Visualizzazione post con etichetta di che colore sei? Reading challenge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta di che colore sei? Reading challenge. Mostra tutti i post

lunedì 10 dicembre 2018

Il tuo meraviglioso silenzio (K. Millay)

Nastya e Josh sono due diciassettenni ai quali la vita non ha fatto sconti. Portano sulle spalle dei fardelli pesanti, tanto pesanti da farli sentire entrambi sbagliati, come se si trovassero in una realtà a cui non appartengono e si dovessero difendere, giorno dopo giorno, da tutto ciò che li circonda.

Lei non parla da 452 giorni, da quando ha perso l'uso della mano sinistra a seguito di un'aggressione, da quando ha dovuto scrivere fine alla sua carriera di pianista provetta.
Lui è rimasto solo dopo aver perso tragicamente sua madre e sua sorella, prima, suo padre e sua nonna poi. 

Soli.
Sono entrambi soli.
Lei per scelta.
Lui perché la sorte è ciò che gli ha riservato.
Lei non ha nessuna intenzione di intrattenere rapporti di alcun tipo con nessuna delle persone che ha attorno e, soprattutto, non ha intenzione di dare spiegazioni di alcun tipo.
Lui vive dentro a precisi confini che ha eretto attorno alla sua vita e che nessuno ha intenzione di violare.

Nel momento in cui le loro esistenze si incontrano, nonostante la reciproca resistenza, qualche cosa cambia. Si cercano, anche se agli occhi di tutti non è così.
Si trovano, anche se si sforzano per mantenere le distanze e non affezionarsi l'uno all'altra. 
Ognuno ha un motivo ben preciso per evitare che accada ciò che, invece, si sta alimentando sotto la cenere. 
Ognuno riesce a dare all'altra quello che serve per sopravvivere e per tentare di guardare al futuro con occhi nuovi.
Entrambi hanno un pezzetto della propria vita da proteggere, da lasciare nell'ombra, da non svelare. Eppure non è così facile restare nascosti davanti agli occhi di qualcuno che sa leggerti nell'anima, di qualcuno che riesce a sentire i battiti del tuo cuore anche a metri di distanza. 

La storia va letta parola per parola senza fretta per assaporarne appieno ogni sfumatura ma è inevitabile ritrovarsi catturati in un vortice di emozioni che fanno diventare, ben presto, la lettura del prosieguo come una vera e propria esigenza.

Ciò che più mi ha toccata è stata la scelta dell'autrice di proporre due protagonisti giovani ma già così segnati dalla vita. Una scelta importante, che avrebbe potuto rendere la storia poco credibile se si fosse calcata troppo la mano. Ma non è affatto così.

Lei è una ragazza tormentata, segnata nel fisico e nell'anima. Anche nella mente, a dire il vero, visto che non si è mai psicologicamente ristabilita del tutto dopo quello che le è accaduto qualche anno priva.
Lui è un ragazzo che ha imparato a convivere con la solitudine ma che è convinto di essere destinato a perdere tutti coloro che lo amano. Ecco da dove arriva la sua tendenza a non lasciarsi coinvolgere da nessuno, al suo voler non amare. Non vuole perdere ancora qualcuno. Ha perso tutti e gli basta così. E' una ragazza difficile da capire. Una ragazza che non ha intenzione di farsi capire.

Devo dire di averli amati entrambi. Sono protagonisti di una storia d'amore fuori dai canoni delle storie d'amore classiche. Il loro è un amore tormentato, un sentimento che segue vie tortuose dall'inizio alla fine e che va verso un epilogo diverso da ciò che si potrebbe sperare.
Li ho amati entrambi. Anzi, a dire il vero, ho amato la loro storia e mi è sembrato di poter toccare con mano la loro sofferenza, il loro tormento, le loro difficoltà.
 
Non mancano colpi di scena e delle sorprese che tengono ancora di più il lettore attaccato alle pagine di un libro che merita davvero di essere letto.

L'unica annotazione che mi sento di fare è legata all'uso del virgolettato. Più volte mi sono imbattuta in dialoghi in cui le virgolette vengono aperte e non chiuse o non aperte per niente dopo un inciso ma quando, chiaramente, il personaggio sta parlando. Peccato. 
Ovviamente si tratta di un problemino che passa in secondo piano ma che è non è sfuggito ad una lettrice precisina come la sottoscritta. Nel complesso non ci ho fatto caso più di tanto per via della bellissima storia, della perfetta caratterizzazione dei personaggi, della capacità dell'autrice di dare intensità a dei ragazzi, appena diciottenni, provati dalla vita più di quando non lo possano essere persone molto più adulte di loro.
Brava, davvero brava. Credo che una storia così abbia richiesto molto lavoro vista la struttura perfetta della storia e vista anche la complessità della situazione proposta. Complessità che non equivale a pesantezza o a lettura difficile. Complessità che si traduce in un romanzo unico, uno dei più belli letti in quest'ultimo periodo dell'anno.

