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lunedì 30 agosto 2021

Non perdiamoci di vista (F. Bosco)

 La foto di copertina è quella di un falò sulla spiaggia ma la storia si avvia in inverno, nell'ultimo giorno di un anno che non ha riservato grosse sorprese per Benedetta costretta a suonare trombette e alzare in alto i calici con la compagnia di sempre, senza grossi scossoni.

Un altro anno scivola via per la compagnia di via Gonzaga: un gruppo di amici consolidatosi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ora quarantenni che hanno a che fare con figli difficili da gestire, situazioni amorose disastrose e la speranza di quella scossa che possa portare, per tutti, un vento di novità che tarda ad arrivare. La compagnia diventa quasi un ripiego e quell'entusiasmo che avrebbe acceso gli animi anni prima inizia ora a scemare. 

Non sono più ragazzini Benedetta, Antonella, Costanza, Letizia, Anita, Woody, Andrea anche se fanno finta di avere tutto il tempo del mondo davanti.

Benedetta si barcamena tra un ex marito con il quale gestire il ménage con i due figli - Vittoria e Francesco - un lavoro da fisioterapista, una madre che vive con lei e che ha sempre applicato la tecnica della disciplina di ferro in casa sua, fin da quando era bambina.

Non c'è un vero e proprio amore nella sua vita. O meglio, gli ingredienti per un amore ci sarebbero pure ma, in sostanza, è più una mancanza quella che avverte Benedetta dietro ai silenzi e alle assenze di un uomo che è stato il suo amore da adolescente e che ha ritrovato a distanza di anni, potenzialmente pronto a recuperare quel rapporto interrotto improvvisamente anni prima, con più entusiasmo di prima e con un sentimento più maturo. Questo è ciò che sembra.

La storia narrata da Federica Bosco è la somma di tante storie perché ogni personaggio ha un suo trascorso ed ha qualche cosa da dire. E forse è stato proprio questo che mi ha un tantino depistata perché quella che avevo immaginato come fulcro della storia - la storia d'amore tra Benedetta e il suo amore d'altri tempi - cede il passo in più punti ad altro scadendo più d'una volta sul banale e diventa uno dei tasselli delle vicende che si susseguono.

Devo ammettere che la lettura è andata avanti a rilento, mi sono distratta spesso trovando delle parti ripetitive e portate per le lunghe anche quando non sarebbe servito.

Interessanti gli argomenti trattati (l'amicizia, le aspettative, le ambizioni, la diversità, i rapporti tra ex coniugi e i riflessi che la separazione possono avere sui figli) ma toccando un po' di tutto, senza approfondire niente in particolare.

Una delle figure che ho apprezzato maggiormente è stata quella di Mattia, un giovane disabile che si riscatta agli occhi di un mondo troppo spesso tentato di considerare la disabilità come diversità, come un limite. Anche qui devo dire che è tutto molto soft e molto veloce, nella realtà le cose non sono così immediate così come nella realtà i tempi e i modi per affrontare situazioni di bullismo (altro argomento trattato) sono un tantino differenti. 

La lettura è piacevole ma, per me, un tantino dispersiva. Ovviamente è una opinione personale, magari mi aspettavo maggiore approfondimento su personalità che ben si sarebbero prestate a dire molto di più di quel poco che hanno detto.

Lettura d'intrattenimento senza troppe pretese. Trama un po' troppo dispersiva ma il messaggio arriva forte e chiaro: è necessario affrontare la vita di petto, perchè spesso la vita gioca qualche brutto scherzo e non lascia grossi margini per temporeggiare. Questo, almeno, è quello che ci ho letto io.
***
Non perdiamoci di vista
Federica Bosco
Garzanti Editore
304 pagine
5.00 euro copertina flessibile, 12.00 euro copertina rigida, 9.99 kindle

giovedì 9 aprile 2020

Tehran Girl (M. Mohebali)

Ho avuto occasione di leggere il libro Tehran Girl nell'ambito della collaborazione in corso con Thrillernord e devo dire che è stata un'esperienza di lettura particolare.

Elham, la protagonista, non rappresenta, di certo, l’immagine della donna Iraniana che ci arriva da quella cultura. Ha trentatré anni e non incarna affatto il prototipo della donna sottomessa.
Di mestiere fa la segretaria ma la storia ruota tutta attorno ad una realtà in sui si sente stretta: la donna porta addosso il peso di un passato che torna quotidianamente a bussare alla sua porta, ha bisogno di risposte per trovare quella pace che - nonostante i comportamenti sopra le righe - in realtà le manca. Ha bisogno di ritrovare suo padre che è lontano da 25 anni e che non ha più voluto sapere nulla della sua famiglia.

Io ammetto di non aver mai approfondito la cultura mediorientale e ammetto che la figura di Elham mi ha decisamente spiazzata. Dai ragionamenti ai comportamenti, dal modo di apparire al carattere: la protagonista ribalta l’idea di donna  iraniana che avevo in mente.
Ed anche la sua storia mi ha presa in contropiede: tanti, tantissimi i personaggi che compaiono in modo più o meno determinante con tanti, tantissimi nomi che ho fatto fatica a memorizzare. Comportamenti sopra le righe, a partire dalla sgommata con l’auto fino al calcio tra le gambe sferrato ad un bestione grande e grosso. Situazioni che ho fatto fatica a mettere in fila anche per via della scelta fatta dall’autrice di  continui salti temporali che, secondo il mio parere, non hanno agevolato la lettura.
Probabilmente è un mio limite, probabilmente non ero pronta per una lettura di questo tipo ma non posso negare di aver fatto fatica ad arrivare alla fine.
Ciò che più mi ha incuriosita tra le tante vicende narrate è stato il rapporto di Elham con suo padre: lui che se n’è andato 25 anni prima e che solo ora lei apprende essere ancora vivo. Lo rintraccia con estrema facilità ma il risultato di questo riavvicinamento è diverso da quanto la ragazza aveva sperato. Sono loro ad essere diversi e quel vuoto lungo 25 anni non è colmabile in modo altrettanto semplice.

L’aspetto più toccante dell’intera vicenda è il senso di colpa che la protagonista si porta addosso fin da quando era bambina: è convinta di essere stata lei la causa della rovina della sua famiglia ma si rende conto di essere stata tradita. Qualcuno ha tradito lei e la sua famiglia in un periodo di instabilità politica ed ora, a distanza di anni, ha intenzione di capire chi possa essere stato anche se questo non potrà certo restituirle gli anni perduti.

