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domenica 23 gennaio 2022

Accade (V. Gaio)

Ormai è prassi consolidata che i libri che mia figlia mi chiede di comprare per lei passino anche per le mie mani. Un po' per curiosità, un po' anche per capire se sono effettivamente adatti a lettrici della sua età.

 

Questa volta con Accade è stata più la curiosità di capire cosa ci potesse essere scritto in quel librino piccolo piccolo ispirato, com'è chiaro dalla copertina, al tema dell'amore.

Ebbene, ho trovato delle brevi, brevissime storie nelle quali è l'amore a fare da liet motif ma con parecchi luoghi comuni e pensieri che, sono sincera, non mi hanno lasciato niente.

I protagonisti hanno negli occhi e nel cuore sentimenti profondi e la perdita segna ognuno in modo diverso ma devo dire che non sono riuscita a capire dove volessero arrivare quelle piccole storie che non consegnano al lettore alcun personaggio di spessore (in storie di due paginette l'una sarebbe stato davvero difficile) e tantomeno emozioni. Per me è stato così.

Non basta inserire la parola amore o sentimento o emozione all'interno di un testo per toccare le corde del cuore di un lettore.

Mi sono sembrati più che altro appunti veloci, pensieri che si scrivono sul diario durante l'anno scolastico lavorando anche di fantasia o, magari, raccontando la storia di qualcuno che si conosce o che ispira la propria immaginazione ma nulla di più. 

Le considerazioni finali, l'invito ad amare prima di tutto noi stessi perchè è da lì che arriva la forza di guardare avanti mi sono sembrate davvero scontate.

L'unica cosa che mi è piaciuta sono le pagine bianche, finali, dove il lettore viene invitato a scrivere la propria storia... un invito ad aggiungere la propria storia d'amore a quella degli altri.

Nulla da dire in merito al prodotto editoriale che mi è sembrato curato e gradevole tra le mani ma le storie che vi sono inserite non mi hanno coinvolta. Non ci ho trovano niente di originale. Probabilmente è un mio limite... magari lo rileggerò in un momento più favorevole.

***
Accade
Vittoria Gaio
Berica Editrice
88pagine
12.00 euro, 6.50 kindle

domenica 2 febbraio 2020

Vedova per un anno (J. Irving)

La lettura del libro Vedova per un anno è andata avanti a due, anzi a tre velocità.
Spedita, molto spedita, nella prima parte per rallentare drasticamente verso la metà e riprendere poi ritmo verso la fine fino (e spunta la quarta velocità) all'accelerazione finale. 

Una saga familiare, quella proposta da Irving, che mi ha catturata anche nelle parti che mi sono sembrate più lente. E' una storia romantica, erotica (è stata la parte ambientata nei quartieri a luci rosse di Amsterdam che mi ha annoiata un po') ma anche divertente e drammatica.

Ruth Cole ha appena quattro anni quando scopre sua madre Marion a letto con un giovane amante.
"Non piangere tesoro - si sente dire - siamo soltanto Eddie ed io".

Marion e Ted, suo marito, sono divorziati: lui è uno scrittore che ama raccontare storie alla sua piccina. Lei non riesce a superare la sofferenza legata alla perdita dei suoi primi due figli, morti troppo presto in un incidente stradale, e non riesce nemmeno ad amare Ruth come vorrebbe. 
Eddie è un giovane assunto da Ted come assistente nel suo lavoro di scrittore ma si troverà a fare tutt'altro arrivando ad amare perdutamente quella donna matura che gli resterà dentro per sempre. Anche quando se ne andrà, lasciando il suo giovane amante e la sua bambina, schiacciata sotto al peso di una sofferenza che le toglie l'aria e che rischia di riversarsi anche sulle persone che ama.

L'autore racconta le vicende dei protagonisti intrecciando, ad arte, storie, vite e personaggi fino a stupire il lettore. Tutto ciò che sembra superfluo nella narrazione - perchè in diversi passaggi ho avuto questa impressione - è invece importante per gli sviluppi futuri, fino ad arrivare all'epilogo.

La storia si struttura seguendo la crescita di Ruth: la troviamo bambina, poi adulta per arrivare alla sua realizzazione nella professione che ama fino ad arrivare alla sua maturità.

Ruth sente, da sempre, la mancanza di sua madre e vive un rapporto conflittuale con un padre che ha sempre dato più importanza alle tante donne che sono passate per il suo letto che a tutto il resto.

La parte più divertente della storia è quella che riguarda proprio lui, Ted, alle prese con una delle sue tante fiamma che si dimostra un osso più duro del previsto nel momento in cui lui intende lasciarle.
Scene divertenti che nascondono, però, l'ironia di una vita costruita sul niente. 

