lunedì 11 aprile 2016

Squadra Speciale Minestrina in brodo (R. Centazzo)

Diciamolo subito. All'inizio Roberto Centazzo, autore del libro Squadra Speciale Minestrina in brodo, mi ha fatto innervosire con un uso alquanto discutibile della punteggiatura. Virgole, in particolare.
E poi l'uso delle virgolette con il punto.
A me hanno sempre insegnato ".....frase". e non "....frase."
E questa cosa mi ha innervosito. 
Poi il trattino usato nel mezzo di una frase: a me hanno sempre insegnato che quel trattino - questo trattino - serve per inserire un inciso in una frase ma poi il trattino va messo alla fine dell'inciso stesso. Centazzo non lo fa. E questa cosa mi ha ulteriormente innervosita.
E le virgole usate spesso in sovrabbondanza, quando non servivano... Insomma, la parte pignola che è in me nei primi capitoli ha notato queste cose e mi sono un tantino innervosita.
Poi...
Poi ho iniziato a farmi prendere dalla storia e le virgole, le virgolette, i trattini per gli incisi sono passati in secondo, terzo piano. Non ci ho fatto più caso.  
Perchè la storia ha iniziato a divertirmi, i personaggi ad incuriosirmi e quel loro modo di comportarsi mi ha fatto dimenticare tutto il resto.

Posta la premessa, la storia mi è proprio piaciuta. Originale l'idea di una indagine parallela, non tanto autorizzata, portata avanti da tre tipi (in pensione) che si sono dati degli appellativi quali Semolino, Kukident e Maalox. Tutto un dire. 

Prendi un ex sostituto commissario e vice dirigente alla Squadra mobile, un ex sovrintendente alla Scientifica ed un ex assistente capo all’Immigrazione. Possono forse, tre tipi così, di punto in bianco mettersi a fare i pensionati al parco o al bar con cornetto, cappuccino e quotidiano? Ci provano pure. Si che ci provano. Ma non funziona.
Il loro istinto di detective li porta fuori dal bar e lontano da qualsivoglia parco a meno che questi ambienti non rientrino in un'indagine. 

Trovo che l'indagine non sia la colonna portante del racconto. A farla da padrone sono le vite di questi tre uomini. Tre vite che hanno viaggiato su binari paralleli l'una all'altra fino a che sono stati in servizio ma che, poi, hanno rischiato o di sovrapporsi in una noiosa routine da pensionati (che non sia mai!) o di tornare ad incrociarsi per altre vie. Tutt'altro che ufficiali.
E questo capita. 

Per non togliere il piacere della lettura mi limito a dire che tutto ruota attorno alla morte di un ragazzo di colore, un immigrato che vendeva cianfrusaglie ed il cui caso, probabilmente, è stato sottovalutato. Proprio uno dei tre, tal Ferruccio Pammattone, si rende conto di aver in qualche modo trascurato o sottovalutato ciò che accadde a quel ragazzo il giorno prima che andasse in pensione. 
Stava andando in pensione, cosa poteva fare per lui?
Ci sarà stato senz'altro qualcuno che se ne sarebbe occupato dopo il suo pensionamento. No?
E invece no. Quel ragazzo è stato ucciso ed una strana sensazione gli chiude la gola e lo fa sentire in qualche modo responsabile. Ecco che scatta la necessità di fare qualche cosa affinchè, se non altro, quella morte non risulti del tutto inutile. L'indagine prende il via.

Il libro mi è arrivato dopo aver aderito all'iniziativa delle Lgs con il Libro Geograficamente Sparpagliato. Io ero la seconda destinataria e mi è arrivato direttamente da Elisa, partito dopo aver fatto un bel viaggetto dal Nord verso il Centro Italia. Domattina ripartirà verso la prossima destinataria.
Ps. il personaggio che più mi è piaciuto è Pammattone, il capo banda. Non vi dico quale dei tre soprannomi gli appartiene perchè è più gustoso scoprirlo leggendo. E' un tipo in gamba. 

Ps del Ps: i protagonisti mettono le mani su certe questioni piuttosto attuali. 

Con questo libro partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n.1: un libro pubblicato nel 2016.

4 commenti:

  1. Sono felice che ti sia piaciuto! Io non vedo l'ora di poter leggere la prossima indagine di questo trio di fantastici vecchietti!!

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    1. Spero anche io che arrivi presto la prossima indagine ;-)

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  2. Grazie, Stefania, presto ti invierò un racconto: s'intitola "La virgola soggettiva". Un caro saluto. Ro

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    1. Ciao Roberto. Grazie a te... e scusami per la pignoleria ma è una parte di me che a volte emerge anche contro la mia volontà ;-)

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