domenica 15 maggio 2016

Nuovi arrivi#26 e in biblioteca#25

Non ho comprato niente.
Diciamo subito!
Dai miei giretti in biblioteca sono tornata con Balzac e la Piccola Sarta Cinese che non ho idea di cosa sia ma che mi ha attirato per il titolo. 
Dalle mie ultime richieste di prestito interbibliotecario, invece, sono arrivati Urla nel silenzio (che è attualmente in lettura) e L'invenzione delle ali: li stavo attendendo da un po' con trepidazione, segnalati come libri bonus nella challenge di lettura che sto seguendo, e stavo quasi per perdere le speranze. Alla fine mi sono arrivati a distanza di due giorni l'uno dall'altro.
Bene bene, anche perchè tra una settimana ci saranno segnalati i nuovi libri bonus per andare avanti con la gara.
Quando alle letture per i giovani lettori di casa, Paura al cimitero della serie di Scooby Doo e Quattro sorelle scatenate ci sono stati regalati da un'amica di famiglie (grazie Rachele!) e sono destinati uno ciascuno a mio figlio e mia figlia ma io non metto mai limiti in fatto di letture per cui non escludo che possano esserci interessanti scambi.
De Lo straordinario viaggio di Edward Tulane ne vogliamo parlare? L'ho scelto io in biblioteca e pensavo proprio a me come destinataria del prestito. Ho proprio voglia di leggerlo e, se ne varrà la pena, di consigliarlo poi ai piccoletti di casa. Ho trovato una versione cartonata molto elegante, di un formato diverso da quello che avevo visto qualche tempo fa in libreria.
  
All'orizzonte ho un nuovo acquisto in occasione del compleanno di mia madre (che cade il giorno di Santa Rita, e lei così si chiama, il 22 di maggio) ed ho anche un bello sconto da sfruttare in libreria. Vi saprò dire da qui a breve.
Intanto, buone letture a tutti!

venerdì 13 maggio 2016

I miei martedì col professore (M. Albom) - Venerdì del libro

Mitch Albom è un uomo di successo. E' un brillante giornalista sportivo che, nella vita, ha sempre dato un gran valore a ciò che si possiede, all'ambiente in cui si vive, agli agi di cui si può godere. Si considera un uomo appagato, fa un lavoro che gli piace e tutto procede come sempre fino a che una sera non si imbatte in una trasmissione televisiva di cui è ospite un suo ex insegnante.
Non un insegnante qualsiasi. Il suo insegnante per eccellenza, colui con cui sedici anni prima aveva instaurato un rapporto molto particolare ed al quale aveva promesso di mantenersi in contatto anche dopo la scuola. Cosa che non ha fatto.
Non lo vede e non lo sente da sedici anni e se non fosse stato per quella trasmissione televisiva non avrebbe mai saputo che il suo ex insegnante stava morendo di SLA.
Si sente in colpa per non aver tenuto fede al suo impegno e decide di andare da lui.
Morrie, questo è il suo nome, lo accoglie con il sorriso. Ed è solo l'inizio di ciò che lo aspetta per tutti i martedì - perchè i loro incontri si svolgeranno sempre di martedì - in cui sarà ospite a casa del suo ex insegnante. 

Il suo è un racconto commovente, toccante. Nel libro I miei martedì col professore non è un romanzo ma un racconto di quanto realmente accaduto tra Mithc e Morrie. Racconta come il suo ex insegnante sia capaci di donare tutto se stesso nonostante la malattia. Si troveranno a parlare della vita, della morte, dell'amore, del perdono, del rimpianto. Ed ogni volta Morrie è capace di stupirlo e di lasciare un profondo segno nella sua anima. 

