venerdì 17 aprile 2020

Non dire cazzo (F. Rimondi)

Se non fosse stato per figlio Numero Due e la sua simpatia avrei chiuso questo libro dopo dieci pagine e millemila sproloqui. 
Mi spiace ma Non dire cazzo non mi è proprio piaciuto. 
Stile che vorrebbe essere divertente ma che io non sono riuscita proprio a considerare tale se non in qualche situazione. 

Tutto troppo.
Tutto troppo amplificato, troppo esagerato, anche forzato a tratti.
E' un libro ironico, una madre un po' fusa (ma chi non lo è? Su questo non posso che convenire), un modo di fare che tende a sdrammatizzare ma non mi sono ritrovata per niente in sintonia con lei. 
Sapevo che sarebbe stata una lettura particolare ed ho deciso di correre il rischio. Lo avevo detto fin da subito, al momento dell'acquisto: quello che mi avrei trovato dentro a questo libro non avrebbe avuto mezze misure. 
E così è stato.
Un racconto così o lo si ama alla follia... o succede quello che è successo a me: non vedevo l'ora di arrivare alla fine.

Sono sincera: mi spiace, sicuramente è un mio limite ed, anzi, invito altre mamme a leggere questo libro per poi confrontarci... ma io non sono riuscita ad apprezzarlo nemmeno cercando di divertirmi un po'. Niente, solo fastidio da quel modo - vogliamo dire originale? -  di farcire ogni discorso.

Le situazioni raccontate sono situazioni molto comuni per chi ha due figli dell'età di Numero Uno e numero Due: il primo, figlio di un primo matrimonio, in apertura ha dieci anni e alla fine ne ha 17. Dieci anni di differenza con Numero Due, nato da un secondo legame. 

Quelle che vengono riportate sono scene di vita quotidiane, situazioni in famiglia, lavoro, scuola - negli episodi relativi al gruppo Whatsapp di classe sì, mi sono divertita - l'attività fisica, la malattia, gli affetti. 

E non è stato tanto il fatto che le varie situazioni vengano raccontate usando molto i dialoghi... ma le modalità seguite nel proporre tali dialoghi che proprio non mi sono piaciute.

Simpatico Numero Due (non me ne voglia Numero Uno) dicevo: il suo modo di parlare mi ha divertita, le scene in pisina divertenti e mi hanno fatto pensare alla nostra esperienza in pisina (ma anche qui tutto sopra le righe). Poi i discorsi... troppo simpatici! E mi hanno fatto ripensare, questi sì, ai miei figli da piccoli che dicevano cose simili....
L'atemporale è fatto di fuoco sennò perchè nel libro della ziungla l'albero si affuoca tutto perchè il temporale lo affuoca?
L'autrice propone, a modo suo, tematiche importanti e questo non mi è certo sfuggito:
prendere coscienza di essere ogni giorno un po' meno figlio dei propri genitori per diventare una stampella, un aiuto, un punto di riferimento;
la malattia che arriva senza bussare e cambia la vita, sconvolge gli equilibri familiari, mette alla prova anche le persone più miti;
il lavoro che deve accordarsi con le esigenze di figli che crescono;
la vita privata che praticamente si avvicina allo zero e si adatta (per forza) alle esigenze dei figli...

Sono situazioni su cui riflettere. 
La parte che, nel complesso, mi è piaciuta di più - a parte le gags della pisina - è quella in cui la protagonista è vicina a suo padre. Ho letto tanta tenerezza tra le righe, nei confronti di un genitore (due, perchè di riflesso il discorso si estende anche alla madre) che mostra tutta la sua fragilità, anche se non vorrebbe.

Mi spiace non aver chiuso il libro ed averlo riposto tra gli altri, in casa, con entusiasmo ma, si sa, il mondo dei lettori è vario, i gusti sono vari, così come vari sono gli stili e le scelte narrative degli autori.
Ed il bello è anche questo, no?
***
Non dire cazzo
Francesca Rimondi
Frassinelli
340 pagine
17.00 euro copertina rigida - 7.99 kindle

2 commenti:

  1. In realtà già mi ispirava poco... ora ancor meno :3
    Però dai, mi fa piacere che tu abbia trovato qualcosa su cui riflettere anche in questa lettura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' molto particolare... magari non era il momento giusto per me, bho!!!

      Elimina