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giovedì 6 luglio 2023

La rinnegata (V. Usala)

  

Nel leggere la storia di Teresa ha avuto la sensazione che tutto attorno si fermasse. 

Ho immaginato di vedere lei camminare per i vicoli di un paesello dell'entroterra sarda in cui vive, a testa alta e con la schiena dritta mentre tutto il resto restava immobile, quasi in apnea per lasciarla passare come se solo gli sguardi dei presenti si spostassero su di lei, con lei e tutto il resto restasse immobile, anche i respiri.

In quella terra antica - che è protagonista accanto ai personaggi principali - sono le figure femminili che emergono con forza, a dispetto di una tradizione e di un sentire comune che vorrebbero altro per loro.

Innanzitutto Teresa: bella, bellissima, con un marito spesso lontano, impegnata a gestire la taverna del paese (attività avviata con il suo Bruno), fiera e forte nel suo incedere sicuro.... e sulla bocca di tutti proprio tra quelle quattro mura di un paesino che, di fatto, è la sua casa. 

Sulla bocca di quella che è la sua gente ma che non lesina chiacchiere, mormorii, allusioni. 

Mai. Tanto più quando deve fare i conti con una dolorosa perdita che segnerà profondamente la sua esistenza ma davanti alla quale continuerà ad andare avanti con fierezza e con spirito d'indipendenza, per lei e per i suoi figli. Quell'indipendenza che nessuno le perdona, in quella terra. Teresa è una donna rinnegata: rinnegata dalla sua stessa madre prima, rinnegata dalla sua gente poi. 

E poi c'è Maria. Rinnegata anche lei per aver creduto che le cose potessero andare diversamente per una serva condannata ad essere tale per tutta la vita. Rinnegata per aver scelto la libertà da uno status che l'avrebbe voluta sottomessa.

Due donne diverse, lontane ma legate da un filo sottile ma resistente che le porta a guardarsi da lontano per poi incontrarsi in circostanze che nessuno avrebbe mai voluto si verificassero.

La rinnegata è un romanzo d'esordio potente: con una scrittura efficace l'autrice mi ha toccata nel profondo. Ho pianto, non mi vergogno a dirlo. Mi sono commossa ed ho pensato alle tante donne che hanno avuto, nel tempo, la sorte di Teresa e Maria. Donne giudicate, additate, allontanate da tutti, da altre donne che probabilmente vedevano, in loro, ciò che avrebbero voluto ma non hanno avuto il coraggio di essere. 

Gran bel libro. Mi ha colpito la copertina in biblioteca e sono felice di aver ceduto al suo richiamo.
***
La rinnegata
Valeria Usala
Garzanti editore
208 pagine
16.00 euro copertina rigida, 5.90 copertina flessibile, 7.99 Kindle

giovedì 1 giugno 2023

Entra nella mia vita (C. Sánchez)

 

Non un romanzo di denuncia ma una storia che smuove sentimenti profondi, gli stessi sentimenti che i fatti di cronaca da cui la storia ha preso le mosse hanno alimentato nell'autrice.

La stessa Sanchez definisce in questo modo il suo romanzo nelle note finali ma io non sono del tutto d'accordo, per quanto possa contare la mia opinione.

Non sono d'accordo perché parlare del fenomeno dei cosiddetti rapimenti in culla non può essere una scelta narrativa che esuli dal porre l'attenzione - e in qualche modo denunciare - una così triste realtà. Bambini dichiarati morti appena nati ma con tombe vuote e finiti in una malefica rete di traffico di vite umane: non può essere solo una suggestione narrativa ma una realtà che è stata tale, in particolare in alcune zone del mondo e in un certo periodo storico nemmeno troppo lontano. Persone compiacenti, complici, convinte di fare del bene... ma comunque criminali che si appropriano di una vita in cambio si soldi o, più semplicemente, convinte di fare del bene. No, per me non è una sola suggestione narrativa, nel modo più assoluto.

