sabato 31 dicembre 2011

Giulio Coniglio e la pioggia (Nicoletta Costa)

 
I libri della collana Piccole storie, edita da Franco Cosimo Editore, sono stati nostri "amici" per le letture della sera quando i bimbi erano più piccoli e non avevano ancora tempi d'attenzione molto lunghi. Pagine grandi, grandi e colorate immagini ma testi minimi, scritti in stampato piuttosto grande per raccontare una storia piccola piccola ma sempre molto simpatica. Tanto più se si pensa che il protagonista è Giulio Coniglio.
Ci sono molto utili oggi: la principessa di casa ha imparato a leggere e non si tira mai indietro quando le propongo di leggerci qualche cosa. Stamattina stavamo facendo una delle schede che la maestra le ha dato da fare a casa come compiti delle vacanze ed anzichè leggere le paroline che erano indicate in coda agli esercizi, sono spuntati due libri di Giulio Coniglio, scelti dalla bimba direttamente dalla libreria di casa. Si tratta di Giulio Coniglio fa merenda e Giulio Coniglio e la pioggia. 

Le grandi immagini, segno distintivo della penna di Nicoletta Costa, sono sempre piaciute ai miei bimbi - di suoi libri ne abbiamo diversi, in vari formati con avventure per tutti i gusti - e mi sento di consigliare i libri di questa collana per bambini piccoli ma con la certezza che la loro utilità non si esaurirà con la crescita visto che, anche quando i bimbi cresceranno, non mancheranno di apprezzare Giulio Coniglio e le sue avventure.
Sono di un formato quadrato, con poche pagine cartonate ed il prezzo di copertina è di quattro euro. Io ricordo di averli presi in sconto in una libreria visto che erano i due ultimi pezzi rimasti.
In questa ultima recensione dell'anno abbiamo voluto proporre uno degli amici che ci ha maggiormente tenuto compagnia dalle pagine dei nostri libri ed approfittiamo per augurare a tutti voi uno splendido 2012. E buona lettura a tutti!

mercoledì 28 dicembre 2011

La ruspa gialla (JoyBook)

Ho comprato il libro La ruspa gialla qualche tempo fa in una tabaccheria che aveva una specie di reparto libri - pochi i pezzi in vendita, alcuni anche piuttosto datati - e devo dire di non avergli mai dato troppa fiducia. E' un libro con poche pagine, piuttosto spesse che se non sbaglio mi è costato attorno ai tre euro o poco più.
L'ho preso per accontentare il mio bimbo che, da casa, si aspettava un regalino visto che era stato bravo in mia assenza. 
E' stato proprio lui a darmi la prova di come, spesso, basti poco per accendere l'entusiasmo dei più piccoli. La sola idea che fosse una ruspa la protagonista del libro lo ha mandato alle stelle. "Finalmente! - ha esclamato - Sempre principesse, animali, gnomi, fatine... Per una volta un libro che parla di una ruspa!!!". A dire il vero il piccoletto di casa ha semplificato di molto il carnet di personaggi che abbiamo imparato a conoscere leggendo i libri che abbiamo in casa e quelli presi in biblioteca ma in quel contesto credo che avesse bisogno di semplificare per rendere efficace la sua affermazione!


Fino a qualche tempo fa ero io che leggevo la storia: oggi mia figlia ha scelto questo libro per leggere una storia a suo fratello. Si sono seduti a terra e lei ha letto la storia mentre il piccoletto seguiva le immagini. 
Per lei è stato il primo libro letto da sola con le parole scritte in stampatello e non in stampato grande ed è stata una importante conquista! Soprattutto se penso che volontariamente si è alzata, ha scelto il libro e l'ha voluto leggere senza che nessuno la costringesse a farlo!
Il piccoletto ha molto gradito e si è posto in religioso silenzio, ad ascoltare.
La storia è molto semplice ma ci ha lasciato un grande insegnamento: la ruspa aiuta a riportare l'acqua nei terreni di due contadini che non ne avevano più perché il fiume che attraversava quella zona si era prosciugato.
Abbiamo imparato che per vivere l'acqua è fondamentale per gli uomini ma anche per gli animali, le piante, i frutti della terra.
Abbiamo imparato alcune parole nuove come "prosciugato" o "aridi": anche se avevo letto in passato più volte questo libro, la mia bimba ha fatto suoi i termini nuovi nel momento in cui li ha letti da sola.

