mercoledì 30 agosto 2023

Il Gioco (G. Floris)

Prendi due studenti che non brillano affatto tra i banchi di scuola e che hanno tutte le carte in regola per essere considerati i classici bulletti. 


Lei è Francesca, una tipa apertamente fascista, nata nella periferia di Roma e consumatrice occasionale di droghe.
Lui è Momo, alias Mansur, che non si tira mai indietro quando c’è da menare le mani ma dotato di un ottimo senso dell’umorismo. Il colore della sua pelle lo porta ad essere etichettato come straniero ma è italiano da due generazioni, anche se questo sembra interessare poco.

Non amano la scuola, Francesca e Momo che, contrariamente a quanto il loro essere fascista e di colore potrebbe far pensare, sono ottimi amici.

Sono ignoranti e se ne vantano.
Ad avere a che fare con loro è il professor Romano che tenta, per quanto possibile, di indurli lungo la retta via della cultura. A dire il vero ha perso il gusto di insegnare, Romano: i ragazzi con i quali ha a che fare hanno perso la voglia di imparare, non ne sentono il bisogno. Perchè, dunque, dovrebbe impegnarsi per loro? 

Quanto una studentessa scompare, una loro coetanea che risponde al nome di Rossella Catrambone, tutto sembra portare a loro, a Momo in particolare che sembra sia un simpatizzante dell’Isis. 

C’è un mistero da risolvere in un ambiente molto particolare, quello della scuola. E le ricerche iniziano in modo alquanto singolare, tra un libro e l’altro (quelli che solitamente si leggono all'ultimo anno di liceo e che i due rifiutano) perché sarà proprio la cultura a guidare i ragazzi e il loro Prof. Alla ricerca della ragazzina scomparsa.

Sarà proprio tra quei libri che Momo e Francesca non conoscono affatto che si celano indizi necessari per mettere insieme il puzzle e risolvere il mistero. In questo contesto emerge una realtà molto particolare: il mondo scolastico si manifesta sotto aspetti inimmaginabili e mostra anche delle particolari fragilità. Il tutto corre parallelamente alla ricerca che viene portata avanti ovviamente anche dalle forze dell’ordine (con una poliziotta che sente puzza di bruciato e rischia grosso scegliendo una via di indagine non convenzionale… ed anche con un poliziotto altrettanto particolare). 

Tra le righe di questo libro ho letto un’aperta critica al mondo scolastico, che tratta gli studenti come numeri e toglie loro quello spirito critico e quello spirito di iniziativa che, invece, sono indispensabili per la loro crescita. A questo punto ha un suo perché il titolo del libro visto che viene a galla proprio lui, “Il Gioco”, qualche cosa che non è per niente sorpassato e archiviato come si potrebbe pensare visto che affonda le sue radici nel passato. Ma è anche una riflessione sul mondo dell'insegnamento e su qui si aprirebbe un discorso infinito.

Il romanzo è molto ricco di contenuti e spunti di riflessione. Scritto in maniera scorrevole, è costruito su un impianto narrativo piuttosto complesso che, però, non rende la lettura macchinosa. Anzi… le vicende dei ragazzi si seguono con piacere e con una certa ansia dovuta alla necessità di salvare una giovane vita.
Non mancano i colpi di scena, gli sviluppi inaspettati.

Invito a non lasciarsi spaventare dalla mole di pagine. La ricerca appassiona, sono curiosi gli sviluppi e il finale... bhè, da gustare.

***
Il Gioco
Giovanni Floris
416 pagine
Solferino editore
19.00 euro copertina flessibile, 11.99 kindle

domenica 27 agosto 2023

La storia delle api (M. Lunde)

Arrivata in casa mia come lettura consigliata a mia figlia dall'insegnante di lettere, La storia delle api mi ha incuriosita fin da subito.