Posta tale premessa, la storia di Veronica è quella di una giovane che fa improvvisamente i conti con una verità che le è sempre stata taciuta o, comunque, attorno alla quale non si è mai fatta chiarezza: c'è un'altra bambina in quella famiglia - composta solo di fratello e sorella - come le circostanze sembrano indicare? E se c'è, che fine ha fatto? Perché non vive con loro? 

Alla loro madre è sempre stato detto che quella bambina è morta dopo la nascita ma è quella la verità? La madre di Veronica continua a sostenere che la sua bambina sia ancora viva. Una donna, ormai, ma viva.

Veronica decide di portare avanti quella ricerca che sua madre non è riuscita ad effettuare e decide di fare il possibile per dare una risposta agli interrogativi che hanno tormentato sua madre fino alla fine dei suoi giorni. 

Lo stile della Sánchez è chiaro e scorrevole, i personaggi ben resi ma la storia ha alimentato qualche interrogativo in me soprattutto in relazione ai comportamenti conseguenti ad un'eventuale scoperta potenzialmente in grado di cambiare la vita dei protagonisti... Non posso dire altro ma posso dire che non si può mai essere sicuri di conoscere davvero le persone che si hanno accanto: questo è uno degli insegnamenti che mi è arrivato da questa storia.

***
Enta nella mia vita
Clara Sánchez
Garzanti editore
446 pagine
18.60 euro copertina rigida

mercoledì 8 febbraio 2023

Dormi stanotte sul mio cuore (E. Galiano)

Comprato sulla scia dell'entusiasmo di mia figlia, rimasta colpita dalla copertina, Dormi stanotte sul mio cuore è rimasto a lungo sul comodino, prima, e tra gli altri libri da leggere poi. 

Ha atteso un po', poi il momento giusto è arrivato.
Per me, non per mia figlia che al momento è presa da letture completamente diverse.

Per me sì, è arrivato il momento e a lettura terminata ho chiuso il libro e l'ho posto sul comodino della sua cameretta, sotto quello che ha in lettura, dicendole solamente "...leggilo". 


 Sì, perché la storia di Mia e di Fede merita di essere letta anche da una giovane lettrice (o lettore, perchè no!).

Ho l'abitudine di leggere prima io i libri che poi legge lei, semplicemente per capire se si tratta di tematiche adatte ma anche di uno stile adatto a lei (qualcuno mi ha anche detto che questo mio modo di fare è una specie di censura nei confronti di mia figlia ma io non la vedo in questo modo) e stavolta posso dire che la scrittura è scorrevole e rispettosa anche di un lettore giovane. Dico rispettosa perché spesso vengono usati termini e frasi pesanti solo per fare colpo e per descrivere situazioni che si potrebbero rendere al meglio anche in altro modo. 

Mia è la voce narrante. Ha quasi trent'anni ma non racconta i giorni della sua maturità di donna. 

No, Mia racconta quando e perché il suo piccolo cuore di bambina le è sembrato scoppiare in petto e gli anni che sono seguiti ad un grande dolore. 

Racconta di un'adolescente con qualche problema a relazionarsi con gli altri, di quel cuore che non si rassegna a smettere di battere per quello che è stato il suo primo, grande amore che assume tali contorni ogni giorno di più. Perché da bambina lei non sa cosa sia l'amore che abbia sfumature diverse da quello per mamma e papà... piano piano, però, impara a riconoscerne le caratteristiche e le trova tutte lì, in quel periodo della sua vita in cui è stata felice.

Quella narrata è una storia di guerra, dolore, paura ma anche una grande storia d'amore. Non mancano frasi ad effetto, questo devo dirlo, ma a differenza di altre letture ridondanti e mielose stavolta mi sono trovata tra le mani una storia che mi ha catturata ed anche spiazzata un po'. Fino alla fine ho avuto la sensazione che ci fosse qualche cosa di non detto. Che si fosse saltati alle conclusioni con tanta, troppa fretta. La stessa con cui il piccolo cuore di Mia è stato spezzato da un'assenza improvvisa che ha pesato come un macigno per tanti anni.

