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venerdì 17 marzo 2023

Il fabbricante di lacrime (E. Doom)

 

Rigel ha 17 anni ma viene descritto come se avesse almeno 10 anni di più. Ha i capelli neri, gli occhi neri, lo spirito di un lupo e morde. Così si dice, si ribadisce più e più volte per cui così dev’essere.

Nica ha la stessa età ed è un’ingenua patentata. Alla faccia di chi dice che a parità di età le ragazze sono più mature dei ragazzi! Un animo dolce, il suo, tenero… ma un’ingenua che in alcuni passaggi mi ha innervosita…

Sono cresciuti in un orfanotrofio dove sono stati ognuno (a loro modo) vittime della tutrice i cui comportamenti hanno segnato entrambi. Ora sono in pre-affido presso una famiglia in procinto di essere adottati.

Questo il contesto.

Bello e dannato, lui. Dolce e ingenua lei. Un angelo nero, lui. Un angioletto bianco, lei. Lui morde. Lei dà baci soffici, ha una voce soffice, lei non parla ma “esala”…

 Dal contatto tra i due non può che nascere qualche cosa di esplosivo, almeno nelle intenzioni dell’autrice.

Un passato difficile alle spalle di entrambi, due sofferenze che si assomigliano molto per via di un’esperienza passata vissuta ai poli opposti, ma che ha lasciato segni ad entrambi. Entrambi rotti, scheggiati. Due solitudini che si sono sempre completate, anche se sembra che nessuno dei due abbia mai voluto accorgersene.

E poi… il termine morsi ripetuto fino allo sfinimento, le descrizioni dell’aspetto fisico di lui ridondanti, i capelli scompigliati davanti agli occhi citati decine di volte, il fatto che entrambi siano rotti riproposto frase dopo frase, fino alla nausea. E – lo devo ammettere – è un concetto bruttissimo…

Tutto troppo. Troppe le ripetizioni, i concetti riproposti continuamente per non dire niente di nuovo, troppi i termini di cu si fa uso in maniera secondo me inappropriata forse nel tentativo di affinare la narrazione… tentativo secondo me maldestre.

Troppe le sottolineature di un modo di essere che ormai è chiaro fin dalle prime pagine ma che ancora, a poche pagine dalla fine, viene evidenziato più e più volte. E nonostante tali descrizioni, la personalità di lui – in particolare – avrebbe meritato molto più spazio ma facendo in modo di dire qualche cosa di concreto, non lo stesso concetto ripetuto fino all’inverosimile.

Eppure… eppure non ho avuto la minima tentazione di abbandonarlo e mi sono lasciata andare alla curiosità di sapere dove andassero a finire quei due personaggi dalla vita così travagliata, pur essendo così giovani.

Eppure… dopo il nervosismo legato alle continue ripetizioni, ho voltato una pagina dopo l’altra ipotizzando cosa potesse accadere.

Questo libro, mi pare di aver capito, è stato un fenomeno editoriale dal quale io, però, mi sono tenuta alla larga a ridosso dell’uscita. Troppo pubblicizzato, troppo chiacchierato, troppo recensito, troppo fotografato.

E’ arrivato a casa mia per mano di mia figlia che aveva intenzione di leggero su suggerimento di un’amica sua coetanea. Ha stazionato per mesi sul suo comodino salvo poi leggerlo in maniera piuttosto vorace fino a tarda notte. Poteva forse tutto questo non stuzzicare la mia curiosità? L’ho preso in mano anche io e le pagine sono scivolate via, anche se tra tanti difetti.

Diversi i temi trattati: l’abbandono, la solitudine, la diversità, la violenza sui minori, l’affido familiare, l’adozione, l’amore… Tanti temi buttati in un calderone che riserva, va detto, una sorpresa che non mi aspettavo, poco prima del finale.

Stendendo un velo pietoso sullo stile (mi domando come mai non sia stato fatto un lavoro di editing un po’ più serio) la storia funziona e, va detto, è perfetta per le ragazzine: personaggi cupi, grandi sentimenti, gioie e dolori amplificati al massimo, contatti da cui si scatenano scintille, descrizioni di momenti di intimità piuttosto efficaci ma il tutto spalmato su troppe pagine. Secondo il mio parere si è tirata parecchio la corda per raccontare pochi eventi degli di nota. Molte, moltissime le ripetizioni, alcune ingenuità grammaticali di cui avrei fatto volentieri a meno, tante frasi che sanno di sviolinata per i cuori di giovani lettrici (basti pensare che mia figlia ha appiccicato sulle pagine decine di post-it) ma, evidentemente, formula che funziona se è vero come è vero che è stato questo il libro più venduto del 2022.

L’ho comprato anche io (o meglio, mia figlia), infondo. No?

Se lo consiglio? Bhè, se siete arrivati a leggere fin qui avrete anche capito che tipo di libro avrete tra le mani per cui... fate voi...
***
Il fabbricante di lacrime
Erin Doom
Salani editore
672 pagine
15.90 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle, Audiolibro

mercoledì 30 giugno 2021

Mancherai all'infinito (M. Ollerongis)

Libro arrivato in casa mia su richiesta di mia figlia che, se non ho capito male, segue l'autore su Instagram. Non scrive male, Mattia Ollerongis. Solo che la storia non mi è sembrata affatto originale e a tratti anche un po' ridondante.

Triste, una storia triste che è collegata ad un addio, al trovarsi e al perdersi nel periodo più delicato della propria vita, quando si vive il primo amore.

 
La storia è quella di Mattia e Anita. Ma non solo quella...

Il loro è un grande amore giovanile che si è alimentato in fretta e che si è nutrito, giorno dopo giorno, di tante reciproche attenzioni che hanno anche cambiato Mattia, lasciando in lui un segno profondo. Poi arriva il distacco, la separazione, l'allontanamento e la sofferenza. 

