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domenica 11 aprile 2021

La casa di Ade. Eroi dell'Olimpo. Vol. 4 (R. Riordan)

Li avevamo lasciati alle  prese con un'avventura tutt'altro che facile e li ritroviamo, l'uno accanto all'altra, nelle viscere del Tartaro pronti a portare a termine la loro impresa. Annabeth e Percy si trovano in un posto in cui mai nessuno vorrebbe trovarsi. Sono tra i morti, nella zona più profonda degli inferi dove dovrebbero - il condizionale è d'obbligo - restare confinati coloro che non sono più in vita. 

 

Dovrebbero.

Eh già, perché l'obiettivo di Gea, dea della terra, madre dei titani, dei giganti dei ciclopi e di mostri di ogni forma e dimensione è quello di far tornare i suoi figli tra i viventi per poter tornare a governare lei stessa!

Annabeth e Percy hanno il compito di chiudere, assieme agli altri loro compagni d'avventura che, però, si trovano dall'altra parte, a sigillare le Porte della Morte da cui Gea sta facendo tornare in vita il suo esercito di mostri. 

Jason, Leo, Piper, Haze e Nico devono fare la loro parte per aiutare Annabeth e Percy nell'impresa ma, come al solito, il tempo scorre velocemente e le difficoltà che incontrano sul loro cammino sono tante così come tanti sono i rischi connessi alla presenza di mostri al servizio di Gea.

Anche in questa missione i pericoli sono sempre dietro l'angolo per tutti e in più d'un caso si arriva a sfiorare la fine. L'autore oramai mi ha abitata a descrizioni minuziose in fatto di incontri-scontri ed ambientazioni fantastiche così come mi ha abituata a continui capovolgimenti di fronte.

Ciò che più mi piace di questa serie - e lo stesso posso dire della precedente - è che ognuno dei personaggi che Percy ha accanto ha una storia da raccontare e ad ogni capitolo si aggiungono dettagli che permettono di conoscere meglio i loro trascorsi ma anche il loro carattere, le loro caratteristiche, le loro fragilità.

Su tutto, domina l'amicizia che lega i vari personaggi. Ed è un'amicizia che ha per protagonisti anche dei personaggi secondari che, a rigor di logica, tutto dovrebbero essere meno che amici ma che - spesso a sorpresa - fanno il loro ingresso trionfale nelle more del racconto e cambiano le sorti dei nostri eroi.

Anche stavolta il finale è aperto, l'avventura non è finita e l'autore lo dice subito, prima ancora di iniziare con il primo capitolo quando si scusa per quello che definisce l'ultimo finale in sospeso, segno che stiamo per arrivare alla fine della serie. Io, intanto, mi sono procurata il volume successivo: quando un'avventura mi cattura non riesco a restare per molto tempo in sospeso, con un finale che invita ad andare avanti con la lettura.

Qualche tempo fa mi sono confrontata con altri lettori che hanno trovato ripetitive le storie narrate in serie troppo lunghe... bhè, in questo caso si parla sempre di missioni, di pericoli, di scontri ma ogni volta l'avventura è diversa, tanti - tantissimi - sono i personaggi che entrano in scena e io non mi sono mai annoiata tra queste pagine per cui per me il pericolo di ripetitività nella narrazione non si corre affatto. Poi, ovviamente, sono punti di vista e io rispetto anche quello altrui. Fatto sta che il volume 5, per quanto mi riguarda, è pronto sul comodino.

Anche in questo caso, come nei volumi precedenti, è presente un utilissimo glossario che consiglio di consultare ogni volta che si ha l'impressione di non riuscire a comprendere dei passaggi per via di termini desueti o, comunque, poco conosciuti.
***
La casa di Ade. Eroi dell'Olimpo
Rick Riordan
Mondadori editore
574 pagine (copertina flessibile)
12.00 euro copertina flessibile, 17.00 euro copertina rigida, 6.99 Kindle

sabato 9 gennaio 2021

Il marchio di Atena. Eroi dell'Olimpo vol. 3 (R. Riordan)

Tante volte mi sono chiesta se, nelle lunghe serie, arrivi per forza il momento "di stanca", quando ci si trova davanti a personaggi noiosi, a situazioni viste e riviste, quando manca l'adrenalina o la curiosità per andare avanti nelle lettura. E mi sono anche chiesta se gli autori di lunghe serie non corrano in rischio di dover diluire eccessivamente la storia per reggere la trilogia, la quadrilogia o una serie addirittura più lunga.

