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lunedì 5 giugno 2023

So che un giorno tornerai (L. Bianchini)

Bianchini sa come coccolare i suoi lettori e lo fa con storie che potrebbero essere quelle di ognuno di noi, narrate con delicatezza e al tempo stesso con intensità.

Lo ha fatto in precedenza - una storia su tutte quella di Io che amo solo te - e lo fa anche con la storia di Emma. O meglio, lo fa con la storia di una famiglia - perché io questo ho letto tra le righe - che affronta la vita a testa alta, mettendo sempre al primo posto l'amore che lega i vari membri, qualunque cosa accada.

Siamo a Trieste, negli anni Sessanta.

La storia richiamo un po' dei cliché  nei quali ci si imbatte spesso: un amore giovanile, la passione che travolge i due innamorati ed una realtà troppo grande da affrontare in un modo o nell'altro. Nasce una bambina, Emma, e sarà la gioia della sua famiglia. Con un ma...

Emma sarà la gioia della sua famiglia ma non di suo padre che era sposato con una donna che non era la sua mamma e che l'avrebbe riconosciuta solo se fosse stato maschio. 

E sarà la gioia della sua famiglia ma non del tutto di sua madre che, con una bambina da accudire e crescere quando ancora non era pronta per farlo, preferisce lasciarla alla cura dei suoi genitori e dei suoi fratelli per trovare altrove la sua strada.

Emma non cresce sola, assolutamente. Ha un nonno ed una nonna che la adorano, degli zii che stravedono per lei ma non ha una mamma ed un papà. Anzi, le è stato detto che se fosse nata maschio questo stato di cose sarebbe cambiato per cui cerca di fare di tutto per diventarlo, anche a costo di chiedere un miracolo a Gesù.

Il tempo passa in fretta ed ognuno percorre la propria strada. Emma è una ragazzina che avverte una mancanza nella sua vita ma ha anche imparato a far fronte con gli strumenti che possiede a tale mancanza. Quando il cerchio della vita sembra stringersi, le persone riavvicinarsi, ognuno reagirà a modo suo.

Bianchini indaga con delicatezza negli animi dei protagonisti, mostra la forza ed il coraggio di alcuni di loro ma anche la fragilità e la superficialità di altri. E' un romanzo carico d'amore ma non è un romance. No, chi si aspetta scene spinte e sdolcinatezze di vario genere dovrà cercare altrove. Bianchini è equilibrato anche in questo: nell'offrire grandi storie d'amore senza scadere nel ridicolo.

La famiglia, gli amori che fanno giri immensi e poi provano a ritornare, vite che si agganciano tra loro, che si perdono, tornano a cercarsi e a sfiorarsi con l'intensità di sempre ma anche amori che sanno aspettare, che restano nell'ombra, che sanno rispettare la persona amata fino a rischiare di perderla... E la forza di quella ragazzina che prende a morsi la vita con quello spirito ribelle che la vita stessa gli ha tagliato addosso....

Un romanzo piacevole. Una storia che potrebbe essere narrata da ciascuno di noi anche se con toni più o meno intensi.
***
So che un giorno tornerai
Luca Bianchini
Mondadori editore
264 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

venerdì 29 aprile 2022

Le mogli hanno sempre ragione (L. Bianchini)

Ritrovare i personaggi che ho amato in quel di Polignano è sempre un piacere. Nell'ultimo libro di Luca Bianchini, Le mogli hanno sempre ragione, per tutta la prima parte del libro ho avuto l'impressione che l'autore volesse proprio fare leva più sui personaggi già noti ai suoi lettori che non alla storia in quanto tale.

 

Perché è vero che viene ritrovato il cadavere di Adoración, una donna che prestava servizio nell'abitazione di Matilde, ex moglie di don Mimì, ma è anche vero che per tutta la prima parte del libro si punta molto sui personaggi. Oserei dire esclusivamente su di loro visto che il caso resta in secondo piano.

Le indagini che vengono portate avanti dal commissario Gino Clemente (che è in attesa di pensionamento) e della sua collega, la brigadiera Agata De Razza, all'inizio mi hanno un po' fatto storcere il naso soprattutto perché gli interrogatori sembrano più la raccolta di informazioni per un articolo da pubblicare su Novella 2000 piuttosto che per avere concrete informazioni. Ho avuto l'impressione che l'autore si sia piegato molto al modo di fare di un piccolo centro, dove tutti si conoscono, dove le chiacchiere corrono e dove si indaga in maniera particolare, andando a chiedere anche informazioni che nulla hanno a che vedere con il caso quanto, piuttosto, con la sfera personale dell'interrogato o dell'interrogata. Ne esce una vera e propria commedia all'italiana che stride con la presenza di un morto e con le relative indagini. 

Da metà libro in avanti si inizia ad entrare nel vivo di ingagini nelle quali, però, c'è un rincorrersi di situazioni che aprono la porta su altrettante situazioni ingarbugliate, in linea con ciò che accade in un piccolo paese. E quella Polignano, continuamente nominata, inizia ad essere un tantino ingombrante.

Ho apprezzato il cambiamento del rapporto tra Clemente e la De Razza ma tutto il resto mi è sembrata una specie di pantomima davanti alla quale ho avuto la sensazione che, da un momento all'altro, il cadavere della poveretta riprendesse vita per urlare "....bella gente!!! Qui c'è un cadavere... ce lo ricordiamo???". 

