Visualizzazione post con etichetta visual challenge upgrade. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta visual challenge upgrade. Mostra tutti i post

martedì 31 dicembre 2019

Nelle terre estreme (J. Krakauer)

Ho chiuso l'anno con la lettura di Nella terre estreme.
Il libro narra la storia vera di Chris McCandless, un giovane che nell'aprile del 1992 decide di inziare un viaggio verso l'Alaska. Solo. Con pochi mezzi (per scelta) a sua disposizione.
Il suo obiettivo è quello di lasciare la civiltà del tempo per immergersi in modo autentico nella natura. Vuole dimostrare a se stesso che può farcela da solo, senza l'aiuto di nessuno. 
Lascia la sua famiglia in modo netto, definitivo, senza lasciare traccia.
Il suo viaggio, però, non ha un positivo epilogo: viene ritrovato cadavere - morto di stenti - da un cacciatore. 
Il libro nasce dall'interesse del giornalista Jon Krakauer per il caso di questo giovane, per la sua storia, per la sua scelta di vita.

Il libro non è un romanzo ne' una biografia. L'autore, dopo aver raccolto diverse testimonianze - da parte della famiglia, da parte di coloro che lo hanno incontrato - e dopo aver ricostruito seppur con difficoltà il suo percorso da un diario che venne ritrovato accanto al cadavere, propone ai lettori non solo la storia di Chris intesa come viaggio fisico ma anche come viaggio psicologico alla ricerca di un equilibrio che, nella sua quotidianità, mancava.

Innanzitutto il lettore parte da una consapevolezza: Chris muore. Si sa già il finale della storia, si conosce come termina in viaggio. Essendo stato un fatto di cronaca molto discusso all'epoca ed avendo utilizzato il vero nome ed i veri riferimenti del ragazzo, era inevitabile che fosse così. Quello che propone l'autore è un approfondimento del suo essere, delle sue convinzioni, delle motivazioni che hanno mosso Chris così come altre persone che, nel tempo, hanno fatto una scelta analoga alla sua.

Ciò che mi ha maggiormente colpita di questa storia è l'atteggiamento di Chris: quel suo modo di tagliare ponti in modo netto e senza sofferenza, quella sua voglia di vita pura ed intensa lontano da ricchezze ed agi di qualsiasi tipo, il suo rapporto arrugginito con i familiari. 
A Chris non piaceva che gli si dicesse cosa doveva fare, e sarebbe stato scontento di chiunque. Sostanzialmente il suo problema non erano i suoi, ma il concetto stesso di genitori.
Partì all'avventura attirato dalla natura selvaggia, senza particolare conoscenze che avrebbero potuto aiutarlo nella propria sopravvivenza e senza alcuna aspettativa nell'intervento di qualcuno che potesse arrivare in suo aiuto. Un viaggio in solitaria, un viaggio consapevole in solitaria. Anche quando ha incontrato persone che si sono affezionate a lui, nel momento dell'addio non ha lasciato a nessuno il modo di raggiungerlo, di aiutarlo, di salvarlo dai rigori dell'Alaska e dagli stenti. 

La notizia della sua morte alimentò un vivace dibattito con molte persone che criticarono la sua scelta in modo colorito. Questa cosa mi ha fatto riflettere su come le scelte di ognuno, tanto più quando così estreme, possano provocare reazioni differenti negli altri. 

Le descrizioni dei luoghi sono molto dettagliate. L'autore rende alla perfezione momenti di vita del protagonista... in alcuni punti ho avuto l'impressione di avere freddo, lascio a voi immaginare il perchè!

La parte del libro che mi è piaciuta di più è quella in cui la sua famiglia - una famiglia che ha molto sofferto per la scelta di Chris - ne traccia i caratteri: la sua voglia di superare i propri limiti, l'insofferenza davanti alle regole, il suo opporsi ad ogni genere di istruzione che gli permettesse di perfezionarsi, la facilità con cui otteneva ottimi risultati con il minimo sforzo. I ricordi condivisi dai suoi familiari, dalle persone che lo hanno conosciuto, mi hanno permesso di conoscere a fondo il protagonista. Ne emerge un ragazzo dalla personalità complessa con dei palesi controsensi, come nel caso del suo rapporto con il denaro. 

Considerava la ricchezza qualcosa di vergognoso, corruttivo, intrinsecamente maligno, ma ironicamente possedeva un'innata indole da capitalista e riusciva a riempirsi le tasche con prodigiosa destrezza.

Il libro racconta una vita, non si limita a raccontare un viaggio. Ed è piuttosto coinvolgente. Mi spiace, però, che sia finita come è finita.
***
Nelle terre estreme
Jon Krakauer
Corbaccio Editore
266 pagine
16.60 euro

lunedì 30 dicembre 2019

L'Alchimista (P. Coelho)

Conoscevo L'alchimista di Paolo Coelho di fama. Me lo sono ritrovato tra le mani quando ho dovuto comprarlo per mia figlia che avrebbe dovuto leggerlo (e lo sta leggendo) durante le feste di Natale, come compito assegnato dall'insegnante di italiano del liceo in cui frequenta il primo anno.

Io ho approfittato di alcuni giorni in cui lei non avrebbe avuto il tempo materiale per leggere nemmeno una riga per via di una trasferta legata ad un torneo di volley e l'ho letto. Lei era impegnata a giocare, io ad attese tra un incontro e l'altro... ed ho approfittato!

La prima, primissima considerazione che mi è venuta in mente è che non si tratta di un libro semplice, da affrontare a cuor leggero.
E' una favola spirituale, quella che viene proposta da Coelho e che ha per protagonista Santiago, un giovane pastore che ha scelto la sua professione perchè amava viaggiare.

E' un ragazzo dalle idee chiare, Santiago, e nel momento in cui gli verrà prospettata la possibilità di trovare un tesoro, si troverà a fare un viaggio che - anche se non se ne rende immediatamente conto - sarà un viaggio alla scoperta di se stesso, delle proprie convinzioni, della propria spiritualità. 
Santiago incontra personaggi molto particolari durante il suo cammino ed ognuno lo segnerà in modo differente. Anche i personaggi negativi, quelli che non portano propriamente gioia nella sua vita, lo faranno crescere. E devo ammettere che lungo il cammino le idee chiare non le ha avute più di tanto, il pastorello!

Lungo il cammino verso il tesoro, Santiago scopre il Linguaggio Universale che lo pone in sintonia con l'universo. E' un linguaggio che parte dal cuore, dall'anima. E spesso non servono nemmeno le parole per comprenderlo e per farsi comprendere dagli altri.

Non è un libro facile. 
Non è una storiella da leggere con superficialità. 
O meglio... se la si legge con superficialità lascia il tempo che trova: è una favola in cui si ha una buona dose di magia, di suggestione e di frasi ad effetto. 
Ma se la si legge con spirito critico, da lettore "maturo", allora le cose cambiano. E' un invito a leggere la propria spiritualità in chiave differente, a dare un senso ai segni che la vita ci pone davanti, a comprendere come l'universo proponga un linguaggio che spesso gli esseri umani dimenticano di conoscere.
La via per il tesoro non è tracciata i nessuna mappa, ne' per Santiago ne' per altri. 
Ognuno dovrebbe impegnarsi a leggere i segni che incontra lungo il proprio cammino, facendo tesoro degli incontri che fa per arrivare al tesoro. Al proprio tesoro. Qualunque esso sia!

Devo ammettere che mi aspettavo qualche cosa di diverso. 
Dopo aver sentito tanto parlare di questo libro mi aspettavo altro, non so nemmeno io cosa. 
Certo è che all'inizio mi sono trovata un po' spiazzata, portata fuori strada da aspettative molto alte e dalla mia scarsa abitudine e a testi spirituali di questo tipo. 
E' stata comunque una lettura interessante ed ora sono piuttosto impaziente di confrontarmi con mia figlia, quando avrà terminato la lettura.  
***
L'Alchimista
Paulo Coelho
La nave di Teseo
217 pagine
13.00 euro

venerdì 27 dicembre 2019

La locanda del bianco Natale (C. Wright)

Quanto avrei voluto essere anche io, questo Natale, nella locanda di Jeanne e Tim, nel Vermont! 
Quell'ambientazione così suggestiva, quella neve, quel focolare mi hanno attirata fin dalle prime pagine di un libro perfetto nel periodo natalizio e capace, davvero, di scaldare il cuore.

E' una storia un po' magica ma che potrebbe realmente accadere. E se c'è un pizzico di magia, è quella che il Natale porta con se'.

Il posto è descritto con dovizia di particolari sia dal punto di vista estetico che dei comfort che offre così come della cucina: sembra quasi di sentire i profumi speziati, di avvertire la croccantezza dei dolcetti, la freschezza del pane appena cotto.
Sono descrizioni che contribuiscono a rendere tutto ancora più magico.

Nella locanda si incontrano persone diverse, ognuno con la sua storia, ognuno con le sue aspettative e le sue speranze. Complice una tormenta di neve che ha reso necessario la chiusura delle strade, alla locanda arriverà anche chi non era prenotato e chi non avrebbe proprio dovuto fare tappa in quel posto. Ognuno, alla fine della storia, si è invece trovato nel posto giusto, al momento giusto. E un piccolo grazie va dato anche alla tormenta di neve, a ben guardare, che ha permesso che si verificassero alcune particolari circostanze.

