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giovedì 5 marzo 2015

Una sera #abassavoce in compagnia di Carlo

Ricorre oggi, 5 marzo, la Giornata mondiale della lettura a voce alta e, come lo scorso anno, Nati per Leggere ha lanciato l'invito di celebrarla “al contrario”, promuovendo una lettura a bassa voce, intima, ricca di sfumature emotive che nutrono il cervello e il cuore del bambino.
La nostra è una famiglia che ama le letture ad alta voce, insomma, una famiglia nata per leggere, e che ha deciso di partecipare alla GIORNATA MONDIALE DELLA LETTURA A VOCE ALTA celebrandola... al contrario.
Ieri abbiamo cercato di contagiare i nostri amici ed abbiamo lanciato l'invito a partecipare ad un momento di condivisione della lettura della buona notte a casa nostra: così, questa sera, alle ore 21, abbiamo letto due storie assieme a due nostre amiche, quelle che hanno risposto al nostro invito, Maria Laura ed Asia. 

Mezz'ora esatta: questo era l'impegno assunto, visto che domattina c'è scuola. Mezz'ora nell'arco della quale leggere insieme un paio di storie per poi salutarsi, magari dopo aver consumato un dolcetto.

Il dolcetto, a dire il vero, grazie alla mamma di Maria Laura lo abbiamo avuto in dono e non possiamo che ringraziarla... Così come ringraziamo Asia e la sua mamma per il dolce pensiero che hanno avuto nel donare materiale per scrivere ai miei cuccioli (che non ne hanno mai abbastanza).
Quanto alla tempistica bhè... rispettata alla perfezione! Alle 21.30 già con i cappotti addosso pronti per andare a casa ed andare a nanna.

E' stato un momento di condivisione che ha fatto molto piacere a me come ai miei figli. Purtroppo l'influenza che è ancora in corso ha impedito ad alcuni loro amichetti ed amichette di partecipare ma... sarà per la prossima volta (speriamo).


Per questa occasione le letture da proporre le ho scelte io... ed i miei bimbi sono stati d'accordo. Ho proposto Carlo e la scuola per draghi e Carlo e il ciclope Polifemo. Che ci possono fare, sono libri che mi piacciono molto ed ai quali sono molto affezionata.
Inizialmente avevo pensato di ospitare tutti sul lettone ma... poi mi è sembrato più opportuno organizzare un angolino lettura nel salone di casa con libri da noi scelti per farci da cornice. 
Un modo per far diventare la stanza un po' più tematica...

Non mi era mai capitato di organizzare, prima d'ora, un'iniziativa del genere e devo dire che ero anche un tantino emozionata... si può dire?
Abbiamo cercato di essere contagiosi a modo nostro, chissà se lo saremo stati in modo efficace? Fatto sta che stasera andiamo a letto felici, arricchiti di una nuova esperienza. 

Buona notte e buone letture a tutti!

Ps. chiedo scusa per le ciabatte inguardabili ma... sono tanto comode ;-)

martedì 6 dicembre 2011

Leggere a voce alta ai bambini. Da Nati per Leggere ho imparato che...

Un momento della lettura in libreria
Ieri pomeriggio ho portato la mia bambina in una libreria, in zona, in occasione dell'appuntamento del lunedì con le letture di libri ad alta voce. C'eravamo già state in passato ma ne eravamo uscite soddisfatte per metà. Abbiamo voluto riprovare.
La lettrice ha proposto quattro libri dopo di che la mia bimba si è stancata ed abbiamo lasciato il gruppo alle prese con una quinta lettura decisamente più "da grandi". Rispetto all'esperienza precedente è andata meglio: la lettrice ha reso i bambini partecipi, ci ha messo un po' di enfasi ma... ha commesso anche qualche errore.

