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domenica 10 marzo 2019

Maurizio De Giovanni - Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone - Incontri con l'autore

Ci sono incontri che vorresti non finissero mai. 
Quello con Maurizio De Giovanni rientra in questa  categoria. 
Sorridente, disponibile, pronto a guidare i presenti in un viaggio tra le pieghe dei suoi libri e non solo. De Giovanni ha ammaliato tutti coloro che lo hanno incontrato al Teatro Comunale di Porto San Giorgio parlando di Lojacono e non solo. Perchè, è vero, l'occasione era la presentazione di Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone, ma De Giovanni non è solo questo.  

Cos'è un libro per Maurizio De Giovanni?
Un libro è un viaggio. Ti deve portare via in breve tempo. Se così non è lo molli senza problemi. E' un'esperienza immersiva, non può distrarti sia nel leggerlo che nello scriverlo. 

Da dove arriva Vuoto?
Uno dei vantaggi di quando inizi a vendere più di 10/12 copie dei tuoi libri è il poter scegliere la copertina e il titolo. Vuoto nasce dal rimpianto e da alcune considerazioni: quanto conta il vuoto rispetto al pieno? Quanto conta ciò che è normale rispetto a ciò che non lo è? Il vuoto è il peso di un'assenza come nel caso della storia della professoressa che, nel libro, scompare. Nel momento in cui scompare quella donna diventa rilevante. E poi, a ben guardare, il vuoto non è realmente vuoto. E' pieno di pezzi rotti. 

Che rapporto hai con le storie che racconti?
Prendi i personaggi, stabilisci l'ambientazione, il motivo scatenante da cui ha avvio la storia e scrivi: spesso, però,  mentre prosegui nella scrittura, capitano cose che non ti aspettavi all'inizio. Questo è quello che capita spesso a me. Prendiamo, per esempio, i personaggi femminili. Io le donne non le ho mai capite: le racconto e le lascio andare... la loro storia si dipana così ed è per questo che funziona.

Donne. Ce ne sono diverse e molto emblematiche nei tuoi libri...
In Vuoto arriva Elsa. E' un personaggio che ha un segno diverso da Pisanelli (per chi non ha letto il libro, arriva a sostituirlo perchè lui è in ospedale). Volevo un personaggio che fosse il contrario di Pisanelli e l'ho trovato. Questa donna ha una storia da raccontare e lo farà nei prossimi romanzi. 
Poi c'è Ottavia: è un personaggio di rottura. La verità è che odia suo figlio. Avere un figlio autistico è una condanna per una donna. Ottavia incontra un uomo di cui si innamora ma una cosa è pensare di lasciare un marito che non si ama più, una cosa è solo immaginare di lasciare un figlio con tali difficoltà. Provo molta tenerezza per lei. Ha una lacerazione interiore profonda. 

Una figura che emerge in modo particolare, in questo tuo ultimo libro della serie, è Marco Aragona.
Aragona è un ragazzo che è perennemente contro tutti. Però è un figlio che non ha un padre pur avendolo.... e si avvicina sempre più a Pisanelli che è un padre con un figlio lontano. Sono due personaggi molto diversi ma che si avvicinano molto in questa storia. 
Mi intriga molto il pensiero di far perdere ad Aragona il posto in albergo, quello che gli paga il padre, e fargli chiedere ospitalità a casa di Pisanelli. Chissà che non possa capitare prima o poi...

Parliamo della trasposizione televisiva. Come hai vissuto questa cosa?
Onestamente ci tengo molto a che i libri e i film camminino su due filoni narrativi diversi. Ho voluto - e su questo ho pesato parecchio - dare una linea narrativa precisa alla serie Tv. Ci sono situazioni che sui libri mancano e non è un caso quanto, piuttosto, una precisa scelta.

Poi c'è Sara...
Sì, Sara è la protagonista di una nuova serie che tra poco vedrà venire alla luce la seconda puntata. Dopo Sara al tramonto, la mia Sara avrà un'altra avventura. Io Sara l'ho incontrata davvero. L'ho incontrata fisicamente ed è la prova di come, spesso, sono le storie che vengono da te e non il contrario. Stavo rientrando a casa all'una e mezza di notte, un sabato notte, ed ho visto al lato della strada un'auto parcheggiata con una donna al volante. Capelli bianchi ma una bella donna, non anziana... era Sara. La domenica mattina ho dovuto subito chiamare il mio editore perchè avevo in mente la sua storia, una storia che nella mia mente avevo scritto durante la notte.

Chi è questa donna?
Sara non è una poliziotta. E' una giustiziera.
E' un'esperta di linguaggio non verbale, è un'osservatrice, legge il labiale. E' un personaggio strano e particolare. Ho scritto la sua storia senza essere molto convinto che andasse bene: mi sono affacciato per vedere cosa succedeva ed ho visto che è venuto fuori un romanzo di grande potenza. 