Non vorrei dire altro. Aggiungo solo che leggere la storia di Mitch e Morrie mi ha commossa, mi ha fatto riflettere, mi ha toccata nel profondo, proprio come Morrie fa con il suo ex allievo.
Le sue sono considerazioni semplici ma che aiutano a riflettere, soprattutto se contestualizzate  con la situazione che si trova a vivere.
Man mano che cresci, impari. Se ti fossi fermato a ventidue anni, saresti rimasto ignorante com'eri a ventidue anni. Invecchiare non vuol dire solo declino, sai. E' crescita. Non c'è solo il lato negativo, ma anche quello positivo: tu comprendi che stai per morire e vivi una vita migliore proprio per quello.
Morrie è perfettamente consapevole di essere vicino alla morte ma l'accetta. Non si lascia andare alla disperazione, non si abbatte ma accetta l'arrivo della sua fine, oramai imminente, e fa tesoro di ogni momento che gli resta.
Soffre, non è più autonomo ed ha costantemente bisogno di aiuto eppure si considera fortunato rispetto a molti altri.
Al principio della nostra vita, quando siamo bambini, abbiamo bisogno degli altri per sopravvivere, no? E alla fine della vita, quando si diventa come me, si ha bisogno degli altri per sopravvivere... Ma eccoti il segreto: anche nel periodo che sta tra il principio e la fine abbiamo bisogno degli altri.
 Ed accetta la morte con serenità.
Tutto quel che nasce, muore. Tu lo accetti? (...) Bene, ecco ora la ricompensa. Ecco come siamo diversi da queste splendide piante e dagli animali. Finchè riusciremo ad amarci a vicenda e a ricordarci il sentimento d'amore che abbiamo provato, potremo morire senza uscire realmente dal mondo. L'amore che si è creato resta qui. I ricordi sono ancora qui. E tu continui a vivere nei cuori di chi hai nutrito, educato o commosso su questo pianeta.
Devo ammettere che ho pensato molto alle persone che ho perso, negli anni. A mia nonna, in particolare. Sono certa che anche lei avesse la consapevolezza di essere arrivata alla fine. Mi chiedo se anche lei sia morta in serenità, se anche lei sia riuscita a riconciliarsi con se stessa e con le persone che aveva accanto. 

Lettura che suggerisco e segnalo per il Venerdì del libro di oggi. Scorrevole ma intensa.
E ad un interrogativo che pone l'autore ai suoi lettori rispondo che no, non l'ho mai avuto un professore così!

Con questo libro partecipo alla Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 4:  un libro il cui titolo contenga un mestiere.

martedì 10 maggio 2016

In piedi sui pedali (L. Garlando)

Abbiamo conosciuto Luigi Garlando grazie alle storie delle Cipolline, nella serie goal. Lo abbiamo ritrovato come partner del progetto Scrittori di Classe 2. Una collana di libri frutto della collaborazione tra otto autori di libri per ragazzi - Garlando è uno di questi - e le classi che hanno vinto il concorso letterario che ha coinvolto scuole primarie e secondarie in tutta Italia.

In piedi sui pedali è un libro scritto da Garlando ispirandosi ad una storia della classe III U della Scuola Secondaria di I grado "U. Foscolo" di Rocchetta Ligure (AL).

E' la storia di una passione: quella per le due ruote. Non per i motorini, non è questo, no. E' la passione per il ciclismo. Una passione tramandata da un nonno a due nipoti che coltivano il loro amor tra le colline piemontesi dove vivono in una famiglia che si è dedicata, da sempre, alla produzione di uva.

Ferruccio e Valerio sono i due fratelli che hanno ereditato la passione di nonno Tino per il ciclismo e lo praticano con convinzione e sacrificio, arrivando fino ad alti livelli.
Non tutto, però, procede come previsto: uno dei due fratelli viene travolto da uno scandalo doping e squalificato per due anni dalle gare di ogni categoria. Un fulmine a ciel sereno su tutta la famiglia, a partire da nonno Tino che ha sempre motivato i suoi ragazzi dicendo loro che 
lo sport doveva essere così: un confronto tra cavalieri, tra uomini di valore, leali e rispettosi delle regole.
Una grande delusione, un gran dolore per tutta la famiglia. Uccio (al secolo Ferruccio): è lui ad aver fatto uso di sostanze proibite e ad aver deluso tutti, a partire da se stesso.
Riuscirà la famiglia a superare una così grande delusione? 
Riuscirà Valerio a perdonare quel fratellone di cinque anni più grande di lui, sua guida e suo esempio? 
Riuscirà Uccio a perdonare se stesso e a capire di aver sbagliato? 
Avrà il coraggio di chiedere scusa a tutti coloro che ha deluso così profondamente?
Che ruolo avrà l'amore sconfinato per il ciclismo in tutto questo? 