La narrazioni si snoda su due piani temporali: oggi Mattia parla in prima persona e racconta il vuoto che gli è rimasto dentro così come racconta la voglia di ritrovare quella ragazza di cui sente ancora la presenza nonostante non si vedano da un po'. Non riesce a digerire l'allontanamento improvviso che ha subito e non riesce a darsi pace. Chiude le porte a tutto e a tutti, non ha entusiasmo, non riesce a guardare verso un futuro che gli sembra vuoto senza di lei.

Nel raccontare la storia con Anita si va indietro nel tempo e la narrazione è in terza persona. Viene raccontata una storia fresca, spontanea, intensa, fatta di piccoli gesti che hanno lasciato, però, cicatrici profonde nel momento in cui quel "noi" è venuto a mancare.

Si parla d'amore ma anche di amicizia. Di chi c'è anche quando viene messo da parte da un sentimento più intenso ed improvviso, travolgente. Di chi si allontana ma c'è anche nella distanza...

Tra le pagine si trovano tante frasi ad effetto ma quella che mi è rimasta appiccicata addosso è stata una profonda tristezza. Anche se il finale risolleva il morale aprendo le porte alla speranza, per gran parte del libro ho sentito una tristezza latente (e vista la storia non poteva essere altrimenti, a dire il vero) di cui onestamente in questo momento non avevo proprio bisogno.

Magari non era il momento giusto. Magari non era il libro per me. 

Dico sempre che quando un libro emoziona ha raggiunto il suo obiettivo e la tristezza è pur sempre una sensazione, un'emozione... però ora dovrò cercare per forza qualche cosa di più allegro perché ho l'impressione di essere rimasta con le ruote a terra giunta all'ultima pagina.
***
Mancherai all'infinito
Mattia Ollerongis
Sperling & Kupfer
212 pagine
15.90 euro copertina rigida, 9.90 copertinta flessibile, Kindle unlimited

venerdì 3 aprile 2020

La storia che volevamo (M. Seals)

Storia scontata e sfruttatissima ma ben scritta.

Lui - Ego - bello e dal fisico imponente, giocatore di football abituato a prendersi tutto dalla vita senza lasciarsi scalfire da nulla, costi quel che costi. Si accende in un momento, ha un carattere facilmente infiammabile e questo non piace a chi avrà il compito di selezionarlo per un futuro di sicuro successo.

Lei - Dawn - delicata, fragile, speciale, con un aspetto etereo che la rende diversa da tutte la altre. Minuta, riflessiva e con una vita che non le ha fatto sconti eppure con degli obiettivi ben precisi in mente. Non ama ripagare la cattiveria con la cattiveria e preferisce starsene al suo posto, meglio se lontano da tutti. 

Si incontrano. La loro vita cambia.

Lui scopre che lei può essere il suo pass verso un futuro fatto di grandissime soddisfazioni: basterà farle credere (e far credere al mondo) di essere una coppia stabile e tenera, fare coppia fissa per un po' e lasciarla andare quando non le servirà più.

Lei accetta fin da subito le condizioni: nessun impegno, nessuna promessa, nessun futuro. Ma crede davvero che quel ragazzo abbia delle qualità e che può fidarsi di lui. Dawn, senza rendersene conto, lo cambia. Lo influenza positivamente, ha il potere di farlo ragionare e di tirare fuori ciò che ha relegato nel profondo del suo animo ripromettendosi di non farlo mai emergere in superficie.

Storia scontata. 
Mi spiace ma non posso non dirlo. 
Pur non essendo amante di questo genere devo dire di essermi imbattuta più volte in un canovaccio narrativo identico a questo (anche nel finale) e già al 30% della lettura era chiaro dove si sarebbe andati a finire.

Nonostante questo, però, devo riconoscere all'autrice la capacità di raccontare la storia di Ego e Dawn caratterizzando i personaggi alla perfezione, e non solo i protagonisti, rendendoli vivi al cospetto del lettore. Avrei voluto prendere a schiaffi quel bestione strafottente più e più volte così come avrei voluto abbracciare quella ragazzina minuta e delicata in diverse occasioni. 

La trama scontata non mi ha reso la lettura pesante. Affatto. 
L'autrice scrive bene, narra le vicende in modo coinvolgente e accattivante, puntando molto sui dettagli sia caratteriali dei personaggi che su quelle sfaccettature che aiutano a delineare ancora meglio le varie personalità anche se si tratta di gesti, di abitudini, di piccole attenzioni.

La storia è narrata dal punto di vista di lui e di lei che si alternano trasmettendo al lettore le tante diversità che ci sono tra coloro che si definiscono più volte il lupo e l'unicorno. Il nero e il bianco. Il caldo e il freddo. Eppure, messi insieme, si completano, si ascoltano, si aprono, concedono l'uno all'altra ciò che mai a nessun altro hanno concesso aprendo anche quelle stanze chiuse a doppia mandata che avevano lasciato nel punto più basso e lontano della loro anima.

Non mi sono piaciuti i discorsi scurrili fin troppo marcati: va bene, l'ambiente dei football sarà pure un ambiente in cui si parla in un certo modo, soprattutto per via dell'alto tasso di testosterone che vi è concentrato, ma i continui e ripetuti riferimenti sessuali mi hanno ben presto stancata e li ho trovati del tutto superflui e ridondanti in particolare nella prima parte. 

Anche le descrizioni dei momenti di intimità tra i due... forse non sono la lettrice tipo per questo genere e il problema è mio ma credo che si sarebbero risparmiate molte delle 400 pagine in cui si snoda la storia se si fossero evitati tanti particolari.

Tornando alla trama, ciò che mi ha intrigato più di tutto è stato il passato di entrambi, quel passato che li ha forgiati e che ha fatto essere Ego quell'uomo che è diventato e Dawn quella giovane donna così riservata che è diventata.