Mentre ascoltavo le storie - io ero mimetizzata tra i bambini perchè la mia principessina mi voleva vicina (ma và?) - ho affinato il mio senso critico rispetto alla situazione. Avevo già da tempo una mia opinione in merito a come si dovessero proporre letture ai bambini e le mie convinzioni, anche stavolta, sono state confermate da quanto detto nel corso di un incontro organizzato da Nati per leggere al quale ho partecipato non molto tempo fa. Nel corso dell'incontro Elena Carrano, lettrice volontaria, ci ha dato delle dritte su come leggere a voce alta ai bambini ho avuto a mia disposizione degli strumenti ben precisi grazie ai quali valutare la qualità della lettura. Tutto questo non per essere acida ed ipercritica ma per rendervi partecipi di quelle che dovrebbero essere le regole da seguire per leggere un libro ad alta voce ad un bambino.

Una delle regole che ho imparato - ed una delle conferme che ho avuto da Nati per leggere - è relativa al fatto che il lettore non possa improvvisare. Deve già conoscere il testo che si appresta a leggere per renderlo al meglio. Non si può i leggere il libro per la prima volta al giovane pubblico perchè i bambini sono molto attenti e se, come è capitato ieri pomeriggio, la lettrice sbaglia un'intonazione, non si accorge che sul fondo della pagina c'è un'altra riga, non rispetta la punteggiatura cambiando il senso alla frase, possono restare un po' interdetti. Per sua ammissione la lettrice non conosceva i libri che stava proponendo: errore. Perchè leggere prima della lettura pubblica? Non solo per prendere confidenza con la storia ma anche per verificarne la fluidità e per rendersi conto se è adatta per essere proposta. Nel leggere a voce alta non è importante tanto leggere bene quanto emozionare con la lettura, trasmettere qualche cosa. Il lettore, conoscendo il testo, è più sicuro. Malgrado ciò, quando legge ai bambini deve fare in modo che sia come se leggesse quella storia per la prima volta. Come? Creando meraviglia, facendo le dovute pause, partecipando allo stupore che determinate frasi alimentano...

Fare attenzione all'uso della voce. La voce è lo strumento principe nella lettura di un libro ad alta voce. Un attore importante al pari delle parole pronunciate, se non di più. E un attore ancora più importante delle immagini. Il tono della voce trasmette emozioni, mette in moto l'immaginazione, alimenta reazioni. Usare un tono piatto, una voce sempre uguale a se stessa non permette di rendere la storia come si dovrebbe. Questo non vuol dire che si debba esagerare. Non serve rendere troppo teatrale la scena ma si può anche usare il corpo per enfatizzare alcune parti ricordando, però, che si tratta pur sempre di un adulto che legge ad un bambino. Il lettore non deve rendersi ridicolo con gesti o atteggiamenti plateali per catturare l'attenzione di piccoli, imitare il loro modo di fare etc... Deve saper emozionare il piccolo ascoltatore grazie alla storia ma, soprattutto, grazie alla sua voce. 

Qualche altra buona regola da seguire nel leggere libri a voce alta ai bambini.

Creare un ambiente adatto: nei limiti del possibile, sarebbe opportuno creare un ambiente accogliente anche seguendo dei semplici e piccoli accorgimenti. Qualche tappeto, cuscini colorati, seggiole a misura di bambino creano un ambiente favorevole alla lettura ad alta voce. Lo si può fare anche in casa: ci si può ritagliare un angolino della cameretta, faccio un esempio, per creare una situazione tranquilla e accogliente. Rispetto alla nostra esperienza precedente devo dire che ieri pomeriggio lo spazio in cui eravamo ad ascoltare la lettura tutto sommato non è stato niente male. Coloro che passavano attorno a noi, intenti a sbirciare tra i libri, non hanno disturbato più di tanto e non c'era confusione.

