mercoledì 1 luglio 2026

Quel che rimane (P. Cornwell)

 

Non c'è due senza tre, e così eccomi qui, dopo aver concluso la lettura di "Quel che rimane", il terzo capitolo della saga di Kay Scarpetta. Se con i primi due volumi Patricia Cornwell mi aveva convinta, con questo ha decisamente confermato che la mia curiosità per questa serie non è destinata a esaurirsi presto.
 
La trama questa volta è particolarmente inquietante: coppie di giovani fidanzati che scompaiono nel nulla per poi essere ritrovati mesi dopo, ormai ridotti a resti scheletrici nei boschi. L'unico indizio lasciato dall'assassino? Un fante di cuori. Kay si trova ad affrontare un'inchiesta complessa che vede coinvolti anche l'FBI e la CIA, in una caccia all'uomo che mette a dura prova ogni sua risorsa. E c'è di mezzo un personaggio famoso, madre di una delle vittime, con tutto ciò che la fama si porta dietro in termini di visibilità e di attenzioni da parte della stampa.
 
Ancora una volta, ciò che mi ha colpita è l'incredibile competenza dell'autrice. C’è un’immagine che mi è rimasta letteralmente cucita addosso: una mano che tampona una ferita con un panno appallottolato per "evitare che il buco permetta il risucchio dell'aria che farebbe collassare il polmone". Beh, che dire... precisione chirurgica. Forse per chi mastica di primo soccorso è una manovra nota, ma il modo in cui la Cornwell la descrive, con quella naturalezza e nonchalance, trasmette una padronanza della materia che trovo affascinante.
 
Ritrovo con piacere Kay Scarpetta: la sua professionalità è un elemento di grande orgoglio per noi donne. almeno io la penso così. E così sarebbe se fosse una persona reale.
 
E, a proposito di donne forti, in questo volume entra in gioco una giornalista; non so se sia per la mia deformazione professionale, ma ho apprezzato moltissimo il suo ruolo e la sua grinta.
 
Sul fronte della vita privata, l'autrice continua a essere coerente con la sua linea: le vicende personali di Kay e del fido Marino entrano in scena quasi in punta di piedi. Le informazioni su questioni di cuore o equilibri familiari vengono date con il contagocce. Se da un lato questo mi spiazza, abituata come sono all'approccio più "emotivo" di autori come Maurizio De Giovanni, dall'altro ammetto che questa parsimonia non fa altro che alimentare la mia voglia di saperne di più.
 
In definitiva, una lettura densa e avvincente che si divora tutta d'un fiato. Inutile dire che il quarto volume, "Insolito e crudele", è già lì che mi aspetta sul comodino.
 
***
 
Quel che rimane 
Patricia Cornwell  
pag. 386  
Mondadori editore

Oggetti di reato (P. Cornwell)

 

La curiosità di vedere come si sarebbe evoluto il mondo di Kay Scarpetta era troppa per lasciar passare troppo tempo tra una lettura e l’altra. Così mi sono tuffata in "Oggetti di reato", il secondo volume della serie, e devo dire che la dottoressa Scarpetta non ha deluso le mie aspettative.
La trama questa volta ci porta nel terrore vissuto da Beryl Madison, una scrittrice di successo che, dopo mesi di minacce e la sensazione di essere costantemente osservata, finisce per aprire la porta proprio al suo assassino. Quando un altro famoso scrittore viene ucciso poco dopo, Kay si ritrova tra le mani un caso che si trasforma presto in un incubo personale. Al centro di tutto c'è il mistero affascinante di un manoscritto, un elemento che ho apprezzato molto e che funge da perno per un'indagine che guida noi lettori in un viaggio estremamente strutturato tra diverse ipotesi investigative.
 
Ciò che continua a incantarmi di questa serie è la competenza della protagonista. Kay Scarpetta non è una detective qualunque; è un medico legale che usa la scienza - DNA, fibre e impronte - per far parlare i morti. Per chi, come me, è fermamente convinta che le donne possano fare tutto ciò che desiderano, e spesso con una marcia in più rispetto agli uomini, Kay è un vero motivo di orgoglio: una donna con la D maiuscola che si muove con autorità in un mondo complesso. Una donna competente e molto intelligente, tra l'altro. 
 
Dal punto di vista stilistico, ho ritrovato quella precisione chirurgica e minuziosa già incontrata nel primo libro. Patricia Cornwell conferma la sua scelta di puntare meno sulle vicende personali della protagonista e del suo collaboratore Marino, preferendo concentrare l’attenzione sui dettagli tecnici del caso. Eppure, l'autrice semina qua e là piccoli elementi che accendono la curiosità: in questo volume, ad esempio, fa capolino la figura di Mark, che ricompare dopo anni nella vita di Kay. Ammetto che questo spiraglio sulla sua vita privata mi ha lasciata con la voglia di saperne di più, facendomi sperare in un approfondimento maggiore nei prossimi capitoli.
 
È una lettura densa, che richiede concentrazione ma che ripaga con una suspense costruita pezzo dopo pezzo. Per chi cerca un giallo dove la scienza si trasforma in pura adrenalina, Kay Scarpetta è il personaggio perfetto.
 
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Oggetti di reato  
Patricia Cornwell  
pag. 366  
Mondadori editore