martedì 25 giugno 2019

La mia sfida più grande - Anchor Island (T. Osburn)

Ho letto La mia sfida più grande per via della copertina che mi è utile per una challenge a cui sto partecipando. Si tratta del secondo libro di una serie iniziata con Scritto nel destino che, lo ricordo bene, non mi era dispiaciuto affatto.
Questa volta, lo dico subito, il secondo volume della serie Anchor Island mi è sembrato noioso e scontato... ho trascinato giorni e giorni la lettura aspettando che la storia ingranasse davvero ma non è stato così. Mi spiace, ma non è stato affatto così.

Giusto per ricordare a che punto eravamo, Beth, Lucas e Joe sono stati i protagonisti del primo volume. Lei, fidanzata con Lucas, sul punto di sposarsi, alla fine lo lascia per suo fratello. Questo in estrema sintesi.
Nel secondo volume della serie i protagoisti sono Lucas e Sid - una ragazza che fa il meccanico di mestiere e che, soprattutto dai modi, sembra un uomo mancato - mentre tutti gli altri restano sullo sfondo.

A due mesi dalla delusione provata con Beth, Lucas torna nell'isola in cui abita la sua famiglia per via di un malore del padre. Deve aiutare a portare avanti l'attività di famiglia, un ristorante che senza Tom (il padre di Lucas e Joe) farebbe fatica ad andare avanti.
Questo vuol dire riaprire qualche ferita, soprattutto nel momento in cui Lucas rivede suo fratello e deve dividere con lui l'impegno al ristorante. 

A dire il vero Lucas ha poco tempo per leccarsi le ferite: ha qualche problemino con lo studio legale in cui lavora e questo gli provoca non propri pensieri inoltre, sull'isola, si imbatte nella bella Sid che nasconde dentro una tuta da meccanico un fisico esplosivo ed un caratterino niente male.
Inutile dire che tra i due scoppia la passione, inutile dire che Lucas mette subito le carte in tavola dicendo che la loro non potrà mai essere una storia duratura perchè lui tornerà in città per il suo lovoro e lei non ha nessuna intenzione di lasciare l'isola.

Combattuti tra la necessità di darsi l'uno all'altra con passione e tra la realtà che li porta a fare i conti con un futuro che non li vede insieme, Lucas e Sid vivono una storia che viene narrata con dovizia di particolari ma che non mi ha lasciato nulla soprattutto perchè scontatissima dall'inizio alla fine.

Non è un libro scritto male, non dico questo. Dico solo che la storia che ha aperto la serie se non altro aveva un perchè... qui siamo nella banalità più assoluta.

In ogni modo posso dire che il personaggio che mi è piaciuto più di tutti è quello di Sid: una donna che sa il fatto suo, che non si fa mettere i piedi in testa e che, seppur cresciuta come un maschiaccio e pur atteggiandosi come uno scaricatore di porto, riesce a trovare il suo lato femminile e a farne tesoro. E' noiosa, però, quando ripete continuamente che non si deve innamorare, che è una storiella senza impegno, che è un rapporto a termine. Lo dice continuamente e questa cosa rende la storia ancor più noiosa.

Peccato, perchè lo scenario dell'isola è bellissimo e stavolta non è stato utile a creare nemmeno un pizzico di magia, almeno per me.

Questa volta, e mi spiace dirlo, la lettura è stata completamente tempo sprecato per me.
***
La mia sfida più grande (Anchor Island 2) 
Terri Osburn
320 pagine
Kindle Unlimited

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