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domenica 30 maggio 2021

Unfit vol. 1 - Rachel: amori di tre ragazze impresentabili (Miss Black)

Che si tratta del primo volume di una serie lo si comprende subito dal titolo e se ne ha la conferma in chiusura quando la scena viene rubata da una protagonista che, fino a qualche pagina prima, è rimasta in secondo piano.

Nel momento in cui Rachel, la maggiore delle sorelle Vassemer, lascia la scena a sua sorella Fortune, è chiaro su quali binari proseguirà la narrazione nel volume successivo.

Innanzitutto devo dire che ho apprezzato la presentazione iniziale dei personaggi.

Il racconto si snoda tra diverse residenze e con parecchi personaggi che hanno, ognuno, il suo titolo che ne indica il lignaggio. Ottima idea quella di fornire una panoramica iniziale, un prezioso aiuto per avere un'idea di chi siano gli uni e gli altri, soprattutto all'inizio quando si ha poca familiarità con loro. Ottima idea quella di non indicare solo i rispettivi nomi ma anche le età e i ruoli (visto che vengono citati anche istitutori, governanti, maggiordomi).

Le tre Vassemer - oltre a Rachel (33 anni) e Fortune (19 anni) abbiamo anche Vera (22 anni) - figlie dello stesso padre ma solo Rachel della sua prima moglie Clara, si trovano improvvisamente sole e senza una casa in cui abitare a seguito di un improvviso crollo di quelle mura che le hanno viste crescere. Sotto le macerie resta vittima anche il loro amato padre e per le tre ragazze si apre una nuova fase di vita visto che vengono assegnate a tre tutori. 

Rachel viene assegnata a Lord Julian Acton, Marchese di Northdall, un vedovo con due figli poco più che adolescenti, un enigmatico domestico indiano e la grande passione per i cavalli. Questa sarà l'avventura che terrà i lettori sulle spine chiedendosi, costantemente, cosa possa combinare quella ragazza sempre più destinata a restare zitella in un ambiente nuovo, con persone che la conoscono poco e che non hanno mai avuto a che fare con la sua bizzarria. Eh sì, perché lo sanno tutti che Vassember sono persone piuttosto bizzarre, eccentriche ed anticonvenzionali ma cosa voglia dire, questo, nella pratica, solo ora Lord Julian lo scoprirà!

Ciò che più mi è piaciuto è l'ironia ed il senso dell'umorismo che si respirano nell'aria tra Lord Julian e Rachel: riescono a raggiungere un equilibrio molto particolare che si basa sul rispetto della reciproca personalità. Questo vuol dire che Lord Northdall si troverà a fare i conti con una gentildonna molto sui generis e, soprattutto, con le sue aspettative di vita che non contemplano balli di gala, fare la calza e stare accanto al focolare. Rachel ha le idee chiare: ama l'astronomia, proprio come suo padre, e le interessa poco altro.

Anche le sue sorelle sono piuttosto particolari, l'una impegnata a scrivere e l'altra a lottare per raggiungere l'obiettivo di avere il diritto di voto al pari degli uomini: non vanno dietro alla dote, ai gentili cavalieri e ai matrimoni di convenienza. Ma sono Vassemer anche loro e non potrebbe essere altrimenti!

Quanto all'avventura di Rachel... sarebbe uno spoiler piuttosto scorretto perché è tutta lì la sorpresa. Posso dire che viene descritta un'epoca, quella vittoriana, che fa sognare ma anche riflettere su cosa ci si aspettava dalle ragazze, su quali fossero i loro ruoli all'interno della società e di quanto fosse facile essere considerate eccentriche se solo si avesse un'idea leggermente diversa da quella del sentire comune.

Non mancano momenti di erotismo che non ci stanno affatto male nel complesso della storia ma ciò che ho gradito di più, nel corso della narrazione, è stato quel modo così particolare di affrontare la vita che le Vassemer hanno sicuramente ereditato dal loro padre. Ho sorriso, mi sono arrabbiata per poi sorridere ancora. 

Il romance non è un genere che amo, l'ho detto tante volte, ma da lettrice onnivora quale sono non mi nego nulla e devo dire che questa lettura è stata piacevole. Sono curiosa di sapere cosa combineranno le altre due sorelle e mi toccherà aspettare i seguiti.
***
Unfit vol.1 - Rachel: amori di tre ragazze impresentabili
Miss Black
Little Back Tales
400 pagine
14.99 copertina flessibile, 2.99 Kindle

giovedì 23 febbraio 2017

Big apple (M. Seals)

Lex bello, ricchissimo e sciupafemmine.
Dora (Fedora è il suo nome originale), assistente personale del capo che sa fare un ottimo caffè ma che non viene affatto valorizzata per le sue qualità professionali.

