo perché  avrà imparato a cucinare!

E' un libro scritto molto bene, con descrizioni minuziose e capaci di dare vita alle situazioni descritte. Ho accennato sopra alla capacità dell'autrice di trasmettere amore per la cucina facendo letteralmente uscire dalle pagine sapori (che mi è sembrato di assaporare davvero) ed odori (che mi stuzzicavano le narici). La cucina viene descritta non come una serie di gesti meccanici e ripetitivi compiuti per necessità quando una sinfonia di note, l'espressione della propria personalità e sensibilità.... bello, mi è piaciuto.
L'edizione che ho letto io comprende, alla fine, un'intervista all'autrice ad anche un paio di ricettine... ho voglia di mettermi alla prova tra i fornelli. Chissà se riuscirò a dare davvero forma e consistenza alla torta bianca di Carl di cui è proposta la ricetta!!!
***
La scuola degli ingredienti segreti
Erica Bauermeister
Garzanti Editore
10.90 euro

venerdì 19 dicembre 2014

Magia sotto la neve (A. Benevelli - L. Serofili) - Venerdì del libro

E' proprio necessario fare magie spettacolari per poter avere degli amici? Il Mago Eliseo sperimenta, sulla sua pelle, che non è così.
Vive da solo in una modesta casetta e non ne può più di vivere in solitudine. Così decide di usare quel filtro magico che possiede da tempo e che gli permette di fare cose straordinarie come far volare i pesci, per esempio... E' sicuro che una magia me questa lascerà a bocca aperta gli animali del bosco che non potranno fare a meno di diventare suoi amici.
Invece... non è proprio così. Le sue fantastiche magie lasciano indifferenti gli animali. Alcune li disturbano anche... Allora, pensa e ripensa, trova un modo per avere tanti amici accanto. E non si tratta di una strabiliante magia quanto di un gesto semplice ma apprezzatissimo da tutti.

Il libro Magia sotto la neve che oggi vorremmo proprorre per questo Venerdì del libro è frutto di una ricerca in biblioteca: cercavamo libri che fossero adatti al periodo natalizio senza proporre storie prettamente religiose con riferimenti diretti al Natale. E l'abbiamo trovato. Si tratta di un libro della collana "Il filo magico" ed è un cartonato dal gran formato: le immagini aiutano a seguire la storia e ad immergere i bambini in un'ambientazione invernale con i fiocchi. 

La storia, nella sua semplicità, lancia un messaggio molto chiaro. Basta essere se stessi per piacere agli altri. Non è necessario fare cose straordinarie, fuori dal normale, per poter avere degli amici. 

Anche nella normalità dei comportamenti si può essere speciali.

Il Mago Eliseo lo sperimenta sulla sua pelle e credo che sia un messaggio molto positivo di cui tutti noi abbiamo bisogno, grandi e piccini.
Non è necessario snaturare la propria personalità per essere amati. 
Non è necessario compiere imprese mirabolanti perchè la fama del momento, pur portando con se applausi ed approvazione, si raffredda in fretta.
Non è necessario essere per forza ciò che gli altri vorrebbero che fossi per poter essere accettati.
Basta un piccolo gesto di generosità che arrivi dal cuore...

Trovo che sia un messaggio natalizio da valorizzare anche se il libro non parla del Natale. Il Mago Eliseo non è Babbo Natale anche se gli somiglia un po'. Gli abitanti del bosco non sono elfi. Non ci sono bambini che scrivono letterine ed aspettano doni.
Questo, però, non cambia il senso della storia che mi sento di classificare come natalizia per i buoni sentimenti che trasmette.
***
Magia sotto la neve
A. Benevelli - L. Serofili
Casa Editrice Esserci
13.50 euro

martedì 16 dicembre 2014

Una donna non dimentica (S. Sheldon)

Eccoci qui. Ce n'è voluto di tempo ma, alla fine, sono arrivata a leggere uno dei libri scritti da Sidney Sheldon, autore che avevo conosciuto qualche anno fa leggendo la sua biografia. Libro che non avevo cercato ma che mi era venuto incontro proponendosi a buon prezzo tra i remainders.
Il primo libro letto nel mese di dicembre era proprio il suo: Una donna non dimentica.
Volutamente ho evitato di leggere recensioni e la stessa presentazione: mi ha attirata la copertina, con quei caratteri dorati e quel misterioso volto di donna ed ammetto che il titolo mi ha fatto pensare ad una storia d'amore... un romanzo rosa... qualche cosa del genere.
Mi sbagliavo. 
Eh si, perchè se è vero che tutto si muove attorno ad una storia d'amore, quel che ne viene fuori è un giallo ambientato negli ambienti della Casa Bianca e in quelli ad essa collegati. C'è qualcuno che lascia dietro di se dei cadaveri. Qualcuno che ha fatto una scelta di opportunità lasciando da parte ciò che gli diceva il cuore e ferendo, in questo modo, la donna che amava. C'è qualcuno che pianifica la sua vendetta.

La protagonista è una donna tenace e decisa, capace di fare la sua scalata al successo senza remore e con un obiettivo ben preciso in mente: vendicarsi di Oliver, l'uomo con cui avrebbe dovuto sposarsi, diventato prima governatore poi massima autorità alla Casa Bianca.
Leslie da sempre ha dimostrato una intelligenza al di sopra della media, è una donna decisa e capace di andare dritta verso il suo obiettivo senza pensarci su. Ed è anche disposta a correre dei rischi per questo.