Due sono i personaggi che mi hanno maggiormente colpita. E non sono i protagonisti principali.
Uno è il fratello di lei. Non dico altro perchè svelerei dei dettagli che meriano di essere gustati nelle more della lettura. Un ragazzo provato dalla vita ma che mi è sembrato con il cuore grande, nonostante tutto. L'ho fisicamente immaginato e mi ha incuriosita molto più di quanto non abbia fatto Ego nelle continue descrizioni del suo fisico statuario e delle sue doti a letto. Questo a dimostrazione di quanto i lettori possano essere diversi l'uno dall'altro e di come si lascino interessare da aspetti diversi delle storie che, per questo, non possono piacere a tutti in assoluto (ed è bene che sia così, secondo me!). 
E poi un uomo che mi ha trasmesso forza e tenerezza allo stesso tempo. Un uomo che arriva nella vita di Ego quando si trova davanti alla svolta della sua vita e che mi ha letteralmente rapita pur essendo un personaggio minore. Anche qui non dico altro... non vorrei togliere niente a chi non avesse letto questo libro.

Può un libro dalla trama scontata e che fa storcere il naso anche per altre questioni essere considerato comunque un libro gradevole? 
Posti quelli che per me sono stati dei difetti, devo ammettere che la storia non mi ha annoiata (come avevo previsto all'inizio) e che sono arrivata alla fine con un sorriso stampato sulle labbra.
Ma sì, ogni libro ha i suoi difetti, ma questo non vuol dire che non lo si possa leggere comunque con piacere. Evidentemente i pregi hanno pesato più dei difetti, sulla bilancia del mio gradimento.
***
La storia che volevamo
Marion Seals
Hope Edizioni
481 pagine
preso nell'ambito dell'abbonamento mensile Kindle Unlimited

venerdì 21 settembre 2018

Non è detto che mi manchi (B. Marconero) - Venerdì del libro

Parto subito col dire che di questo libro mi sono piaciuti molto i nomi scelti per i protagonisti. Osservazione singolare, questa, lo so. Ma è quello che ho pensato mentre leggevo le loro avventure: Emi, Pietro detto Fosco (per via del suo cognome), Alessandro ed Alice.
I due protagonisti principali sono Fosco ed Emi e sono le loro due voci che si alternano nella narrazione. Una formula un po' troppo sfruttata, questa, che però funziona e rende comunque gradevole la lettura.

Lei è una ragazza che ha puntato tutto sulla sua immagine, sul suo corpo, sulla sua bellezza. A dirla tutta questa è l'idea che le hanno inculcato sua madre ed il suo compagno, tra l'altro il suo agente, perchè Emi nel suo intimo ama cucinare, adora i fornelli, gli aromi, gli ingredienti.

Lui ama i videogiochi e lavora in una redazione giornalistica. E' un po' il gatto nero con il pelo un po' arruffato in una famiglia di splendidi esemplari tutti bianchi e a pelo lungo: genitori di successo, fratelli impegnati all'estero in mestieri di successo e poi c'è lui... Fosco. Fa di tutto per dimostrare ai suoi di non essere un fallito e di non aver bisogno di nessuno.

Le loro vite si incrociano all'improvviso e si sconvolgono a vicenda sulla scia di un sentimento che nasce un po' in sordina ma che cresce e si alimenta di giorno in giorno.
Ma non è tutto rose e fiori e i due si troveranno a fare i conti prima di tutto con loro stessi, con le loro famiglie e poi con il loro rapporto.

In questo contesto interagiscono anche Alessandro (ricco cugino di Fosco che, tra l'altro, è anche il suo datore di lavoro visto che per mantenersi lavora in una redazione giornalistica) ed Alice, amica di Fosco da sempre, amica acquisita di Emi.
Devo ammettere che ho fatto il tifo anche per Alessandro ed Alice, oltre che per i protagonisti, ed avrei visto bene sviluppi del loro rapporto verso una storia diversa dall'amicizia che, seppur profonda, tale resta. Chissà, potrebbe essere lo spunto per il prossimo libro: partire da dove ci siamo lasciati ma senza tirare dentro Fosco ed Emi per puntare tutto su Alessandro ed Alice, dando loro un'opportunità. Chissà!

Non è una lettura impegnativa, lo stile è scorrevole e moderno, fresco, immediato.
Ciò che più mi ha innervosita è la figura della madre di Emi che considera sua figlia come un oggetto da vendere al migliore offerente. Non esagero, è questa la sensazione che mi è rimasta addosso: un rapporto, quello che le lega, che non ha niente a che fare con l'amore di una madre per una figlia e viceversa quanto, piuttosto, un rapporto fondato sulla voglia di Emi di essere alle altezza delle aspettative di una donna che, senza farsi troppi scrupoli, cerca di piazzare sua figlia nel modo più conveniente possibile sia dal punto di vista professionale che personale.
Devo dire che, soprattutto all'inizio, anche la figura di Emi non mi è piaciuta molto. Ho apprezzato molto più la semplicità e la schiettezza di Alice. Poi, pian piano, Emi mi ha dato modo di ricredermi nei suoi confronti. Buona cosa! E' un personaggio che matura, che cresce e fa delle scelte importanti. 
Fosco... Bhè, Fosco ha un bel caratterino. Testardo, indipendente, restìo a chiedere aiuto, piuttosto schivo e sempre pronto ad evitare il confronto fino a che, però, non arriva il momento di fare una netta inversione ad U e cambiare modo di fare, se non altro per un chiarimento.

Ho letto questo libro sul kindle e mi sono imbattuta in due errori di battuta - due dico due... non di più - ma nulla tolgono, nel complesso, alla lettura.

Amore, amicizia, carriera, ambizioni, sogni, scelte difficili: c'è un po' di tutto in questa storia che, pur essendo un tantino prevedibile in alcuni punti, riserva comunque qualche sorpresa.
La consiglio per il Venerdì del libro di oggi (non è la prima volta che segnalo un suo libro) e partecipo alla VisualChallenge in quanto in copertina compaiono degli occhiali, oggetto utile per questo mese di gara.

domenica 26 agosto 2018

Ti ho trovato fra le stelle (F. Zappia)

Ti ho trovato fra le stelle è un romanzo moderno. Modernissimo, direi. Uno di quelli che si può anche far fatica a seguire se non si conosce il mondo del fandom, delle fanfiction e dei fumetti. O, per lo meno, se non ci si informa su termini di questo tipo per capire di cosa stiamo parlando.