E' una lettura che consiglio a chi abbia voglia di una storia capace di strappare un sorriso e di riscaldare il cuore, a chi crede nella magia nel Natale o vuole tornare a crederci. La consiglio anche a giovani lettori e giovani lettrici: la storia è scorrevole, scritta con garbo ed in modo efficace, con uno stile semplice ma non banale.
Probabilmente era il momento giusto ma devo dire che questa lettura mi è proprio piaciuta!

I personaggi principali, o per lo meno quelli che mi sono piaciuti di più...
Molly: è colei con cui si apre il libro. Scrive storie per bambini ed è in cerca dell'ispirazione per il suo libro: non è in formissima, a dire il vero, ed ha cercato un luogo adatto per risvegliare il suo estro. Farà un incontro importante, che potrebbe cambiarle la vita. Di Molly ho apprezzato la schiettezza, la semplicità ma anche la paura... la puara di non riuscire, di non essere apprezzata, di non essere all'altezza.
Luke: è il personaggio che mi è piaciuto più di tutti. Nipote dell'ex proprietaria della locanda, che tuttora vi lavora, viene descritto come un bel ragazzo davvero a modo, atletico, umile (è l'umiltà la caratteristica che ho letto prima di tutte le altre), rispettoso, pronto a fare la sua parte senza voler mai stare al centro dell'attenzione. E' il classico bravo ragazzo che ogni ragazza vorrebbe incontrare nella sua vita!
Geoffrey: parsonaggio un po' burbero che mi ha subito incuriosita. Avevo intuito che fosse un personaggio misterioso ma non avevo ben capito fino a che punto. E' stata una positiva sorpresa, la sua presenza.

Il più odioso? Trevor, senza ombra di dubbio. Irritante, pieno di se', convinto di poter fare e disfare a suo piacimento, altrettanto convinto che tutto gli sia dovuto... Non è un personaggio con il quale si può avere feeling sia per come si comporta che per la descrizione, soprattutto caratteriale, che l'autrice traccia. 
E' comunque un personaggio importante, necessario ai fini della storia. Ma ciò non toglie che sia odioso.

E' un libro che ho anche consigliato ad un'amica che cercava una storia da regalare a Natale: sono certa di averci visto giusto. Piacerà ad animi romantici e non solo!
***
La locanda del bianco Natale
Colleen Wright
Newton Compton Editori
279 pagine
9.90 euro

domenica 22 dicembre 2019

Quattro amiche e un paio di jeans (A. Brashares)

Diciamolo subito: ho iniziato la lettura del libro Quattro amiche e un paio di jeans senza troppe aspettative e senza sapere nulla dei suoi trascorsi. In particolare, non sapevo che da questa storia è nato un film con tanto di seguito. Non guardo molto la tv per cui il fatto che mi fosse sfuggito non mi ha meravigliata più di tanto.

Mi sono però dovuta ricredere: quella che credevo una storia leggera, un classico niente di che si è rivelata una profonda amicizia con storie che hanno fatto crescere le protagoniste mettendole alla prova individualmente, non come gruppo. In gruppo sarebbe stato tutto più facile!

Tibby, Lena, Carmen e Bridget sono quattro amiche inseparabili. Le loro madri si erano conosciute nel seguire corsi pre-parto quando loro erano nel pancione e, una volta nate, il loro legame è andato via via consolidandosi, prima grazie alle loro madri che sono rimaste in contatto, poi per loro scelta.
Ora sono adolescenti e si apprestano a vivere un'estate ognuna per conto proprio:
Tibby è l'unica che resterà a casa mentre Lena andrà in Grecia a trovare i nonni, Carmen raggiungerà suo padre per passare un'estate da sola con lui, Bridget andrà in Baja California, ad un campus estivo di calcio, la sua passione.
Staranno lontane ma non troppo perchè si sono ripromesse non solo di scriversi spesso ma anche di passarsi l'un l'altra quello che viene considerato un paio di jeans magici. Sarà il loro legame, i loro jeans viaggianti che le farà sentire sempre insieme anche se lontane.

Ognuna si troverà a vivere un'estate particolare. Ognuna dovrà affrontare delle difficoltà e sarà messa alla prova. Ognuna si scoprirà diversa, ad estate finita.
L'autrice racconta con leggerezza ma mai senza scadere nel banale storie di ragazze come tante, con le stesse debolezze, le stesse emozioni, gli stessi impulsi. Ragazze forti eppure fragili davanti alle prove della vita. Ragazze sole, in quel momento, ma che sanno di avere sempre qualcuno accanto. 

Sarà la loro amicizia la chiave di volta in situazioni che, seppur affrontate individualmente, alla fine le porta a ricongiungersi scoprendo un rapporto più forte di prima, più maturo perchè ognuna di loro è più matura.

La storia che mi ha colpita più di tutte è stata quella di Tibby: lei che sogna un futuro da regista, è pronta a passare la sua estate in città per realizzare un documentario. Quello che non sa, all'inizio dell'estate, è che farà la conoscenza con una persona che le segnerà la vita. Tibby si troverà a fare i conti con la malattia ma anche con la forza di una ragazzina che le darà molto. E' una storia delicata ma che non intende portare il lettore a far compatire la protagonista. Tutt'altro. Ed ho molto apprezzato questa scelta effettuata dall'autrice che ha dato dignità ad una ragazzina che sa di avere ormai il tempo scaduto ma che mai, in nessun momento, fa compassione al lettore. Mi ha trasmesso tanta forza.
In ordine di gradimento segue Carmen: figlia di genitori separati, si troverà davanti ad un padre che avrebbe voluto tutto per  se' ma che ha in serbo una sorpresa per lei. Sarà messa davanti ad un fatto compiuto, a qualcosa che lei non avrebbe mai immaginato, e questo la farà soffrire. Carmen reagisce come qualunque adolescente farebbe: il comportamento che mi ha fatto innervosire è stato, invece, quello del padre ma vi lascio scoprire il perchè leggendo...

Stile scorrevole, nei vari capitoli si alternano racconti delle giornate delle quattro ragazze e, ogni tanto, vengono riportate anche le lettere che si scambiano. 

L'unica cosa che mi ha fatto un po' storcere è il naso è il fatto che quei jeans, che viaggiano tanto e vengono indossati a turno dall'una e dall'altra, sulla base delle regole che le quattro amiche si sono date non debbono essere mai lavati. Mmmm... chissà in che condizioni arriveranno alla fine dell'estate!!!

Considerazione finale: saranno i jeans ad essere magici o il legame che c'è tra le quattro ragazze?
Lettura adatta a giovani lettori ma gradevole anche per lettori adulti che vogliano fare un tuffo nel passato e pensare a come si sarebbero comportati loro al posto delle protagoniste, nelle varie situazioni.
***
Quattro amiche e un paio di jeans
Ann Brashares
298 pagine
Bur Rizzoli edizioni
10.00 euro

domenica 8 dicembre 2019

Gli occhi neri di Susan (J. Heaberlin)

Il silenzio.
Secondo il mio parere è il silenzio il protagonista del libro Gli occhi neri di Susan che mi ripromettevo di leggere da un po' e che solo oggi sono riuscita a concludere. Più e più volte avevo messo questo libro in cima alla lunga lista di libri da leggere ma ogni volta - non so come mai - tornava in coda. Poi è arrivato il momento giusto ed eccomi qui, ad esprimere il mio parere il merito.

Dicevo, il silenzio.
E' lui, per me, il protagonista.
O meglio, lo sono i silenzi. 
Quelli di Tessa: le risposte non date, i pensieri che restano aggrovigliati nella sua mente, le voci che sente solo lei e che, all'esterno, sono solo silenzio.
Ma anche i silenzi di tanti altri personaggi che le ruotano attorno, le verità non dette, le opinioni non espresse...
E poi il silenzio che ha accompagnato le Susan nel loro calvario: quello che ho immaginato le avesse avvolte nella loro triste fine... anche se... posso dire di averlo immaginato visto che quanto è accaduto a Tessa e alle altre ragazze coinvolte assieme a lei non l'ho capito del tutto. 

Eh sì... secondo me vengono forniti tanti brandelli di un racconto a volte delirante (comprensibilmente delirante, da quel che mi è parso di capire) ma un'immagine completa di quanto accaduto manca. E questa cosa non mi è piaciuta affatto perchè mi è rimasta comunque un'ombra di curiosità addosso in merito alle vicende per le quali un uomo è stato condannato all'esecuzione capitale.

Sono state ritrovate delle ossa, ok, questo è chiaro.
La stessa Tessa è stata rinvenuta in una fossa scavata in un terreno, in fin di vita tra ossa umane... ma non si dice molto di più e secondo me qualche cosa è mancato.

