venerdì 18 novembre 2011

Vuoi trasgredire? Non farti! (G. Benusiglio) - Venerdì del libro

Dopo aver parlato a lungo di libri per bambini, per questo Venerdì del libro vorrei cambiare totalmente registro. Segnalo "Vuoi trasgredire? Non farti!" un libro indirizzato ad adolescenti, scritto da una ragazza che per una leggerezza compiuta quando aveva 17 anni si è vista la morte in faccia... ed ha iniziato a vivere un lungo calvario per dei problemi fisici che tutt'ora segnano la sua vita.
Si tratta di Giorgia Benusiglio, una giovane nata a Milano nel 1982 che a diciassette anni ha deciso di fare un'esperienza che le ha segnato per sempre l'esistenza. Ha voluto provare ad assumere mezza pastiglia di ecstasy e ciò le ha provocato delle conseguenze fisiche che le hanno realmente cambiato la vita.
Una famiglia normale, la sua.
Una ragazza come tante altre.
Un amore tranquillo con un ragazzo perbene.
Una sera in discoteca come tante altre. O forse no. Perchè quella sera Giorgia decide di dividere una pasticca di ecstasy con dei suoi amici pensando che "...tanto non mi fa niente... cosa mi può succedere se ne assumo un po' giusto una volta, tanto per provare?". Non poteva certo immaginare che da tale scelta sarebbe derivata la necessità di subire un trapianto di rene ed una serie di sofferenze che l'hanno segnata e continuano a segnarla tutt'ora.
Giorgia è stata sul punto di morire ma ce l'ha fatta. Ha capito di aver sbagliato e dalla sua esperienza ha voluto trarre ciò che di positivo ha trovato: ha voluto raccontare quanto è successo a lei ai più giovani, principalmente agli studenti delle scuole medie, non tanto per fare loro la morale e per dire cosa devono o non devono fare, quanto per fare in modo che possano essere informati e pianamente consapevoli delle scelte che, alla luce di ciò che sanno, eventualmente potrebbero fare. 

Il mio intento è educativo - dice nel suo libro - Raccontare ciò che mi è accaduto. Dar loro le informazioni dalle quali possano arrivare a decidere se farlo o no. Perchè ognuno è libero di fare quello che vuole della sua vita.

Allora, se ho la possibilità di informare le persone, attraverso la mia esperienza, forze loro avranno ciò che non ho avuto io, cioè un'informazione corretta. Perciò mi batto per questo, perchè le persone possano decidere con la loro testa. Se vuoi provare ugualmente fallo, però non potrai più dire: non sapevo, cavolo, quanto sono stato stupido!

L'autrice, nel giorno della presentazione del suo libro
Non sapevo dell'esistenza di questo libro e l'ho conosciuto - ed ho conosciuto l'autrice - in occasione di un incontro che è stato organizzato in un comune limitrofo al mio, proposto da un'associazione di genitori, nell'ambito di un progetto di prevenzione portato avanti con le scuole medie del territorio. Sono intervenuta in virtù del mio lavoro di giornalista e devo dire di aver ascoltato con attenzione la testimonianza dell'autrice.
Giorgia - mi piace chiamarla per nome, sperando che non se ne dispiaccia, vista la sua giovane età - si è messa a nudo davanti ai tanti ragazzi che l'hanno ascoltata con attenzione. Ha raccontanto la sua esperienza, i problemi fisici ma anche il risvolto psicologico della sua vicenda. Ha parlato del suo rapporto con la vita, con i suoi genitori, con i suoi amici. Ha parlato di VITA. Quella vita il cui valore ha capito appieno solo dopo essere stata sul punto di perderla.

Il libro è una raccolta di pensieri. Un racconto di ciò che ha vissuto e provato dal momento in cui ha deciso di fare "la prova" fino a quando è riuscita a riconquistare una parvenza di normalità. Ed è un racconto colmo di sofferenza ma anche di forza e di speranza. 
E' un libro scritto con linguaggio molto semplice e diretto, proprio come se fosse un dialogo trascritto su carta direttamente da una testimonianza offerta di getto. 