La ruspa gialla fa parte della collana Allegri Trasporti, Joy Book, edito da Rusconi Libri e non è consigliato per bambini di età inferiore ai 36 mesi.
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La ruspa gialla
collana Allegri Trasporti - Joy Book
Rusconi libri
3.00 euro circa

martedì 27 dicembre 2011

Natale all'insegna della... manualità!

Quello targato 2011 è stato un Natale tranquillo, piuttosto nella norma visto che siamo stati a casa con le nostre famiglie. Una nota particolare è arrivata dalle attività che abbiamo fatto nei giorni di festa: abbiamo spento la tv - lo so... davano film natalizi, cartoni animati simpatici e trasmissioni gradevoli.... - ed abbiamo messo in moto le mani!

Nel pomeriggio della vigilia di Natale abbiamo creato animaletti di ogni tip con dei bastoncini pelosi e snodabili (all'interno hanno un fil di ferro) che sono stati regalati ai miei bimbi e che, nella confezione, contenevano anche degli occhi e dei pon pon da appiccicare al resto per creare le forme più simpatiche. Dinosauri, fiori, cuoricini, animaletti... Ci abbiamo messo fantasia e ci siamo divertiti un bel po' nel manipolare e dare forma a quei bastoncini così particolari....

 
La mattina del giorno di Natale il piccoletto si è svegliato per primo ed ha deciso di continuare sulla scia della creatività usando la classica plastilina colorata giunta anch'essa in regalo e pronta per essere trasformata in oggettini di mille forme: numeri, palline, animali e chi più ne ha più ne metta. Quando si è aggiunta anche la principessa di casa sono comparse torte, fiori, biscotti e tanto altro ancora.  

 
Il giorno di Santo Stefano è arrivata una brillante idea: realizzare palline di lana per abbellire l'albero (futuristico!) di mia madre. Grazie alla presenza di mia nonna - novantenne - i bimbi hanno fatto tesoro dei suoi insegnamenti ed è stato bello vedere le piccole manine dei cuccioli di casa che lavoravano sotto la supervisione della loro bisnonna. Un bel regalo di Natale quello di avere tanta esperienza racchiusa in una sola casa (erano presenti quattro generazioni: mia nonna, mia madre, io con i miei fratelli e i miei figli) in momenti intensi, pur nella loro semplicità.

Pallina rossa per la principessa di casa e pallina azzurra per il piccoletto.

Detto fatto: l'albero di mia madre si è arricchito di due palline nuove di zecca. Un po' imperfette ma speciali.
Chiusa la parentesi delle attività manuali - a cui si sommano le tante pagine colorate ed i tanti soggetti natalizi appiccicati ovunque - da domani si torna ai nostri cari libri. Io me ne sono regalato uno da sola... ai miei bimbi ne sono stati regalati più d'uno.

sabato 24 dicembre 2011

Letterina a Babbo Natale...

Caro Babbo Natale… è la terza volta che ricomincio a scrivere questa letterina dopo averne stracciate alcune che proprio non mi piacevano.

E' da un po' di tempo che non ti scrivo e devo ammettere di sentirmi un po' in colpa nel farlo… non è bello ricordarsi di te solo quando c'è qualche cosa da chiedere, quando si desidera qualche cosa da trovare sotto l'albero e poi dimenticarsi della tua esistenza per tutto l'anno… E forse è proprio per questo che ho smesso di scriverti, tanto tempo fa… per evitare di continuare a sentire addosso questo senso di colpa ogni volta che, aprendo il mio pacchetto che avevi lasciato sotto l'albero, mi pervadeva nella consapevolezza di essere un tantino egoista…. Un po' come tutti, insomma. Che ti archiviano già il 26 dicembre per ricordarsi di te più o meno 360 giorni dopo….

