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domenica 31 gennaio 2021

Favole da incubo (R. Bruzzone - E. Valente)

Ho avuto occasione di conoscere Roberta Bruzzone ad un incontro nel corso del quale si parlava di femminicidio e violenza contro le donne. L'altra autrice di questo libro non la conosco ma ho ritrovato, tra le pagine di Favole da incubo, la lucidità, la chiarezza e quel modo diretto di dire le cose che ho trovato nella Bruzzone, in quell'occasione.

Ed ho trovato tanto dolore tre queste pagine. 

Il dolore delle donne morte un giorno dopo l'altro, sotto la minaccia costante di uomini che, alla fine, le hanno punite. Le hanno uccise nella gran parte dei casi ma, in altri, le hanno mutilate dal punto di vista emotivo togliendo loro ciò che avevano di più caro.

Ho trovato il dolore dovuto all'indifferenza di una società che non è capace di vedere o che, quando vede, fa finta che non sia affar suo. Quello dovuto alla sordità di quelle istituzioni che, anche davanti a denunce circostanziate, raccomandano alle vittime di "fare le brave" non tenendo conto di ciò che viene denunciato se non quando, oramai, è troppo tardi.

Tutto molto doloroso. Così come è dolorosa l'analisi di come i media hanno dato conto dei vari fatti di cronaca che, a ben guardare, sono una piccola goccia in un immenso oceano di violenze che purtroppo vengono continuamente perpetrate. La cronaca di questi giorni ne è la prova.

Il libro non è un romanzo. No. E' l'analisi di storie vere finite in tragedia. Di femminicidi di cui dare conto in modo oggettivo, senza fronzoli e senza ipotesi dovute al chiacchiericcio di paese che, pure, in situazioni così dolorose ha il suo peso accanto all'indifferenza collettiva.

Il femminicidio è, prima di tutto, frutto di un retaggio culturale di cui si fa fatica a liberarsi. E non è un problema che riguarda solo le donne. No. Riguarda tutti indistintamente, comprese quelle piccole vittime che sono i figli di coppie in cui si consumano violenze e che, spesso, subiscono i riflessi di tutto ciò. Anche di questo si parla in un libro che vuole raccontare per fare in modo che situazioni di questo tipo non si verifichino più.

Dieci storie (più una) di femminicidi da raccontare per impedire che accadano ancora. Nel sottotitolo del libro è indicata la spiegazione del contenuto. 

Alcune delle storie narrate le ricordavo dai resoconti avuti dalla tv però ammetto che presto sono storie che cadono nell'oblio dei più, dimenticate dopo poco, soppiantate da nuove storie, da nuove violenze, da nuove morti. Purtroppo è quello che accade.

Ho avvertito il bisogno di guardare negli occhi quei mostri ma anche di incontrare lo sguardo delle vittime e durante la lettura ho cercato informazioni aggiuntive. Tutto troppo vero, purtroppo. Mi sono sentita piccola piccola davanti a tragedie tanto grandi. E mi sono chiesta come sia possibile tanta indifferenza attorno a tanto dolore, prima che tutto si trasformasse ogni volta in tragedia!

Noemi Durini: massacrata, accoltellata e sepolta viva da Lucio Marzo il 3 settembre del 2017.

Guerrina Piscaglia: uccisa da Gratien Alabi, viceparroco che ne ha occultato il cadavere il primo maggio 2014.

Elena Ceste, uccisa dal marito Michele Buoninconti il 24 gennaio 2014.

Barbara Cicioni, strangolata dal marito Roberto Spaccino all'ottavo mese di gravidanza, tra il 24 e 25 maggio del 2007.

Arianna Flagiello, istigata a suicidarsi gettandosi dal balcone dal convivente Mario Perrotta, il 19 agosto 2015.

Roberta Ragusa. Scomparsa. Il marito Antonio Logli è stato condannato per omicidio e occultamento di cadavere, 13/14 gennaio 2012.

Valentina Pitzalis, bruciata dal marito Manuel Piredda, sopravvissuta. 16/17 aprile 2011.

Ilaria Palummieri, uccisa assieme al fratello Gianluca da Riccardo Bianchi, ex fidanzato di lei ed amico di lui, 23 giugno 2011.

Andrea e Davide, dodici e nove anni, soffocati e bruciati dal padre, Pasquale Iacovone, per vendetta nei confronti della madre, Enrica Patti, 16 luglio 2013.