Creare un rapporto di empatia con i bambini. Se si entra nelle corde dei bambini, se ci si presenta nel modo giusto, li si incuriosisce e si è in sintonia con loro sarà tutto più facile. Non ha senso dire, in modo asettico, il proprio nome e cominciare a leggere in modo meccanico senza creare un rapporto preliminare con i bambini.
Scegliere libri adatti all'età dei bambini che ascoltano. E' impensabile che un bambino possa seguire una lettura che non è troppo adatta a lui per l'uso di termini difficili, per frasi troppo lunghe, per un'eccessiva lunghezza della storia, tale da richiedere tempi di attenzione non adatti alla sua età. Su questo posso dire che ieri è andata bene: sono stati proposti libri adatti per la mia bimba anche se, alla fine, qualche bambino più grande ha insistito affinchè si aggiungesse un'altra lettura non prevista.

Non leggere in modo distratto. Il lettore deve avere cura di chi ascolta nel senso che non può mettersi davanti ai bambini pensando - uso una frase che prendo in prestito da Elena Garrano - "...vabbè, mi tocca... e facciamolo!". Leggere un libro tanto per ottemperare ad un obbligo o senza provare piacere nel farlo vuol dire non trasmettere nulla a chi ascolta. Basta leggere una storia con amore... Meglio se si legge una storia che piace al lettore (perché se non piace non si riesce a trasmettere molto) e possibilimente che si ritiene possa piacere anche a chi ascolta.

Un lettore per quanti bambini? Uno, dieci, venti?
Per ottenere un buon risultato Nati per leggere suggerisce un determinato rapporto lettore/bambino. Un rapporto indicativo, lo sottolineo, perchè mi rendo conto che in alcune situazioni non è facile rispettare i parametri indicati (penso ai nidi dove c'è una sola insegnante con tanti bambini piccoli....).
Nati per leggere suggerisce: 
* 1 lettore / 1 bambino per letture a bimbi fino a 18 mesi di età. Il rapporto è soggettivo, il contatto è più diretto ed esclusivo perchè a quell'età il bambino ha bisogno di stare più vicino all'adulto che legge e predilige il contatto con lui;
* 1 lettore / 3-4 bambini di età compresa tra i 18 mesi ed i tre anni;
* 1 lettore / 20 bambini dai tre anni in su.

Spero di non aver fatto confusione... Ho cercato di mettere in ordine i pensieri di cui ho fatto tesoro in occasione dell'incontro con Elena e, sperando di essere utile, ho voluto renderne partecipi i lettori del mio blog. 
Vorrei sottolineare un punto: il discorso del rapporto tra lettore e bambini riguarda per lo più i lettori volontari, gli insegnanti, gli operatori di laboratori cui partecipano più bambini... Ma le regole che ho indicato sopra credo che siano utili anche a mamma e papà quando si apprestano a leggere una storia al loro bimbo. A me sono state utili. In molti casi si è trattato di conferme ad idee che mi ero già fatta sull'argomento e ne ho fatto tesoro. 

Regole troppo difficili da seguire? Ma no... Io credo di no. Elena ci ha detto chiaramente che non bisogna essere dei professionisti. Basta mettere amore nella lettura e... avere la consapevolezza di avere uno strumento capace di emozionare...

Sperando di non aver annoiato e di essere stata utile almeno un po' vi auguro buona lettura.  

Ps. mi auguro che momenti di lettura a voce alta ce ne siano sempre di più.... in casa ma anche in altri luoghi che ben si prestano allo scopo. 

martedì 29 novembre 2011

Libri: ad ognuno il suo. Da Nati per Leggere ho imparato che...

Un momento dell'incontro a cui ho partecipato
Un libro non va bene in assoluto per il solo fatto di essere un libro. 
E non è sempre bello per il solo fatto di essere un libro.
Così come non è sempre educativo per il solo fatto di essere un libro.
Ne sono sempre stata convinta, soprattutto per quel che riguarda le letture da proporre ai più piccoli. Ne ho avuto prova in occasione di un corso di formazione tenuto da referenti del progetto Nati per leggere che si occupano, in particolare, del progetto nella mia regione, le Marche.

Conoscevo già il progetto, al quale ho aderito tempo fa come genitore e del quale condivido gli obiettivi. Nati per leggere promuove la lettura ad alta voce in famiglia. Si indirizza alle famiglie ma coinvolge una serie di attori che vanno dai bibliotecari ai pediatri passando per tutti quegli operatori che hanno a che fare con i bambini.