Oliver era sul punto di sposarla ma, da un giorno all'altro, l'ha lasciata senza dire una parola ed ha sposato un'altra. Farà presto, Leslie, a capire che era stata la sua sete di potere a portarlo ad una scelta del genere ma, pur mascherando i suoi sentimenti con il buonismo di una ex che augura tutta la felicità possibile a quello che avrebbe dovuto essere l'uomo della sua vita, medita vendetta. Lo fa muovendosi negli ambienti dell'informazione, dei giornali, delle televisioni. La sua strada si incrocia con quella di Dana, una reporter che entra prepotentemente nella storia senza che, sulle prime, si capisca bene perchè.

Lui, Oliver Russel, non immagina nemmeno lontanamente ciò che Leslie ha in serbo per lui.

Non dico altro, la trama non è svelata nemmeno per il 10% e vorrei che restasse così.
Dico solo che il personaggio di Leslie mi è subito piaciuto anche se ben presto mi sono resa conto che la sete di vendetta l'aveva accecata al punto tale da perdere il controllo.

Mi è piaciuta l'ambientazione: l'ambiente giornalistico in particolare, ma anche l'ambiente politico ed i compromessi a cui Oliver è sceso per dare corso alla propria ambizione sembra che si possano toccare con mano...

In alcuni punti il romanzo evolve forse con troppa fretta ma ciò non è sufficiente per farmi bocciare questa lettura. La lettura mi è risultata scorrevole, l'evoluzione della storia (che in alcuni punti mi è sembrata un tantino scontata per poi cambiare all'improvviso direzione) mi ha tenuta attaccata alle pagine. Non sarà un capolavoro indimenticabile ma si lascia leggere. Lo promuovo e lo consiglio. Ennesima prova di come, per leggere un buon libro, non sia indispensabile andare dietro ai titoli più blasonati e alle nuove uscite "di grido". Anche stavolta la biblioteca mi ha riservato una positiva sorpresa.

venerdì 12 dicembre 2014

Storie di foglie e di cielo (N. Costa) - Venerdì del libro

Storie di foglie e di cielo è un libro suggerito per bambini a partire dai tre anni in avanti. Noi siamo un po' più grandini e siamo passati a libri un po' più strutturati ma Nicoletta Costa ed i suoi personaggi sono sempre una dolce coccola, soprattutto in momenti in cui non è il caso di leggere qualche cosa "da grandi".

Ieri sera l'ometto di casa era stanco, stanchissimo, dopo un'intensa giornata di scuola, compiti, attività fisica. Ma non ha voluto rinunciare alla lettura della buonanotte così, vedendolo piuttosto rilassato, ho pensato di coccolarlo un po' con la Nuvola Olga, l'albero Giovanni,  il signor Aquilone... sono personaggi a noi molto familiari visto che, soprattutto quando i bimbi erano più piccini, ne abbiamo letti molti. E si tratta di storie sempre gradite.

Dalla struttura del libro si capisce bene che si tratta di testi pensati per i bambini più piccoli. Poche parole, frasi minime e non troppo strutturate ma pur sempre capaci di dare vita ad una magica avventura. 

E' il caso del signor Aquilone che, in un giorno di vento, è piuttosto preoccupato per la sua sorte. 

Oppure è il caso dell'albero Giovanni che in autunno resta tutto spoglio e solo ma sa che, con il passare delle stagioni, le cose cambieranno. 

Così come è il caso della Nuvola Olga che va in soccorso del sole che si trova alle prese con una malattia infettiva piuttosto curiosa... 


Il libro si presenta bene: è una raccolta di tre storie i cui testi sono accompagnati da belle immagini (la penna di Nicoletta Costa è facilmente riconoscibile, i suoi personaggi simpaticissimi e molto colorati) e devo dire che l'ometto di casa, anche se piuttosto assonnato, ha molto gradito.

Le storie proposte sono disponibili anche nella versione singola ma qui sono raccolte in un unico volume:
  • La nuvola Olga e il sole;
  • L'slbero Giovanni;
  • Il signor Aquilone fa un giretto.
E' un libro cartonato, con sovracopertina lucida e molto colorata che, secondo mio parere, è ottimo da mettere sotto l'albero di Natale.
Fa parte della collana Lo scaffale d'oro Einaudi Ragazzi ed il prezzo indicato è di 13.00 euro.
Lo consigliamo per il Venerdì del libro di oggi portando la nostra testimonianza di come, seppur consigliato per bambini più piccoli, anche per chi ha qualche anno in più può andare più che bene.

Io l'ho preso in prestito in biblioteca, attirata dal formato e dalla copertina, nella certezza che Nicoletta Costa non avrebbe deluso. E così è stato!  
***
Storie di foglie e di cielo
Nicoletta Costa
Einaudi Ragazzi
13.00 euro

giovedì 11 dicembre 2014

Incontri con l'autore - Marco Malvaldi - Il telefono senza fili

Ce l'ho fatta! Dopo un rinvio dell'incontro legato a problemi di salute dell'autore, sono riuscita a partecipare ad un incontro con Marco Malvaldi, scrittore di cui tanto avevo sentito parlare e che tanto mi incuriosiva.
Premetto di non avere letto nulla di lui ma a furia di leggere recensioni positive sul suo conto mi sono recata all'incontro con lui, nell'ambito della tappa conclusiva del Festival Giallomare, con la giusta dose di curiosità.
La prima, primissima cosa che ho pensato è stata che si tratta di una persona positiva, ironica, divertente, che trasmette positività. L'incontro è stato divertente e scorrevole ed il pubblico - credo di poterlo dire senza paura di essere smentita - ha molto gradito la sua presenza.
Nel parlare del suo libro Il telefono senza fili, Malvaldi ha raccontato dei divertenti aneddoti ed ha intrattenuto il pubblico con una serie di racconti che mi hanno davvero fatto venir voglia di leggere qualcosa di suo. Se il suo stile (così come in tanti mi hanno anticipato) rispecchia la sua personalità, il suo modo di essere dal vivo, allora sarà sicuramente una lettura irriverente, divertente ed ironica.