Il personaggio che ho amato di più è quello di Eddie. In lui ho letto l'amore. Un amore vero, reale, profondo, capace di andare oltre i confini del tempo e dello spazio. Ha sempre privilegiato donne mature, anche quando la loro maturità diventava sinonimo di senilità, ma nel suo cuore c'è stato posto solo per lei, per Marion.
Vive una storia d'amore molto particolare ma con un'intensità che mi ha commossa.

Ruth, invece, pur essendo la protagonista principale, mi è piaciuta meno. Mi è arrivata con minore intensità di quanto non l'abbia fatto Eddie. Non ho condiviso alcune sue scelte ma l'ho ammirata per la grinta che ha messo nel perseguire il suo sogno dal punto di vista professionale. 

I continui riferimenti erotici mi sono sembrati a volte un po' ridondanti ma, a lettura conclusa, mi sono invece resa conto che sono stati dei momenti importanti - in un modo o nell'altro - delle vite dei protagonisti e il libro sarebbe stato decisamente meno efficace senza. A partire dalla scena iniziale. 

Vedova per un anno è un romanzo complesso, ben costruito intrecciando tempi importanti come l'abbandono, l'assenza, l'amore, la passione, il dolore, la perdita.

La vicenda che mi ha maggiormente emozionata è legata al racconto di come sono morti i due giovani fratelli di Ruth. E mi sono detta, ancora più di quanto non l'avessi fatto in altre circostanze, come possa una madre sopravvivere alla morte dei suoi figli!!! Credo che sia un dolore pulsante, perennemente pulsante nel cuore e nell'anima di una donna... e questo mi ha fatto capire le ragioni di Marion (pur non condividendone le scelte)..

Inizialmente mi sono anche interrogata sul perchè di una copertina che non riuscivo proprio a capire. Ma posso dire che mai copertina fu più azzeccata! Non dico altro per non togliere il gusto della lettura.

Giusto finale, giusta conclusione. 
Stile fluido ed efficace. Dettagliato, anche troppo a volte, ma efficace.
Bel libro.
***
Vedova per un anno
John Irving
Rizzoli Editore
538 pagine
17.46 euro (nella mia edizione è scritto anche il prezzo in lire, 34.000)

sabato 18 agosto 2018

Forse un giorno (C. Hoover)

Ridge è un musicista. Scrive canzoni, musica e parole e ogni giorno, alla stessa ora, suona dal terrazzo di casa.
Sydney ogni giorno lo vede e lo sente suonare. Ogni giorno resta affascinata da quel suo modo di pizzicare le corde, da quel suo modo così singolare di tenere la chitarra. 

Lui vive con un amico - Warren - ed ha una fidanzata, Maggie.
Lei vive con un'amica - Tori - ed ha un fidanzato, Hunter.

Si amano. 
Hanno ognuno ha la propria storia alle spalle, un presente da vivere ed un futuro tutto da scrivere insieme.

Non sempre, però, la vita prosegue lungo i binari che ognuno ha cercato di indirizzare e succede che Ridge è testimone oculare del tradimento di Hunter ai danni di Sydney con Tori e succede anche che Ridge, ragazzo sincero e diretto, nel momento in cui entra in contatto con Sydney (non diciamo come, non togliamo il gusto della lettura) ritiene giusto dirle ciò che sa affinchè si scriva la parola fine a quella farsa che si sta consumando alle sue spalle.

Ridge è sordo ma vive questa sua difficoltà con serenità ed impegnandosi al massimo per comunicare con chi gli sta accanto, affinando gli altri sensi. Scrive canzoni ma sta vivendo il blocco dello scrittore.
Sydney è particolarmente brava nello scrivere testi sulle musiche di Ridge che, scoperta delle scoperte, scrive per un gruppo che lei conosce bene e che è piuttosto apprezzato.
Tra i due nasce una collaborazione che li porterà a stare non solo sotto lo stesso tetto come coinquilini ma anche molto, molto vicini per motivi professionali.

Nel momento in cui Sydney vede crollarsi il mondo addosso, tradita dalle persone che più amava al mondo, la sua strada si incrocia con quella di un Ridge che non solo è affascinante e magnetico ma anche molto delicato, intenso, sensibile, attento... Un ragazzo da amare per un sacco di buoni motivi ma che appartiene ad un'altra. Sydney ne è consapevole come ne è consapevole lui: sentono entrambi una forza che li attira l'uno verso l'altra ma sono entrambi convinti a non volersi ridurre allo stesso livello di Hunter e Toni.

Quella raccontata nel libro Forse un giorno è una storia tenera, intensa, delicata, commovente. 
E' una storia d'amore, di rispetto, di principi che sembrano oramai dimenticati. La sordità di Ridge lo rende unico. Non per la sua difficoltà ma per quel suo modo di essere e di sentire gli altri.
Personalmente sono molto sensibile su questo fronte e chi mi conosce sa perchè: come avrei potuto non tifare per quel ragazzo così speciale? L'autrice lo rende tale con una narrazione attenta, intesa, arricchita da tocchi di colore che dipingono un quadro dai toni pastelli, non senza intensità però! 
Nel descrivere Ridge ed il suo modo di essere, di amare, l'autrice mi ha fatto venire letteralmente i brividi e in alcuni punti sono stata sul punto di piangere. Eh sì! Non esagero affatto.