E’ una missione, la sua, che però ho avuto l’impressione si sia persa tra una situazione e l’altra. Non è un racconto lineare. E’ a tratti claustrofobico.
I due obiettivi – trovare suo padre e capire chi all’epoca la tradì – mi sono sembrati due enunciati rimasti appesi a penzoloni su personaggi, vite e storie che hanno portato altrove il lettore.

E’ una storia che consiglio a chi voglia conoscere un personaggio che rappresenta l’inquietudine di una generazione che cerca il suo spazio al di sopra delle convenzioni di un luogo e di un tempo che gli vanno decisamente stretti. Una letture per chi voglia conoscere uno stile narrativo particolare e non abbia paura, a sua volta, di far parte di un esperimento letterario, secondo me, non adatto a tutti.
***
Tehran Girl 
Mahsa Mohebali
Bompiani editore
240 pagine
17.00 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle

domenica 4 agosto 2019

DreiW 2036 (A. Cadamuro)

Non amo i distopici, chi mi conosce o semplicemente mi segue lo sa. Partecipando a della challenge di lettura, però, capita spesso di trovare questo genere tra gli obiettivi così mi trovo, puntualmente, a leggerne uno.
Stavolta ho scelto un autore del tutto sconosciuto per me, Alessio Cadamuro, che propone una storia in cui ha sommato distopia, viaggi nel tempo, presente e futuro, amore ed avventura. 
Un romanzo che si legge facilmente, non complicato e scorrevole anche se - non posso non dirlo - mi sono imbattuta in diversi errori che andrebbero corretto, per lo meno nella versione e-book. Non so dire se si ripetano nella cartacea ma mi auguro di no.

Non è un racconto stilisticamente ricercato, questo anche va detto. La narrazione è semplice e piuttosto acerba ma non per questo meno gradevole.

L'avventura è ben strutturata, il protagonista cattura fin da subito l'attenzione e le sfide che si trova davanti offrono anche una certa vivacità ad una storia che riserva qualche sorpresa.

Dico fin da subito che mi è piaciuto il finale e trovo che sia il frutto di una positiva intuizione.

DreiW 2036: siamo in un futuro in cui il governo domina la vita di tutti grazie a social network e anche alle www - le drei W - di internet che non solo tengono tutti schedati ma anche controllati a vita.
Non siamo molto lontani dall'oggi che stiamo vivendo e, a ben guardare, oggi siamo sulla strada giusta per arrivare agli eccessi del 2036 dove gli uomini sono dipendenti in tutto e per tutto dalle tecnologie, sempre connesso con un unico, potente social network che permette alle informazioni di circolare, che permette a tutti di sapere tutto di tutti gli altri. Soprattutto al governo. Un governo totalitario che ha vietato l'uso della carta (considerato un reato) ed ha obbligato, invece, l'uso di questi dispositivi utilizzando anche un braccio armato - le DreiW - che ha il compito di mantenere il controllo e riportare sulla retta via coloro che si discostassero da ciò che il governo impone. Giorno dopo giorno la libertà appare sempre più lontana, sacrificata sull'altare del controllo supremo.

Fantascienza, distopia e cyberpunk si sommano in una storia in cui il protagonista - un giovane e promettente fisico che risponde al nome di Martin Freis - ha perso le gambe in un incidente sul lavoro e, a seguito di ciò, si trova a lavorare per il governo al Dipartimento Numerale di Derna, l'ente incaricato di analizzare e catalogare le tendenze del Social. Un lavoro tranquillo, che non gli crea nessun problema. Sarà proprio lui, però, la chiave di volta: a lui spetterà un incarico delicato e di fondamentale importanza per tutta l'umanità. Entrerà in contatto con un futuro in cui gli uomini - così come concepiti - si saranno del tutto estinti e dove sarà la cibernetica a mantenere in vita esseri bionici con il cervello umano.

L'ho letto in una giornata e con la voglia di sapere come la storia andasse a finire. Pur non amando il genere, lettura promossa. Non posso dire a pienissimi voti ma promossa.
***
DreiW 2036
Alessio Cadamuro
229 pagine
Kindle Unlimited

martedì 27 novembre 2018

Fai piano quando torni (S. Truzzi)

Margherita è una ragazza bella, ricca ma infelice che finisce in ospedale a seguito di un incidente stradale. Sta vivendo un periodo difficile della sua vita: è stata lasciata dal suo grande amore, Francesco, e non riesce a dare più un senso alla sua esistenza senza di lui.
Anna è una signora anziana che si trova nel letto d'ospedale accanto al suo per via di una caduta che le ha provocato la frattura del femore: è una donna nata da una famiglia umile ma che ha saputo guardare con fiducia al futuro, ha lavorato sodo e si è guadagnata quella stabilità economica che ora le permette di essere un'anziana benestante che, però, non ha dimenticato le sue origini.

In quella stanza d'ospedale si incontrano due vite diametralmente opposte sia per via dell'appartenenza a due diverse generazioni che per il vissuto di ognuna. 
In quella stanza d'ospedale nasce un'improbabile ma solida amicizia che cambierà entrambe, in meglio.
Anna ha tanta voglia di vivere ed ha un amore segreto che l'aiuta, da oltre cinquant'anni, a guardare con fiducia al futuro. E' un amore epistolare quello che la lega a Nicola, un giovanotto conosciuto tanti anni prima ed amato fin da subito ma non gradito alla sua famiglia perché meridionale. Le loro vite si sono separate ma invariato resta l'amore che li ha legati e li lega ancora, pur essendo così lontani.

La storia di Anna mi è piaciuta molto di più di quella di Margherita che, onestamente, mi è risultata subito antipatica. Dai modi rudi, il suo atteggiamento chiuso e indisponente non mi è piaciuto affatto.
Grande lezione di vita, invece, quella di Anna che si trova ad avere a che fare con una ragazza molto antipatica - così lei stessa la definisce ed è d'accordo con me - ma che le fa pena.
Così dice di lei a Nicola, in una delle lettere che gli ha scritto dall'ospedale.
 Penso che le andrebbero bene due scapaccioni, ma siccome non glieli posso dare provo a parlarle un po'. E' una bella ragazza e ha una mamma buona che le vuole bene, ha il lavoro e secondo me anche tanti soldi. Devo scoprire cos'è che ha che non va. Chissà se quello che non sono riuscita a fare con Raffaella riesco a farlo con questa qui.
Raffaella è l'unica figlia di Anna. Una ragazza praticamente assente dalla vita di quella donna che ha tanto amore da dare e con la quale non ha mai avuto un vero rapporto affettivo, tanto si è manifestata distante fin da ragazzina.