E' un libro che ho letto contemporaneamente a mia figlia: lo ha voluto comprare lei attirata dalla copertina - che non è affatto male, lo ammetto - e dalla trama che l'ha subito riportata ad un mondo a lei vicino.
Mi è sembrato adatto per la  Challenge Tutti ad Hogwarts con le 3 ciambelle visto che la protagonista è un'adolescente così come sono adolescenti gran parte di coloro che interagiscono con lei. Inoltre, mi è utile anche per la Visual Challenge in quanto in copertina compaiono delle stelle.
Ebbene, l'ho letteralmente sottratto a mia figlia nei momenti in cui non era tra le sue mani e devo dire che è stato bello confrontarmi con lei sui vari capitoli letti e scambiarci pareri, condividere osservazioni.

Eliza Mirk è la strana della scuola. E' all'ultimo anno di liceo e non ama stare in mezzo agli altri, parlare con gli altri, relazionarsi con loro. Preferisce senza ombra di dubbio la sua vita nella rete dove è presente con lo pseudonimo di Lady Constellation, autrice anonima di un fumetto che spopola nella rete e che le ha anche permesso di dare vita ad un buon giro d'affari con gadget e tutto quello che può essere venduto, dedicato ai personaggi da lei inventati. Si trova bene nella rete: si relaziona con tanti fan che però non conosce in modo diretto, è una celebrità riconosciuta come tale on line ma nessuno (tranne pochi fedelissimi suoi collaboratori) sa realmente quale volto si nasconda dietro allo pseudonimo di Lady Contellation. E ad Eliza va bene così. Più che bene. E' riuscita a creare un buon equilibrio tra la sua vita in famiglia, a scuola e nella rete dove quest'ultima è senza ombra di dubbio dominante e di gran lunga più soddisfacente delle altre due.
Quando però conosce Wallace, l'ultimo arrivato nella sua classe, questo equilibrio inizia a vacillare soprattutto nel momento in cui si rende conto che anche la vita reale vale la pena di essere vissuta, che ci può essere qualcuno con cui sentirsi in sintonia senza dover indossare la maschera dell'anonimato virtuale.
Nel momento in cui inizia ad uscire dal suo guscio e ad assaporare una nuova vita da adolescente, però, qualche cosa la catapulta in un buco nero che sembra non avere fine.

La storia è la perfetta fotografia degli adolescenti di oggi. Non voglio generalizzare, ovviamente, ma credo che sia piuttosto comune rifugiarsi nella rete stringendo amicizie virtuali che appaiono molto più semplici - e a volte anche più profonde - di quelle reali.
Dietro ad una tastiera non si deve fare i conti con lo sguardo altrui, con la presenza fisica altrui, con emozioni che potrebbero trasparire da una goccia di sudore, da un improvviso calo di voce o da un rossore in viso.
Tutto molto più facile in rete, tanto da annientare tutto il resto.

Quello di Eliza è un personaggio ben costruito che trasmette tutte le sensazioni che la investono, travolgendola a volte. E' una giovane incapace di venire fuori da quel guscio che si è costruita addosso e solo ad un certo punto della storia si rende conto che questo suo modo di fare l'ha resa addirittura un'estranea in casa sua. Vive con suo padre, sua madre ed i suoi fratelli ma è come se fossero coinquilini più che una famiglia: non sa nulla dei suo fratelli, non partecipa alle loro gioie, alle loro conquiste così come i suoi genitori sanno pochissimo di lei, tanto da arrivare a mettere un piede in fallo, creando una situazione disastrosa da quello che avrebbe voluto essere un gesto positivo nei confronti della loro figliola.

Dalla storia emerge quanto la rete, spesso, allontani i più giovani dal loro mondo e questo mi ha fatto molto riflettere: senza nulla togliere al successo virtuale di Lady Constellation, quanto sacrifica Eliza sull'altare della gloria telematica? Non se ne rende neanche conto, probabilmente, fino a che non si scontra con una realtà che sa anche essere dolorosa ma che, comunque, è una realtà che può dare tanto, molto di più di quanto possano dare orde di fan.

Ho molto apprezzato la figura di Wallace: un ragazzo schivo, anche lui chiuso a riccio ma che con Eliza si scioglie e, seppur con i suoi tempi, si apre come non ha mai fatto con nessun altro. Ha una storia da raccontare e decide di farlo proprio con lei.

Grande sorpresa per me sono stati i fratelli di Eliza: ho molto apprezzato il loro modo di fare che emerge nell'ultima parte del libro. Dimostrano di essere molto più maturi di quanto non si possa pensare e, soprattutto, di avere a cuore le sorti della sorella strana.

La storia principale si alterna a frammenti di quella che Lady Constellation propone sotto forma di fumetto e vengono proposte anche delle immagini. Idea carina che permette anche di farsi un'idea di ciò che ha reso questa anonima autrice tanto famosa on line.

Se mi è piaciuto? Superando l'iniziale difficoltà dovuta a termini a me poco familiari, debitamente documentatami in merito, devo dire che è stata una piacevole sorpresa. Storia adatta a giovani lettori (e non solo) ma non per questo superficiale o priva di argomenti importanti. La perdita, la diversità, la sincerità, l'amore, il disagio... c'è tanto da interiorizzare e mi auguro che a mia figlia - che è rimasta un po' indietro nella lettura rispetta a me - piaccia tanto quanto è piaciuto alla madre e che, soprattutto, come lei si fermi a riflettere un po'.