Mi è molto piaciuto anche il personaggio di Maggie: una ragazza positiva, solare, simpatica, amante della vita nonostante gli ostacoli che le sono stati posti nel mezzo del suo cammino. Una ragazza che verrà messa alla prova ancor più di quanto le difficoltà della vita non l'avessero fatto già e che, a ben guardare, dimostra di essere molto più matura di quanto si possa pensare. 

Bel libro. Lettura che ho molto gradito e consumato letteralmente in una notte. Protagonisti che mi sono molto piaciuti e delicatezza di fondo che non stona affatto.
Lo consiglio e partecipo, con questa lettura, alla Visual Challenge in quanto in copertina compaiono delle nuvole sullo sfondo (elemento utile per questa fase di gara) e alla Challenge Di che colore sei? in quanto titolo utile per lo spicchio rosa, obiettivo 1, new adult.

giovedì 28 aprile 2016

Dimmi che credi al destino (L. Bianchini)

Ultimamente prima di andare in biblioteca faccio lunghe ricerche su cosa potrei trovare di interessante da leggere, grazie alla possibilità di effettuare una ricerca telematica, da casa, dei titoli disponibili.
L'ultima volta - mea culpa - ero convinta di avere in borsa l'elenco dei libri che avevo individuato la sera prima ma mi sono accorta di aver sbagliato foglio solo una volta arrivata davanti al portone della biblioteca. Non potevo certo andarmene solo per questo dettaglio! Non sia mai.

Sono entrata a testa alta ed ho dato un'occhiata ai libri in bella mostra sul tavolo dei libri suggeriti. Ho scelto Dimmi che credi al destino senza una particolare motivazione. La copertina mi ha trasmesso serenità, anche il titolo a dire il vero, ed ho subito pensato ad una sdolcinata storia d'amore.
Invece no.

Non ho trovato quello che sulle prime pensavo di trovare e ne sono contenta visto che troppe storie d'amore una dietro l'altra - ultimamente ne ho letto più d'uno - potrebbero farmi alzare i livelli di glicemia nel sangue ;-)

A parte gli scherzi, trovo che i romanzi d'amore vadano letti a piccole dosi. Almeno per me. Il genere che preferisco è quello dei thriller per cui considero libri più rosa come una pausa necessaria tra un delitto e l'altro.

Lunga premessa per dire che Luca Bianchini non l'ho cercato con cognizione di causa ma mi è capitato tra le mani così, senza un perchè.

La storia d'amore c'è comunque. 

Devo dire che all'inizio mi sono trovata davanti ad un avvio un po' lento della storia e temevo che i personaggi non decollassero mai, così come la storia. 
Va detto che è il primo libro che leggo di questo autore per cui non ho alcun elemento per fare confronto con suoi libri precedenti.
Bianchini propone al lettore il passato della protagonista quasi come se fosse un dettaglio di poco contro mentre, a ben guardare, si tratta di circostanze molto importanti nella sua vita.
Ornella è un personaggio che all'inizio sembra molto comune, senza nulla da raccontare. Ma ben presto Bianchini lascia intendere che non è così e arriva ad aprire uno spiraglio su una situazione che l'ha segnata profondamente, su un capitolo della sua vita non ancora completamente chiuso.
E la missione di salvare la libreria in cui lavora passa quasi in secondo piano rispetto ad una missione ben diversa, quella che le si profila dal punto di vista personale.
Il passato di Ornella mi ha sorpresa ed il suo presente in alcuni punti mi aveva irritata soprattutto ogni volta che la immaginavo alzare il calice e bere birra. 

Non posso dire che si tratta di un libro indimenticabile. Ho trovato anche stavolta un uso delle virgolette e dei punti che a me non piace - non starò più a chiedermi se è corretto o no mettere il punto dentro o fuori alle virgolette chiuse quando si finisce una frase ma ribadisco che il punto dentro a tali virgolette a me aggrada - e in ogni caso la lettura non è stata faticosa. 

Ornella lavora in una libreria ed ultimamente mi par di capire che un'ambientazione di questo tipo vada molto di moda. Una libreria che esiste davvero così come Ornella esiste davvero, al pari di qualche altro personaggio che l'autore ha preso in prestito dalla realtà, pur romanzandone la storia ed aggiungendo di suo.

Lettura leggera per chi non ha grosse pretese nonostante gli argomenti trattati come la tossicodipendenza, l'omosessualità... forse concessi in pasta lettore con troppa leggerezza. O, forse, più semplicemente l'idea dell'autore era proprio quella di non rendere la storia troppo pesante.

