martedì 10 giugno 2014

Piccolo riccio non vuole dormire (M. L. Giraldo)

Lo sanno tutti che i ricci vanno in letargo, come tanti altri animali. Piccolo Riccio, però, non ne vuole proprio sapere di andare a dormire perchè deve giocare e non può certo perdere tempo in quel modo!
Piccolo Riccio mi ricorda qualcuno: il piccoletto di casa, seppur stremato, quando deve andare a dormire per il riposino pomeridiano - abbiamo iniziato il campus estivo proprio ieri e ieri pomeriggio si è ripetuta la scena - non ne vuole sapere di dormire... Io insisto, dicendo che per ricaricarsi ed affrontare un pomeriggio di divertimento ha bisogno di riposare, che il tempo passato a dormire non può essere considerato tempo perso ma... lui non ne vuole sapere di dormire.
Ecco, dunque, che quando abbiamo letto la storia di Piccolo Riccio, come lettura della buonanotte, sia io che sua sorella abbiamo rivolto lo sguardo simultaneamente verso di lui che sembrava davvero essere il protagonista della storia.

Si tratta di un libro della collana Leggo Io, Giunti Junior. E' una lettura consigliata dai cinque anni, i testi sono brevi e scritti con caratteri facilmente comprensibili anche ai più piccoli e può essere tranquillamente letto da giovani lettori, alle prese con le primissime letture. Il formato è medio e le immagini piuttosto grandi aiutano i bambini a seguire la storia. Abbiamo letto altri libri di questa collana (e a dire il vero ne abbiamo alcuni anche ora, da leggere, presi in prestito in biblioteca proprio come Piccolo Riccio non vuole dormire) ed ho notato che mia figlia, quando prendiamo in mano un libro scritto con caratteri piuttosto grandi, controlla subito sull'ultima di copertina per quale età il libro sia consigliato. Lei oramai si sente grande e spesso storce il naso davanti a libri che considera da piccoli. Con questa collana, però, non è così... Anzi, spesso sono storie divertenti che la fanno sorridere per cui le leggiamo sempre volentieri.
E' un librino che consiglio per bimbi che a volte fanno i capricci... si rivedranno di sicuro in Piccolo Riccio così come le mamme si rivedranno in mamma riccio che, alla fine, riesce a convincerlo con la dolcezza e le coccole.
***
Piccolo Riccio non vuole dormire
Maria Loretta Giraldo
Giunti Junior
5.90 euro

domenica 8 giugno 2014

Ogni giorno della mia vita (N. Sparks)

Chi ha letto i libri di Nicholas Sparks spesso dice che sono poco originali perchè ricalcano sempre lo stesso stile romantico, le storie impossibili che poi diventano possibili, amori perduti e ritrovati, maternità o paternità difficili e così via discorrendo.
A me è capitato di leggere due dei suoi libri, fino ad ora. Dopo Un segreto nel cuore mi sono imbattuta in Ogni giorno della mia vita e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Sparks scrive bene, in modo scorrevole, non troppo ricercato ma nemmeno in modo scialbo. 
Mi sono imbattuta in questo libro andando alla ricerca di qualche cosa di adatto per la sfida di lettura a cui sto partecipando dall'inizio dell'anno e, solo a libro quasi terminato, mi sono resa conto che si trattava del seguito di un libro scritto in precedenza...
Nonostante questo, non si tratta di un vero e proprio sequel nel senso che la storia si regge bene anche senza aver letto l'altro anche se, è ovvio, avendoli letti in ordine alcune tessere sarebbero andata più facilmente al loro posto.
Jeremy è un giornalista di New York che si trova a vivere una storia travolgente con Lexie, una bibliotecaria conosciuta nel libro precedente (eh eh!) mentre cercava di capire uno strano fenomeno di luci che si vedevano in un cimitero a Bone Creek. Manca proprio la parte in cui si sono conosciuti ma questo non rende monco il libro Ogni giorno della mia vita. Semmai meno completo di quanto non lo sarebbe se si avesse letto le due storie nell'ordine giusto!
Lexie aspetta la loro bambina e Jeremy si ritrova cambiato, pronto ad affrontare un matrimonio nell'arco di poco tempo, pronto a cambiare vita ed abitudini per amore di lei e del frutto della loro passione. Jeremy e Lexie si amano profondamente, stanno bene insieme, ma qualche ombra si allunga sulla loro storia portando a galla alcune questioni del passato che sembrano ancora vive.
Jeremy vive con ansia i momenti che precedono il loro matrimonio fino a che non riesce ad aprirsi completamente a Lexie e ad appianare ogni cosa. Ma il destino riserva loro un'amara sorpresa che metterà a dura prova il loro rapporto e segnerà per sempre la loro vita.

