mercoledì 9 agosto 2017

Acciaio (S. Avallone)

Per la prima volta in Italia, editori e autori si sono alleati con i lettori per dare vita a una grande iniziativa e trasmettere a tutti la propria passione per la lettura. Il 23 aprile 2015 migliaia di Messaggeri #ioleggoperchè - entusiasti e decisi a tutto - hanno affidato 240.000 libri ad altrettanti possibili lettori. Questo libro è uno di quei 240.000.
Ecco spiegato il perchè di una edizione così particolare del libro Acciaio di Silvia Avallone, senza la copertina che lo ha reso famoso ma, ovviamente, con lo stesso contenuto.

Avevo sentito tanto parlare di questo libro ma, non amando andare dietro ai libri tanto promozionati nel momento della loro uscita, non l'avevo preso proprio in considerazione fino a che non ho trovato questo titolo come consigliato nella Challenge From Reader to Reader 2.0.
Spulciando tra i libri disponibili nella libreria di casa me lo sono trovato tra le mani e... l'ho letto in due giorni. Complici due pomeriggi al mare, non è stato difficile arrivare in fretta alla fine.

Anna e Francesca sono due tredicenni che vivono a Piombino, nei casermoni che sono stati realizzati davanti al mare dal Comune, riservati agli operai: via Stalingrado. In questo posto gran parte del lavoro arriva dalla Lucchini, l'acciaieria attorno alla quale gravitano le vite dei personaggi del romanzo.

Un romanzo: questo va tenuto presente. Si tratta di un romanzo che, però, propone ambientazioni reali, situazioni reali e calca un po' la mano - credo - su altre.

Le due ragazzine sono nel fiore degli anni, i loro corpi stanno cambiando e sono consapevoli di ciò tanto da tenere atteggiamenti che, seppur ancora da bambine, sconfinano nel civettuolo. Sono amiche da sempre ed hanno due famiglie apparentemente normali alle spalle.
Eppure...
Eppure Francesca e sua madre subiscono la violenza dell'uomo di casa, un padre ossessionato dalla figlia e capace di spiarla dalla finestra di casa con un binocolo. Una situazione che diventa giorno dopo giorno insostenibile ma dalla quale la madre di Francesca non riesce a venire fuori. E subisce, sua figlia con lei.
Eppure Anna ha un mascalzone per padre, ben presto ricercato per dei misfatti piuttosto seri. Un uomo che ostenta ricchezza - guadagnata non si sa come - mentre il figlio Alessio, fratello di Anna, si spezza la schiena nell'acciaieria e sua moglie Rosa, casalinga da sempre, intuisce ma fa finta di non sapere da dove arrivino quei soldi. 
Questi i personaggi principali. Attorno a loro Cristiano e Mattia, Lisa, Jessica e tutti gli altri, personaggi di un quadro molto particolare di quella che era la vita a Piombino negli anni 2010/2011 (viene raccontato l'attentato delle Torri Gemelle). Una parte del mondo in cui sembra che il tempo sia scandito da orologi legati alla vita della fabbrica ed al mare nella bella stagione.

L'autrice, nel raccontare la storia di Francesca, Anna e tutti gli altri, usa uno stile piuttosto ruvido, forte, poco romanzato. Racconta della situazione degli operai del posto calcando un po' la mano - e credo che sia questo che ha provocato reazioni negative all'uscita del libro - sia per quanto riguarda la descrizione di luoghi che sembrano rimasti un pasto indietro da altre zone d'Italia, senza dubbio più avanzate.
Cosa significa crescere in un complesso di quattro casermoni, da cui piovono pezzi di balcone e di amianto, in un cortile dove i bambini giocano accanto a ragazzi che spacciano e vecchie che puzzano? Che genere di visione del mondo ti fai, in un posto dove è normale non andare in vacanza, non andare al cinema, non sapere niente del mondo, non il giornale, non leggere libri, e va bene così?
Francesca ed Anna si trovato in questo mondo, a vivere di quelle briciole di vita che vengono loro concesse e a sognare altro. Una vita da velina la prima, una vita di successo sul mondo del lavoro, la seconda.

