lunedì 17 giugno 2019

Rien ne va plus (Antonio Manzini)

Antonio, ascoltami bene... non m'inganni!
Io non ti credo, questo finale non m'inganna e se pure dovrò aspettare anni - perchè l'ho capito che per il momento Rocco Schiavone lo vuoi lasciare da parte per un po', lo hai detto tu stesso nel presentare proprio questo libro (e io c'ero) - aspetterò. Aspetterò di sapere cosa ti salta in mente per risolvere la situazione.
Sappi che non m'inganni!

Se potessi parlare ad Antonio Manzini, terminata la lettura del libro Rien ne va plus della serie del vicequestore Rocco Schiavone è questo che gli direi.

Posta tale premessa, l'ultima avventura - in ordine di tempo e di uscita - di Schiavone è più rocambolesca delle solite con una squadra che (finalmente!) si trova ad affrontare una vera e propria azione sul campo e che, se non erro, fino ad ora l'autore non aveva mai proposto in modo così completo, armi alle mani e cuori che battono all'impazzata nel petto. 

Questo libro è la naturale continuazione del precedente - Fate il vostro gioco - dove la storia era tutt'altro che chiusa: Rocco aveva individuato i colpevoli della morte di un uomo nell'ambiente dei casinò ma i conti non tornavano. Qualche cosa era sospeso ed ora si fa chiarezza su una situazione ingarbugliata e complessa ma che pian piano vede i nodi arrivare al pettine.

Questa volta Schiavone e i suoi uomini sono alle prese con la scomparsa di un furgone portavalori. Scompaiono tanti soldi e ben presto viene trovato anche un cadavere collegato proprio a questa scomparsa. Portavalori, soldi, casinò, potere: i legami non mancano... che sia tutto parte di un unico disegno avviato tempo prima, con l'uccisione di un uomo che apparteneva proprio a quel mondo?
Che sia arrivato il momento di scrivere la parola fine su una vicenda attorno alla quale Rocco sente di dover fare chiarezza? 
 
Le indagini questa volta porteranno anche ad una vera e propria azione e questo mi ha positivamente colpita. Immaginare all'azione quegli uomini che Manzini ha indotto il lettore a considerare familiari raccontando, un libro dopo l'altro, le loro storie, mi ha convolta più del dovuto perchè ho temuto di perdere qualcuno di loro... e, mannaggia alla miseria, non ci sono mica andata tanto lontano! 

Non posso dire di più ma, oltre ad aver apprezzato l'azione della squadra, ho notato alcuni sospesi.
Resta in sospeso la storia di Sebastiano ed anche l'amicizia tra Sebastiano e Rocco.
Resta in sospeso la storia di Caterina ed anche il legame tra Caterina e Rocco che, seppur spezzato alla fine della storia precedente, ha lasciato delle ferite aperte in un uomo che anche stavolta vorrebbe vederci chiaro. 
Avrei qualcosa da dire anche in merito ad Italo, sempre parlando di sospesi e, perchè no, in merito alla coppia Gambino/Fumagalli ed anche su alcuni trascorsi di Rocco... 
C'è ancora molto da dire ed io so aspettare!

E poi, caratteristica di ogni libro di questa serie confermata in pieno anche stavolta, mi è piaciuta la scelta di dare spazio ad uno dei membri della squadra: in precedenza era toccato ad altri, come Caterina Rispoli, Italo Pierron... Questa volta è toccato all'agente Casella: è sulle soglie della pensione e si rende conto, un giorno dopo l'altro, di quanto gli pesi la sua solitudine. Vorrebbe venirne fuori ma fa fatica. Non gli è semplice rompere in ghiaccio con la gente, soprattutto se risponde al nome della sua vicina di casa che osserva da lontano da tempo, che sogna di notte ma con la quale non riesce a scambiare più di un buongiorno o di un buonasera. Anche stavolta colpisce l'umanità dei personaggi creati dalla penna di Manzini: personaggi fragili, con dei difetti, con delle aspirazioni, con dei sogni nel cassetto. Non dei supereroi ma degli uomini e delle donne che hanno una vita oltre che un ruolo accanto a Schiavone.

Letto tutto d'un fiato, Rien ne va plus sembra voler chiudere un cerchio ma io non credo proprio che sia così, almeno non del tutto. Potrà essere così sul fronte delle indagini nel mondo della ludopatia, ma per il resto secondo il mio parere c'è ancora molto da dire. 
Rien ne va plus per Rocco Schiavone?
Non credo proprio. 
Anche se Manzini fa del tutto per convincermi.
E non credo di sbagliare.

Inutile dire che è un libro che consiglio senza riserve, con un vicequestore che mantiene il suo brutto carattere e che continua ad avere poca fortuna in fatto di donne ma che è anche capace di slanci d'affetto in aspettati e che sono capaci di far battere il cuore. 

Ps: in questo libro ci si diverte anche, a tratti... non nel finale, però. Il finale non è per niente divertente... va letto. Punto e basta. Ovviamente seguendo l'ordine di uscita delle vicende di Rocco Schiavone perchè si rischia di non capirci niente in caso contrario.

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Rien ne va plus
Antonio Manzini
Sellerio Editore Palermo
310 pagine
14.00 euro

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