E che ci dici di Ricciardi?
Il prossimo libro sarà l'ultimo della serie. Quando un autore scrive la storia di un romanzo non sa quanto durerà. Nella maggior parte dei romanzi i personaggi non cambiano. Ma se si fa una scelta diversa, ed i personaggi li si fa cambiare con il tempo, con le esperienze... bhè, allora ad un certo punto la storia deve finire. Ricciardi è un personaggio molto amato e mi piace l'idea di concludere la sua storia nel momento in cui i lettori lo amano. 
Per il momento ho in mente di chiudere la serie. 
Forse proporrò una raccolta di racconti su Bambinella, questo sì, posso dirlo. 

Nelle tue storie compare una Napoli, la tua città, nei confronti della quale, però, sei impietoso...  
Ho gli occhi per vedere e devo fatalmente raccontare quello che vedo. 
Racconto, per amore, i drammi della mia città.

venerdì 18 aprile 2014

Il giardino degli incontri segreti (L. Riley) - Venerdì del libro

Ho sempre amato scrivere. Fin da ragazzina, avevo più o meno dieci anni, inventavo storie che poi raccoglievo in fascicoli che, a distanza di trent'anni, tornati tra le mie mani, mi hanno davvero emozionata. Ancor più mi hanno emozionata i diari che tenevo costantemente. Al mio amico immaginario Joe (così lo chiamavo... caro Joe) raccontavo le mie giornate, consegnavo i miei pensieri e le mie emozioni.
Così, leggendo Il giardino degli incontri segreti, nel quale la storia si snoda attorno ad un diario rinvenuto molti anni dopo essere stato scritto bhè... mi sono lasciata incuriosire. Ho comprato il libro un paio di mesi fa poi l'ho lasciato in attesa sulla mensola dei libri da leggere.
L'altro giorno, dovendo assistere mio marito per un intervento chirurgico (è rientrato a casa stamattina, tutto ok) e sapendo che avrei avuto un bel po' di tempo a disposizione, l'ho messo in borsa. Sapevo che mi attendevano lunghe ore di silenzio ed ho pensato bene che 615 pagine da leggere sarebbero state più che sufficienti. Ebbene, l'ho letto in due giorni (uno e mezzo, a dire il vero) e dopo la prima giornata in ospedale ero oltre la metà. 
La storia non è semplice da raccontare e non voglio svelare troppo la trama perchè merita di essere letto. Non sarà un capolavoro della letteratura ma la storia è ben strutturata, il libro è ben scritto e propone una buona dose di amore proposto sotto varie forme: amore materno, amore filiale, amore per l'arte... Ed anche una buona dose di legami: legami di sangue, legami con le tradizioni, legami con il passato.

La protagonista è Julia e, con lei, una tenuta che, di generazione in generazione, è rimasta sempre di proprietà della stessa famiglia. Famiglia per la quale il nonno di Julia, Bill, era il fidato giardiniere. Julia si è sempre sentita legata a Wharton Park ma non immagina che quel suo legame ha le sue fondamenta in qualche cosa di più profondo di ciò che tutti possano pensare.
E cosa c'entra in tutto questo il diario? Bhè, è proprio nel momento in cui viene rinvenuto il diario di nonno Bill (tale si pensa che sia, all'inizio) che vengono a galla dei segreti per bocca di nonna Elsie, moglie di Bill. Sarà lei a raccontare a Julia qualche cosa che mai, prima d'allora, era stato detto. Qualche cosa che cambierà la vita di molti.

Il giardino degli incontri segreti è un romanzo in cui passato e presente si intrecciano con forza proponendo una saga famigliare alla quale non è ancora scritta la parola fine. Un romanzo d'amore ma anche un romanzo storico perchè, grazie al diario, si parla di un periodo storico non molto felice e che, comunque, ha cambiato la vita di due delle persone vicine a Julia. E poi si parla di fiori, di giardini, di serre che quasi sembra di sentirne il profumo...

Ho trovato, poi, diverse storie nella storia... ed anche una sorpesa sul finire del libro che, onestamente, non mi sarei aspettata.
Mi è piaciuto. Mi sono anche commossa in diversi passaggi e non mi vergogno a dirlo... davanti ad una scelta importante fatta da una madre per il bene di sua figlia mi è scappata una lacrimuccia (...con mio marito che mi guardava dal suo letto e scuoteva la testa sicuramente pensando "...ma come si fa a piangere per un libro").

Lo consiglio per questo Venerdì del libro a chi vuole immergersi in una lettura "da disimpegno" ma, comunque, intrigante e ben scritta.

Ps. la copertina sulle prime mi ha attirata poi, leggendo il libro e guardandola con attenzione ho pensato che avrei preferito qualche cosa di meno moderno e meno "finto"... Non so come spiegare la mia sensazione ma quella scalinata mi sembra poco rappresentativa della tenuta a cui si fa riferimento e quelle orchidee appese là in alto... bhè, avrei preferito altro.
E cercando nella rete ho trovato altre due versioni:

Delle due preferisco in assoluto quella di destra (e la preferisco anche alla versione italiana) visto che rappresenta molto meglio la storia.

***
Il giardino degli incontri segreti
Lucinda Riley
Giunti Editore
9.90 euro