 

Aspettavo solo che arrivasse il momento giusto. Ed è arrivato con l'inizio di questa estate. Mi ha permesso di sfatare il mito (non mio... ma di altri) che sotto l'ombrellone si debbano portare libri leggeri, di semplice svago e intrattenimento.

Perché non si tratta di una semplice storia atta ad intrattenere il lettore per essere dimenticata in fretta. Si tratta dell'intreccio di tre storie, narrate in periodi storici differenti, che fanno riflettere sul rapporto tra l'uomo e la natura, su come le scelte degli uomini possano portare a tragiche conseguenze.

Tutte hanno come punto di contatto le api, la loro vita, le regole dello sciame, la loro vita, la loro sopravvivenza e quella del genere umano tutto.

Il libro si apre con una realtà futura, nel 2098, dove l'impollinazione naturale, per opera delle api, è oramai un lontano ricordo. L'uomo è costretto - per la sua sopravvivenza - a fare ciò che le api hanno fatto in passato garantendo la vita al genere umano.

Questa storia futuristica si intreccia con una più antica, quella di William, biologo inglese che nel 1852 si presenta come un uomo che non ha più uno scopo nella vita tanto da non alzarsi più dal letto. Proprio dalle api e dalla voglia di fare qualche cosa di importante attorno a quel mondo, arriverà lo stimolo a riprendere in mano la propria vita e non solo la sua.

Il terzo periodo storico proposto è più attuale, con George, un apicoltore dell’Ohio, che nel 2007 si trova a fare i conti con una vera e propria catastrofe che minaccia da vicino le api e lo stesso genere umano anche se, al momento, non ce se ne rende conto. 

Sono storie che inducono il lettore a riflettere su quanto le scelte fatte dagli umani possano influenzare gli equilibri che regolano i cicli di vita, la natura, l'ambiente. E lo fanno senza scadere nel pesante, mantenendo alto l'interesse del lettore e portandolo piano piano a comprendere quale sia il legame tra le tre storie, apparentemente tanto distanti le une dalle altre. 

Sono storie di vita di persone, prima di tutto. Sono storie d'amore, di passione, di conquiste e di perdite, il tutto collegato da un preciso filo conduttore. Non c'è da aspettarsi un manuale sulla ciò che dà il titolo al libro. La vita delle api, le loro abitudini, i loro comportamenti, si leggono tra le righe e si apprendono piano piano ma ciò che viene proposta è la vita, a tutto tondo. E la morte con lei.

Lo consiglio.

Ps. mi ha fatto sorridere il fatto che sia stata una certa Maja (solo io ricordo un'ape con questo nome?) a scrivere di api ;-)
***
La storia delle api
Maja Lunde
Universale economica Feltrinelli
pag. 423
11.40 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle

lunedì 21 agosto 2023

Oro puro (F. Genovesi)

 

 Ho fatto un lungo viaggio.

L’ho fatto assieme Nuno, un giovane che ha affrontato – senza nemmeno rendersene conto – il viaggio della vita. Un viaggio che segnerà la storia: parte da Palos, in Spagna, nell’agosto del 1942. È in fuga, non sa dove andare e si trova (non sa nemmeno lui come e perché) su una imbarcazione che ha una destinazione ignota. È la Santa Maria ed è diretta verso il Nuovo Mondo anche se, al momento, nessuno lo sa.

Nuno non ha mai navigato, non è mai salito su un’imbarcazione e non ha mai provato il desiderio di farlo. Eppure, affronta un viaggio assieme a quelli che diventeranno i compagni di un’avventura memorabile che cambierà la vita a lui e non solo.

Nuno è l’ultimo degli ultimi: non ha mai navigato e non sa fare nulla che abbia a che fare con il mare. Ma sa scrivere. Come sua madre prima di lui e come lei stessa le ha insegnato. Faceva la prostituta, sua madre, ed anche sua zia. Ma sapeva scrivere. Questa sua abilità si dimostrerà preziosissima a bordo agli occhi di Lui: Cristoforo Colombo. Ben presto Nuno diventerà lo scrivano personale dell’Ammiraglio e, oltre a vivere in prima persona la sua avventura sulla caravella vivrà, di riflesso, anche l’avventura che gli viene narrata dal punto di vista di colui che vuole lasciare traccia della sua impresa ai reali ma anche ai posteri.