Comunque, in soldoni, la trama è piuttosto semplice: il presunto assassino sta per essere giustiziato quando Tessa inizia ad avere dei forti dubbi in merito alla sua colpevolezza, soprattutto dopo aver visto dei fiori - gli occhi neri di Susan, appunto - spuntare da sotto il suo balcone. Ciò le ha fatto fare un tuffo nel passato: sono passati venti anni da allora e quei fiori sono legati al suo calvario. Come è possibile che l'uomo ritenuto colpevole di tutto ciò - che peraltro è in isolamento in carcere in attesa della morte - abbia potuto avvicinarsi a lei in quel modo?
E se il vero colpevole fosse ancora libero e ci fosse stato un errore?
Ecco che Tessa cerca di tornare indietro nel tempo per far tornare alla luce dei dettagli che possano, in un modo o nell'altro, aiutarla a cancellare il seme del dubbio che si è insinuato in lei. E sarà un percorso molto doloroso oltre che non semplice.

Il punto di forza del libro, secondo me, sono le frasi ad effetto che l'autrice è stata capace sistemare ad hoc nei vari capitoli riacquistando quei punti persi con una narrazione a tratti lenta e a tratti capace di far andare fuori di testa anche il lettore più attento.
Frasi ben calibrate, capaci di far alzare la tensione in determinati punti e tali da farmi venire la tentazione di cercare carta e penna per prendere appunti.

Mi aspettavo di meglio, lo ammetto.
Non ho fatto fatica ad arrivare fino alla fine ma credo che il merito sia alla tecnica del lasciare correre... in alcuni punti, dove mi sono proprio persa, non sono stata a pensarci più di tanto sacrificando i dettagli sull'altare della comprensione del concetto generale. Credo che questo modo di fare mi abbia aiutata.

Il personaggio preferito... probabilmente è il genere maschile in generale: gli uomini che stanno attorno a Tessa vengono descritti tutti come dei bei figlioli, muscolosi, di bell'aspetto... non posso dire di più sulla personalità perchè non sono affatto approfonditi ne' loro ne' le donne, a dire il vero! Si punta più sul percorso psicologico che Tessa segue - oggi ma anche allora, visto che la narrazione avviene su due piani temporali - sacrificando secondo me molti dettagli che, invece, sarebbero stati utili per inquadrare meglio i personaggi.

Finale secondo me frettoloso anche se inaspettato.
***
Gli occhi neri di Susan
Julia Heaberlin
Newton Compton Editori
320 pagine
4.90 euro

sabato 30 novembre 2019

Le ragazze di New York (S. O. Schnall)

Olivia è una donna in carriera dei nostri tempi.
Charlotte è una studentessa in cerca di un lavoro che, agli albori degli anni '50, è stretta tra le decisioni di un padre dispotico e la voglia di coltivare le proprie aspirazioni.

Olivia vive un momento delicato nel suo lavoro (lavora nella pubblicità) ed è alla ricerca della svolta. Si imbatte, così, in una storia risalente alla fine degli anni '40, inizi anni '50, che la incuriosisce e può rappresentare quella svolta che cerca con tutta se stessa: è la storia del concorso di Miss Subways, concorso che si è realmente tenuto tra il 19541 e il 1976 a New York.
O meglio, è la storia delle ragazze che, all'epoca, sognavano di indossare la fascia di Miss.

Con le proprie fragilità, le proprie convinzioni, la voglia di affermarsi nelle rispettive società dell'epoca, Olivia e Charlotte vedranno le loro esistenze intrecciarsi per scoprire che ognuna ha lottato per affermarsi e per combattere quegli stereotipi e quei pregiudizi che, se potevano essere ammissibili anni fa, anche oggi sono purtroppo persistenti, anche se mascherati in altro modo.

Le ragazze di New York racconta la loro storia consegnando nelle mani dei lettori due donne diverse per età ed aspettative ma, a ben guardare, con tanti punti in comune.
Non mancano rispettivi problemi di cuore, più o meno seri, così come non mancano prove che la vita mette lungo il loro cammino. Allo stesso tempo, però, non manca quella  tenacia e quella forza di carattere che serve - in qualunque epoca si viva - per inseguire i propri sogni.

L'autrice usa uno stile non eccessivamente impegnato, tale da attribuire alla storia quella leggerezza che non è, però, sinonimo di superficialità.

Devo ammettere che nella prima parte del libro ho trovato una storia piuttosto scontata, con una trame piuttosto banale ed immaginavo già il finale senza paura di essere smentita. Sono stata sull'orlo della noia in diversi punti, lo ammetto!

A metà libro qualche cosa è cambiato. 
E' arrivata l'idea giusta al momento giusto con qualche complicazione che scompiglia le carte a dovere e devo dire che ho rivalutato la storia, soprattutto da metà libro in avanti, appunto.

Il personaggio che mi è piaciuto più di tutti in assoluto è Ben: un vicino di casa di Olivia che mi ha affascinata fin da subito con la sua dolcezza, la sua tenerezza, la sua discrezione ed il suo modo di fare. Un personaggio positivo, un ragazzo che ogni donna vorrebbe incontrare e, ben presto lo si scoprirà, un ragazzo con il quale la vita non è stata magnanima ma rispetto alla quale ha trovato un ottimo modo per riscattarsi.
Vorrei segnalare un aspetto, dovuto probabilmente alla mia distrazione: da quanto letto mi era sembrato che Ben fosse molto più giovane di quanto invece non sia. Mi sono lasciata trarre in inganno da qualche descrizione che, probabilmente, ho preso troppo alla lettera.

Non posso dire, invece, che mi sia piaciuto Sam, fidanzato storico di Olivia che mi è sembrato un immaturo ed anche presuntuoso ad un certo punto della storia, per poi riconquistare qualche punto verso la fine.

In merito alle due protagoniste la figura di Olivia non mi ha particolarmente impressionata. Mi è piaciuta molto di più Charlotte... ma la Charlotte settantenne, non la ventenne che in alcuni passaggi e alcuni ragionamenti mi ha innervosita un bel po'.

Romanzo leggero, senza grosse pretese, che si lascia leggere anche in fretta ma che non posso certo considerare come tra i più belli letti questo mese.
Piacevole. Niente di più.
*** 
Le ragazze di New York
Susie Orman Schnall
Feltrinelli Editore
274 pagine
15.00 euro

martedì 19 novembre 2019

Una morte perfetta (A. Marsons)

Letto tutto d'un fiato magari senza fare troppa attenzione ai dettagli, lo ammetto, ma con la voglia di arrivare alla fine senza pause. Così è andata con Una morte perfetta, letto in un paio di giorni sfruttando ogni attimo utile, complice anche il kindle che mi ha permesso i leggere anche in condizioni di luce proibitive.
Conoscevo già Kim, la protagonista della serie, e l'ho ritrovata più in forma che mai. Grintosa, con la voglia di arrivare dare il proprio contributo affinchè venga fatta giustizia.

Questa volta l'ambientazione è più macabra del solito: un terreno nascosto ai più nel quale vengono conservati cadaveri - donati dai familiari - per effettuare delle ricerche scientifiche. Si tratta di un singolare laboratorio nel quale si studiano gli effetti della decomposizione sui cadaveri, in diverse condizioni ambientali e climatiche. E' proprio in questo singolare luogo che viene scoperto il cadavere di una giovane donna che non ha un nome ed ha un volto sfigurato. Pian piano Kim e la sua squadra si rendono conto di avere a che fare con un serial killer che segue delle modalità di azione ben precise e la loro diventa una lotta contro il tempo per arrivare ad un nome e, soprattutto, ad impedirgli di colpire ancora.

Kim non è la sola donna protagonista della storia. Ce ne sono altre due che hanno un ruolo importante e trovo che le figure femminili siano dominanti.

Lo è Kim con il suo carattere ed il suo modo di fare ma anche con il dolore che si porta dentro. Un dolore che ha saputo trasformare in forza motrice senza lasciarsi risucchiare verso il basso come, invece, è accaduto ad altri.

Lo è Tracy: una giornalista che si scontra spesso con l'ispettore detective Kim Stone e che, con il suo modo di fare sempre sopra le righe e apparentemente senza scrupoli mostrerà una personalità del tutto diversa e, soprattutto, un passato che ha qualche cosa da dire. 

Lo è anche Catherine, un personaggio che appare secondario - è una collaboratrice del centro di ricerca, studia gli insetti e le loro reazioni a contatto con i cadaveri - che rivelerà un passato in cui non le sono state risparmiate sofferenze ed un presente diverso da quello che appare.

Sono tutti e tre personaggio forti e gli uomini restano decisamente in secondo piano.

L'autrice riesce a tenere il lettore appiccicato alle pagine con una scrittura intrigante, semplice ma non banale, con un ritmo crescente ed una tensione palpabile. Avevo già avuto modo di apprezzare la Marsons in passato e non posso che confermare la mia prima impressione. 

Una riflessione mi è sorta spontanea: come a situazioni simili di sofferenza, di violenza, di costrizione ognuno risponda e reagisca a modo diverso. C'è chi serba rancore e cerca vendetta, rispondendo alla violenza con la violenza ma c'è anche chi trae forza dalla sofferenza che fu, trae la spinta per fare in modo che cose del genere non succedano più, seguendo la via della legge.

Finale sorprendente, almeno per me. Avevo immaginato un colpevole del tutto diverso.