Un'ultima osservazione: quella resa in italiano è la traduzione del libro originale Eliza and Her Monsters. A lettura ultimata, pur ammettendo che il titolo italiano ben ci sta con la storia ed ha un suo perchè, personalmente trovo più calzante quello originale. Eliza e i suoi mostri: i mostri che nascono dalla sua penna ma anche i mostri che spuntano nella sua vita di ogni giorno e con i quali, volente o nolente, si trova a lottare. Bella anche l'altra copertina, pur riconoscendo che quella delle edizioni Giunti non è affatto male.

lunedì 30 luglio 2018

Colpa delle stelle (J. Green)

Hazel e Augustus sono due adolescenti accomunati da un simile destino: sono malati, hanno una gran sofferenza alle spalle, nel passato ma anche nel loro presente. E pur nella consapevolezza di come ogni giorno vissuto sia un giorno conquistato, non smettono di sperare e, soprattutto, scelgono di non negarsi l'uno all'altra nonostante la folle paura di perdersi presto, troppo presto. 

Nel libro Colpa delle stelle l'autore, John Green, propone una storia d'amore tra due adolescenti che si trovano ad affrontare la prova più grande che un essere umano può trovarsi davanti: la malattia, lo spettro della morte.

I protagonisti sono consapevoli della loro situazione devo dire che questa loro consapevolezza, quel modo di parlare della loro condizione e del loro futuro, in alcuni passaggi mi è sembrato un po' artefatto, molto costruito e poco verosimile.

L'argomento che l'autore affronta è molto delicato: il cancro che colpisce ragazzini, giovani uomini e giovani donne alle prese con una grandissima prova. Così come affronta la morte in età giovanile. La morte di qualcuno provoca sempre un dolore grande, un vuoto incolmabile. Ma quando ad andarsene è un giovane, giovanissimo, allora il dolore raddoppia.

I due si conoscono ad un gruppo di supporto frequentato da tutte persone, molto giovani, colpite dal cancro. Il loro rapporto cresce di giorno in giorno con la consapevolezza che potrebbe essere - o meglio, che sarà -  a termine. A breve termine. Forse brevissimo.
E' proprio questa consapevolezza che sta alla base dell'intera storia,
I due si innamorano quasi a dispetto della loro volontà (di lei, a dire il vero) di non volersi innamorare per non dare un dolore all'altro nel momento dell'inevitabile distacco.

E' una storia triste, ma come potrebbe non esserlo, visti i temi trattati? Anche se i due protagonisti sono forti, sono maturi - pure troppo, secondo il mio parere - e capaci di sfidare i loro stessi limiti per il raggiungimento di un obiettivo agognato, mi è rimasta addosso una profonda tristezza che, probabilmente, anche con un finale diverso sarebbe stata inevitabile.

Tra i personaggi il più simpatico è Isaac. Anche lui provato nel fisico in maniera definitiva, è stato il meno costruito, secondo me, il più spontaneo di tutti. Questa è l'impressione che ho avuto.
Molto particolare il personaggio di Van Houten, scrittore del libro preferito di Hazel che lo diventerà anche di Augustus e che i ragazzi rintracceranno e raggiungeranno per conoscere il finale della storia che resta sospesa nel libro. Una figura particolare, irriverente ma profondamente segnata da un dolore, simbolo di come ognuno reagisca in modo diverso ad una perdita, ad un dolore profondo come può essere la morte di una persona cara.

Onestamente, dopo aver sentito tanto parlare di questo libro, mi aspettavo qualche cosa di più. Forse l'ho letto con troppe aspettative e non sono riuscita ad entrare in sintonia con i personaggi. Non so. Certo è che non è un libro che rileggerei e che mi ha lasciato addosso una profonda tristezza. Forse non era il momento giusto... non so dire.
Non voglio sfatare il mito del grande successo letterario - dal libro è stato anche tratto un film che ha fatto impennare le richieste di prestito di questo titolo nelle biblioteche della mia zona - ma non è entrato nelle mie corde e spero di leggere qualche cosa di più allegro scritto da un autore che, comunque, mi piace come scrive ed anche per i temi che tratta.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Diche colore sei? in quanto titolo consigliato per lo spicchio azzurro e partecipo anche alla Visual Challenge in quanto in copertina compare una mano, utile per questo periodo di gara.

mercoledì 25 luglio 2018

Un altro giorno ancora (B. Marconero)

Non ho ancora capito se sia il caso di prendere a schiaffi una ragazza come Elly o se abbracciarla forte e trasmetterle un po' di quel calore che, evidentemente, le è mancato per via di quegli scherzi che la vita le ha fatto, provandola nel profondo.
Non so... se me la trovassi davanti cosa farei. Di certo le direi che la invidio un po' per aver trovato un ragazzo come Andrea. 

Elly - Elisa all'anagrafe - è l'unica donna di una famiglia ridotta ai minimi termini. Lei e i suoi fratelli sono orfani di entrambi i genitori ed è il più grande di essi, Dante, ad aver fatto da padre a tutti dopo la loro perdita.
Elisa è una tipa tosta, una di quelle che se la sanno cavare, che affrontano la vita di petto, mettendo i paletti dove necessario e senza volersi affezionare a nessuno per non doversi trovare a fare nuovamente i conti con una sofferenza che non è disposta a sopportare. Per questo, nessun legame, nessun coinvolgimento, niente di niente. Sesso, quello sì, perchè ha scoperto che è un buon antidoto contro il dolore. Ma nulla di più.
Ha una passione: i cavalli. E' brava, ci sa fare sia nel montarli che in tutto il lavoro preparatorio che una scuderia richiede ed è proprio per via di questa passione che arriva una nuova sofferenza quando il cavallo che  stava per acquistare, e per il quale stava mettendo da parte un certo gruzzoletto, le viene soffiato da sotto il naso da un acquirente più facoltoso. Ecco, dunque, che il sogno di avere Sparkle tutto per se, quel cavallo con cui è cresciuta e con il quale si trova in perfetta sintonia, svanisce in un momento.

E' una sua vecchia conoscenza a rompere l'incantesimo e risponde al nome di Andrea Serpieri: bello, ricco, tutto d'un pezzo, elegante, galante e insopportabile!