Una storia personale che trova il suo riscatto. 
Una donna matura (Ornella ha 55 anni) che torna a vivere appieno dopo un lungo periodo di letargo. Spunti interessanti, qualche scena piuttosto divertente anche se alcuni aspetti lasciano un po' a desiderare. Come Diego, ad esempio, la cui figura non mi ha convinta più di tanto. Magari è solo mancanza di feeling tra noi, non so. Magari ad altri lettori è pure simpatico!

Tutto sommato - e non conoscendo lo stile di Bianchini - non mi spiace aver letto questo libro anche se non mi sento aggiungerlo alla lista dei bellissimi.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 6: un libro nella cui cover non siano raffigurate persone.

martedì 26 aprile 2016

La lista dei miei desideri (L. N. Spielman)

E' uno dei libri che, ultimamente, ho letteralmente divorato. La lista dei miei desideri mi era già piaciuto nel guardare la copertina. Poi, le sue brave 353 pagine sono scivolate via senza fatica, complice anche la festa del XXV aprile che - per via di una temperatura quasi polare - ha particolarmente conciliato la lettura.

E' il secondo libro che leggo, in pochi giorni, in cui si racconta di figli che hanno a che fare con la presenza di genitori defunti. 
Eh sì, presenza. Non ho sbagliato termine. 

Nel libro Meno cinque alla felicità c'è la voce di una padre defunto che fa compagnia alla figlia e la guida in una certa missione. 
Questa volta è una madre che continua a stare accanto post mortem a sua figlia, anche lei con l'obiettivo di portare a termine una certa missione: ha lasciato una lista ad un avvocato che, esecutore testamentario della scomparsa, si trova a dare indicazioni precise alla figlia ai fini dell'ottenimento della sua eredità. 
Vuoi la tua eredità? Sì? Solo quando avrai realizzato i tuoi sogni, quelli che sono contenuti nella lista che tua madre ha recuperato anni fa e che ha conservato fino alla morte.

Strano. Davvero strano questo testamento. 

E da qui si sviluppano le avventure di Brett che si trova con una vita stravolta dalle volontà di una madre che, nella maggior parte dei casi, sembra volerla punire non si sa per che cosa. Questa è l'impressione che ha Brett. A ben guardare, però, quello che compie sua madre è un gesto d'amore dopo l'altro, anche se a Brett serve del tempo per capirlo.

Trovo che sia una storia molto originale, ben scritta, scorrevole, nella quale non manca un pizzico di magia. Brett si trova a dover riconsiderare la sua vita sotto diversi aspetti e si troverà a prendere delle decisioni su questioni che considerava oramai consolidati. 
Era una donna felice: ricca, con un uomo accanto, un lavoro che la faceva sentire realizzata, una madre che l'amava. Era. Sì, prima che sua madre morisse e che le lasciasse tutte quelle particolari indicazioni da seguire per... realizzare i suoi sogni. Era una donna che accettava quasi con rassegnazione il suo stato. Perchè? Perchè credeva di stare bene così.
Poi arriva la sfida lanciata da sua madre, a rimettere in discussione tutto.
Non è così certa di farcela, a dire il vero, ma ci prova. Si lascia guidare da sua madre e, anche se ha dei dubbi, si affida a lei con fiducia. Dove la porterà questo strano percorso? 
Non voglio svelare altro perchè ogni dettaglio in più potrebbe togliere il gusto della lettura.
Basti dire che Brett cambierà la sua vita e prenderà consapevolezza di sè  prima di poter fare qualsiasi scelta. Del suo essere donna, del suo modo di intendere l'amore, della sua scala di valori.

E' un libro che suggerisco senza riserve a chi fosse alla ricerca di una storia delicata, commovente, dove sia l'amore a farla da padrone, inteso sotto ogni sua accezione. 

Anche questa volta devo far presente un uso della punteggiatura, in particolare dei punti dopo le virgolette, che secondo me non è corretta ma non insisto più su questo punto perchè alla fine mi sto convincendo di essere io la sbagliata. Non so.

A parte questo, la storia scivola via con piacere: fa sorridere ma anche riflettere e ammetto che la mia voglia di sapere come le varie situazioni si evolvessero mi hanno indotta a restare attaccata alle pagine per ore, senza sosta.

Con questo libro partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa si tratta del libro bonus proposto dalle Lgs.

venerdì 7 agosto 2015

Facciamo finta che non sia successo niente (M. Dawson) - Venerdì del libro

Mi sono presa una breve pausa dal genere che più amo e l'ho fatto leggendo una storia d'amore.
Mi è bastato per convincermi che non è proprio un genere che mi appassiona.