Non sarà un capolavoro ma l'ho letto volentieri. Le pagine scorrono veloci, una dopo l'altra... l'ho letto in pochi giorni e non ha richiesto molto impegno nel senso che la storia si snoda in modo chiaro e con qualche colpo di scena capace di dare una svolta importante ad un certo punto. 

A chi volesse leggerlo consiglio di procurarsi prima Il posto che cercavo. Niente di eccezionale ma lettura gradevole e più che suggerita sotto l'ombrellone.
***
Ogni giorno della mia vita
Nicholas Sparks
Frassinelli Editore
17.50 euro

sabato 7 giugno 2014

In biblioteca#6 e nuovi arrivi#5

Come capita sempre più spesso in occasione delle nostre tappe in biblioteca mi capita di scegliere libri per bambini al posto dei miei figli... e alla fine va a finire che piacciono più a me che a loro.
Spesso mi capita di imbattermi in vere e proprie perle che, sulle prime, non colpiscono più di tanto i piccoli di casa ma che una volta presi in prestito ed osservati con attenzione riservano delle positive sorprese... Così è stato per I cigni selvatici (scelto da me contro il parere dei miei figli) e sono certa che anche nel corso dell'ultimo "bottino" abbiamo fatto incetta di bei titoli... 

Ieri pomeriggio mio figlio ha scelto in tutta fretta consegnando alla bibliotecaria due librini che credo siano stati i primi che gli sono capitati tra le mani.... era troppo impegnato a giocare con il tendone del circo che è stato montato nella sala lettura per poter perdere tempo a scegliere... ci può stare anche questo!
La principessa di casa, invece, prima di scegliere ha sfogliato diversi libri, apprezzandone alcuni in particolare.
Ho fatto rifornimento anche io, a dire il vero... e sono molto soddisfatta della mia scelta:
Ieri pomeriggio, poi, abbiamo anche fatto qualche acquisto...
Lo so, lo so... siamo pieni di libri... ma come potevamo partecipare al Festival di Letteratura per Ragazzi TUTTESTORIE senza portare a casa qualcosina?
Abbiamo assistito ad un simpatico spettacolo...
ed abbiamo fatto compere...

Non è stato semplice, come al solito, scegliere cosa comprare. Il piccoletto di casa era indirizzato su un gioco in scatola che riguardava il calcio fino a che... una delle ragazze della libreria che vendeva i libri non gli ha fatto vedere un grande albo sul calcio: venivano spiegate regole, falli, calci di rigore e c'erano anche delle pedine per simulare una partita. Posto che mio figlio non ama il calcio e che non mi piace fare acquisti spinta dall'enfasi del momento (sono alle porte i Mondiali di Calcio, giusto?) ho preferito dirottarlo verso qualche cosa di diverso... Anche perchè quell'albo sul calcio costava la bellezza di 17.50 euro ed ero cerca che sarebbe stato relegato in un angolo. Mio figlio non mi ha dato la soddisfazione di scegliere un libro ma ha scelto delle carte contenenti 52 giochi da fare con la palla... visto che staremo sempre di più all'aria aperta ora che è finita la scuola ho ritenuto di poterlo accontentare. E poi tra una ventina di giorni festeggeremo il suo compleanno all'aperto: quale occasione migliore per sfruttare i suggerimenti delle carte? Vi saprò dire se saranno suggerimenti graditi!

venerdì 6 giugno 2014

I cigni selvatici (H. C. Handersen) - Il Venerdì del libro

Dopo essermi fatta venire l'orticaria leggendo il libro che ho recensito (e stroncato) ieri, è il momento di qualche cosa di più piacevole. Per questo Venerdì del libro propongo un classico nella bellissima versione da Topipittori. Si tratta de I cigni selvatici. Una storia molto nota e proposta in diverse versioni. Quella proposta da Topipittori mi ha catturata a prima vista. Mi sono imbattuta in questo libro in biblioteca e non sono riuscita a fare a meno di prenderlo in prestito.
La storia è proposta nella sua versione originale con traduzione di Maria Giacobbe ed il testo è accompagnato da bellissime illustrazioni, capaci di catturare grandi e piccini. 
Sono illustrazioni dal tratto delicato ma, allo stesso tempo, dal forte impatto. A mia figlia non sono piaciuti molto i volti dei fratelli di Elisa (la protagonista della storia) e devo dire che, in effetti, le immagini rendono meglio quando non si tratta di volti. Ma non è certo un problema!
 
