martedì 18 luglio 2017

La sabbia non ricorda (G. Scerbanenco)

Finito di stampare nel mese di agosto del 1976, il romanzo di Giorgio Scerbanenco che ho avuto modo di leggere mi ha fatto fare un tuffo nel passato. Non tanto perchè si tratta di una storia ambientata nel passato quanto per il periodo in cui è stato scritto e per lo stile narrativo di quell'epoca.
La sabbia non ricorda: l'ho preso in prestito in biblioteca perchè utile per partecipare alla terza tappa della The Hunting Word Challenge con la parola SABBIA (sia nel titolo che rappresentata in copertina).
Un modo di scivere lontano, con termini desueti per un delitto intricato, legami familiari e legami di cuore che si intersecano pericolosamente in un'indagine che viene portata avanti in sordina ed in modo ufficioso non da un commissario come quelli moderni, quelli a cui ci hanno abituati gli autori di gialli di oggi. No, stavolta Al non è un commissario come tanti ma un agente della scientifica che è spinto più da motivi di cuore che da motivi professionali ad occuparsi dell'assassinio di Giannuzzo Masetta, trovato morto sulla sabbia. 

Viene coinvolto in questa sordida storia dal padre di Michela Lorè, una donna che non gli è affatto indifferente e che sta vivendo un particolare momento di depressione per via di una delusione amorosa. 
Si sono amati, Al e Michela. Poi si sono allontanati ma le corde del cuore non hanno dimenticato. E' per amore di lei che accetta di scavare nel torbido per cercare il colpevole, la mano che ha agito nel tagliare la gola alla vittima.

Le indagini di cui l'autore dà conto non sono quelle delle forze dell'ordine ma quelle che il padre di lei, funzionario di polizia, chiede ad Al di portare avanti. Un uomo, il padre di Michela, che è interessato in primis ad aiutare sua figlia a venir fuori dallo stato depressivo in cui si trova, ma anche ad aiutare l'amico che lo ospita, Sebastiano Arrighi: il figlio di lui, Roberto, è l'uomo con cui Michela inizia a dimenticare il suo stato depressivo. La vicinanza tra Roberto e Michela è positiva per lei che sembra rinata. Ma Roberto teme di essere accusato della morte di Giannuzzo perchè aveva più di un motivo per ucciderlo. Ecco, dunque, che il padre di Michela - per amore di sua figlia - chiede ad Al di fare luce sul delitto affinchè l'uomo che sta restituendo la serenità a Michela, si senta definitivamente libero dal peso che lo opprime.
Questa è la situazione di partenza.

Michela è un personaggio a volte in luce ed a volte in ombra. E' in luce ogni volta che si lascia andare alla vita e accoglie con slancio anche le piccole cose che essa le riserva. E' in ombra nella maggior parte del tempo e l'autore rende alla perfezione il suo malessere. E' comunque un personaggio interessante: fragile, dalla personalità instabile, molto vicina al padre dal quale si rifugia in modo prevalente ma bisognosa di un appiglio esterno. Vede in Roberto questo appiglio senza essere certa che quello di lui sia vero amore.

Giannuzzo Masetta, la vittima: a ben guardare emergono dei lati piuttosto ambigui della sua persona. Violento, ricattatore, pronto a puntare un coltello al collo a chi lo ostacola. Sarà morto per vendetta? Per soldi? Per amore? 
Sono tanti gli interrogativi che frullano per la testa di Al. Un uomo molto attento ai particolari, discreto e non superficiale.

L'ambientazione è quella vacanziera: il cadavere viene ritrovato sulla spiaggia di Lignano ma anche dopo che è stato rimosso e l'area è stata ripulita le vacanze non sono più le stesse da quelle parti perchè resta nell'aria l'odore del delitto. Un odore impalpabile ma pesante, fino a che non si arriva al colpevole.

Ciò che mi è piaciuto meno di questo romanzo è stata la lentezza (a tratti ho fatto proprio fatica) della narrazione per via dell'uso di frasi e termini oramai sorpassati. Ho molto apprezzato, invece, le informazioni che Al fornisce ai lettori nello spiegare la sua logica. A domanda precisa risponde in modo preciso.