Va detto che quella con Kim Stone è una serie che andrebbe letta in ordine, come ben si capisce quando si tratta di personaggi seriali: è vero che si tratta di un libro autoconclusivo e che la storia si comprende alla perfezione anche senza conoscere i precedenti ma è anche vero che se manca qualche tappa vengono a mancare dei tasselli importanti soprattutto per ricostruire il vissuto dei protagonisti, di Kim e di coloro che lavorano con lei. 

Suggerisco, dunque, di leggere la serie in ordine:
Urla nel silenzio, 4 gennaio 2016
Il gioco del male, 1 settembre 2016
La ragazza scomparsa, 31 agosto 2017
Una morte perfetta, 30 agosto 2018
Linea di sangue, 6 maggio 2019
Le verità sepolte, 4 novembre 2019

Personalmente ho qualcosina da recuperare - ho letto questo libro ora in quanto utile per un paio di challenge a cui sto partecipando - e lo farò. E' un impegno e, a ben guardare, anche una necessità per avere tutti i tasselli al loro posto prima di pensare di leggere i libri successivi a questo.

Per gli amanti dell'alta tensione, del thriller... da non perdere.
Consigliato.
***
Una morte perfetta
Angela Marsons
Newton Compton Editori
394 pagine
1.99 Kindle

mercoledì 6 novembre 2019

Suite francese (I. Némirovsky)

Suite francese era da tempo tra gli e-book da leggere ma, evidentemente, aspettavo il momento giusto. Ed è arrivato.

Conoscevo questo libro di fama ma non avevo mai approfondito la trama così come la sua gestazione letteraria.
Ora ne so qualche cosina in più.
Non mi soffermerò sul fatto che si tratta di un'opera incompiuta - nata da una diversa idea dal punto di vista della struttura dell'opera - per via della sorte dell'autrice ma è evidente che la consapevolezza che la storia avrebbe dovuto proseguire e non finire così come è finita non può non influenzare il mio giudizio complessivo.

Siamo nel 1940 e la città di Parigi è stata appena bombardata.
I Francesi sono costretti, loro malgrado, a lasciare la loro città per cercare di salvarsi la vita. E' da qui che inizia il racconto, proposto attraverso le vicende di persone che si portano dietro non solo i propri bagagli (proprio dal punto di vista fisico) ma la propria storia, le proprie radici, la propria posizione sociale, le proprie convinzioni, le proprie speranze.

E' proprio questo un aspetto che mi sento di sottolineare: dalle vicende narrate emerge a chiare note che la guerra, la paura che ne consegue, non guardano in faccia a nessuno. Non che avessi bisogno di una conferma per convincermene ma è la primissima cosa che emerge dalla lettura. Ancora prima della sofferenza, della morte... è l'uguaglianza che si concretizza tra le persone a prescindere da tutto e da tutti, davanti alla guerra.

Si può essere visconti, artigiani, semplici operai... quando viene sganciata una bomba sopra la città non ci sono riguardi per nessuno. Si è tutti vittime. Anche gli stessi soldati tedeschi, arrivati in Francia e stabilitisi poi come vincitori, sono vittime. Vittime del loro ruolo, lontani da casa, privati degli affetti, pronti a fare il loro dovere ma pur sempre uomini.
Sono vittime le donne che restano e gli uomini che vanno al fronte, anche se non muoiono. Sono tutti vittime della guerra. Questo è stato il mio primo pensiero in assoluto.

La paura accomuna tutti così come la morte. 
Accomuna vinti a vincitori perchè sono sempre - la paura e la morte - dietro l'angolo. 
Accomuna chi ha la casa piena di provviste e chi vive di stenti. Chi ha fiducia nel futuro e chi, invece, si lascia andare agli eventi.

Ho molto apprezzato le capacità descrittive dimostrate dall'autrice che non solo riesce a rendere alla perfezione ambienti e personaggi ma riesce a trasmettere quell'inquietudine, quell'angoscia, quelle aspettative che i personaggi devono aver provato nelle varie circostanze. 
In molti romanzi mi è capitato di criticare descrizioni del tutto superflue ed inefficaci: non è questo il caso. Anzi, personalmente è ciò che più mi resterà nel cuore: quella capacità di trasmettere emozioni, suoni, colori, immagini filtrate con quella paura latente che è propria dei periodi di guerra. E, credo di poter dire, dalla sua esperienza personale.

Tanti i personaggi che, con la loro storia, aiutano a tratteggiare i colori complessivi di una vicenda che resta - è vero - in sospeso così come restano in sospeso le sorti di parecchi personaggi che, onestamente, avrei voluto seguire fino agli esiti delle loro scelte, delle loro avventure. 
Da una Parigi bombardata arriviamo alla partenza dei soldati tedeschi verso la Russia. E' questo l'arco temporale raccontato. E se è vero che, comunque, l'abbandono dei territori francesi da parte dei tedeschi è comunque un punto d'arrivo visto che l'invasore se ne va, non tutto viene compiuto.
Tenendo conto, però, di quanto detto in premessa, mi sento di essere indulgente e metto alla prova la mia immaginazione cercando un finale alla storia personale dei vari protagonisti, non tanto alla Storia del conflitto (sappiamo bene com'è andata a finire).

Quella raccontata dall'autrice è la guerra della gente comune in una Francia che sembra assopita, inerme (anche se i soldati l'hanno difesa ma di questo aspetto si parla pochissimo) davanti alla sorte che le è stata riservata. Quando, dopo la vittoria dei tedeschi, le famiglie del posto saranno costrette ad ospitare gli aggressori nelle loro case, si crea una situazione paradossale ma profondamente umana: il nemico pian piano perde le caratteristiche dell'aggressore per diventare un amico, un ragazzo dagli occhi dolci, dalle mani calde, dal cuore grande oppure un uomo che ha lasciato una moglie incinta di pochi mesi, una sorella malata, una madre morente. Qui trova spazio anche l'amore che è quello che, alla fine, più mi è rimasto impresso per i suoi paradossi. 
Sono Bruno (il tedesco) e Lucille (la moglie francese in attesa di un marito prigioniero di guerra ma che non ha mai amato e che, per di più, la tradiva manifestatamente) i personaggi che mi sono rimasti maggiormente nel cuore.
 
Lei che combatte contro la necessità di un amore.
Lui che spera di poter tornare da lei a guerra finita, senza più pesi sul cuore e sull'anima.
Entrambi che dimenticano di essere già sposati come se fosse solo un dettaglio.
Entrambi pieni dell'affetto (più o meno manifestato ma presente nell'aria) e della presenza, seppur silenziosa e discreta, dell'altro tanto da sfidare anche le convenzioni dell'epoca nonchè, nel caso di lei, l'atteggiamento ostile di una suocera che finisce per odiarla più di quanto non facesse già in precedenza.

Comunque tutti i personaggi hanno qualche cosa da raccontare e danno un contributo importante al racconto, a prescindere da quelli che sono piaciuti maggiormente a me.
Un classico, Suite francese, che ho scoperto con piacere. Per niente pesante, per niente noioso, per niente ripetitivo. Uno spaccato vero (triste) ed emozionante dell'epoca.
Non sarebbe male se lo leggessero anche i nostri giovani, giusto per avere un'idea...
***
Suite francese
Irène Némirovsky
Edizioni Fermento
435 pagine
Kindle Unlimited

venerdì 25 ottobre 2019

Sei nelle mie mani (V. Storm) - Venerdì del libro

Non che mi aspettassi molto dalla lettura di Sei nelle mie mani... ma una storia così proprio...

Non sono appassionata di romance per cui avevo immaginato che mi sarei trovata tra le mani qualche cosa di sdolcinato. Il tentativo di aggiungere suspense ad una storia che inizia con un uomo che ha un rapporto sessuale con una donna con tanto di descrizioni dettagliate non mi è piaciuto affatto.

Due parole, ma proprio due, sulla trama.

Aleksej è un trafficante d'armi, un assassino, un uomo pericoloso. Kendra lo sa bene quando decide di stargli alle costole per scoprire i suoi traffici. Lei è un'agente FBI (lo si apprende andando avanti con la lettura... all'inizio il suo ruolo è un mistero) ed è parte di una missione piuttosto pericolosa ma necessaria per evitare un attentato.
E' pronta a tutto pur di svolgere il suo compito, anche a concedere il suo corpo al primo errore, quando deve coprire un suo sbaglio agli occhi di lui. Quando, però, la situazione le sfugge di mano finisce in una clinica con una pallottola in corpo ed un'amnesia che la rende diversa. Non sa più di essere un'agente, non sa chi sia l'uomo che è al suo capezzale e, soprattutto, non ricorda nulla di lui.
Da questo momento in avanti è una donna diversa e quell'uomo che era pronto a vendicarsi per essere stato tradito - perchè questo aveva scoperto su di lei - si trova affascinato ad una donna bellissima ed impaurita, con due occhioni grandi e uno sguardo smarrito. 

Cambiano le cose tra i due ma il passato torna a bussare alla loro porta. Kendra porterà a termine il suo compito e tradirà ancora l'uomo che ama o gli resterà fedele dimenticandosi di chi è davvero l'uomo che ha accanto?