E' un libro cartonato che fa parte della collana Fiabe quasi classiche. Se non l'avessi preso di mira io credo che i miei figli non l'avrebbero tenuto affatto in considerazione visto che si lasciano attirare anche (e forse in maggior misura) dalle immagini di copertina e dai caratteri usati nel proporre il testo. In questo caso le immagini sono artistiche (molto belle... ma per un occhio adulto) e il testo fitto fitto seppur proposto in pagine alterne. Poi, però, quando l'abbiamo avuto in casa hanno apprezzato anche loro. La storia è piuttosto lunga. L'autore insiste molto sulla fede di Elisa, viene richiamata spesso la preghiera e la speranza in Dio e vengono proposti anche termini difficili per i bambini. Alcuni aspetti sono anche piuttosto forti come la prospettiva di bruciare viva Elisa o delle streghe che la ragazzina incontra al cimitero, intente a mangiare i morti! Sulle storie classiche si trovano spesso particolari di questo tipo: mia figlia mi ha chiesto spiegazioni in più punti (il piccoletto, essendo una storia piuttosto lunga ed essendo stata letta come lettura della buona notte, non ha retto e si è sempre addormentato a metà) ma alla fine mi ha detto soddisfatta: "Io la storia la conoscevo già ma non ricordo se l'ho letta, se qualcuno me l'ha letta o se ho visto un cartone animato. Quell'ortica e quei cigni, però, me li ricordo bene". Pur conoscendo la storia, ha ascoltato la lettura con attenzione fino alla fine ed ha voluto capire bene ogni passaggio ed ogni termine.
Ci è piaciuto. Mi è piaciuto. 
*** 
I cigni selvatici
Hans Christian Andersen
Topipittori
euro 20.00

giovedì 5 giugno 2014

Quando volano le farfalle (F. Alessi) - Non chiamatelo libro, vi prego...

Appena ho letto le prime righe di Quando volano le farfalle mi sono resa subito conto di essere incappata in una grandissima fregatura, mascherata da “occasione” a meno di un euro.

La storia prende avvio con questa frase:

C’era una volta, una bella e dolce fanciulla, dai lunghi capelli d’orati, innamorata delle fiabe, dei principi che popolavano tra le righe.

D’orati? Ma stiamo scherzando!!?? Non so perché ma ho subito capito che non era un errore di battuta ma qualche cosa di molto peggio.

Sono sincera: sulle prime mi sono innervosita, arrabbiata… poi ho continuato a leggere divertita per capire fino a che punto si sarebbe arrivati… Bhè… non credo di esagerare nel dire che mia figlia, che sta per concludere la terza elementare, è capace di scrivere meglio. Anzi… sono sicura che se le mettessi in mano un testo così inizierebbe a sottolineare gli errori in rosso come le hanno insegnato a fare a scuola, negli esercizi di grammatica. Ma è possibile che si abbia l’ambizione di scrivere un libro, metterlo pure in vendita su una piattaforma come Amazon e non avere nessuno, proprio nessuno, che dia una letta a ciò che si è scritto per poter apportare le correzioni del caso?
Non sto scherzando… di solito non sono acida nelle recensioni ma questa volta credo proprio di essermi imbattuta in una vera e propria presa in giro per ogni lettore che possa chiamarsi tale. Non dico altro. Ho talmente tante cose in mente che rischierei di esagerare. Vi lascio qualche chicca, giusto qualche esempio… ma se ne trovano tanti altri, credetemi! E poi ditemi voi se sono io che sono acida o se il problema è altrove.

Prima della dimostrazione pratica mi vien da dire che per scrivere un libro se non altro bisogna conoscere le regole di base della grammatica.
Bisogna sapere che si scrive “le arachidi” e non “gli arachidi”… e non è un errore di battuta visto che è ripetuto più volte.
Bisogna sapere che non si scrive “quel pseudonimo” ma “quello pseudonimo”.
Bisogna sapere che le frasi si reggono quando hanno un soggetto e un predicato, almeno.
Ed ancora… le virgole non sono state inventate per essere inserite a casaccio nelle frasi. Hanno una funzione ben precisa.