Partendo dal concetto secondo cui "...bisogna scordarsi la realtà dei sensi, visto che i sensi ingannano", l'autore ha condotto i presenti in un viaggio alla scoperta dei meccanismi che sottostanno al pettegolezzo, alla diffusione delle "chiacchiere" passando per il teorema del pettegolezzo secondo il quale l'efficienza, la velocità con cui una notizia si diffonde (e ovviamente si arricchisce strada facendo di particolari) è proporzionale al numero di conoscenze che si hanno. 

Il bar è il luogo principe del pettegolezzo? 
"Non necessariamente... ma si tratta di un posto in cui si radunano tante persone che non hanno niente in comune l'una con l'altra e questo ne fa il luogo ideale per la diffusione delle notizie".

Ma il pettegolezzo da qualche parte prende origine. Come dire... qualche cosa di vero ci sarà, o no?
"Il pettegolezzo si base su uno scorretto ordine di interpretazione degli eventi... Siamo abituati a pensare che, siccome generalmente A è seguito da B, necessariamente se si è verificato B deve essere stato preceduto da A ma non è sempre così...".

E così via discorrendo, si è andati avanti nell'analizzare il TDP, Teorema del pettegolezzo. Tra il serio ed il faceto, l'incontro con Malvaldi è stato davvero gradevole e ammetto che mi è davvero venuta voglia di leggere il suo libro. Prima o poi lo farò.

domenica 7 dicembre 2014

Le piccole cose della felicità (I. Palmosi) - Evitate se potete!

Da dove inizio?
Ho pensato a lungo prima di decidermi a recensire l'ultimo libro che ho letto nel mese di novembre. Ne è prova il fatto che siamo arrivati al sette di dicembre... e la lettura è terminata già da un po'...

Le piccole cose della felicità: un libro preso in ebook per la voglia di concedermi qualche cosa di leggere (titolo e copertina questo mi hanno fatto pensare) e soprattutto per ricredermi sugli ebook, dopo alcune pessime esperienze che pensavo fossero arrivate al loro culmine nel giugno scorso.

La storia secondo il mio punto di vista è molto banale: una lei - che si esprime anche in modo piuttosto volgare, devo dire la verità - che improvvisamente si trova alle prese con un bambino ed una signora anziana che entrano con forza nella sua vita. Il piccolo è orfano di madre ed ha un padre bellissimo di cui le si innamora perdutamente in un nanosecondo. La signora anziana ha un segreto che conserva gelosamente e che, guarda caso, proprio la protagonista - di cui ora mi sfugge anche il nome, pensa un po' quanto mi ha colpita il libro! - andrà a scoprire.
Non svelo altri dettagli ma mi limito a dire che la storia secondo me è molto banale: si vogliono accendere i riflettori sui buoni sentimenti, si vuole proporre una storia a lieto fine che trovo scontata e sempliciotta.

L'autrice mi odierà ma torno a ripetere, come fatto in altro caso, che chi ha l'ambizione di essere uno scrittore o una scrittrice deve mettere in conto di imbattersi anche in delle critiche visto che non tutto può piacere a tutti in assoluto.
Posta la banalità della storia (la trama può piacere o non piacere... questione soggettiva) anche stavolta mi sono imbattuta in strafalcioni grammaticali che già da soli avrebbero tolto a chiunque la voglia di leggere. 

Inizialmente ho cercato di essere tollerante, sperando che fosse solo qualche svista... andando avanti con la lettura, però, proprio non ce l'ho fatta e mi sono innervosita alla grande!
Se magari la storia avesse avuto maggiore spessore allora si poteva pure chiudere un occhio (uno e mezzo!) su tutto il resto... ma l'insieme delle due cose sono state davvero un mix esplosivo.

Se un pugno alo stomaco può essere un errore di battuta, se anche deve sapere quali siano le radice da cui proviene può esere un errore di battuta... poi si prosegue con un'escalation di errori che non sono sopportabili.

Intanto credo che l'autrice non conosca la differenza tra il verbo PORGERE ed il verbo SPORGERE... Perchè quando mi dice MI SPORGE LA MANO e lo ripete più e più volte capisco che c'è qualche cosa che non va.

Poi leggo NON COMMENT (sarà mica NO COMMENT?), oppure, C'E' UN CARION (sarà forse un CARILLON?), oppure ABAT JUR (magari ABAT-JOUR?) per arrivare a GILDA SE N'E' STA ZITTA.... non si può sopportare... dai... ma come, se n'è sta zitta! Su!!!

Poi ci sono pure le chicche, esempio di stile, che vanno ben oltre gli errori su singole parole... è una questione di forma, di grammatica... suvvia: 
E Gilda con tutta la sua arroganza dicendomi che scrivere è stato anche bello per quei cinque minuti ma che poi le aveva dato la soddisfazione di una carta igienica ruvida con cui pulirsi il culo.
La frase è questa... il senso si capisce, grazie al bel francesismo finale... ma la frase su cosa si dovrebbe reggere? 