Ma ora sono qui. E ci provo a scriverti una letterina.

Anche se la tua identità non è più un mistero, per me, ed anche se materialmente non hai più trovato le mie letterine nella tua cassetta della posta, io ho sempre sentito la tua presenza…. Quella magia che ogni anno avverto nel periodo di Natale, quella sensazione di serenità che le lucine dell'albero di Natale mi hanno sempre trasmesso… le ho sempre considerate come dei piccoli tesori da conservare nel profondo del mio cuore anche quando tutto il resto, attorno, era meno scintillante e molto più triste.

Meno scintillante, perché crescendo mi sono resa conto che non a tutti è riconosciuto lo stesso diritto di sognare e di sognarti, di immaginare le tue renne volare in cielo, di sentire i campanelli che accompagnano il tuo arrivo. Meno scintillante perché ho capito che molti di quei bambini che nemmeno conoscevo non avevano neanche un pezzo di pane da mangiare, mentre io avevo di tutto e di più…. Crescendo ho iniziato a sentirmi prima impotente, poi responsabile. Responsabile per i tanti sprechi quotidiani, responsabile per i piccoli comportamenti ai quali non si fa mai caso ma che, messi tutti insieme, rappresentano davvero una mancanza di rispetto verso chi era meno fortunato di me. Ma non sono qui a chiederti di far scomparire la fame nel mondo… no… sono certa che se avessi potuto farlo l'avresti fatto già da tempo… sono qui a chiederti di rendermi sempre più responsabile anche per quei bambini…. Perché credo che  da tanti piccoli gesti quotidiani possa dipendere un futuro migliore. Un futuro che non può essere affidato ad una magia natalizia… ma che dipende da ognuno di noi.

Meno scintillante perché ho iniziato a capire che tante mamme - mamme come la mia, mamme come ora lo sono io - non potevano vedere gli occhi sereni dei loro bimbi…. Perché i loro bimbi non erano con loro. Bimbi smarriti, bimbi rubati, bimbi lasciati davanti ad un portone sulla scia della disperazione…. E non ti chiedo di riportare tutti questi bimbi alle loro mamme… No, se avessi potuto farlo credo che l'avresti fatto già. Ti chiedo di darmi il coraggio di non restare indifferente davanti alla sofferenza di tante mamme... Mamme sconosciute, ma il cui dolore è lo stesso che proverei io se non potessi più perdermi negli occhi dei miei bimbi.

Un Natale più triste… perché ho iniziato a capire che tutt'attorno quello che interessava era l'apparire, il "dare" che non arriva dal cuore ma che è dettato dall'abitudine, da una fredda indifferenza a volte, ma pur sempre dare… un "dare" di facciata… che rattrista il cuore. Non ti chiedo di fare in modo che tutti coloro che mi sono accanto tornino a pensare con il cuore prima che con il portafogli…. Non ti chiedo questo. Ti chiedo di mantenere viva in me quella voglia di dare per vedere negli altri la gioia di un pensiero gentile… per leggere nel viso di chi riceve i miei sempre modesti doni quella luce che arriva davvero dal cuore… e non da un pacco grande e grosso incartato di fretta o fatto incartare da mani sconosciute che magari hanno anche scritto, su commissione, un anonimo biglietto d'auguri.

Un Natale più triste, perché ho scoperto che il dio denaro dettava legge ogni giorno di più…. E quando ho sentito dire in casa quest'anno niente regali la tristezza non è stata tanto quella di sentire che non avremmo aperto pacchetti (cosa che poi, alla fine, si è sempre fatta comunque!) ma quella di veder sfumare, pian piano, quel senso dello stare insieme, dello scambio d'auguri che non si misura con la grandezza del pacco consegnato o con lo scintillio del fiocco che c'è sopra… Ho letto in tutto questo una sorta di triste rassegnazione al fatto che il Natale fosse diventato un giorno come tutti gli altri, dove ci si fa gli auguri per tradizione. Nulla più.
 
