venerdì 15 novembre 2019

Vicolo cieco (P. Highsmith) - Venerdì del libro

Qui sono tutti squilibrati!”. Questa è stata la prima cosa che ho pensato appena ho concluso la lettura del libro Vicolo cieco. E non avevo in mente solo il protagonista – che praticamente si trova schiacciato nella morsa di eventi che gli sfuggono di mano – ma anche gran parte di coloro che gli stanno accanto.

La storia si apre con un omicidio: il lettore sa perfettamente quale mano si è macchiata di quel sangue ma sembra che lo scorrere del tempo non abbia per niente scalfito la vita del colpevole che continua ad aprire giorno dopo giorno il suo negozio come niente fosse mentre l’omicidio resta senza colpevoli. Si tratta di un uomo che ha ucciso sua moglie ma nessuno lo sa e, a quanto pare, nessuno è destinato a scoprirlo.
Si passa poi alla storia di Walter: un giovane avvocato che si trova a fare i conti con il ritrovamento del cadavere della moglie Clara in circostante analoghe a quelle in cui venne trovato quello dell’altra donna.
Una donna scostante, Clara, nevrotica, irritante ed insopportabile della cui morte Walter viene fortemente sospettato per una serie di circostanze che lui stesso contribuisce a creare, grazie ad una serie di comportamenti che non riesce a controllare e che lo incastrano in qualche cosa di più grande di lui.
Se, da una parte, abbiamo un marito omicida che nessuno sospetta essere tale, dall’altra abbiamo un marito che viene accusato di aver ucciso sua moglie e che, pur non avendo commesso il fatto, costruisce a suo carico una serie di indizi che lo inchiodano.
Ammetto che ad un certo punto ho dubitato anche della sua innocenza pur sapendo come si sono svolti i fatti: l’autrice è talmente abile a confondere le idee del protagonista, ed anche quelle del lettore ad un certo punto, che mi sono detta che magari Walter avrebbe potuto essere pure colpevole ma di averlo lui stesso dimenticato e di averlo fatto passare al lettore in modo tale che non se ne accorgesse! Segno, questo, dell’abilità dell’autrice di creare una macchina infernale con meccanismi perversi che paiono sostenere tutto ed il contrario di tutto.

Una situazione a dir poco paradossale, quella che vede coinvolti Walter e Mr. Kimmel (questo il nome dell’omicida vero) così come è paradossale l’epilogo che, lo ammetto, mi ha sorpresa.
I due protagonisti sono affiancati dal tenente Corby – che indaga su entrambe le morti – e che è fuori di testa pure lui: ha dei metodi investigativi del tutto fuori dalla norma ma dal racconto sembra che sia tutto ammesso, anche i modo violenti che attua come niente fosse per tentare di ottenere una ammissione di colpa, che non arriverà mai. E’ un personaggio che non mi è piaciuto, lo ammetto, e che avrei gradito venisse proposto in una diversa chiave interpretativa. Ma ci può stare. Nel complesso del racconto, in una gabbia di matti, una figura così ci può stare!
Ciò che mi ha un po’ disturbata nella lettura è stata l’assenza di suddivisione in capitoli. Si passa da un luogo all’altro, da una circostanza all’altra senza nemmeno spaziare i paragrafi, senza indicare capitoli differenti. Probabilmente è un problema delle versione che ho letto io – l’ho letto in ebook – e magari è stata superata con degli aggiornamenti ma ammetto che mi ha proprio dato fastidio trovarmi catapultata in una situazione differente da un momento all’altro in questo modo. Mi sono imbattuta anche in qualche errore: Clara che diventa Cara, la lattina di birra che diventa latrina… refusi su cui chiudere un occhio, comunque. Mi ha disturbato di più l’assenza di capitoli che non questo.
E’, comunque, una lettura interessante, arrivata alla mia attenzione grazie alla collaborazione con Thrillernord, con una struttura narrativa concitata, claustrofobica, al pari di quanto lo sono gli eventi che travolgono i protagonisti.
Lo segnalo per il Venerdì del libro di oggi. 
Vi è mai capitato di leggere la storia di un personaggio vittima dei suoi comportamenti?
***
Vicolo cieco
Patricia Hisghsmith
La nave di Teseo
360 pagine
Kindle 7.99

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