No no... non vado avanti perchè credo di essermi spiegata.
Testo pieno zeppo di errori, storia insulsa... lettura, secondo il mio punto di vista, da evitare con cura. Mi spiace dirlo ma è tempo sprecato!
Torno a chiederlo di nuovo: ma non c'è un'anima pia che possa leggere il testo prima di diffonderlo (costa meno di un euro il download immediato... ma che vuol dire? Se metti in giro un libro abbi almeno la decenda di farlo somigliare anche lontanamente ad un libro... partendo dalla grammatica e dagli errori di battuta!)? Nessuno che si prenda la briga di dare ad uno scritto la parvenza di qualche cosa di leggibile? 

Io gli errori non li sopporto e mi innervosisco anche se il libro lo pago novantanove centesimi. Mi spiace, ma è così.
Lettura che sconsiglio caldamente per un sacco di buoni motivi.

Un'ultima chicca:
L'amore è il primo aprile, lo sai che arriva ma non te lo aspetti.
Ma che vorrebbe dire?
Mha!

Ps. io ho scaricato il libro il 26 di novembre e l'ho letto in fretta (non vedevo l'ora di finirlo!!!). 

Ora compare su Amazon una precisazione da parte dell'autrice con cui si dice:

Buongiorno a tutti, ci tengo ad informarvi su una questione: la versione ebook inizialmente apparsa su Amazon, che aveva dei problemi di conversione, è stata sostituita con una nuova corretta.
Mi dispiace per il fastidioso imprevisto che, però, non è dipeso da me.
Da qualche giorno, potete scaricare gratuitamente l'aggiornamento.
Saluti e baci. 

Io non ci tengo affatto a scaricare gli aggiornamenti perchè vorrebbe dire leggere, di nuovo, la stessa banalissima storia... magari chi si imbatterà in questa lettura ora potrà avere una lettura più scorrevole di quanto non l'abbia avuta io... fatemi sapere, magari ai prossimi lettori va meglio!

venerdì 5 dicembre 2014

Una notte ho sognato che parlavi (G. Nicoletti) - Incontri con l'autore - Venerdì del libro

Titolo lungo, lunghissimo per il post di oggi, per questo Venerdì del libro che ci fa avvicinare a grandi passi al periodo natalizio.
Il libro che segnalo oggi non l'ho letto. L'ho comprato ma non l'ho ancora letto. Anzi, sarà il mio regalo di Natale per mia madre e poi, puntualmente, me lo farò prestare.
Si tratta di Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico di Gianluca Nicoletti.
Ho avuto modo di incontrarlo in occasione di un seminario per giornalisti a cui ho partecipato di recente: si è trattato del XXI Seminario di Formazione per Giornalisti RIMOZIONI organizzato dal Redattore Sociale. 
Era lì con Tommy, suo figlio, e con sua moglie. 
Lei era seduta dietro di me, in platea. Lui, prima di iniziare l'intervento, camminava per la stanza. Tommy - solo dopo ho capito chi fosse - l'avevo scambiato per un giovanissimo collega... un ragazzo che, così avevo pensato, probabilmente ha in mente di fare il giornalista ed è qui per imparare qualche cosa, per conoscere, sperimentare. Mi sbagliavo di grosso.
Quel ragazzo riccioluto, alto, dalla faccia buona era Tommy, il protagonista del libro assieme al padre. 

Quello che mi ha colpita, immediatamente, di Nicoletti è stato il suo modo di parlare così diretto e immediato. "L'autismo è una sindrome a base essenzialmente genetica. Autistici si nasce. Dall'autismo non si guarisce. Lo si può trattare, facendo in modo che il ragazzo, nel mio caso è un ragazzo, possa sviluppare maggiori abilità ma non ci si può illudere che guarisca". Così ha esordito. Diretto, franco, senza alimentare illusioni. 

Così come altrettanto franco è stato nel parlare delle sue paure, legate soprattuto a quello che ne sarà di Tommy quando lui e sua moglie vedranno crescere gli anni, quando non ci saranno più. Un timore reale, perchè "...non ci sono strutture specializzate per ragazzi autistici". 

Nicolini ha raccontato la sua esperienza, quella della sua famiglia. Ha tracciato a grandi linee ciò che ha raccontato nel suo libro. Io conoscevo il primo libro... ma ne ha scritto anche un secondo nel quale focalizza il discorso proprio sul futuro. Alla fine qualcosa ci inventeremo: che ne sarà di mio figlio autistico quando non sarò più al suo fianco. Questo è il titolo. E la dice lunga.

Con Nicoletti abbiamo avuto modo di sfatare dieci falsi miti sull'autismo. E' stato proprio grazie alla sua esperienza che posso dire di conoscere meglio questo problema. 
In passato ho avuto occasione di incontrare un altro padre di un ragazzo autistico, in occasione della presentazione di un altro libro, Franco Antonello. Nel sentire parlare Nicoletti ho avvertito la diversità di approccio al problema, tra i due. L'ho avvertita chiaramente quando Nicoletti ha parlato di libri scritti da ragazzi autistici. E dal pubblico è anche arrivata una domanda specifica proprio su Antonello e sull'annuncio di un futuro libro scritto da suo figlio autistico.