Rick Riordan non corre di certo questo rischio. Ne ho avuto la prova con la serie Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo che mi ha indotta, arrivata all'ultima parola del quinto libro, a comprare subito la serie successiva. Ed ora, che sono arrivata alla fine del terzo volume della seconda serie, sono curiosa di andare avanti perché l'avventura in corso non si è conclusa e non vedo l'ora di sapere come andrà a finire. O meglio, come andrà a finire posso anche immaginarlo ma è tutto quello che porta verso il finale che lascia il lettore in tensione e carico di adrenalina.

In quest'avventura la principale protagonista è Annabeth. Allo stesso tempo, i nostri protagonisti sono una squadra e come tale si comportano per cui ognuno è importante ai fini della riuscita della missione.

Nell'avventura precedente Annabeth era rimasta ai margini delle vicende che hanno avuto per protagonista Percy e alcuni suoi nuovi amici che arrivano non dal Campo Mezzosangue ma dall'altro campo in cui si trovano figli di dei romani, non greci. 

Quanto, a bordo della Argo II, Annabeth - sul finale del volume precedente - si è trovata ad atterrare in mezzo ad un campo pieno zeppo di figli di dei romani e, con loro, Percy. Tra greci e romani, si sa, non è mai corso buon sangue ma stavolta avrebbero dovuto combattere insieme per sconfiggere Gea e impedire che potesse attuare il suo piano di distruzione globale. 

Le buone intenzioni per collaborare ci sono tutte ma qualche cosa non va per il verso giusto e... i romani si sentono attaccati e, non potrebbe essere altrimenti, mettono da parte ogni buona volontà di collaborazione per contrattaccare. In questa situazione, è la Argo II che porta lontano i sette semidei - romani e greci - che da una parte se ne devono scappare da una situazione così caotica e, dall'altra, hanno una missione davanti. Annabeth, Percy, Jason, Frank, Hazel, Leo e Piper devono salvare Nico, fratello di Hazel: il ragazzo è tenuto in ostaggio, come trappola per chiamare a raccolta i sette semidei e annientarli. O meglio, qualcuno dovrebbe essere catturato per un sacrificio estremo, gli altri eliminati.

Annabeth viene messa sulle tracce del Marchio di Atena che le permetterebbe di arrivare a trovare qualcosa che possa innanzitutto riportare la pace tra greci e romani e creare, poi, le condizioni per proseguire la missione e fermare Gea. 

Sulla trama non posso dire altro. 

Qualche considerazione personale, però, non può mancare.

E' un libro per ragazzi: è vero, ma per chi ama l'avventura è perfetto anche se si è fuori quota come me. Riordan ha una fantasia senza fine, conosce gli argomenti di cui parla dando dei continui punti fermi in merito alla mitologia greca e romana per cui l'invenzione, la fantasia hanno comunque fondamenta solide.

Non è un libro autoconclusivo: consiglio caldamente, a chi volesse avvicinarsi alle avventure di Percy Jackson, di cominciare dall'inizio, dalla serie Eroi dell'Olimpo. I personaggi di base sono sempre gli stessi che si arricchiscono - dal punto di vista delle informazioni che li riguardano, delle caratteristiche e delle esperienze personali - strada facendo. Non sono personaggi messi a caso nel racconto e anche nei volumi più avanzati, quando oramai si crede di sapere di tutto dell'uno o dell'altro, spuntano ricordi, vicende, situazioni che permettono di conoscerlo ancora meglio. Per contro, non leggere la storia dall'inizio anche se magari può essere comunque piacevole come avventura, non rende il quadro completo.

Tanti sono i nomi di dei, semidei e termini legati alla mitologia che si alternano nelle more del racconto ed anche stavolta è presente, sulle ultime pagine, un utilissimo glossario. Chi arriva a questo punto della storia ha familiarità con molti termini proposti e molte divinità citate ma è sempre interessante approfondire, soprattutto quando le divinità vengono proposte nella forma romana in confronto con quella greca.