Non posso considerarlo come un romanzo indimenticabile sia per la storia - che dalla metà in avanti è piuttosto scontata - che per lo stile di scrittura che è molto semplice e a tratti sembra uscito dalla penna di una ragazzina. Ciò lo rende leggibile, è vero ma avrei preferito qualche cosa di più articolato.

Nonostante ciò ammetto di avere letto senza intoppi le avventure di queste due donne e cercavo anche un colpo di scena che, però, non è arrivato. Non è una lettura pretenziosa, scorre senza problemi ma lascia un po' di amaro in bocca.
Però - c'è un però - è anche vero che la protagonista è una donna anziana che non ha un alto livello culturale per cui le parti che la riguardano, soprattutto le lettere che fanno da apertura ad ogni capitolo, rendono molto bene: è come se pensassi a mia nonna che si mettesse a scrivere una lettera con la sua istruzione da seconda elementare di 80 anni fa... Questo non giustifica, comunque, alcuni passaggi su altre parti narrative che ho trovato piuttosto semplici.
Probabilmente, anzi sicuramente, si tratta di una precisa scelta stilistica che non riesco a comprendere.
Limite mio.

Credo proprio che mi rimarrà nel cuore la storia di Anna e Nicola: quell'amore forte ma lontano, quelle vite separate da chilometri e chilometri ma vicine come non mai, quelle esistenze parallele per scelte di vita differenti che, per causa di forza maggiore, li hanno portati l'una lontano dall'altro.
Un amore mai vissuto per l'incapacità, o l'impossibilità (all'epoca era così) di far valere i propri sentimenti e ribellarsi ad una famiglia che non ci ha pensato due volte ad alzare dei muri senza pensare alla felicità e al futuro di quella ragazzina che ora, da donna matura, non teme più niente e nessuno, tantomeno un amore a distanza. Credo di poter dire che non si tratta di una storia improbabile, tutt'altro. Ha un gusto un po' rétro per via del rapporto epistolare oramai antiquato come metodo di comunicazione ma due persone anziane che si tengono in contatto così, nell'epoca degli sms e dei videomessaggi, sono molto romantiche. E poi le lettere hanno sempre il loro fascino, l'emozione dell'attesa, la foga nell'aprire quei sigilli e nell'avere tra le mani la carta che l'amato o l'amata ha vergato di suo pugno! Romantico, d'altri tempi ma romantico!
E' Anna il mio personaggio preferito, oramai si è capito: non si cura del giudizio altrui, acuta nelle sue osservazioni anche quando sembra dire cose sciocche, divertente nella sua semplicità, romantica, intraprendente, coraggiosa, innamorata... Un personaggio che mi è piaciuto molto, fin dalle primissime pagine quando la sua testa spuntava da sotto al lenzuolo del letto d'ospedale con dei bei bigodini in bella mostra.

Una nonnina sui generis che domina su tutti gli altri personaggi, anche soprattutto sulla stessa Margherita che, secondo me, con il suo modo di essere e il suo carattere passa decisamente in secondo piano.

Con questa lettura partecipo alla Visual Challenge visto che in copertina compare una poltrona - utile per questa fase di gioco - ed alla  Challenge Tutti ad Hogwarts con le 3 ciambelle in quanto libro il cui titolo inizia per F.

giovedì 30 agosto 2018

La grande fuga (S. E. Phillips)

Lucy ha una vita invidiabile. E' stata adottata da na delle donne più famose al mondo e da suo marito, sta per sposare l'uomo che tutte le donne vorrebbero al loro fianco, ha una vita tranquilla ed agiata. Non le manca nulla.
Oppure sì?

Non se ne rende conto fino a che, arrivata all'altare per sposare Ted, viene assalita dai dubbi e fugge dall'altare lasciando tutti di sasso. Se ne va in sella ad una moto guidata da uno sconosciuto che rappresenta l'esatto opposto del prototipo di uomo che stava per sposare. 

Panda è rude, dai modi tutt'altro che eleganti, lontano mille miglia dal modo di essere di Ted ed è uno sconosciuto. Eppure lei, miss perfettina, colei che ha sempre cercato di fare del suo meglio per non mettere in imbarazzo una famiglia importante, non ci pensa nemmeno un secondo e si fa portare via fino ad arrivare su un'isola dei Grandi Laghi anch'essa lontana dalla sua vita di sempre. 
O meglio, dalla vita che fino a quel momento Lucy ha scelto.
Perché è di questo che si tratta: una scelta. La sua indole reale è decisamente diversa da quella che ha celato sotto la maschera della tranquillità e dell'eleganza. Lucy è una donna ribelle che vede emergere la vera Lucy giorno dopo giorno accanto ad un uomo che le riserverà tante sorprese. 
Incontrerà persone che lasceranno il segno, con storie importanti alle spalle ma anche nel loro presente. Incrocerà occhi che le resteranno cuciti addosso e sfiorerà mani che le trasmetteranno emozioni fino ad allora sconosciute.
Eppure non le mancava niente... forse!
Ora si rende conto che la vita che ha avuto fino a quel momento non era la sua vera vita. Lei è diversa e lo scoprirà in modo violento, con esperienze che mai e poi mai la vecchia Lucy avrebbe immaginato di fare o solamente tollerato.

La grande fuga: il titolo racchiude tutto il senso del libro. Lucy scappa. Scappa da una vita troppo perfetta, da una famiglia troppo perfetta, da un uomo troppo perfetto, scappa da se stessa. 
E decide di vivere la sua vita, quella che scopre essere la sua vera vita. 

Non sarà un percorso facile, tante saranno le contraddizioni e le esperienze - anche dolorose - che Lucy si troverà ad affrontare e ciò che più mi ha lasciata perplessa è stata la reazione della sua famiglia e del suo uomo, dell'uomo lasciato all'altare. Oltre a metterle alle costole una guardia del corpo pagata per proteggerla la famiglia non fa altro. E lui? Niente di niente. Abbandonato sull'altare, nemmeno tenta un contatto. Niente.