E poi ho avuto la sensazione, per tutto il libro, che ci fossero dei personaggi intoccabili, inseriti tra i sospettati ma che mai e poi mai avrebbero potuto essere i colpevoli.

Ho avuto la sensazione che l'autore, con la tipologia di indagini a cui ha dato vita, abbia voluto rendere fruibile il romanzo anche a chi di Ninella e Don Mimì non sapeva assolutamente nulla ma io trovo che sia un volume da leggere dopo gli altri per comprendere bene certi meccanismi.

Il finale? Bhè, posto che alcune figure le avevo escluse in partenza proprio per necessità secondo il mio punto di vista narrativo, non mi ha sconvolta più di tanto perchè il cerchio era piuttosto stretto... ed ho avuto la sensazione che il fatto che ci sia stato un morto in tutto il contesto polignanese sia stato un incidente di percorso da non ripetere mai più (per non avere altri morti, certo, ma soprattutto per non rischiare di diventare banali).

Ora resta da capire se Bianchini vorrà dare un futuro ai protagonisti dal lato investigativo proponendoli in un altro caso (in futuro) ma stavolta gli consiglio di dare una virata ben decisa alla narrazione perchè, alla lunga, pure la bella Polignano stanca. Se, invece, vorrà tornare a parlare degli affari di cuore di don Mimì e Ninella... bhè, dovrà trovare qualcosa di davvero forte per riscattarsi un po'. 

Oppure, dai, finiamola qui e lasciamo stare l'idea dei personaggi seriali....

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Le mogli hanno sempre ragione
Luca Bianchini
Mondadori editore
240 pagine
18.50 copertina flessibile, 9.99 Kindle

giovedì 11 giugno 2020

Baci da Polignano (L. Bianchini)

Ninella ha sempre dato poco peso al giudizio degli altri in quella Polignano a Mare dove il pettegolezzo è all’ordine del giorno. Anche ora che tenta di rifarsi una vita con un nuovo amore, non le interessa il chiacchiericcio di coloro che vedono in quell’uomo tanto più giovane di lei una persona poco adatta per una madre di famiglia, per una donna come lei.
Non le interessa e segue il suo cuore.
Un cuore che, però, non ha mai smesso di battere per quell’uomo che ama da sempre: il suo consuocero, ecco cos’è per lei oggi don Mimì, quell’uomo che ha sempre amato e da cui è stata divisa, anni prima, da questioni d’onore.
Un amore grande, di quelli che non si possono dimenticare, che fanno vibrare le corde dell’anima ancora oggi, dopo tanto tempo. Perché se è vero come è vero che quell’uomo molto più giovane di lei ha portato una ventata di freschezza, di passione e di leggerezza nella vita di Ninella, è anche vero che il vero amore non si dimentica mai.

La storia di Ninella e don Mimì vive, in Baci da Polignano (che ho letto in virtù della collaborazione in essere con Thrillernord), un altro capitolo e tornano all’attenzione del lettore le storie di tanti protagonisti, di due famiglie, in particolare, legate a doppio filo ma ognuna con delle questioni sospese da risolvere.
Famiglie che si rispettano perché devono, legami familiari che tendono a sfilacciarsi e amori che si allontanano per via di errori che ognuno di noi potrebbe commettere.

Ecco dove sta, secondo il mio parere, il successo della storia delle famiglie di don Mimì e di Ninella: nella normalità nonostante il paradosso di alcune situazioni.

Le due famiglie offrono un bel carnet di personaggi, ognuno con una storia da raccontare, ognuno con un sospeso da risolvere. Ma sono, appunto, situazioni in cui ci si può ritrovare: la fanatica dei social, la vicina chiacchierona ed invidiosa, la moglie che non è mai stata amata e che si trova un nuovo compagno tanto da lasciare il marito su due piedi, il figlio gay che ha sbagliato in passato ma che è ancora legato a quel vecchio amore. E poi Ninella e don Mimì, ancora stretti nella morsa di un amore mai dimenticato, che hanno tentato di tenersi a distanza, di evitarsi, di salvaguardare gli equilibri familiari ma che mai si sono dimenticati davvero.

Ciò che è alla base della vita di ognuno dei personaggi che tornano ad animare la vita a Polignano è fondamentalmente l’amore. Declinato in modi diversi ma è pur sempre l’amore. Quello che porta a chiudere un occhio davanti ad un tradimento, quello che teme di uscire allo scoperto, quello che si manifesta con una comprensione dell’altro, con la gelosia, con il senso di protezione ma, soprattutto, quello che vuole essere vissuto intensamente, a tutti i costi.

La figura di Ninella domina così come aveva fatto nelle due precedenti puntate della storia delle due famiglie ma anche gli altri personaggi sono fondamentali per dipingere il quadro di due famiglie vive, vere, reali, molto vicine alle famiglie di ognuno di noi.
Anche stavolta il racconto scorre via velocemente lasciando nel lettore, almeno per me è stato così, quel senso di serenità che avevo auspicato in precedenza ma che era rimasto in sospeso.
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Baci da Polignano
Luca Bianchini
Mondadori Editore
240 pagine
9.99 euro kindle - 18.00 euro copertina flessibile