Maria Cristina Omes, uccisa insieme ai figli Giulia e Gabriele, quattro anni e venti mesi, dal marito e padre Carlo Lissi, 14 giugno 2014.

A loro si somma l'undicesima storia... quella di un bambino che ha visto papà uccidere mamma e che ne porta tutt'ora i segni psicologici addosso.

Ho voluto riportare i loro nomi perché sono storie concrete, che non possono essere sottintese parlando di vittime, di donne uccise... Sono persone che hanno sofferto prima ancora di essere uccise e contro le quali si è continuato, in gran parte dei casi, a gettare fango e insinuare dubbi anche dopo la morte.

Il libro, oltre a raccontare i fatti nei vari capitoli, propone un approfondimento sugli stereotipi che si concretizzano nei vari casi (e che spesso si ripetono e si integrano tra loro) ma racconta anche come si è comportata la stampa nei vari casi e che tipo di immagine ha restituito ai lettori oltre che un'analisi degli insegnamenti che possono arrivare dai singoli casi.

Un libro duro, doloroso ma necessario. Perchè solo parlando di tutto ciò, solo contribuendo ad alimentare la consapevolezza di quanto il femminicidio sia un problema di un'intera società e non di un singolo si può sperare che tutto ciò non accada ancora.
Da leggere.
***
Favole da incubo
Roberta Bruzzone, Emanuela Valente
De Agostini editore
304 pagine
15.90 euro copertina flessibile - 7.99 Kindle

sabato 7 marzo 2020

Sono Francesco (A.Pellai e B. Tamborini)

Francesco è un ragazzo a cui non manca nulla. Suo padre ha dei progetti per lui, una carta di credito da mettergli a disposizione, tante idee in mente per farlo diventare il bastone della sua vecchiaia non tanto dal punto di vista personale quanto lavorativo.

Ma Francesco è un ragazzo inquieto. Non riesce a comprendere quale sia, con esattezza, la sua strada e si trova in un periodo della sua vita in cui riesce ad intravedere a fatica un equilibrio che gli porti serenità e lo faccia sentire realizzato. Ha tanti amici, è affabile, ha successo con la gente, ci sa fare. Lo sa bene anche suo padre che, probabilmente in forza del suo carattere e del suo modo di fare, già lo vede impegnato in azienda a tenere contatti con i fornitori.

Ad un certo punto della sua vita, però, Francesco si rende conto che qualche cosa gli manca.
Arriva, pur non volendo, lo scontro con suo padre.

Arriva, sempre in virtù di uno scontro anche se di altro tipo, l’incontro con una nuova figura che assumerà un ruolo importante nella sua vita: un prete, Don G., che sembra mandato da qualcuno per aiutarlo.
Non basterà Don G., non basterà Chiara – anch’essa una giovane benestante a cui vanno strette le vesti di ragazza dell’alta società come vorrebbero i suoi – e non basterà nemmeno l’affetto di sua madre ad aiutare Francesco a comprendere qual è la sua vera strada.
Il ragazzo dovrà comprendere da solo quale possa essere il percorso giusto, quello che lo possa rendere davvero felice, che gli alleggerisca l’anima e che lo riempia fino all’orlo. Ecco, questa è l’immagine che gli autori mi hanno trasmesso: quella di un ragazzo che ho assimilato ad un bel bicchiere di cristallo ma pieno poco più della metà. Questo è il Francesco che si mostra all’inizio del libro. Pian piano quel bicchiere di cristallo perde in parte il suo bagliore e si scheggia, anche, ma alla fine è pieno fino all’orlo di un liquido dorato che riluce e illumina di una luce nuova tutti coloro che gli stanno attorno.
In Francesco ha visto la fragilità di tanti giovani che fanno fatica a dare voce alla propria insoddisfazione, alla propria inquietudine. Ho visto un giovane che ha dovuto fare i conti con i suoi sbagli, con le proprie delusioni ma che non si è lasciato abbattere.

Il protagonista mi è rimasto nel cuore non solo per i suoi modi all’inizio stravaganti e che, pian piano, pur restando stravaganti virano verso quella sicurezza che la consapevolezza si porta appresso. Mi è rimasto nel cuore perché Francesco è coraggioso. Non solo nella scelta di vita che fa, radicalmente diversa da quella che suo padre avrebbe voluto per lui, ma anche perché ha il coraggio di affrontare il suo percorso di maturazione e a testa alta ed ha il coraggio di piangere.