Panda - Patrick all'anagrafe - è un personaggio magnetico e si capisce al volo che porta cucito addosso un passato che lo ha segnato nel profondo. Così come accade con Bree: una vicina che entrerà in confidenza con Lucy e che ha qualche cosa da raccontare. 

Le loro storie si alternano nel racconto e le loro esperienze si accavallano dipingendo un quadro complessivo equilibrato e non privo di sorprese. 

Solo a lettura ultimata mi sono resa conto che si tratta del seguito di un altro libro in cui si parlava degli stessi personaggi: la tecnica narrativa è la stessa usata per la serie dei Chicago Stars con i vari personaggi che diventano protagonisti dell'una o dell'altra storia. E' comunque un libro autoconclusivo e che ben si comprende anche senza la storia precedente che, però, a questo punto mi incuriosisce e credo proprio che leggerò, seppur con l'ordine contrario dal dovuto.

Ho scelto questa lettura perché utile adatta per la  Visual Challenge in quanto in copertina compaiono scarpe con il tacco ma anche per la Challenge Di che colore sei? utile per lo spicchio rosa, obiettivo 2.

mercoledì 25 luglio 2018

Un altro giorno ancora (B. Marconero)

Non ho ancora capito se sia il caso di prendere a schiaffi una ragazza come Elly o se abbracciarla forte e trasmetterle un po' di quel calore che, evidentemente, le è mancato per via di quegli scherzi che la vita le ha fatto, provandola nel profondo.
Non so... se me la trovassi davanti cosa farei. Di certo le direi che la invidio un po' per aver trovato un ragazzo come Andrea

Elly - Elisa all'anagrafe - è l'unica donna di una famiglia ridotta ai minimi termini. Lei e i suoi fratelli sono orfani di entrambi i genitori ed è il più grande di essi, Dante, ad aver fatto da padre a tutti dopo la loro perdita.
Elisa è una tipa tosta, una di quelle che se la sanno cavare, che affrontano la vita di petto, mettendo i paletti dove necessario e senza volersi affezionare a nessuno per non doversi trovare a fare nuovamente i conti con una sofferenza che non è disposta a sopportare. Per questo, nessun legame, nessun coinvolgimento, niente di niente. Sesso, quello sì, perchè ha scoperto che è un buon antidoto contro il dolore. Ma nulla di più.
Ha una passione: i cavalli. E' brava, ci sa fare sia nel montarli che in tutto il lavoro preparatorio che una scuderia richiede ed è proprio per via di questa passione che arriva una nuova sofferenza quando il cavallo che  stava per acquistare, e per il quale stava mettendo da parte un certo gruzzoletto, le viene soffiato da sotto il naso da un acquirente più facoltoso. Ecco, dunque, che il sogno di avere Sparkle tutto per se, quel cavallo con cui è cresciuta e con il quale si trova in perfetta sintonia, svanisce in un momento.

E' una sua vecchia conoscenza a rompere l'incantesimo e risponde al nome di Andrea Serpieri: bello, ricco, tutto d'un pezzo, elegante, galante e insopportabile!

Le strade di Elisa ed Andrea si incrociano - o, meglio, tornano ad incrociarsi visto che si conoscono da quando erano bambini - non certo sotto i migliori auspici e tra i due giovani sono scintille. Nel libro Un altro giorno ancora - il primo che leggo di Bianca Marconero ma non certo l'ultimo - viene raccontato un rapporto tempestoso tra due giovani che si attraggono ma, in un modo o nell'altro, si respingono.

Ciò che più mi ha colpito di tutto il racconto è stata la mancanza di un dialogo diretto, chiaro, cristallino che avrebbe evitato un sacco di equivoci. Ma se ci fosse stato tutto ciò non ci sarebbe stato il libro per cui va bene così. Capita. Caspita se capita. Capita fin troppo spesso di non parlare con qualcuno credendo di aver capito, di aver interpretato certi segnali, di averne compreso i messaggi mentre, a ben guardare, è tutto molto più semplice di quanto non si possa immaginare. La vita è piena zeppa di incomprensioni, di equivoci... Per questo la storia di Andrea ed Elisa è una storia credibile. Come credibile è il dolore che Elisa si porta addosso, scritto su quei tatuaggi che sfoggia con orgoglio, nascosto nel profondo della sua anima, mascherato da un aspetto duro e menefreghista.

Alcuni suoi atteggiamenti mi hanno irritata, devo ammetterlo, e proprio questo ha reso interessante la lettura. Sarebbe stato tutto troppo facile e troppo bello per essere vero se non ci fossero stati degli ostacoli lungo il cammino.
Certo è che Serpieri sembra un sogno di ragazzo. Bello, attento, premuroso, ricco (e vabbè... ci sta pure questo), di successo... Ha anche lui i suoi lati oscuri (passatemi il termine) che lo rendono, però, ancora più interessante.
Non può mica essere davvero perfetto, no?
Questo sì che non sarebbe stato credibile.
Dalle descrizioni che l'autrice propone - e devo dire che sono davvero efficaci - sembrano due persone incompatibili tra loro per un sacco di motivi ma sono una convinta sostenitrice di come non ci si debba far ingannare dall'apparenza e di quanto persone apparentemente tanto diverse tra loro abbiano, invece, molto da darsi reciprocamente per cui la coppia è promossa. Certo, il percorso che seguono è un po' tortuoso ma il finale mi piace ed è giusto così. 

Ho trovato la storia prevedibile in alcuni passaggi (si capisce al volo chi è la ragazza che Andrea ha nel cuore fin da quando era bambina) ma comunque molto gradevole. Ben scritta, con il bellissimo scenario del mondo dei cavalli che dona un tocco in più all'ambientazione e con un particolare ruolo assegnato ai rapporti familiari, in particolare per quanto riguarda i fratelli di Elly. E' davvero bello ciò che traspare, l'attenzione che hanno quei fratelli l'uno per l'altro, il loro modo di tenersi in contatto, la libertà con cui si parlano, si accettano, si sostengono.
Tra i vari personaggi collaterali ho provato molta compassione per Anna: una ragazzina che punta molto in alto... troppo in altoe che mi ha davvero fatto un pochino pena per le illusioni che si è fatta.
E vorrei conoscere Dante, il fratello maggiore di Elly. Eh sì... mi piacerebbe davvero conoscerlo, offrirgli un caffè ed una stretta di mano. Ed anche dargli una pacca sulla spalla complimentandomi per il modo con cui ha aiutato i suoi fratelli a crescere visto che il suo è stato un ruolo fondamentale.