La storia la conosciamo tutti. Quello che non conosciamo, però, sono le sensazioni, gli umori, i sogni, le aspirazioni dei protagonisti cosa che Genovesi aiuta a chiarire dando voce a Nuno e a molti altri personaggi. Tutti molto ben definiti, a dire il vero, anche quello che sembra più insignificante.

Devo ammettere di aver letto questo libro molto lentamente. Non è stata la mole di pagine a rallentare la lettura (l’ho letto in e-book in collaborazione con Thrillernord ed ho anche potuto agevolmente portarlo in spiaggia e in borsa in questi giorni d’estate a differenza di quanto avrei potuto fare avendo tra le mani il volume piuttosto ingombrante) ma la ricchezza di quanto narrato. Descrizioni precise, sensazioni che arrivano in modo forte e chiaro e la crescita di quel ragazzino (che è la voce narrante a distanza di parecchi anni) che arriva al lettore in modo diretto e preciso.

Nuno parte sedicenne (un ragazzino all’anagrafe, nel corpo e nell’anima) ma durante il viaggio cambia, matura sotto diversi punti di vista, anche quello sentimentale visto che incontra l’amore.

Perché oltre al viaggio epocale di Colombo viene narrata anche una storia d’amore che, però, pur avendo un ruolo importante nella narrazione e nell’intera storia, non declina il libro verso il “rosa”, assolutamente. Ed anche in questo Genovesi è stato molto bravo: gli ingredienti sono tutti molto ben equilibrati per rendere la storia complessa e completa. 

Non è il primo libro che leggo di questo autore, conoscevo già il suo stile per cui l’aver letto lentamente queste pagine non mi ha stupita più di tanto. Ho cercato di cogliere ogni sfumatura e per fare ciò ho avuto bisogno di tempo e di concentrazione.

E’ una lettura che consiglio: un viaggio che porta, è vero, verso una scoperta che cambierà la geografia e che avrà anche un impatto sociale, ma che mette a nudo l’indole più egoistica degli uomini con conseguenze alla quali spesso si preferisce non pensare.
***
Oro puro
Fabio Genovesi
Mondadori Editore
pag. 444
20.00 euro copertina rigida, 10.99 Kindle

martedì 1 agosto 2023

Le invisibili (G. Genisi, M. Oliva, M. Venezia, G. Verasani)

Non amo i racconti. Da sempre. Preferisco letture più corpose, storie più articolate di quelle che si consumano in poche pagine.
Il libro Le invisibili, però, mi incuriosiva. Innanzitutto perché parte di una collana che mi piace particolarmente – Nero Rizzoli – e poi perché mi incuriosivano le autrici coinvolte. Donne intente a scrivere storie di donne declinate in un modo particolare: il noir.
Tutte e quattro mettono su carta – ognuna secondo il proprio stile – storie di donne che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la morte. Perché la provocano, la vivono quotidianamente, la anelano…
Sono donne che hanno una vita come tante, una famiglia come tante ma una storia particolare che, a quanto pare, solo loro conoscono. Perché è nel loro intimo che si insedia il male. Perché è nei momenti meno prevedibili che quel male emerge e trova la sua manifestazione.
Sono tutte donne che iniziano a fare i conti con loro stesse, con i loro istinti fino ad ora nascosti, con le loro inclinazioni più profonde. Sono donne che hanno subito e che non intendono più farlo o, per lo meno, che cercano il modo migliore per riscattare una vita vissuta sottotono e all’ombra di qualcuno. Che sia un marito, un agente, una madre, un intero paese.

