Appena ho letto le prime righe di Quando volano le farfalle mi sono resa subito conto di essere incappata in
una grandissima fregatura, mascherata da “occasione” a meno di un euro.
La storia prende avvio con questa
frase:
C’era una volta, una bella e dolce
fanciulla, dai lunghi capelli d’orati, innamorata delle fiabe, dei principi che
popolavano tra le righe.
D’orati? Ma stiamo scherzando!!??
Non so perché ma ho subito capito che non era un errore di battuta ma qualche
cosa di molto peggio.
Sono sincera: sulle prime mi sono
innervosita, arrabbiata… poi ho continuato a leggere divertita per capire fino
a che punto si sarebbe arrivati… Bhè… non credo di esagerare nel dire che mia
figlia, che sta per concludere la terza elementare, è capace di scrivere meglio.
Anzi… sono sicura che se le mettessi in mano un testo così inizierebbe a
sottolineare gli errori in rosso come le hanno insegnato a fare a scuola, negli
esercizi di grammatica. Ma è possibile che si abbia l’ambizione di scrivere un
libro, metterlo pure in vendita su una piattaforma come Amazon e non avere
nessuno, proprio nessuno, che dia una letta a ciò che si è scritto per poter
apportare le correzioni del caso?

Non sto scherzando… di solito non
sono acida nelle recensioni ma questa volta credo proprio di essermi imbattuta
in una vera e propria presa in giro per ogni lettore che possa chiamarsi tale.
Non dico altro. Ho talmente tante cose in mente che rischierei di esagerare. Vi
lascio qualche chicca, giusto qualche esempio… ma se ne trovano tanti altri,
credetemi! E poi ditemi voi se sono io che sono acida o se il problema è
altrove.
Prima della dimostrazione pratica mi vien da dire che per
scrivere un libro se non altro bisogna conoscere le regole di base della
grammatica.
Bisogna sapere che si scrive “le arachidi” e non “gli
arachidi”… e non è un errore di battuta visto che è ripetuto più volte.
Bisogna sapere che non si scrive “quel pseudonimo” ma
“quello pseudonimo”.
Bisogna sapere che le frasi si reggono quando hanno un
soggetto e un predicato, almeno.
Ed ancora… le virgole non sono state inventate per essere
inserite a casaccio nelle frasi. Hanno una funzione ben precisa.
Ma veniamo al dunque:
Eccola, nessuno è mai stato più bella di così, sprigiona una
certa bellezza.
Si stacca osservandomi a lungo, tutto goduto per il
risultato ottenuto. (...tutto goduto??? Ma no, dai… e poi lo ripete anche in
un’altra frase… è proprio convinta che goduto sia un aggettivo e non un
verbo…)
So già dove mi porterà, o meglio dove ci, creeremo un
disastro ambientale di condizioni apocalittiche.
Dietro il bancone James, serve da bere a clienti fissi e a
quelli di passaggio, presenti per via della festa, che si concluderà in serata.
Al bancone invece Lucas, rosso, di rabbia e brillo. (...ma le virgole… non si mettono
mica a casaccio…. Suvvia!)
Mi volto verso Beth, per non sembrare troppo sognante,
cercando d’evitare ogni commento sarcastico che potrebbe propinarmi, ma i suoi
occhi sono fissi su di lui, come ho fatto a non accorgermi prima, quando lo
guarda il suo viso si illumina proprio come l’insegna del suo bar, James,ha una
cotta per James.
Da sotto il tavolo le stringo la mano, che per poco non la
stritola.
Ragazzi, ma gli si è bevuto il cervello? (Gli si è bevuto il
cervello!! No, dai… non ci credo!!!)
Giustamente deve tenere le parti per solidarietà a chi come
lei hanno lasciato qualcuno.
In questo momento è come se mi trovassi sdraiato al sole
sulla spiaggia in una calda giornata di sole su un’isola deserta. (...magari manca un po’ di sole.. perché non lo aggiungiamo un’altra volta?!!??!)