Ho appreso con piacere che è operativo un coordinamento regionale anche nelle Marche e mi auguro che si possa creare una rete più capillare di quanto non lo sia ora, sensibilizzando le istituzioni affinchè diventino partners privilegiati - e convinti - di un progetto di questo tipo.
La lettura, nell'ambito del progetto Nati per leggere, viene vista come promozione della salute e del benessere fisico, psichico e sociale del bambino. Viene considerata, inoltre, come uno strumento privilegiato di miglioramento relazionale tra genitori e figli. Interessante, a questo proposito, l'intervento della pediatra Laura Olimpi che ha affrontato molteplici aspetti riguardanti la crescita e lo sviluppo dei bambini inteso a 360°. 
Da non sottovalutare, inoltre, il legame e la complicità che vengono a crearsi tra genitori e figli già in tenerissima età quando a consolidare il "legame di sangue" c'è anche l'esperienza che passa per le pagine di un libro.

Nel corso dell'incontro ho avuto molte conferme di ciò che ho sempre cercato di fare mio ed attuare in famiglia, con i miei bambini. 

Ho trovato molto interessante ed utile per le mamme ed i papà l'intervento della responsabile regionale del progetto, Valeria Patregnani, circa la tipologia di letture da proporre ai bambini a seconda della loro età. Spesso i genitori sono spiazzati quando si trovano in libreria e vogliono comprare un libro per il proprio bimbo così come lo sono coloro che vedono balenare per la loro mente l'idea (ma ce n'è di gente così? Io mi auguro che ce ne sia sempre di più) di comprare un libri in dono ad un nipotino piuttosto che un mostro o un videogioco! Ecco, dunque, che il vademecum illustrato passando in rassegna le varie età dei bambini mi è sembrato molto molto utile.

Mi piacerebbe condividere ciò che ho imparato o ciò di cui ho avuto conferma.

0-6 mesi 
La mamma (o il papà... parlo di mamme ma è sottinteso che il discorso va declinato anche al maschile) può cantare, parlare e raccontare storie al bambino. Anche la voce della mamma, a prescindere da ciò che dice o che narra, aiuta il bimbo a crescere.
Il bambino a questa età ascolta con piacere la voce umana e ne assapora la sonorità a prescindere da ciò che viene cantano o raccontato. Fontamentale sarà il tono che deve essere un po' "partecipativo", non freddo e meccanico. Il bimbo è piccolo ma percepisce ogni sfumatura... Un discorso, questo, che poi sarà valido per sempre: nel leggere ad un bambino serve partecipazione da parte del lettore. Non esagerazioni teatrale, questo no. Ma la voce, l'intensità, l'enfasi hanno un ruolo importante nel trasmettere emozioni anche queando - come avviene a questa età - non è ancora il testo che fa presa sui piccoli.
A questa età il bimbo ama le ninne nanne e le coccole che arrivano dal suono, dalla musicalità delle parole. Ama anche il contatto visivo oltre che quello fisico così come la mimica gestuale che lo "cattura". Inizia un dialogo affettivo con la mamma emettendo i primi suoni o vocalizzi. Non è ancora nell'età in cui possa provare interesse o piacere nel manipolare il libro che verrà, però, proposto da mamma e papà.
Quali libri proporre? Quelli che propongano dei testi musicali: ninne nanne, filastrocche, tiritere, scioglilingua.

6 - 12 mesi 
A questa età il bimbo afferra gli oggetti che ha a portata di mano, libri compresi. Tente a portarli alla bocca per esprorarli il più possibile. Le foto e le immagini cominciano a risultare interessanti e inizia a capire come funziona un libro: comincia a capire che ha un verso, che si spagina... In questa fase il bambino vuole avere accanto a se un adulto partecipe, che osservi il libro con lui e che gli trasmetta interesse. I libri fotografici lo catturano e le immagini attirano la sua attenzione soprattutto se le figure proposte sono di animali oppure oggetti a lui noti ma anche volti.