Eppure...
Eppure anche ai sogni vengono tarpate le ali. 

L'autrice descrive un ambiente in cui l'omertà la fa da padrone anche davanti all'evidenza, descrive luoghi degradati, ambienti di lavoro poco controllati, luoghi in cui la droga circola quasi come se fosse normale e altrettanto normale è il suo uso per poi andare a lavorare in fabbrica e sopportare quello che ciò comporta. Descrive un mondo a parte. Questo è quello che ho pensato. Un mondo in cui una ragazzina di 14 anni finisce per ballare la lap dance in un locale per soli uomini e nessuno fa niente - pur conoscendola - per evitare che ciò accada.

Lo stile dell'autrice, secondo il mio parere, ha ben reso lo scenario. Se la storia fosse stata maggiormente romanzata non avrebbe avuto lo stesso effetto. Anche le descrizioni di momenti intimi, con termini non molto eleganti, fanno parte dell'insieme e, secondo me, non ci stanno male.

Il personaggio che più mi è piaciuto è quello di Alessio. Ed è anche stato quello la cui storia mi ha fatto più male. 
Quello che mi è piaciuto meno, che mi ha maggiormente irritata è quello della mamma di Francesca. Una donna succube e ipocrita, secondo il mio punto di vista, disposta a subire e subire senza trovare mai il coraggio di dire basta.

Letto in due giorni. Letto e piaciuto.

domenica 6 agosto 2017

Ogni giorno ha il suo male (A. Fusco)

Antonio Fusco mi ha convinta solo in parte. 

Eh si, perché alcuni passaggi del libro Ogni giorno ha il suo male mi sono sembrati un po' scontati ed alcune situazioni hanno richiamato alla mia memoria altri romanzi dello stesso genere.
Buona la storia, con personaggi ben descritti e dalla personalità complessa ma... di questo commissario non mi sono innamorata come è successo con altri.

Si tratta di un genere che non disdegno affatto. Anzi, leggo molto spesso gialli, polizieschi e noir per cui credo di poter dire di avere in mente un bel panorama di commissari con cui fare qualche confronto.
 Pur avendo apprezzato la scrittura scorrevole, la storia ben costruita e pur considerandolo un buon libro, Ogni giorno ha il suo male mi ha riservato dei dialoghi un po' artefatti in alcuni passaggi (dialoghi che, nella realtà, credo difficilmente si sentirebbero pronunciare in certe situazioni) ed anche delle situazioni poco originali. Il commissario che vuole restare da solo sulla scena del delitto in attesa che il cadavere gli parli non è per niente originale, proposto in altre storie e, magari, situazione anche abbastanza reale però mi è sembrata poco originale.

Casabona si chiama Tommaso di nome. E' lui il protagonista. Ha qualche macchia nel suo curriculum di poliziotto (nemmeno questa è una novità assoluta) e questa macchia sarà la chiave del mistero attorno al quale si trova ad indagare. Ha una situazione familiare particolare, sulla quale il suo ruolo di commissario incide negativamente soprattutto nel rapporto con sua moglie. 
Tutto sommato quello di Casabona è un personaggio che mi è piaciuto anche se, come detto, non me ne sono innamorata come avvenuto con Rocco Schiavone, con Montalbano, con Lojacono o con Harry Hole. Non intendo fare confronti ma è stato inevitabile che altri nomi mi venissero in mente.

Forse un solo romanzo è poco, in questo caso, per affezionarsi al protagonista ma con altri non è stato così per cui forse - ovviamente si tratta di un'opinione personale - qualche cosa è mancato.

La storia, dicevo, è ben costruita ed il fatto di non aver voluto per forza allungare il brodo per arrivare al colpevole l'ho apprezzato parecchio. 

I dialoghi. In alcuni passaggi troppo articolati e poco spontanei, secondo me. 

E poi l'uso del nome e del cognome dei personaggi...  Casabona e Cristina (si tratta di una sua collega): il primo indicato per cognome, la seconda per nome nella stessa frase. Perché?  Ovviamente non c'è una regola alla base dell'uso dei nomi e dei cognomi ma Casabona e Belisario o Tommaso e Cristina personalmente mi sembrano accoppiate più azzeccate. 

