venerdì 1 aprile 2016

La tentazione di essere felici (L. Marone) - Venerdì del libro


Non è mia abitudine leggere libri di cui sento troppo parlare, quelli troppo recensiti, troppo consigliati, troppo sotto ai riflettori. Questa volta ho fatto un’eccezione e, a lettura terminata, non me ne pento. Ho appena terminato di leggere La tentazione di essere felici, di Lorenzo Marone.

Ultimamente mi sono imbattuta in tante recensioni, tanti pareri positivi e per questo, sulle prime, mi ero ripromessa di evitare per rinviare la lettura a quando, più avanti, le luci della ribalta si fossero spente. A dire il vero, ora che Marone di libro ne ha scritto un altro nuovo di zecca un pochino l’attenzione si è spostata per cui, alla fine, mi sono ricreduta e l’ho preso in prestito in biblioteca. 

Il protagonista del romanzo è un signore anziano che non intende mollare la presa: gli anni della giovinezza sono oramai lontani ma non ha alcuna intenzione di considerarsi una persona anziana. 
Non ha un bel carattere, Cesare. Lo sa e non lo nasconde. Non ha avuto un gran bel rapporto con la sua famiglia. Con una moglie che ha tradito. Con i figli che ha conosciuto poco pur avendo tentato di stare loro accanto. Con la sua stessa vita non ha avuto un buon rapporto. Una vita che non l’ha soddisfatto perché non è stato mai capace di scegliere, accettando ogni volta di subire gli eventi senza prendere una posizione netta.
A Cesare Annunziata è mancato il coraggio di fare delle scelte. Sa bene anche questo. E nemmeno questo nasconde.
Ora, che il tempo inizia a sfuggirgli di mano, ha una possibilità di riscatto. Il suo modo di essere, l’uomo che è stato, il padre e il marito che è stato, subiscono uno scossone per via di una serie di eventi che, all’inizio, tenta di farsi scivolare addosso, senza riuscirci del tutto.
Cesare non ha molte persone accanto a se. Non è mai stato molto socievole tranne che con le donne. Donne diverse da sua moglie, però.

Quella di Cesare è una storia non molto lontana da quella di tante persone che si possono incontrare ogni giorno: un amore sopito, la voglia di trovare nuove emozioni, il tentativo di essere un padre nonostante tutto ed ora, avanti con l’età, una vita autonoma, senza aver bisogno di nessuno. Ma è davvero così? Si può arrivare davvero alla fine dei propri giorni fregandosene del resto del monto?
Intanto lui non si lascia andare. Se la vecchiaia vuole avere la meglio su di me dovrà sudare sette camicie: è questo lo spirito con cui Cesare affronta la terza età. Perché sa che poi non ce ne sarà una quarta per cui bisogna vivere appieno, fino alla fine.

Le poche persone che gli gravitano attorno - si contano sulle dita di una mano, o poco più - avranno un ruolo fondamentale in questo periodo della vita. Una nuova conoscenza, in particolare, lo cambierà profondamente. Verrà a conoscenza di particolari della vita dei suoi cari che non conosceva e dei quali, in particolare in merito a suo figlio, non è stato tenuto al corrente da anni. Perchè noi per te eravamo invisibili, papà le dirà sua figlia quando lui cercherà delle spiegazioni su tutte quelle cose che gli sono state nascoste e di cui è venuto a conoscenza dopo tanto, troppo tempo.

Cesare cambierà. Non se lo sarebbe mai aspettato ma è così.

Il libro mi è piaciuto. Lettura scorrevole, personaggio che non nasconde la sua personalità, che non nasconde il suo carattere tutt'altro che simpatico, così come non nasconde la sua schiettezza e la sua - a volte - mancanza di tatto. Una persona non artefatta. Un anziano come ce ne potrebbero essere tanti.

Marone scrive in modo scorrevole ed efficace. I personaggi emergono senza complicazioni e il finale mi è sembrato un tantino aperto. Viene affrontato un tema delicato come la violenza in casa, cosa che non mi sarei mai aspettata, viste le premesse iniziali. Sopraggiungono sensi di colpa per non aver fatto qualche cosa di più, qualche cosa di diverso.

E poi le considerazioni che spuntano, di tanto in tanto, con estrema naturalità tra i dialoghi, nelle more della narrazione. Considerazioni che inducono alla riflessione.
Quando il dolore altrui si avvicina troppo, cominci anche tu ad avvertire una fitta.
Una volta in strada, ho già capito una cosa: se sbagli semina, non puoi aspettarti chissà quale raccolto.
L'amore col tempo sfuma, come i colori in una fotografia, però per fortuna restano i contorni a ricordarti l'attimo che fu. Per quarant'anni non ho amato Daria, ho amato l'idea di poterla di nuovo amare. 
Un libro che suggerisco per questo Venerdì del libro e con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 3: un libro che abbia vinto un premio letterario (Premio Stresa Narrativa 2015).

2 commenti:

  1. Ho letto la scorsa settimana la recensione di Maris e mi ero già inserito in lista questo libro, ora dopo la tua opinione, mi sa che lo cercherò per prenotarlo in biblioteca, visto che dei giudizi tuoi e di Maris mi fido!

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  2. Mi ero persa la tua recensione! Sono contenta che sia piaciuto anche a te, non è il solito romanzo... unisce ironia e tristezza, felicità e amarezza e regala emozioni a chi legge, con immediatezza.
    In questi giorni ho finito anche il nuovo sempre di Marone, La tristezza ha il sonno leggero...un pò più complesso forse, mi è piaciuto comunque, ma voglio far sedimentare un pò ciò che ho provato leggendolo prima di parlarne sul mio blog.

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