Ringrazio le organizzatrici della Challenge Di che colore sei che mi hanno fatto conoscere queste storie così dolorose, così intense ma anche così cariche di emozioni e tanto capaci di emozionare. Chiudo con questa lettura la partecipazione alla challenge e ne sono contenta: non ho brillato in fatto di quantità di libri letti ma devo dire di averne scoperti di molto belli e mi va più che bene così!

martedì 4 dicembre 2018

Dammi mille baci (T. Cole)

Quella di Poppy e Rune è una storia commovente. E' la storia di un amore profondo ma anche una storia di dolore, di rabbia e di coraggio. 
E' una di quelle storie che fanno piangere ma anche sorridere alla luce del messaggio di speranza e di amore per la vita che viene lanciato.

Poppy e Rune si conoscono da bambini quando lui, trasferitosi da poco in una nuova città, si imbatte in una sua coetanea con un fiocco in testa che gli tende la mano e gli offre la sua amicizia.
Un'amicizia che li legherà per sempre, anche se in quel momento ancora non lo sanno.

Ho iniziato a piangere fin dalle prime pagine quando Poppy perde sua nonna: sono momenti davvero toccanti quelli che precedono il ritorno a casa della cara nonna di Poppy. Un ritorno doloso per la perdita ma anche carico di speranza per l'importante avventura che la nonna le lascia da vivere: riempire un intero barattolo con mille cuoricini di carta su cui dovrà restare traccia di altrettanti baci, di quelli che fanno scoppiare il cuore.
A Poppy piacciono le avventure. E quale compagno migliore di Rune per mantenere la promessa fatta alla nonna? I due bambini prendono sul serio la loro missione e il loro rapporto si consolida ogni giorno di più con promesse di amore eterno. 
Fino a che... Rune non deve lasciare la città per qualche anno.
Qui si interrompono misteriosamente i contatti tra i due e Rune cambia. Abbandonato dalla persona che ama di più al mondo, diventa scontroso, si arrabbia facilmente, segue compagnie poco rispettabili e dà a suo padre la colpa di quanto sta accadendo.

Tornato in Georgia con la sua famiglia, nel posto in cui ha vissuto da bambino e in cui ha conosciuto Poppy, Rune è diverso. Non è più quel ragazzo dolce che tutti ricordavano, non ha più lo sguardo tenero e delicato di un tempo. Ora è un altro ragazzo. 
Il vecchio Rune non c'è più. 
E nel momento in cui cerca di capire cosa possa essere successo, cosa possa averlo realmente allontanato da Poppy scopre che la vita, purtroppo, riserva delle grandi sorprese. 
Sorprese capaci di cambiare non una ma tante vite!

Come dicevo in apertura la storia è commovente. Però non posso negare di aver trovato delle ripetizioni, degli sviluppi un tantino prevedibili e degli errori di cui avrei fatto a meno. Errori nella traduzione? Non so e non sta a me dirlo ma mi sono imbattuta in frasi che mi hanno fatto innervosire... Passi la prevedibilità di alcuni sviluppi, passino alcune ripetizioni che anziché essere rafforzative appesantiscono la narrazione, gli errori tali sono e tali restano.
Mi spiace davvero ma la mia onestà non mi permette di fare finta di niente. In più occasioni mi sono imbattuta in e-book con errori palesi e non ce l'ho mai fatta a far finta di niente. Stavolta la storia mi è piaciuta e ciò ha un pochino mitigato l'effetto negativo che tutto ciò ha provocato in me ma è innegabile che c'è qualche cosa che non va (e i tre esempi che porto sono solo alcuni degli errori in cui mi sono imbattuta), qualcosa che mi auguro sia circoscritto all'edizione e-book e che, magari, scompaia in quella cartacea. Me lo auguro.

Ora, che l'aspetto emotivo possa aiutare a soprassedere è indubbio, resta il fatto che errori ci sono e sono antipatici. 

Posto ciò, seppur con diverse perplessità (sono un po' troppo puntigliosa, lo so, ma che ci posso fare?) non boccio questo libro.
Il personaggio che più mi è piaciuto è quello di Poppy. Una bambina positiva, di quelle che portano il sole in ogni posto in cui vanno, si trasforma in una ragazza coraggiosa e sempre più positiva, amante della vita e pronta a cambiare le esistenze di coloro con i quali entra in contatto. In meglio.
E' una figura chiave della storia e l'ho ammirata per il suo modo di affrontare la vita ed anche per essere riuscita ad influenzare positivamente soprattutto Rune dopo averlo ritrovato diverso da quel Rune che ricordava. Sono due diciassettenni i protagonisti della storia, due ragazzi che vivono con intensità un amore grande ed affrontano anche delle grandi difficoltà ed un profondo dolore. Ma ciò che resta in chi legge, secondo il mio parare, non è tanto il dolore quanto lo smisurato amore per la vita ed il rispetto per ogni singolo attimo che ad ognuno viene concesso di vivere che Poppy trasmette con il suo modo di essere e di affrontare il suo oggi.