A guardarle sono donne come tante: con gli occhi stropicciati al mattino, con qualche chilo di troppo, con una bellezza celata dietro ad un abbigliamento modesto giusto per non dare troppo nell’occhio. Ma sono anche donne di successo, arrivate all’apice dopo quella che per molti è stata una scalata ma che per loro è stato il destino.
Per tutte loro l’unica via d’uscita è la morte. Non la propria, però! 

Una premessa: trattandosi di autrici che hanno scritto dei libri con dei protagonisti seriali e non avendoli letti, per me tutti i personaggi che vengono citati sono nuovi di zecca.
Lo è il Maresciallo Lopez che indaga su un omicidio avvenuto in una baia con richiami alla presenza di sirene.
Lo è l’Ispettrice Micol Medici che si trova ad indagare sulla morte di un importane discografico e su un giro di giovani di belle speranze, tutte potenzialmente interessate a farlo fuori.
Lo è il Sostituto Procuratore
Imma Tattaranni che raccoglie – sotto forma di lettera – la confessione di una donna che sta scontando la sua pena e che sceglie proprio lei per fare chiarezza su alcuni aspetti oscuri della vicenda che l’ha vista protagonista.
Da ultima, ma non credo che sia un personaggio seriale, arriva la storia di Rachele che mette in piedi un accordo alquanto sui generis con una donna, Connie, vittima delle angherie di suo marito.

Sono tutti racconti scorrevoli (devo ammettere che quello che mi ha appassionata più di tutte è stato il terzo, quello scritto a mo' di lettera) con donne che vengono ben descritte seppur in poche pagine.
Ognuno dei vari racconti avrebbe potenzialmente potuto essere strutturato maggiormente ma devo ammettere che l’abilità di un autore, un’autrice in questo caso, sta anche nel dare compiutezza ad una storia quando non si hanno troppe pagine a disposizione.
Resto dell’idea che i racconti mi lascino sempre addosso un certo senso di incompiuto e, potendo scegliere, sceglierei un romanzo più strutturato ma devo dire che tutto sommato la lettura de Le invisibili, non è stata poi così male.

Chissà che non mi venga voglia di andare a recuperare le serie le cui protagonista ho incrociato tra queste pagine!
***
Le invisibili
G. Genisi, M. Oliva, M. Venezia, G. Verasani
Rizzoli editore (collana Nero Rizzoli)
228 pag.
16.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle, audiolibro

lunedì 31 luglio 2023

Hotel Silence (Auður Ava Ólafsdóttir)

 

Se riparare la propria esistenza fosse facile come riparare un rubinetto o un tavolo che zoppica…

Se l’abilità nell’aggiustare le cose valesse anche per ridare un senso alla propria vita, recuperare ciò che si è perduto per strada e tornare ad avere uno scopo, un obiettivo da raggiungere…
Se solo tutto ciò fosse possibile Jónas non starebbe programmando la propria morte. 

Perché è questo, di fatto, che ha deciso di fare.

Le cose non sono andate come avrebbe voluto e l’unica scelta possibile, secondo lui, è farla finita.

Non in casa, però, per risparmiare lo strazio del ritrovamento del suo cadavere a sua figlia. In un posto lontano, anonimo, dove nulla lo lega alla vita nemmeno per un sottilissimo filo. Un posto estraneo, tra estranei, senza qualcosa che possa mettere in dubbio questa scelta che, di fatto, in dubbio – da quando è stata presa – non è stata messa mai.

Jónas è alla silenziosa ricerca del metodo perfetto per togliersi la vita ed ha con sé la sua inseparabile cassetta degli attrezzi. Quella che tante volte ha usato per aggiustare le cose e che anche stavolta gli sarà utile, non per aggiustare però. 

