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domenica 30 ottobre 2022

Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine (C. Moscardelli)

Teresa Papavero me l'immagino un po' con il fisico di Olivia di Braccio di Ferro a prescindere dalla descrizioni che Chiara Moscardelli ne fa. Non so come mai ma l'ho fissata in mente con quell'aspetto: una spilungona secca secca ma so bene che la mia idea non è affatto verosimile con l'idea di lei che ha l'autrice. Con questo non voglio dire che le descrizioni dei personaggi da parte della penna dell'autrice non siano efficaci. No no, sono io che preferisco immaginarla così: probabilmente per via del suo modo di comportarsi, per il suo nome - non so - o per la nonchalance con cui affronta situazioni più grandi di lei.

In questo secondo volume della serie la giovane Papavero è alle prese con lavori di ristrutturazione del suo B&B ed è proprio durante le operazioni necessarie per ridargli nuova vita che spunta uno scheletro da un'intercapedine. Simpaticissimi gli amici di lei che con la loro cadenza (Strangolagalli è una località realmente esistente in provincia di Frosinone) strappano più di un sorriso.

Il mistero che Teresa si trova ad avere per le mani è tutt'altro che semplice e rimanda ad una difficile realtà che, dietro alla leggerezza di alcuni passaggi, fa riflettere.

Non è una storia che fa sorridere più di tanto (quando c'è di mezzo uno scheletro vuol dire che c'è stato un cadavere per cui non sarebbe comunque niente di divertente... ma stavolta le circostanze portano in una direzione ben precisa) nonostante la leggerezza che caratterizza lo stile della Moscardelli e devo anche ammettere che stavolta la nostra Teresa si trova oggettivamente in una situazione di pericolo nella quale si infila per seguire le tracce che le si palesano sotto gli occhi.

Più che nel volume precedente assume un ruolo importante suo padre ed anche l'aspetto sentimentale che la riguarda ma le attenzioni del lettore - le mie nello specifico - restano concentrate sul caso. E va ricordato che lei non è un commissario, un ispettore o altro. Niente di più di una donna curiosa, capace di tenere a mente dettagli che ad altri abitualmente sfuggono e sempre pronta a fare la sua parte per arrivare alla verità tanto più in questo caso visto che il suo coinvolgimento emotivo è molto profondo. 

Ps: non lasciamoci depistare dalla copertina un po' frou frou.
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Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine
Chiara Moscardelli
Giunti editore
288 pagine
16 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited

lunedì 29 marzo 2021

Volevo essere una gatta morta (C. Moscardelli)

Volevo essere una gatta morta è il libro d'esordio di Chiara Moscardelli. Un'autrice che ho avuto il piacere di conoscere e di apprezzare, di grande simpatia e persona empatica all'ennesima potenza. 

Chiara è una trentenne che racconta, non senza ironia, le vicende che l'hanno convinta ad aver sbagliato qualche cosa nei suoi atteggiamenti, nel suo modo di essere e di relazionarsi con il mondo. E' una ragazza un po' impacciata, la classica "capitano tutte a me", perennemente alla ricerca di un uomo che non arriva e con amici che fanno squadra con lei senza lesinare i loro consigli e le loro irriverenti considerazioni.

Il suo è uno status che non è lontano da tante ragazze che si sentono inadeguate in un mondo in cui è la bellezza che conta, è l'appeal, l'aspetto e l'atteggiamento. Il classico atteggiamento da gatta morta. Ciò che lei non è e che non riesce ad essere nemmeno sforzandosi.

Ecco, dunque, che il lettore si trova a sorridere delle sue disavventure anche quando, a dire il vero, ci sarebbe poco da ridere, soprattutto secondo il suo punto di vista.

Lo stile della Moscardelli è scorrevole e diretto, per una lettura di intrattenimento che avevo già apprezzato nella prima avventura di Teresa Papavero ma che, in questo libro di esordio, appare molto autobiografico. E' Chiara la protagonista e, suo malgrado, la sua esistenza è piena di situazioni imbarazzanti che contribuiscono a renderla sempre più impacciata e sempre più lontana dalla gatta morta di turno. Su tutto spicca l'amicizia che è arrivata quasi in modo inaspettato ma che non la molla. La sua ristretta cerchia d'amici è anch'essa pittoresca e, nel complesso, viene dipinto un quadro di normalità ai limiti della commedia quotidiana. Chiara sa che sui suoi amici può contare, sempre. Sugli uomini, invece, intesi come compagni di vita o, più semplicemente, compagni d'una notte qualche dubbio ce l'ha, e a motivo.

Sono arrivata un po' tardi a leggere questo libro ma evidentemente era questo il momento giusto: avevo bisogno di un po' di leggerezza, di prendermi una pausa da tematiche più impegnative (non che il disagio di una giovane donna single a trent'anni non possa essere impegnativo, non dico questo, ma lo stile di scrittura ha reso tutto molto scorrevole, anche nei momenti in cui ci si sarebbe potuti benissimo lasciare andare alla disperazione) e questo libro che era nel mio Kindle da un po' era lì a farmi l'occhiolino. Il libro giusto nel momento giusto.
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Volevo essere una gatta morta
Chiara Moscardelli
Giunti Editore
224 pagine
8.90 euro copertina flessibile - Kindle Unlimited