Con questa lettura partecipo alle ultimissime fasi della Challenge Di che colore sei.

lunedì 26 novembre 2018

Il giro di boa (A. Camilleri)

E' soprattutto l'umanità di Salvo Montalbano che mi ha colpita, più di quanto non l'avesse fatto già in passato, nel libro Il giro di boa

Il commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri mi ha sempre catturata per la sua umanità ma stavolta più del solito. Questa volta ha a che fare con un bambino e con un profondo senso di colpa che non l'abbandona fino alla fine. 
Umanità che arriva al lettore anche dalla sua voglia di lasciare il suo ruolo in modo definitivo: vuole rassegnare le dimissioni. E' stanco, deluso, non si vede rappresentato da alcune situazioni che si stanno verificando accanto a lui e che coinvolgono suoi superiori. 

E' indignato e vuole dire basta.

Ma l'incontro con quegli occhi scuri, con quello sguardo supplichevole, con quelle mani che sembrano non volere lasciare le sue lo segneranno profondamente dandogli la forza di continuare a fare il suo mestiere se non altro per cercare quella giustizia che, se lo augura, possa alleggerire il peso che ha sul cuore e sulla coscienza. 

L'umanità di Montalbano - il suo essere uomo prima che commissario, prima che eroe, prima che personaggio pubblico - arriva anche dal suo appetito. E' una sua caratteristica l'immagine di un uomo a tavola, con porzioni abbondanti sia che a preparare il pasto sia Adelina, la donna tuttofare che lo accudisce così come quando se ne va in trattoria. E' umano anche lo smarrimento che prova quando il suo ristoratore di fiducia si mette a riposo, con il timore di non trovare più niente e nessuno che sia capace di soddisfare il suo palato. 

Questa volta il commissario è alle prese con due casi che sembrano non essere tali. Morte accidentale (annegamento) ed incidente stradale: ma i conti non tornano e Montalbano non si tira indietro soprattutto tenendo conto di un suo coinvolgimento personale del quale, a ben guardare, avrebbe fatto volentieri a meno.

Lo stile di Camilleri è coinvolgente nonostante il dialetto usato - anche questa caratteristica dei racconti d Montalbano - e che non mi infastidisce affatto. Anzi, in più passaggi mi sono ritrovata con un gran sorriso sulle labbra ad immaginare scene esilaranti pur nella tragicità della situazione. 
I personaggi ricorrenti nelle storie di Montalbano non si smentiscono mai, Catarella in primis, che con il suo linguaggio, il suo modo di essere un bambino in un corpo d'un uomo, è il collaborare più divertente del commissario. 

Un piccolo appunto meritano le figure femminili: Livia, l'amore della vita di Salvo Montalbano, resta in secondo piano e non compare in prima persona se non per qualche telefonata. In primissimo piano, invece, Ingrid, la svedese amica di Montalbano (un po' meno di Livia) che oltre ad essere una perenne tentazione per lui sarà anche la chiave di volta nelle indagini che, alla fine, presenteranno più punti di contatto di quanto si potesse pensare.

Lettura piacevole, scorrevole e tanta voglia di continuare a leggere i prossimi libri della serie.
Promosso a pieni voti, come al solito, il formato proposto da Sellerio Editore (la collana è La memoria): maneggevole e comodo da tenere in borsa, è il formato che più mi piace in assoluto tra i tanti che ho avuto tra le mani nel tempo. Credo anche di averlo detto altre volte per cui mi scuso per la ripetizione.

Con questo libro partecipo alla Challenge Di che colore sei? per lo spicchio giallo, obiettivo 1 (libro da cui sia stato tratto un film o una serie).

Ps: quella che ho trovato in biblioteca è un'edizione piuttosto sgualcita per cui ne deduco che sia passato spesso da una mano all'altra. Quando un libro porta i segni del passaggio da un lettore all'altro è buon segno, no?

venerdì 23 novembre 2018

Black Friars. L'Ordine della Spada (V. de Winter) - Venerdì del libro


Partecipando alle Challenge di lettura che da qualche anno a questa parte mi divertono e mi coinvolgono ho scoperto generi diversi da quelli che mi sono più familiari.

Per questo venerdì del libro, cosa che non avrei mai immaginato di fare, propongo una lettura cha parla di vampiri, redivivi, immortali… Personaggi che mai e poi mai avrei immaginato di apprezzare in storie lontane mille miglia dai miei gusti. Eppure…
 
Eppure con Black Frairs. L’ordine della Spada di Virginia de Winter è arrivata, puntuale, l’eccezione. Credo che non diventerà una regola perché resto dell’idea che si tratti di un genere lontano dai miei gusti ma la lettura mi ha coinvolta ed appassionata.

Prima di tutto: la figura femminile.
Eloise Weiss è una studentessa della Societas di Medicina abituata ad avere a che fare con arti da ricucire, cadaveri da analizzare... Alla vigilia di Ognissanti, notte nella quale tutti gli esseri malvagi che abitualmente vivono nell’ombra si preparano ad uscire dai cancelli e a vagare per la città, viene aggredita perchè scambiata per una vampira. Vedendo la morte davanti ai suoi occhi non può fare altro che chiedere aiuto in un sospiro: tanto basta per chiamare a se Ashton Blackmore, redivivo riportato in vita dopo 16 anni di riposo da quello che diventa un ordine, più che una richiesta. 