Ma nel libro vengono anche proposti altri punti di vista ed è interessante mettere a confronto i pensieri di diverse persone che hanno vissuto, in modo diretto o indiretto, la sofferenza che ha colpito Giorgia. 
Vengono proposti i racconti di suo padre e sua madre ma anche di due medici che offronto riflessioni molto interessanti, di cui fare tesoro. 
In appendice, sotto la denominazione Ecstasy e... dintorni, viene offerta una panoramica delle sostanze stupefacenti più comuni, delle loro caratteristiche e delle conseguenze che possono derivare dalla loro assunzione.

Un libro che ogni adolescente dovrebbe leggere. 

Quella che ho io è una copia con dedica dell'autrice... Quando mi sono avvicinata a lei per chiederle di firmare la mia copia mi ha detto: "E' per sua figlia?"... Io ho risposto "... no... non per il momento". 
Ed ora, dopo aver sentito la presentazione ed aver letto il libro, sono un po' combattuta: vorrei regalarlo (Natale è alle porte) ad alcuni ragazzini, figli di amici, che sono nell'età critica... Come faccio ad essere certa, però, che apprezzerebbero il gesto? Non tanto loro, quanto i loro genitori? Non voglio certo dire che siano ragazzi a rischio, ci mancherebbe. Mi piacerebbe solo che fossero informati. Ma se poi la prendono male?
Sto sinceramente ragionando sul da farsi....
*** 
Vuoi trasgredire? Non farti!
Giorgia Benusiglio
San Paolo Edizioni
13.00 euro

mercoledì 16 novembre 2011

Come nascono i bambini... i fiori, le farfalle, i ranocchi, i pulcini

Di libri che parlano della nascita dei bambini ne abbiamo più d'uno. Uno degli ultimi che abbiamo preso in biblioteca - Come nascono i bambini... i fiori, le farfalle, i ranocchi e i pulcini - non è certo una novità editoriale visto che il prezzo stampato sull'ultima di copertina è di 9.500 lire e si  tratta di un'edizione del 1991. Ma, si sa, i bambini nascevano in quel modo, e continuano a nascere nello stesso modo sia venti anni fa (ma anche prima, ovviamente!) che oggi per cui si tratta di un libro sempre attuale. A differenza di altri libri che ho avuto modo di recensire in precedenza - come, ad esempio E io dove stavo? oppure Lo sai come nascono i bambini? - in questo caso vengono fornite delle informazioni molto brevi e poco approfondite. Per la mia bimba, che ha avuto modo di affrontare l'argomento con me più volte, e anche grazie ai libri che ho citato poco sopra (fatti davvero bene) le spiegazioni fornite in merito alla nascita di un bimbo sono davvero troppo succinte. Si dice che papà e mamma si sono voluti tanto bene, che da un loro caloroso abbraccio è arrivato un bambino che è poi cresciuto nella pancia ed è arrivato nella culletta. Niente di più. Sono testi in rima ed ho capito che la mia bimba si aspettava qualche cosa di più preciso.

In merito alla nascita di fiori, farfalle, ranocchi e pulcini viene seguito lo stesso meccanismo. Per ognuno - anche per la nascita del bambino - vengono riservate due pagine con i testi proposti in rima e credo che questo penalizzi un po' le spiegazioni che vengono date: somigliano più a delle storielle che a spiegazioni dei reali meccanismi della natura.

Se si cerca un libro che possa spiegare le tappe che la natura segue per portare alla vita (di uomini, animali o piante), allora credo che non sia questo il libro giusto... Troppo superficiale anche se, devo dire, per come nascono gli animali le immagini sono molto efficaci soprattutto quelle della farfalla e dei fiori.
Trovo che sia, invece, adatto per bambini piccoli, dai tre anni: ancora, magari, non fanno molte domande e si accontentano di una storia in rima...
*** 
Come nascono i bambini... i fiori, le farfalle, i ranocchi, i pulcini
Dami Editore
9.500 lire

lunedì 14 novembre 2011

Il pinguino Nino compie gli anni (Francesco Altan)

Ed anche per il piccoletto di casa è arrivato il momento di "fare i compiti nel week end". Venerdì scorso, per la prima volta in questo anno scolastico, è tornato a casa con un libro preso in prestito dalla biblioteca della scuola: libro da leggere con mamma e papà per poi illustrare una sequenza a scelta e raccontare la storia dopo aver colorato dei simboli per indicare l'indice di gradimento (da uno a tre cuoricini - una faccina sorridente o una faccina triste). 