Percy... bhè, cresce. Non è più il ragazzino dislessico impaurito degli inizi, che si sente fuori posto ed è un po' pasticcione. Dislessico lo è ancora ma a questo suo problema ha anche dato un perché. Pasticcione? Lo è ancora, un po', ma oramai è consapevole di essere il più forte dei semidei e di avere grandi responsabilità che comportanto anche dei grandi sacrifici. Allo stesso tempo, vive anche attimi di fragilità, nei quali si sente impotente e riconosce tutti i suoi limiti. Insomma... non è un supereroe di quelli che sanno di essere invincibili, perchè così non è!

Lettura molto piacevole, non velocissima perché, al di là delle pagine, la narrazione è serrata e sono tanti i particolari forniti dall'autore e che (l'ho imparato volume dopo volume) non vanno trascurati anche se sembrano insignificanti.

Per chi ama l'avventura, per chi ama (o vuole conoscere meglio, seppur in chiave fantastica) la mitologia greca e romana, per chi si affezionata a giovani eroi che sanno essere molto di più che dei semplici adolescenti, a chi non oppone resistenza nel volare via con la fantasia: a queste tipologi di lettori lo consiglio.

Ovviamente, è un genere che deve piacere. A me piace!
***
Il marchio di Atena. Eroi dell'Olimpo vol. 3
Rick Riordan
Mondadori Editore
532 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 17.00 copertina rigida, 6.99 Kindle

domenica 27 dicembre 2020

Il figlio di Nettuno. Eroi dell'Olimpo vol. 2 (R. Riordan)

Se nel primo volume della serie Eroi dell'Olimpo Percy Jackson era smarrito, volatilizzato, sperduto e c'era chi si era messo a cercarlo in lungo e in largo, nel secondo volume della serie si scopre che fine ha fatto il figlio di Nettuno. Eh già, di Nettuno! O Poseidone che dir si voglia, alla greca o alla romana.

Si scopre che Giunone gli ha rubato la memoria è lo ha mandato al Campo di Giove per una ragione: creare le condizioni per una collaborazione con i suoi amici del Campo Mezzosangue per combattere, insieme, contro un nemico comune.

Perché se è vero come è vero che al Campo Mezzosangue Percy ha lasciato Annabeth e tutti gli altri, è anche vero che al Campo di Giove, nel cuore della mitologia romana, il figlio di Nettuno scopre di avere un posto ed un ruolo importanti, come mai avrebbe potuto immaginare.

Tra Greci e Romani, però, si sa, non è mai corso buon sangue per cui non sarà semplice in primis farsi accettare come un amico e, soprattutto, gettare le basi per una reale collaborazione che porti alla salvezza.

Senza memoria, senza un passato chiaro alle sue spalle, senza un motivo che possa averlo portato in mezzo a figli degli dei romani, Percy non si perde d'animo e non si tira indietro davanti all'ennesima missione che reclama la sua decisiva presenza. Dopo essersi conquistato il rispetto al Campo, dopo aver contribuito a risollevare le sorti della Quinta Coorte - considerata da sempre la più sfigata ed inutile - Percy parte per una nuova avventura con due nuovi compagni trovati, appunto, in questa sua nuova realtà: Frank ed Hazel.

Frank è un ragazzotto grosso e paffuto, anche impacciato a dire il vero. Fa fatica a crede di essere davvero il figlio di un dio greco anche piuttosto importante così come, una volta appurato che si tratta di una notizia fondata, fa fatica ad accettare la sua progenie così come fa fatica a riconoscere il suo dono. Tutti gli dicono che ne possiede uno anche piuttosto importante ma non gli è chiaro di cosa si tratti.

Hazel dovrebbe essere morta ma non lo è. O meglio, è morta una volta ma per via della situazione che si sta vivendo ed alla quale bisognerà porre rimedio, con le porte della morte inesorabilmente aperte, è tornata in vita come tutti gli altri che, una volta uccisi, non possono essere trattenuti negli inferi. 

I tre giovani semidei devono portare a termine una missione importantissima, che impedirà a Gea, dea della terra, di portare a termine un terribile piano: devono liberare Thanatos, dio della morte (nella sua forma romana è Letus) e chiudere le porte della Morte per fare in modo che chi muore resti tale e non possa tornare continuamente in vita. Ovviamente questo comporta dei rischi anche per Hazel che, nel momento in cui verrebbero ripristinati gli equilibri tra la vita e la morte liberando Thanatos, verrebbe richiamata negli inferi... Ma la liberazione di Thanatos, ammesso che i tre semidei riescano a trovarlo, non sarà che un tassello della missione visto che il Campo di Giove è in pericolo e non solo lui!