"Non ci si può illudere che un ragazzo autistico possa scrivere un libro - ha detto - io credo che sia più importante investire in un bravo educatore che lo aiuti ad imparare ad allacciarsi le scarpe piuttosto che a scrivere un libro che lui non potrà mai leggere. Io e Antonello lavoriamo su due piani diversi, lui può fare quello che vuole". In particolare Nicoletti ha fatto riferimento al facilitatore, al ruolo che ha nel mettere una mano sulla spalla del ragazzo autistico e "aiutarlo" a scrivere un libro. "...si scrive ciò che vuole il facilitatore perchè il ragazzo autistico non è in grado di scrivere. Guardate gli strani disegni che ha fatto il mio Tommy mentre è qui in cattedra, in mezzo a voi - ci ha detto mostrandoci uno dei fogli su cui il ragazzo stava scrivendo - sono immagini confuse che trasmettono le sensazioni che prova trovandosi qui ma non sono disegni...".

Con Nicolini abbiamo riflettuto su aspetti molto delicati ed abbiamo ascoltato, dalla sua voce, come smontare le 10 bufale più grosse sull'autismo, i 10 lughi comuni che sono collegati a questo problema.

L'autistico è un genio incompreso. Ci è stato spiegato che non è così insistento soprattutto sul fatto che ci sono diverse tipologie di autismo e che non si può generalizzare: "autistico=genio incompreso", un binomio che non ha fondamento nella realtà. "Da un ragazzo come Tommy - ha detto Nicoletti - è già un gran traguardo ottenere che si allacci le scarpe da solo"...

Siamo un po' tutti autistici. "Non è così. L'autismo comporta una grave carenza cognitiva, non si può generalizzare in questo modo... Certo, ognuno ha le sue fissazioni: io non amo fissare il mio sguardo negli occhi di chi mi parla. Posso forse essere considerato autistico per questo. L'autismo è una cosa seria, non si può generalizzare".

L'autistico è una persona che non sa parlare. Nicoletti ci ha spiegato che non è così. "Non si può trovare corrispondenza tra mutismo e autismo ed è proprio per questo che non si può pensare di usare il facilitatore per far esprimere un autistico: il facilitatore è coui che assiste un ragazzo autistico, magari gli mette davanti un pc e lo trasforma in uno scrittore, uno scienziato. Non è così".  

L'autistico può deambulare quindi non ha diritto ad indennità e parcheggi riservati. Su questo punto mi sono resa conto di quanto la società sappia poco di questa sindrome e di quanto sia difficile trovare nel sistema sociale e sanitario delle risposte. Il fatto che un autistico possa camminare lo rende abile per cui non necessità di assistenza o di particolari permessi? "Mio figlio non riesce a stare in mezzo alla gente quando c'è tanta confusione, non si spiega perchè si deve spostare tra tutta quella gente e quello che può sembrare facilissimo come uscire dall'auto, attraversare la strada e raggiungere un posto a piedi, per una famiglia con una persona autistica è una vera e propria impresa. La cosa triste è che dobbiamo ogni volta dimostrare di avere un problema. Quella che va messa in campo è una battaglia culturale vera e propria!".

L'autistico è pericoloso. "L'autismo non corrisponde ad un atteggiamento aggressivo in assoluto. Ci possono essere dei momenti di crisi come può accadere a qualsiasi malato di mente. Bisogna tenerlo continumanete occupato per evitare che vada in crisi, bisogna trovare continuamente un diversivo perchè tende a stancarsi ma non ha un'indole di per se più aggressiva di quanto non si potrebbe avere in persone con problemi analoghi. L'autistico diventa violento quando è in preda all'ansia. Tommy, lo vedete, è qui tranquillamente vicino a me in mezzo a tutti voi... ma ho anche avuto degli scontri fisici con lui proprio in momenti d'ansia... bisogna accompagnare il ragazzo nel modo giusto, va rassicurato, compreso...".

Battute infelici sull'autismo: "Matteo  (Renzi) è un ragazzino autistico che vorresti proteggere perchè tante cose non le sa" (Mineo)... e altre batttute simili (...ma che sei autistico?).

L'autismo non è una cosa serie, le famiglie esagerano. "Le famiglie vivono agli arresti domiciliari quando hanno in casa un problema di questo tipo. Mediamente entrano in uno stato di oppressione terribile, sono molto limitate. Non si può dire che esagerino perchè la situazione è davvero pesante. Di solito i padri, tanto per citare un esempio, scappano davanti ad un figlio autistico. Un figlio che cresce, diventa forte, ha le sue esigenze mentre il padre invecchia, perde le forze... Quando non scappa entra in simbiosi con il figlio... Io non posso fare nulla senza di lui. O meglio, Tommy non può fare nulla senza di me. Anche senza sua madre, ma principalmente senza di me. Diciamo senza di noi. Alla fine gli amici si allontanano e la famiglia si isola".

L'autismo è una malattia rara. "Non è affatto una malattia rara. Ci sono più autistici in Italia che ciechi, sordi, down. In passato probabilmente non si conosceva bene questa sindrome: chi, in famiglia, non aveva il classico zio scemo che veniva relegato nei campi a dare da mangiare alle galline? O la zia un po' sempliciotta? Non c'erano gli strumenti per capire che si trattava di casi di autismo. Non è affatto una malattia rara

E' impossibile capire un autistico. E aiutarlo. "E' necessario rapportarsi con gli autistici nel modo giusto per poterli aiutare. E li si può aiutare. Non li si può far guarire, sia chiaro, ma li si può aiutare ad affinare le proprie abilità".

