giovedì 28 aprile 2016

Dimmi che credi al destino (L. Bianchini)

Ultimamente prima di andare in biblioteca faccio lunghe ricerche su cosa potrei trovare di interessante da leggere, grazie alla possibilità di effettuare una ricerca telematica, da casa, dei titoli disponibili.
L'ultima volta - mea culpa - ero convinta di avere in borsa l'elenco dei libri che avevo individuato la sera prima ma mi sono accorta di aver sbagliato foglio solo una volta arrivata davanti al portone della biblioteca. Non potevo certo andarmene solo per questo dettaglio! Non sia mai.

Sono entrata a testa alta ed ho dato un'occhiata ai libri in bella mostra sul tavolo dei libri suggeriti. Ho scelto Dimmi che credi al destino senza una particolare motivazione. La copertina mi ha trasmesso serenità, anche il titolo a dire il vero, ed ho subito pensato ad una sdolcinata storia d'amore.
Invece no.

Non ho trovato quello che sulle prime pensavo di trovare e ne sono contenta visto che troppe storie d'amore una dietro l'altra - ultimamente ne ho letto più d'uno - potrebbero farmi alzare i livelli di glicemia nel sangue ;-)

A parte gli scherzi, trovo che i romanzi d'amore vadano letti a piccole dosi. Almeno per me. Il genere che preferisco è quello dei thriller per cui considero libri più rosa come una pausa necessaria tra un delitto e l'altro.

Lunga premessa per dire che Luca Bianchini non l'ho cercato con cognizione di causa ma mi è capitato tra le mani così, senza un perchè.

La storia d'amore c'è comunque. 

Devo dire che all'inizio mi sono trovata davanti ad un avvio un po' lento della storia e temevo che i personaggi non decollassero mai, così come la storia. 
Va detto che è il primo libro che leggo di questo autore per cui non ho alcun elemento per fare confronto con suoi libri precedenti.
Bianchini propone al lettore il passato della protagonista quasi come se fosse un dettaglio di poco contro mentre, a ben guardare, si tratta di circostanze molto importanti nella sua vita.
Ornella è un personaggio che all'inizio sembra molto comune, senza nulla da raccontare. Ma ben presto Bianchini lascia intendere che non è così e arriva ad aprire uno spiraglio su una situazione che l'ha segnata profondamente, su un capitolo della sua vita non ancora completamente chiuso.
E la missione di salvare la libreria in cui lavora passa quasi in secondo piano rispetto ad una missione ben diversa, quella che le si profila dal punto di vista personale.
Il passato di Ornella mi ha sorpresa ed il suo presente in alcuni punti mi aveva irritata soprattutto ogni volta che la immaginavo alzare il calice e bere birra. 

Non posso dire che si tratta di un libro indimenticabile. Ho trovato anche stavolta un uso delle virgolette e dei punti che a me non piace - non starò più a chiedermi se è corretto o no mettere il punto dentro o fuori alle virgolette chiuse quando si finisce una frase ma ribadisco che il punto dentro a tali virgolette a me aggrada - e in ogni caso la lettura non è stata faticosa. 

Ornella lavora in una libreria ed ultimamente mi par di capire che un'ambientazione di questo tipo vada molto di moda. Una libreria che esiste davvero così come Ornella esiste davvero, al pari di qualche altro personaggio che l'autore ha preso in prestito dalla realtà, pur romanzandone la storia ed aggiungendo di suo.

Lettura leggera per chi non ha grosse pretese nonostante gli argomenti trattati come la tossicodipendenza, l'omosessualità... forse concessi in pasta lettore con troppa leggerezza. O, forse, più semplicemente l'idea dell'autore era proprio quella di non rendere la storia troppo pesante.

Una storia personale che trova il suo riscatto. 
Una donna matura (Ornella ha 55 anni) che torna a vivere appieno dopo un lungo periodo di letargo. Spunti interessanti, qualche scena piuttosto divertente anche se alcuni aspetti lasciano un po' a desiderare. Come Diego, ad esempio, la cui figura non mi ha convinta più di tanto. Magari è solo mancanza di feeling tra noi, non so. Magari ad altri lettori è pure simpatico!

Tutto sommato - e non conoscendo lo stile di Bianchini - non mi spiace aver letto questo libro anche se non mi sento aggiungerlo alla lista dei bellissimi.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 6: un libro nella cui cover non siano raffigurate persone.

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