domenica 3 novembre 2019

L'ultima a morire (C. Gagietta)

Ha intuito e fa sogni rivelatori che l'aiutano a mettera a frutto quelle sensazioni che le restano appiccicate addosso ogni mattina. Sandra Rizzo è un personaggio singolare: un agente della Polizia Locale del Reparto di Infortunistica Stradale che ha a che fare, oltre che con la solita routine quotidiana, con dei singolari casi di morti sulle strade che paiono legati da un comune filo conduttore. Che sia davvero un serial killer ad agire lungo le strade cittadine?

L'autrice del libro L'ultima a morire propone una protagonista senza dubbio inusuale nel panorama del giallo italiano. Una donna, innanzitutto, e per di più non un commissario (figura blasonata – è il suo mestiere, no? – di tante serie di successo) ma un semplice agente come tanti. Una donna piuttosto comune, a mio parere, i cui tratti non sono descritti come quelli di un’eroina invincibile ma come una persona normale alle prese con la vita quotidiana, proprio come potrebbe avvenire a chiunque altro.

Una scelta che ho gradito, devo dire la verità, per un tocco di originalità in più.

Va detto che si tratta del secondo libro di una serie: sono parecchi i riferimenti a quanto accaduto alla Rizzo nel libro precedente pertanto consiglio caldamente di iniziare dall’altro (peraltro anche citato dall’autrice nel libro stesso, quando la protagonista prende in mano un volume da un angolo lettura allestito in un locale) perché ci sono molti sospesi che lasciano al lettore la sensazione che manchi qualcosa. E poi trovo che sia fondamentale per meglio conoscere il personaggio: in questo secondo libro la sua personalità non è approfondita più di tanto, credo che ciò sia dovuto al fatto che molto di lei viene detto nel precedente.

La trama secondo il mio parere parte un po’ lenta e fino a più della metà del libro il lettore si chiede quando arrivi una vera svolta, un elemento che possa alzare un pochino l’asticella del racconto e forse questo è il vero punto di debolezza di un romanzo dalle buone potenzialità. Sembra tutto troppo piatto per essere un giallo. Pochi elementi, poche novità, tutto troppo normale.

L’autrice usa uno stile narrativo semplice e, se mi è concesso un appunto, forse si dilunga di tanto in tanto in dettagli che sono del tutto inutili ai fini del ritmo del racconto: gli ingredienti della parmigiana che tira fuori dal frigo, dettagli sull’abbigliamento dell’uno o dell’altro personaggio… Secondo me sono delle divagazioni che distraggono il lettore e non gli permettono di arrivare al punto.

Ciò che ho apprezzato maggiormente sono stati i contenuti aggiuntivi: grazie a dei QR code inseriti all’interno della pubblicazione, leggibili scaricando un’apposita app, ho avuto la possibilità di ascoltare l’autore leggere alcuni capitoli (anche se onestamente migliorerei l’audio), ho potuto accedere a delle immagini, a dei filmati. Una bella idea che, secondo il mio parere, va meglio sviluppata e potenziata.

Si tratta di un libro che ho letto nell'ambito della collaborazione con Thrillernord: credo che ci siano dei buoni margini di crescita sia per quanto concerne lo stile narrativo che in merito alla trama.
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L'ultima a morire
Chiara Gagietta
Mazzanti Libri
217 pagine
20.00 euro

1 commento:

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