sabato 3 agosto 2019

Lo strano vizio del professor Mann (A. Ghebreigziabiher)

Ad essere strano non è solo il vizio del protagonista - e non svelerò di che vizio si tratta nemmeno sotto tortura - ma lo è il libro nel suo complesso.
Eh sì perchè per tutto il libro l'autore - che ha anche lui un cognome stranissimo e per me impronunciabile - propone uno stile di scrittura nel quale non mi ero mai imbattuta fino ad ora. 
Non c'è una narrazione, un racconto ma vengono alternati una serie di monologhi che non sono altro che dialoghi proposti dal punto di vista di uno solo dei due personaggi che parlano. 
Sono monologhi... ma non nel senso che il personaggio che parla, parla da solo ma fa capire che sta parlando con qualcun altro...

Solo in alcuni casi c'è un vero e proprio dialogo ma mai, e dico mai, un racconto, una narrazione.

Il libro si apre così, tanto per capirci...
Certamente, certo, sì, commissario Corda. Le racconto tutto, si figuri. Vice, ho capito, mi perdoni. Che poi le ho fatto un complimento, no? Se l'ho scambiata per il titolare è buona cosa, giusto? Come in che senso? Vuol dire che lei è già pronto per il grande salto, certamente, certo, sì.
Ed è, senza ombra di dubbio, tutto molto originale. E' questa la prima osservazione che mi sento di fare: al di là della storia - che a ben guardare è piuttosto semplice - il libro è molto originale proprio per via di questa scelta dell'autore.

Ma cosa accade? 
Il 25 marzo 2017 Corrado Moretti e Federica Palmisani denunciano la scomparsa del figlio adottivo Benjie, di undici anni. I due sostengono che al momento si trovava in compagnia di Ercole Mann, anni quarantasei, professore di musica senza fissa occupazione, che vive a casa dei genitori. Maria (casalinga) e Albertch (insegnante di educazione fisica in pensione affetto da demenza senile) entrambi ciechi, nonchè proprietari dello stabile in cui vivono, tra gli altri, i Moretti.  

Ad indagare sul caso è il vice commissario Corda, Paolo Corda che vive con una moglie che, da qualche tempo a questa parte, non parla più. Per scelta.

Le indagini prendono avvio con interrogatori che porteranno Corda a conoscere una serie di personaggi alquanto particolari, ognuno dei quali ha una storia da raccontare ed ognuno dei quali gli lascerà nelle mani degli indizi su ciò che può essere accaduto. Piccoli frammenti di poco conto, questo sembrano essere, che però sono gli unici elementi di cui Corda dispone per cercare di venire a capo del mistero.

Ciò che più mi ha catturata di questa lettura non è stata la storia - la trama, come dicevo, è molto semplice e non riserva grosse sorprese - ma sono i personaggi e la loro complessità. Ognuno, a partire dal vice commissario Corda, diventa protagonista di una storia parallela a quella del dottor Mann. Ognuno vive le proprie fobie, la propria disperazione, i propri dubbi e le proprie convinzioni in modo così sommesso nella quotidianità - come se tutti i condomini fossero uguali e non avessero nulla da dire - da risultare particolarmente violento ed intenso nel momento in cui qualcuno dà loro voce, anche se in modo indiretto. Cosa che fa Corda nel momento in cui inizia gli interrogatori.

Ecco l'ulteriore particolarità di questo libro: racconta tante storie in una storia, lo fa con uno stile particolare ed anche senza dilungarsi troppo visto che i capitoli non sono lunghissimi. Una così ricca mole di contenuti sviluppata in poco più di 200 pagine... bravo, secondo me l'autore è stato bravo.

Il lettore si imbatte nella storia di Benjie e della sua adozione, delle sua sindrome di Aspergher ma anche in due sorelle gemelle che si scambiano l'identità, tanto per citare qualche esempio. Soprattutto si imbatte in un commissario che ha una vita piuttosto complessa da vivere, che si trova a scontare i suoi errori tra le mura di casa.

Il personaggio che mi è piaciuto più di tutti è la dottoressa Marinelli, che segue Corda e sua moglie in una terapia di coppia nel tentativo di aiutare entrambi. Ebbene, si manifesta come un personaggio a sua volta fragile, con i conti aperti con la vita, e che assume consapevolezza della sua situazione proprio durante le sedute con i signori Mann. 

Consiglio questa lettura a chi fosse alla ricerca di qualche cosa di particolare, non della solita narrazione. C'è un mistero da svelare, è vero, ma anche a tal proposito non è il solito giallo. 
***
Lo strano vizio del professor Mann
Alessandro Ghebreigziabiher
Ofelia Editrice
220 pagine
euro13.00

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