Ora, quasi trentenne, Mia decide di raccontare e raccontarsi. Racconta di quanto ha lottato per cercare di darsi risposte che nessuno le dava ma anche di quando è stata sul punto di gettare la spugna. Racconta di un ragazzino arrivato in affido nelle famiglia di Mia dopo un passato che nessuno conosce, scappato da una guerra che non ha guardato in faccia a nessuno e che ha lasciato ferite profonde in tutti coloro che l'hanno vissuta. Racconta di un'empatia nata tra due ragazzino apparentemente così distanti tra loro ma così vicini. Un'empatia che coinvolge, emoziona.

Devo ammettere che si tratta del primo libro che leggo di questo autore ed ho anche sentito pareri contrastanti in merito al suo stile: io ho amato questa storia. Probabilmente ne avevo bisogno e sono più che convinta di aver fatto bene nell'appoggiare quel libro, con discrezione, sul comodino di mia figlia.

Sperando che lo legga!

Ps. non posso negare di essermi imbattuta, tra le pagine, in un viaggio che mi è sembrato un tantino assurdo vista una serie di situazioni... ma nel complesso non ci ha stonato più di tanto.
***
Dormi stanotte sul mio cuore
Enrico Galiano
Garzanti editore
368 pagine
17.90 copertinta rigida, 8.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle

domenica 30 ottobre 2022

La ragazza con le parole in tasca (A. Dalton)

Andrea ha lasciato qualche cosa in sospeso alla fine del primo anno di college (la più prestigiosa scuola di giornalismo al mondo) quando i corsi sono terminati e, felice per aver superato ogni esame, è tornata da suo padre. Un sospeso risponde al nome di Joker. 

In questo secondo volume della storia di Andrea Doyle l'autrice lascia maggiore spazio alle questioni di cuore di una giovane che sembra fare sempre la cosa sbagliata al momento giusto: il momento giusto per rovinare tutto. Quello che al primo anno è stato un avvicinamento cauto tra i due ragazzi, ora vorrebbe essere un ritrovamento più deciso ma... le cose si complicano con l'arrivo di un nuovo ragazzo al college che, senza rendersene conto, crea tensione tra i due.

Zen è il suo nome: un ragazzo di gran fascino ma, soprattutto, molto bravo e stimato da tutti gli insegnanti. Zen è molto simile a lei: condivide le sue stesse passioni, è tenace, preparatissimo ed ha un obiettivo ben preciso in mente. Come lei, vuole entrare a far parte del mondo del giornalismo ed ha le idee molto chiare: giornalismo impegnato, quello stesso che gli ha permesso, con un reportage, di vincere un prestigioso premio che gli ha permesso di entrare direttamente al secondo anno del college.

Quella che emerge, sopra tutto, è la forza dell'amicizia: quella che era nata nell'anno precedente senza che Andrea ci sperasse più di tanto si è consolidata al punto tale da diventare un punto fermo nell'esistenza di quella ragazza che di amici ne ha sempre avuti troppo pochi. Ora sa che può contare su amici che corrono quando necessario, tacciono quando necessario, ascoltano sempre e non risparmiano rimproveri quando serve. La forza di questo racconto sta proprio qui: nel dare ampio spazio all'amicizia anche quando tutto sembra perduto. 
Per Andrea arriva il momento di fare delle scelte importanti. Dolorose, anche. Ma necessarie. Commette degli errori, dettati dal suo orgoglio principalmente, ma saprà imparare da loro e dimostrare, in questo modo, maggiore maturità.
 
Marilyn, anche in questo secondo capitolo, è il personaggio di maggiore impatto, secondo il mio parere ed anche Zen, il nuovo arrivato, conquista un posto ben preciso nella storia ed anche al cospetto del lettore. 
 