La prima, primissima cosa che non mi è piaciuta di Facciamo finta che non sia successo niente è stato il modo usato dall'autrice per rivolgersi al lettore nelle more del racconto. Se n'è venuta fuori con "...e voi penserete che" o qualche cosa del genere, facendo interloquire la protagonista con chi aveva il libro sotto agli occhi. Non mi piace proprio che un autore si rivolga in questo modo al lettore. Per me è stata una nota stonata.

La storia mi è sembrata piuttosto banale e scontata.
La storia di un amore farcito da infedeltà, ripensamenti, maturazioni, ricadute ed ancora ripensamenti. Il racconto si dipana su due piani temporali con la protagonista: racconta la sua situazione attuale e fa un tuffo nel passato raccontando quello che successe oltre 25 anni prima. Qualcosa che aveva ancora degli strascichi sulla sua vita: un amore appassionato, perduto ma mai dimenticato. Un amore che rispunta tra le pieghe delle vita di tutti i giorni e che tenta di riportare la bobina indietro, quasi a voler recupare il tempo perso come se, davvero, non fosse successo nulla.
Una storia come tante: lei che tradisce lui convinta di vivere il vero amore della sua vita, lui che scopre tutto, l'altro che sembra davvero pronto a lasciare la sua famiglia (perchè è sposato) per lei ma che poi... non dico altro... mi limito a dire che, passando per una grande delusione, Annabelle va avanti per la sua strada senza però liberarsi del tutto di quello che ha creduto (e crede ancora) essere l'amore della sua vita.

Ci potrebbero essere degli interessanti spunti di riflessione...
Come, ad esempio, la percezione che ha un figlio della vita sessuale dei genitori.
O come l'adrenalina che farcisce ogni tradimento, che travolge i suoi protagonisti e che li fa volare di qualche metro sopra alla terra... L'incoscienza legata a questo status, quella che porta a fare cose impensabili in condizioni normali. Tutto questo ci può stare, ma non è niente di nuovo... Centinaia di romanzi sono farciti con gli stessi argomenti...
Almeno questa è stata la mia impressione.

L'autrice scrive in modo semplice e descrive la protagonista, Annabelle, come una ragazza impulsiva (prima), una moglie infelice e trascurata, non ancora una donna ma quasi una ragazzina non ancora cresciuta anche dopo il sì. La descrive poi come una donna matura che non ha ancora fatto i conti con il passato e non ha la forza (o la voglia) di fare i conti con il suo presente. Fatto sta che Annabelle è ancora insoddisfatta, si sente trascurata, lontana da suo marito. Da quello stesso marito che sentiva altrettando lontano subito dopo averlo sposato.

Non mi è sembrata una storia originale. E' un libro che si legge in poche ore giusto per staccare la spina e si va avanti una pagina dopo l'altra per tentare di capire come Annabelle ne uscirà. 

Non è uno di quei libri che ho rischiato di lasciare a metà lettura ma devo dire che non mi ha entusiasmata. Anzi, mi ha convinta (non che ce ne fosse bisogno, a dire il vero), che si tratta di un genere che non fa per me.
Lettura estiva, da ombrellone, che non richiede nemmeno molta attenzione a dire il vero.

Se non lo si legge non si perde molto. Non me ne voglia l'autrice ma non sono affatto stimolata a cercare altri suoi libri.  

Per questo Venerdì del libro, reduce dalla lettura della settimana scorsa che mi ha positivamente colpiata per originalità e tutto il resto, stavolta la mia opinione sul libro che ho appena terminato di leggere è un po' tiepida.

Se capita tra le mani magari è un libro che si lascia leggere ma senza grosse aspettative.
Torno ai miei gialli... ai thriller annessi e connessi... mi sento meglio in loro compagnia!

mercoledì 24 giugno 2015

L'isola delle farfalle (C. Bomann)


L'isola delle farfalle è uno di quei libri che mi sono stati regalati a Natale in occasione di uno scambio di libri che ho lanciato tra amici.
A ben pensare è l'ultimo – di quel pacchetto di libri ricevuto in dono – che ho letto.
A sei mesi da Natale, finalmente l'ho preso in mano e mi ha tenuto compagnia in questi giorni.

Sapevo, dalla presentazione che avevo letto, che si trattava di una storia romantica con ambientazione d'altri tempi e fino a qualche settimana fa sentivo che non era il momento giusto per lasciarmi andare al romanticismo, presa com'ero da gialli, thriller e così via discorrendo. Poi il momento giusto è arrivato.

Devo ammettere che all'inizio mi è sembrato un libro un po' lento, quasi come se la storia girasse a vuoto. Poi ho iniziato ad entrare nel personaggio e ad appassionarmi alla lettura.
Diciamolo subito: non è uno di quei romanzi che metterei nella lista degli “indimenticabili” ma sicuramente tra le letture piacevoli.