Con questo libro partecipo alla Challenge Diche colore sei? in quanto titolo consigliato e partecipo anche alla VisualChallenge in quanto in copertina compare una mano, utile per questo periodo di gara.

Un'ultima nota: è il primo libro che leggo con il mio nuovo Kindle e devo dire che è stata una esperienza oltre ogni aspettativa. Da convinta sostenitrice del cartaceo sempre e comunque, fino a qualche giorno fa ho letto e-book da un talbet che, seppur comodo all'epoca del suo arrivo, ora era diventato ingombrante, pesante, scomodo.
Problema risolto nel momento in cui mi è stato regalato un leggerissimo e comodissimo Kindle...
E' stata una positiva esperienza di lettura! L'ho letteralmente divorato, questo libro, soprattutto di sera quando il piccoletto di casa non voleva lasciarmi andare perchè in preda ai brutti sogni (dice sempre così) ed aveva bisogno della presenza della mamma per addormentarsi.
"Tu però leggi" mi dice ogni volta, visto che vuole essere sicuro che io sia vigile accanto a lui. Potevo forse non raccogliere l'invito??!!!??

giovedì 23 febbraio 2017

Big apple (M. Seals)

Lex bello, ricchissimo e sciupafemmine.
Dora (Fedora è il suo nome originale), assistente personale del capo che sa fare un ottimo caffè ma che non viene affatto valorizzata per le sue qualità professionali.

Sono loro i protagonisti di un libro che non rientra affatto nei generi che amo e che ho apprezzato solo in parte. Quella che viene descritta secondo me è una situazione piuttosto assurda che, tutto sommato, scorre.

Erotico nelle intenzioni (e di fatto non mancano le descrizioni di amplessi stellari) il libro non risparmia espressioni volgari anche quando non sarebbe affatto necessario. Dal piglio ironico, fin troppo in alcuni passaggi, l'autrice propone il riscatto di una donna sul grande capo: il loro legame professionale inizia nel momento in cui lui la licenzia. Strano a dirsi ma nella situazione in cui vengono a trovarsi i due è proprio così. Si arriva ad un contratto ed una delle clausole imposte da Dora è una convivenza, a casa sua, per un certo periodo di tempo.

Lex dovrà lasciare il lusso sfrenato per adattarsi ad una situazione che gli va più che stretta. C'è di mezzo un contratto (non è una situazione nuova, o mi sbaglio?) ma stavolta ad avere il coltello dalla parte del manico (chiedo scusa per l'espressione...) è lei, non lui.

Intende riscattare l'intero genere femminile punendo un uomo che, da sempre, considera le donne come mero oggetto sessuale anche se lei, a dire il vero, è fatta della stessa identica pasta visto che ammette candidamente di non amare rapporti duraturi ma rapporti. Fisici, s'intende!
Lui è abituato a comprare tutto e tutti con il denaro e, a dire il vero, non si smentirà fino alla fine. 
Lei si propone come salvatrice del mondo nel momento in cui si prefigge di dare una sonora lezione a quel giovane rampollo pieno zeppo di soldi e di donne, con il chiodo fisso del sesso (argomento discusso apertamente anche con amici che hanno la stessa fissa).

Non ho proprio gradito lo stile narrativo dell'autrice che si fa rivolgere i personaggi in modo diretto al lettore. Non è una cosa che mi piace. I personaggi diventano attivi nei confronti del lettore rivolgendosi a lui con affermazioni che intendono chiamarlo in causa o con espressioni che non mi sono affatto gradite.

Big Apple è un libro che propone la storia secondo i punti di vista di entrambi i protagonisti e questo, spesso, comporta delle ripetizioni che solo in alcuni casi sono utili ai fini della comprensione da parte del lettore. Nella maggior parte dei casi sono ripetizioni punto e basta.

Non lo disprezzo del tutto, suvvia!
La storia tra i due mi è sembrata un tantino assurda (ma in storie dal taglio erotico non capita quasi sempre così?) ma l'autrice è brava ad offrire un'altra storia al lettore: quella di Thomas e della sua sorellina che, con una storia personale e familiare alle spalle, entreranno prepotentemente nella vita dei due protagonisti.

Thomas è il personaggio che mi è piaciuto più di tutti ed anche in questo caso si sono semplificate parecchio alcune situazioni che lo riguardano. Resta il fatto che Thomas, nonostante tutto, è un personaggio positivo. 

Lex... troppo issimo
Bellissimo, ricchissimo, affascinantissimo, issimo anche dalla cintura in giù!
Dora del tutto estranea al mondo dei ricchi e lontana anni luce a quell'eleganza e quella classe che donne di un certo livello - lo stesso livello di Lex o giù di lì - dovrebbe avere. Somiglia più ad uno scaricatore di porto che non ad una potenziale fidanzata per il capo. 

Queste due realtà si incontrano e si trovano sulle stesse corde nelle ripetute scene di sesso, così senza pensarci troppo. Seppur coinvolti al massimo in quei momenti, per il resto del tempo Lex e Dora non fanno che odiarsi, disprezzarsi... 
Potranno avere un futuro? Soprattutto, lo vogliono un futuro o, per entrambi, è la solita storia di sessoe e niente più? Cosa realmente li lega?

Per gli amanti del genere, per chi cerca scene erotiche può andare bene. Io - l'ho già detto e lo ripeto - credo che l'erotismo e la sensualità siano altro rispetto alla descrizione di movimenti nei minimi particolari. Dopo aver letto Histoire d'O sono molto critica nei confronti di chi si cimenta in questo genere. Quelle ripetute scene mi hanno un po' annoiata, alla fine, soprattutto perchè l'atto sessuale viene continuamente proposto come fine a se stesso punto e basta... Ho seguito con molto più interesse la storia di Thomas e di sua sorella, lo ammetto.
Va anche detto, però, che ad un certo punto la situazione cambia e subentra qualche cosa di nuovo per entrambi.