Una scelta dell'autore, ovvio. Ed un mio modesto pensiero.

Ho letto questo libro in e-book e, nonostante la mia vena critica, non mi è dispiaciuto. Al momento non sento lo stimolo giusto per cercare altre avventure che abbiano Casabona per protagonista ma non escludo di farlo in futuro. Farò sedimentare un po' il personaggio per poi riprenderlo e verificare l'effetto che fa. 

Con questa lettura partecipato alla Challenge From Reader to Reader 2.0 in quanto è uno dei titoli suggeriti. Per me è la prima lettura utile per la challenge nel mese di agosto.
 

mercoledì 2 agosto 2017

Il libro di Charlotte (R. J. Palacio)

E' l'ultimo libro della serie ed ha per protagonista una ragazzina che risponde al nome di Charlotte. Anche lei è stata arruolata per dare il benvenuto ad August nella nuova scuola ma non è un personaggio che nel primo libro della serie A Wonder Story mi è rimasto impresso. 

Il libro di Charlotte, come gli altri due che l'hanno preceduto, è dedicato ad uno dei compagni di August ma anche stavolta, a differenza del libro dedicato a Julian, Auggie passa in secondo piano rispetto alla protagonista. Viene narrata la sua storia, una storia fatta di alti e bassi, di amicizie e di scelte che porteranno Charlotte ad andare oltre le apparenze ed a scoprire, in qualcuno che considerava troppo lontano da se, dei punti di contatto. 

Onestamente mi sarei aspettata qualche riferimento in più al suo rapporto con August visto che, comunque, il suo personaggio emerge proprio perchè abbinato alla storia di Auggie. Invece no. Lo si nomina solo di passaggio, in alcuni capitoli. Per il resto si parla di cose da femmine, amicizie, rivalità, ambizioni, sentimenti.
Dedicare un libro a Charlotte mi è sembrata, onestamente, una forzatura come a voler continuare a cavalcare l'onda della serie Wonder. 
Nel complesso non è una lettura sgradevole. Non è questo il punto. E' che, secondo il mio punto di vista, lascia poco e non arricchisce, nel complesso, il quadro che si inizia a dipingere con Wonder ed a cui si aggiungono dettagli con i libri successivi.

Charlotte è una classica adolescente alle prese con problemi della sua età quale, in primis, l'accettazione dell'altro e l'essere accettato.

A chi non è capitato, nell'età dell'adolescenza, di desiderare di far parte di un gruppo che, invece, appare irraggiungibile? 
Chi non avrebbe dato tutto pur di diventare parte del gruppo dei più fighi della scuola? 
Capita anche a lei e tutta la storia ruota attorno a ciò.

Anche se nominato solo di passaggio il mio personaggio preferito resta August. Il libro di Charlotte scorre, si legge in fretta ma se ne poteva anche fare a meno. Avrei preferito conoscere il punto di vista di Summer piuttosto che quello di Charlotte. Chissà che non sia la protagonista del prossimo libro della serie? 
Per il momento si chiude qui e con questa lettura partecipo alla challenge Leggendo Serialmente.

martedì 1 agosto 2017

Glass Magician (Charlie N. Holmberg)

Dove l'avevamo lasciata? Dunque… la nostra Coney, nel primo libro della serie - Paper Magician - era impegnata a salvare il suo Maestro Emery Thane. Un'impresa piuttosto ardua per lei, apprendista Piegatrice, ma che - ora lo posso dire visto che siamo al secondo volume - la vedrà uscire vincitrice così come vedrà Emery salvo! I pericoli, però, non sono affatto finiti e Coney non può portare avanti i suoi studi in modo sereno e tranquillo. 

Eh no. Proprio no!

Innanzitutto la ragazza è un po' turbata per via della vicinanza di quell'uomo che ha imparato a conoscere in modo così profondo durante l'avventura precedente. Un uomo a cui, essendo il suo Maestro, Coney non dovrebbe guardare con occhi dolci. Ma è più forte di lei: oramai si sente parte di quell'uomo a cui ha ridato un cuore. Quell'uomo con il quale vive e con cui condivide l'arte magica della carta. Coney si sente attratta da lui. Ma lui? Lui sa di essere il suo Maestro e che questo rappresenta un ostacolo ma non è certo indifferente. 