E’ un’immagine molto bella quella di un Francesco in lacrime che non teme di mostrare la sua fragilità, che non teme di chiedere aiuto e che non teme di mostrare il suo lato sensibile. Quello che nessuno penserebbe che potesse avere quel mattacchione, abituato a stare sempre al centro dell’attenzione e ad avere successo con tutti.
E’ una storia, quella di Francesco, ambientata in tempi moderni ma che richiama quella di un Francesco vissuto parecchio tempo prima, che si è spogliato di tutto per andare incontro ai poveri e che ha avuto degli amici, dei compagni di avventura che – in un modo o nell’altro – fanno capolino accanto al Francesco di oggi.

Un personaggio che non si dimentica è anche il padre di Francesco. Un uomo tutto d’un pezzo che non accetta le scelte di suo figlio, che si arrende davanti ad una volontà diversa dalla propria tanto da chiudere completamente le porte, senza dare una possibilità a quel ragazzo che, pure, cerca la sua approvazione (anche se da alcuni suoi comportamenti non sembra).
Suo padre gli manca.
E’ un uomo che soffre, suo padre. Soffre come – ne sono certa – soffrono molti padri davanti a scelte dei propri figli che non condividono e non mi sento di giudicarlo. E’ una figura che mi ha rattristata molto, questo sì, lo posso dire. Mi sono anche messa nei panni di quel ragazzo, in una situazione familiare come quella che è venuta a crearsi… ed ho sofferto.

Il libro - letto in collaborazione con Thrillernord - è scritto in modo fluido, scorrevole, semplice, ma non banale. Adatto a lettori giovani ma anche a lettori più maturi che vogliano attualizzare una storia di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Ho molto apprezzato, come parte integrante del libro, la parte finale che propone la biografia di San Francesco d’Assisi. L’ho considerata parte integrante del libro perché, secondo il mio parere, aggiunge alla storia quelle sfumature che, in mancanza, potrebbero sfuggire e restare sullo sfondo.
***
Sono Francesco
Alberto Pellai e Barbara Tamborini
De Agostini Editore
352 pagine
14.90 copertina rigida - 6.99 kindle

venerdì 28 aprile 2017

Isadora Moon. Primo giorno di scuola - Harriet Muncaster (Venerdì del libro)



TITOLO: Primo giorno di scuola
AUTORE: Harriet Muncaster
ILLUSTRATRICE: Harriet Muncaster
CASA EDITRICE: De agostini
PAGINE: 124

Ho  deciso di comprare il libro Isadora Moon. Primo giorno di scuola solo vedendo la copertina. E’ stato un colpo di fulmine!


Eravamo a Milano in una libreria con una famiglia di nostri amici e appena il papà dell’altra famiglia me lo ha fatto vedere io ho deciso subito, lo avrei comprato e ho fatto anche bene perché mi è piaciuto un sacco!!!

E’ un genere che non avevo mai letto. Di vampiri, intendo, ancora non avevo letto nulla.
Parla di una bambina di nome Isadora Moon: padre vampiro e madre fata. Quindi, lei è metà vampiro e metà fata. Lei vorrebbe andare a scuola ma non sa se è più vampira o più fata. Allora decide che di giorno va alla scuola per fate e di notte a quella per vampiri e… sarà difficile scegliere, perché…

Come ho detto prima per me è un bel libro, si legge in fretta, scorrevole e lo consiglio soprattutto per le ragazzine perché mi sembra un po’ più da femmine ma se un maschio lo vuole leggere è libero di fare come preferisce: credo che le storie siano storie e possano piacere a tutti, non solo a maschi o a femmine!
Il mio personaggio preferito è stata la protagonista perché ha vissuto molte avventure che piacerebbe vivere anche a me.
 
Il libro ha una bella copertina, è scritto in caratteri non troppo piccoli, ha un prezzo molto conveniente probabilmente per far conoscere Isadora, la sua famiglia e i suoi amic. Credo che sia stato un prezzo promozionale per il primo libro della serie, per invogliare a conoscere questa novità.
Con me ha funzionato: dopo aver letto il primo ho voluto comprare tutti gli altri in italiano perché ce ne sono anche nella versione inglese.

Segnalo questa serie per il Venerdì del libro di oggi, ovviamente ai lettori più giovani ma se anche un lettore adulto volesse conoscere questo personaggio non ci sarebbe niente di male.