La storia viene narrata su due piani temporali che si distanziano di 120 anni l'uno dall'altro.

Diana è la protagonista di oggi che si trova ad indagare su un segreto di famiglia della cui esistenza viene a conoscenza quando la sua unica antenata vivente, la zia Emmely, è sul letto di morte.
A lei, quale ultima discendente della famiglia, viene affidato il compito di scoprire il segreto fino ad allora conservato dalla zia. Dovrà mettere insieme degli indizi – questo mi ha fatto un po' sorridere... perché mi è sembrato un tantino assurdo che la zia Emmely affidasse indizi ad un maggiordomo (al quale il segreto era stato rivelato) e che a lui spettasse mettere a disposizione di Diana gli indizi nell'ordine giusto per poter arrivare alla fine del percorso. Una sorta di caccia al tesoro che, onestamente, mi ha lasciata un po' perplessa.
A parte questo...
L'altra protagonista è Grace, la bis-bis nonna di Diana, che è la vera protagonista del libro almeno secondo me.

Mentre Diana va avanti con le sue ricerche (e pure con la sua vita), nel capitolo successivo si torna a 120 anni prima svelando, di fatto, ciò che Diana è sul punto di scoprire.

Il segreto di famiglia è legato a Grace ma ovviamente non ho alcuna intenzione di svelarlo.

Posso dire che Grace ha una sorella che si chiama Vittoria, che con suo padre Hanry e con sua madre Claudia si trovano ad essere eredi di una piantagione di té, a seguito della morte dello zio Richard, fratello di Hanry.
Per mettere bene a fuoco i legami di sangue tra i vari personaggi ammetto di aver preso carta e penna... ho fatto il classico schemino, giusto per avere chiarezza fin da subito....
Accanto a loro ruotano altri personaggi importanti che avranno un ruolo fondamentale nei vari passaggi della storia.

Mentre Diana cerca di dare un senso ai vari indizi che trova mettendoli nel giusto ordine, viene raccontata la sua storia che, se devo essere onesta, non mi ha presa più di tanto e mi è sembrata un tantino scontata negli sviluppi e nell'epilogo. Molto di più mi ha coinvolta la figura di Grace, complice anche il fatto che fosse vissuta in un'epoca ed in un'isola molto particolari, alla fine del 1800.

Discendente di buona famiglia, è lei l'erede predestinata della piantagione che suo zio ha lasciato a suo padre. Ma Diana scopre che non lo diventerà mai in quanto diseredata da suo padre.
Come mai?
Cosa può essere successo per arrivare a tanto?
E' attorno a tale interrogativo che si snoda quel segreto che viene svelato – secondo il mio parere in modo un tantino frettoloso – alla fine del libro.
Ero cerca che la fine sarebbe stata un po' rapida... dalla mole di pagine lette e da quella che mi restava da leggere mi ero chiesta come si potesse avere uno sviluppo dell'intricata situazione in così poche pagine...
Così è stato. Finale veloce e, per fortuna, con interessanti sorprese.
La storia di Diana è tantino scontata, meno quella di Grace che, nonostante il finale frettoloso, mi è piaciuta.

In conclusione, romanzo piacevole, non “indimenticabile” ma gradevole da leggere. Probabilmente perché letto nel periodo giusto.

Ps. nella prima parte del libro c'è un particolare che mi è piaciuto poco. Il fatto di riportare spesso, molto spesso, i pensieri di Diana (perché all'inizio è quasi esclusivamente di lei che si parla) scrivendo la frase come se fosse un dialogo ma precisando poi “...pensò Diana”... “si disse Diana”... “...considerò tra sé” mi ha un po' infastidita. Ecco, sono la solita pignola... ma che ci posso fare? 
Cercando in rete ho anche trovato la copertina originale... Diversa da quella italiana, ancora più romantica, piena di rosa... Sulle prime ho pensato che mi piacesse di più di quella che ho avuto tra le mani io... ma ora che ho finito di leggere il libro penso l'esatto contrario. 

lunedì 11 maggio 2015

Il Drago e la coccinella (Maria Teresa Nuzzi)

Una storia tenera che parla di un grande amore. E' quella che viene narrata da Maria Teresa Nuzzi, con l'accompagnamento delle illustrazioni di Ilaria Urbinati, nel libro Il Drago e la coccinella.

Può un drago grande e grosso innamorarsi di una coccinella piccina e fragile? 

Certo che può, perchè l'amore avvicina i cuori, anche quando all'apparenza sembra impossibile che accada. Il libro mi ha catturata per via del formato, della copetina rigida ed elegante, delle dolci illustrazioni. Una volta a casa mi sono resa conto che è adatto per bambini piccoli, che non sanno ancora leggere o che stanno imparando a farlo.