Teme per la sua incolumità soprattutto dopo che si manifesta un nuovo pericolo: qualcuno è sulle tracce della giovane apprendista. Qualcuno che vuole vendetta e che non ha dimenticato cosa Coney ha fatto per salvare Emery. Perché se, da una parte, il Maestro Piegatore si è salvato, qualcun altro è stato sacrificato. Sacrificio che ora qualcuno intende vendicare. I "cattivi" sono due. Uno più terrificante dell'altro visto che si tratta di assassini con i quali non si può scendere a patti.
Eppure... Coney ci prova. La giovane apprendista - in modo del tutto avventato - ritiene di dover affrontare da sola il pericolo che risponde al nome di Grath Cobalto, un mago che si mette sulle tracce della ragazza per carpirle un segreto (quello che lui ritiene debba essere tale) che gli permetterà di concretizzare la vendetta che ha in mente. Coney non si rende conto, sulle prime, di quanto questo mago sia potente e pericoloso: mentre Coney esercita arti magiche con la carta, da brava apprendista Piegatrice, il suo avversario ha a che fare con il vetro e può essere davvero molto pericoloso. Inoltre, non è nemmeno solo... Ed il pericolo corre su due diversi binari.

Se nel primo capitolo la storia, del tutto fantastica, era finita nel sangue, stavolta inizia nel sangue. Eh sì perché abbiamo a che fare con degli assassini veri e scorreranno fiumi di sangue visto che è proprio questo l'elemento con cui esercitano la loro magia i cattivi di turno, gli scissionisti.

Grath non lo è ma il suo compagno sì! 

Questa volta l'ambientazione è più concreta visto che siamo a Londra ma abbiamo sempre a che fare con magie di diverso tipo. A quelle con la carta si sommano quelle con il vetro e stavolta ci si ferisce davvero, con il vetro. Poi, si sa, quando c'è di mezzo la magia, tutto può succedere!

La prima parte del libro mi è sembrata un tantino lenta mentre nella seconda parte la narrazione accelera. E' una giovane eroina, la nostra Coney. Eroina nel primo volume ed eroina anche stavolta. A dire il vero questa volta i guai se li va a cercare e poi cerca di rimediare ma rischia davvero di rimetterci la pelle.

Libro ben scritto, scorrevole, frutto di una mente fertile e davvero fantasiosa, il libro non risparmia particolari descrittivi ed anche stavolta quando Coney o Emery creano degli animaletti con la carta sembra quasi di vederli uscire dalle pagine. 

Lo consiglio solo dopo aver letto il primo altrimenti non si riesce ad afferrare il senso di alcune vicende. 

E la storia d'amore tra i due? Bhè... non posso certo dire che vissero tutti felici e contenti ma si può ben sperare.

Con questa lettura partecipto alla Challenge La ruota delle letture per l'obiettivo n. 15 - un libro fantasy. Più fantasy di così... 
 

sabato 29 luglio 2017

Mio fratello rincorre i dinosauri (G. Mazzariol)

Ho letto Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più  questa mattina al mare. Chi mi ha vista avrà pensato che fossi una fanatica della lettura sulla mia seggiolina, piazzata in riva al mare, accompagnata dallo sciabordio delle onde e dalle voci dei bimbi che si divertivano in acqua. 
Sarò pure una fanatica, ma la storia di Giacomo e Giovanni mi ha proprio presa e non ho staccato la testa da quelle pagine nemmeno per un minuto. O meglio, mi sono spostata dalla sedia alla sdraio, questo si, ma per rituffare il naso tra le pagine. Ed è passata un'intera mattinata al sole, con il libro il mano.

Così ho conosciuto Giacomo e Giovanni. 
Sono due fratelli diventati famosi per via di un video amatoriale, realizzato da Giacomo e che ha per protagonista Giovanni affetto dalla sindrome di Down, condiviso poi su youtube e visto da tantissimi utenti.
Da qui la fama ma io, lo ammetto, non ne sapevo niente. Avevo sentito dire da qualche parte - forse avevo letto qualche cosa in rete, non ricordo bene - di un ragazzo che aveva realizzato un video di questo tipo ma quando ho comprato questo libro per mia madre (lei lo ha letto prima di me) non avevo proprio collegato le due cose.