Si tratta di Il pinguino Nino compie gli anni.  Un personaggio che abbiamo avuto modo di conoscere lo scorso anno (dopo Natale avevano iniziato a prendere in prestito libri pur essendo bimbi del primo anno della scuola per l'infanzia) e che è tornato tra noi in occasione del suo quinto compleanno. Eh si, perchè nel libro che abbiamo letto in questo week end il pinguino compie cinque anni. La mamma le fa una buonissima torta ma anche un utilissimo regalo che, alla fine della giornata, il piccolo pinguino decide di condividere con la sua sorellina.

La lattura è molto semplice, pensata per bambini piccoli: le frasi sono brevi, i caratteri usati sono piuttosto grandi, in uno stampatello molto chiaro. Le immagini aiutano a meglio seguire la storia.
Fa parte della collana Prime Pagine - Emme Edizioni ed è molto chiaro il contributo di Francesco Altan - l'autore della Pimpa - che con le sue immagini estremamente semplici e simpatiche, ha dato forma al piccolo pinguino ed ai suoi amici.
Anche il mio piccolo artista si è prodigato ad illustrare Nino con la sua torta, con tanto di candeline e sulle prime gli aveva dato la forma di una persona, con tanto di gambe, piedi, braccia e mani. Poi si è reso conto di aver sbagliato ed ha apportato le correzioni che ha ritenuto necessarie.

Non abbiamo fatto fatica a leggere insieme il libro (venerdì sera l'aveva letto con papy e sabato l'ha letto con me e la sua sorellina) e a svolgere l'attività della scheda: il piccoletto è abituato alle letture di libri e a raccontare poi le storie a modo suo. E' anche abituato alle schede visto che ha seguito le attività fatte negli scorsi anni dalla sua sorellina e devo dire che si è molto impegnato per fare bene la sua parte. E' anche molto bravo a raccontare e mi sarebbe tanto piaciuto essere una mosca per volare in classe, stamattina, e sentire il suo racconto!

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Il pinguino Nino compie gli anni
Francesco Altan
Emme Edizioni - Prime Pagine
6.00 euro

venerdì 11 novembre 2011

Piccole donne (L. M. Alcott) - Venerdì del libro

23 maggio 1982: è la data che è stata scritta a penna sulla prima pagina del libro Piccole Donne di Louise M. Alcott nel giorno in cui mi è stato donato. Era il giorno della mia prima comunione ed ho conservato gelosamente questo dono che ho consumato durante la mia adolescenza, avendolo letto e riletto.
Nello sfogliarlo ora, a distanza di tanti anni, all'odore della carta impolverata (l'ho lasciato a casa di mia madre, assieme a tanti altri libri di parecchi anni fa), le emozioni di allora emergono con chiarezza. Il mio primo romanzo importante, la storia di quattro sorelle che mi ha fatto sognare, commuovere, preoccupare... E "Piccole Donne Crescono", che pure ho letto, non ha avuto lo stesso impatto emotivo sulla ragazzina che ero.

A distanza di tempo mi sono chiesta... chissà se le ragazzine di oggi apprezzano ancora letture così! Vorrei proporlo per questo Venerdì del libro di HomeMadeMamma anche se si tratta di una lettura classica e nota a tutti. Per me fu il primo romanzo importante, che mi ha fatto sognare. Lo ricordo chiaramente, così come ricordo quella copertina con un ritratto di quattro ragazzine tanto diverse l'una dall'altra per carattere ed aspirazioni ma tutte legate da quell'amore che solo in una famiglia unita si può avere.