"Come hai fatto a capire chi era il colpevole?" gli viene chiesto. E lui risponde.

L'ho molto apprezzato perchè in questo modo il lettore non resta nel dubbio di aver poco capito qualche passaggio come spesso capita. Ed ho anche apprezzato il fatto che, alla fine e nonostante tutto, Michela riesce davvero a comprendere quale sia il vero amore.

Questa lettura mi permette anche di partecipare alla Challenge La ruota delle letture per l'obiettivo 14 - un libro ambientato al mare.

venerdì 14 luglio 2017

Il libro di Julian (R.J. Palacio) - Venerdì del libro

In continuità con la proposta dello scorso Venerdì, per l'appuntamento del Venerdì del libro di oggi propongo Il libro di Julian della serie Wonder Story.

Un intero libro dedicato ad uno dei personaggi che più hanno dato addosso ad August fin dal primo giorno di scuola. Uno di quei bulletti che, secondo il mio parere, erano spinti più dalla paura della diversità che non da un'effettiva cattiveria.
Un'impressione, la mia, che ha trovato piena conferma nel momento in cui a prendere la parola è stato proprio lui, Julian, che ha raccontato la sua voce ed ha proposto il suo di punto di vista.

La sua reazione, la sua aggressività nei confronti di August arriva da lontano, da trascorsi che ancora si porta addosso.
Certo è che il comportamento di sua madre non aiuta: quei continui tentativi di giustificare i comportamenti di Julian non lo aiutano certo a crescere, a capire come affrontare le prove della vita, a maturare.

Più che Julian ad emergere sono due personaggi a lui molto vicini: la figura di una madre iper-protettiva, pronta a difendere a spada tratta suo figlio anche quando l'evidenza dei fatti dovrebbe indurre a comportamenti diversi; e poi la figura di sua nonna. Senza ombra di dubbio è la nonna la figura chiave della storia ed arriva da lei la chiave di volta per qual ragazzo che si trova improvvisamente diverso.

Una donna dolce, la nonna, che apre il suo cuore per aiutare suo nipote a crescere. Una donna che non ci pensa due volte a mettersi a nudo anche se gli costa sofferenza ma nella consapevolezza di poter essere d'aiuto ad un ragazzino - suo nipote Julian - che ha tanto bisogno di essere guidato, non protetto. 

Julian all'inizio del libro non teme di manifestare i propri sentimenti: non è pentito di quello che ha fatto, il suo è stato un meccanismo di difesa del quale non si pente.
Ed anche stavolta ho apprezzato la schiettezza, quel modo così diretto di mostrare quello che è un atteggiamento che ritengo molto comune nei confronto di chi ha qualche cosa di diverso dalla massa.
Quella paura che induce ad innescare meccanismi di difesa e che porta a credere di aver fatto la cosa giusta è una molla che credo si possa rinvenire molto spesso nella nostra vita quotidiana. E' un po' come alzare un muro di difesa per non dover avere più paura anche se non si ha intenzione di far male a nessuno.

Julian non vuole fare del male ad August. Non è quel ragazzino con il volto così strano che Julian vuole allontanare ma è la sua stessa paura della diversità, questo è il demone contro il quale un ragazzino alle soglie dell'adolescenza si trova a combattere, mettendo in campo le poche armi che ha a disposizione.

Il finale dimostra, però, che le cose possono cambiare e ancora una volta August dimostra di essere una grande persona e dà a tutti noi una grande lezione. 

Inutile dire che non vedo l'ora di leggere la terza tappa della serie Wonder Story.

Con questa lettura partecipo alla challenge Leggendo Serialmente.

giovedì 13 luglio 2017

Harry Potter e la camera dei segreti (J.K. Rowling)

Se si è alla ricerca di un libro avventuroso non ci si può negare la lettura della saga di Harry Potter. Con il secondo volume della serie - Harry Potter e la camera dei segreti - ne ho avuto conferma. 
Pur non amando il genere fantasy devo dire che Harry Potter, con i suoi occhialetti rotondi e la sua scuola per maghi, mi sta facendo ricredere. Ci sono fantasy e fantasy: non è il genere che non mi piace... sono le storie e come sono scritte a fare la differenza.
Harry mi è simpatico e tutta la struttura della storia che lo vede come protagonista mi ha convinta. Mi aveva già convinta con il primo volume - quello in cui si svelano le origini dell'avventura - per averne conferma ora, con il secondo.