Sono loro i protagonisti di un libro che non rientra affatto nei generi che amo e che ho apprezzato solo in parte. Quella che viene descritta secondo me è una situazione piuttosto assurda che, tutto sommato, scorre.

Erotico nelle intenzioni (e di fatto non mancano le descrizioni di amplessi stellari) il libro non risparmia espressioni volgari anche quando non sarebbe affatto necessario. Dal piglio ironico, fin troppo in alcuni passaggi, l'autrice propone il riscatto di una donna sul grande capo: il loro legame professionale inizia nel momento in cui lui la licenzia. Strano a dirsi ma nella situazione in cui vengono a trovarsi i due è proprio così. Si arriva ad un contratto ed una delle clausole imposte da Dora è una convivenza, a casa sua, per un certo periodo di tempo.

Lex dovrà lasciare il lusso sfrenato per adattarsi ad una situazione che gli va più che stretta. C'è di mezzo un contratto (non è una situazione nuova, o mi sbaglio?) ma stavolta ad avere il coltello dalla parte del manico (chiedo scusa per l'espressione...) è lei, non lui.

Intende riscattare l'intero genere femminile punendo un uomo che, da sempre, considera le donne come mero oggetto sessuale anche se lei, a dire il vero, è fatta della stessa identica pasta visto che ammette candidamente di non amare rapporti duraturi ma rapporti. Fisici, s'intende!
Lui è abituato a comprare tutto e tutti con il denaro e, a dire il vero, non si smentirà fino alla fine. 
Lei si propone come salvatrice del mondo nel momento in cui si prefigge di dare una sonora lezione a quel giovane rampollo pieno zeppo di soldi e di donne, con il chiodo fisso del sesso (argomento discusso apertamente anche con amici che hanno la stessa fissa).

Non ho proprio gradito lo stile narrativo dell'autrice che si fa rivolgere i personaggi in modo diretto al lettore. Non è una cosa che mi piace. I personaggi diventano attivi nei confronti del lettore rivolgendosi a lui con affermazioni che intendono chiamarlo in causa o con espressioni che non mi sono affatto gradite.

Big Apple è un libro che propone la storia secondo i punti di vista di entrambi i protagonisti e questo, spesso, comporta delle ripetizioni che solo in alcuni casi sono utili ai fini della comprensione da parte del lettore. Nella maggior parte dei casi sono ripetizioni punto e basta.

Non lo disprezzo del tutto, suvvia!
La storia tra i due mi è sembrata un tantino assurda (ma in storie dal taglio erotico non capita quasi sempre così?) ma l'autrice è brava ad offrire un'altra storia al lettore: quella di Thomas e della sua sorellina che, con una storia personale e familiare alle spalle, entreranno prepotentemente nella vita dei due protagonisti.

Thomas è il personaggio che mi è piaciuto più di tutti ed anche in questo caso si sono semplificate parecchio alcune situazioni che lo riguardano. Resta il fatto che Thomas, nonostante tutto, è un personaggio positivo. 

Lex... troppo issimo
Bellissimo, ricchissimo, affascinantissimo, issimo anche dalla cintura in giù!
Dora del tutto estranea al mondo dei ricchi e lontana anni luce a quell'eleganza e quella classe che donne di un certo livello - lo stesso livello di Lex o giù di lì - dovrebbe avere. Somiglia più ad uno scaricatore di porto che non ad una potenziale fidanzata per il capo. 

Queste due realtà si incontrano e si trovano sulle stesse corde nelle ripetute scene di sesso, così senza pensarci troppo. Seppur coinvolti al massimo in quei momenti, per il resto del tempo Lex e Dora non fanno che odiarsi, disprezzarsi... 
Potranno avere un futuro? Soprattutto, lo vogliono un futuro o, per entrambi, è la solita storia di sessoe e niente più? Cosa realmente li lega?

Per gli amanti del genere, per chi cerca scene erotiche può andare bene. Io - l'ho già detto e lo ripeto - credo che l'erotismo e la sensualità siano altro rispetto alla descrizione di movimenti nei minimi particolari. Dopo aver letto Histoire d'O sono molto critica nei confronti di chi si cimenta in questo genere. Quelle ripetute scene mi hanno un po' annoiata, alla fine, soprattutto perchè l'atto sessuale viene continuamente proposto come fine a se stesso punto e basta... Ho seguito con molto più interesse la storia di Thomas e di sua sorella, lo ammetto.
Va anche detto, però, che ad un certo punto la situazione cambia e subentra qualche cosa di nuovo per entrambi.

Con questa lettura - che consiglio solo a chi non ha grosse pretese - partecipo alla  challenge di Chiara del blog La lettrice sulle nuvole.
Ps. il tizio in copertina non ha niente a che vedere (dal punto di vista del fisico e dell'aspetto che le descrizioni lasciano immaginare) con Lex. Niente proprio! Ed anche il tacco di lei... fuorviante!

domenica 14 agosto 2016

Prima di questo letto (S. Piloni)

Non mi è piaciuto. L'esordio letterario di Stefania Piloni con Prima di questo letto non mi è proprio piaciuto. Ho fatto una gran fatica ad arrivare alla fine.