Riordan cuce addosso a Percy Jackson un'altra indimenticabile avventura in cui creature mitologiche, dei greci e romani, semidei discendenti di dei greci o romani che siano, mostri a volontà, pericoli a volontà dipingono un quadro sempre più avventuroso nel quale il nostro protagonista si muove oramai senza paura, pronto a sacrificare anche se stesso per i suoi amici.

Non si tratta di una storia autoconclusiva per cui per sapere se la missione andrà davvero a buon fine bisognerà aspettare il volume successivo così come bisognerà aspettare il prosieugo per capire bene cosa voglia dire quella Profezia su cui si basa tutta la serie. Nota come la Seconda Grande Profezia dai Greci e come Profezia dei Sette dai Romani, è stata rivelata dall'oracolo del Campo Mezzosangue, secondo cui sette semidei dovranno battersi contro la madre terra Gea:

Sette mezzosangue alla chiamata risponderanno.
Fuoco o tempesta il mondo cader faranno.
Con l'ultimo fiato un giuramento si dovrà mantenere,
e alle Porte della Morte, i nemici armati si dovran temere.

Chi saranno i sette prescelti? Un'idea il lettore in mente ce l'ha già... per me, almeno, è stato così. Ma attendiamo il prossimo volume.
***
Eroi dell'Olimpo. Il figlio di Nettuno
Rick Riordan
Mondadori Editore
490 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 17.00 euro copertina rigida, 6.90 Kindle

venerdì 22 maggio 2020

Eroi dell'Olimpo. L'eroe perduto (R. Riordan) - Venerdì del libro

Non c'è niente da fare. Sarà pure un autore per ragazzi, io non rientro nella categoria da un po' ma Rick Riordan riesce a lasciarmi addosso la voglia di andare avanti e cercare subito il seguito delle serie che propone. Le stue avventure tra dei e semidei sono conivolgenti e viene voglia di andare avanti con voracità.

E' stato così con Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo, è così con gli Eroi dell'Olimpo di cui ho appena terminato di leggere L'eroe perduto, il primo della serie.
In realtà è un discorso mai chiuso con la serie precedente, una continuazione naturale nella quale si ritrovano gli stessi personaggi, più o meno. 

Dico più o meno perchè, come dice il titolo, un eroe è smarrito, perduto, scomparso nel nulla ed il suo non è un nome qualsiasi ma si tratta di Percy Jackson. Annabeth è alla sua ricerca ma ci sono grossi problemi in vista ed è necessario che qualcuno, in sua assenza, prenda le redini della situazione, rischio l'estinzione di tutti gli dei e la distruzione dell'Olimpo.

La novità più grande che arriva con il primo volume della seconda serie, rispetto alla precedente, è l'introduzione della mitologia romana nella storia ed anche un certo scambio ai vertici... ma non dico di più. E inutile dire che ci sono scontri a volontà, ricerche, pericoli, pozioni....
L'ambientazione si divide tra gli Stati Uniti d'America contemporanei e il mondo parallelo, quello che esiste oltre la nebbia, il mondo degli dei.

Due mondi tra i quali tre ragazzi scoprono improvvisamente di doversi dividere, proprio come accadde tempo prima a Percy.
Jason Grace si sveglia negli ultimi posti di un autobus ma non sa come ci è finito. I suoi ricordi sono completamente cancellati e nemmeno quella ragazza che gli fa gli occhi dolci gli dice qualcosa. Cosa ci fa in quel posto? Chi sono quei ragazzi e quelle ragazze che sono in autobus con lui? Dove stanno andando? E perchè?
Leo Valdez è il miglior amico di Jason (così dice) ed è una ragazzo molto abile con bulloni e cacciaviti. Le sue mani sanno dare vita alle cose ed ha qualche problemino con il fuoco. Non ha avuto un'infanzia semplice ed è passato da una famiglia affidataria all'altra.
Piper McLane è la ragazza di Jason (così sostiene, anche se lui non se lo ricorda proprio), è alla ricerca di suo padre scomparso da qualche giorno e serba un segreto: in sogno ha delle visioni inquietanti, con suo padre in pericolo e con strani personaggi che le chiedono di tradire i suoi amici per poter liberare suo padre.

