giovedì 9 dicembre 2021

Delitto di Natale a Palermo (S. Toscano)

 

E chi lo ha detto che a Natale siamo tutti più buoni?

A quanto pare non è così e a darne la prova è Mimmo Fisichella che, nel raccontare all’amico Fabrizio Corsaro – giornalista di mestiere – un delitto consumatosi proprio a Natale tempo prima, conferma che non è proprio vero, o almeno non sempre, che nel periodo natalizio si fanno largo i buoni propositi.

Il racconto breve che l’autore propone è dedicato ad un vecchio caso e Fabrizio Corsaro compare solo nel primo capitolo e come narratore nella prima parte per cedere poi il posto al vero protagonista: l’ex capo della Omicidi di Palermo che, assieme a suo fratello, lo aveva tirato fuori da un bel guaio qualche anno prima. Ora era distaccato dalla Dia e si ritrovano dopo un po’.

Il periodo storico dell’incontro è quello attuale visto che Mimmo è reduce da una brutta esperienza con il Covid mentre i ricordi che si fanno largo tra le pagine del racconto risalgono alla seconda metà degli anni Novanta, quando Fisichella era da poco a Palermo per il suo incarico.

Tra le pagine l’autore racconta di una Palermo legata alle sue tradizioni, molto rigida nelle sue posizioni e poco incline alla modernità. Un ambiente che a Fisichella piaceva poco ma che ha dovuto farsi piacere, visto che avrebbe dovuto lavorarci. Proprio qui, a Palermo, si consuma un delitto nella notte di Natale: una morte naturale, così viene subito fatta passare la dipartita di un anziano signore morto in casa mentre i suoi due figli e le loro rispettive compagne se ne stavano al piano di sotto a giocare a carte. Ben presto quella morte naturale viene identificata per quello che è: un omicidio.

Le indagini sono piuttosto concentrate in pochi giorni e ben presto l’evolversi della situazione fa crollare il mito del Natale come periodo in cui si è tutti più buoni: non è proprio così!

Scrittura scorrevole con incursioni in dialetto locale puntualmente tradotto nei passaggi più ostici per agevolare la lettura che scivola via in un’oretta. Un giallo non troppo cruento ma comunque un giallo con un delitto che, in assoluto sempre condannabile, a Natale lascia ancor di più l’amaro in bocca.

L’autore, introducendo il racconto con l’incontro tra Corsaro e Fisichella, si ricollega ad un personaggio già noto nei suoi precedenti romanzi dando comunque continuità al filone già tracciato con i fratelli Corsaro.
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Delitto di Natale a Palermo
Salvo Toscano
Newton Compton Editori
61 pagine
3.90 copertina flessibile - 0.49 Kindle

mercoledì 8 dicembre 2021

Fa troppo freddo per morire (C. Frascella)

Dopo averne sentito tanto parlare ho fatto anche io la conoscenza di Contrera. Di mestiere fa l'investigatore privato ma il suo ufficio è una lavanderia che gli viene prestata da un amico. Quello stesso amico che gli chiede, un giorno, di indagare in merito ad un delitto del quale è stato accusato un ragazzo che è sotto la sua protezione. Tutto gioca a sfavore di quel ragazzo anche se Contrera non è convinto della direzione che stanno prendendo le sue indagini.

 Contrera è un personaggio molto particolare

Strappa anche qualche sorriso con i suoi atteggiamenti ed il suo modo di fare ma è una persona profondamente sola. Per scelta, a quanto pare. Nella sua vita ha fatto scelte che le sono costate un prezzo altissimo. Si è giocato il lavoro e la sua dignità è finita sotto la suola delle sue scarpe. Se ne rende perfettamente conto e tutt'ora, pur cercando un minimo riscatto, è costantemente tentato di comportarsi in linea con ciò che è stato, non con ciò che vorrebbe (e dovrebbe essere).

Oltre al lavoro tra le forze dell'ordine ha anche un matrimonio fallito alle spalle così come una figlia con la quale non può certo di avere un buon rapporto. O, meglio, un rapporto proprio non ce l'ha. 

La sua famiglia è sua sorella e sono i suoi nipoti: vive in casa loro ma il capo famiglia, suo cognato, non perde l'occasione per dargli un ultimatum dietro l'altro invitandolo caldamente ad andarsene.