Giacomo ha un papà, una mamma, due sorelle. Una famiglia come tante. All'età di cinque anni lui e le sue sorelle vengono messi al corrente dell'arrivo di un fratellino: è una gioia immensa per tutti ed inizia il conto alla rovescia per il nuovo arrivo. A metà della strada da percorrere fino al momento del lieto evento, però, vengono messi al corrente di una particolarità: il fratellino sarà speciale. 
Un supereroe con i poteri, pensa il piccolo Giacomo. 
E lo aspetta immaginandolo con la S sul petto e chissà quale potere nascosto. Lo aspetta senza riuscire a capire bene come mai il nuovo arrivato sarà così.

Quando Giovanni viene al mondo è chiaro a tutti che è speciale.
Pian piano, però, Giovanni realizza che non è proprio come si aspettava. Anzi, non solo non avrà superpoteri ma suo fratello avrà delle difficoltà in più degli altri. 

E diventa un problema.
Non in casa, non è lì il problema. Fuori. 
Un problema al punta tale che per Giacomo la soluzione migliore fu quella di fare finta - fuori dalle mura di casa - di non avere un fratello. Due sorelle. Punto. Punto e basta.
Mamma diceva che amare un fratello non vuol dire scegliere qualcuno da amare ma ritrovarsi accanto qualcuno che non hai scelto, e amarlo.
Ecco, scegliere di amare, non scegliere la persona da amare. Ma io non ci riuscivo. Perchè ero io che avevo bisogno di essere amato. E volevo che i primi ad amarmi fossero i miei amici, i miei compagni, Avevo paura che se avessero saputo di Gio avrei perso le loro attenzioni, la loro stima.
Poi succede qualche cosa che tocca Giacomo nel profondo. 
E qualche cosa cambia in lui, nel suo rapporto con suo fratello. Si rende anche conto che la reazione dei suoi amici non è poi quella che teme anche se - come sempre accade - ci sono delle eccezioni.

Giacomo racconta la sua vita accanto a Giovanni e lo fa in modo schietto, diretto, senza filtri. Mette a nudo la sua anima quando mostra la sua fragilità, le sue paure, il suo senso di colpa per il rifiuto di suo fratello che si concretizza con il nascondere a tutti la sua esistenza.

Ho molto ammirato la mamma ed il papà di Giovanni e Giacomo. Il loro modo di affrontare le difficoltà, la diversità del piccolo Giò ma anche la capacità di sdrammatizzare e dare il giusto valore alle cose: non è semplice, spesso, accettare la diversità in una persona a noi vicina. 
E come ben dire Giacomo, la gente prende in giro ciò che non capisce, ciò di cui ha paura. Ed il confronto con il resto del mondo non è semplice per chi ha un problema, in primis, ma anche per chi gli stà accanto. La storia di Giacomo ne è la prova.
E' una storia che fa riflettere, che fa sorridere ma anche che commuove. Una storia che ognuno di noi dovrebbe leggere e fissare bene in mente. Se poi al lettore viene voglia di andare a cercare il video da cui il libro ha preso le mosse, come è capitato a me, finirà di commuoversi del tutto! 

Con questo libro partecipo alla Challenge From Reader to Reader 2.0 in quanto è uno dei titoli suggeriti . E ringrazio chi lo ha suggerito. Di cuore.

Ps: Letto in una mattinata, è vero, ma sono tornata a casa con un piccolo problemino... gli occhi a panda essendo stata ore sotto il sole a leggere ma con gli occhiali da sole sul naso!!!

venerdì 28 luglio 2017

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (J.K. Rowling) - Venerdì del libro

E' un fantasy che più fantasy non si può per cui c'è da aspettarsi di tutto. Con Harry Potter ho imparato a volare sulle ali della fantasia più sfrenata dove a farla da padrone sono intrighi, bacchette magiche e materie scolastiche alquanto particolari.