Dall'autismo si può guarire: tra santoni e terapie miracolose. Su questo Nicoletti è stato chiaro fin dall'inizio. "Dall'autismo non si guarisce. Terapie miracolose non esistono così come non serve a nulla affidarsi a santoni o pseudo-santoni. Servono bravi educatori che possono aiutare gli autistici ad affinare le loro abilità ma non li si può aiutare a guarire. Ci sono dei percorsi da seguire per aiutarli ma in questo il servizio sanitario non aiuta: basta pensare che chi indende formarsi per stare accanto a ragazzi autistici deve farsi interamente carico della sua formazione".

Il libro che propongo oggi non è affatto un romanzo.  E' una testimonianza che può aiutare a meglio conoscere questo problema.
Mi scuso per essermi dilungata tanto ma credo che l'argomento lo meritasse.
Suggerisco a scatola chiusa il libro di Nicoletti, senza averlo letto. Ed anche l'altro, che credo sia una sua naturale prosecuzione.
Mi è bastato sentire l'autore parlare della sua esperienza per capire.

Se mi sono espressa male, nel mio post, in merito alla problematica me ne scuso... 
Ho cercato di trasmettere quello che, a sua volta, l'autore ha trasmesso a me. 
Certo è che dopo averlo incontrato ne so qualche cosa di più sull'autismo...
E se sono stata imprecisa o superficiale chiedo venia... Ci ho messo tutta la mia buona volontà.
***
Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico
Gianluca Nicoletti
Oscar Mondadori Editore
9.00 euro

lunedì 1 dicembre 2014

Il marito (D. Koontz)

Può un semplice giardiniere trasformarsi in una specie di Rambo di città?
A quanto pare, sì! Se c'è qualcuno che minaccia seriamente quanto ha di più caro: sua moglie.

E' questo il canovaccio attorno al quale si snoda il thriller che ho letto in ebook la scorsa settimana. 

Ammetto di non essere partita con molta fiducia nei confronti di questa lettura: ho avuto delle bruttissime esperienze con degli ebook (non tutti... ma alcuni sì) che mi hanno delusa ed innervosita... Però non ho voluto desistere ed ho voluto riprovare con due ebook... del secondo parlerò a breve... ora concentriamoci qui. Devo dire di essermi lasciata attirare, in primis, dalla copertina: quella cornetta così lucida, quelle tracce di sangue così minacciose... E considerato che era da un bel po' che non leggevo thriller e che il genere mi piace mi sono lasciata andare.

Partendo proprio dalla poca fiducia che avevo in corpo posso dire che, invece, sono rimasta positivamente colpita da questo libro. Non conoscevo l'autore e devo proprio riconoscergli il merito di avermi tenuta attaccata alle pagine, una dopo l'altra, proponendo una serie di colpi di scena che hanno più volte ribaltato la situazione. Molto bravo nel fornire descrizioni accurate e nel trasmettere le emozioni provate dai personaggi.
Il protagonista - Mithc - fa il giardiniere di mestiere ed ho molto apprezzato i riferimenti a questa o quella specie di pianta, ad un fiore piuttosto che ad un altro, all'attenzione sempre vigile del protagonista per le condizioni di prati e giardini in cui si è imbattuto durante quelle folli ore che lo hanno visto sulle tracce della moglie. 
Eh si... perchè la moglie viene rapita ed a lui viene chiesto un riscatto esorbitante.
Sulle prime crede che si siano sbagliati (infondo è solo un semplice giardiniere, come potrebbero pensare che avesse tutti quei soldi da qualche parte?)  ma ben presto si rende conto che non è affatto così. Ha a che fare con assassini spietati e con personaggi a loro collegati, molto più vicini a lui di quanto potesse immaginare.

Vengono proposti molteplici capovolgimenti di scena. I personaggi vengono ben descritti nella loro follia, nella loro paura, nella loro freddezza così come nei loro gesti di coraggio. 

Anche se mi è sembrato un po' assurdo che un uomo normalissimi, un giardiniere del tutto innocuo, potesse trasformarsi in ciò che diventa nel libro, devo dire che la lettura mi è piaciuta. Ho apprezzato lo stile dell'autore che non è poi così banale come a volte capita in libri di questo genere. Non ho letto altro di suo per cui non sono in grado di fare confronto e mi limito ad un giudizio circoscritto. Ed è un giudizio positivo.

Dicevo descrizioni accurate: in alcuni momenti ho avuto l'impressione di avere freddo anche io, o di sentire il respiro del rapitore addosso... e non esagero se dico che in alcuni punti mi sono anche guardata attorno perchè mi sembrava di vedere un'ombra sospetta che mi stava raggiungendo.
Lettura promossa e consigliata per chi ama il genere.
In e-book ho speso meno di cinque euro e stavolta posso dire di non essere stata delusa... con l'altro dei due e-book invece... vi dirò in altro momento!

sabato 29 novembre 2014

Un cuore in silenzio (N. Sparks)

Un altro libro di Nicholas Sparks che si lascia leggere senza troppe pretese. Anzi, in alcuni punti devo dire di aver pensato che fosse un po' troppo scontato per poi riservarmi delle sorprese nella parte finale. 