Ma veniamo al dunque:

  • Eccola, nessuno è mai stato più bella di così, sprigiona una certa bellezza.
  • Si stacca osservandomi a lungo, tutto goduto per il risultato ottenuto. (...tutto goduto??? Ma no, dai… e poi lo ripete anche in un’altra frase… è proprio convinta che goduto sia un aggettivo e non un verbo…)
  • So già dove mi porterà, o meglio dove ci, creeremo un disastro ambientale di condizioni apocalittiche.
  • Dietro il bancone James, serve da bere a clienti fissi e a quelli di passaggio, presenti per via della festa, che si concluderà in serata. Al bancone invece Lucas, rosso, di rabbia e brillo. (...ma le virgole… non si mettono mica a casaccio…. Suvvia!)
  • Mi volto verso Beth, per non sembrare troppo sognante, cercando d’evitare ogni commento sarcastico che potrebbe propinarmi, ma i suoi occhi sono fissi su di lui, come ho fatto a non accorgermi prima, quando lo guarda il suo viso si illumina proprio come l’insegna del suo bar, James,ha una cotta per James.
  • Da sotto il tavolo le stringo la mano, che per poco non la stritola.
  • Ragazzi, ma gli si è bevuto il cervello? (Gli si è bevuto il cervello!! No, dai… non ci credo!!!)
  • Giustamente deve tenere le parti per solidarietà a chi come lei hanno lasciato qualcuno.
  • In questo momento è come se mi trovassi sdraiato al sole sulla spiaggia in una calda giornata di sole su un’isola deserta. (...magari manca un po’ di sole.. perché non lo aggiungiamo un’altra volta?!!??!)
  • La madre di Alex è di una gentilezza, come sempre che fa spavento, mi domando se è veramente così o è solo apparenza.
  • Sembra un fresco dipinto, di cui il pittore ritocca ogni tanto. (che cosa????)
  • Quel di più di cui ho sempre avuto paura d’affrontare, ma lei ha intrapreso il mio cammino senza darmi alcun preavviso, si è buttata come un treno in corsa ad alta velocità. (...ragazzi… ma stiamo scherzando? Ma che vuol dire???)
  • Resto in silenzio, senza ribattere sperando che Emma capta tutto.
  • A stentoni (...a stentoni? Ma un vocabolario della lingua italiana a portata di mano no? Sarà un incrocio tra a stento e tentoni... ma non esiste mica!!!) mi infilo un pantaloncino e corro a piedi scalzi in cerca di Beth.
  • E’ una donna e per quanto si dimostri dura, era fragile proprio come un paio d’ali di farfalla. (tempo presente accordato con l'imperfetto... se ci aggiungiamo anche un futuro la frase risulta più ricca e d'effetto senza dubbio!!!)
  • Ha pettinato e sistemato i capelli, che sotto i raggi del sole primaverili gli danno sfumature ramate, si è lasciato un lieve accenno di barba, che a me piace tantissimo, non glielo mai detto, ma credo lo sappia. (...ora che ci penso anche io non GLIELO mai detto a mio marito che mi piace la barba lievemente accennata... mamma mia!)
  • La luna quella sera rifletteva sull’oceano era di un bianco carta da zucchero, splendida, uno spettacolo di bioluminescenza segnavano rivoli di file nell’acqua. (Ne vogliamo parlare? Per non parlare del bianco carta da zucchero che proprio non ho mai visto!!)
  • Mi domando ancora quale beneficio ne avrei ritratto.
Potrei continuare ma meglio che mi fermi qui... Credo di aver reso l'idea.
Mi permetto di aggiungere che probabilmente l’aggettivo “torvo” piace molto all’autrice visto che lo usa con una frequenza impressionante come se non esistesse nessun altro termine capace di esprimere lo stesso concetto. Così come queste farfalle che svolazzano, continuamente… Suvvia! Ok ok... abbiamo capito... quel tipo ti piace ma ora basta con queste farfalle...

La storia? Assurda.
Lei che è un avvocato in carriera e che non crede nell’amore ma è una da “una botta è via” che si fa incastrare – per vendetta nei confronti del padre (ma vendetta di cosa? Ma daiiii) – da un dongiovanni che le chiede di sposarsi per interesse. Sottoscrivono un contratto (molto originale come idea, no? …fritta e rifritta in mille salse) per un’eredità ma… i due si amano davvero senza avere il coraggio di dirselo… fino a che… guardate, sono arrivata alla fine con un gran mal di testa, con personaggi privi di qualsivoglia spessore, con regole grammaticali bistrattate e probabilmente sconosciute (altrimenti non si spiega!) e con un gran nervoso addosso. Ma come si può pubblicare una cosa del genere? 