Avevamo lasciato Harry pronto a trascorrere le vacanze estive con i suoi zii, quei Babbani da cui avrebbe volentieri fatto a meno di tornare. Eppure sono loro la sua famiglia, ora, e non può farci niente. Ma ben presto capirà di non poter resistere in quell'ambiente e scappa via per ritrovarsi ospite da una famiglia amica che gli trasmetterà quel calore che dagli zii non ha mai avvertito nemmeno lontanamente. Il tutto farà da prologo al suo rientro a scuola anche se, stavolta, ci sono dei segnali che gli fanno pensare che ci sia qualche cosa di strano. Parecchio strano, a partire da quella strana creatura che piomba nella sua stanza - prima di fuggire dalla casa degli zii - per dirgli che sarebbe bene che Harry Potter non tornasse a scuola perchè c'è una congiura contro di lui. 

Vero? Non vero? Da dove arriva quella creatura? Chi l'ha mandata? C'è da fidarsi?

In effetti a scuola lo aspettano delle novità. Non tutte positive. C'è un nuovo insegnante - Gilderoy Allock - che millanta chissà quali conoscenze ed avventure per poi rivelarsi per quello che realmente è - ma, soprattutto, si verificano degli strani attentati. L'intera scuola è avvolta nel mistero e nella paura: un gatto, prima, e poi diversi studenti vengono pietrificati. 
L'intera scuola è in difficoltà davanti a tutto ciò e si inizia a mormorare qualcosa che ha a che fare con una vecchia leggenda, quella della Camera dei Segreti. 

Un'avventura con tutti i canoni per tenere il lettore attaccato alle pagine. Pur non essendo una ragazzina - si tratta di una saga per ragazzi - ammetto di aver atteso con apprensione di conoscere l'evolversi della situazione. 

Harry Potter viene proposto con le sue caratteristiche magiche ma anche - e questo l'ho molto apprezzato - con le sue fragilità, le sue paure. Non è un personaggio invincibile, anche lui ha paura, soffre, ha delle debolezze. La sua parte umana - pur non essendo un discendente di Babbani ma da una famiglia di maghi - non è sacrificata per meglio rendere il suo essere mago. Tutto ciò rende il personaggio più simpatico. Anche stavolta scopre delle doti di cui non era a conoscenza e mi ha fatto particolarmente sorridere il continuo riferimento ai Babbani: sono le persone normali, coloro che non hanno sangue magico che scorre nelle loro vene. Bhè, mi ha divertito l'idea di tale appellativo per tutto noi. Perchè siamo tutti Babbani, no?
A dire il vero in questo capitolo della storia è proprio la caccia ai Babbiani che è alla base dei misteri che si verificano tra le mura della scuola e sono i mezzosangue (coloro che hanno sangue di Babbano che scorre nelle loro vene) ad essere presi di mira.

Si delinea maggiormente la figura di Silente e quell'intesa che si manifesta tra lui e Potter è un'alchimia particolare che non deriva dal loro essere maghi ma dalla loro sintonia a livello personale, prima di tutto. E ne escono delle belle immagini.

Il professor Allock, il personaggio nuovo, non perde occasione per rendersi ridicolo: si pavoneggia continuamente, vanta meriti non suoi e quanto viene messo davanti alle sue responsabilità, quando gli viene chiesto di dimostrare ciò che vale è davvero ridicolo. 

Libro promosso a pieni voti e che mi fa venire voglia di continuare con il terzo volume. Anche stavolta l'anno scolastico finisce nelle ultime pagine del libro ed Harry è pronto a tornare dagli zii. Cosa capiterà stavolta durante le vacanze estive? 