E una menzione a parte la meritano i ragazzini dell'asilo in cui Andrea lavora come insegnante d'inglese: la loro storia fa riflettere e la loro esuberanza e spontaneità strappano qualche sorriso.
Promosso anche questo secondo volume. E sono ancora più curiosa di sapere come la storia vada a finire...
*** 
La ragazza con le parole in tasca
Anna Dalton
Garzanti editore
368 pagine
13.00 euro copertina flessibile, 17.00 euro copertina rigida, 9.99 Kindle

lunedì 30 agosto 2021

Non perdiamoci di vista (F. Bosco)

 La foto di copertina è quella di un falò sulla spiaggia ma la storia si avvia in inverno, nell'ultimo giorno di un anno che non ha riservato grosse sorprese per Benedetta costretta a suonare trombette e alzare in alto i calici con la compagnia di sempre, senza grossi scossoni.

Un altro anno scivola via per la compagnia di via Gonzaga: un gruppo di amici consolidatosi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ora quarantenni che hanno a che fare con figli difficili da gestire, situazioni amorose disastrose e la speranza di quella scossa che possa portare, per tutti, un vento di novità che tarda ad arrivare. La compagnia diventa quasi un ripiego e quell'entusiasmo che avrebbe acceso gli animi anni prima inizia ora a scemare. 

Non sono più ragazzini Benedetta, Antonella, Costanza, Letizia, Anita, Woody, Andrea anche se fanno finta di avere tutto il tempo del mondo davanti.

Benedetta si barcamena tra un ex marito con il quale gestire il ménage con i due figli - Vittoria e Francesco - un lavoro da fisioterapista, una madre che vive con lei e che ha sempre applicato la tecnica della disciplina di ferro in casa sua, fin da quando era bambina.

Non c'è un vero e proprio amore nella sua vita. O meglio, gli ingredienti per un amore ci sarebbero pure ma, in sostanza, è più una mancanza quella che avverte Benedetta dietro ai silenzi e alle assenze di un uomo che è stato il suo amore da adolescente e che ha ritrovato a distanza di anni, potenzialmente pronto a recuperare quel rapporto interrotto improvvisamente anni prima, con più entusiasmo di prima e con un sentimento più maturo. Questo è ciò che sembra.

La storia narrata da Federica Bosco è la somma di tante storie perché ogni personaggio ha un suo trascorso ed ha qualche cosa da dire. E forse è stato proprio questo che mi ha un tantino depistata perché quella che avevo immaginato come fulcro della storia - la storia d'amore tra Benedetta e il suo amore d'altri tempi - cede il passo in più punti ad altro scadendo più d'una volta sul banale e diventa uno dei tasselli delle vicende che si susseguono.

Devo ammettere che la lettura è andata avanti a rilento, mi sono distratta spesso trovando delle parti ripetitive e portate per le lunghe anche quando non sarebbe servito.

Interessanti gli argomenti trattati (l'amicizia, le aspettative, le ambizioni, la diversità, i rapporti tra ex coniugi e i riflessi che la separazione possono avere sui figli) ma toccando un po' di tutto, senza approfondire niente in particolare.

Una delle figure che ho apprezzato maggiormente è stata quella di Mattia, un giovane disabile che si riscatta agli occhi di un mondo troppo spesso tentato di considerare la disabilità come diversità, come un limite. Anche qui devo dire che è tutto molto soft e molto veloce, nella realtà le cose non sono così immediate così come nella realtà i tempi e i modi per affrontare situazioni di bullismo (altro argomento trattato) sono un tantino differenti. 

La lettura è piacevole ma, per me, un tantino dispersiva. Ovviamente è una opinione personale, magari mi aspettavo maggiore approfondimento su personalità che ben si sarebbero prestate a dire molto di più di quel poco che hanno detto.