Ecco, allora, che oggi, a 39 anni suonati, voglio scrivertela la mia letterina di Natale, con la speranza che non finisca in un cassetto remoto della mia mente ma che resti viva anche in me ogni singola richiesta che ti sto per fare….

Ti chiedo serenità… Quella serenità che si conquista giorno per giorno con il rispetto reciproco, con la sincerità reciproca… anche con il duro confronto quando serve… ma che porta sempre ad un costruttivo scambio di vedute.

Ti chiedo coraggio. Non quello della sfida ma quello che permette di fare scelte importanti. Scelte di vita che non si possono demandare agli altri, che non si possono rimandare a domani. Perché ogni giorno in cui apriamo gli occhi siamo posti davanti ad una scelta, piccola o grande che sia, che va fatta con coraggio.

Ti chiedo orgoglio. Non l'orgoglio che porta alle presunzione. Non quello. Ti chiedo l'orgoglio di camminare a testa alta sempre e comunque, senza dover mai abbassare lo sguardo per vergogna, o per timore.

Non ti chiedo di cancellare i miei errori ma di farmi trarre da loro insegnamento. Un insegnamento vero, non quello che si dice a parole tanto per dire. Non ti chiedo nemmeno di farmi dimenticare i miei errori: sarebbe troppo comodo chiederti una cosa del genere. No, non farmi dimenticare i miei errori ma tienili vivi nella mia mente affinché non ne commetta mai più.

Non ti chiedo la felicità assoluta per me e per i miei cari… Sarebbe troppo facile riceverla in dono. Ti chiedo di darmi la forza di costruire la nostra felicità ogni giorno. La felicità che si sente nell'aria al mattino con il primo buongiorno, che sento attorno al collo quando i miei bimbi si stringono a me, quella che avverto nell'aria ogni volta che incontro lo sguardo di mio marito, quella che le piccole mani dei nostri bimbi ci trasmettono ogni volta che cercano le nostre. Aiutami a costruirne sempre in abbondanza, perché la felicità non è mai troppa. Per noi come per nessuno.

Ti chiedo di non togliermi mai il sorriso. Fin da piccina sono sempre stata una bimba molto solare, sorridente, allegra. Ti chiedo di concedermi il dono di continuare ad essere così anche quando le avversità della vita dovessero - come è già capitato - minacciare di spegnerlo per fare posto ad un ghigno d'indifferenza o ad un muso lungo dettato dal dolore e dalla tristezza.

Ti chiedo di farmi essere comprensiva e tollerante. Comprensiva non solo quando è facile esserlo, ma anche quando la comprensione rischia di essere schiacciata sotto al peso della rabbia o dell'indifferenza. 
Tollerante, perché tutti possono sbagliare ed ognuno ha diritto di farlo. Ognuno ha diritto di essere se stesso ed essere accettato per questo…

Ti chiedo di concedermi il dono del silenzio. Non quel silenzio che fa sprofondare nella solitudine, ma quel silenzio che permette di mettersi in ascolto, che fa percepire anche i minimi segnali che potrebbero confondersi con le tante, troppe parole….
…per essere che non volevo chiederti nulla… ho esagerato, vero?
 
Concedimi di scrivere queste righe più per chiedere tutto questo a me stessa che a te. Perché so che molto di ciò che ti chiediamo dipende da noi. Avrei molto altro da aggiungere ma è meglio che mi fermi qui.

Permettimi solo un ultimo appunto.