Con questa lettura - che consiglio solo a chi non ha grosse pretese - partecipo alla  challenge di Chiara del blog La lettrice sulle nuvole.
Ps. il tizio in copertina non ha niente a che vedere (dal punto di vista del fisico e dell'aspetto che le descrizioni lasciano immaginare) con Lex. Niente proprio! Ed anche il tacco di lei... fuorviante!

sabato 12 novembre 2016

L'uomo che inseguiva i desideri (P. Patrick)

Una specie di fiaba con un protagonista moderno. Questo è ciò che ho pensato nel leggere il libro L'uomo che inseguiva i desideri
Il protagonista è un uomo, vedovo, con due figli adulti lontani, ognuno con la sua vita. Si ritrova solo e si lascia andare. Non esce più di casa, non ha più uno scopo nella vita e perde la capacità di apprezzare tutto ciò che gli capita attrno. Senza di lei, nulla ha più importanza. Non ha un obiettivo. Ha solo tanti ricordi che bussano alla sua porta e che gli lasciano del vuoto attorno. Il vuoto dovuto all'assenza della donna che ha amato per quarant'anni. 

Miriam, questo è il suo nome, è la donna con cui ha avuto un'esistenza tranquilla e felice. Ne è convinto. Ma le sue convinzioni iniziano a traballare quando trova all'interno di uno stivale di lei un braccialetto che non gli sembra di averle mai visto addosso. Un bracciale che dovrebbe anche essere piuttosto prezioso e con dei ciondoli che non sembrano affatto casuali. 
A ben guardare e dopo una serie di ricerche, ognuno di quei ciondoli avrà qualcosa da dire. Qualche cosa che Arthur - questo il nome del protagonista attorno al quale si snoda la storia - non avrebbe mai immaginato!

Un elefante, un fiore, un libro, una tavolozza, una tigre, un ditale, un cuore ed un anello. Questi sono i ciondoli che lo incuriosiranno al punto tale da farlo partire per un viaggio che mai avrebbe immaginato di fare, in situazioni che mai avrebbe immaginato di vivere e, soprattutto, scoprendo  tasselli della vita passata di Miriam che nemmeno lontanamente avrebbe potuto ipotizzare.

Chi era la sua donna prima di diventare sua moglie? Perchè gli ha nascosto situazioni importanti, persone che sono state importanti per lei e che hanno di sicuro lasciato un segno della sua vita? Da cosa voleva proteggerlo? 
Ed ancora: il passato di sua moglie, così diverso da come lui avrebbe mai potuto immaginare, è poi così importante? Cosa cambia, ora, nel sapere cosa facesse e chi aveva nel cuore?

Arthur non riesce a restare indifferente al richiamo di quei ciondoli e non riesce bene a capire come archiviare i ricordi - non suoi - che emergono un ciondolo dopo l'altro.

Ammetto che quell'uomo mi ha fatto molta tenerezza. Ho immaginato persone a me care nei suoi panni. Persone che si sono trovate sole dopo la scomparsa della loro compagna o del loro compagno di vita. Ed ammetto che una reazione come la sua non mi è poi sembrata così strana o assurda. Tutt'altro.

Durante i viaggi e durante le indagini fatte per cercare di svelare i segreti celati in ogni ciondolo Arthur non trova solo pezzi di vita di sua moglie ma ritrova anche se stesso. E' il suo io che si mette in discussine, sono i suoi sentimenti che vengono sballonzolati a destra e a sinistra per poi approvare in un lido tranquillo...    

Il ciondolo che più mi ha incuriosita è stata la tavolozza. Quello che mi ha preso meno... l'anello nonostante tutto ciò che in questa storia è celato, e non si tratta di qualche cosa di leggero.

In alcuni passaggi mi è sembrato di trovarmi davanti a situazioni un tantino assurde e irrealizzabili ma si tratta pur sempre di un romanzo, possiamo concederlo!

E' un libro che ho letto volentieri (l'ho preso in e-book pur non amando la lettura digitale): lo stile dell'autrice è piuttosto semplice e lineare, senza ricercatezze di nessun tipo. E' un invito a riscoprire i buoni sentimenti, a valorizzare la propria vita anche in momenti difficili, ad apprezzare ciò che si ha attorno.   

Questa lettura mi permette di partecipare alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 2: copertina prevalentemente blu.
Inoltre, mi permette di partecipae alla Challenge di Chiara del blog La lettrice sulle nuvole.

giovedì 23 giugno 2016

Keep calm e diventa mamma (S. Redana)

Non amo leggere gli e-book. Chi mi segue lo sa. Lavorando tutto il giorno davanti allo schermo di un computer l'idea de mettermi a leggere davanti ad un altro schermo, seppur più piccolo, non mi aggrada. E' il libro cartaceo che mi rilassa, con gli e-book sento di fare più fatica.
Ogni tanto, però, per non sentirmi fuori dal mondo telematico, me ne concedo qualcuno e scelgo letture leggere, non troppo impegnative.

Questa volta ho letto Keep Calm e diventa mamma, della mamma blogger Simona Redana.
E' scritto da una donna pertanto mi permette di partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 1: libro scritto da un'autrice. Ringrazio la casa editrice per avermi dato la possibilità di leggerlo e sorridere un po'!
Ho iniziato a leggerlo come by pass tra una tappa e l'altra e la fortuna ha voluto che avesse le caratteristiche necessarie per rientrare nella tappa di Baba della Challenge. Meglio così.

Dal blog al libro: questo è il percorso che ha portato - se non ho capito male - alla stesura dell'e-book in oggetto. L'autrice racconta la sua esperienza di madre. O meglio, racconta le fasi che l'hanno portata ad essere moglie (la storia ha inizio con il racconto tragicomico del suo matrimonio) per arrivare in fretta alla maternità.
Una maternità che arriva quasi tra capo e collo e che la coglie impreparata. Eh si, non è così convinta di questo suo prossimo ruolo di mamma. Da qui il racconto del periodo della gravidanza, proposto con ironia, dando voce alle paure che - troppo spesso - vengono mascherate con un'aurea di perenne dolcezza e felicità solo per il fatto di avere un esserino in pancia. 
Eh no. Simona sa bene che essere in attesa vuol dire avere dei fastidi, veder montare delle paure che possono diventare anche dei macigni per arrivare, poi, alla svolta: alla nascita di un bambino o di una bambina e alla nascita di una mamma. 
Anche quando non si riesce ad essere partecipi come il mondo vorrebbe alla felicità insita nello stato di gravida e di futura mamma, poi arriva il momento in cui si realizza ciò che accade.
...lasciate che zia Simona vi sussurri una cosa nell'orecchio: l'amore arriva, arriva sempre. Immediatamente, dopo qualche minuto, dopo una manciata di mesi, ma arriva. 
Ognuna ha il suo modo di essere, le sue convinzioni, le sue paure e fragilità ma l'amore arriva. Dopo il suo racconto ironico, le frecciatine, il mettersi a nudo mostrando le sue debolezze ed i suoi timori, Simona rassicura tutte le lettrici con una conclusione tenera a colma d'amore.