Inizia così una storia che si snoda in 676 pagine dominate dall’oscurità – questa è la sensazione che ho avuto, come se fosse sempre notte – ma ben tratteggiata da un’autrice che ha la capacità di donare al lettore descrizioni accurate, fin troppo in alcuni punti.
L’autrice guida il lettore in un mondo fatto di contrasti: da una parte i ritmi della scuola dall’altra quelli dettati dall’ordine dei Frati Neri, custodi del Presidio. Si tratta di un luogo fisico che racchiude e trattiene tutti gli esseri malvagi che, come da tradizione, escono per la notte di Ognissanti. 

Con questi esseri Eloise si trova a che fare più di quanto vorrebbe visto che possiede un dono: è capace di capire chi ha bisogno di un esorcista ma riesce a fare – questo lo scoprirà strada facendo – anche qualche cosa in più. Il suo dono la avvicina ad Asthon Blackmore che si mette alla ricerca della spada dell’ordine nonché dell’ultimo discendente della sua famiglia.

Eloise ed Asthon: tra loro si crea un legame fatto di complicità, di tenerezza e protezione reciproca, fatto di piccoli gesti e grandi emozioni che non sconfinano mai in qualche cosa di carnale. Lui è bellissimo, perfetto, reso tale dalla sua indole di non morto e lo sono anche tutti gli altri della sua famiglia, nelle sue stesse condizioni. Questo aspetto emerge con forza: la perfezione dei lineamenti, del fisico, dei modi di questi esseri che si cibano di sangue… Non avendo letto altro in fatto di vampiri mi chiedo: tutti i vampiri in generale sono così belli, intensi, affascinanti? Bho.. fatto sta che quell’Asthon lì mi piacerebbe conoscerlo!

Ma sulla strada di Eloise c’è anche Axel Vandemberg, secondo figlio della famiglia regnante di Aldenor che  ama da sempre Eloise, fin da quando l’ha avuta tra le braccia da bambino, appena nata. Teme per lei e non gradisce le sue particolari frequentazioni ma, soprattutto, fa fatica a negare i suoi sentimenti…

Devo ammettere che ciò che ho apprezzato di più è stato il tocco delicato che l’autrice dona alla narrazione soprattutto quando si tratta di sentimenti: corpi che si sfiorano, occhi che si accarezzano, voci roche che trasmettono sentimenti intensi. Il tutto senza mai scendere nel volgare. Emozioni. Trasmette emozioni e fa battere i cuori.

E poi le descrizioni: dettagliate, molto dettagliate, sia per quanto riguarda gli ambienti che gli abiti, sia nell’aspetto fisico dei personaggi che nelle situazioni. Un pregio, senza dubbio. Una capacità indiscussa dell’autrice. A volte, però, ha esagerato un po’ allungando troppo paragrafi che avrebbero reso comunque anche senza.

Questa cosa mi ha pesato un po’ sul finale: non vedevo l’ora di arrivare all’ultima pagina e avrei gradito maggiore velocità in quel ritmo che, invece, è andato avanti uguale a se stesso fino alla fine.

A parte ciò, la lettura mi è piaciuta e ringrazio le organizzatrici della Challenge Di che colore sei? che me ne hanno dato l'occasione: ho immaginato quegli abiti descritti con tanta perizia, mi è sembrato di sentir frusciare i mantelli, di sentire gli spostamenti d’aria, di vivere in quegli ambienti dallo stile gotico... Bello!

venerdì 16 novembre 2018

Il mago di Oz (F. Baum) - Venerdì del libro

Sì, lo so... la mia proposta per il Venerdì del libro di oggi non è originale, non è niente di nuovo, è un libro che tutti hanno sicuramente letto, gran classico della letteratura per ragazzi.
Io, però, non l'avevo ancora letto fino a qualche giorno fa quando l'ho preso in prestito in biblioteca.
A dire il vero non conoscevo nemmeno a grandi linee la storia. Sapevo quali fossero i personaggi per sentito dire ma della storia, zero!
Meglio tardi che mai, dirà qualcuno.
Ed in effetti è proprio così. Meglio tardi che mai!

Leggendo l'edizione Classici Tascabili Giunti Junior de Il mago di Oz che ho trovato in biblioteca ho conosciuto il mondo di Dorothy. O, meglio, ho conosciuto il nuovo mondo di Dorothy visto che la ragazzina se ne stava tranquilla con i suoi zii nel Kansas prima di partire, suo malgrado, per un fantastico viaggio che la porterà a conoscere personaggi molto singolari e a vivere avventure inimmaginabili.

Per via di una particolarissima situazione, la nostra protagonista si trova in un mondo lontano da casa, dove tutto è diverso dal solito ambiente che era abituata a vedere. Incontra dei personaggi che diventeranno in fretta suoi amici e con i quali condividerà un'entusiasmante avventura.
Innanzitutto Dorothy si trova in un nuovo mondo assieme al suo cagnolino Toto. E fin qui, niente di strano.
Le stranezze arrivano quando si imbatte in un Boscaiolo di Latta, in uno Spaventapasseri e in un Leone.

Tutti sono accomunati da una missione: trovare il Mago di Oz, l'unico che potrà aiutarli. Dorothy vuole tornare a casa dai suoi zii, il Boscaiolo è alla ricerca di un cuore, quel cuore che dice di non avere più, lo Spaventapasseri cerca un cervello, quello che dice di non avere in zucca. E il Leone? Bhè, lui è alla ricerca di quel coraggio che sostiene di non avere.