Le strade di Elisa ed Andrea si incrociano - o, meglio, tornano ad incrociarsi visto che si conoscono da quando erano bambini - non certo sotto i migliori auspici e tra i due giovani sono scintille. Nel libro Un altro giorno ancora - il primo che leggo di Bianca Marconero ma non certo l'ultimo - viene raccontato un rapporto tempestoso tra due giovani che si attraggono ma, in un modo o nell'altro, si respingono.

Ciò che più mi ha colpito di tutto il racconto è stata la mancanza di un dialogo diretto, chiaro, cristallino che avrebbe evitato un sacco di equivoci. Ma se ci fosse stato tutto ciò non ci sarebbe stato il libro per cui va bene così. Capita. Caspita se capita. Capita fin troppo spesso di non parlare con qualcuno credendo di aver capito, di aver interpretato certi segnali, di averne compreso i messaggi mentre, a ben guardare, è tutto molto più semplice di quanto non si possa immaginare. La vita è piena zeppa di incomprensioni, di equivoci... Per questo la storia di Andrea ed Elisa è una storia credibile. Come credibile è il dolore che Elisa si porta addosso, scritto su quei tatuaggi che sfoggia con orgoglio, nascosto nel profondo della sua anima, mascherato da un aspetto duro e menefreghista.

Alcuni suoi atteggiamenti mi hanno irritata, devo ammetterlo, e proprio questo ha reso interessante la lettura. Sarebbe stato tutto troppo facile e troppo bello per essere vero se non ci fossero stati degli ostacoli lungo il cammino.
Certo è che Serpieri sembra un sogno di ragazzo. Bello, attento, premuroso, ricco (e vabbè... ci sta pure questo), di successo... Ha anche lui i suoi lati oscuri (passatemi il termine) che lo rendono, però, ancora più interessante.
Non può mica essere davvero perfetto, no?
Questo sì che non sarebbe stato credibile.
Dalle descrizioni che l'autrice propone - e devo dire che sono davvero efficaci - sembrano due persone incompatibili tra loro per un sacco di motivi ma sono una convinta sostenitrice di come non ci si debba far ingannare dall'apparenza e di quanto persone apparentemente tanto diverse tra loro abbiano, invece, molto da darsi reciprocamente per cui la coppia è promossa. Certo, il percorso che seguono è un po' tortuoso ma il finale mi piace ed è giusto così. 

Ho trovato la storia prevedibile in alcuni passaggi (si capisce al volo chi è la ragazza che Andrea ha nel cuore fin da quando era bambina) ma comunque molto gradevole. Ben scritta, con il bellissimo scenario del mondo dei cavalli che dona un tocco in più all'ambientazione e con un particolare ruolo assegnato ai rapporti familiari, in particolare per quanto riguarda i fratelli di Elly. E' davvero bello ciò che traspare, l'attenzione che hanno quei fratelli l'uno per l'altro, il loro modo di tenersi in contatto, la libertà con cui si parlano, si accettano, si sostengono.
Tra i vari personaggi collaterali ho provato molta compassione per Anna: una ragazzina che punta molto in alto... troppo in altoe che mi ha davvero fatto un pochino pena per le illusioni che si è fatta.
E vorrei conoscere Dante, il fratello maggiore di Elly. Eh sì... mi piacerebbe davvero conoscerlo, offrirgli un caffè ed una stretta di mano. Ed anche dargli una pacca sulla spalla complimentandomi per il modo con cui ha aiutato i suoi fratelli a crescere visto che il suo è stato un ruolo fondamentale.

Con questo libro partecipo alla Challenge Diche colore sei? in quanto titolo consigliato e partecipo anche alla VisualChallenge in quanto in copertina compare una mano, utile per questo periodo di gara.

Un'ultima nota: è il primo libro che leggo con il mio nuovo Kindle e devo dire che è stata una esperienza oltre ogni aspettativa. Da convinta sostenitrice del cartaceo sempre e comunque, fino a qualche giorno fa ho letto e-book da un talbet che, seppur comodo all'epoca del suo arrivo, ora era diventato ingombrante, pesante, scomodo.
Problema risolto nel momento in cui mi è stato regalato un leggerissimo e comodissimo Kindle...
E' stata una positiva esperienza di lettura! L'ho letteralmente divorato, questo libro, soprattutto di sera quando il piccoletto di casa non voleva lasciarmi andare perchè in preda ai brutti sogni (dice sempre così) ed aveva bisogno della presenza della mamma per addormentarsi.
"Tu però leggi" mi dice ogni volta, visto che vuole essere sicuro che io sia vigile accanto a lui. Potevo forse non raccogliere l'invito??!!!??

sabato 9 giugno 2018

Se ti accorgessi di me (S. H. Roat)


Ho bisogno di qualcosa che mi ricordi che io esisto al di fuori di internet e che qualcuno, nel mondo reale, mi voglia qui più di quanto i miei follower mi vogliano lì.
No, non è un'assurdità. Nell'epoca dei social non è poi così strano sentire frasi di questo tipo. Leggerle in un libro lo è ancora meno soprattutto nel caso in cui, come Se ti accorgessi di me, narra la storia di un'adolescente dei tempi moderni che è alla prese con una grande sfida: superare le proprie paure e affermare se stessa per quello che è.