Al termine del calvario, tra i ringraziamenti, l'autrice dice che le critiche sono ben accette. Guarda, lo dico per il tuo bene.... lo dico per te: trova qualcuno che ti aiuti a correggere almeno gli errori grammaticali. Sulla trama non dico niente, ognuno ha i suoi gusti... ma i capelli d'orati no, dai!

A questo punto mi piacerebbe aprire un confronto con chi passa di qui: ma vi sembra possibile? Il fatto che vadano di moda gli e-book autorizza chiunque a mettere in giro questa roba? Io, da lettrice, l'ho trovato in vendita e l'ho comprato, seppur a poco, spinta dalla curiosità e da non so cos'altro. Ma dove arriveremo di questo passo? Sarà mica che faccio bene a diffidare dagli e-book?

Ps. Bellina la copertina, però!

martedì 3 giugno 2014

Promosso più due (G. Rodari)

Più tardi lo riporteremo in biblioteca e lo ricorderemo come un librino simpatico sia nella storia che nelle illustrazioni. Promosso più due è un libro che fa parte della collana Una fiaba in tasca, Edizion EL ed è una storia di Gianni Rodari.
I protagonisti sono numeri, sottrazioni, divisioni... personaggi davvero singolari che sono simpatici anche a vedersi grazie alle illustrazioni di Mattia Cerato.
Come per tutti gli altri libri della collana, i testi non sono molto lunghi e il carattere usato è il corsivo. Le illustrazioni si trovano sulle pagine di destra mentre il testo su quelle di sinistra. 
La storia è divertente ed istruttiva, aiuta i bimbi a prendere familiarità con i numeri ed a considerarli con simpatia. Il testo è tratto dalle Favole al telefono, di Rodari, che noi conosciamo bene.

Abbiamo letto parecchi libri di questa collana e devo dire che, grazie al formato, sono comodi anche da tenere in borsa per ogni evenienza... per ammazzare il tempo quando si è in attesa dal dottore o all'ufficio posta... ma anche in un parco quando i bimbi si stancano di giocare ed è il momento di fare qualche cosa di più tranquillo. 
E' una storia adatta come lettura della buona notte visto che il testo non è molto lungo e non è necessario leggerlo a puntate come, invece, mi capita a volte con libri più articolati. La principessa di casa libricini come questo li legge da sola senza problemi ma... è inciampata su una difficoltà che ha subito condiviso cone me visto che il carattere propone una particolare zeta che lei non aveva mai visto prima.
Quella zeta lì non l'aveva proprio mai vista prima e l'ho vista smarrita... mi ha chiesto se fosse davvero lei... e come mai fosse scritta in quel modo. Questa sua domanda mi ha dato modo di farle conoscere la varietà di caratteri che si può scegliere nella scrittura al computer ed è stato pure divertente.
***
Promosso più due
Gianni Rodari
Edizioni EL collana Una fiaba in tasca
3.50 euro


domenica 1 giugno 2014

Ultima fermata: Auschwitz. Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo (F. Sessi)

E' sempre un piacere trovare un luogo in cui si possa passare qualche momento tranquillo in compagnia di un buon libro. L'altro giorno ne ho trovato uno: ho avuto occasione di gustare un buon aperitivo seduta (ero sola) ad un tavolo avvolto in ottima musica suonata da un pianoforte che si trovava al lato della stanza e, una pagina dopo l'altro, sono riuscita ad estraniarmi dal contesto per immergermi in una lettura che mi ha presa, una parola dopo l'altra.

A dire il vero, nel leggere la storia di Arturo Finzi l'aperitivo mi è andato un po' di traverso al pensiero di ciò che ha dovuto passare, lui come tanti altri giovani (e meno giovani) a quel tempo. Un tempo non molto lontano dal nostro ma che, alla luce della nostra quotidianità, troppo spesso viene coniugato al passato remoto mentre così non dovrebbe essere.
Ultima fermata: Auschwitz. Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo. Questo è il libro che avevo in borsa ed il cui titolo parla già da solo.