La loro vita ha una decisiva svolta nel momento in cui l'autobus su cui viaggiano viene attaccato da un gruppo di spiriti della tempesta e vengono raggiunti da una ragazza che dice di chiamarsi Annabeth ed essere alla ricerca di un certo Percy Jackson. Quel Percy Jackson che, però, i tre ragazzi non sanno chi sia.
Da questo momento i tre ragazzi verranno catapultati in un altro mondo dove conosceranno tanti personaggi particolari che nemmeno nei sogni hanno mai incontrato: tra satiri, ciclopi, draghi di metallo e dei di ogni fattezza e potenza, Jason, Leo e Piper scopriranno di essere i predestinati per affrontare una grande impresa, pericolosa ma indispensabile per salvare quel mondo in cui le figure mitologiche sono all'ordine del giorno. Arrivano nel campo Mezzosangue: una realtà che non conoscono e che fanno fatica a comprendere fino a che non verrà svelata la loro natura di semidei ed il loro incarico. 
C'è un potentissimo nemico da combattere e sarà necessario che sette semidei combattano insieme... ma loro sono solo tre... 

Nelle more del racconto si prende familiarità non solo con la mitologia greca - come avvenuto con la serie di Percy - ma anche con quella romana e Jason ne sa qualcosa...
Per permettere al lettore di familiarizzare con la forma romana degli dei, alla fine del libro è riportato un glossario molto utile per fare chiarezza (durante la lettura in alcuni punti si usa indifferentemente il nome romano e quello greco per la stessa divinità e io ho dovuto fermarmi a riflettere un momento per ben capire di chi e che cosa stessimo parlando).

Si scopre, ad esempio, che Poseidone (dio greco del mare, figlio dei Titani Crono e Rea nonchè fratello di Zeus e Ade) nella sua forma romana è Nettuno. 
Facile, no? Lo sanno tutti, giusto? 
Però magari con gli dei minori il discorso cambia ed è una bella scoperta. Per ma, almeno, lo è stata.
Magari chi è esperto di mitologia greta e romana si farà una risata davanti alle mie considerazioni ma per me sono state piacevoli scoperte (ed anche conferme in alcuni casi) su argomenti che non spolvero da tempo (se non con letture di questo tipo).

Il personaggio che mi è piaciuto più di tutti è stato Leo. 
Un ragazzo convinto di essere sfortunato, respinto da tutti, una presenza inutile secondo il suo punto di vista. Scoprirà che non è affatto così e la sua nuova consapevolezza lo ha reso molto tenero ai miei occhi, come se un ragazzino maturasse pian piano fino a rendersi conto di avere un ruolo importante (e direi anche fondamentale) nel mondo.

E Percy? Verrà ritrovato? Che fine avrà fatto?
Non posso dirlo. Eh no! Che gusto ci sarebbe... Posso solo dire che la strada è lunga così come lo è la serie che è composta da cinque libri. Ce ne saranno, ancora, di avventure!

Ps: io ho letto la versione con copertina flessibile e l'ho trattato un po' male... nel senso che mi sono portata il libro in giro continuamente da una stanza all'altra, anche nelle poche uscite in giardino da mia madre in borsa e la copertina si è sgualcita un po', tenendo anche conto che con le sue brave 500 pagine non è nemmeno piccino piccino e leggerissimo... diciamo che ora è un libro vissuto!!! Non rovinerei mai e poi mai un libro.

Segnalo questa lettura per il Venerdì del libro di oggi.
***
Eroi dell'Olimpo. L'eroe perduto
Rick Riordan
Mondadori - Oscar Bestesellers
518 pagine
6.99 euro Kindle - 17.00 euro copertina rigida - 11.50 euro copertina flessibile

venerdì 20 dicembre 2019

Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo. Lo scontro finale (R. Riordan) - Venerdì del libro

E' un libro per ragazzi, lo so bene. E io tanto ragazzina non lo sono da un po'.
Ma io sono sempre più convinta che non ci sia un'età giusta per leggere storie, soprattuto quando sono capaci di portare via il lettore e farlo volare lontano con la fantasia.

Il quinto capitolo della saga di Rick Riordan Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo mi ha tenuto compagnia nei giorni scorsi e devo dire che Percy e tutta la sua allegra compagnia già mi mancano.