Devo ammettere di aver avuto tra le mani un romanzo originale, con un protagonista altrettanto originale rispetto al quale non avevo aspettative, pur avendo letto parecchie recensioni in merito. 

La storia si svolge in inverno e quel freddo che l'autore descrive, con la neve che cade e il ghiaccio che sembra penetrare nelle ossa mi ha dato l'idea del freddo che può provare un'anima inquieta e sola come quella di Contrera. E' un uomo particolare, che ha delle grandi capacità investigative che emergono quasi per caso tra una riga e l'altra, come se fosse qualche cosa di estremamente naturale. 

Contrera, il nostro è stato un incontro pieno di sorprese e devo dire che mi ha fatto piacere conoscerti. Alcuni tuoi comportamenti mi hanno innervosita, sappilo ma nonostante tutto credo che tu sia una persona in gamba e dal grande cuore. 

Ps. Contrera, tornerò a cercarti.
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Fa troppo freddo per morire. La prima indagine di Contrera
Christian Frascella
Einaudi editore
336 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

lunedì 6 dicembre 2021

Giallo al Collegio dei Santi Innocenti (G. Zucca)

Anche all’Istituto Santi Innocenti è arrivato il Natale e, con lui, un mistero bello e buono per il tenente Rovesi. Gavino Zucca propone, in un racconto breve, un’avventura che ha, questa volta, tinte meno fosche del solito. Probabilmente per rispetto del periodo natalizio questa volta Roversi non ha a che fare con cadaveri ma con un mistero che richiede comunque tutte le sue attenzioni. Il furto di una fede nuziale da una mostra allestita proprio in occasione delle festività natalizie richiede che si indaghi sul possibile colpevole senza sottovalutare nessuna pista.

Attenzione, però.

Fondamentale non lasciarsi andare a facili giudizi e a dare risposte frettolose perché la realtà può essere ben diversa da quel che sembra. Mai giudicare dalle apparenze: anche in questo caso vale tale assunto.

In una indagine che si concentra in pochi giorni (oltre che in poche pagine), Roversi e il suo amico Gualandi si trovano a fare luce su una storia che nessuno fino a quel momento aveva mai lontanamente immaginato (o quasi nessuno, a dire il vero) e che, a quanto pare, ha risvolti che portano in direzioni diverse.

La narrazione è scorrevole ed immediata. Come avvenuto nei precedenti volumi della serie che ha per protagonista Roversi sono i ragionamenti a voce alta, i dialoghi tra i personaggi che portano per mano il lettore verso la soluzione del mistero.

Ho apprezzato la scelta dell’autore – credo proprio che sia stata una scelta – di mettere tra le mani dei lettori una storia che non fosse troppo cruenta in questo periodo: abbiamo tutti bisogno di leggerezza e quella di proporre una storia ambientata nel periodo di Natale, anche se la serie è marcatamente legata a delitti o, comunque, a diverse tipologie di reati, credo che sia stata azzeccata.

Inutile dire che, avendo letto tutti i libri precedenti della serie, avrei apprezzato una storia più strutturata, non un racconto breve ma per questo spero che l’autore ci faccia qualche sorpresa da qui in avanti.
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Giallo al collegio dei Santi Innocenti
Gavino Zucca
Newton Compton Editori
pag. 60
3.90 euro copertina flessibile - 0.49 kindle

giovedì 2 dicembre 2021

Dispassione (M. L. Rosati)

Una protagonista che arriva al lettore fin dalle primissime pagine e che lo porta con sé in un viaggio alla riscoperta del proprio passato e, di riflesso, del proprio presente. Fiamma è una donna dai capelli brizzolati e dalla scarsa sensibilità nei confronti del prossimo. Non le interessano i rapporti interpersonali, evita smancerie di ogni tipi, ha delle fobie che la portano a starsene per conto suo, nel suo appartamento isolata da tutti. Per scelta. Perché Fiamma è cattiva. Fiamma è una donna che non socializza, non ama raccontare i fatti suoi ne' ascoltare i fatti degli altri. Non le interessa di nessuno. Nemmeno di quella bambina così piccina e paffutella che la figlia di un'amica della sua unica amica le affida ogni tanto. 

