lunedì 8 maggio 2023

Lo sciamano (S. Esposito)

 

Ho scoperto Salvatore Esposito nelle vesti di scrittore imbattendomi nel suo libro Lo Sciamano e devo ammettere di non aver dato troppa importanza al fatto che fosse un attore a venirmi in mente in abbinamento con quel nome. Proprio lui, quel Salvatore Esposito che con questo libro ha fatto il suo esordio come scrittore. Non ho fatto in tempo a mostrarmi scettica perché mi sono subito detta che nulla esclude che un attore possa essere anche un buon scrittore e viceversa, giusto? Perché non dargli un’opportunità? Così un’opportunità gliel’ho data. Ed eccomi qui con una storia niente male per le mani, un personaggio molto particolare che risponde al nome di Christian Costa e alla voglia di leggere altro di suo.

Christian è un profiler con particolare esperienza in delitti rituali. Il metodo che applica è molto particolare sia per come si comporta sulla scena del crimine che per la grande capacità intuitiva e deduttiva che lo porta, nella maggior parte delle situazioni, a chiudere un caso con successo.

Lo Sciamano - così lo chiamano proprio per via delle sue caratteristiche operative e per la sensibilità, del tutto speciale che ogni volta dimostra - non va troppo per il sottile. È un personaggio piuttosto schivo e particolare che sconta un passato doloroso che lo ha indotto a costruirsi addosso una corazza fatta di silenzio e scetticismo nei confronti del prossimo. Un passato che, però, torna a bussare alla sua porta nel momento in cui viene chiamato ad occuparsi del ritrovamento del cadavere di una donna che torna a galla tra le onde al largo di Ostia e quello di un’altra donna, seviziata fino alla morte, in un’antica villa di Chiaia, a Napoli. Le indagini condurranno ben presto verso una precisa, terribile direzione e quel passato che Christian tende a lasciare fuori dalla sua esistenza sembra voler tornare a chiedere il conto.

Sono sincera, protagonisti che hanno a che fare con indagini su casi di omicidio – a prescindere dal ruolo che rivestano – e che abbiano un passato particolare che torna a galla non sono una novità. Capita spesso che gli autori vogliano colpire il lettore non solo per il caso attorno al quale si lavora ma anche per vicende personali che, se si pensa soprattutto ad un personaggio seriale, sono destinate a fidelizzare il lettore che con lui trovasse empatia. Non sempre la si trova – a me è capitato con personaggi seriali amati da tutti ma non troppo amati da me – e con Christina l’ho trovata.

E’ un personaggio che mi incuriosisce sia per il modo di essere che per il modo di fare. Lo stile dell’autore mi è piaciuto: ho sentito anche il peso dei silenzi, tra una riga e l’altra, e questo mi è piaciuto molto. Un libro adrenalinico al punto giusto e dai risvolti psicologici interessanti che non mi aspettavo potesse colpirmi, ne sono sincera, soprattutto perché temevo che il titolo fosse evocato da una buona dose di magia o di poteri sovrannaturali che venissero chiamati in causa nelle more del racconto. Non è stato così e non posso che compiacermene. Quel “potere” che ha lo Sciamano non è magia intesa come potere magico ma è una sensibilità più acuta rispetto ad altri. Io, per lo meno, così ho interpretato il suo modo di fare e le sue caratteristiche.

Cercherò anche il secondo della serie. E bravo Esposito (glielo avrei detto anche se si fosse chiamato Mario Rossi)!
***
Lo Sciamano
Salvatore Esposito
‎ Sperling & Kupfer editore
326 pag.
18.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

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