Siamo oramai arrivati alla resa dei conti. 
Percy e gli altri semidei si stanno preparando allo scontro finale con i Titani che minacciano sempre più da vicino l'Olimpo. 
Spetterà a loro difendere il luogo in cui gli dei greci, loro genitori, hanno sempre vissuto in serenità (più o meno!).

Percy - per  chi non lo conoscesse - è un adolescente che ha scoperto di essere figlio di una madre umana e di un padre divino che risponde al nome di Poseidone. Dopo un'infanzia tranquilla, la sua adolescenza è stata segnata dalla notizia della sua semi-divinità e tutto ciò che essa comporta. E' entrato in contatto con altri ragazzi ed altre ragazze come lui ma anche con mostri più o meno pericolosi e divinità più o meno vendicative.
Non si è risparmiato lotte e pericoli, fino a qui, ma ora siamo arrivati alla vera resa dei conti. 
Crono vuole il potere assoluto. 
Vuole abbattere l'Olimpo e assumere il comando. 
La sua minaccia prende sempre più corpo, tanto più quando diversi dei, piuttosto potenti, si alleano con lui per vendetta o solo per sete di potere.
Ai ragazzi mezzosangue e ai loro compagni d'avventura spetta l'onere di affrontare la minaccia e proteggere l'Olimpo... c'è anche di mezzo una profezia che non lascia presagire niente di buono.

Non mi dilungo oltre sulla trama che non è nemmeno semplice da accennare senza spoilerare troppo. Mi vorrei soffermare, però, su ciò che mi ha maggiormente colpito di questo quinto capitolo.

Innanzitutto la consapevolezza di quanto l'unione faccia la forza. 
Percy non riesce ad unire tutti i mezzosangue e questa cosa rappresenterà una mancanza importante, anche se lui sembra non volerlo far pesare più di tanto. A tal proposito emerge la figura di Clarisse: colpita nell'orgoglio resta ferma nella sua posizione e non aiuta gli altri contro Crono. Ma nelle more del racconto qualche cosa cambierà e la sua figura mi ha fatto pensare a quante volte ognuno di noi resta fermo nelle sue posizioni nonostante tutto e a quanto sia difficile tornare sui propri passi. 
Ci vuole coraggio anche nel fare ciò! E a Clarisse tutto si può dire tranne che non sia coraggiosa!

Oltre che Clarisse, ciò che più mi è piaciuto in questo capitolo è il ruolo in generale delle figure femminili. Vengono valorizzate molto, si dimostrano all'altezza della situazione e danno anche qualche lezione al lettore. 
C'è chi si sacrifica per un amico.
C'è chi è pronto a combattere senza se e senza ma.
C'è chi riesce a tornare sui propri passi per il bene di tutti.
Sono ragazzi ma sono, soprattutto, ragazze i personaggi che trasmettono emozioni. 
Almeno per me è stato così.
La scena che ho amato di più in assoluto è quella che vede Talia scendere in campo con le sue combattenti: scena a dir poco mitica. Mi è proprio sembrato di vedere quel plotone di donne con lupi bianchi ai loro piedi pronte a difendere l'Olimpo. 
Alla faccia delle Barbie!!!

Anche il cattivo ha qualche cosa da trasmettere e la sorpresa finale mi ha colpita. 

La prima serie è arrivata alla fine ma Percy riserva ancora qualche sorpresa. Mi sono talmente trovata in sintonia con la mitologia greca che sono andata a cercare altro di questo autore... e presto avrò tra le mani il primo volume della serie successiva.

Riordan dimostra - ma non avevo certo bisogno di avere delle prove di questo, dopo quattro libri letti - di avere grande padronanza della mitologia greca e riesce a trasmettere tutta la magia e l'atmosfera che quei personaggi evocano. Tanti, tantissimi i dettagli. Le immagini delle battaglie si materializzano davanti agli occhi e sembra di essere lì in mezzo con la spada in mano!