 Ma come fa a fidarsi a lasciarla ad una donna così insensibile e così distaccata dal resto del mondo? 

Fiamma non è sempre stata così, però. Lei non lo sa, non lo ricorda. Ma c'è stato qualcosa che l'ha portata a comportarsi in quel modo così ostile nei confronti di tutto e di tutti. Quando, pian piano, alcuni sfocati ricordi tendono a riapparire nella sua mente, Fiamma si sente smarrita, ha bisogno di dare una ulteriore svolta alla sua vita per cercare ciò che - lo sente - le manca.

Dispassione: ecco cosa ha cambiato la sua vita. Uno stato di disaffezione a tutto e a tutti che, pure, non è una mancanza di sentimento o di passione ma è l'esatto contrario.

Non è semplice da definire, la dispassione ed è uno status dal quale Fiamma sente di dover uscire. Sa di essere alla ricerca di qualche cosa, di una via d'uscita ma non sa ancora quali saranno le vie da percorrere o il ruolo delle persone che, in un modo o nell'altro, le staranno accanto.

L'autrice caratterizza Fiamma alla perfezione. Trasmette le sue fobie ma anche il suo smarrimento, la sua paura, la sua sofferenza con una intensità tale da permetterle di dominare su tutti gli altri personaggi che, seppur importanti ai fini delle vicende che la riguarderanno, sembrano restare sempre e comunque sullo sfondo.

La storia riserva interessanti sorprese inaspettate, la narrazione è particolare, scorrevole ma mai banale. Molto gradevole il formato, che si infila senza problemi in borsa ed è anche gradevole al tatto.

Un libro che consiglio a chi ama le storie capaci di emozionare e che danno spazio, prima di tutto, alle persone anche se Fiamma è convinta che non sia così.
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Dispassione
Maria Laura Rosati
‎Liberilibri editore
240 pagine
16.00 euro copertina rigida

martedì 30 novembre 2021

La sentenza della polvere (A Bongiorni)

Ho avuto questo libro con uno scambio ed è rimasto per un bel po' di tempo ad aspettare che arrivasse il suo momento. L'ho lasciato decantare per bene per poi accorgermi di avere tra le mani un noir ben costruito, ben scritto, con un sacco di intrecci che secondo il mio parere sono ben riusciti anche se in alcuni punti ho pensato che magari si stesse un po' esagerando.

 Ho scoperto una Milano violenta, molto violenta, quasi irriconoscibile per chi, come me, è abituato a pensare alla Milano bene, ai monumenti, alla capitale mondiale della moda e del design.

Quella che racconta Alessandro Bongiorni è una Milano oscura, dove è la violenza a fare da padrona legata ad un traffico consistente di droga, a metodi alquanto ortodossi per ottenere informazioni, ad ambienti malfamati, ad un giro di prostituzione non indifferente ma anche ad un ambiente politico luccicante e insospettabile al punto tale da non essere credibile.

Il vice commissario Carrera lavora proprio qui: nella questura di una Milano che ama, in ambienti che presentano una faccia oscura, è vero, ma che hanno quel piglio amorevole e quel calore che solo con una passeggiata in solitaria si riescono a percepire. Quando un giovane viene ritrovato cadavere per overdose sembra tutto nella norma, cose che capitano in quei posti. Ma nel momento in cui ci si rende conto che quel giovane è il figlio del commissario Fenisi che era tossico da tempo ma stava seguendo un percorso di disintossicazione, la situazione prende una piega diversa. 

Carrera si trova ben presto ad indagare nel torbido, partendo da una morte che non sembra poi così chiara come si può pensare. Viene così a conoscenza di un giro d'affari a molti zeri legato alla droga pesante. Eroina: la guerra è a tutto campo contro il traffico d'eroina che, a quanto pare, si consuma quotidianamente - e in modo piuttosto indisturbato - in quella Milano che sembra avere davvero una doppia faccia. Il tentativo di seguire le indagini in sordina, senza attirare troppe attenzioni viene meno quando un giornalista in cerca dello scoop, Sandro Chiodi, inizia a curiosare ma anche quando un politico che ambisce ad un seggio in Europa decide di fare della guerra all'eroina il suo cavallo di battaglia. Tutte variabili, queste, che si intersecano tra loro e che coinvolgeranno, in un modo o nell'altro, Carrera.