Arturo è un ragazzino che si rende conto di essere ebreo nel momento in cui il regime fascista vara le leggi razziali del 1938. Da quel momento, la sua vita cambia radicalmente anche se non in modo improvviso. Arturo inizia a scrivere un diario che tiene segreto a tutti fino a che non si trova davanti ad una scelta che, in modo definitivo, gli cambierà la vita. Nel tempo ha visto succedere, attorno a se, cose che mai avrebbe potuto immaginare. Quel ragazzino pieno di sogni, di speranze, di aspirazioni per il futuro... quel ragazzino che amava la musica, suonava il pianoforte ed aveva tante progetti per se e per la sua innamorata Giulia, vede tutto ciò sbriciolarsi tra le sue dita per affrontare un destino terribile, per se e per la sua famiglia di ebrei.

Con un linguaggio semplice ed efficace, Arturo racconta il suo presente e trasmette, in modo immediato, le sue sensazioni, le sue paure. 
Quando ero ragazzina e a scuola ci hanno fatto leggere Il Diario di Ann Frank non credo di essere riuscita a realizzare, appieno, ciò che stessi leggendo. Forse ero troppo piccola... o forse il fatto che fosse una lettura obbligata dall'insegnante me l'ha fatta scivolare tra le dita senza troppa attenzione. A distanza di tanti anni - ed ovviamente con una diversa maturità - mi rendo conto di come, testimonianze come quella di Ann e di Arturo possano rendere l'idea (seppur in parte perché l'autore ha evitato descrizioni e considerazioni sugli aspetti più terribili della deportazione) di cosa si sia vissuto in quell'epoca e di cosa tutti noi dovremmo eternamente ricordare affinché tragedie come quella non si verifichino mai più.

Il diario di Arturo termina con la consegna, da parte del ragazzo, alla signora Maria affinché possa consegnarlo alla sua innamorata Giulia. Il libro prosegue, poi, con il racconto di Giulia che fa capire cosa sia successo ad Arturo ed alla sua famiglia (cosa che è facilmente immaginabile, purtroppo) e che propone delle riflessioni storiche precise e circostanziate.

Trovo che questo libro sia un utile strumento per capire e per non dimenticare. E' indicato per lettori dagli 11 anni ma ammetto di averlo con estremo interesse anche io, che gli undici anni li ho superati già da un po'. E' una lettura capace di trasmettere molto anche ad un adulto oltre che capace di aiutare i più giovani a capire. 

Riporto un passaggio molto significativo di una lettera lasciata da Arturo a Giulia.
Carissima Giulia, oggi è successo quello che avevo temuto da sempre: anche gli ebrei italiani stanno per essere deportati all'Est. Molti dicono che si tratta di una misura provvisoria imposta dalla guerra, e che presto tutti torneranno a casa. Perchè, allora, si arrestano gli infermi, i bambini, le donne gravide, gli anziani? Com'è possibile sostenere che tra loro si annidano cospiratori, partigiani, nemici pericolosi dei tedeschi e dei fascisti?
Ed ancora:
Ci rivedremo ancora? Potrò abbracciarti, baciarti come nei giorni passati insieme? Qualunque cosa accada, Giulia, sii orgogliosa del nostro amore, della forza e del coraggio che ci ha dato e che ancora ci darà di vivere e capire questo Male supremo che abita le contrade d'Italia e d'Europa. Sia un tuo imperativo capire e ricordare. Non serve piangere e disperarsi, ma una sola promessa: che quanto è accaduto a noi non accada mai più a nessuno, sulla faccia della terra.
E' l'ultimo libro che ho letto nel mese di maggio e con questo libro ho chiuso il mio impegno assunto nell'ambito della campagna Il maggio dei libri. E' stato un lavoro faticoso quello che ho portato avanti per tutto il periodo di maggio: scrivere un post al giorno per tutta la durata della campagna mi ha impegnata un bel po'. Il lavoro, la casa, la famiglia... il tempo ne è sempre poco ma ho cercato di fare del mio meglio per portare il mio contributo alla diffusione della lettura nel tentativo di trasmettere il mio amore per i libri. Ne è valsa la pena, credo!
Ho chiuso il mese con una lettura impegnativa (seppur scritta in modo scorrevole e non faticoso da leggere) ed ora, magari, mi dedicherò a qualche cosa di più rilassante...
***
Ultima fermata Auschwitz. Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo
Frediano Sessi
Einaudi Ragazzi Storia
8.50 euro