Quando arriva nel posto che ha scelto per farla finita – l’Hotel Silence, in un posto che è stato martoriato dalla guerra civile – dovrà fare i conti con qualcosa che non si aspettava: trova persone, situazioni, attimi che a poco a poco lo coinvolgono e lo portano a rivalutare se non altro i tempi per attuare la sua decisione.

Ammetto di essermi chiesta, all’inizio, dove si volesse andare a parare ma di aver intuito l’epilogo. Quella svolta che, di fatto, mette Jónas davanti ad una situazione che non aveva messo in conto, ad un certo punto è piuttosto prevedibile.

La storia di Jónas contrappone l'assenza di prospettive di un uomo che non ha più nulla che lo tenga attaccato alla vita a ciò che, invece, la guerra ha portato con persone che avrebbero tanto voluto continuare a vivere e che, invece, sono state stroncate da un proiettile o una bomba. Contrappone la devastazione dell'anima di un uomo che sente di essere rimasto solo alla devastazione di una terra nella quale ogni donna ha visto l'orrore con i suoi occhi e lo ha vissuto con il suo corpo, ogni bambino ha visto morire un padre, uno zio, un fratello, un nonno.

Il contrasto tra chi si sente vuoto e chi si è trovato ad avere il vuoto attorno a sé pur non avendolo mai cercato e voluto. Il contrasto tra il sentirsi inutile e il sentirsi improvvisamente importante per qualcosa, per qualcuno. 

Credo che sia la prima volta che mi approccio ad un'autrice islandese. Non ricordo di aver letto altri autori che arrivino da questo posto. Ho trovato uno stile efficace, diretto, senza troppi fronzoli. Ho trovato la vita tra le pagine del suo libro. Una vita che semplicemente accade, si rinnova i ogni momento e ti travolge. Anche quando non vorresti che fosse così.

Ps. molto bella, secondo me, la copertina. Molto rappresentativa della solitudine che prova il protagonista, di come si sente davanti ad un mondo sconfinato che, però, non gli offre più nessuno stimolo. O, almeno, questo è ciò che crede.
***
Hotel Silence
Auður Ava Ólafsdóttir
Einaudi editore
pag. 188
18.50 euro copertina rigida, 12.00 euro copertina flessibile

giovedì 6 luglio 2023

La rinnegata (V. Usala)

  

Nel leggere la storia di Teresa ha avuto la sensazione che tutto attorno si fermasse. 

Ho immaginato di vedere lei camminare per i vicoli di un paesello dell'entroterra sarda in cui vive, a testa alta e con la schiena dritta mentre tutto il resto restava immobile, quasi in apnea per lasciarla passare come se solo gli sguardi dei presenti si spostassero su di lei, con lei e tutto il resto restasse immobile, anche i respiri.

In quella terra antica - che è protagonista accanto ai personaggi principali - sono le figure femminili che emergono con forza, a dispetto di una tradizione e di un sentire comune che vorrebbero altro per loro.

Innanzitutto Teresa: bella, bellissima, con un marito spesso lontano, impegnata a gestire la taverna del paese (attività avviata con il suo Bruno), fiera e forte nel suo incedere sicuro.... e sulla bocca di tutti proprio tra quelle quattro mura di un paesino che, di fatto, è la sua casa. 

Sulla bocca di quella che è la sua gente ma che non lesina chiacchiere, mormorii, allusioni. 

Mai. Tanto più quando deve fare i conti con una dolorosa perdita che segnerà profondamente la sua esistenza ma davanti alla quale continuerà ad andare avanti con fierezza e con spirito d'indipendenza, per lei e per i suoi figli. Quell'indipendenza che nessuno le perdona, in quella terra. Teresa è una donna rinnegata: rinnegata dalla sua stessa madre prima, rinnegata dalla sua gente poi. 

E poi c'è Maria. Rinnegata anche lei per aver creduto che le cose potessero andare diversamente per una serva condannata ad essere tale per tutta la vita. Rinnegata per aver scelto la libertà da uno status che l'avrebbe voluta sottomessa.