I lettori fanno un viaggio fantastico, avventuroso e allo stesso tempo semplice, non eccessivamente artificioso come spesso sono i libri di avventura più moderni.

Dorothy è una ragazzina adorabile. Delicata, tenera, rispettosa, sempre pronta a vedere il lato positivo di ciò che accade. Si sottovaluta un pochino ma credo che ciò faccia parte del suo carattere cristallino. 

Il mago di Oz riserverà qualche sorpresa ai nostri avventurieri ed anche ai lettori. 

E' una lettura che consiglio a giovani lettori e non solo. Lo stile è scorrevole, le descrizioni precise e non troppo costruite, sufficienti per rendere l'idea con precisione e con i giusti colori di ciò che accade.  
L'autore tocca tematiche importanti come l'amicizia - quella che lega Dorothy ai suoi compagni di avventura - come il credere in sé stessi.
E' questo l'aspetto più importante della storia, secondo me. 

E' proprio vero che il Boscaiolo di Latta non ha un cuore, o è forse lui che crede di averlo perduto? 
E' proprio vero che il Leone non è coraggioso, o è forse che non crede nelle sue capacità?
E' proprio vero che lo Spaventapasseri non ha un cervello, o è forse che sottovaluta un po' la sua capacità di ragionamento?

Un insegnamento per tutti, quello che arriva dalle pagine del libro, e non solo per i più giovani. 
Una iniezione di fiducia, anche se arriva da un libro per ragazzi oramai datato, non è mai troppa!

Con questa lettura partecipo alla Challenge Di che colore sei? in quanto libro per ragazzi da cui è stato tratto un film ma anche alla Visual Challenge visto che in copertina Dorothy indossa un bracciale, utile per questo periodo di gara.

Non è mai troppo tardi per leggere un bel libro. Lo dico da sempre, e credo di averne le prove!!!

venerdì 9 novembre 2018

La treccia (L. Colombani) - Venerdì del libro

Smita, Sarah e Giulia: tre donne, tre storie in tre continenti diversi, tre vite che si trovano legate l'una all'altra anche se nessuna di loro lo sa. 
Sono le vite di queste tre donne ad essere raccontate nel libro La treccia: storie emozionanti proposte al lettore da un'autrice che cattura con uno stile di scrittura delicato ma potente, capace di arrivare al cuore.
Smita è un'intoccabile: ha un destino segnato come lo è stato per sua madre, per sua nonna e come lo sarà per sua figlia. Vive in un villaggio indiano ed è una dalit: una donna che vive ai margini della società e che per mestiere - se così si può definire - pulisce le latrine altrui. Smita, però, vuole opporsi a qual destino: non permetterà a sua figlia di avere la sua stessa sorte e farà tutto quanto le sarà possibile per scrivere la parola fine a tutto ciò.
Dovrà fare una scelta importante, rischiosa, definitiva.

Giulia abita a Palermo: vive in famiglia, lavora nel laboratorio di suo padre che, da generazioni, realizza, vende ed esporta parrucche realizzate con capelli veri. Un lavoro paziente, minuzioso che subisce uno scossone nel momento in cui il titolare non può più occuparsene.
Davanti ad una situazione inaspettata, ad un vero e proprio terremoto nella vita sua e della sua famiglia, Giulia dovrà prendere una decisione importante.

Sarah è una donna di successo: vive a Montréal, è un avvocato che ha sacrificato tutto per la sua carriera e non si pente di averlo fatto. E' una donna decisa, forte, che non ha punti deboli o, se li ha, sa bene come non mostrarli. E' ambiziosa e punta in alto anche se questo vuol dire dover perdersi la crescita dei propri figli, non avere mai un giorno di ferie, sacrificare il riposo che spetta ad ognuno, mandare a monte due matrimoni.
Eppure arriva il momento in cui deve fare i conti con una realtà che non aveva affatto preso in considerazione prima di allora.

Tre donne che vivono, con coraggio, un presente che non fa sconti a nessuna.
Tutte e tre lottano per il loro futuro con strumenti che nemmeno immaginavano di avere a loro disposizione.

La trecca è un libro originale e molto ben scritto. Già questo basterebbe per essere consigliato in questo Venerdì del libro. Se poi aggiungiamo protagoniste femminili dalle personalità ben delineate e capacità dell'autrice di incuriosire ed emozionare allora gli ingredienti ci sono tutti.

Delle tre storie secondo me quella di Sarah è la più scontata e prevedibile. Nonostante ciò, l'ho apprezzata anche perchè nel suo caso emerge una particolare discriminazione, nel mondo del lavoro, che lei non avrebbe mai immaginato di sperimentare sulla sua pelle: viene discriminata perchè malata. 

La storia di Smita è quella che mi ha colpita maggiormente e, lo ammetto, mi ha turbata parecchio: il pensiero che possano esistere davvero persone considerate addirittura come inquinanti, che con il solo respiro possono inquinare l'aria respirata dalle classi superiori... il pensiero di persone confinate ai margini della società e che le donne vengano costantemente violentate anche come punizione nei confronti dei loro uomini, dei loro fratelli... il pensiero che a questo destino non ci si possa ribellare mi ha fatta rabbrividire. Una realtà terribile, terrificante, inconcepibile.
Eppure i dalit esistono davvero!