E' un libro che si legge in fretta, rapido e diretto. E' il racconto di una blogger diventato libro: questo c'è da aspettarsi. Può essere un modo per guardare alla maternità con occhi diversi e divertirsi un po'. Simona fa le sue considerazioni a voce alta e rende i lettori partecipi del suo cammino verso la matermità.Chi ha paura di non essere all'altezza, chi non riesce proprio a sentire l'istinto materno, chi ha la repulsione per cacche e ruttini sa di non essere sola. Simona docet!

domenica 7 dicembre 2014

Le piccole cose della felicità (I. Palmosi) - Evitate se potete!

Da dove inizio?
Ho pensato a lungo prima di decidermi a recensire l'ultimo libro che ho letto nel mese di novembre. Ne è prova il fatto che siamo arrivati al sette di dicembre... e la lettura è terminata già da un po'...

Le piccole cose della felicità: un libro preso in ebook per la voglia di concedermi qualche cosa di leggere (titolo e copertina questo mi hanno fatto pensare) e soprattutto per ricredermi sugli ebook, dopo alcune pessime esperienze che pensavo fossero arrivate al loro culmine nel giugno scorso.

La storia secondo il mio punto di vista è molto banale: una lei - che si esprime anche in modo piuttosto volgare, devo dire la verità - che improvvisamente si trova alle prese con un bambino ed una signora anziana che entrano con forza nella sua vita. Il piccolo è orfano di madre ed ha un padre bellissimo di cui le si innamora perdutamente in un nanosecondo. La signora anziana ha un segreto che conserva gelosamente e che, guarda caso, proprio la protagonista - di cui ora mi sfugge anche il nome, pensa un po' quanto mi ha colpita il libro! - andrà a scoprire.
Non svelo altri dettagli ma mi limito a dire che la storia secondo me è molto banale: si vogliono accendere i riflettori sui buoni sentimenti, si vuole proporre una storia a lieto fine che trovo scontata e sempliciotta.

L'autrice mi odierà ma torno a ripetere, come fatto in altro caso, che chi ha l'ambizione di essere uno scrittore o una scrittrice deve mettere in conto di imbattersi anche in delle critiche visto che non tutto può piacere a tutti in assoluto.
Posta la banalità della storia (la trama può piacere o non piacere... questione soggettiva) anche stavolta mi sono imbattuta in strafalcioni grammaticali che già da soli avrebbero tolto a chiunque la voglia di leggere. 

Inizialmente ho cercato di essere tollerante, sperando che fosse solo qualche svista... andando avanti con la lettura, però, proprio non ce l'ho fatta e mi sono innervosita alla grande!
Se magari la storia avesse avuto maggiore spessore allora si poteva pure chiudere un occhio (uno e mezzo!) su tutto il resto... ma l'insieme delle due cose sono state davvero un mix esplosivo.

Se un pugno alo stomaco può essere un errore di battuta, se anche deve sapere quali siano le radice da cui proviene può esere un errore di battuta... poi si prosegue con un'escalation di errori che non sono sopportabili.

Intanto credo che l'autrice non conosca la differenza tra il verbo PORGERE ed il verbo SPORGERE... Perchè quando mi dice MI SPORGE LA MANO e lo ripete più e più volte capisco che c'è qualche cosa che non va.

Poi leggo NON COMMENT (sarà mica NO COMMENT?), oppure, C'E' UN CARION (sarà forse un CARILLON?), oppure ABAT JUR (magari ABAT-JOUR?) per arrivare a GILDA SE N'E' STA ZITTA.... non si può sopportare... dai... ma come, se n'è sta zitta! Su!!!

Poi ci sono pure le chicche, esempio di stile, che vanno ben oltre gli errori su singole parole... è una questione di forma, di grammatica... suvvia: 
E Gilda con tutta la sua arroganza dicendomi che scrivere è stato anche bello per quei cinque minuti ma che poi le aveva dato la soddisfazione di una carta igienica ruvida con cui pulirsi il culo.
La frase è questa... il senso si capisce, grazie al bel francesismo finale... ma la frase su cosa si dovrebbe reggere? 

No no... non vado avanti perchè credo di essermi spiegata.
Testo pieno zeppo di errori, storia insulsa... lettura, secondo il mio punto di vista, da evitare con cura. Mi spiace dirlo ma è tempo sprecato!
Torno a chiederlo di nuovo: ma non c'è un'anima pia che possa leggere il testo prima di diffonderlo (costa meno di un euro il download immediato... ma che vuol dire? Se metti in giro un libro abbi almeno la decenda di farlo somigliare anche lontanamente ad un libro... partendo dalla grammatica e dagli errori di battuta!)? Nessuno che si prenda la briga di dare ad uno scritto la parvenza di qualche cosa di leggibile? 

Io gli errori non li sopporto e mi innervosisco anche se il libro lo pago novantanove centesimi. Mi spiace, ma è così.
Lettura che sconsiglio caldamente per un sacco di buoni motivi.

Un'ultima chicca:
L'amore è il primo aprile, lo sai che arriva ma non te lo aspetti.
Ma che vorrebbe dire?
Mha!

Ps. io ho scaricato il libro il 26 di novembre e l'ho letto in fretta (non vedevo l'ora di finirlo!!!). 

Ora compare su Amazon una precisazione da parte dell'autrice con cui si dice:

Buongiorno a tutti, ci tengo ad informarvi su una questione: la versione ebook inizialmente apparsa su Amazon, che aveva dei problemi di conversione, è stata sostituita con una nuova corretta.
Mi dispiace per il fastidioso imprevisto che, però, non è dipeso da me.
Da qualche giorno, potete scaricare gratuitamente l'aggiornamento.
Saluti e baci. 

