Una donna che fa quasi paura per la sua freddezza – taglia a fette i cadaveri, per mestiere, e li analizza per arrivare alle cause della morte – ma che, stavolta, manifesta in modo più marcato il suo lato più fragile. Inizia a provare una certa insofferenza per gli ambienti che frequenta, per il lavoro che fa (anche se non perde in termini di professionalità e precisione oltre che di acume investigativo) manifestando anche preoccupazione per sua nipote, sempre più vicina a diventare parte di quel suo stesso mondo.
Questa volta Kay, l'agente Pete Marino e lo psicologo Benton Wesley hanno a che fare con l’omicidio di una bambina di undici anni in North Carolina. Un delitto inaccettabile, brutale e molto vicino, per caratteristiche, a quelli compiuti dal serial killer Temple Gault, ancora a piede libero.
Si indaga in diverse direzioni, si mettono le mani nel torbido fino ad arrivare ad un di ricerca sulla decomposizione dei cadaveri. La fabbrica dei corpi che troviamo nel titolo.
Le descrizioni sono sempre minuziose, l’autrice dimostra ancora una volta tutta la sua preparazione. Alle volte, lo ammetto, ho trovato tanti, troppi dettagli di carattere tecnico che mi hanno fatta un po’ perdere chiedendo uno sforzo di attenzione maggiore del solito. Ma ci sta. Dovizia di particolari da anatomopatologo, dettagli descritti alla perfezione che portano il lettore “dentro” la storia.
Non mi aspettavo che gli sviluppi dell’indagine andassero nella direzione in cui effettivamente vanno ed ho temuto in più momenti per alcuni dei personaggi collaterali… compresa la nipote di Kay che, però, mi è sembrata una figura attorno alla quale stavolta si è calcata un po’ troppo la mano. È protagonista di vicende che mi sono sembrate poco verosimili e un po’ forzate… ma nel complesso la sua situazione non stona.
La serie è sempre più intrigante e l’arrivo di elementi che riguardano la vita della protagonista, inizialmente trattati quasi di sfuggita, mi intrigano ancora di più.
Oltre che le descrizioni degli ambienti, delle situazioni che riguardano le vittimi e delle scene dei delitti, molto efficaci sono anche le descrizioni delle personalità. Stavolta quella del colpevole mi ha anche fatto pensare a qualcuno che conosco, purtroppo.
Intendo andare avanti con la serie. E brava Patricia!
***
La fabbrica dei corpi
Patricia Cornwell
Mondadori Editore
Pag. 358

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