Mi sono tenuta a lungo alla larga dalla serie di Harry Potter ma alla fine ho ceduto e devo dire che la storia mi prende un bel po'. Si tratta di libri pensati per ragazzi ma sono scritti così bene e con una tale fantasia che hanno catturato anche una lettrice non più giovanissima come me.

A dire la verità quanto ho preso questo libro in prestito in biblioteca il bibliotecario si è meravigliato quando gli ho detto che era per me e non per i miei figli ma io resto dell'idea che quando una storia è capace di catturare e di emozionare non ci sono limiti di nessun genere, ne' di sesso ne' di età. 

L'autrice - che con Harry Potter è diventata la più famosa al mondo nella letteratura per ragazzi - nel terzo volume della saga tocca un tasto molto delicato per il protagonista: la morte dei suoi genitori.

L'ambiente è sempre quello della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, i personaggi sono sempre gli stessi e le attività che impegnano i ragazzi sono sempre quelle ma con qualche arricchimento in più. Ora Harry ha tredici anni, non è più il ragazzino alle prime armi, ha stretto amicizie importanti ma ha sempre un peso sul cuore: gli mancano i suoi genitori ed ora, per strane coincidenze, vive situazioni molto particolari. Quando incontra dei singolarissimi personaggi che cercano un evaso dal carcere di Azkaban lui sente delle grida atroci, delle voci che chiedono aiuto. Non è la situazione in quanto tale e mettergli paura quanto il fatto che sono le voci dei suoi genitori. E vuole andare fino in fondo. Vuole saperne di più. Fino ad ora nessuno gli ha svelato i dettagli della morte dei suoi genitori ma per Harry arriva il momento di fare chiarezza. 

Accade tutto per caso ma non per questo è meno doloroso e nemmeno meno pericoloso visto che sembra proprio che quell'evaso che tutti stanno cercando abbia una missione da compiere: uccidere Harry Potter!!!
Sirius Black, questo è il suo nome, è un personaggio misterioso: a lui viene attribuita la morte dei genitori di Harry e per questo stava scontando una dura pena. Ma la sua versione sarà ben diversa e la sua storia riserverà delle inaspettate sorprese.

In questo terzo volume alcuni personaggi cambiano, maturano. Per altri si ha una positiva conferma. 

Il primo è Silente: appare poco ma in quelle poche occasioni è fondamentale ed è sempre più saggio oltre che ragionevole. Ha fiducia in Harry anche quando la situazione gli gioca decisamente contro ed anche questa volta fa bene ad averne. 

Gli zii di Harry hanno un ruolo marginale e, a differenza degli altri due volumi, questa volta il maghetto si accinge a tornare dagli zii per il periodo estivo con un animo diverso, più combattivo e certo che quella che lo aspetta sarà un'estate migliore delle precedenti.

Il personaggio che più mi ha incuriosita è quello del nuovo professor Lupin: è un insegnante dall'aspetto smunto ma dolce e attento ai suoi studenti, molto bravo nel suo mestiere. E' il professore di Difesa contro le Arti Oscure: posto che le materie siano una più interessante e particolare delle altre, in questo caso Lupin ha un ruolo importantissimo perchè si trova ad aiutare Harry a difendersi da una minaccia molto reale. Non è un professore come tutti gli altri e la sua rivelazione finale rappresenta un colpo di scena inaspettato.

Anche stavolta l'autrice insegna che niente è come sembra riservando un finale a sorpresa: la narrazione mantiene sempre un alto ritmo (e non è poi così scontato nelle saghe, dove spesso si è ripetitivi o si tende ad allungare il brodo per poter tener testa, magari, al primo libro di successo), le sorprese non mancano mai ed il lettore non sa cosa aspettarsi.

Bel finale, storia ben costruita con una fantasia davvero fertile. Harry mi è sempre più simpatico ed è più forte di me: pur non avendo visto nessun film della saga mi viene spontaneo attribuirgli il volto dell'attore che lo ha interpretato. Resta simpatico anche dopo che gli ho dato un volto!