La trama si snoda velocemente, in poche pagine. E lo fa senza che venga fornito alcun approfondimento sui personaggi, sulla loro personalità, il loro passato. Il lettore viene messo davanti a tanti dati di fatto che avrei preferito venissero proposti con maggiore lentezza ed in modo più dettagliato.
Il fatto che si inizi con una scena di sesso mi ha disturbata un bel po'. Che poi si vada avanti con una donna che improvvisamente dice di amare un uomo che nemmeno riconosce ed al quale si sente legata per la vita dopo poche ore mi ha davvero innervosita. 
Ok, avrà pure un'amnesia, ma questa è proprio scema (scusate il francesismo).... 

Il personaggio femminile non mi è piaciuto affatto. Troppo veloce nel cambiare idea - anche quando deve decidere se restare fedele oppure no a quello che definisce il suo uomo - e troppo superficiale secondo il mio parere, non ho provato alcuna empatia con lei. Da donna a donna l'avrei presa a schiaffi.

L'epilogo mi è sembrato ancora più assurdo di quanto non sia la storia in se. Magari sono io che non l'ho capita, ammetto i miei limiti, ma onestamente è una lettura di cui si può fare tranquillamente a meno. 

I thriller sono un'altra cosa... perchè credo che l'intenzione fosse quella di dare un taglio di questo tipo alla storia ma quelle scene di sesso esplicito proprio ci stonano. Almeno per me.
Probabilmente è una storia che può piacere a chi ama le scene hot o la storia d'amore impossibile ma è tutto talmente veloce che rasenta l'assurdo.
Mi dispiace ma non è una storia che mi lascerà un buon ricordo che non sia il basso numero di pagine!


In questo Venerdì del libro mi permetto di segnalare questo libro più che altro per capire: è capitato anche a voi di imbattervi in un libro che proprio non vi è piaciuto?

Ps. bell'uomo in copertina ;-)
***
Sei nelle mie mani
Victory Storm
151 pagine
Kindle Unlimited

giovedì 24 ottobre 2019

A spasso con Bob (J. Bowen)

Può un gatto salvare una vita? Magari non può salvare qualcuno che sta annegando, non può soccorrere chi sta soffocando o tamponare una ferita che sanguina ma può salvare una vita. 
La storia di James e Bob ne è la prova ed è raccontata nel libro A spasso con Bob.
Lui, l'autore, racconta la sua vita con Bob in un libro scritto in modo semplice e scorrevole, mettendo a nudo le proprie fragilità, il proprio essere, la propria paura di tornare sempre punto a capo.
James Bowen si racconta e lo fa parlando del suo incontro con un gatto rosso tigrato che gli somiglia parecchio: un po' acciaccato, al momento dell'incontro, probabilmente abituato a cavarsela da solo e con un'esistenza un po' scombussolata a giudicare dalle cicatrici e dalle ossa che si vedono sotto al pelo sporco.
I due si incontrano, si scelgono, si trovano. 
E non si lasciano più. 
Nemmeno nei momenti più difficili quando il richiamo della droga torna a farsi sentire per un ragazzo che cerca di venirne fuori, che cerca di cancellare un passato turbolento, che ha pochissimi amici. Due, a dire il vero, ed uno di questi è Bob.

Quello che diventerà un bel gattone dimostra fin da subito di essere speciale. Diventa la sua ombra ma anche la sua ancora di salvezza. James ha qualcuno da accudire, qualcuno a cui pensare, qualcuno a cui dedicarsi e rispetto al quale non ci sono scuse che tengano. 
Una vita vissuta ai margini della società, con ricordi di un'infanzia tutt'altro che felice ancora stampati sulla pelle, con una famiglia da cui si è distaccato da tempo, quel ragazzo con i capelli lunghi che veste sempre di nero trova in lui, in Bob, un motivo per vivere. Un motivo per cambiare vita, a dirla tutta!
Ce la farà?
Nessuno spoiler da parte mia.
Mi limito solo a dire che quell'amico che ha incontrato per caso sul pianerottolo di casa lo aiuterà a dare una svolta, a trovare il coraggio di dire basta e dira maggiore regolarità ad una vita che, fino a quel momento, gli sembrava non importasse a nessuno.
Ora a qualcuno importa.

E' una storia di vita, una storia di rinascita, una storia d'amicizia.

Essendo un musicista di strada il protagonista racconta anche il rapporto che viene a crearsi, quotidianamente, con la gente che gli passa accanto. E' questa la parte che mi ha colpita di più in assoluto: racconta di essere stato per tanto tempo invisibile agli occhi di tutti... ora, con Bob, le attenzioni nei suoi confronti cambiano. Ma non sue di lui... sue del gatto. Molte persone si fermano a fargli delle foto, intenerite da quegli occhioni lucidi e da quel pelo rossiccio. Ma lui, James, resta sempre in ombra... a lui va bene così, ci mancherebbe, non è certo geloso di Bob. E' il fatto di capire di essere indifferente agli altri come essere umano che mi ha colpita perchè... purtroppo è vero. Quante volte capita di trovare una persona per strada che magari suona la chitarra con un custodia aperta a terra e di snobbarla completamente mentre se ha un animaletto accanto ci si ferma e si dice "...che carino!!!". 
E' un aspetto su cui riflettere.

Ho consigliato questa storia anche a mia figlia adolescente: si parla di dipendenze, è vero, ma lo si fa in modo oggettivo, senza esagerazioni e senza spettacolizzare nulla. 

Debbo purtroppo notare di essermi imbattuta in diversi errori... probabilmente di traduzione. Niente di che, però sono sempre fastidiosi. 

E' comunque una storia che consiglio non solo agli amanti degli animali, dei micini in particolare, ma a chi abbia bisogno di avere una storia che scaldi il cuore, che parli di amicizia e che trasmetta speranza. Il tutto in uno stile semplice e per niente pretenzioso.
 ***
A spasso con Bob
James Bowen
Pickwick
236 pagine
9.90 euro

martedì 22 ottobre 2019

Dieci piccoli indiani (A. Christie)

Cosa possono avere in comune dieci persone che non si conoscono tra loro (tranne due che sono marito e moglie) ma che si trovano a vivere una singolare esperienza su un'isola nella quale sono stati invitati da un personaggio sconosciuto? 
Apparentemente niente. Ed è proprio questo che appare lampante ai loro occhi nel momento in cui si trovano all'interno di una splendida villa che sorge su una suggestiva isola. 

Il giudice in pensione Lawrende John Wargrave, la giovane Vera Elisabeth Claythorne, l'ex capitano ed esploratorie Philip Lombard, l'anziana signorina Emily Caroline Brent, il generale veterano della prima guerra mondiale John Gordon Macarthur, il medico chirurgo Edward George Armstrong, il ricco rampollo inglese Anthony James Marston, l'ex agente di polizia William Henry Blore, il maggiordomo Thomas Rogers e sua moglie Ethel: tutti vengono invitati sull'isola da un fantomatico e generoso proprietario che dimostra di conoscerli bene, tanto da formulare inviti piuttosto dettagliati con riferimenti credibili. Lui, però, il misterioso signor U. N. Owen, sull'isola non si fa vedere.

Ben presto realizzano che i conti non tornano.
Cosa ci fanno su quell'isola?
Chi li ha convocati e perchè?

La situazione si complica quando, tutti radunati in una stanza, sentono una misteriosa voce che attribuisce ad ognuno un delitto.
Ognuno, sostiene quella voce misteriosa, ha un delitto di cui rendere conto, una colpa più o meno recente, da pagare. Tutti e dieci sono pronti a rigettare le accuse ma la situazione che viene a crearsi è paradossale: ognuno di loro sa di avere davvero qualche cosa di cui non andare fiero e, pur non avendolo mai ammesso prima, tutti iniziano a rimettersi in discussione anche dopo tanti anni da vecchi fatti.

E cosa ha a che fare con una situazione del genere la presenza di una filastrocca infantile che parla di dieci indiani che muoiono, uno dopo l'altro, fino ad estinguersi? 
 
E quelle statuine di dieci negretti in cui gli ospiti si imbattono, saranno poste in quella villa a caso?
Ben presto scopriranno che non è così perchè uno dopo l'altro, e secondo i versi della filastrocca, i dieci ospiti perderanno la vita.

Agatha Christie ha scritto un piccolo capolavoro del giallo di tutti i tempi. Non devo certo essere io a dirlo. Con una narrazione semplice e scorrevole conduce il lettore lungo un cammino in costante salita, dove la tensione aumenta di pagina in pagina fino a portarlo a livelli d'ansia inimmaginabili all'inizio. Tutti dubitano di tutti. Ognuno teme per la sua vita e cerca di comprendere cosa possa essere successo e cosa stia per accadere. Ognuno - e non importa la provenienza sociale, non importa il mestiere svolto o la fama accumulata negli anni - si trova a fare i conti con la sua coscienza in modo più o meno consapevole, secondo un disegno studiato a tavolino da una mano omicida che non si riesce a capire a chi appartenga. In un'abile caccia al colpevole, qualcuno cerca di fare giustizia riportando a galla colpe, più o meno reali, in gente che tali colpe aveva del tutto rimosso ma non dimenticato.
 