* Meg, Margaret, la maggiore delle quattro, ha sedici anni. Ha dei lunghi capelli biondi, occhioni dolci, mani bianche ed eleganti di cui si sente un po' orgogliosa.

* Jo, Josephine, quindici anni, alta e bruna, dagli occhi vivacissimi e l'espressione risoluta, è scattante come un puledro. La sua bellezza sono i lunghi e morbide capelli scuri che di solito porta raccolti in una reticella affinché non le diano fastidio. Non ha ambizioni nel vestire e il suo modo di fare si addice più ad un monello che non ad una signorinella.

* Beth, Elizabeth, ha tredici anni. Il suo volto delicato e luminoso esprime un'infinita dolcezza, è sempre tranquilla. Suo padre l'ha soprannominata "Piccola Tranquillità" ed è un soprannome che le calza a pennello. Solo con le persone che le ispirano affetto Beth esce dal suo mondo di timidezza in cui vive come isolata.

* Amy, dodici anni, ha l'aspetto di una bambolina dagli occhi azzurri e il volto regolare. I capelli le cadono sulle spalle e il suo modo di fare è quello di una piccola, dignitosa, dama.

Io mi sono sempre sentita un po' Jo. Era il personaggio che più mi piaceva ed al quale mi sentivo più vicina. Quella voglia di rendersi utile ma quel limite dettato dal fatto di essere una ragazza... Quella sua tenacia nell'affrontare la vita. Le sue prime paure e i suoi primi sentimenti... Ancora oggi, se dovessi scegliere, direi che è lei, Jo, la ragazza a cui mi sento più vicina.

Accanto alle quattro ragazze viene narrata la presenza di altri personaggi, come la loro mamma o la loro zia, ma la storia gratvita tutta attorno alle loro vicende e alle loro personalità.

Il libro si apre con un Natale di guerra le quattro sorelle March sono tristi perché il padre non è con loro, come ogni anni, a festeggiare quell'attesissima ricorrenza. E' al fronte.

E' la Guerra di Secessione (la Guerra Civile Americana) che ha strappato il signor March alla sua famiglia. Un conflitto terribile che divise il Paese per quattro lunghi anni. E' facile immaginare le sensazioni provate dalle giovani figliole davanti ad una così terribile realtà, sapendo il padre al fronte, in pericolo, lontano da casa ma mai lontano dal loro cuore.

Ma non sarà solo la guerra a rendere difficili le cose per la famiglia March. Anche la malattia sopravviene, improvvisa. Beth ha la scarlattina.
Ciò che colpisce leggendo Piccole Donne, tra le altre cose, è anche l'atteggiamento fatalista della famiglia March nei confronti della malattia della piccola Beth. La ragazza si spegne poco a poco sotto gli occhi dei suoi cari che, pur preoccupati e addolorati, sembrano fare poco o nulla per curarla, tranne portarla al mare. In realtà, più che di fatalismo credo che si tratti di una condizione comune a quei tempi: l'impotenza davanti a problemi che, all'epoca, non avevano soluzione. Beth si ammala di scarlattina a tredici anni e muore dieci anno dopo, a ventitré anni. Da sempre, però, viene descritta come cagionevole di salute. La storia di Beth ricalca la storia personale dell'autrice: la sua terzogenita si ammalò di scarlattina a 21 anni e morì due anni dopo. Beth, nel romanzo, muore nel 1856 quando certe grandi scoperte della medicina erano ancora lontanissime.