I testi sono molto brevi e le frasi sono ripetute due volte, in stampato ed in corsivo.
Chi sta imparando a leggere ha tutte e due le versioni sotto gli occhi e può essere più facile mettere una letterina dopo l'altra per arrivare ad avere una parola e poi una frase di senso compiuto. Non è il nostro caso, visto che i miei bimbi leggono da soli da un po', ma è stato comunque divertente leggere la storia con una sorta di effetto eco, con loro che ripetevano la frase in coro dopo che l'avevo declamata io.

Una storia d'amore... dicevo in apertura. Ed in effetti questo è. Una dolcissima storia d'amore tra diversi. Non un drago ed un suo simile, non una coccinella ed un suo simile ma due esseri molto diversi che, però, si innamorano ed imparano a condividere l'uno le abitudini e le passioni dell'altra.

Bello!

E poi dalla storia d'amore tra diversi si passa alla multiculturalità facendo un parallelo, nelle ultime pagine.
Ecco, dunque, che la storia viene proposta anche in arabo, inglese, francese, romeno e spagnolo. Altra bella idea... 

Infine - ma non per criticare - mi è saltato agli occhi un dettaglio: perchè il Drago è scritto in maiuscolo e la coccinella invece no? Solo sulla copertina e nella prima pagina interna, quella del titolo. Poi nel testo tutti e due in minuscolo. Un dettaglio, ma l'ho notato!
***
Il Drago e la coccinella
Maria Teresa Nuzzi illustrazioni di Ilaria Urbinati
ADNAV EDIZIONI (collana I Coriandoli)
euro 12.50

venerdì 6 marzo 2015

UNA STORIA inATTESA (S. Natalini) - Venerdì del libro

Non ci siamo capiti. Con questo libro non ci siamo proprio capiti.
E vedere il viso perplesso di mia figlia che, alla fine della lettura, mi ha guardata con interdizione mi ha dato la conferma che non si è trattato solo di una mia impressione...


Una storia inAttesa: il titolo già parla da solo, no?

Ottime le intenzioni: una storia d'amore che porta a una (anzi più d'una) nuova vita. 
Carine le illustrazioni. Carina l'idea di scrivere tanti nomi maschili sul retro della pagina di copertina e tanti nomi femminili prima dell'ultima di copertina.

Insomma, si tratta di un libro dedicato all'arrivo di un bebè... quello che ci ha lasciato un po' perplesse è stato il testo. 
Si parla di felicità, della ricerca della felicità vista con gli occhi di uno scoiattolo... Ma il testo non è molto lineare, lascia un po' spiazzati... 
Per questo Venerdì del libro riconosco che il mio post è un po' anomalo rispetto ai miei soliti contributi ma... sono a ricerca di conforto!
Sono io che non sono riuscita a capire bene il senso dei testi, la loro progressione? Probabilmente si tratta di un mio limite... Se dovessi dare un consiglio circa la lettura di questo libro così, a pelle, direi di evitarlo perché poco chiaro... Però può darsi che sia io a sbagliare... Qualcuno può aiutarmi a capire cosa ho sbagliato?


Ciò che mia figlia ha apprezzato maggiormente è stata una delle immagini che arrivano sulle ultime pagine... quella dei due animaletti che si abbracciano e che con le codine formano un dolcissimo cuore.

***
Una storia inAttesa
Sandro Natalini - illustrazioni Maria Sole Macchia
Coccole books
10.90 euro

venerdì 21 novembre 2014

Veloce come il desiderio (L. Esquivel) - Venerdì del libro

Jùbilo e Lucha si sono amati ma la loro storia è finita. Ora Jùbilo è solo, sofferente, in preda ad una malattia che lo ha ridotto a poco più di un fantoccio, cieco ma non insensibile.
La loro figlia Lluvia non conosce il motivo di ciò che ha fatto ergere un muro tra i suoi genitori e si rende conto che non è solo questo che non conosce della loro storia, del loro passato. 
Ora che suo padre dipende da lei per via di una grave malattia che lo consuma di giorno in giorno, Lluvia ripercorre le tappe più importanti della vita dei suoi genitori e scopre segreti mai rivelati, intense emozioni, legami che si allentano ma non si spezzano.
Per questo Venerdì del libro vorrei proporre una lettura che mi ha positivamente colpita. La copertina mi è sembrata un fumetto e mi ha fatto pensare ad una storia romantica. Tutti quei colori, quelle forme così perfette, quel trasporto che coinvolge i due protagonisti.... Avevo immaginato una storia d'amore e così è stato. Non una storia d'amore punto e basta. Si tratta di qualche cosa di più, e di bello.