Ammetto anche di aver versato qualche lacrimuccia... Non ridete, però! Probabilmente sono in un periodo in cui il mio equilibrio psicologico è piuttosto instabile ed anche una storia così può amplificare emozioni che, altrimenti, non sarebbero affiorate allo stesso modo.
Dopo aver letto altri due libri di questo autore - Ogni giorno della mia vita e Un segreto nel cuore - sono tornata alle storie romantiche, al sentimentalismo con questo libro che ha per protagonista un uomo che vive, da sempre, oppresso da un dolore di cui non riesce a liberarsi e da un senso di colpa che indirizza molte delle sue azioni verso gli altri, donne comprese.
E' proprio sulla scia di sentimenti di questo tipo che Taylor - questo è il suo nome - si imbarca in un'altra storia (non è la prima) spinto verso Denise da un sentimento strano, che non riesce mai a trasformarsi in amore.
Denise è una mamma alle prese con un bambino che ha dei problemi. Lei, abituata ad affrontare la vita da sola non avendo mai avuto un compagno accanto (il piccolo Kyle è figlio di una storia durata poche ore) si trova ad incrociare lungo la sua strada un uomo sensibile, delicato, attento, premuroso con lei e con il suo bambino. L'amore perfetto! Questo è quello che crede ma ben presto si rende conto che in Tyler c'è qualche cosa che non conosce e che la spaventa... un'ombra scura che incombe sul loro rapporto. Non riesce a darle una forma, una dimensione ma avverte che c'è.

Sparks, come al solito, scrive bene. Scrive in modo scorrevole e riesce a proporre personaggi particolari, capaci di stupire anche se - come accennavo sopra - all'inizio mi sono sembrati un po' troppo scontati. 

Ho preso in prestito questo libro in biblioteca e, a giudicare dalla copertina un tantino consumata - mi viene da pensare che sia un romanzo letto e riletto da molti lettori. Lettrici, probabilmente. Eh si, perché il genere è quello che è cucito addosso a Sparks: il genere romantico, storie d'amore, storie di sentimenti e di emozioni. Un genere che gli ha portato fortuna visto che la lista dei libri che ha scritto è piuttosto lunga e visto che alcuni dei suoi titoli hanno avuto anche un adattamento cinematografico.
In ogni caso, genere romantico che sia, non l'ho trovato troppo sdolcinato. C'è una storia da raccontare, una storia nella storia. E devo dire che è anche emozionante. 
Lo ripeto: probabilmente sto vivendo un periodo particolare per cui mi lascio emozionare con poco... ma ho letto volentieri questo romanzo: mi sono piaciuti gli sviluppi così come il finale.

Lo consiglio a chi ha voglia di leggere un romanzo romantico, con un lieto fine anche se la storia, in se, è piuttosto turbolenta!

venerdì 28 novembre 2014

Il miracolo della Stella di Natale ( B. Cavanaugh) - Venerdì del libro

E' un vero e prorio miracolo quello che avviene tra le braccia della piccola Maria. Un miracolo che ha fatto nascere le "Stelle di Natale", caratteristica pianta natalizia. Ed è una piccola leggenda, quella di Maria, che esprime profonda saggezza cristiana ed umana: è l'amore il vero, grande dono ed è l'amore che rende tutto possibile.
Il miracolo della Stella di Natale è un racconto di Brian Cavanaugh con illustrazioni di Dennis Rockhill che propone la storia in doppia lingua. L'altro titolo è, infatti, Milagro de la Flor de Nochebuena.

L'autore dedica il libro ai suoi nipoti, e dice:
Il miracolo della Stella di Natale è un libro dedicato a coloro che sanno stupirsi e sognare, ascoltando le storie meravigliose, i miti e le leggende che fanno sfavillare il Natale. E quindi ai più piccoli e a chi, giovane o anziano, ha un cuore di bambino. 
...
Possa la luce della stella della meraviglia, la stella del mattino, guidare e proteggere ognuno di voi lungo il viaggio della vita.
Il titolo originale è Miracle of the Poinsettia, con traduzione dall'originale di Olga Riva. La prima edizione è del 2001, la prima edizione italiana del 2006.
Le illustrazioni si trovano al centro delle due pagine e sui lati viene proposto il testo: sul lato esterno della pagina di destra c'è il testo in italiano, su quello della pagina di sinistra c'è il testo in spagnolo. Si tratta di un omaggio ai Paesi dell'America Latina che hanno tramandato la storia dalla sua tradizione.
L'arricchimento reciproco a cui siamo chiamati nel nostro mondo multiculturale può iniziare per dei bambini da un storia come questa.
  Questo è quanto si legge nell'ultima di copertina.

La storia in se è molto semplice ma profonda.
La tradizione vuole che a Natale tutti i bambini portino un dono al Bambin Gesù. Anche Maria vorrebbe farlo ma è povera e non possiede nulla di bello da potergli portare.
E' una particolare "voce" a suggerire a Maria cosa fare.
... a Gesù Bambino piacerà qualsiasi cosa tu gli darai, l'importante è che tu glielo offra con il cuore. E' l'amore ciò che rende speciale ogni regalo.
Sarà proprio l'amore a compiere il miracolo e a mettere tra le mani di Maria un dono meraviglioso.

I riferimenti religiosi sono evidenti e Maria incarna l'immagine di ogni essere umano che, con l'amore, può compiere dei veri e propri miracoli.
A noi è piaciuta molto. Il testo è comprensibile anche da parte dei più piccoli, le immagini rendono la storia ancora più efficace di quanto non sia la sola lettura.
Trovo che sia una bella storia da mettere sotto l'albero di Natale: il libro è di formato quadrato, piuttosto grande, cartonato, è edito da Jaca Book e costa 14.50 euro. Noi l'abbiamo trovato in biblioteca andando alla ricerca di letture adatte per il periodo natalizio.
E questa la nostra segnalazione per il Venerdì del libro di oggi. Qualcuno lo conosce? Impressioni?
***
Il miracolo della Stella di Natale
Brian Cavanaugh
Jaca Book
14.50 euro

martedì 25 novembre 2014

Storie di donne...