L'altro giorno sono stata a fare visita ad una zia che non vedevo da tempo, con i miei due bimbi. Non si aspettava la nostra visita e ho letto nei suoi occhi la gioia vera, quella che vorrei leggere negli occhi di tutti coloro ai quali auguro Buon Natale. Era così sorpresa nel vederci che non sapeva cosa dirci… Ha regalato ai miei bimbi due fischietti di plastica con delle caramelle che aveva preso - così ci ha detto - qualche mese prima con la speranza che qualcuno dei suoi nipoti gli facesse visita con qualche bimbo piccolo…. Avresti dovuto vedere la gioia negli occhi dei miei bambini con quei due fischietti in mano… Hanno iniziato a giocare e giocare e giocare ancora come se avessero tra le manine il più prezioso dei giochi… Ecco cosa ti chiedo. Non farmi dimenticare la gioia che ho avvertito nell'aria l'altro giorno e aiutami a portarne ancor di più nella mia semplicità e nel mio modesto modo di essere me stessa.
Con affetto, Stefania

Ps. Caro Babbo Natale di solito non rileggo le lettere che scrivo e non lo faccio nemmeno io. Sii paziente con me... e perdonami se sono stata un po' confusa...

Un'ultimissima cosa ti chiedo: guarda con benevolenza tutti i miei amici, i miei cari e tutti coloro che mi conoscono... ma anche chi non mi conosce...
 
Anche se non ti scrivono letterine so che sai leggere nei loro cuori... aiutali non tanto a realizzare i loro sogni, ma ad averne... e porta loro i miei più affettuosi auguri di Buon Natale!

mercoledì 21 dicembre 2011

Natale con i Bis-Bis (Till & Magnus)

Io questi Bis-Bis proprio non li conoscevo! Sono i protagonisti di un libro che è stato regalato di recente alla mia bimba ma sono personaggi del tutto nuovi per noi. Il libro si intitola Natale con i Bis-Bis ed è un libro quadrato, cartonato, con pagine piuttosto rigide. Sulle prime mi hanno fatto pensare ai Barbapapà ma solo in un primo momento, poi si notano le differenze. Sono personaggi molto singolari, ognuno ha un nome che termina con -Bis ed ha un prefisso che richiama una sua caratteristica (tipo... Ecobis, Mangiabis...) e poi c'è Giacca: una vera e propria giacca, nemico dei Bis-Bis che fa un sacco di dispetti. 

Ciò che ci è piaciuto maggiormente di questo libro è stato proprio il personaggio di Giacca che cerca di mimetizzarsi in ogni pagina ma che viene sempre, puntualmente scoperto.
Altra particolarità che ci è piaciuta è la presenza del nome dei vari oggetti che compaiono nelle pagine, oltre alle frasi in cui si struttura la storia.

La storia è molto breve ed è ambientata nel periodo natalizio. La mia bimba si è divertita più con i nomi (che ha voluto leggere da sola) che con il racconto in quanto tale! E poi all'inizio così come alla fine del libro sono proposte immagini dei vari personaggi ed una loro breve descrizione. Abbiamo letto tutte le descrizioni minuziosamente, in modo da memorizzare per benino i vari personaggi.
Per il momento è il primo libro che ha fatto ingresso in casa nostra nel periodo natalizio (libro dei bambini) e chissà che non ne arrivino altri? 

Mi resta un interrogativo: sono io ad essere rimasta indietro per il fatto di non aver mai visto prima questi Bis-Bis? Qualcuno di voi li conosce? Per me sono una novità assoluta. Ho provato a fare qualche ricerca on line ed ho scoperto che c'è anche una pagina facebook a loro dedicata... Mha!
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Natale con i Bis-Bis
Till & Magnus
Cartacanta Editrice

martedì 20 dicembre 2011

Una giungla in casa nostra... fatta da noi!

Sono arrivati i primi regali di Natale per i miei bimbi e vorrei parlare di uno di essi, in particolare, per condividere i miei pensieri...Si tratta di un dono che mia cognata ha fatto alla principessa di casa e che, nel momento in cui la piccola ha aperto il pacco, ha temuto che fosse stato poco gradito. Perchè non era una bambolina, una macchinina, un peluche ma una scatola creativa con, al suo interno, stampini, gesso in polvere, pennello e colori per realizzare tre animali della giungla (un elefante, una giraffa ed un leone). Jungle plaster play set: questo quanto è scritto sulla scatola.