La storia di Giulia assume risvolti che non mi aspettavo: non è scontata come quella di Sarah ma nemmeno sconvolgente come quella di Smita. Eppure colpisce e lascia il segno.

Donne diverse, diverse le loro abitudini, la società in cui vivono, le prove che la vita mette loro davanti. Eppure, si scopre un legame sottile ma importante. Ed il bello del libro è anche arrivare a comprendere quale sia questo legame.

Trovo che sia davvero un bel libro. Lettura scorrevole, bella copertina, storie che catturano ed emozionano. E' questa la mia proposta per  la Challenge Tutti ad Hogwarts con le 3 ciambelle in quanto libro con una sola parola del titolo (articoli esclusi). Inoltre, è anche la mia proposta per la Challenge Di che colore sei? in quanto titolo suggerito.

mercoledì 7 novembre 2018

Nella tana dei lupi (A. Holt)

Birgitte Volter è una donna importante. 
E' il primo ministro di Norvegia.
O meglio, lo era.
Birgitte Volter viene trovata morta nel suo ufficio ad Oslo e questa volta, trattandosi di una morte illustre, le indagini sono più serrate del solito.
Nel libro di Anne Holt Nella tana dei lupi, l'ultimo che ho letto della serie  Hanne Wilhelmsen/Håkon Sand la polizia si muove in un ambiente politico nel quale emergono, giorno dopo giorno, aspetti poco chiari, meccanismi inimmaginabili, equilibri delicati.

Non è semplice fare chiarezza su una morte così inspiegabile. 
Inspiegabile in quanto coloro che avrebbero potuto essere i primi sospettati vengono, l'uno dopo l'altro, esclusi. Inspiegabile in quanto l'ambiente in cui la vittima viene trovata era - o, almeno, avrebbe dovuto essere - superprotetto.

Chi e perché ha ucciso il primo ministro? 
E' stato ucciso il primo ministro in quanto tale? 
O è la donna Birgitte Volter ad essere stata assassinata? 
Questioni private? Rivalità d'amore? 
E' stata assassinata o può trattarsi di qualche cosa di diverso?

Questa volta la coppia Hanne Wilhelmsen/Håkon Sand ha un ruolo marginale nelle indagini. Lei è fuori dal suo ambiente lavorativo per un anno di riposo (non ricordavo nessun accenno a ciò nel libro precedente, probabilmente non c'era proprio) ma torna ad Oslo per svolgere  comunque indagini in via informale lasciando l'ufficialità alla polizia.

Nel corso dello svolgimento delle indagini emergono situazioni - anche datate nel tempo - che appaiono legate a doppio filo agli accadimenti attuali. Si scava nella vita personale dei protagonisti, della vittima ed emerge tanta sofferenza, una sofferenza che si respira a casa della famiglia di lei dove sono rimasti, solo con loro stessi, suo marito e suo figlio che fanno fatica a relazionarsi l'uno con l'altro, soprattutto dopo quanto accaduto.

Senza svelare altro della trama mi limito ad alcune considerazioni.
Innanzitutto questa volta mi sono imbattuta in diversi errori di battuta con accenti dove non servivano, con lettere infilate nel posto sbagliato... Mi è sembrato strano perché leggendo libri della collana Stile Libero Big di Einaudi Editore non mi  era mai capitato. Di solito errori di questo tipo si incontrano nelle versioni in e-book dei libri, quelli di case editrici minori soprattutto. Stavolta non è stato così.

E poi trovo che l'autrice si sia dilungata troppo su aspetti che hanno deviato il discorso su un binario morto. Si dilunga molto, troppo, su equilibri politici che, a ben guardare, poco danno alla storia.
I personaggi sono tanti e per via dei nomi norvegesi ammetto di aver fatto fatica a memorizzare chi fosse l'uno o l'altro. In alcuni casi ho dovuto soffermarmi un momento anche a capire se si trattasse di un uomo o di una donna: un mio limite, lo ammetto, ma ciò ha rallentato la lettura.

Non è una storia che mi ha appassionata più di tanto e devo ammettere che mi aspettavo qualche cosa di meglio. Non è la prima volta che la Holt usa ambienti politici per dare corpo a delle storie ma stavolta qualche cosa non ha funzionato, almeno per me.

In alcuni momenti mi sono proprio annoiata e non vedevo l'ora di passare al capitolo successivo.
Alcuni dettagli mi sono sembrati inutili, alcuni discorsi inseriti solo per allungare il brodo, alcuni personaggi difficili da inquadrare.
Stavolta non è scattata la scintilla ed anche Hanne Wilhelmsen con questo suo esserci-non esserci mi è sembrata un po' appannata.

D'altra parte, mi è piaciuto il voler proporre personaggi femminili forti, donne importanti (e non solo la vittima e colei che contribuisce a fare chiarezza sulla sua morte) e di carattere. 