L'ho trovato in biblioteca e l'ho scelto per partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 2: un libro con una donna raffigurata in copertina.
Utilissimo per la challenge ma proprio non mi è piaciuto.

Buone le intenzioni: l'autrice ha voluto dimostrare come una donna possa darsi un'occasione di riscatto dal punto di vista sessuale e passare da mero oggetto di desiderio di un marito che sta con lei più per abitudine che per altro ad una donna che, per scelta, decide di godere dell'uomo e non subire in fretta punto e basta. 

Scopre, così, una femminilità del tutto sopita nel periodo di un matrimonio che andava stretto ad entrambi. Un matrimonio quasi subito più che desiderato.
E lo fa scegliendo i suoi amanti a caso, senza andare troppo per i sottile. Una notte e via. Questo è quello che vuole. Chi inizia a starle con il fiato sul collo la opprime. Non è questo che vuole.

Fino a che, nei meandri della ricerca del pieno godimento e nella riscoperta della propria passione, arriva anche l'Amore. Quello che l'autrice scrive sempre con la A maiuscola. E come, dice l'autrice nella bandella del libro, l'amore potrà essere, per entrambi, la vera tentazione, l'ultima trasgressione? Quando il sesso diventa qualche cosa di più di un incontro tra due corpi e due anime, allora cosa succede?

L'autrice, secondo il mio parere, usa dei giri di parole inutili. Scrive in modo troppo cervellotico per parlare di un argomento che, secondo me, non lo richiede affatto. Anche quando mette a nudo la sessualità femminile lo fa in modo complicato e a volte confuso. In alcuni punti mi sono proprio persa per poi ritrovare scene di sesso anche piuttosto esplicite che, però, mi hanno annoiata. Non posso farci niente. Può andare bene per chi cerca la descrizione di qualche scena spinta, ma credo che questo non basti per fare di un libro un bel libro. Almeno per me è così. Ci si deve sorbire un sacco di noia prima di arrivare, ammesso che lo si cercasse, un passaggio di quel tipo. Non è il mio caso.

Vada per il riscatto del gentil sesso nei confronti dell'oppressione, anche sessuale, di un uomo che ama tutto meno che sua moglie. Ma per il resto ho apprezzato ben poco. 

Mi dispiace ma non è un libro che è stato capace di toccare le corde giuste. Forse sono io che ho dei limiti da questo punto di vista, non lo so. Ma in alcuni punti mi è venuto il mal di testa. Preferisco un linguaggio più sempliche, chiaro ed anche ricercato, perchè no, ma meno arzigogolato, soprattutto in un contesto che non richiede affatto una scrittura così.

sabato 20 febbraio 2016

Dolce come il cioccolato (L. Esquivel)

Di Laura Esquivel ho letto, tempo fa Veloce come il desiderio e ricordo che mi piacque molto di più di quanto non mi sia piaciuto Dolce come il cioccolato.

Ho preso in prestito in biblioteca un'edizione piuttosto vecchiotta (vi è stampato il prezzo in lire) e devo dire che la copertina non solo non mi è piaciuta affatto ma l'ho trovata un tantino inopportunta. Probabilmente, anni fa, le copertine in stile "Harmony" andavano alla moda per attirare lettrici... Anche in copertina è stata stampata una dicitura in rosso con cui si specifica che si tratta di un romanzo pizzante in dodici puntate con ricette, amori e rimedi casalinghi.

Ricette - amori - rimedi casalinghi: ingredienti, questi, che probabilmente avevano il compito di attirare lettrici.
Io vi ho trovato ricette, quello è vero, una per ogni capitolo (ed i capitoli sono dodici).
Amori, questo anche è vero visto che si intrecciano diverse storie d'amore.
Rimedi casalinghi, vero anche questo.
Allora cos'è che non va?
Innanzitutto il titolo non è per niente rispondente alla storia: la traduzione italiana del titolo originale porta fuori pista.

Como agua para chocolate: questo è il titolo originale e la dice lunga. Eh si... perchè nel libro, tra le varie ricette, si propone anche il metodo migliore per far sciogliere la cioccolata (al capitolo nove) nel modo giusto e senza inconvenienti. 
...si mette a cuocere una tavoletta di cioccolato nell'acqua (...) quando inizia a prendere bollore, si toglie dalla fiamma, si fa sciogliere perfettamente la tavoletta e si sbatte con il frullino finché si amalgama bene con l'acqua. 
Un passaggio carico di simbologia se lo si mette in collegamento con quanto accade tra due persone che si amano, che si desiderano... ciò che accade quando l'uno entra in contatto con l'altro. L'acqua che bolle e quel bollore che porta  sciogliere completamente la cioccolata fino a diventare un tutt'uno. Ecco, in questo contesto il titolo ha un senso. Ma Dolce come il cioccolato proprio non c'entra.