Lettura d'intrattenimento senza troppe pretese. Trama un po' troppo dispersiva ma il messaggio arriva forte e chiaro: è necessario affrontare la vita di petto, perchè spesso la vita gioca qualche brutto scherzo e non lascia grossi margini per temporeggiare. Questo, almeno, è quello che ci ho letto io.
***
Non perdiamoci di vista
Federica Bosco
Garzanti Editore
304 pagine
5.00 euro copertina flessibile, 12.00 euro copertina rigida, 9.99 kindle

mercoledì 26 agosto 2020

Ci proteggerà la neve (R. Sepetys)

Ho iniziato a leggere il libro Ci proteggerà la neve senza sapere nulla della trama. Quando ho capito - e non ci è voluto molto - che si trattava di una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale ho sbuffato un po'... Dal momento che era arrivato tra le mie mani, però, l'avrei letto comunque, pur avendo l'impressione che sarebbe stata una storia simile a molte altre, di cui si intuisce con facilità la fine, nella quale si sa già chi vince e chi perde proprio come scritto nei libri di storia.

Una storia di guerra, di morte, di vincitori e sconfitti. Come tutti i libri di questo tipo. E' vero. Ma ho trovato, accanto a vicende storiche realmente accadute, storie personali di chi si è trovato ad affrontare e vivere una così terribile esperienza con altre persone portando il proprio bagaglio di segreti, di paure, di sofferenza, di disperazione ma anche di speranza.

Ci proteggerà la neve. Un titolo al plurale. Perchè il libro è strutturato al plurale. L'autrice propone diversi punti di vista, dà voce a diversi personaggi che raccontano le vicende che stanno vivendo gli uni accanti agli altri ma raccontano, allo stesso tempo, le loro singole storie. E lo fa in modo delicato e allo stesso tempo efficace, senza calcare la mano sulle brutture di una guerra che, pure, viene trasmessa al lettore in tutta la sua tragicità ma senza arrivare mai sopra le righe

Emilia è una ragazzina polacca che porta un segreto nel cuore. E non solo. E' una ragazzina innamorata allontanata dalla propria famiglia per amore, vive nel ricordo dell'amore di un padre che ha rinunciato a lei - il suo bene più grande - per proteggerla e darle un futuro.

Il poeta delle calzature faceva il calzolaio di mestiere: è convinto che le scarpe raccontino delle storie e riesce ogni volta a dimostrare che è così. E' un uomo anziano forte come un ragazzino e pronto a fare la sua parte, sempre e comunque.

Johana è pratica di medicina e questo le fornirà un'opportunità. Ma è lei che intende offrire opportunità agli altri mettendosi a disposizione per aiutare quante più persone possibile. Civili, donne, bambini ma anche soldati... e non importa da quale parte siano. 

Il bambino smarrito non ha più una famiglia. Tutti morti. E' solo ma ha trovato una nuova famiglia in quegli sconosciuti che lo hanno preso sotto la propria ala protettrice.

Un soldato. Florian. Un giovane misterioso che ha una missione da portare a termine. Sensibile ma con dei segreti che gli pesano ogni minuto di più. 

Persone diverse per provenienza, per sesso, per età, per origine, per le storie che si portano cucite addosso: eppure sono insieme. Formano un gruppo alquanto singolare ma affrontano insieme le difficoltà sempre crescenti che la guerra pone loro davanti.

Poi c'è lui: un marinaio un po' sciocco incapace di comprendere davvero il suo ruolo e anche, a dire il vero, ciò che gli sta succedendo attorno. 

Sono personaggi che si infilano nelle pieghe della storia e che diventano il cuore pulsante di un pezzo di storia che, probabilmente, non è poi così noto come altri episodi: è la sorte di una nave, quella che è considerata da tutti la nave della salvezza, nella quale polacchi, lituani e prussiani si trovano fianco a fianco per poter assicurarsi un posto verso un futuro, lontano dalla guerra e dai suoi orrori.

Sarà davvero la nave della salvezza per Johana, per Florian, Emilia e tutti gli altri? Io non conoscevo la storia di questa nave... e mi ha colpita nel profondo.

Ogni personaggio mi ha toccata le corde del cuore a modo suo. C'è chi lo ha fatto per la sua ingenuità, chi per il suo coraggio, chi per la sua tenacia, chi per la sua speranza. Ognuno ha qualche cosa da dire fino alla fine. Ognuno racconta un pezzetto di se, fino alla fine.