Mai impressione fu più sbagliata. 

Anche se il suo fratellino e i suoi cuginetti, nell'aprire i doni di mia cognata, hanno manifestato un immediato entusiasmo mettendosi a giocare con macchinine telecomandate e bamboline, la mia principessa non ha potuto subito usare il suo, di gioco, visto che richiede una certa preparazione ed anche l'ambiente giusto. Forse questo ha indotto mia cognata a pensare che il regalo non fosse quello giusto... Invece....

Si è subito messa al lavoro appena ha potuto. Il giorno dopo abbiamo preparato il gesso aggiungendo acqua alla polvere, abbiamo mescolato ed abbiamo riempito gli stampini.
Il primo animaletto scelto dalla piccola è stato l'elefante e solo a distanza di ore ci siamo accorte che il gesso non era arrivato fino alla proboscide per cui abbiamo dovuto accontentarci di un elefante con proboscide appena accennata. Nessun problema. 

Ma andiamo con ordine. Riempiti gli stampini (che sono di gomma e vanno sistemati su dei supporti di plastica che li tengono fermi e nella posizione giusta) abbiamo fatto ascigare il tutto per qualche ora. 
Il giorno dopo, mentre aspettava che suo fratello tornasse da scuola, la principessa di casa ha colorato il suo elefante.

Il piccoletto, invece, al suo ritorno a scelto la giraffa e l'ha colorata facendo attenzione più che ha potuto. Per i suoi quattro anni devo dire che è stato molto bravo, ha dimostrato - almeno secondo me - di avere un'ottima manualità.

Poi è stata la volta del leone che è stato colorato dalla principessa di casa - che era la destinataria del dono ma che ha voluto condividere l'esperienza con suo fratello.

Ebbene. Con un gioco di questo tipo abbiamo imparato un sacco di cose:
* che il gesso passa dallo stato in polvere a quello liquido se si aggiunge acqua;
* che il gesso solidifica dopo aver riposato per qualche ora;
* che bisogna avere pazienza e che il tempo non passa così in fretta come loro vorrebbero;
* che gli animali devono la loro forma agli stampini in gomma;
* che per farli asciugare gli stampini in gomma hanno bisogno di un supporto che li tenga in piedi, rovesciati e li tenga fermi per il tempo necessario;
* che i colori primari, mescolati tra loro, danno origine a colori secondari che variano d'intensità a seconda della quantità dell'una o dell'altra tonalità aggiunta (il marrone scuro e chiaro del leone, il verde scuro e chiaro dell'erba, l'arancione della giraffa, il grigio dell'elefante);
* che anche il colore ha bisogno di asciugare per cui, a lavoro finito, gli animaletti vanno fatti riposare ancora un po';
* che un dono può anche essere condiviso con il proprio fratellino/sorellina e non è proprietà privata!
Ecco. A me non sembra poco. Anzi, trovo che il gioco sia stato piuttosto educativo oltre che capace di affinare le abilità dei bambini che si sono prodigati in un'attività manuale che ha richiesto attenzione, precisione ed anche pazienza.

Quelli che seguono sono gli stampini che abbiamo usato e che ci siamo ripromessi di usare ancora per dotare la nostra giungla casalinga di altri esemplari: basterà procurarsi del gesso da una ferramenta e procedere.

 

Ed ecco i nostri animaletti. Il povero elefante, senza proboscide, ci fa un po' tenerezza ma va bene comunque. Ora sono belli asciutti e pronti per giocare... 
Ah, dimenticavo... Giocando impareremo anche che una volta diventati solidi gli animali di gesso si possono rompere...

Che ne dite? Non vi sembra un regalo azzeccato per una bambina di sei anni? L'ha apprezzato anche suo fratello minore, a dire il vero, ed abbiamo utilizzato al meglio un pomeriggio di questo (oramai) freddo inverno con l'impegno di ripetere l'esperienza.