La vicenda di Beth non è l'unica che arriva dalla vita reale dell'autrice che ha messo su carta diversi episodi che, se non del tutto autobiografici, prendono ispirazioni dalle sue vicende personali e familiari. Come la guerra, ad esempio. Mentre nel suo romanzo racconta che il padre delle ragazza andò al fronte, il padre dell'autrice non partecipò alla guerra ma fu lei stessa a prenderne parte, in qualche modo. Proprio come Jo, nel romanzo, lamenta spesso di non essere un maschio e di non poter fare nulla per la sua famiglia e per il suo Paese al pari dei maschi, anche Louise, a suo modo, esprimeva nella sua vita la stessa frustrazione. Per questo andò volontaria, come infermiera, in un ospedale militare a Woshington tentando di dare il suo contributo. Questa sua esperienza non durò molto perché, delicata com'era, si ammalò subito dopo ma fu un'esperienza molto profonda, tale da fornire all'autrice materiale per dei racconti (non solo per dettagli sulla guerra raccontati in questo romanzo) che parlarono proprio di scene di vita in un ospedale militare.
Senza scendere nei dettagli della trama, la storia che racconta in Piccole Donne è una forma romanzata della storia della sua famiglia, ovviamente rivista e corretta per dare corpo ad un romanzo. Romanzo che venne alla luce con una certa difficoltà visto che da manoscritto quale era, il romanzo venne sottoposto all'approvazione di una commissione di lettura. Thomas Niles, l'editore che già aveva pubblicato altri racconti della Alcott, da tempo aveva chiesto a Louisa di scrivere un romanzo per ragazze, che potesse appassionare un pubblico femminile di lettrici  ma lei aveva sempre esitato. Quando si mise all'opera (era il 1868) prendendo spunto dalle vicende della sua famiglia, mise su carta un romanzo che l'editore sulle prime non apprezzò molto. Decise, però, di sottoporlo ad una lettrice speciale, una sua nipotina. Se l'intenzione era quella di dare vita ad un romanzo che piacesse alle ragazze chi meglio di una ragazza avrebbe potuto esprimere un giudizio? Il risultato fu strabiliante: la ragazzina lo lesse tutto d'un fiato e lo restituì all'editore definendolo "...bellissimo". Per averne conferma l'editore lo passò in visione ad un'altra ragazza, poi ad un'altra ancora e il risultato fu sempre lo stesso. Promosso a pieni voti.

Da qui la pubblicazione di "Piccole Donne": fu un tale successo che il passo verso la seconda parte del libro "Piccole Donne Crescono" fu breve ed arrivò nel 1869.

Pur non essendo un romanzo moderno, anzi piuttosto datato, lo stile di scrittura non è per niente arcano. La lettura è gradevole e coinvolgente. Io così lo ricordo. Ricordo anche una certa aurea di tristezza che gravita attorno alla famiglia March che mi mise in apprensione per la sorte delle quattro ragazze. Credo che, da allora, centinaia di migliaia di ragazze abbiano letto questo libro: la mia edizione (Editrice Piccoli) non è certo modernissima ma il libro è ancora nuovo, solo un po' sgualcito sugli angoli della copertina di cartoncino. L'ho conservato con affetto e da un po'  è parte integrante della nostra libreria di famiglia. Con la speranza che prima o poi anche la mia bimba voglia lasciarsi emozionare da una storia così anche se so che le ragazzine di oggi tendono a leggere altro. Ma io non dispero!
Nel libro che è stato regalato a me - e che conservo in ottime condizioni, sono presenti anche "Piccole donne crescono" e "Piccoli uomini".
***
Piccole donne (Piccole donne crescono - Piccoli uomini)
L.M. Alcott
Editrice Piccoli

mercoledì 9 novembre 2011

Una visita al castello (A. Vohwinkel)

Quando la mia bimba, in biblioteca, ha scelto il libro "Una vistia al castello" da prendere in presto, la nostra amica bibliotecaria ci ha chiesto se si trattava di un libro destinato al piccoletto di casa... Mia figlia l'ha guardata e le ha detto: "No no, è per me!". Evidentemente un libro che parla di castelli e cavalieri viene visto più come argomento d'interesse per piccoli lettori piuttosto che piccole lettrici ma il fascino dei castelli ammalia anche la mia bimba e, lo ammetto, anche me!
Una visita al castello è un libro edito da Emme Edizioni - è un'edizione del 2007 - cartonato, con pagine piuttosto grandi e realizzate graficamente in modo tale da simulare l'aspetto di un castello vero: non è un libro tridimensionale ma le pagine sono di diversa altezza in modo da simulare le merlature, le torri, il fossato, il ponte levatoio... e poi all'interno si possono aprire porticine, tende e finestrelle che svelano tanti particolari.
Non viene narrata una storia ma viene descritta la vita nel castello, con i suoi banchetti, i suoi tornei ed i tanti oggetti che compaiono nei diversi ambienti.
Alla fine del libro viene anche proposta una sorta di glossario per immagini in cui vengono elencati i personaggi e gli oggetti principali - con tanto di relativa illustrazione - che si possono trovare nel castello.