Io non ci tengo affatto a scaricare gli aggiornamenti perchè vorrebbe dire leggere, di nuovo, la stessa banalissima storia... magari chi si imbatterà in questa lettura ora potrà avere una lettura più scorrevole di quanto non l'abbia avuta io... fatemi sapere, magari ai prossimi lettori va meglio!

domenica 23 febbraio 2014

Ultimi arrivi#1

In attesa del flash mob letterario del primo di marzo, ci sono dei nuovi arrivi in casa nostra... Alcuni li ho comprati dietro precisa richiesta di alcuni membri della mia famiglia ed uno... per sperimentare la lettura in e-book alla quale mi sono avvicinata da poco e, lo ammetto, non senza scetticismo.

Mia nonna (che ha 92 anni) mi ha chiesto di comprarle Braccialetti Rossi e un altro libro che aveva visto in tv, in occasione di una presentazione: Una lacrima mi ha salvato. Storie diverse tra loro ma comunque in qualche modo collegate: il primo è il libro da cui è stratta la serie tv che sta spopolando in questo periodo (e che io non sto seguendo... preferisco leggere il libro) mentre il secondo parla di una ragazza che si è risvegliata dal coma e per la quale i genitori erano sul punto di staccare la spina.

Insieme alle richiste della nonna è finita anche una specifica richiesta della principessa di casa che, però, probabilmente si aspettava qualche cosa di diverso. Mi ha chiesto il libro di Peter Pan sulla scia dell'entusiasmo alimentato dalla serie tv in cartoni animati  che sta guardando in questo periodo. Io le ho preso un classico nel vero senso della parola: si tratta del testo integrale e non di estratti riproposti in mini formati con immagini del cartone animato. Lei, però - me lo ha fatto capire chiaramente - era quello che si aspettava...
Ha otto anni e credo che sia ora di fare il salto verso libri più adatti alla sua età piuttosto che restare ancorati ai librini da bambini piccoli. Così, ho trovato un compromesso: se non se la sente di iniziare a leggere da sola un libro così, senza immagini ma solo testo, la aiuterò io e leggeremo insieme un capitolo ogni tanto alternandoci nella lettura ad alta voce. Più avanti saprò dire se l'esperimento porterà a dei risultati oppure no... Se proprio con lei andasse male... è sempre un piacere leggere un classico ed io non disdegno certo di farlo per cui... il libro non andrà di certo sprecato.

Su richiesta di mia madre mi sono, poi, procurata il libro Oggi a me, domani a chi? che narra l'esperienza diretta dell'autore e che non è stato facile trovare. Non è un libro in vendita nelle librerie ne' on line: ho dovuto contattare personalmente l'autore per farmene mandare una copia ed ora... mia mamma è stata accontentata. Anche in questo caso si tratta di un libro visto in tv, durante una presentazione in una trasmissione del mattino. 


Gli ultimi arrivi si concludono con il mio primo romanzo in e-book. Si tratta di La libreria degli amori inattesi che sto leggendo in questo periodo. 
Ho scaricato un'app Amazon sul mio tablet ed ho iniziato a prendere confidenza con questo modo moderno di leggere libri... Devo dire che.. pensavo peggio. Ero partita molto prevenuta visto il mio amore per i libri cartacei... Avrò modo di parlare anche di questo a lettura finita. Sono al 37% del libro... è scritto sullo schermo, in basso... ;-)

Ps. per me è sempre un piacere comprare libri per i miei cari (oltre che per me, ovviamente)... puntualmente finiscono tutti tra le mie mani per cui si tratta di doni in condivisione...

giovedì 6 febbraio 2014

Ultimi arrivi e... novità! E tu, che lettore sei?

Sono arrivati dei nuovi libri a casa mia... Alcuni comprati da me per me, uno comprato da mia figlia sfruttando un buono che le è stato regalato per il suo compleanno e da spendere in libreria... un altro comprato da me per i bambini a completamento (anche se credo che manchi ancora qualche cosa) della collana Il mondo del Signor Acqua che tanto ci piace.

Alcuni dei libri che ho comprato mi saranno utili per la gara di lettura in corso ed alla quale sto partecipando con molto entusiasmo (...ammetto che nella scelta mi sono fatta trasportare dalla necessità di trovare titoli adatti...) ed uno lo sto leggendo da qualche giorno (bello... mi piace molto... ne parlerò a tempo debito visto che sono a poco meno della metà)... Il problema è che... non so più dove mettere i tanti libri che possiedo... 

Sto utilizzando diversi scomparti della libreria dove li ho sistemati in doppia e tripla fila, ultimamente mio marito mi ha anche dotata di una mensola e altri li ho relegati in un angolino buio del ripostiglio... Avrei altri scomparti ma dovrei trovare un posto per le cose di mio marito e per i libri dei bambini (che tra l'altro hanno monopolizzato la libreria che abbiamo in salotto... piena sul punto di scoppiare)...

E visto che la voglia di leggere cose nuove è sempre crescente, che si fa?
Seppur restia, mi sono avvicinata anche io al mondo degli ebook... per il momento ho solo scaricato qualcosina di gratuito, giusto per  capire come funziona, sul mio tablet ma non ho letto nulla.
Chi l'avrebbe mai detto che anche io sarei arrivata a valutare tale evenienza???
Resto sempre dell'idea che avere un libro tra le mani sia un'altra cosa... non paragonabile al freddo tablet... ma mi rendo anche conto che questo è il futuro, che i costi sono di molto inferiore, che i libri si archiviano senza problemi... mha.. dovrò provare. Chissà se mi convincerò mai del tutto?

Per ora mi gusto il mio bravo librino che ho davanti agli occhi, qui sulla scrivania, e che sembra chiamarmi... La principessa di casa dorme (oggi era esausta, con gli occhi lucidi ed il mal di testa... l'ho fatta andare a riposare e se per una volta non fa i compiti non muore nessuno... ) ed il piccoletto si rilassa in cameretta dopo aver fatto tutti i suoi compiti da solo... Credo di avere anche io qualche minuto da dedicare a qualche cosa che mi piace... 

E voi? Vi siete convertiti agli ebook?  O siete lettori vecchia maniera come me?