Ho letto questo libro per cercare di capire come fosse stato sviluppato l'argomento e se fosse adatto per essere letto dai miei figli. 
A d a t t i s s i m o!
Scrittura chiara e scorrevole, riferimenti ad icone del ciclismo, a termini tecnici anche, ma senza che questo renda farraginosa la lettura.
Ci sono parecchi riferimenti alla zona in cui vivono i bambini della classe che ha ispirato la storia e il protagonista - che è Valerio più che Ferruccio - è un esempio di come la convinzione, il coraggio, la voglia di dare il massimo nonostante tutto possano fare la differenza. 
E' un esempio positivo. Anche Uccio alla fine lo diventa, a dire il vero, pur avendo commesso un grave errore, il peggior errore che possa commettere uno sportivo.

Ps. un solo piccolo, piccolissimo appunto (chiedo scusa ma ogni tanto la mia pignoleria in fatto di libri stupisce anche me). 
...agganciai la ruota dello sprinter veneziano al momento giusto, infila il corridoio buono accanto alle transenne, prendendomi qualche rischio, e beffai i due avversari
Al posto di prendere un rischio mi suona molto meglio assumere un rischio. Ma è un'inezia, niente di che.
Con questo libro partecipo alla Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 5: un libro sulla cui cover sia raffigurato un mezzo di trasporto. In questo caso, non poteva essere altrimenti, c'è una bici!

lunedì 9 maggio 2016

Nessuno sa di noi (S. Sparaco)

Una profonda tristezza. 
E' la sensazione che mi ha lasciato addosso la lettura del libro Nessuno sa di noi di Simona Sparaco
Tristezza e dolore.
Il dolore che segue ad una scelta importante, una scelta che è per sempre.
Perchè quando si fanno scelte come quelle di Luce e Pietro, sono scelte per sempre.

Luce. Il fatto che tornasse come protagonista un personaggio con questo nome, dopo Luce di Acquanera, mi è sembrata una coincidenza non casuale. Non avevo letto la trama del libro ne' recensioni: ultimamente mi sono ripromessa di evitare perchè, troppo spesso purtroppo, mi capita di leggere pensieri talmente articolati sui libri che non provo proprio gusto di andarli a leggere visto che viene detto molto, troppo, tutto.

Nel prendere tra le mani questo libro, in biblioteca, mi ero limitata a leggere l'ultima di copertina che parlava di qualche cosa di triste ma di non meglio specificato. Parlava di Pietro e di una lei non meglio identificata. Una lei che ho imparato a conoscere solo leggendo il libro, com'era giusto che fosse.

Nel leggere la storia di Luce, Pietro e Lorenzo ho pensato, proprio nel giorno della festa della mamma (visto che ho terminato di leggerlo proprio ieri) alle tante mamme che si sono trovate nella situazione di Luce. Alle tante donne che si sono trovate davanti ad una situazione che mai avrebbero voluto immagine per se stesse e per il proprio bambino in arrivo. 
Una scelta: una vita di sofferenza per la creatura o una interruzione di gravidanza terapeutica? 
Questa è la scelta che si trovano a fare Luce e Pietro. Una scelta che cambierà la vita di entrambi. Anche di Lorenzo.

Sono entrambe vie dorose. Luce lo sa bene.
E' proprio il suo dolore che viene trasmesso al lettore con una particolare intensità, tanto da farla sentire sola al mondo, sola con il suo dolore, anche se a ben guardare non è così. 
E' un dolore acuto, il suo. Che toglie il fiato. Che toglie la ragione.