Tra gli dei il mio preferito stavolta è Ade, dio delle ombre e dei morti: ha un passato che lo mette in contrapposizione con gli dei ed avrebbe più di un motivo per schierarsi con Crono ma il buonsenso lo porta a fare una scelta diversa, che meraviglia tutti. 
Ha una storia da raccontare, più di ogni altro ed è un personaggio che mi ha catturata.
Tra i mezzosangue, Percy domina su tutti per coraggio e per decisione: sa qual è la sua missione e non ha timori, mai. Degno figlio di Poseidone e orgoglio di mamma!
Tra i personaggi minori, ho adorato Paul, attuale compagno della mamma di Percy. Non dico perchè... non vorrei svelare troppo. Ma per quel poco per cui compare mi è sembrato davvero in gamba, il patrigno giusto per Percy.

La serie è conclusa ma credo ci rivedremo, io e te, caro Percy.
Avventure consigliate a giovani lettori e non solo. Segnalo questa lettura per il Venerdì del libro di oggi.
***
Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo. Lo scontro finale
Rick Riordan
Mondadori editore
361 pagine
11.00 euro

sabato 29 marzo 2014

Percy Jackson & gli Dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini (R. Riordan)

Ho scoperto solo un paio di settimane fa che Percy Jackson è un personaggio molto noto soprattutto tra i più giovani, amanti delle storie fantasy. Un giovane eroe mezzosangue di cui ero del tutto all'oscuro. 
Per me era un perfetto sconosciuto salvo poi venire a sapere che Perseus, questo è il suo vero nome poi reso in modo più familiare come Percy, è diventato anche un personaggio in carne ed ossa grazie alla trasposizione cinematografica della saga composta da 5 libri che ha spopolato tra i giovani lettori.

Ebbene, da non-troppo-giovane lettrice quale può essere una quarantenne come me, posso dire che Percy mi è proprio simpatico. Quel suo essere mezzo uomo e mezzo dio in modo così inconsapevole me l'ha reso simpatico.
Io ho letto quello che poi ho scoperto essere il primo libro della saga, quello in cui viene spiegata l'origine della sua condizione di figlio di un dio dell'Olimpo: Percy Jackson &gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini
Il suo divino padre non avrebbe dovuto avere figli per via di una precisa regola vigente tra dei: un figlio terrestre, invece, l'ha avuto... e pure coraggioso!

La storia è ambientata a New York: come viene spiegato nelle more del racconto, i dei dell'Olimpo sono vivi e vegeti, solo che si sono spostati in una città dei tempi nostri, nel suo caos e nella sua routine. Percy non si è mai reso conto di essere un mezzosangue e tutti coloro che gli sono vissuti attorno hanno fatto in modo di creare le condizioni affinchè vivesse nell'inconsapevolezza il più a lungo possibile. Perchè? Perchè un piccolo dio come lui attira i mostri che vogliono eliminarlo... Cosa che effettivamente accadrà e che gli permetterà di iniziare a capire che qualche cosa della sua normale vita di adolescente non è poi così normale.
Percy scoprirà di essere il figlio di un dio molto potente dell'Olimpo, uno dei più potenti. E sarà anche il protagonista di una fantastica avventura: dovrà portare a termine una importante missione nel recuperare la Folgore di Zeus che è stata rubata ed è il pomo della discordia. Gli dei dell'Olimpo sono sull'orlo di una distruttiva guerra e proprio Percy potrà fare in modo che ciò non accada.
Accanto a lui ci saranno degli amici e compagni d'avventura molto particolari.... Per chi ancora non conoscesse la storia evito di raccontare la trama... Mi limito a dire che ho fatto un bel ripasso sulla mitologia greca ed è stato un viaggio davvero avventuroso tra i tanti personaggi, buoni o cattivi che siano, che popolano l'Olimpo.
Percy è un personaggio positivo: è un ragazzo come tutti gli altri suoi coetanei, adolescenti di New York, ma scopre di essere qualche cosa di più. Dimostrerà coraggio ma anche attaccamento ai suoi affetti e il finale del libro lascia una porta aperta per quello che, poi, in effetti sarà il sequel.
Pur non essendo un genere che amo, ho letto Percy Jackson con piacere e sono anche curiosa di conoscere le altre sue avventure. Chissà che prima o poi non mi decida di leggere anche il resto? 
Per ora mi sento di consigliare questo fantasy adatto a giovani lettori e non c'è paragone tra questo personaggio e l'altro giovane protagonista di un altro fantasy che ho letto di recente e che, invece, non mi è piaciuto affatto: Il principe dei fulmini. Questo ragazzino mi piace. L'altro invece no.