La madre di Alex è di una gentilezza, come sempre che fa
spavento, mi domando se è veramente così o è solo apparenza.
Sembra un fresco dipinto, di cui il pittore ritocca ogni
tanto. (che cosa????)
Quel di più di cui ho sempre avuto paura d’affrontare, ma
lei ha intrapreso il mio cammino senza darmi alcun preavviso, si è buttata come
un treno in corsa ad alta velocità. (...ragazzi… ma stiamo scherzando? Ma che vuol
dire???)
Resto in silenzio, senza ribattere sperando che Emma capta
tutto.
A stentoni (...a stentoni? Ma un vocabolario della lingua italiana a portata di mano no? Sarà un incrocio tra a stento e tentoni... ma non esiste mica!!!) mi infilo un pantaloncino e corro a piedi scalzi
in cerca di Beth.
E’ una donna e per quanto si dimostri dura, era fragile
proprio come un paio d’ali di farfalla. (tempo presente accordato con l'imperfetto... se ci aggiungiamo anche un futuro la frase risulta più ricca e d'effetto senza dubbio!!!)
Ha pettinato e sistemato i capelli, che sotto i raggi del
sole primaverili gli danno sfumature ramate, si è lasciato un lieve accenno di
barba, che a me piace tantissimo, non glielo mai detto, ma credo lo sappia. (...ora che ci penso anche io non GLIELO mai detto a mio marito che mi piace la barba lievemente accennata... mamma mia!)
La luna quella sera rifletteva sull’oceano era di un bianco
carta da zucchero, splendida, uno spettacolo di bioluminescenza segnavano
rivoli di file nell’acqua. (Ne vogliamo parlare? Per non parlare del bianco carta da zucchero che proprio non ho mai visto!!)
Mi domando ancora quale beneficio ne avrei ritratto.
Potrei continuare ma meglio che mi fermi qui... Credo di aver reso l'idea.
Mi permetto di aggiungere che probabilmente l’aggettivo “torvo” piace
molto all’autrice visto che lo usa con una frequenza impressionante come se non
esistesse nessun altro termine capace di esprimere lo stesso concetto. Così
come queste farfalle che svolazzano,
continuamente… Suvvia! Ok ok... abbiamo capito... quel tipo ti piace ma ora basta con queste farfalle...
La storia? Assurda.
Lei che è un avvocato in carriera e che
non crede nell’amore ma è una da “una botta è via” che si fa incastrare – per
vendetta nei confronti del padre (ma vendetta di cosa? Ma daiiii) – da un dongiovanni che le chiede di
sposarsi per interesse. Sottoscrivono un contratto (molto originale come idea,
no? …fritta e rifritta in mille salse) per un’eredità ma… i due si amano
davvero senza avere il coraggio di dirselo… fino a che… guardate, sono arrivata
alla fine con un gran mal di testa, con personaggi privi di qualsivoglia
spessore, con regole grammaticali bistrattate e probabilmente sconosciute
(altrimenti non si spiega!) e con un gran nervoso addosso. Ma come si può pubblicare una cosa del genere?
Al termine del calvario, tra i ringraziamenti, l'autrice dice che le critiche sono ben accette. Guarda, lo dico per il tuo bene.... lo dico per te: trova qualcuno che ti aiuti a correggere almeno gli errori grammaticali. Sulla trama non dico niente, ognuno ha i suoi gusti... ma i capelli d'orati no, dai!
A questo punto mi piacerebbe aprire un confronto con chi passa di qui: ma vi sembra possibile? Il fatto che vadano di moda gli e-book autorizza chiunque a mettere in giro questa roba? Io, da lettrice, l'ho trovato in vendita e l'ho comprato, seppur a poco, spinta dalla curiosità e da non so cos'altro. Ma dove arriveremo di questo passo? Sarà mica che faccio bene a diffidare dagli e-book?
Ps. Bellina la copertina, però!