Cercando Alaska. Bel titolo.
E' quello che ho pensato quando mi sono trovata questo libro tra le mani, in biblioteca.
Senza leggere la trama mi sono detta che con un titolo così si potesse raccontare qualsiasi cosa.
Ed è proprio Cercando Alaska, di John Green, che vorrei proporre per il
Venerdì del libro di oggi.
Alaska. Alaska è una ragazza speciale.
Una ragazza intelligente, bella, brillante, simpatica ma anche un po' fuori dalla righe. Cambia spesso d'umore nella frazione di un secondo.
Nessuno sa il perché. O, forse, fino ad un certo punto del libro nessuno si chiede perchè lei sia così scostante.
Lei è così e basta. Prendere o
lasciare. Ed è magnifica agli occhi di Miles.
Miles è l'ultimo arrivato a scuola, alla Culver Creek (stessa scuola frequentata anni prima da suo padre).
Inutile dirlo: se ne innamora in fretta e, anche se lei un fidanzato ce l'ha già,
lui non dispera. Alaska diventa un pensiero fisso, una piacevole ossessione, un
punto di riferimento, un perno attorno al quale ruota tutto il resto.
Il gruppo di amici, gli scherzi, i pomeriggio insieme: tutto ruota attorno a quella ragazza dalle gambe lunghe e dalla personalità forte.

Ad un certo punto, però, qualcosa
cambia. Cambia in modo improvviso, inaspettato, irreale.

E cambia anche la narrazione.
Se nella prima parte Green fa
conoscere i personaggi, le loro passioni, le loro aspirazioni, le loro follie,
nella seconda parte emergono i sentimenti.
Non è semplice raccontare questa
storia senza dire troppo della trama.
Mi limito a qualche
considerazione. L'autore traccia i contorni di una gioventù che fa un
consumo smodato di alcolici oltre che a fumare a volontà. Quel bere per divertimento, quei continui
bicchieri uno dietro l'altro ammetto che mi hanno un po' innervosita.
Però devo dire che ai fini del
racconto e del messaggio che l'autore vuole fa passare una situazione di questo
tipo è molto efficace.
Onestamente ho trovato un po'
prevedibile in alcuni passaggi, soprattutto in relazione all'evento che cambia
la vita di tutti. Era come se mi aspettassi da un momento all'altro ciò che poi
accade.
Comunque, essendo un libro
indirizzato per lo più a giovani/adulti, credo che sia molto efficace il
linguaggio usato che è propri quello dei ragazzi e delle ragazze di oggi.
Ammetto che all'inizio in alcuni passaggi ho rischiato il mal di testa ma è
così che parlano i ragazzi tra loro ed io - che sono un tantino fuori quota -
non credo di poter fare testo.
E poi il racconto è molto
calzante e fa riflettere.
Eravamo così tanti a dover vivere col rimpianto di aver fatto o non fatto certe cose, quella notte. Cose che non erano andate per il verso giusto, o che ci erano sembrate giuste in quel momento perchè non potevamo prevedere il futuro. Se solo potessimo vedere l'infinita catena di conseguenze derivanti da ogni nostro minimo gesto. E invece ce ne rendiamo conto soltanto quando rendersene conto non serve più a nulla.

Mi auguro solo che i lettori,
soprattutto i più giovani, carpiscano il messaggio che viene lanciato e che non
tengano conto, a mo' di esempio, delle goliardate o dei comportamenti
eccessivi.
Non ho letto altro di questo
autore per cui non ho la possibilità di fare confronti: è un libro che si
lascia leggere, anche se con qualche piccola riserva, come detto sopra in
merito alla prevedibilità di un certo passaggio.

Se lo consiglio? Ci sono parecchi
spunti di riflessione, ma non per lettori troppo giovani. I ragazzi – dei quali
non è semplice stabilire l’età perché le classi a cui si fa riferimento non
corrispondono alle nostre (comunque ragazzi delle superiori) – sono molto
diretti sia nei discorsi che negli atteggiamenti. In questo credo che i ragazzi
di oggi si ritroveranno molto.
Ps: le varie edizioni di questo libro, che tra l'altro ha vinto nel 2006 il Micheal L. Printz Award, hanno avuto diverse copertine. Ne propongo alcune in ordine sparso, quelle che ho reperito in rete (non so se ce ne siano altre).
Quella più inquietante e, secondo me, meno calzante è quella con la bambola dagli occhi grandi. Ma che c'azzecca?
Meglio le altre. Calzante la copertina della versione che ho letto io (il telefono a gettoni ha un suo perchè, anche se la mia foto non rende molto visto che i colori sono un po' troppo scuri) ed anche quella con il fumo su fondo nero così come la margherita bianca ha un suo perchè.
Per la
seconda tappa
propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 3: un libro che abbia vinto un premio letterario.