Dalla bandella del libro:
Nessuno sa di noi è la storia della nostra fragilità. Di un mondo che si lacera come carta velina e di un grande amore che tenta in ogni modo di ricomporlo. Un'esperienza di dolore e rinascita raccontata da una voce così potente e umana da rimanere impressa per molto tempo. Un romanzo che scuote l'anima.
Trovo che sia una descrizione molto calzante.
Quella profonda tristezza che mi ha accompagnata per tutta la lettura si è attutita, alla fine, ma non è scemata del tutto in me.
Nonostante Luce riesca a trovare una via d'uscita alla situazione che la sta lentamente soffocando, ricorderò questo libro come una storia dolorosa. Molto dolorosa. E triste.

E' una storia intensa, che lascia il segno. Non consigliato a chi fosse alla ricerca di qualche cosa di leggero e spensierato. Non è questo il caso. Non perchè sia una storia pesante, ma per l'argomento trattato non è certo una passeggiata. Soprattutto per una donna. Per una madre. O per una madre mancata.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 6: un libro nella cui cover non siano raffigurate persone.

domenica 8 maggio 2016

Nuovi arrivi#25 e in biblioteca#24

Sul finire di questo giorno, nel quale si festeggiano tutte le mamme, mi concedo un post veloce veloce per un aggiornamento sui nuovi arrivi.
Due dei quattro sono proprio legati alla festa della mamma visto che li ho donati alla mia, di mamma. Non che fosse necessaria un festa per donarle dei libri... ma visto che c'era questa occasione ho approfittato.

Le ho regalato Pesce d'aprile e Quando il respiro si fa aria: due storie vere, due testimonianze di vita, di sofferenza, di coraggio e di speranza. Visto che oltre a letture su temi di attualità mia madre ama le storie vere, ho pensato che potessero essere adatti. Ovviamente poi li chiederò in prestito ;-)

Domani cambio (davvero) mi è stato inviato dalla casa editrice Erickson che ringrazio: promette una spinta motivazione che non mi farebbe di certo male. Lo leggerò molto volentieri appena mi sarà possibile.

Il quarto ed ultimo libro arrivato a casa mia questo mese è Nessuno sa di noi, di Simona Sparaco. Lo sto leggendo in questi giorni e credo che lo terminerò a breve, stasera stessa se avrò la forza di mettermi a leggere in attesa che l'asciugatrice mi restituisca il bucato asciutto!
E' una lettura non semplice che mi trasmette un bel po' di tristezza. Ma saprò essere più precisa da qui a breve.

E' arrivato di recente anche Cronista da marciapiede: un libro scritto da un mio collega giornalista che narra la storia professionale di un altro collega, oggi arrivato a più di cento anni d'età.
Ecco l'autore durante la presentazione a cui ho partecipato. Ho una copia con dedica e - mea culpa - non ho ancora avuto modo di parlarne come faccio di solito, dopo ogni incontro con un autore. Prometto di farlo presto. E di leggerlo subito dopo in modo da poterlo recensire, senza limitarmi alla sola esperienza della presentazione. 

Ho in programma in questa settimana un giretto in un paio di biblioteche dove devo restituire altrettanti libri che ho letto ed avevo preso in prestito. Questo vuol dire che arriverà qualche altra lettura. Ne parleremo a temo debito.

Sono le ore 22.50: sono ancora in tempo per fare gli auguri a tutte le mamme. Ed è sempre tempo per augurare a tutti buone letture!

venerdì 6 maggio 2016

Cercando Alaska (J. Green) - Venerdì del libro

Cercando Alaska. Bel titolo.
E' quello che ho pensato quando mi sono trovata questo libro tra le mani, in biblioteca.
Senza leggere la trama mi sono detta che con un titolo così si potesse raccontare qualsiasi cosa.  
Ed è proprio Cercando Alaska, di John Green, che vorrei proporre per il Venerdì del libro di oggi.
Alaska.  Alaska è una ragazza speciale. 
Una ragazza intelligente, bella,  brillante, simpatica ma anche un po' fuori dalla righe. Cambia spesso d'umore nella frazione di un secondo.
Nessuno sa il perché. O, forse, fino ad un certo punto del libro nessuno si chiede perchè lei sia così scostante.
Lei è così e basta. Prendere o lasciare. Ed è magnifica agli occhi di Miles.