Gran bel libro, non c'è che dire. Nell'edizione che ho letto io - Oscar Mondadori nella collana junior - la traduzione rende alla perfezione i ritmi del racconto senza termini troppo farraginosi o desueti. Essendo un libro piuttosto datato credevo di trovare termini complicati e in disuso, come spesso accade nei classici. Non è stato così.
 
Il finale? Una sorpresa anche se ad un lettore attento l'autrice mette a disposizione dettagli che lo potrebbero portare sulla giusta strada da un certo punto della lettura in avanti.
Non dico altro per non togliere il gusto della lettura.
Giallo intramontabile. L'autrice non ha bisogno di scene cruente, di violenza all'ennesima potenza o di descrizioni macabre per rendere l'idea ed alzare il livello di tensione nel racconto. E' un libro adatto anche a giovani lettori - non a caso si stratta della collana Junior - e credo che possa essere un ottimo modo per iniziare ad apprezzare il genere.
***
Dieci piccoli indiani
Agatha Christie
Oscar Mondadori collana Junior
230 pagine
8.50 euro

venerdì 18 ottobre 2019

La paura della coccinella (G. Tortorella) - Venerdì del libro

E' un libro strano. La paura della coccinella è un libro molto particolare che mi ha spiazzata.
L'autore racconta la storia di Dario: un uomo anaffettivo, quasi quarant'anni d'età, non ha mai rimorsi di coscienza, non ha mai fame, non prova gusto nel fare niente nemmeno nel mangiare qualche cosa che (forse... perchè non lo sa) gli potrebbe piacere.
Gli piace correre. 
Quello lo sa. 
Si mette alla prova ogni giorno superando, costantemente, i suoi limiti senza fatica.  
Perchè non sa nemmeno cosa sia la fatica.

Non sa cosa sia il dolore, cosa l'emozione improvvisa per qualche cosa di bello. L'unico suo vero, reale piacere è correre.

Nel momento in cui inizia a convincersi di riuscire a vedere l'aura delle persone che incontra e di averne una particolarmente potente, la sua vita cambia. 
No, non sono le emozioni ad arrivare... ma alcune capacità - vogliamo chiamarli poteri? - che prima di quel momento non aveva consapevolezza di possedere. Quell'energia che si rende conto di poter sprigionare, quell'energia che riesce a captare negli altri inizia ad essergli tanto familiare da dare un'impronta nuova ad una vita che, fino a quel momento, è stata quasi di rassegnazione per quel modo così particolare di essere.

Cambia il suo rapporto con gli altri, cambia il suo modo di vedere la vita ma quello che non cambia è la sua mancanza di emozioni. Ha dei poteri fino a quel momento sconosciuti, è vero, ma le emozioni sono qualche cosa di ancora sconosciuto. E' come se a lui del mondo non importasse, come se ogni situazione lo annoiasse e basta, a prescindere da ciò che gli accade accanto. 

Fino a che... fino a che non incontra qualcuno che, pur non rendendosene conto, mette in discussione i suoi punti fermi, le sue convinzioni.
Entra in scena una lei. Non che fino a quel momento Dario non avesse avuto storie (non posso dire d'amore perchè lui non sa cosa sia) con delle donne. 
Quando si imbatte in Lilly si rende conto che qualche cosa di potente si è scontrato contro la sua aura. Una forza contraria alla sua che inizia a mettergli paura ma che, contro ogni aspettativa, lo attrae.

Per  la prima volta ha paura. 
Per la prima volta prova un'emozione così forte da risultare sconvolgente. Come sconvolgente sarà tutto ciò che lo riguarda in quella che chiamerà la sua seconda vita, dal momento di quell'incontro in avanti.

La figura di Lilly viene svelata piano piano ed è quella che mi è piaciuta più di tutti. Senza dubbio più del protagonista che con il suo modo di fregarsene del mondo intero mi ha anche fatto innervosire in alcuni passaggi. L'autore fornisce dei piccoli pezzetti della sua storia come dei piccoli bocconi che possano saziare ma non far arrivare all'indigestione. Questa è la cosa che mi è piaciuta di più: il modo che sceglie l'autore di far conosce Lilly permettendo al lettore di farsi un'idea e convincendolo poi di quanto quell'idea fosse sbagliata, riservandogli qualche sorpresa.

In merito alla storia ammetto di essere rimasta un po' interdetta. Tutte quelle descrizioni sull'aura, sull'energia, su quelli che ho chiamato impropriamente poteri non mi hanno convinta del tutto. Ad un certo punto mi sono detta che forse era il caso di considerarlo un fantasy per poter andare avanti con la lettura in modo spedito.

La parte in assoluto più bella è quanto Dario scopre l'amore. Ma non l'amore inteso tanto (o solo) come rapporto esclusivo con una donna piuttosto come amore in assoluto... è il momento in cui scopre di poter provare dei sentimenti. Un bel passaggio in una trama che, però, probabilmente non ho compreso appieno. Limite mio.

Non è un libro che rileggerei pur essendo originale come trama. E' tanto originale quanto particolare e io non sono rientrata del tutto in sintonia con la storia, diciamo così.

E' un libro che suggerisco per il Venerdì del libro di oggi a chi ama l'approfondimento della sfera spirituale.
***
La paura della coccinella
Guido Tortorella
La nave di Teseo
309 pagine
18.00 euro

sabato 12 ottobre 2019

Strega per caso (M. Bell)

Fino all'ultimo ho creduto che Strega per caso fosse un libro per ragazzi. E, onestamente, il dubbio mi resta per una serie di motivi: per come è scritto, per l'uso dei termini, per la semplicità della trama.

E' scritto in modo estremamente semplice, senza alcuna ricercatezza lessicale e, anzi, anche con alcune ingenuità grammaticali - lasciatemi correre il temine - che mi hanno fatto pensare ad un libro scritto da un'adolescente.
Per l'uso dei termini: è una scrittura molto, come posso dire... rispettosa! Non ci sono scene violente anche se si parla di omicidi e di indagini, non ci sono termini pesanti, non ci sono scene che non sarebbero adatte ad un lettore giovane.
E poi per la semplicità della trama: non si può certo dire che ci sia niente di complicato da capire, anzi... tutto fin troppo lineare. Non sgradevole, non dico questo, ma secondo pensato più per ragazzi che per un lettore maturo, magari amante del thriller e, perchè no, della magia.

Trixie Pepperdine
è una giovane investigatrice privata che ha rilevato lo studio del padre. Il lavoro non si può certo dire che vada a gonfie vele... anzi... ci sono tante bolletta da pagare e pochi casi da seguire. Così, nel momento in cui viene ingaggiata per investigare su un delitto - che poi si ipotizzerà essere legato ad altri due - Trixie si butta anima e corpo sul lavoro per care di cavare il classico ragno dal buco.
Mentre lei è impegnata a sentire testimoni e ipotizzare legami con l'uccisione di altre due persone, la polizia porta avanti le sue indagini e - inutile dirlo - i due filoni si intrecceranno.
Se, da una parte, Trixie è impegnata a portare avanti le sue indagini, dall'altra è impegnata anche sul fronte personale: non ha niente a che fare con un uomo, non è questo il punto. Il punto è un altro: la sua madre naturale - che mai ha conosciuto perchè data in adozione da bambina - le rivela un segreto. Trixie apprende di essere una maga...
Si intrecciano, così, due diverse storie che hanno una sola protagonista: Trixie e le indagini da una parte, Trixie e la sua vera natura magica dall'altra. Ma possono forse i due aspetti restare separati a lungo? Fino a che la giovane non è stata consapevole della sua natura tutto è filato liscio come l'olio ma ora che sa qualche cosa in più su se stessa e sulla sua famiglia le cose cambiano.

E' una storia che si legge in fretta e che ha rappresentato per me un momento di pausa dalle mie abituali letture. Lo consiglio soprattutto a giovani lettori che vogliano prendere familiarità con gli ambienti delle indagini ma che non disdegnino anche un pizzico di magia. 

Mi spiace solo essermi imbattuta in alcuni errori - sviste, sicuramente... che però ci sono - nella versione e-book. Non so se sono stati corretti nella versione cartacea ma qui ogni tanto manca una lettera, ci si imbatte in frasi come "...dovrei preoccuparsi dell'oscuro".... e qualche altra piccola cosina. Niente di grave, non è certo questo il problema.
Il problema, secondo me, è che si dovrebbe in qualche modo avvertire il lettore che non è una storia ad alta tensione, tantomeno una classica storia di streghe... Secondo me è una lettura per ragazzi ma non l'ho trovato scritto in nessuna scheda del libro. 

Un'ultima osservazione: interessante il riferimento alla disparità di genere... una investigatrice privata donna che subisce in qualche modo l'effetto diffidenza... perchè ci si aspetta un uomo. Una storia semplice che, sotto questo punto di vista, fa riflettere.
***
Strega per caso
Morgana Bell
175 pagine
Kindle Unlimited

domenica 29 settembre 2019

Il principe di Praga (D. L. Anne)

Ho letto Il principe di Praga in una giornata, notte compresa. Complice un gran raffreddore che mi ha costretta ad una notte insonne, ed anche un Kindle che mi permette di leggere anche di notte senza disturbare più di tanto, la lettura iniziata ieri mattina è arrivata al termine alle prime ore di oggi. Il raffreddore è ancora lì, anzi, non accenna a diminuire, sono anche un tantino insonnolita ma in compenso ho vissuto una notte bollente in compagnia di Daniel e Lara. O di Daniel e Kaila, dipende dai punti di vista.
Eh sì, perchè la storia - in merito alla quale farò qualche osservazione da qui a breve - vede Daniel alle prese con una donna che però, di fatto, si presenta con un nome ma all'anagrafe ne ha un altro.