Un ultimo appunto: è un fantasy pensato per ragazzi ma questo non vuol dire che non debba essere letto con la giusta concentrazione... I personaggi sono tanti, tanti sono i nomi da ricordare e collegare per cui attenzione a non prendere sottogamba una lettura così!

Per il Venerdì del libro di oggi suggerisco non solo questo, ma tutta la saga di Harry Potter, per lo meno i tre volumi che ho letto fino ad ora. Letture d'evasione, di fantasia pura, ben scritti e capaci di catturare chi ha voglia di lasciarsi catturare da storie di questo tipo, ovviamente!

Con questo libro partecipo alla challenge Leggendo serialmente: per la terza tappa, nella serie a scelta, sono arrivata a leggere il terzo volume della saga di Harry Potter e non escludo di andare avanti ancora per un po'!
Partecipo anche alla Challenge La ruota delle letture per l'obiettivo n. 7 - un libro sulla cui copertina sia raffigurato un animale.
 

lunedì 24 luglio 2017

Il libro di Christopher (R.J. Palacio)

Il libro di Christopher è il terzo capitolo della serie A Wonder Story di R.J. Palacio.
Rispetto agli altri due, lo dico subito, mi è piaciuto meno non perchè scritto male o poco interessante ma perchè ho avuto la sensazione che aggiungesse poco alla storia. Mentre quando ha dato la parola a Julian per il suo punto di vista di cattivo della situazione l'autrice è riuscita a proporre un personaggio particolare, con le sue debolezze e la sua occasione di redenzione, in questo caso ha aggiunto poco a ciò che si sapeva già.

Christopher è il migliore amico di Auggie, da sempre. Crescono insieme, le loro mamme sono amiche fin da quando avevano il pancione ma, come spesso accade, all'età della terza elementare i due amici si allontanano per causa di forza maggiore visto che Christopher si trasferisce. Una nuova scuola, nuovi amici, nuovi impegni lo portano sempre più lontano da Auggie che, nonostante tutto, resta sempre il ragazzino spontaneo e dal grande cuore che i lettori hanno imparato a conoscere nei primi due volumi della storia.
Christopher porta anche il peso della separazione dei suoi genitori anche se sembra aver attutito bene il colpo. 

Anche se a distanza, i problemi fisici di Auggie influenzano in parte i comportamenti di Christopher che, pur non ammettendolo, non si trova a suo agio con i suoi nuovi amici quando - grazie alle chat ed ai pc - si imbattono in una videochiamata di Auggie. 

Onestamente non ho molto di più da aggiungere a quanto detto visto che ho trovato la trama piuttosto scarna. Non manca la solita delicatezza che ha l'autrice nel proporre storie importanti, alcune in modo più diretto altre tra le righe, ed anche la sua capacità di rendere scorrevole il racconto anche quando si affrontano tematiche tutt'altro che delicate.

Merito dell'autrice è, anche questa volta, quello di aver confermato quanto sia straordinario August (Auggie per gli amici) che riesce ad emozionare ogni volta, anche quando le situazioni sembrano a lui del tutto avverse.
Anche questa volta sarà proprio lui a far riflettere sul valore dell'amicizia e su cosa voglia dire essere amico, amico sul serio.

Ancora una volta il lettore è portato a riflettere su come non sia semplice, a volte, essere amico di qualcuno ma come per coltivare amicizie importanti valga sempre la pena di fare uno sforzo in più.

Segnalo un dettaglio: ho trovato anche questo libro in biblioteca. Questa cosa mi ha un po' meravigliata perchè spesso le serie più in voga, soprattutto le più nuove, si fa fatica a trovarle: sbirciando all'interno ho notato un bollino che mi ha spiegato l'arcano! Si tratta di un libro donato alla biblioteca da un lettore in adesione ad una campagna mirata ad arricchire le biblioteche. Buona cosa. Anzi, ottima cosa direi!
Il volume è nuovo di zecca, credo letto da pochi: mi auguro, invece, che vogliano approfittarne in molti. L'intera serie merita, secondo me andrebbe letta da grandi e piccini.

Ora sono in procinto di leggere il capitolo finale, stavolta tutto al femminile.

Con il libro di Christopher partecipo alla challenge Leggendo Serialmente.