La strada appare tutta in salita e l'indagine avrà molti risvolti che rendono la storia ricca ed intricata senza mai, però, diventare pesante. 

L'unica grande difficoltà che ho incontrato, nella primissima parte del romanzo, è stata quella di districarmi con i nomi. L'autore non fa delle chiare presentazioni dei personaggi al lettore: Rodolfo, Rudi, Carrera... ci ho messo un po' a capire che  si trattava della stessa persona: vice ispettore Rodolfo Carrera, Rudi per gli amici. Una volta viene chiamato in un modo, una volta in un altro e sulle prime ho fatto davvero fatica perchè come per lui lo stesso discorso vale per altri personaggi.

Piano piano, però, il quadro si chiarisce e si comprendono legami, amicizia, rapporti interrotti, storie passati, amori precedenti, ambizioni attuali, rimpianti e rimorsi oltre al tanto dolore che la violenza porta inevitabilmente con sé.

Carrera è un vice ispettore molto particolare: è un uomo tormentato (e in alcuni punti mi ha fatto pensare all'Harry Hole di Nesbø) pronto a tutto pur di arrivare al suo obiettivo ma ha anche un cuore grande.

Non mancano colpi di scena e... mi sento di consigliare questa storia a chi ama l'alta tensione e non si scandalizza davanti a metodi non troppo convenzionali ma anceh davanti a scelte discutibili sotto certi punti di vista.

Bel libro, ritmo molto alto, ben scritto, consigliato a chi ama il genere.
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La sentenza della polvere
Alessandro Bongiorni
Piemme edizioni
571 pagine
17.50 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle

lunedì 29 novembre 2021

Il maialino di Natale (Jk. Rowling)

Scritto per giovani lettori, Il maialino di Natale è un libro che ho letto anche io in questi giorni.

Solitamente non vado dietro alle ultimissime uscite. Anzi, quando sento molto parlare di un libro a ridosso dell'uscita solitamente me ne tengo alla larga.

Ho fatto un'eccezione principalmente perché per una challenge di lettura che si conclude a dicembre avrei dovuto leggere un libro ambientato a Natale e questo maialino è arrivato a casa mia come dono inaspettato per mano di una mia amica che lo ha pensato come coccola per me ma anche come lettura adatta ai miei ragazzi. Una sorta di regalo collettivo!

I libri per ragazzi non mi dispiacciono.

Li leggo sempre volentieri soprattutto quando ho voglia di qualche cosa di accogliente, che mi riscaldi il cuore. Spesso i libri per ragazzi lo sono. Il maialino della Rowling non fa eccezione: è il protagonista, assieme al piccolo Jack, di una storia perfetta per il periodo di Natale e che punta l'attenzione su tanti aspetti importanti che, dietro la narrazione fantastica, emergono con chiarezza. 

Jack è molto legato al suo maialino di pezza (io avevo un pupazzetto che ho tenuto accanto a me per taaaaanto tempo per cui mi sono sentita molto vicina a quel bambino) ma per una serie di circostanze lo perde. Jack è disperato ma non sa che nel giorno della vigilia di Natale tutto può succedere. Quando si trova per le mani un pupazzetto nuovo, un Maialino di Natale come "rimpiazzo" del suo Lino la prima reazione che ha è quella di scagliarlo via lontano da sé.

Reazione comprensibile. Poi, però, quel maialino diventerà - volente o nolente - un suo alleato in una ricerca forsennata in un mondo in cui vanno a finire tutte le cose perdute. Jack non è perduto e, soprattutto, non è una cosa: come potrà arrivare in quel mondo? Chi troverà e cosa succederà? Riuscirà a ritrovare il suo amato Lino?

Durante il suo cammino Jack imparerà il valore dell'amicizia, del sacrificio, della perdita, della speranza. 

Senza dilungarmi troppo sulla trama posso dire di aver pensato immediatamente a mia figlia: lei è molto attaccata alle sue cose, le dispiace buttare via ciò che non usa e se avesse spazio conserverebbe di tutto. Ho immaginato la sua reazione nel conoscere le sensazioni provate dagli oggetti smarriti, che nessuno cerca più o quelli di cui ci si è volontariamente liberati perché sono queste sensazioni che emergono ed arrivano al lettore.

