venerdì 14 giugno 2019

Fate il vostro gioco (A. Manzini)

Tempo di esami di stato. 
Lei studia, io leggo.
Va indubbiamente meglio per me, a dirla tutta. 

L'altro giorno abbiamo scelto una bellissima pineta per riservarci qualche ora di tranquillità all'aria aperta ed io ho approfittato per terminare la lettura di Fate il vostro gioco di Antonio Manzini.

Proseguono le avventure di Rocco Schiavone: il vicequestore nato dalla fantasia e dalla penna di Manzini è ancora alle prese con i suoi tormenti personali oltre che con un caso lo porta dritto nel mondo dei Casinò.
Il suo tormento personale è legato alla lontananza dei suoi amici (in particolare di Sebastiano che lo crede ancora colpevole di un infame tradimento) ma anche al tradimento di una donna alla quale si era molto avvicinato e con la quale aveva creduto di aver trovato un po' di calore vero.
Rocco è ancora un uomo solo, scontroso, autoritario. Le sue ferite tornano a sanguinare in modo più o meno doloroso e le sue vicende personali sono uno degli ingredienti che più mi hanno fatto affezionare a lui. Ha 50 anni, non ha famiglia, vive da solo con un cane, fa un lavoro schifoso tra cadaveri e sangue, ha dei segreti piuttosto importanti, dei metodi sindacabili e riesce a guardare avanti solo a corto raggio perchè, come lui stesso dice, più in là c'è tanta nebbia.

Eppure ha un cuore grande. 
Lo dimostra, ad esempio, nel prendersi cura di Gabriele: l'affetto che Rocco nutre per quell'adolescente problematico, con i capelli lunghi e unti mostra un lato del suo carattere che quasi vorrebbe reprimere ma che lo caratterizza, una storia dopo l'altra.
Ha un cuore grande anche nell'affrontare un serio problema sul fronte delle dipendenze dal gioco. 
In particolare, mi ha colpita il modo in cui Rocco aiuta un amico, prima che collega anche se usa dei metodi poco convenzionali pure in questo caso.
Ma un comportamento differente non sarebbe da lui.
A proposito di amicizia, anche i suoi amici storici, romani de Roma, hanno un ruolo in questa storia. Uno di loro in modo piuttosto attivo.
Un altro in modo molto intenso anche se compare solo alla fine. 
Ed è un'immagine fugace ma emozionante, di quelle che restano nel cuore.

Devo dire che sul fronte delle indagini questa storia mi è sembrata un po' più piatta delle altre, meno avvincente delle precedenti e - questo va detto - anche se tutte le storie di Rocco Schiavone sono legate l'una all'altra con un criterio di consequenzialità, stavolta abbiamo una storia che non finisce e per l'epilogo della quale si dovrà per forza leggere il seguito.

Ciò che ha dato un po' di elettricità alla situazione - e che è mancata, secondo me, per gran parte della lettura se non fosse per le vicende personali - è la paura che, sul finale, attanaglia Rocco. 
Le tessere iniziano ad andare al loro posto e Rocco ha paura. 
Che sia giunto il momento di pagare il conto? 
L'accelerazione sul finale ha fatto da apripista - sotto questo aspetto - al prossimo volume ed ora sono molto, molto curiosa di andare avanti.

Rocco Schiavone mi piace, mi piacciono le sue avventure. 
E chi l'ha detto che debbano essere tutte adrenaliniche? 
Io un bel po' di adrenalina la prevedo in futuro. 
Sbaglierò? 
***
Fate il vostro gioco 
Antonio Manzini
Sellerio Editore Palermo
389 pagine
15.00 euro

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