Miles è l'ultimo arrivato a scuola, alla Culver Creek (stessa scuola frequentata anni prima da suo padre).
Inutile dirlo: se ne innamora in fretta e, anche se lei un fidanzato ce l'ha già, lui non dispera. Alaska diventa un pensiero fisso, una piacevole ossessione, un punto di riferimento, un perno attorno al quale ruota tutto il resto.

Il gruppo di amici, gli scherzi, i pomeriggio insieme: tutto ruota attorno a quella ragazza dalle gambe lunghe e dalla personalità forte.
 
Ad un certo punto, però, qualcosa cambia. Cambia in modo improvviso, inaspettato, irreale.
E cambia anche la narrazione.

Se nella prima parte Green fa conoscere i personaggi, le loro passioni, le loro aspirazioni, le loro follie, nella seconda parte emergono i sentimenti. 
Non è semplice raccontare questa storia senza dire troppo della trama.
Mi limito a qualche considerazione. L'autore traccia i contorni di una gioventù che fa un consumo smodato di alcolici oltre che a fumare a volontà. Quel bere per divertimento, quei continui bicchieri uno dietro l'altro ammetto che mi hanno un po' innervosita.
Però devo dire che ai fini del racconto e del messaggio che l'autore vuole fa passare una situazione di questo tipo è molto efficace. 

Onestamente ho trovato un po' prevedibile in alcuni passaggi, soprattutto in relazione all'evento che cambia la vita di tutti. Era come se mi aspettassi da un momento all'altro ciò che poi accade.
Comunque, essendo un libro indirizzato per lo più a giovani/adulti, credo che sia molto efficace il linguaggio usato che è propri quello dei ragazzi e delle ragazze di oggi. 
Ammetto che all'inizio in alcuni passaggi ho rischiato il mal di testa ma è così che parlano i ragazzi tra loro ed io - che sono un tantino fuori quota - non credo di poter fare testo.

E poi il racconto è molto calzante e fa riflettere. 
Eravamo così tanti a dover vivere col rimpianto di aver fatto o non fatto certe cose, quella notte. Cose che non erano andate per il verso giusto, o che ci erano sembrate giuste in quel momento perchè non potevamo prevedere il futuro. Se solo potessimo vedere l'infinita catena di conseguenze derivanti da ogni nostro minimo gesto. E invece ce ne rendiamo conto soltanto quando rendersene conto non serve più a nulla.

Mi auguro solo che i lettori, soprattutto i più giovani, carpiscano il messaggio che viene lanciato e che non tengano conto, a mo' di esempio, delle goliardate o dei comportamenti eccessivi.
Non ho letto altro di questo autore per cui non ho la possibilità di fare confronti: è un libro che si lascia leggere, anche se con qualche piccola riserva, come detto sopra in merito alla prevedibilità di un certo passaggio.

Se lo consiglio? Ci sono parecchi spunti di riflessione, ma non per lettori troppo giovani. I ragazzi – dei quali non è semplice stabilire l’età perché le classi a cui si fa riferimento non corrispondono alle nostre (comunque ragazzi delle superiori) – sono molto diretti sia nei discorsi che negli atteggiamenti. In questo credo che i ragazzi di oggi si ritroveranno molto. 
 