Spero lo leggiate anche voi e (se lo fate) spero anche vi piaccia.
Buona lettura a tutte.

martedì 23 settembre 2014

Senza famiglia (H. Malot)


La mia intenzione era quella di leggere la versione integrale, quella originale di Hector Malot: quando in biblioteca ho chiesto "Senza famiglia" mi sono stati dati cinque libri diversi, cinque diverse edizioni... Ero con mia figlia e lei ha scelto la versione Classici Junior che era più adatta a lei, De Agostini Ragazzi Editore. Io ho avuto la tentazione di prendere quel volume più vecchio e con i caratteri fitti fitti che mi la bibliotecaria aveva subito scartato nella convinzione che la lettrice interessata alla storia fosse mia figlia... la verità è che quel libro lo cercavo io... ma in quel momento ho preferito accontentare la principessa di casa e rimandare la mia lettura ad altro momento.

Senza famiglia altro non è se non la storia che ha ispirato la figura di Remi, il protagonista dei cartoni animati che guardavo io da bambina... la scimmietta, il cane... mi metteva addosso sempre una gran tristezza quel cartone animato eppure non ne perdevo una puntata.

Il romanzo originale risale al 1878 e narra la storia di un bambino di otto anni che scopre di essere stato adottato e, dovendosi allontanare dalla sua famiglia adottiva, viene affidato al maestro Vitali, un artista di strada che si sposta da un angolo all'altro della Francia assieme ad un gruppetto di singolari amici animali.

Nella versione che ha preso in prestito mia figlia vengono proposte delle immagini piuttosto grandi ed i testi sono scritti solo sulle pagine di destra. Nel vedere mia figlia con questo libro in mano l'ho vista armeggiare con il formato, un formato A4 e mi ha lasciato chiaramente capire che avrebbe preferito avere tra le mani un libro più compatto e maneggevole. Oramai inizia a sentirsi grande e sono cambiati anche i suoi gusti in fatto di letture: inizia ad apprezzare i libri che può portare con se anche quando è fuori casa per cui quelli di gran formato iniziano ad essere scomodi. E poi non sono più così importanti le illustrazioni, non come lo sono state fino a qualche tempo fa. Compirà nove anni a dicembre: siamo nella fase di passaggio verso l'adolescenza ed è cresciuta anche come lettrice. E' ancora una bambina, è ovvio, ma i suoi gusti in fatto di letture stanno cambiando...
Quella di Remi è una storia triste ma con un lieto fine. Quel bimbo che viene proposto sulle illustrazioni non è il Remi che ricordo io, quello dei cartoni animati ma la storia è, ovviamente, la stessa... Lettura agevole, proposta in forma molto più breve di quella originale, con parecchi discorsi diretti. Scorre anche per i lettori più giovani proprio grazie alla formula dei discorsi diretti.

Quella che abbiamo avuto noi tra le mani è un'edizione del 1996 ed il prezzo stampato sull'ultima di copertina è di 12.900 delle vecchie lire.

venerdì 11 gennaio 2013

Dinosauri (De Agostini) - Il venerdì del libro

Sono in ritardo ma ancora in tempo per partecipare al Venerdì del libro, il primo di questo nuovo anno. La nostra proposta di oggi è piuttosto colorata e capace di catturare soprattutto i più piccoli. Si tratta del libro "Dinosauri", edito da De Agostini, che abbiamo trovato nell'ultima biblioteca che abbiamo avuto modo di conoscere.
Si tratta di un libro consigliato dai tre anni in avanti che cattura in primis per via della copertina brillante e riflettente, poi per i colori molto vivaci e da ultimo, ma non per importanza e per "impatto", per la presenza di dinosauri pop-up che sembrano uscire fuori dalle pagine. 
I testi sono scritti in caratteri grandi ma non esagerati, non sono molto difficili da leggere e parlano delle caratteristiche delle varie specie proponendo delle frasi in rima. Anche questa è una caratteristica molto gradita ai miei bimbi che ultimamente si cimentano spesso in "gare" sulle rime.
Sul fondo delle pagine sono anche indicati i nomi delle varie specie in modo che i giovani lettori possano abbianare il nome giuisto alla relativa figura.
Nei pop-up non ci sono linguette da tirare o finestrelle da aprire ma è semplicemente voltando pagina che i vari pesonaggi prendono vita.
Mentre il piccoletto di casa si divertiva con i suoi dinosauri, la principessa ha trovato un altro libro della stessa collana che parlava di altri animali... La struttura del libro è la stessa così come la stessa è la meraviglia che leggo nei suoi occhi mentre vede la balena spuntare tra le sue mani o la tartaruga che sembra voler sconfinare dal foglio.
Ho provato a cercare in libreria questi libri ed ho potuto constatare che la collana è composta da altri titoli, con soggetti diversi, ma sempre strutturati allo stesso modo. Io non li avevo mai visti prima della nostra visita in biblioteca. Nella libreria che frequentiamo di solito non mi sono mai capitati tra le mani. Eppure il settore dedicato ai dinosauri è piuttosto fornito! In effetti, li ho trovati in una libreria di un'altra città.
Ho provato a cercarli on line per verificare quali fossero gli altri titoli della collana e mi sono accorta che c'è in circolazione lo stesso libro con un titolo diverso, non semplicemente "Dinosauri" ma "Il grande libro dei dinosauri": credo proprio che siano la stessa cosa perchè, a parte il titolo, la copertina porta la stessa immagine e lo stesso effetto di luminosità. Magari si tratta di una ristampa di un'edizione vecchia, non so.