Mi è piaciuto lo stile dell'autrice. Uno stile fluido ma non banale che è stato il frutto di un'approfondita indagine. E mi ha fatto riflettere. 

No, non è la solita storia di guerra. Purtroppo la guerra è sempre la stessa ma in questo caso sono venuta a conoscenza di vicende che mi erano sfuggite (non ho mai amato la storia...) ma mi è anche sembrato di incontrare gli occhi di quei personaggi, di stringere le mani con quelle dita gelide, di sentire i passi di quegli stivali tirati a lucido, di ascoltare il peso dei passi dei soldati sul pontile e di sentire il grido d'aiuto di tutti coloro che, in un modo o nell'altro, hanno sacrificato qualche cosa per quella guerra che in pochi hanno compreso.

Bel libro (non posso dire bella storia perchè è una storia dolorosa). 

Lo consiglio anche a giovani lettori.

***
Ci proteggerà la neve
Ruta Sepetys
Garzanti Editore
361 pagine
10.90 euro copertina flessibile, 16.90 copertina rigida, 6.99 Kindle

martedì 7 aprile 2020

La collezionista di meraviglie (V. Cebeni)

Ci sono storie che mi capita di leggere e dimenticare in fretta. Lettura piacevole, storia accattivante, personaggi ben delineati ma poi, dopo qualche tempo, mi accorgo di averle pressoché dimenticate.
Ci sono anche storie che non mi lasciano niente e che hanno il sapore di una gran perdita di tempo (purtroppo capita).

Poi ci sono storie che sembra quasi vogliano toccarmi nell'anima. 
Quelle che sento strisciare sottopelle con emozioni reali, concrete, vive. 
Quelle che mi svegliano la notte perché vedo immagini e situazioni lette poco prima, qualche minuto prima della buonanotte. 
Quelle che mi catturano a tal punto da non vedere l'ora di riprendere le fila del discorso per tornare ad essere quel personaggio, a vivere quelle emozioni, a soffrire o gioire con intensità. 
Con quei personaggi che mi sembra di aver conosciuto o che vorrei tanto aver conosciuto per condividere un percorso, un'emozione, una paura, una gioia con loro.
Con quelle ambientazioni che mi sembra di vedere scorrere sotto gli occhi.
Con quei piccoli rumori, con quei suoni armonici che mi volto a cercare all'improvviso mentre i miei occhi scorrono tra le righe e i miei sensi sembrano avvertire davvero.

La collezionista di meraviglie è una di queste. E' una storia che somma un pizzico di magia e suggestione a storie emozionanti, a personaggi difficili da dimenticare.
Avrei tanto voluto conoscere Dafne: quella ragazzina che è cresciuta in un nido d'amore accanto a due nonni che hanno fatto di tutto per non farle sentire la mancanza di quella mamma che troppo presto è stata strappata alla vita.
Avrei voluto conoscere la Dafne cresciuta, che si è lasciata alle spalle quella giovane che amava le storie e i fiori, che leggeva Emily Dickinson bevendo litri di thè all'arancia e cannella. Quella giovane che ad un certo punto ha perso le ali e la cui schiena ne portava le cicatrici, diventata oramai donna. Avrei voluto conoscerla, sì, e magari scambiare con lei un abbraccio silenzioso, di quelli che non hanno bisogno di parole per trasmettere conforto, coraggio, speranza.
Avrei tanto voluto conoscere Levante: quel nonno che ha preso una bambina per mano aiutandola a diventare una giovane donna con dei sani principi e consapevole che la bellezza può celarsi anche dietro a qualcosa che nessuno vuole più. Quel nonno che ha lasciato sola Clelia, sua moglie: una donna che ha saputo trasformare le perdite che la vita le ha imposto in concime prezioso per una vita messa frutto nella memoria di tutti coloro che ha avuto modo di amare. Nel momento in cui Dafne torna da lei, nella loro casa d'infanzia, dopo un periodo di lontananza, Clelia sente che un piccolo tassello della sua vita, e di quella di sua nipote, torna al suo posto.
Avrei tanto voluto conoscere Milan: un uomo imperfetto, ruvido, segnato da un passato che ha relegato nel profondo del suo cuore ed al quale non intende dare alcuno spiraglio. Un uomo che arriva nella vita di Dafne senza un perché o, forse è questo il caso, perché niente succede per caso.