Nel libro Veloce come il desiderio, l'autrice - Laura Esquivel - racconta la storia di Jùbilo e Lucha su due piani temporali. Jùbilo di oggi è un uomo alle soglie del trapasso, ospite in casa di sua figlia che lo accudisce in tutto e per tutto e che cerca di trovare anche un modo per comunicare con lui. Jùbilo di ieri è un bambino prima, un ragazzo ed un uomo poi che ha un dono: ha una spiccata sensibilità per i suoni e non solo. Riesce a sentire le persone che ha accanto in modo molto profondo ed intenso. Non solo le persone, a dire il vero. Questa sua spiccata sensibilità lo porterà ad intuire il pensiero degli altri ed anche a carpire ogni minima vibrazione dell'universo. Una dote che, però, pian piano lo porterà verso la sua fine.

Nel rapportarsi con il padre anziano e malato Lluvia percorrerà le tappe salienti di una vita fatta di interpretazioni, di passione, di amore ma anche di dolore e sofferenza. Oramai costretto sul letto di morte, Jùbilo riuscirà a gioire ancora per la possibilità di comunicare con gli altri uscendo da quella solitudine e da quel silenzio nei quali è chiuso da anni.

Ambientato in Messico, il racconto fa emergere i forti legami che ci sono tra i vari protagonisti, tra marito e moglie ma anche tra padre e figlio. Il protagonista, Jùbilo, viene mostrato al lettore in tutta la sua fragilità ma anche nella sua forza. Una vita straordinaria, la sua, ma a ben guardare comune a tante altre soprattutto per via dell'epilogo verso la quale va indirizzandosi.
Si tratta di una storia intensa, rivissuta dalla figlia con gran sensibilità. In alcuni intensi passaggi - vengono narrati anche momenti tragici ed estremamente difficili - le pagine sembrano vibrare tra le mani del lettore. 

Mi è piaciuto e lo suggerisco. Anzi, dirò di più: è l'ennesima prova di come non sia poi così necessario andare a cercare titoli blasonati e super-pubblicizzati per leggere bei libri. Io l'ho preso in biblioteca e sono contenta di averlo fatto.
***
Veloce come il desiderio
Laura Esquivel 
Garzanti editore
11.88 euro (23.000 lire)

domenica 8 giugno 2014

Ogni giorno della mia vita (N. Sparks)

Chi ha letto i libri di Nicholas Sparks spesso dice che sono poco originali perchè ricalcano sempre lo stesso stile romantico, le storie impossibili che poi diventano possibili, amori perduti e ritrovati, maternità o paternità difficili e così via discorrendo.
A me è capitato di leggere due dei suoi libri, fino ad ora. Dopo Un segreto nel cuore mi sono imbattuta in Ogni giorno della mia vita e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Sparks scrive bene, in modo scorrevole, non troppo ricercato ma nemmeno in modo scialbo. 
Mi sono imbattuta in questo libro andando alla ricerca di qualche cosa di adatto per la sfida di lettura a cui sto partecipando dall'inizio dell'anno e, solo a libro quasi terminato, mi sono resa conto che si trattava del seguito di un libro scritto in precedenza...
Nonostante questo, non si tratta di un vero e proprio sequel nel senso che la storia si regge bene anche senza aver letto l'altro anche se, è ovvio, avendoli letti in ordine alcune tessere sarebbero andata più facilmente al loro posto.
Jeremy è un giornalista di New York che si trova a vivere una storia travolgente con Lexie, una bibliotecaria conosciuta nel libro precedente (eh eh!) mentre cercava di capire uno strano fenomeno di luci che si vedevano in un cimitero a Bone Creek. Manca proprio la parte in cui si sono conosciuti ma questo non rende monco il libro Ogni giorno della mia vita. Semmai meno completo di quanto non lo sarebbe se si avesse letto le due storie nell'ordine giusto!
Lexie aspetta la loro bambina e Jeremy si ritrova cambiato, pronto ad affrontare un matrimonio nell'arco di poco tempo, pronto a cambiare vita ed abitudini per amore di lei e del frutto della loro passione. Jeremy e Lexie si amano profondamente, stanno bene insieme, ma qualche ombra si allunga sulla loro storia portando a galla alcune questioni del passato che sembrano ancora vive.
Jeremy vive con ansia i momenti che precedono il loro matrimonio fino a che non riesce ad aprirsi completamente a Lexie e ad appianare ogni cosa. Ma il destino riserva loro un'amara sorpresa che metterà a dura prova il loro rapporto e segnerà per sempre la loro vita.

Non sarà un capolavoro ma l'ho letto volentieri. Le pagine scorrono veloci, una dopo l'altra... l'ho letto in pochi giorni e non ha richiesto molto impegno nel senso che la storia si snoda in modo chiaro e con qualche colpo di scena capace di dare una svolta importante ad un certo punto. 

A chi volesse leggerlo consiglio di procurarsi prima Il posto che cercavo. Niente di eccezionale ma lettura gradevole e più che suggerita sotto l'ombrellone.
***
Ogni giorno della mia vita
Nicholas Sparks
Frassinelli Editore
17.50 euro