venerdì 16 novembre 2012

Le avventure di Pinocchio (C. Collodi - Z. Basic) - Venerdì del libro

Di libri che propongono la storia di Pinocchio me ne sono passati parecchi per le mani. Di tutte le dimensioni, riassunti oppure no, più o meno illustrati, più o meno cartonati... 
Quello che propongo per questo Venerdì del libro, però, è stato senza dubbio il volume che più mi ha attirata e che mi è piaciuto in modo particolare.
Mi è caduto l'occhio su di lui mentre attendevo, tra gli scaffali della libreria, che i miei figli terminassero il tradizionale laboratorio di lettura del lunedì.
Pur essendo proposto all'interno di una libreria che si trova in un centro commerciale, non posso permettermi di lasciare i miei figli al laboratorio ed allontanarmi a fare la spesa perchè mi vogliono sempre a distanza di sicurezza, tale da potermi vedere nel loro raggio visivo.
Così, consapevole di ciò, ho atteso un'oretta sfogliando decine di libri. Quando sono arrivata davanti a questa versione di Pinocchio mi sono sentita letteralmente attirata tanto da pensare che avrei potuto comprare quel volume anche per me, non per i miei figli.
Si tratta di una versione molto particolare de "Le avventure di Pinocchio", illustrata da Zdenco Basic. Sono le immagini, oltre alla grafica usata per proporre il testo, che mi hanno colpita.
Sono immagini molto suggestive, quelle che escono dalla penna di Basic.
Prendendo il libro tra le mani ho avuto l'impressione che i personaggi uscissero dalle pagine per venire verso di me. Espressioni dei volti molto profonde, dettagli capaci di fare la differenza, un Pinocchio burattino che sembra sul punto di muoversi.
Bello, mi è molto piaciuto.
Credo che sia la versione più originale di Pinocchio che mi sia mai capitato di avere tra le mani ed è forse la prima che mi è venuto in mente di comprare in modo spontaneo, pur avendo letto la storia in mille salse. Sullo scaffale, in libreria, l'ho trovato esposto nella sezione dedicata a Pinocchio, con altre edizioni lì accanto e, credetemi, spicca in maniera particolare annullando tutto il resto che si trova lì attorno.
Si tratta di un libro cartonato con degli inserti mobili (ci sono linguette da tirare, sezioni da far ruotare) ed anche qualche pop up che in alcune pagine rende alla perfezione un suggestivo effetto 3D.
Quando, poco sopra, dicevo che le immagini sembravano venir fuori dal libro non mi riferivo al pop up ma proprio alle illustrazioni così particolari da far sembrare i personaggi vivi.
Questa volta vi propongo qualche foto in più dell'interno perchè, a mio parere, merita davvero di essere apprezzato per via delle illustrazioni proposte.
Sulle prime ho pensato che non potesse essere un libro adatto a mia figlia perchè è facilmente impressionabile da immagini più "forti" del normale. Più volte mi ha fatto chiudere un libro alla sola visione di un mostriciattolo o di un essere non tanto bello a vedersi che, magari, era anche illustrato in modo simpatico. Sulla scia di ciò, vedendo le immagini molto lontane da quelle usate in altri libri illustrati in modo più canonico, con colori più brillanti e forme più "rotonde" e deliate, ho escluso di poterlo comprare per mia figlia. Magari sarebbe piaciuto al piccoletto di casa ma ho pensato che fosse ancora troppo piccolo per una lettura comunque piuttosto articolata dal punto di vista del testo proposto, anche lunga da seguire seppur molto nota.
Ma non mi sono rassegnata. Tanta era la voglia di comprarlo che ho deciso di prenderlo come regalo di compleanno di un amichetto di mia figlia. Il libro costa 19.90 euro e, onestamente, mi era sembrata una spesa troppo elevata per un regalo di compleanno tra bambini di seconda elementare. Poi, però, visto che la mamma di un'amichetta di mia figlia mi ha chiesto di farle un regalino insieme, allora abbiamo diviso.
Sono molto soddisfatta dell'acquisto effettuato e mi auguro che il festeggiato possa apprezzare il dono: il testo è molto dinamico, sono inserite delle mappe, dei colonnini con spiegazioni... Mi sembra un libro molto stimolante, capace di rendere moderno un racconto classico come Pinocchio.
So che l'illustratore di questo libro ha illustrato anche Alice nel paese delle meraviglie ma non ho ancora avuto modo di averlo tra le mani. Comunque, giusto per sottolineare quanto siano imprevedibili i bambini, quando ho comprato il libro non l'ho fatto incartare alla comessa della libreria ma l'ho incartato io a casa. L'ho fatto vedere a mia figlia che l'ha sfogliato con interesse e che non si è mostrata affatto disturbata dalle immagini... Non è facile interpretare i gusti dei bambini! Credevo che mi avrebbe detto che erano immagini che non le piacevavano invece...Oramai l'ho comprato per il suo amichetto, magari per lei cercherò Alice nel paese delle meraviglie: essendo illustrato dalla stessa mano sono certa che sarà anch'esso un bel libro.
Particolare e consigliabile, proprio come questa versione di Pinocchio.
***
Le avventure di Pinocchio
Carlo Collodi 
illustazioni di Zdenco Basic
De Agostini Editore
19.90 euro