Il finale non mi è dispiaciuto ma complessivamente il libro non mi ha presa come mi sarei aspettata. Peccato!

Con questo libro partecipo alla Challenge Di che colore sei? per lo spicchio giallo, autore nordico.

mercoledì 31 ottobre 2018

Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone (M. De Giovanni)

Mi mancavano i Bastardi. Per scelta non ho visto la serie tv restando affezionata alla loro immagine che mi è arrivata dai libri di Maurizio De Giovanni e non me ne pento affatto.

Aspettavo l'occasione giusta per tornare a vivere con loro un'avventura e tornare a sbirciare nelle loro vite ed eccola qui, servita su un piatto d'argento quando, per la Challenge Tutti ad Hogwarts con le 3 ciambelle mi è stato assegnato, come obiettivo, un libro con fiori in copertina. I fiori ci sono, nella cartolina, e non solo loro! C'è anche una donna che mi permette di partecipare anche alla Visual Challenge
e, per concludere in bellezza, riesco a partecipare anche alla Challenge Di che colore sei? per lo spicchio giallo in quanto libro da cui sia stata tratta una serie. Una triplice buona occasione per tornare a Pizzofalcone.

Un uomo viene trovato privo di conoscenza in un cantiere della metropolitana. Nessun documento, coperto di sangue, con chiari segni di un pestaggio e nessun elemento che possa aiutare coloro che si trovano ad indagare sul caso: Palma e i suoi, i Bastardi di Pizzofalcone
Dalle indagini emergono le sue origini: americano, figlio di un'ex attrice di Hollywood molto famosa all'epoca, ora malata di Alzheimer, fratello di Holly e con le quali ha raggiunto Sorrento per una vacanza. 
Difficile capire chi e perché possa aver ridotto quell'uomo in fin di vita ma i Bastardi - nei confronti dei quali, come al solito, i superiori non hanno alcuna fiducia - pian piano mettono insieme elementi che collegato il passato al presente e fanno emergere un segreto lungo cinquant'anni ed una realtà molto pericolosa. 

Si intrecciano affetti, sacrifici per amore, scelte importanti, legami di sangue, vicende losche e pericolose in una storia proposta in perfetto stile De Giovanni. Pian piano emergerà uno scenario del tutto inaspettato e molto più pericoloso di quanto si potesse immaginare.
L'ispettore Lojacono, il Cinese, agli ordini del commissario Palma, si trova ad indagare attuando i suoi soliti metodi poco ortodossi: ritroviamo il suo intuito, la sua calma - è uno degli aspetti che più mi piacciono di lui, quel suo modo di mantenere il controllo anche quando le circostanze porterebbero a ben altro - la sua capacità di guidare un gruppo con un metodo che, anche se fuori dai canoni, porta di solito i suoi frutti.

In questa storia ho apprezzato l'equilibrio perfetto in cui il passato ed il presente si intrecciano con maestria. Ma ho anche apprezzato le novità: la squadra si sposta a Sorrento ed anche il crimine commesso è diverso dal solito... 

Oltre alla storia, al mistero ben imbastito e strutturato, oltre all'abilità narrativa di De Giovanni rispetto alla quale non avevo alcuni dubbio, ho apprezzato molto l'aspetto umano che l'autore sottolinea ogni volta. Giorgio Pisanelli, Alex Di Nardo, Francesco Romano, Ottavia Calabrese, Marco Aragona: sono le loro storie, le loro fragilità, le loro passioni a rappresentare un'ulteriore ricchezza anche al di fuori delle indagini ed è questo che più mi piace nei Bastardi, in tutta la serie. Sono loro che si fanno amare. E' Lojacono con il suo bisogno d'affetto, è Marco Aragona con il suo piglio da ganzo ma con la sua estrema timidezza in fatto di cuore, è Alex Di Nardo con il suo rapporto conflittuale con un padre che, a differenza di quanto lei possa pensare, l'ama più di ogni altra cosa. Ma lo è anche Ottavia con quel figlio difficile e quell'amore impossibile e lo sono tutti gli altri.  Ognuno con una storia da raccontare, ognuno con un frammento di vita consegnato al lettore per permettergli di prendere la propria esistenza tra le mani e tirare le somme.

In questo capitolo uno dei personaggi che più mi ha colpita e fatta riflettere è stata una donna... Laura Piras, quel magistrato che ha messo la carriera davanti a tutto e che è sul punto di sacrificare molto per questo. Una donna che deve sempre apparire fredda, dura come la pietra ma che nasconde un'anima calda e pulsante, una donna combattuta tra l'amore e l'attrazione per un uomo e la sua carriera. Una carriera che potrebbe risentire di un legame affettivo profondo, tanto più se c'è una figlia di mezzo. Quanto spesso capitano situazioni di questo tipo, nella vita reale? Quanto coraggio mette in campo una donna nel fare una scelta?

Ed anche un'altra figura femminile mi è particolarmente piaciuta: una donna costretta a vivere nell'ombra ma che è stata capace di dimostrare carattere e coraggio, pur essendo considerata una specie di nullità da chi, invece, ha molto da temere da lei. Mai sottovalutare una donna, soprattutto se ha una vita da proteggere oltre alla propria!
Non posso dire di chi si tratta visto che non amo lo spoiler ma chi ha letto il libro - o lo leggerà - non avrà bisogno di altri elementi per capire.