 12/24 mesi
A questa età il bambino inizia a maneggiare il libro in modo corretto e gli è familiare. Riconosce le immagini riuscendo ad indicarle ogni volta che le sente nominare e cerca di ripetere le parole (a modo suo, ovviamente). 
Quali libri proporre? I suoi tempi di attenzione si allungano per cui si possono proporre libri con storie brevi e di semplice comprensione che abbiano, magari, come protagonisti gli animali. Molto stimolanti anche i libri con i buchi o con parti mobili. Attenzione, però! Vanno evitati libri con parti che possono risultare pericolose o che si possono staccare. Magari sono carini a vedersi ma possono anche essere pericolosi. Si tratta di un'accortezza da tener presente sempre, non solo a questa età.

24/36 mesi
Una storia al giorno, tutti i giorni, per creare dipendenza!
Questo slogan mi è piaciuto molto e mi ci rivedo molto visto che con i miei bimbi sono riuscita ad arrivare ad una lettura al giorno senza che per loro sia un sacrificio ma un piacere. Sono loro che mi chiedono di leggere una storia e lo facciamo ogni giorno. Moltiplicato per due visto che i bimbi sono due ed ognuno vuole la sua storia.

A questa età i bambini sanno manipolare bene il libro e capiscono come funziona la lettura e la corrispondenza con le immagini. Il suo ascolto è più attento e riesce a mettere in relazione ciò che ascolta con ciò che vede illustrato. Comincia anche a saper ripetere storie brevi in modo ordinato, tanto da dare loro un senso.

Quali libri proporre? Storie che iniziano a presentare degli elementi emotivi, illustrazioni con più particolari, storie che parlano di quotidianià.

3/4 anni
Abbraccia teneramente il tuo bambino con le parole di un libro.
Anche in questo caso ho trovato la frase introduttiva usata per parlare di questa fascia d'età come un simbolo della tenerezza che si trova dietro alla lettura di un libro ai bambini. La lettura di un libro come un gesto d'amore. Non certo come un compito ingrato o come qualche cosa che ci si sente costretti a fare ma senza aver alcun trasporto.
 
A questa età i bambini riescono a seguire anche le storie più complesse, è capace di anticipare il finale delle storie che gli sono più familiari e sviluppa anche una crescente curiosità tale da porre interrogativi pertinenti con ciò che ascolta. 

Quali libri proporre?
Albi illustrati, libri che iniziano a richiedere una serie di competenze, storie più strutturate visto che i tempi di attenzione diventano più lunghi ed anche le esigenze dei bambini cambiano.


4/5 anni 
 A questa età un libro tira l'altro e di storia in storia i bambini crescono. 

A questa età i bambini vogliono scegliere da soli i libri da leggere, i loro tempi di ascolto sono decisamente più lunghi e iniziano a far finta di leggere le storie, aiutati dalle immagini.
  I miei bimbi in questo momento sono in questa fasci d'età: il piccoletto ha quattro anni e la principessa di casa ne ha sei. Spesso li vedo andare zitti zitti verso la loro biblioteca ricavata in salone, scelgono un libro e se lo leggono a vicenda. Riescono a leggerlo a volte anche ricordando intere frasi. 
La bambina inizia a leggere qualche parolina da sola ma vi posso assicurare che è stato così anche prima che iniziasse a farlo. E' uno spettacolo vederli quando si raccontano le storie!
Quali libri a questa età? 
Storie divertenti, fiabe tradizionali e storie più moderne che richiedano anche tempi si ascolto più lunghi. Stimolanti anche le storie che parlano di famiglie, di fratelli, di sorelle...

In questo momento, mentre sto scrivendo, i miei bimbi sono in salotto intenti a raccontarsi storie. Li sento ridere, scherzare, alternare momenti di silenzio a momenti più "coloriti". E' davvero bello. E confermo: leggere a voce alta, in famiglia, fin da piccoli... fa bene!