Ps. sulla scatola c'è scritto che il gioco è per bambini dai sei anni in su ma anceh il piccoletto di casa si è dato da fare.

Ps del ps: grazie del regalo, zia!

lunedì 19 dicembre 2011

Intorno al mondo con zia Mame (Patrick Dennis)

Negli ultimi tempi mi è capitato più volte di leggere libri partendo dall'ultimo della serie... Anche stavolta ho letto Intorno al mondo con zia Mame senza aver letto il primo, Zia Mame. Ed ancora una volta è stata una casualità, non una scelta vera e propria.
Ho vinto il libro di Patrick Dennis messo in palio nel giveaway di Robertina sul blog dallaallas e le sono molto grata di avermi dato questa opportunità. A lei era molto piaciuto e devo dire che è piaciuto anche a me.
Si tratta di un libro simpatico, che strappa qualche sorriso tra un'avventura e l'altra.

Due i protagonisti: Patrick e sua zia, la stravagante zia Mame. Il ragazzo le venne affidato alla morte dei genitori (e questa è la storia che viene raccontata nel libro Zia Mame che non ho letto... ma di cui conosco per sommi capi il contenuto) e i due vissero insieme delle stravaganti avventure in giro per il mondo. Patrick le racconta quando oramai è un uomo, ha una moglie ed un figlioletto che... si trova a vivere una situazione simile alla sua visto che è partito per un luuuuuuuungo viaggio proprio con la zia Mame.
E mentre la moglie di Patrick manifesta la sua angoscia per il fatto che ancora il piccolo non è stato riportato a casa e che non si sappia dove sia finito assieme a quella strana zia, si snoda il racconto delle avventure che hanno visto Patrick alle prese con le situazioni più disparate.
E' proprio sua moglie a chiedergli lumi in merito a quella vecchia esperienza e lui rende i lettori (e in parte pure sua moglie) partecipi dei ricordi dei tempi che furono.

E' una lettura scorrevole, da gustare senza troppi pensieri e devo dire che in questo periodo mi ci voleva proprio. Devo ammettere che ogni volta l'autore è riuscito ad incuriosirmi al punto tale da restare in attesa degli sviluppi, per capire come zia Mame fosse venuta fuori da quella o quell'altra situazione...

Patrick, all'epoca delle avventure raccontate, era un ragazzino molto legato a sua zia e pronto a viverle accanto cercando di stare al suo stesso gioco. Sono molto affiatati, come personaggi, molto complici e tutti e due spinti da uno spirito avventuriero che non è da tutti i giorni.

Zia Mame è una ricca vedova - ricchissima, a giudicare dai tanti investimenti che fa da una parte all'altra del mondo - che non si risparmia niente. Spazia da un luogo all'altro del mondo con estrema disinvoltura. Donna di gran classe, trova sempre il modo di uscire anche dalle situazioni più difficili ed imbarazzanti e non si cura molto del giudizio altrui. Con Patrick ha vissuto una complicità assoluta tanto da considerarlo un suo pari (pur essendo un ragazzino).
Quando si apre il libro oramai Patrick è cresciuto ma quando è stato affidato a sua zia era il 1929: cito la data di riferimento per dare un'idea di quale fosse il periodo storico in cui la zia ha vissuto le sue avventure, trascinando Patrick con se. 

Nelle varie situazioni compaiono (e scompaiono) diversi personaggi, ognuno con caratteristiche molto particolari... Non dico di più per non togliere il gusto della lettura. Posso solo consigliare questo libro. Meglio se si è letto prima Zia Mame ma anche seguendo l'ordine contrario, come ho fatto io, la lettura non ne risente affatto.
Ps. trovo che il libro lasci un finale aperto. Non escludo che in futuro l'autore voglia tornare a raccontare le avventure di suo figlio (questa volta) vissute assieme a zia Mame ed appena accennate verso la fine. Vedremo...
***
Intorno al mondo con zia Mame
Patrick Dennis
Adelphi Edizioni