Nel momento in cui Dafne decide di riaprire la bottega di suo nonno, quella in cui gli oggetti dimenticati trovano una nuova vita, qualche cosa cambia in lei. Si rende conto di avere un dono e di riuscire a conoscere le storie che sono celate dietro ognuno di quegli oggetti. A volte sono storie dolorose, a volte sono storie a lieto fine ma, in ogni caso, hanno bisogno di lei per arrivare ad un compimento.
E cosa c'entra Milan in tutto questo? In un crescendo di emozioni, ho conosciuto una donna tenace, coraggiosa, pronta a tutto per avere le risposte che cerca ma anche una donna segnata nel profondo, con una sofferenza interiore che cerca di nascondere dietro ad un sorriso e ad un'instancabile attività ma che, prima o poi, è destinata ad aprirsi un varco nella sua vita.

E' una storia di ricerca, una storia di verità che vengono a galla con forza ma è anche una storia di segreti rimasti conservati sul fondo dell'anima di chi ha tentato di ignorarli senza rendersi conto che, alla fine, anche i segreti hanno bisogno di vedere la luce.

Bello, molto bello. Il libro di Valentina Cebeni - questo libro, perch è il primo che leggo di questa autrice ma sicuramente non l'ultimo - è scritto in punta di penna. Valentina usa le parole con rispetto: è rispettosa della vita dei personaggi e delle loro storie anche quando narra vicende che fanno male. Il suo è un tocco leggero, come se volesse raccontare quelle storie in un battito d'ali. 
La sua capacità di trasmettere emozioni arriva anche dal suo stile. Non sono un critico letterario per cui, probabilmente, non sono capace di usare i termini giusti ma la narrazione mi è sembrata armoniosa, mai smielata, efficace ed intensa, capace di tramettere tenerezza, paura, gioia, disperazione, smarrimento a seconda delle scene raccontate. 

Credo di poter dire che fino ad ora sia uno dei più bei libri letti quest'anno. Di questo genere senza dubbio il più bello! E so che mi resterà nel cuore per un sacco di motivi. 

Lo consiglio caldamente a chi non l'avesse ancora letto e volesse lasciarsi andare alle emozioni in modo autentico ed intenso.
Bello.
Gran bel libro!

Ps. bella e azzeccatissima la copertina, bellissimi i nomi scelti per i personaggi. E' la prima volta che mi trovo a fare questa osservazione ma anche la scelta dei nomi mi ha positivamente colpita.
***
La collezionista di meraviglie
Valentina Cebeni
Garzanti Editore
464 pagine
18.60 euro copertina rigida - 9.99 e-book

sabato 13 luglio 2019

Un caso speciale per la ghostwriter (A. Basso)


Siamo arrivati ad un punto di svolta nella vita di Vani Sarca, la protagonista della serie che Alice Basso ha messo nelle mani di lettori che, se somigliano a me, avranno sicuramente tenuto dei comportamenti strani.
La sottoscritta, tanto per dire, si è talmente affezionata a Vani da andare in giro per casa e dire “…su Vani, andiamo al mare che oggi è una bella giornata” prima di infilare il libro in borsa e partire con i figli al seguito che si guardano perplessi perché sanno che nessuno di loro due si chiama Vani!
Ecco, giusto per dare un’idea.
Di mestiere Vani Sarca fa la ghostwriter per la casa editrice L’Erica: scrive per altri ed è un personaggio fantasma all’interno della casa editrice visto che nessuno sa di lei. O quasi.
La sua è una dote innata che le permette di comprendere la persona che ha davanti e riesce non solo a scrivere proprio come farebbe lei ma anche a intuirne pensieri e comportamenti. 
Comprende le persone ma non le sopporta. 
Non sopporta avere molta gente attorno, ama avere i suoi spazi, non ha intenzione di cambiare il suo modo di fare tantomeno il suo modo di vestire o di porsi.
Dopo diverse vicissitudini, Vani è preoccupata per la scomparsa di Enrico Fuschi: è il suo capo, un uomo con cui non ha avuto sempre un rapporto sereno… anzi, si è scontrata con lui più o più volte ma stavolta la situazione sembra essere davvero preoccupante. 