Due donne diverse, lontane ma legate da un filo sottile ma resistente che le porta a guardarsi da lontano per poi incontrarsi in circostanze che nessuno avrebbe mai voluto si verificassero.

La rinnegata è un romanzo d'esordio potente: con una scrittura efficace l'autrice mi ha toccata nel profondo. Ho pianto, non mi vergogno a dirlo. Mi sono commossa ed ho pensato alle tante donne che hanno avuto, nel tempo, la sorte di Teresa e Maria. Donne giudicate, additate, allontanate da tutti, da altre donne che probabilmente vedevano, in loro, ciò che avrebbero voluto ma non hanno avuto il coraggio di essere. 

Gran bel libro. Mi ha colpito la copertina in biblioteca e sono felice di aver ceduto al suo richiamo.
***
La rinnegata
Valeria Usala
Garzanti editore
208 pagine
16.00 euro copertina rigida, 5.90 copertina flessibile, 7.99 Kindle

mercoledì 5 luglio 2023

Il ladro gentiluomo. La serie de l'Allieva vol. 7 (A. Gazzola)

Alice Allevi è il classico personaggio che si potrebbe pensare di portare sotto l'ombrellone. Non per farci due chiacchiere tra un pezzo di cocco ed un'aranciata fresca quanto per seguirla nelle sue avventure di medico legale.

 

Stavolta, nell'ottavo libro della serie, Alice si ritrova a fare da spola tra Domodossola (dove è stata confinata) e casa a Sacrofano con qualche capatina all'Istituto di Medicina Legale dove è cresciuta.

Chi conosce la serie trova la solita Alice un po' sbadatella e in cerca della sua collazione nel mondo ma, c'è un ma. Stavolta Alice vive un cambiamento importante nella sua vita. Ciò che colpisce maggiormente, infatti, sono le sue vicende personali piuttosto che quelle sul fronte lavorativo. 

Si trova ad indagare - a modo suo - sul caso del ritrovamento di un diamante nello stomaco di un suicida. E ciò avviene a seguito di un episodio che la vede come protagonista perfettamente in linea con la sua caratteristica di sbadatella per eccellenza. Da qui prende le storia che la vede anche alle prese con nuove persone delle quali crede di potersi fidare...

Lo stile di Alessia Gazzola è sempre lo stesso: scorrevole, a tratti scanzonato, ma stavolta viene introdotto qualche cosa in più. Innanzitutto vengono inseriti riferimenti al mondo d'oggi (basti pensare che ad un certo punto la vicina di casa di Alice dice a Conforti, quel C.C. di sempre, di somigliare in modo impressionante ad un certo attore, tal lino Guanciale! 

E poi Alice vive una vicenda personale che la segna nel profondo, come avverrebbe per ogni donna. E' a questo punto che ho notato un cambiamento in lei. L'ho vista meno svanita, più ancorata al presente, più concreta, non la solita ragazzina sulle nuvole, per capirci.

Mi è mancato molto il personaggio di Calligaris - che compare ma solo marginalmente -  così come compare marginalmente il suo vecchio, grande amore... in compenso c'è Conforti che ruba la scena sul fronte personale, più di quanto non abbia fatto fino ad oggi.

Il finale onestamente non me lo aspettavo. E penso più al finale delle sue vicende personali che non a quelle del caso...

Lettura da ombrellone (anche se sono sempre dell'idea che sotto l'ombrellone ognuno porti quello che vuole, anche un trattato di filosofia) che mi ha fatto compagnia. E con un finale che a ben guardare lascia aperto più d'uno spiraglio. 

C'è un seguito ma per ora mi sa che non lo leggerò. Ok Allevi, ma a piccole dosi.

***
Il ladro gentiluomo. La serie de l'Allieva (vol. 7)
Alessia Gazzola
TEA editore
304 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 18.60 copertina rigida, 9.99 Kindle