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della The Hunting Word Challenge e la parola utile per la gara è SEGRETO che trovo nel titolo.
Il secondo volume della saga Harry Potter mi permette anche di partecipare alla Challenge La ruota delle letture per l'obiettiv 5 - libro di una casa editrice maggiore. E' un libro edito da Salani Editore che fa parte del gruppo GeMs.
Inoltre, partecipo alla challenge Leggendo serialmente.

lunedì 10 luglio 2017

Vita bassa e tacchi a spillo (P. Williams)

Classica lettura da ombrellone: questo mi sono detta quando ho avuto tra le mani il libro Vita bassa e tacchi a spillo di Polly Williams. Mi aspettavo una lettura leggera, una storia non troppo strutturata che avrei affrontato senza troppe aspettativee che magari sarebbe stata talmente sdolcinata da farmi anche ingrassare di un chiletto.

Invece...
Invece ho letto una storia che, seppur non eccessivamente impegnativa, è stata proposta con una buona dose di ironia, con una protagonista che mi è piaciuta parecchio, personaggi che mi hanno strappato un sorriso pur nelle situazioni più assurde, una storia ben costruita con i dovuti colpi di scena e ribaltamenti di fronte.

Amy è una neo mamma. La sua vita è cambiata da quando quel piccolo e dolce esserino che risponde al nome di Evie è entrato a far parte della sua vita. Sono cambiati i suoi ritmi, le sue abitudini ma, soprattutto, è cambiata lei. Non è più la Amy di una volta, si sente fuori forma, non ha più alcun interesse ad apparire curata ed in forma perchè ha altro per la testa. E per altro non si intende solo il cambio del pannolino, la poppata e tutto il resto. Ha anche in testa il sospetto di un tradimento da parte del suo compagno Joe, beccato al parco in compagnia di una misteriosa lei in un atteggiamento piuttosto equivoco. Se poi si pensa che nel momento di tale scoperta Amy aveva ancora il pancione, il resto è presto detto. La sua vita scorre piatta tra le abitudini imposte da Evie e il timore di non essere l'altezza di un uomo che, oramai, cerca una donna sicuramente più giovane e frizzante di lei. 
Amy si sente pesante, una mucca da latte senza interessi e senza prospettive. 
Come può piacere al suo uomo? 
Come può piacere al mondo intero? 
Ma le interessa davvero piacere a qualcuno o si accontenta della fetta di mondo che si è ritagliata accanto alla sua piccola?
Tra gruppi di donne appena diventate madri, amiche vecchie e nuove, Amy si troverà a riflettere su se stessa, sulla sua vita, su cosa vuole e cosa cerca. 

Amy è un personaggio vero, concreto, con le sue debolezze e le sue paure. Quale mamma non si rivedrebbe in lei, con il seno che tira quando resta per qualche ora di troppo lontanda da sua figlia o quando il passeggino fa fatica a camminare sulla sabbia? Quale donna non si rivedrebbe in lei, con un guardaroba che non le va più, con la bilancia che dice qualche cosa di diverso da ciò che si vorrebbe e con la consapevolezza di non avere nulla di particolarmente interessante da fare che richieda di andare dal parrucchiere con costanza?

Poi arriva il momento della scossa. Deve fare qualcosa. Una scossa che arriva grazie agli stimoli di un'amica - Alice - che si propone di aiutare Amy.
Dove porterà tutto ciò? Riconquisterà la fiducia perduta? Il suo uomo? Fiducia nel futuro?

Amy mi è piaciuta molto come personaggio ed ammetto che in diverse situazioni mi sono rivista anche io. E' impacciata, a volte (spesso), non riesce a tirare fuori tutto ciò che dovrebbe tanto da portarsi dietro il retaggio di anni ed anni di sofferenza (penso all'abbandono di suo padre) ma anche mesi di silenzi impostati per quieto vivere (penso ai dubbi sul suo uomo). Si trova in gruppi di neo mamme che non fanno altro che parlare di pannolini e pappine, tettarelle e seggiolini per auto ed in alcuni punti le situazioni descritte sono davvero comiche ma molto vicine alla realtà, come quando descrive la sua esperienza con il corso di massaggio quando tutti gli altri bambini sembrano in estasi mentre la sua appare indemoniata! Troppo forte! Alcune situazioni mi hanno fatto ripensare alle mie gravidanze, ai miei due figli quando erano piccini... mi sono proprio divertita.

Il finale mi è piaciuto così come le varie sorprese proposte lungo il racconto.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della The Hunting Word Challenge e la parola utile per la gara è TACCO che trovo nel titolo (seppur al plurale) così come viene raffigurato in copertina.