Vicky è il suo nome. Ha sedici anni e lotta contro quella che potremmo definire sociopatia o ansia sociale. Ne soffre al punto da provare dolore fisico per la paura di avere gli occhi addosso da parte delle persone che le stanno accanto, da avere difficoltà motorie quando le viene richiesto di parlare o, semplicemente, le viene rivolta la parola. Solo con la sua amica Jenna riesce a superare queste paure: è l'amica di sempre, quella che l'ha sempre sostenuta e le è stata accanto nonostante tutto. Solo con lei riesce ad ammettere le sue difficoltà: Vicky non lo fa nemmeno con i suoi. Con sua madre, in particolare, ha un rapporto che definirei di opportunità: sente di non essere all'altezza delle sue aspettative e cerca di mostrarsi ai suoi occhi come lei vorrebbe vederla. Ma mente. Costantemente. Mente sapendo di mentire e sapendo che, solo in questo modo, sua madre potrà trovare in lei qualche cosa che non sia un disastro assoluto.
Quando, però, Jenna si trasferisce con la sua famiglia, qualche cosa cambia. Nonostante i contatti continui tramite telefono, le cose non sono più le stesse e Vicky si sente più esposta che mai. 
Per difendersi, in qualche modo, crea un'identità falsa su Instagram: @vicurious diventa così famosa da dare a Vicky una specie di vita parallela che, comunque, va gestita. Da questa nuova finestra sul mondo Vicky si accorge che ci sono tante persone che vivono le sue stesse difficoltà e, contro ogni sua aspettativa, @vicurious diventa un'ancora di salvataggio per molti. Crea una spirale di accettazione e gentilezza, tanto da iniziare a sentire, nella vita reale, gli effetti di ciò che lei cerca di fare nella rete: vedere chi sente di essere invisibile, esserci per chi crede di essere solo.

Eppure... questo non basta. Non basta perchè Vicky si rende conto di aver, sì, aiutato molti nella vita virtuale ma di non esserci state per la sua amica in un momento di difficoltà reale. E questo fa indubbiamente riflettere: la vita è fuori dalla rete, nella vita di ogni giorno c'è chi aspetta una carezza o un sorriso, un semplice ciao. Non bisogna perdere la cognizione della realtà soprattutto quando il virtuale tende a dominare su tutto.

Vicky potrebbe essere un'adolescente qualunque. Anche la nostra vicina di casa, nostra nipote o nostra figlia. E' una ragazza fragile, sofferente, che vorrebbe tanto superare le sue paure ma che non ce la fa. Ciò che più mi ha sconvolta di questa storia è il pensiero che possa essere una situazione molto comune, ai nostri tempi. Ed anche il pensiero che tutto ciò possa accadere sotto lo sguardo di un genitore mi ha messo paura. Perchè la mamma di Vicky, pur rendendosi conto che c'è qualche cosa che non va in sua figlia, non riesce ad individuare il tipo di malessere che la attanaglia. La considera timida, ma il peso che la opprime è qualche cosa di diverso.

Tra i personaggi che interagiscono con la protagonista (che è la figura dominante, inutile dirlo) quello che ho amato di più è quello di Lipton. E' un coetaneo di Vicky, suo compagno di classe che diventerà importante nella sua vita. E' un ragazzino timido, preso in giro dagli altri per i suoi modi di fare, un ragazzo carino, dolce ed attento. Un ragazzino che non si lascia scoraggiare dai muri che Vicky tenta di costruirsi attorno e che le sarà di grande aiuto.

E' un libro che si legge tutto d'un fiato e che suggerisco agli adolescenti ma anche agli adulti per riflettere un po'. 

Con questa lettura partecipo  alla Challenge Di che colore sei? in quanto titolo suggerito per lo spicchio azzurro.
Partecipo inoltre alla VisualChallenge in quanto in copertina compare una coppia, utile per questo mese di gara.

mercoledì 7 settembre 2016

Tutto quello che siamo (F. Bosco)

Se fossi abituata ad etichettare libri catalogandoli nell'uno o nell'altro genere Tutto quello che siamo di Federica Bosco credo proprio che sarebbe uno young adult.
Tematiche importanti toccate parlando della vita di giovani (la protagonista ha 19 anni) che non sono ancora alti ma che non possono essere certo considerate adolescenti.
Situazioni attuali (Whatsapp, videochiamate, chat, smartphone) vissute da ragazzi di oggi che presentano caratteristiche molto comuni di questi tempi. 
Emozioni che non passano mai di moda.
Si tratta del primo libro in assoluto che leggo di questa autrice e ammetto che la storia parte un po' lenta. Mi è capitato di sbadigliare un paio di volte ai primi capitoli e, di solito, non è buon segno.

Invece devo ammettere che la prima impressione è stata del tutto fuorviante. Andando avanti nella lettura sono arriva a divorare letteralmente le pagine per cercare di capire che fine facessero i personaggi. Eh sì, parlo al plurale, perché anche se la protagonista è Marina, la storia ruota attorno a tanti personaggi, ognuno con le sue caratteristiche, con i suoi segreti, le sue fragilità. 
Marina è orfana di madre, vive con suo padre (un uomo sempre pronto ad autocelebrarsi, spesso violento e poco attento a chi gli sta attorno), suo fratello Filippo (un bambino cresciuto con lei, visto he era piccolissimo quando la mamma è morta) e con la sua matrigna che merita appieno il significato dispregiativo di questo termine.
Marina è la figlia sbagliata, quella che non sarà mai capace di fare niente, quella che non ha carattere. Così è cresciuta, con queste convinzioni che le sono state inculcate a livello familiare da un padre che è sempre pronto a fare confronti con i figli degli altri ed una madre arrendevole, incapace di difendere i suoi figli così come se stessa.
Tu pensi di non meritarti di essere amata per quello che sei perchè credi di essere sbagliata dentro, di conseguenza tutti quelli che si innamorano di te devono essere sbagliati anche loro. Per questo vai solo a cercare storie con chi ti rifiuta, che non fanno altro che confermare il tuo sentirti sbagliata.
La Bosco narra tante storie, non solo una.
Narra la storia di Marina che si affeziona sempre tanto alla prima persona che le dimostra affetto per poi essere puntualmente delusa.
Narra la storia di Dario, un figlio di papà sempre scontento ma incapace di venire fuori dalle sottane della mamma, anche se la consiglia despota assoluta.
Narra la storia di una famiglia che si regge su equilibri molto delicati, pronti a spezzarsi.
Narra la storia di Christo, uno studente brasiliano che fa perdere la testa a Marina fino ad indurla a mettere sotto i piedi la sua dignità.
Narra la storia di Nic. Un ragazzo misterioso che dice poco della sua vita ma che arriverà a sconvolgere - in un modo o nell'altro - quella degli altri. Forse un po' troppo principe azzurro per essere vero.
 