Lo stile è molto semplice, scorrevole e capace di far volare la fantasia però - non so se la mia sarà una delle poche voci fuori dal coro - in alcuni punti mi sono un tantino annoiata. Mi aspettavo qualcosina di più soprattutto dopo aver letto e amato Harry Potter. Forse gli autori famosi pagano pegno per i successi precedenti, non so, e magari dovrei liberarmi dalla zavorra legata a quel famosissimi personaggio. Storia carina, con riferimenti ad argomenti importanti ma ne ho letti di più belli, di libri per ragazzi. 

Ps. molto carine le illustrazioni. Credo che per i lettori più giovani sia perfetto. Magari per un lettore più maturo un po' meno, soprattutto se si aspetta qualche cosa che sia all'altezza dei precedenti lavori dell'autrice.
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Il maialino di Natale
JK. Rowling
Salani Editore
320 pagine
17.95 euro copertina rigida, 10.99 Kindle

mercoledì 24 novembre 2021

Il killer della neve (R. Greenwood)

La vendetta è un piatto che si consuma freddo. Quanto freddo, però?
Possono passare anche cinquant’anni prima che la voglia di vendetta venga soddisfatta?
Ed è davvero vendetta, questa, o con il passare del tempo diventa qualche cosa di diverso?

Me lo sono chiesta leggendo il libro Il Killer della neve, in collaborazione con Thrillernord, nel quale una mano assassina colpisce in concomitanza con le nevicate che rendono l’ambiente soave, ma solo in apparenza. Non è un caso se quella mano agisce proprio con la neve. Ad essere difficile da capire è, invece, se davvero quella mano possa aver lasciato correre cinquant’anni prima di tornare a colpire e cosa abbia determinato questa scelta.

Il detective Barton e la sua squadra non riescono a venire a capo di ciò che sta accadendo loro attorno. Non riescono a mettere insieme i pezzi di quel puzzle che non combaciano affatto. O, almeno, questa è la sensazione che se ne ha. Eppure sono tanti i segnali che potrebbero portare il detective verso una precisa direzione, tanti i dettagli che gli sfuggono o che gli dicono qualcosa ma non riesce a capire bene cosa sia.

Devo ammettere che per gran parte del libro ho avuto la sensazione che Barton e la mano assassina si trovassero su piani destinati a non incontrarsi mai pur essendo sostanzialmente molto vicini, più di quanto si potesse pensare.

Non manca il colpo di scena, questo va detto, ma va anche detto che nel complesso le indagini mi sono sembrate rese in modo tale da dare l’impressione che si girasse continuamente in tondo.

Posta qualche pecca del punto di vista dell’evoluzione della storia, però, devo dire che le vicende mi hanno fatto riflettere molto e non è cosa così usuale in un thriller dove l’obiettivo, in genere, non è certo quello di far riflettere più di tanto.

Innanzitutto i pregiudizi, o i facili giudizi… quanto incidono nelle scelte di ognuno? Siano essere scelte positive che negative (in questo caso sono piuttosto negative e definitive). La convinzione che una persona resti per sempre ancorata al suo passato, agli errori commessi in passato, quanto influenza la capacità di giudizio di ognuno nei confronti dell’altro?

E poi la vendetta. Il “piatto che va gustato freddo”, la voglia di riscatto. Non è vero che il passare del tempo cura le ferite, anche le più profonde. Ce ne sono, di ferite, che non smettono mai di sanguinare e per arrestare il flusso costante di dolore che provocano richiedono scelte drastiche, anche a distanza di tempo.

Per finire, nessuno può dire veramente di conoscere del tutto le persone che ha accanto. Dietro ad un sorriso, ad un paio d’occhiali da miope, ad un bastone per correggere una zoppia può esserciqualche cosa di diverso da ciò che si può pensare. Barton lo scoprirà dopo un bel po’ dall’avvio delle indagini ma alla fine ci arriva.

Posti alcuni errori nel testo (che mi auguro vengano superati nella versione cartacea visto che ho letto l’ebook), la fatica maggiore è stata quella di non poter dare una mano a Barton tutte le volte in cui ho avuto la sensazione che avesse bisogno di un aiutino.

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Il killer della neve
Ross Greenwood
Newton&Compton
352 pagine
9.90 euro copertina rigida - 4.99 Kindle