E poi la storia in se mi è piaciuta poco. 
La figura di Tita, la protagonista, è quella di una donna carismatica, forte e caparbia. Ama Pedro ma non può sposarlo per un'assurda tradizione di famiglia secondo cui l'ultima figlia non può convolare a giuste nozze perché deve accudire la madre fino alla sua morte. Ecco, dunque, che quando Pedro si presenta a chiedere la mano della sua innamorata il consenso da parte della madre di lei viene dato per un matrimonio, ma non per il suo!

Tutto ha inizio da qui. Un amore tormentato con personaggi che, secondo me, non sono molto approfonditi. La passione che mette Tita nella cucina è ammirevole e si tramuta in pietanze che non sono solo buone per il palato ma che hanno effetti anche per l'anima. A tutto ciò si mischia anche una certa aurea magica, misteriosa che, secondo mio parere, rende le situazioni assurde.
La storia non mi ha catturata. Non posso dire altro perché rischierei di svelare troppo ma - pur nella consapevolezza che all'epoca (siamo nel Messico dei primi del Novecento) si avessero abitudini particolari soprattutto in fatto di rapporti familiari, quanto accade mi è sembrato davvero assurdo e poco realistico. 

Il finale? Non me lo aspettavo proprio ma questa sorpresa non è stata sufficiente a farmi amare questo libro.

Da ultimo. Romanzo piccante proprio no. Su. Non ci ho trovato proprio niente di piccante. Magari in qualche momento si descrivono situazioni sensuali, di tensione amorosa tra i personaggi ma di piccante non c'è niente, fuorchè il peperoncino che magari Tita aveva in cucina!

Con questa lettura partecipo  alla Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori.
Per la prima tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 1: un libro con un alimento nel titolo. In questo caso, CIOCCOLATO.

mercoledì 31 dicembre 2014

Sette giorni e sette notti (L. Gay)

Le mie letture del 2014 si sono concluse con un... racconto erotico. Tale è Sette giorni e sette notti, letto in ebook in poche ore.
Non vado particolarmente fiera di questa conclusione d'anno in fatto di letture... non tanto per via del genere quanto per la pochezza della storia narrata. Se non altro, però, non mi sono imbattuta in una storia scritta con i piedi dal punto di vista grammaticale come in diversi casi mi è capitato con altri ebook.

Il racconto, perchè di ciò si tratta, è ben scritto. Scorre via veloce anche perchè, lo devo ammettere, non ha una grossa storia di fondo. Non è nemmeno tanto originale come idea, a dirla tutta.
Una ragazza (vergine) si lascia andare ad una sorta di accordo con uno sconosciuto (un gran bel pezzo d'uomo da come viene descritto) e si ritrova a fare tutto ciò che lui desidera per sette giorni e sette notti. Sesso, niente di più. Poteva forse restare tutto così? Poteva mancare la scintilla che fa cambiare le cose? 
Bhè no. E questo rende tutto molto molto scontato. Il bellissimo di turno che trasforma il ranocchio in una principessa non solo portandola dall'estetista, dal parrucchiere e a fare shopping in costosi negozi, ma anche facendole scoprire la sua femminilità... iniziandola al sesso. 
Vi sembra una trama originale? Mha...

Al di là della scarsa originalità del racconto, l'autrice è molto minuziosa nel descrivere scene di sesso (che sono abbondanti in pochissime pagine) e scrive bene per cui, tutto sommato, per qualche ora di svago ci può anche stare.

Ciò che mi ha un tantino innervosita è il fatto che il racconto termina a metà dell'avanzamento delle pagine: avete presente la % di scorrimento che compare sotto alla pagina nelle letture in ebook? Ebbene, se è indicato che siete al 49% della lettura vi aspettate di leggere ancora metà racconto, giusto? In questo caso non è così. Il racconto termina esattamente arrivati al 49% della lettura e tutto il resto... zeppo di pubblicità con titoli di altri libri, film annessi e connessi. 

Io onestamente mi aspettavo un qualche sviluppo della storia: infondo avevo ancora metà racconto da leggere... invece no! Finito così, di colpo... ed in modo banale come peraltro è tutto il racconto a dirla tutta.

Se lo consiglio? Giusto per passare qualche ora e per chi non ci tiene ad avere tra le mani un libro (un racconto, in questo caso) che abbia degli sviluppi al di fuori di quelli che si possono avere tra le lenzuola!

E pensare che ci ho speso pure qualche euro (2.99 per la precisione) per leggere una roba del genere! 

Se ne può fare a me, anche se ben scritto!