Ps: le varie edizioni di questo libro, che tra l'altro ha vinto nel 2006 il Micheal L. Printz Award, hanno avuto diverse copertine. Ne propongo alcune in ordine sparso, quelle che ho reperito in rete (non so se ce ne siano altre). 
Quella più inquietante e, secondo me, meno calzante è quella con la bambola dagli occhi grandi. Ma che c'azzecca?
Meglio le altre. Calzante la copertina della versione che ho letto io (il telefono a gettoni ha un suo perchè, anche se la mia foto non rende molto visto che i colori sono un po' troppo scuri) ed anche quella con il fumo su fondo nero così come la margherita bianca ha un suo perchè.  

 Con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 3: un libro che abbia vinto un premio letterario.

lunedì 2 maggio 2016

Acquanera (V. D'Urbano)

Storie di donne.
Storie di vita e di morte.
Storie d'amore.
Un amore che lega una nonna ad una nipote.
Un amore negato da una madre ad una figlia.
Un amore mai concesso tra padre e figlia.
Un amore che va oltre l'amicizia e le cui maglie si stringono fino ad arrivare ad un punto in cui non c'è più ritorno.
Una storia di bugie e di verità, di cose dette e non dette.
Una storia che non si dimentica.

Tutto questo ho trovato nel libro Acquanera di Valentina D'Urbano
Tutto questo mi ha tenuta letteralmente attaccata alle pagine con effetto magnetico.
Sono storie di donne che mi resteranno addosso a lungo. Lo sento.
Già dai loro nomi: Clara, Elsa, Onda, Fortuna, Luce. Nomi che mi hanno subito colpita e che mi hanno fatto capire al volo che non sarei riuscita a scrollarmele di dosso con facilità, queste donne.
Donne forti, donne strane, donne sopra le righe, donne misteriose. 

L'autrice ha messo in piedi una storia originale, ben scritta, efficace e coinvolgente. Anche sconvolgente, a dire il vero.

Non è un genere che amo, quello che ha a che fare con i morti, con l'aldilà, le presenze. Ed è questo che ho pensato ad un certo punto. 
Più andavo avanti con la lettura, però, e più mi rendevo conto che non era ciò che avevo immaginato sulle prime.

In estrema sintesi.
Fortuna torna nel suo paese d'origine dopo un'assenza lunga dieci anni. Non torna a trovare sua madre, non è lei ad averla chiamata. A chiamarla è stato qualcun altro, qualcos'altro: è stato il ritrovamento dei resti di un cadavere che potrebbero appartenere ad una persona a lei molto casa, scomparsa anni prima.
Luce. Quei resti potrebbero essere di Maria Luce. La sua amica d'un tempo, Luce.
La narrazione parte dal ritorno di Fortuna ma poi va a ritroso, fino ad arrivare a raccontare la storia di tre generazioni di donne che custodiscono segreti e misteri. 

Quello tra le due ragazze è stato un legame molto particolare e svelare l'origine di questo legame vorrebbe dire togliere gran parte del piacere della lettura per cui mi limito a dire poco: sono tutte e due bambine lasciate in disparte dagli altri, seppur per motivazioni differenti e, volenti o nolenti, si trovano vicine, ogni giorno di più. Non solo dal punto di vista fisico in quanto compagne di banco, ma soprattutto dal punto di vista personale. Hanno due storie diverse come due alberi che hanno ognuno il proprio tronco ma i cui rami, pian piano, si aggrovigliano l'uno all'altro.

Scrittura mai banale (la storia si sarebbe prestata a divagazioni chissà quanto estrose), mai sopra le righe, storia ben strutturata e capace di offrire un finale inaspettato, ambientazione un tantino inquietante ma la storia è tutta lì, già anche nell'ambientazione scelta c'è una buona fetta del merito per aver dato vita ad una storia che non si farà dimenticare. Ammetto di non riuscire a paragonare questo libro con altri già letti e che mi siano rimasti in mente. Ci ho pensato e ripensato ma non riesco.
  
Lettura che consiglio, con il rischio che possa trasmettere un po' di inquietudine, quanto basta per intrigare il lettore.

Con questo libro partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa si tratta di uno dei libri bonus proposti da Daniela.