Nel libro precedente avevamo lasciato Vani con un Enrico Fuschi che ha fatto una scelta importante della quale, ora, paga le conseguenze. 
Una scelta che li ha avvicinati... o allontanati a seconda dei punti di vista.

Da quel momento Fuschi ha fatto perdere le sue tracce e tanto basta per allarmare i suoi amici, anche quelli che – come Vani – non ammetterebbero mai di essere preoccupati per lui.
Inizia la ricerca e con lei si mobilitano tutti coloro che, nonostante il suo caratteraccio, ad Enrico ci tengono.

Ho molto apprezzato la scelta dell’autrice di proporre la vita di Enrico in modo originale… Non avevo capito subito cosa avessi davanti agli occhi, avevo pensato ad una storia parallela ma ben presto ci è svelato l'arcano... Andando avanti con la lettura ci si imbatte in un personaggio complesso, con un passato che nessuno avrebbe mai immaginato. Emergono segreti, abitudini, frustrazioni che nessuno avrebbe mai associato a quel burbero personaggio che è abituato a prendere a pesci in faccia il suo prossimo, senza fare troppe distinzioni. E non avrei mai immaginato di arrivare a provare tenerezza per lui proprio come Vani non avrebbe mai immaginato di provare preoccupazione per una persona alla quale, volente o nolente, tiene.
Ecco, sta qui la chiave di volta. 
Emergono in modo prepotente e più marcato del solito i sentimenti ma non in modo sdolcinato… i rapporti interpersonali hanno un altro sapore stavolta.

Già nelle precedenti avventure si era avuto sentore di come quella ragazza così particolare, così strana, a volte anche antipatica nei suoi atteggiamenti (non possiamo nasconderlo), stesse maturando. E la maturazione arriva anche con delle scelte importanti che riguardano sia la sua vita personale che professionale. Scelte che toccano, in modo più o meno diretto, anche coloro che ha attorno.

Mi sono anche trovata, e non mi è capitato mai, a comprare il primo volume della serie in questi giorni (da me letto tempo fa) perché mi è venuta voglia di far conoscere Vani a mia figlia e lei non ama i prestiti bibliotecari che tentano di scandire i suoi tempi di lettura… io lo presi in biblioteca all’epoca ed ora è l’unico che mi manca, ma ancora per poco! 
Sta arrivando e la mia serie sarà completa… 

Vani Sarca è uno di quei personaggi che il lettore si abitua a vedere come personaggio reale, ad immaginare la sua persona, il suo abbigliamento, il suo modo di esprimersi ed anche i suoi significativi silenzi. 

Questo quinto libro mi è piaciuto e, secondo il mio parere, è forse uno dei più riusciti. Posto, ovviamente, che mi sono piaciuti anche tutti gli altri. Lascio, dunque, tirare le giuste somme!

Ps. cinque stelline vanno ad Irma: personaggio conosciuto in una precedente avventura e che, secondo me, pur restando in secondo piano è una presenza importante, un collante discreto ma molto potente.

E cinque stelline vanno ai libri: tanti ne vengono citati in modo diretto, tanti altri hanno vengono riportati alla mente con riferimenti specifici... bello, molto bello!

Se posso permettermi: "Vani, mi manchi già!".
***
Un caso speciale per la ghostwriter
Alice Basso
Garzanti Editore
376 pagine
17.90 euro