Spero di aver fatto cosa utile rendendovi partecipi di una piccola parte delle tante - utili - cose che sono state dette durante l'incontro con gli operatori di Nati per leggere. 
Segnalo anche che Nati per leggere ha stampato un catalogo - mi pare di aver capito che a breve ne sarà stampato un altro -in cui vengono suggeriti libri adatti alle varie fasce d'età, suddivisi in modo molto chiaro.  
I suggerimenti tengono conto di alcune caratteristiche di fondo che un libro deve avere per essere un buon libro: 
* libri sicuri, certificati CE, che rispettino le normative Europee
* libri che abbiano la forma di libro (una definizione che mi è molto piaciuta)
* libri maneggevoli ed affidabili
* libri che possano anche essere puliti.


Spero anche di non aver detto troppo, di non aver annoiato... Ho voluto rendervi partecipi per rimarcare come incontri di questo tipo siano imporanti anche per le mamme che non stanno con i bambini per professione (come gli insegnanti) ma per crescere con loro, tra le mura di casa.

Ps. al termine dell'incontro abbiamo anche affrontato l'aspetto "tecnico" della lettura ai bambini... magari ne parliamo un'altra volta, se la cosa può interessare...

giovedì 13 ottobre 2011

Quando un adulto legge una storia... Corso di aggiornamento professionale

Ho appena avuto notizia di un corso di aggiornamento professionale per insegnanti, educatori, operatori dell'infanzia, genitori, medici pediatri, lettori organizzato in un comune limitrofo a mio.
Organizzato dall'Associazione Italiana Biblioteche Marche nell'ambito del progetto


realizzato con l'Associazione Culturale Pediatri, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Porto Sant'Elpidio (Fermo), il corso si terrà il 26 di novembre nell'intera mattinata, dalle 9 alle 13 presso la biblioteca del comune di Porto Sant'Elpidio.
Nel leggere la locandina mi sono resa conto di non rientrare nelle categorie professionali interessate ma come genitore e come lettore (anche come giornalista?) ci potrei stare per cui ho subito inoltrato la mia richiesta di partecipazione. In passato ho partecipato ad un corso di dizione che mi piacerebbe mettere a frutto diventando lettore volontario: ho proposto ad un'associazione di genitori del mio comune di organizzare delle giornate di lettura di fiabe a voce alta per i bambini della scuola per l'infanzia e mi auguro che tale idea possa avere seguito.
Se così non fosse, potrei sempre fare tesoro di quanto verrà detto nell'ambito dell'incontro del 26 novembre nell'ottica della lettura con e per i miei bambini. 

Secondo il programma, sarà illustrato il progetto Nati per leggere per poi contestualizzarlo nella regione Marche passando poi ai soggetti attori del progetto. Si passerà poi ad analizzare le varie competenze: dalla figura del bibliotecario a quella del pediatra. Ed ancora, i luoghi in cui attuare il progetto: nei nidi, nelle materne, nei punti sanitari della città, attraverso i servizi sociali, in famiglia.
L'argomento mi interessa molto ed anche il laboratorio di lettura a voce alta che si terrà dalle 12 alle 13 credo che sia interessante. 

Nel volantino viene precisato che la giornata di formazione con famiglie, insegnanti, bibliotecari, operatori sociali, sanitari e dell'editoria ha l'obiettivo di arricchire le riflessioni sull'importanza dell'accessibilità linguistica, visiva e motoria dei libri per bambini e della possibilità di condividerli con loro.

Chi fosse in zona e fosse interessato può chiedere informazioni, avere il programma completo e inviare la propria adesione alla biblioteca comunale psebiblioteca@elpinet.it. 

Ps. ho scaricato il logo del progetto Nati per leggere dal sito ufficiale - www.natiperleggere.it - e spero che non me ne vogliano. Credo che iniziative così vadano diffuse e, se nel mio piccolo, posso farlo anche io, lo faccio con piacere.