Daniel Kellner è un uomo ricco e realizzato dal punto di vista lavorativo. Un po' meno dal punto di vista personale. 
Pensa solo a se stesso e non si fa alcuno scrupolo nello stringere un accordo con un uomo che - all'inizio non si comprende come mai ma lo si capirà strada facendo - gli offre sua figlia in moglie. I due promessi sposi non si conoscono e Kaila, figlia di quell'uomo, è una specie di merce di scambio tra i due uomini, sacrificata in un matrimonio combinato che, ai tempi d'oggi, mi è del tutto inimmaginabile soprattutto nella società descritta dall'autrice nel libro.
Ovviamente Kaila non ne vuole sapere e cerca di chiarirsi con suo padre: ha bisogno di tempo, però, e Daniel da parte sua preme per conoscerla organizzandole un soggiorno in casa sua.

Lara è la migliore amica di Kaila.
Entrambe studiano giornalismo, colore di capelli molto simile, fisico molto somigliante: non è difficile per lei chiedere all'amica di aiutarla con uno scambio di persona. Lara accetta di prendere il posto di Kaila al cospetto del suo promesso sposo allo scopo di rendersi odiosa, tanto da indurlo a ripensarci ed aiutare così l'amica a raggiungere l'obiettivo di mandare a monte, in un modo o nell'altro, il matrimonio.

Questa è la storia. E io dico: ma tu, Lara, che accetti di andare in casa di uno sconosciuto, di un tipo la cui fama di duro, scontroso, egocentrico ed abituato ad avere tutto ciò che desidera, lo precede, cosa ti aspetti?
Daniel la considera di sua proprietà in virtù dell'accordo con il padre ed agisce di conseguenza. 
E alla fine a lei pure piace!

Storia scontata, finale più che prevedibile, personaggi (tutti... dal padre di Kaila a lei stessa, che offre la sua amica in pasto ad un uomo con cui lei non vuole avere niente a che fare... la stessa Lara, sciocca ragazzina che per scelta si infila in una situazione insostenibile, Daniel che pensa di essere un maschio alfa dominatore e a cui tutto è dovuto) che mi hanno innervosita e avrei preso volentieri a schiaffi! 

L'unica nota positiva, non posso negarlo, è la scrittura dell'autrice: scrive in modo efficace, scorrevole, appassionante e la si legge volentieri. Poi, però, ci si scontra con i contenuti e il giudizio, purtroppo, per quanto mi riguarda non è positivo. Non è una storia che fa per me: la violenza, i soprusi, le bugie dimenticati da un momento all'altro tra le lenzuola con scene di sesso descritte nei minimi particolari... 
L'idea di donna che viene trasmessa non mi piace, non è nelle mie corde. 
L'idea di un uomo che pensa di avere il mondo in mano, il suo modo di concepire il rapporto con una donna - già a partire dall'accordo di base con il padre di Kaila - non mi piace proprio.

L'autrice scrive bene, non lo nego, ma la trama secondo il mio parere lascia molto a desiderare ed il finale, super scontato, non smentisce questa mia idea. O, per lo meno, non è una storia nelle mie corde: magari può piacere a chi ama i romance spinti, le situazioni estreme... Non so. Il mio è e resta un parere personale: veloce da leggere ma, me lo auguro, altrettanto veloce da dimenticare. Comunque va dato merito all'autrice di avermi saputa tenere attaccata alle pagine, se non altro per capire fino a che punto sarebbero arrivati quei due.
***
Il principe di Praga
Dora L. Lane
285 pagine
Kindle Unlimited

mercoledì 31 luglio 2019

Fish Boy (C. Daykin)

Non è un libro semplice, soprattutto se si pensa che è un libro per ragazzi.
Non è semplice perchè scritto in modo particolare.
Non è semplice perchè parla di tematiche importanti come la solitudine, la malattia, il bullismo... 
Non è semplice perchè richiede riflessione e credo che in un giovane lettore questo possa ridurre il tutto ad una storia di fantasia e nulla di più.
Un lettore adulto, invece, riesce a comprendere le sottigliezze di un carattere schivo ma per difesa, di abitudini strane dovute alla necessità di trovare il proprio spazio, della difficoltà ad avere amici ma solo perchè non è ancora arrivato quello giusto.

Fish Boy - così lo chiamano tutti - è un ragazzino di dodici anni che vive in un mondo tutto suo. Ama il mare e si trova a proprio agio in acqua, conosce alla perfezione il mondo marino, sa distinguere le specie animali, le loro caratteristiche e peculiarità ma nel mondo emerso non si trova molto a proprio agio.
Non ha amici fino a che nella sua scuola non arriva Patrick, un ragazzino con il quale si intende fin da subito e che considera quasi una sua proprietà esclusiva, tanto da diventare geloso se lo vede parlare o scherzare con altri.
Non ha amici ma ha parecchi ragazzini attorno, a scuola, per lo più impegnati a prenderlo in giro, a bullizzarlo, e sottolineare aspetti della sua vita che potrebbero metterlo in difficoltà.
Fish Boy reagisce sempre a modo suo, rifugiandosi nel suo mondo. Non vuole essere parte di quel gruppo di bulli al quale, per paura, a scuola si aggregano in tanti. Lui si sente parte di un noi diverso, un noi che lo chiama dagli abissi, che dialoga con lui...

Il personaggio che mi ha fatto più tenerezza in assoluto è stata  la madre di Billy (questo è il vero nome di Fish Boy): una donna fragile, vittima di una malattia alla quale non si riesce a dare un nome, sempre più stanca ma con la voglia di combattere anche se flebile... E' una donna che incarna tante donne che ho conosciuto e che hanno sofferto, soprattutto nel sapere di avere dei figli che soffrono con loro, per loro.

E poi i bulli. Billy riesce ad avere un comportamento distaccato, riesce a dare il giusto peso a quei gesti di scherno... ma non è semplice, a quell'età, reagire in quel modo. Con insegnanti che non si accorgono di niente, con famiglie inesistenti, con situazioni che a volte tendono a sfuggire di mano.

Eppure Fish Boy alimenta il suo mondo fuori da tutto il resto e vive avventure straordinarie, inimmaginabile. Avventure che nemmeno Patrick riesce a condividere con lui perchè Billy le vive nuotando in acqua mentre lui non sa nuotare. Sembrano così diversi, Billy e Patrick, che la loro amicizia sembra impossibile. Invece no. I due ragazzini dimostrano come le differenze possano avvicinare, possano aiutare a completarsi l'uno con l'altro. Una lezione che molti adulti dovrebbero imparare...

Una storia che va compresa e letta con attenzione, forse non adatta a lettori troppo giovani.
Mia figlia ha letto qualche pagina poi l'ha abbandonato... è una lettrice esigente e non ha apprezzato. Magari più avanti, vedremo!
***
Fish Boy
Chloe Daykin
Giunti Editore
300 pagine
14.00 euro

I ragazzi dell'altro mare (L. Di Fulvio)

I ragazzi dell'altro mare è arrivato a casa mia a seguito di un progetto scolastico cui ha partecipato qualche anno fa la classe di mia figlia. Un paio d'anni fa, se non erro, in prima media.
Lo ha letto lei ed ora l'ho letto anche io. 
A lei è piaciuto e l'ho trovato piacevole anche io.

Essendo reduce da una bellissima avventura (quella di cui ho parlato ieri), questo libro non è riuscito a reggere il livello del precedente ma è stata comunque una lettura piacevole con una storia ben strutturata ed anche ben scritto.

Anche stavolta i protagonisti sono dei ragazzini e, con loro, un gabbiano. 
Gabby è il nome che Lily, Red e Max gli danno: è un gabbiano di città che non conosce il mare, non si è mai alimentato cacciando e non conosce nemmeno l'odore del mare. Eppure... ne sente il richiamo, come se qualche cosa lo volesse riportare alle sue origini.

Partendo da quella che viene considerata come una leggenda - legata alla presenza di un Altro Mare dove si trova l'ingresso per l'Altro Mondo - i ragazzini si troveranno ad affrontare un'avventura che mai avrebbero immaginato e Gabby si trova coinvolto in situazioni che, di fatto, non gli dovrebbero riguardare ma che alla fine lo pongono in prima, primissima linea nell'affrontare il pericolo.

Tante le sorprese che aspettano i tre ragazzini ma anche per il protagonista pennuto ci saranno delle importanti ed inaspettate sorprese.  

Riusciranno ad arrivare nell'Altro Mondo? Sarà davvero un'avventura pericolosa come dicono tutti oppure no? Ed una volta arrivati, i ragazzini e Gabby sapranno ritrovare la strada per tornare indietro?