venerdì 21 gennaio 2011

L'albero delle fiabe. Storie divertenti (Roberto Piumini)

Bellissimo libro che consiglio a tutti. Ottimo per un'idea regalo visto che fa una gran bella figura anche grazie all'uso di una copertina rigida molto curata e colorata ma anche per via del fatto che contiene più storie, tutte da raccontare. Il libro L'albero delle fiabe Storie divertenti di Roberto Piumini è arrivato a casa nostra direttamente dal sacco dei regali di Babbo Natale ed è davvero un bel libro.

Il formato quadrato e le tante pagine danno l'idea di un libro "di peso", sia dal punto di vista del reale peso (è un libro più pesante di altri dello stesso formato che abbiamo in casa e che, magari, hanno una copertina morbida ed imbottita) ma dà anche l'idea di un libro importante. Basta sfogliarlo per rendersi conto che contiene molto favole simpatiche e divertenti, con delle grandi illustrazioni colorate e con una grafica particolare anche per quanto riguarda il testo.


Contiene quindici storie che non sono lunghissime e si leggono molto volentieri. Negli ultimi giorni ne stiamo leggendo due a sera! Sono storie di personaggi diversi tra loro - si va da un Re ed un boscaiolo ad un piccolo robot, da due fratellini ed un somaro ad una locomotiva - ed ho notato che le illustrazioni non provengono tutte dalla stessa penna visto che viene proposto un diverso stile da una storia all'altra.

Le immagini sono proposte a volte a tutta pagina ed altre volte in dimensioni più piccole ed in ogni caso aiutano i bimbi a seguire la storia grazie a forme e colori che richiamano ciò che viene narrato. Complessivamente le storie si snodano su 180 pagine ed in copertina così come sul retro ed in alcune pagine iniziali interne vengono riproposte alcune immagini che poi si ritrovano all'interno.

Inutile dire che nel sacco di Babbo Natale l'ho infilato io: mi è piaciuto al primo istante ed ho pensato che avrebbe fatto lo stesso effetto anche ai miei bimbi. Così è stato. L'ho trovato nel reparto libri di un supermecato, è edito da DeAgostini e costa 14.90 euro. Se non ricordo male nel periodo natalizio ho potuto approfittare di uno sconto che veniva applicato su gran parte dei libri in vendita ma non so dire di quanto fosse. Non lo ricordo proprio.

Trovo che sia stato un acquisto azzeccato e lo consiglio caldamente. Un unico appunto. Il titolo è un po' fuorviante: la specifica "storie divertenti" mi aveva fatto pensare a storie spiritose ma questo assunto non è valido in assoluto. Non sempre lo svolgimento della storia è divertente, piacevole si, ma non che strappi chissà quali risate nei bimbi. Sono comunque belle storie che meritano di essere lette.
***
L'albero delle fiabe. Storie divertenti
Roberto Piumini
DeAgostini Editore
14.90 euro