Il libro si presta anche come canovaccio per inventare tante storie, sempre nuove e affascinanti: basta mettere in campo un po' di fantasia e di buona volontà. 
Mia figlia mi ha fatto notare un dettaglio: da nessuna parte si fa riferimento alla presenza di una principessa o di una regina... Abbiamo così imparato che, in quell'epoca, non erano solo le principesse e le famiglie reali a vivere nei castelli ma anche famiglie comunque ricche che però non avessero un lignaggio tale da essere considerate reali.
E noi che abbiamo fatto? La principessa ce la siamo inventata inserendola tra i personaggi per dare vita a storie dalle mille ed una notte.
*** 
Una visita al castello
Astrid Vohwinkel
Emme Edizioni
12.90 euro

lunedì 7 novembre 2011

L'ombra del vento (Carlos Ruiz Zafon)

Lettura terminata. Peccato...  "L'ombra del vento" è il terzo libro di Zafon che ho avuto occasione di leggere ed è senza ombra di dubbio il migliore. Mi spiace davvero che sia finito!
E' un altro libro che parla di libri. Libri "maledetti", libri che vivono nella vita di chi li legge....

Lo stile di Zafon è molto coinvolgente, la storia si snoda una pagina dopo l'altra e svela risvolti inaspettati con una maestria che rende l'autore fluido anche nei passaggi più intricati e apparentemente meno chiari.

Ho letto questo libro dopo aver letto "Il gioco dell'angelo" e devo dire che, mentre in quel caso mi sono sentita un po' smarrita, ho perso probabilmente qualche cosa per strada e la narrazione mi è sembrata un po' troppo confusa, con "L'ombra del vento" mi sono trovata a che fare con una storia misteriosa - il mistero, il buio, la suspense mi par di capire che siano delle costanti nei romanzi di Zafon - che somma una buona dose di tensione, amore e sentimento mettendo in gioco personaggi che hanno ognuno un ruolo fondamentale nella narrazione. Nessun personaggio passa in secondo piano, questa è stata la sensazione che ho avuto leggendo il romanzo. Anche colui o colei che può apparentemente sembrare un personaggio di poco conto, ben presto dimostra di rivestire un ruolo importante in un determinato frangente.
Zafon propone una storia nella storia. Alterna a racconti in prima persona situazioni che vengono presentate come ricordi di tempi passati. Fa palpitare i cuori dei suoi personaggi - che si tratti di odio, di amore, di rimorso, di rimpianto si tratta sempre di personaggi che vivono intensamente le situazioni che li riguardano - e ciò si trasmette al lettore che riesce ad entrare nella storia ancor più di quanto vorrebbe. Almeno per me è stato così.

Prima di proseguire è d'obbligo una precisazione. Dei tre libri di Zafon che ho letto l'ordine è stato il seguente:
* Marina
* Il gioco dell'Angelo
* L'ombra del vento.


"L'ombra del vento", però, è stato scritto prima de "Il gioco dell'Angelo" e - perdendomi nei meandri della lettura di quest'ultimo - ero stata indotta a pensare che avrei dovuto invertire l'ordine di lettura per avere maggiore chiarezza. Ho trovato diverse similitudini tra i due romanzi: avevo anche creduto che fossero due racconti consequenziali l'uno all'altro ma solo durante la lettura mi sono resa conto che non può essere così. Alcune situazioni sono le stesse - penso al Cimitero dei Libri Dimenticati - così come comuni sono alcuni personaggi (penso al libraio Sampere e a suo figlio Daniel) ma hanno un ruolo che non si addice a quello ricoperto ne "Il gioco dell'Angelo". Questi due personaggi sono presenti sia nell'uno che nell'altro romanzo, sono sempre loro nel senso che sono il libraio Sampere e suo figlio ma la loro vita ha risvolti diversi da un romanzo all'altro. Penso anche ad Isaac, il custode del Cimitero dei Libri Dimenticati...
Tutto questo per dire che non è indispensabile dare un ordine preciso alla lettura dei due romanzi visto che sono comunque racconti a se stanti. Questa, almeno, è la sensazione che ho avuto io... correggetemi se sbaglio!