Bel libro. Letto in poco tempo. Non perché avessi voglia di una lettura frettolosa ma perché è una di quelle storie che chiamano il lettore quando lascia il libro sul comodino, una di quelle storie per le quali si sacrifica qualche ora di sonno senza rimpianti! 
Consigliato. 
Ovviamente andando in ordine con la lettura: pur essendo una vicenda autoconclusiva sul fronte delle indagini, le storie dei protagonisti iniziano da lontano e si rischia di non comprendere appieno alcuni passaggi perdendosi le tappe precedenti. 

Ps. ci sono delle sorprese sul finale e non manca una capitolo in cui - e non è la prima volta nelle storie di De Giovanni - vengono proposti adi vite di persone che non diventeranno mai protagoniste ma che vivono drammi personali non di poco conto... Un modo, così lo interpreto io, per trasmettere al lettore che sono tante le vite ad un bivio, anche quando l'attenzione dei più è concentrata altrove.

venerdì 26 ottobre 2018

Il tuo sguardo illumina il mondo (S. Tamaro) - Venerdì del libro

Non conoscevo la storia personale di Susanna Tamaro e devo dire che sono rimasta un tantino interdetta nel conoscere tutta la sofferenza che l'ha accompagnata dall'infanzia all'adolescenza fino ad arrivare alla sua maturità. Maturità come persona, intendo, prima ancora che come artista.
Nel libro Il tuo sguardo illumina il mondo l'autrice scrive ad un amico scomparso: a quel Pierluigi Cappello che, seppur con dieci anni di differenza all'anagrafe, tanto in sintonia si è trovato con lei pur essendo due persone opposte per caratteristiche ed esperienze. Due opposti che si completano in un'amicizia profonda, segnata anche dalle distanza, ma comunque un'amicizia importante e nella quale è rimasto un grandissimo vuoto nel momento della morte di lui.

Ho avuto tra le mani questo libro per via di una specifica richiesta di mia madre. L'ho comprato per lei, lo ammetto, ma visto che era impegnata a terminare quello che aveva in lettura, ne ho approfittato e l'ho letto io.
Ed eccomi qui, a segnalarne la lettura per questo venerdì del libro di fine ottobre.

Nel suo ultimo libro la Tamaro si rivolge al suo amico, racconta affinità, desideri con uno stile poetico e profondo, anche difficile in alcuni passaggi, ma sempre delicato e capace di trasmettere l'emozione che un'amicizia così trasmette ancora. Parla anche della sua persona, però, della sua vita, delle sue difficoltà, del suo passato più o meno recente e del suo presente, della sua famiglia e dei sentimenti - qui sono rimasta davvero colpita, lo ammetto, per la lucidità e la schiettezza con cui affronta il tema dei rapporti familiari - ed anche della sua salute, del suo essere donna, del suo passato da ragazzina bullizzata e presa di mira dai più forti, della sua voglia di silenzio e di solitudine, delle sue sfide quotidiane.

Questo libro mi ha sorpresa. O meglio, mi ha presa in contropiede. Non mi aspettavo proprio di leggere ciò che ho letto e, soprattutto, di sentire quasi la sofferenza uscire dalle pagine. Questo è ciò che la Tamaro mi ha trasmesso: ho visto davanti agli occhi una bambina maltrattata, considerata diversa, lei stessa che sente di essere diversa in quanto non ama ciò che tutti gli altri bambini della sua età amano, un'adolescente che cresce con il peso di una famiglia come la sua, rapporti con l'altro sesso che non vanno mai a buon fine "...perchè io sapevo di non essere in grado di dare loro ciò che cercavano". Ho avuto davanti agli occhi l'immagine di una donna fragile ma anche capace di alzare la testa davanti alle prove più dure. 

E' un libro molto toccante, una storia che non ha nulla di romanzato e che, davvero, non mi aspettavo.
L'autrice parla in prima persona, fa delle considerazioni, racconta momenti indimenticabili (nel bene e nel male) e fa conoscere al lettore una serie di personaggi che si tratteggiano con chiarezza. La figura che mi ha lasciato maggiormente amareggiata è stata quella della madre.
Cosa vuol dire - si chiede l'autrice - venir pesantemente maltrattati, e vedere tua madre che guarda distrattamente dall'altra parte?
E' una scena che mi ha colpita al cuore, un'immagine che mi è rimasta impressa sottopelle. L'autrice è stata capace di trasmettere emozioni. Emozioni forti, intense.
E credo che non sia poco.

Con questo libro partecipo alla Challenge Di che colore sei? per lo spicchio verde, libro uscito nel 2018 ed anche alla Visual Challenge in quanto in copertina compare un bel prato verde, elemento utile per la gara in corso.

Ps. piacerà a mia madre? Facciamo una scommessa? Io dico che le piacerà la storia ma mi farà notare che è scritto usando termini un po' troppo difficili... non che voglia sottovalutare mia madre come lettrice, ma oramai la conosco bene, conosco i suoi gusti e la voglia di scorrere le frasi senza troppi intoppi!