Sull'epilogo, non posso negarlo, ho trovato qualche similitudine con la storia infinita così come ho trovato in comune con altre storie d'avventura per ragazzi la presenza di una ragazzina particolarmente coraggiosa che emerge sui maschietti. Lily sa il fatto suo, si fa rispettare, è capace di prendere decisioni anche su due piedi e non si tira indietro quando c'è da affrontare il nemico. E' una ragazzina decisa, che non ha paura di niente... o meglio, una ragazzina che sa affrontare le sue paure.

E poi c'è Gabby: è un co-protagonista piuttosto buffo. Quando, nella prima parte, incontra i tre ragazzini non riesce bene a capire i loro comportamenti. Non hanno le ali, non hanno peli o penne, emettono strani suoni, si muovono in modo buffo e sgraziato.... Quando, poi, arriveranno tutti nell'Altro mondo riuscirà a comprendere meglio le caratteristiche di quell'allegra compagnia e riuscirà anche a dialogare con loro.

Un unico appunto: la figura del cattivo... non è poi così cattivo ma non dico altro...

Apprezzabile alla fine del libro, un capitolo molto originale dal titolo Diario di bordo del mozzo Max. Il ragazzino decide che qualcuno dovesse trascrivere le avventure dell'allegra compagnia dei Pirati (questo è il nome che si sono dati all'inizio della storia) e lo fa inserendo anche delle spiegazioni su termini come filibustieri, gomena, scafo, cima ed altri termini legati alla vita in mare che qualche lettore, soprattutto se giovane, potrebbe anche non conoscere.  
***
I ragazzi dell'altro mondo
Luca Di Fulvio
Gallucci Editore
168 pagine 
14.90 euro

domenica 30 giugno 2019

Il canto degli abissi (V. Piazza)

Un'isola maledetta. Tale è considerata l'isola di Eilean Mor. Un luogo misteriosi, pericoloso. Così dicono. Un luogo che affascina e cattura. E non solo dal punto di vista figurato. 
E' proprio su quell'isola che Morgan Ducat (una psicologa specializzata in criminologia), nipote di James Ducat sovrintendente del faro  dell'isola nel 1900 e misteriosamente scomparso assieme a due suoi fiati marinai, decide di fare delle ricerche per fare chiarezza sulla sorte del fratello di suo nonno. Il caso è stato chiuso dalle autorità come un tragico incidente ma lei non crede che sia andata esattamente così.

Ecco, dunque, che il libro narra in parallelo la storia di James e quella di Morgan facendo dei salti temporali che permettono di seguire entrambe le vicende e collegarle in modo tale da comprendere ciò che è stato e ciò che è oggi. 

James Ducat non temeva quell'isola e ne sentì il richiamo. Un richiamo soave, ammaliante, una voce di donna che assume anche un aspetto fisico affascinane. James non ha paura e non crede che sia qualche cosa di malefico, di negativo, di pericoloso.
A distanza di anni, Morgan sente lo stesso richiamo quando arriva su quella stessa isola accompagnata da Jacob Hollsen, dirigente della Northern Lighthouse Board, società che gestisce la funzionalità dei fari. Lui è un uomo solitario e senza paura, che ha fatto della sicurezza del prossimo la sua ragione di vita, mettendo da parte - questo è quel che mi è sembrato di capire - anche il suo diritto alla felicità.

Il canto degli abissi è un libro che mi è piaciuto fin dalle sue prime pagine, contro ogni mia aspettativa. Protagonista è il mare con i suoi misteri, con il suo fascino, le sue contraddizioni. E protagonisti sono dei personaggi che si mettono in gioco e accettano delle sfide importanti.

La storia di fondo è quella di James Ducat e della sua misteriosa scomparsa: è la vicenda trainante dell'intero libro ed è attorno a tale storia che si intende fare chiarezza. Morgan, però, oltre a vivere un'appassionante avventura alla ricerca dei trascorsi del suo avo, si trova anche ad avere accanto un uomo che le scompiglia i sensi: nella seconda parte del libro emerge l'aspetto romantico della situazione che, secondo me, se non ci fosse stata sarebbe stato meglio.
Mi spiego: avevo letto che si trattava di un romance ma per come è iniziata e si è sviluppata la storia mi sono lasciata catturare dall'avventura e i risvolti rosa, secondo il mio parere, hanno stonato un pochino. Avrei preferito che avesse continuato a restare sul piano dell'avventura.

Poi ho degli appunti da fare... piccoli problemini in cui mi imbatto spesso negli e-book. Ho notato un uso secondo me non corretto delle virgole
Ma James, sospettava che la ridotta vita in mare, non avesse ancora infettato la purezza di quel ragazzo.
o qualche errore di battuta ed anche qualche parola secondo me inappropriata.
Quando sento dire "...fino a che la caviglia non mi si storta"... io storco il naso. Io di solito faccio una storta o la caviglia mi si storce... magari mi sbaglio ma non mi sembra una frase molto corretta.
Oppure la frase: "Agghiaccio e la marea sale". Mmmm ho qualche perplessità!
Ed ancora: "Mentre parlavo, sistemai con cura i fiori...". Due tempi verbali diversi in una frase che richiederebbe lo stesso tempo verbale, no?
Sono pignola, lo so... però le mie sono osservazioni che possono aiutare a migliorare...

Comunque, la storia mi è piaciuta, mi è piaciuto il finale ed anche sapere, come dice l'autrice nelle note, che la storia dei guardiani di Eilean Mor sia realmente accaduta e alcuni passi del diario che sono proposti tra le pagine siano reali, come anche i loro nomi  che sono stati mantenuti.
Non manca della buona, sana invenzione ma va bene così.
***
Il canto degli abissi
Valentina Piazza
173 pagine
Kindle Unlimited

mercoledì 24 aprile 2019

Km 123 (A. Camilleri)

Non ero del tutto convinta dell'ultimo acquisto fatto prima di Pasqua con il libro Km 123 di Camilleri. E non ero molto convinta perchè sfogliando il volumetto, appena 154 pagine, ho avuto subito l'impressione che fosse qualche cosa di diverso da ciò a cui il Maestro mi ha abituata.

A lettura ultimata posso dire che la prima impressione non è stata sbagliata: è un libro diverso da ciò a cui Camilleri mi ha abituata ma quello che ho sbagliato è il pensiero che ciò potesse essere declinato in senso negativo.

Non c'è un narratore, una voce narrante. Ci sono dialoghi, scambi di messaggi, articoli di giornale, interrogatori, botta e risposta tra i vari personaggi: il tutto imbastisce una storia che si racconta da sola, senza qaualcuno che descriva ciò che accade, che dia dei detttagli, che trasmetta emozioni.
I personaggi, con i loro dialoghi, i loro pensieri, le loro considerazioni fanno tutto da soli. 
E' un modo molto particolare di raccontare una storia, di imbastire un giallo che non risparmia qualche colpo di scena. I personaggi sono convinti di essere tutti sulla strada giusta e di essere gli unici depositari della verità salvo rendersi conto, poi, che non è proprio così.

La storia ha inizio con un incidente stradale che riduce un uomo - Giulio - in ospedale per le conseguenze dell'impatto. Il di lui celllulare - tanto per usare un'espressione che piace tanto a Camilleri - viene consegnato alla moglie con gli altri effetti personali del paziente. Quando, però, l'amante di Giulio inizia con insistenza a mandargli dei messaggini che vengono letti dalla moglie allora può succedere qualche cosa di imprevisto e che può avere i tratti del giallo. Un giallo intenso.

Incidente o tentato omicidio? E ciò che accade dopo, a ruota, può essere ricongiunto a Giulio? C'è un'unica mente, un'unica mano dietro tutto?

Camilleri semina con abilità tanti indizi che inducono il lettore in molteplici direzioni senza svelare troppo. E lo fa, questa volta, con un inusuale tecnica che esula - come accennavo all'inizio - dalla tradizionale narrazione.

Questo suo modo di fare mi è piaciuto molto. 
Finalmente qualche cosa di diverso dal solito, mi sono detta. 
E ammetto di aver letto anche con una diversa attenzione ogni dialogo, ogni scambio di informazioni, ogni botta e risposta proprio per via di uno stile così particolare, diverso, nuovo per me. Non so se Camilleri abbia usato questa tecnica in altri libri. Tra quelli che ho avuto modo di leggere fino ad ora non ho trovato nulla del genere.

Su tutti c'è un personaggio che, onestamente, avrei preso volentieri a schiaffi ed è proprio Giulio. Lui che crede di essere il più furbo di tutti e invece... Non posso dire che sia un personaggio che mi è piaciuto, che mi abbia fatto un'impressione positiva, ma che ha alimentato delle emozioni in me (mi ha fatto pena all'inizio poi mi ha fatto arrabbiare, innervosire...) e quando un personaggio non resta indifferente al lettore secondo me la storia funziona.

E' una lettura scorrevole, piacevole proprio per via di questa particolare tecnica scelta da Camilleri. Il finale è del tutto inaspettato anche se, a ben guardare, elementi che deponessero per quella certa soluzione ce n'erano.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Dalle tre Ciambelle in quanto libro con sangue in copertina.
***
Km 123
Andrea Camilleri
Mondadori
154 pagine
15.00 euro