sabato 17 giugno 2017

Dolcezze al miele di lavanda (S. Wiggs)

Non amo particolarmente le storie d'amore sdolcinate ed il titolo del libro di Susan Wiggs - Dolcezze al miele di lavanda - mi aveva fatto pensare proprio a qualcosa di eccessivamente dolce per i miei gusti.
Invece mi sono dovuta ricredere: l'autrice propone una storia in cui l'amore è al centro, ma amore inteso in modo ampio e non esclusivamente legato ai due personaggi principali. 

La storia d'amore si completa con la storia di una famiglia che ha parecchio da raccontare, con una tenuta di campagna che sembra il Paradiso in terra e con i segreti che possono essere celati dentro ad un baule, dietro la porta di una stanza che non viene aperta da anni.

Isabel Johansen èa la donna attorno alla quale gravita la storia. 
E' una chef in gamba, in procinto di aprire una scuola di cucina nella tenuta di famiglia:  vive da sempre a Bella Vista in una cittadina tranquilla. Forse fin troppo.
Non si è mai allontanata dalla tenuta di famiglia e questo inizia a pesarle anche se sa che a Bella Vista ha tutto quello che si può desiderare.
A scombinare le carte in tavola è Mac, al secolo Cormac O'Neil: un giornalista ingaggiato dal nonno di Isabel, intenzionato a lasciare le sue memorie in sua mano, in modo che possa scrivere la sua biografia. Isabel non è tanto convinta che sia opportuno tornare a rivangare il passato, non fosse altro che in racconti fatti dal nonno, ma ben presto questa sua volontà di far scrivere una sua biografia si rivelerà importante per tutti tanto che verranno alla luce delle verità fino ad allora celate.

Inutile dire che tra Isabel e Mac iniziano le classiche scintille che si possono alimentare da due persone sole che si incontrano, un bell'uomo ed una bella donna che hanno dei validi motivi per non affezionarsi a nessuno e che tentano, soprattutto lei, di resistere fino alla fine a ciò che il corpo, il cuore e la testa iniziano a reclamare. 
E' impegnata, Isabel. Ha tante cose da fare. Ha sempre avuto tante cose da fare in modo da non fermarsi mai a pensare: ha un peso sul cuore e sull'anima e fino a che non viene costretta a prendere coscienza di se stessa e della sua situazione non riuscirà a liberarsene per vivere, finalmente, la sua vita.

La narrazione viene proposta su due piani temporali - come era facilmente immaginabile visto che il nonno di Isabel inizia a raccontare la sua storia - e, così, scivolano davanti agli occhi del lettore le vicende odierne con quelle, ben più difficili e tragiche, vissute parecchi anni prima. La storia non è ampollosa, tutt'altro.
Onestamene Mac sembra troppo perfetto per essere vero, un uomo che ogni donna vorrebbe accanto a se': bello, muscoloso, intelligente, avventuroso, dolce, sensibile, appassionato. Lei è schiva quanto basta per lasciar intendere a chiare note di avere altro da fare per lasciarsi andare ai sentimenti o, solamente, alla passione. Probabilmente deve convicere se' stessa prima che gli altri.

Sol che ho iniziato a leggere dal libro sbagliato visto che l'autrice ha pubblicato un altro libro in cui inizia a raccontare la storia di Bella Vista focalizzando l'attenzione, nel libro precedente, sulla sorella di Isabell, Tess. Pur essendo un seguito, è un libro che si legge senza problemi anche senza conoscere la storia precedente ma ammetto di essere, a questo punto, curiosa al punto giusto per un'eventuale lettura a ritroso.

In alcuni momenti avrei voluto prendere a schiaffi Isabel che, pur portandosi dietro un pesante segreto che l'ha segnata, ha bisogno di tornare a vivere appieno, non solo per la sua tenuta, le sua api e per organizzare il matrimonio di sua sorella.

Il finale - seppur prevedibile, anche se non nelle modalità secondo cui si concretizza - mi è piaciuto e lascia spazio ad un prosieguo della storia. 
Con questa lettura partecipo alla Challenge The Hunting Word Challenge. La parola utile per la gara è LAVANDA che compare nel titolo ed è raffigurata in copertina.
 

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