La trama... Bhè, non la svelerei nemmeno sotto tortura perché non ho nessuna intenzione di togliere il gusto di leggere il libro a chi non l'avesse ancora fatto. Mi limito a qualche accenno sui protagonisti e ciò aiuta anche a capire - seppur in parte - il racconto.

* Daniel è un ragazzino orfano di madre, vive con suo padre nella Barcellona degli anni '40. Un bambino come tanti altri che, però, ad un certo punto della sua vita, fa un'esperienza che lo segnerà per sempre: nella mattina del suo undicesimo compleanno suo padre lo porta in un luogo misterioso. Si tratta del Cimitero dei Libri Dimenticati. Un luogo misterioso e suggestivo in cui trovano dimora centinaia di libri per lo più dimenticati. Come vuole la tradizione, suo padre lo invita a sceglierne uno a ad "adottarlo" prendendosene cura per sempre. Sceglie "L'ombra del vento", scritto da un autore a lui sconosciuto: Juliàn Carax. Comincia qui l'avventura di Daniel: entusiasta per aver letto quel libro, si mette alla ricerca di altri libri di quell'autore ma scopre che c'è un sinistro figuro che ha bruciato tutti i libri di Carax ed è alla ricerca di quelli ancora in circolazione, per bruciarli.

* Lain Coubert: è questo il nome che usa quell'uomo misterioso ed è lo stesso nome che Carax ha usato nel suo romanzo per impersonare il diavolo. 

* Juliàn Carax: è il misterioso autore del romanzo che trova Daniel ed attorno al quale si alimentano le sue curiosità.

Questo è solo l'inizio. La vita di Carax e quella di Daniel si intrecceranno in trame sempre più fitte, con colpi di scena inaspettati, con l'arrivo di un numero nutrito di personaggi che daranno un fondamentale contributo alla storia.

E' un romanzo che, personalmente, mi ha molto coinvolta. Le descrizioni di Zafon sono sempre molto efficaci, tratti di colore che permettono di dipingere le situazioni così come le si potrebbe vedere in un quadro. L'ambientazione di fondo è quella di una Barcellona misteriosa, il racconto corre in più punti sul filo di lana e la capacità dell'autore di intrecciare storie senza indurre il lettore a perdere il segno rendono giustizia ad un romanzo che - non credo di sbagliare - posso considerare il migliore di Zafon.

L'immagine di copertina ben rappresenta l'avvio della storia: un uomo con un ragazzino camminano mano nella mano lungo un viale nebbioso. Mi piace pensare che si tratti di Sampere e di suo figlio Daniel che si incamminano verso il Cimitero dei Libri Perduti e verso l'avvio di una storia inimmaginabile.

Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2011 in Spagna e, malgrado un'iniziale lentezza nella sua diffusione, è diventato ben presto un caso editoriale grazie ad un maestoso passaparola che ne ha fatto un grande successo. L'edizione che ho letto io - presa in biblioteca - è del 2006 ed è la prima Oscar Mondadori. Leggo, però, che le edizioni fino ad ora stampate sono ben 36! Un vero record.
E' un libro "vissuto", quello che ho avuto io tra le mani, nel senso che si capisce bene che è stato letto da molte persone: ennesimo segno del successo avuto dal romanzo tra il pubblico.
***
L'ombra del vento
Carlos Ruiz Zafon
Oscar Mondadori
12.00 euro