Sono tante storie in una, raccontate con terminologia a volte scurrile, propria dei giovani di oggi. Probabilmente efficace proprio per questo. Esclamazioni, affermazioni ripetute, slang... danno alla narrazione quel certo non so che di vero che rende le situazioni a loro volta reali.

Marina è una ragazza che soffre. Soffre da sempre. Da prima ancora della morte della madre, da quando vedeva quella donna schiaffeggiata e picchiata da suo padre, sorte che poi di tanto in tanto è spettata a lei. Soffre per non aver ancora capito quale possa essere il suo ruolo nel mondo. Soffre per un fratellino che non vuole lasciare mai e poi mai ma che, comunque, non è suo figlio. Soffre per i continui abbandoni che sembrano segnare la sua giovane vita.
E' una ragazza che, nonostante tutto, riesce a prendere la vita con ironia ma che, non posso non dirlo, mi ha dato sui nervi per la sua passività in parecchie situazioni.
Il finale? Mmmm no, non posso proprio. Ci ho visto un pizzico di magia che non so se si riuscirebbe ad avere nella vita vera.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori. Si tratta dell'ultimo dei libri bonus proposti per questa tappa.

venerdì 6 maggio 2016

Cercando Alaska (J. Green) - Venerdì del libro

Cercando Alaska. Bel titolo.
E' quello che ho pensato quando mi sono trovata questo libro tra le mani, in biblioteca.
Senza leggere la trama mi sono detta che con un titolo così si potesse raccontare qualsiasi cosa.  
Ed è proprio Cercando Alaska, di John Green, che vorrei proporre per il Venerdì del libro di oggi.
Alaska.  Alaska è una ragazza speciale. 
Una ragazza intelligente, bella,  brillante, simpatica ma anche un po' fuori dalla righe. Cambia spesso d'umore nella frazione di un secondo.
Nessuno sa il perché. O, forse, fino ad un certo punto del libro nessuno si chiede perchè lei sia così scostante.
Lei è così e basta. Prendere o lasciare. Ed è magnifica agli occhi di Miles.

Miles è l'ultimo arrivato a scuola, alla Culver Creek (stessa scuola frequentata anni prima da suo padre).
Inutile dirlo: se ne innamora in fretta e, anche se lei un fidanzato ce l'ha già, lui non dispera. Alaska diventa un pensiero fisso, una piacevole ossessione, un punto di riferimento, un perno attorno al quale ruota tutto il resto.

Il gruppo di amici, gli scherzi, i pomeriggio insieme: tutto ruota attorno a quella ragazza dalle gambe lunghe e dalla personalità forte.
 
Ad un certo punto, però, qualcosa cambia. Cambia in modo improvviso, inaspettato, irreale.
E cambia anche la narrazione.

Se nella prima parte Green fa conoscere i personaggi, le loro passioni, le loro aspirazioni, le loro follie, nella seconda parte emergono i sentimenti. 
Non è semplice raccontare questa storia senza dire troppo della trama.
Mi limito a qualche considerazione. L'autore traccia i contorni di una gioventù che fa un consumo smodato di alcolici oltre che a fumare a volontà. Quel bere per divertimento, quei continui bicchieri uno dietro l'altro ammetto che mi hanno un po' innervosita.
Però devo dire che ai fini del racconto e del messaggio che l'autore vuole fa passare una situazione di questo tipo è molto efficace. 

Onestamente ho trovato un po' prevedibile in alcuni passaggi, soprattutto in relazione all'evento che cambia la vita di tutti. Era come se mi aspettassi da un momento all'altro ciò che poi accade.
Comunque, essendo un libro indirizzato per lo più a giovani/adulti, credo che sia molto efficace il linguaggio usato che è propri quello dei ragazzi e delle ragazze di oggi. 
Ammetto che all'inizio in alcuni passaggi ho rischiato il mal di testa ma è così che parlano i ragazzi tra loro ed io - che sono un tantino fuori quota - non credo di poter fare testo.

E poi il racconto è molto calzante e fa riflettere. 
Eravamo così tanti a dover vivere col rimpianto di aver fatto o non fatto certe cose, quella notte. Cose che non erano andate per il verso giusto, o che ci erano sembrate giuste in quel momento perchè non potevamo prevedere il futuro. Se solo potessimo vedere l'infinita catena di conseguenze derivanti da ogni nostro minimo gesto. E invece ce ne rendiamo conto soltanto quando rendersene conto non serve più a nulla.

Mi auguro solo che i lettori, soprattutto i più giovani, carpiscano il messaggio che viene lanciato e che non tengano conto, a mo' di esempio, delle goliardate o dei comportamenti eccessivi.
Non ho letto altro di questo autore per cui non ho la possibilità di fare confronti: è un libro che si lascia leggere, anche se con qualche piccola riserva, come detto sopra in merito alla prevedibilità di un certo passaggio.

Se lo consiglio? Ci sono parecchi spunti di riflessione, ma non per lettori troppo giovani. I ragazzi – dei quali non è semplice stabilire l’età perché le classi a cui si fa riferimento non corrispondono alle nostre (comunque ragazzi delle superiori) – sono molto diretti sia nei discorsi che negli atteggiamenti. In questo credo che i ragazzi di oggi si ritroveranno molto. 
 
Ps: le varie edizioni di questo libro, che tra l'altro ha vinto nel 2006 il Micheal L. Printz Award, hanno avuto diverse copertine. Ne propongo alcune in ordine sparso, quelle che ho reperito in rete (non so se ce ne siano altre). 
Quella più inquietante e, secondo me, meno calzante è quella con la bambola dagli occhi grandi. Ma che c'azzecca?
Meglio le altre. Calzante la copertina della versione che ho letto io (il telefono a gettoni ha un suo perchè, anche se la mia foto non rende molto visto che i colori sono un po' troppo scuri) ed anche quella con il fumo su fondo nero così come la margherita bianca ha un suo perchè.  

 Con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 3: un libro che abbia vinto un premio letterario.