Lo sanno anche i muri. Il 25 novembre, oggi, si celebra la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
In rete mi sono imbattuta in molteplici contributi: pensieri, immagini, commenti...
Io vorrei dare il mio contributo, nel celebrare questo giorno, proponendo una serie di letture che hanno per protagoniste donne.
Donne coraggiose, donne che camminano a testa alta, donne che hanno trovato la loro strada nella vita nonostante tutto.
I libri che propongo sono una selezione di quelli che mi sono rimasti maggiormente in mente e nel cuore ma parto con il suggerimento di una lettura che ancora mi manca e che mi attende nella libreria di casa.

Io ci sono. La mia storia di non amore, di Lucia Annibali con Giusi Fasano.
Gli anni che verranno saranno quelli di un'altra Lucia. La donna che sono stata finora non esiste più e non è che la rinneghi. E' che davanti allo specchio ce n'è una nuova più consapevole, più forte, più determinata, più coraggiosa e, anche se può sembrare strano, più bella. Mi sento bella nella mia dignità e nel mio orgoglio; amo il mio viso più di quanto lo amassi quando era perfetto, lo amo perchè mi sono sudata ogni piccolo, piccolissimo passo in avanti per vederlo migliorare.
E poi una carrellata di libri che ho letto già:

Nessuno può toglierti il sorriso, di Valentina Pitzalis.
Amare non vuol dire annullarsi. Ora lo so e vorrei tanto che tutte le donne ne fossero consapevoli: non sono la tua bambola, ho il mio cervello e devo potermi confrontare con gli altri per arricchire la relazione. Altrimenti si resta isolati e non si cresce. Ci si deve staccare dal "male" e bisogna cercare specialisti che possano aiutare i nostri mariti e compagni, perchè noi non siamo psicologhe o medici e l'amore non basta.
La mia 'ndrangheta, di Rosy Canale/Emanuela Zuccalà.
Questo libro non contiene rivelazioni eclatanti o segreti taciuti: l'unica verità in queste pagine è l'essenza delle sue protagoniste. I fatti di cronaca, spesso atroci, sono serviti per contestualizzare la narrazione che si sviluppa in maniera parallela. Ma questo, nonostante tutto, non è banalmente un libro di 'ndrangheta. Chi lo considera tale alimenta le tenebre, negando la possibiltà di vedere altro in San Luca, in Calabria, nel mondo. E' invece un racconto di speranza che vorrebbe premiare la volontà e la fede di chi ha fatto parte di quest'esperienza unica e straordinaria: il Movimento delle donne di San Luca.
Philomena, di Martin Sixsmith.

Philomena è la storia straordinaria di una donna straordinaria. Philomena Lee era un'adolescente ingenua, il cui unico peccato fu quello di rimanere incinta al di fuori del matrimonio. "Segregata" in un convento da una società irlandese dominata dalla Chiesa cattolica, diede alla luce un bellissimo bambino. Per tre anni si prese cura del piccolo Anthony, lavorando per tutto il tempo nelle lavanderie del convento. Poi, come migliaia di altre "donne perdute", Philomena fu costretta a rinunciare a suo figlio per poter essere liberata dalla condizione di schiavitù o quasi in cui si trovava.
Avevo 12 anni, ho preso la mia bici e sono partita per andare a scuola di Sabine Dardenne.
... mi sono isolata volontariamente per mettere insieme i pezzi di questo gigantesco e spaventoso puzzle, in mezzo al quale ero sopravvissuta Voglio classificarlo nella mia memoria a modo mio, in un modo che spero definitivo. Solo un libro sullo scaffale. E poterlo dimenticare molto presto.
Io, Nojoud, dieci anni, divorziata, di Nojoud Ali.
Nojoud viene dallo Yemen. Nojoud ha solo dieci anni. Nojoud non è che una bambina. Una bambina divorziata. Perché anche se ha un lieto fine, questa non è una favola. E la storia di una battaglia, invece. La storia di una bambina che, in un paese in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere con il cuore e il coraggio di una leonessa. E stata costretta a sposare un uomo che non aveva mai visto. Un uomo di trent'anni. Lei non ne aveva che otto. E stata picchiata. E stata obbligata a rinnegare la sua infanzia. Nojoud aveva paura. Nojoud voleva giocare. Voleva andare a scuola. Nojoud non è che una bambina. Ha pianto così tanto, ma nessuno la ascoltava. Ha supplicato suo padre, sua madre, sua zia. "Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola" le hanno risposto. Così, una mattina, Nojoud è scappata dalla sua casa-prigione. Si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana'a. Si è ribellata alla legge degli uomini. Ha chiesto il divorzio. In un paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.
Queste sono le storie di donne che mi vengono in mente a pelle... senza pensarci troppo. Donne che hanno subito violenza seppur in modo diverso, con diversa intensità e con differenti modalità ma che, in ogni caso, hanno saputo reagire con coraggio.
Sono tutte storie vere... poi ci sono anche i romanzi che però non sono delle testimonianze di vita ma storie inventate... ma si questa è un'altra storia...
Mi impegno ad aggiornare questo post qualora mi venisse in mente qualche altro titolo di storie che hanno come protagoniste donne. Storie vere, storie di speranza e di coraggio. Storie di donne.