giovedì 3 novembre 2011

Mamma, che paura! (Lucia Salemi) - Venerdì del libro


Mamma, che paura! è' uno degli ultimi libri arrivati a casa nostra (non l'ultimo in assoluto visto che oggi pomeriggio abbiamo fatto tappa in libreria) e non posso fare a meno di segnalarlo per questo Venerdì del libro di HomeMadeMamma.
E non solo perchè Lucia Salemi, l'autrice, ce lo ha fatto arrivare al nostro domicilio dopo aver letto un mio precedente post sulle paure della mia bimba al momento di andare a nanna (e la ringrazio di cuore per la sorpresa) quanto perchè è piaciuto moltissimo a tutti e due i miei bimbi.
E' piaciuto così tanto che più volte durante il giorno, dopo averlo letto assieme a loro, li ho trovati - in momenti diversi - con il libro in mano intenta l'una a leggerlo al suo bambolotto ultimo nato (...il più piccolo e il più pauroso) e l'altro piazzato davanti alla libreria che se lo leggeva ad alta voce.


I miei bambini non sanno ancora leggere e questo vuol dire che, memorizzate in fretta le frasi, l'hanno riproposto a modo loro e, devo dire, in modo molto efficace. Segno che il messaggio è passato. 

Messaggio? Ma quale messaggio sarà mai? Che le apparenze spesso ingannano e che, davanti a qualche cosa che alimenta paure, basta guardare bene per rendersi conto che di pauroso non c'è un bel niente!
Si tratta di un libro di piccolo formato, maneggevole, in cartone pesante e adatto a bambini dai 18 mesi in su. Le frasi usate sono concise e di immediata comprensione, accompagnate da illustrazioni che hanno per protagonisti simpatici animaletti alle prese con qualche cosa di pauroso... ma solo all'apparenza. 
La struttura del libro è particolare visto che la pagina di destra si apre tanto da mostrare cosa è nascosto sotto le immagini che, in un primo momento, incuriosiscono i bambini visto che l'immagine mostrata non è del tutto comprensibile o, per lo meno, può lasciare margine per diverse interpretazioni, comprese quelle più "paurose".
La cosa più importante è che, comunque, non si tratta di immagini che mettono paura. Anche in questo libro si parla di un lupo (animale che, suo malgrado, è usato nelle favole come il cattivo per eccellenza) la mia bimba - che di solito con le immagini "dei cattivi" non va molto d'accordo, non ha preso paura ma si è lasciata guidare dalla curiosità di andare a vedere cosa ci fosse sotto!

Si tratta di un libro della collana Proprio come me! che si completa con Mi piace la mia pappa!, Uffa non mi va!, E poi mi addormento!
 

L'ho posizionato nella sezione in basso della libreria dei miei bimbi. Memore di quanto accaduto di recente, con il piccoletto che si è arrampicato per cercare un libro che gli piaceva, mi sono subito resa conto che sarebbe stato uno dei libri che i miei bimbi avrebbero voluto avere tra le mani anche senza la presenza della mamma... E ci ho visto giusto perchè il piccoletto si è attrezzato da solo e stavolta la sedia del tavolinetto dei loro giochi che ha piazzato davanti alla libreria non l'ha usata per salirci sopra ed arrivare in alto ma per accomodarsi in lettura!

Devo ammettere che rispetto ad un libro di cui ho parlato di recente, sul tema della paura, questo nuovo arrivato è stato decisamente più efficace. Il fatto che i miei bimbi l'abbiano voluto rileggere da soli ne è stata la prova. E la prova l'ho avuta anche in giornata quando, andando in bagno verso sera, la mia bimba ha subito tentato di dire di aver visto delle ombre in bagno... Quando le ho detto "...guarda meglio, vedrai che non è niente", non si è lasciata intimorire ed ha varcato la soglia senza problemi. Un piccolo passo, è vero, ma sono certa che - un passo dopo l'altro - non le sentirò più dire che nel buio ci sono i mostri...
***
Mamma, che paura!
Lucia Salemi
La Coccinella
3.90 euro
dai 3 anni

Ps. chiedo perdono ma... mi sono accorta solo ora che ho scritto un post che avrei dovuto scrivere domani... insomma, ho sbagliato e me ne scuso. Inizio a preoccuparmi per il mio equilibrio mentale (eh! eh!)... Fate conto che sia il post del venerdì!