Visualizzazione post con etichetta educazione siberiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta educazione siberiana. Mostra tutti i post

sabato 25 marzo 2023

Spy story love story (N. Lilin)

 

Lilin scrive bene. Non che avessi bisogno di conferme ma, di fatto, questo libro me lo ha confermato.

Scrive in modo fluido, tiene il lettore agganciato alle pagine e si capisce che si muove in un mondo che conosce. Un mondo, però, carico di violenza. Lo è stato in Educazione Siberiana e lo è in questo libro che non fa parte della trilogia Siberiana ma che, pure, di violenza è pregno.

Alësa è il protagonista di una storia di violenza fin da bambino. Già allora commise un omicidio e da quel momento la sua mano assassina non si è mai fermata. Un bambino a cui la vita non ha fatto sconti fin da piccino e che lo porta, da grande, a fare il killer di professione, a servizio di un uomo potente - un certo Rakov - dal quale, arrivato in età matura, vorrebbe definitivamente staccarsi.

Vorrebbe andare in pensione, questo è il concetto. Smetterla con la caccia, con la morte. Vorrebbe dire basta ad una vita che fino ad ora gli è calzata a pennello ma inizia ad andargli stretta.

Difficile pensare che un killer possa essere liquidato in modo semplice e indolore da un mandante come Rakov: in cambio della sua libertà gli viene chiesto un ultimo omicidio in Italia. A Milano. 

Un gioco da ragazzi, pensa Alësa che si troverà, però, a fare i conti con qualche cosa di diverso dal solito: questo ultimo omicidio gli impone di andare incontro a dei principi che, nel bene o nel male, ha sempre rispettato e lo pone nella condizione di dover rinunciare alla sua solitudine (quella che ha vissuto per scelta). 

Non sarà solo in quest'ultima missione, avrà accanto un uomo indicato dallo stesso Rakov. Ivan è il suo nome e tutto sembra - a prima vista - tranne che un killer capace di uccidere a sangue freddo.

Difficile per Alësa fidarsi, di lui come di nessun altro. Eppure dovrà in qualche modo scendere a compromessi per conquistare la sua libertà.

Storia dai ritmi incalzanti con qualche sorpresa. Storia violenta (se si ha a che fare con uno spietato killer non potrebbe essere altrimenti) che pone al centro la figura di un uomo che inizia a fare i conti con se stesso. La giustizia è del tutto lontana. Tanti, troppi morti. Nessuna conseguenza. Parliamo di bande rivali, è vero, ma non sempre. E l'ultima missione è del tutto anomala, capace di metterlo in crisi e imporlo a fare scelte ben precise. Scelte che in altre circostanze non si sarebbe mai trovato nella condizione di fare.

Nonostante gli argomenti trattati, scorre ed è ben scritto, un spaccato della società russa dopo la fine dell'URSS, osservata senza fare sconti. Consigliato a chi ama l'azione, non consigliato a chi non ama troppi scorrimenti di sangue.

***

Spy story love story
Nicolay Lilin
Einaudi editore
248 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle, audiolibro

giovedì 2 febbraio 2023

Educazione siberiana (N. Lilin)

Criminale e onesto: sono questi i due termini che vengono citati più spesso tra le pagine di Educazione siberiana di Nicolai Lilin.

Ho avuto modo di conoscere l'autore in occasione della presentazione di un suo libro più recente - Spy story Love story - ma solo a distanza di anni mi sono sentita pronta a leggere questo suo famoso libro.

 

E credo di aver fatto bene a leggerlo oggi, con una certa maturità... 

Nato in un ambiente criminale, tra gente che educa fin da bambini a mettere davanti a tutti le idee del resistere ad un certo tipo di politica, l'autore racconta la storia di una comunità che lo ha avuto come protagonista. Storia vera, dunque, anche se romanzata, quella che ha rappresentato un potente esordio letterario. Una storia che non è per tutti, devo ammetterlo, ma che rende bene l'idea di ciò che è stato e di cosa voglia dire ricevere un'educazione siberiana.

Ciò che ho incontrato con maggior frequenza è stata, per me, una contraddizione in termini: quella del criminale onesto. Essere criminali onesti voleva dire essere dalla parte del popolo, di chi continuamente subiva: un modo di opporsi con coraggio ad un sistema considerato corrotto. Criminale onesto... ancora mi risuona nella mente questa apparente contraddizione che cela, però, sotto ad un mantello di criminalità intesa come non rispetto dell'autorità imposta, tanti punti condivisibili... e questo mi ha sconvolta, lo ammetto. Mi sono trovata ad ammirare certi modi di fare, legati a forti principi che in altre comunità, onestamente, non sono semplici da trovare.

All'interno della comunità siberiana, da quanto ho appreso, le regole da rispettare sono molto ferree. C'è un vero e proprio codice comportamentale e niente accade per caso. I rapporti sono regolati da veri e propri rituali anche per gli scambi più semplici come possono essere dei messaggi orali. La violenza è all'ordine del giorno ma mai senza un motivo scatenante, mai per il gusto di essere violenti. Ciò che ricorre molto spesso è anche l'aspetto religioso così come molto affascinante è stato l'approfondimento relativo ai tatuaggi, al loro significato, al rituale della realizzazione, all'arte del tatuatore.

Il protagonista - Kolima, questo il suo soprannome che di fatto altri non è se non l'autore stesso - era parte di una comunità di criminali onesti che difendevano la stessa comunità dal male che arrivava dall'esterno. Questa è la realtà che ha vissuto sulla sua pelle e che ha raccontato in un libro scorrevole, scritto in modo chiaro ma anche con una certa freddezza secondo il mio punto di vista.

Ciò che viene raccontato è terribile - a partire dai bambini armati fin da piccoli, da vendette, pestaggi, regolamenti di conti, violenze di ogni tipo - ma viene reso con estrema naturalezza, segno di quanto ciò fosse la normalità per quel bambino di allora, educato in quel modo e con l'esempio degli adulti che erano cresciuti all'interno dalla comunità di cui erano diventati i pilastri. Uno di questi è il nonno di Kolima, vero e proprio idolo e guida del ragazzino ma anche elemento di riferimento all'interno della comunità.  

Non posso e non voglio scendere nei dettagli della trama, basti sapere che incontriamo un Kolima bambino agli inizi del romanzo e lo ritroviamo uomo alla fine in un viaggio che sconvolge e colpisce nel profondo. 

So che questo libro è diventato il primo di una trilogia e mi piacerebbe leggere anche il resto ma sento di aver bisogno di una pausa, di dover riprendere fiato dopo tanta violenza e dopo un rigore che mi fa rabbrividire al solo pensiero (e non mi riferisco alle temperature di quelle zone...).
***
Educazione siberiana
Nicolai Lilin
Einaudi editore
348 pagine
13.00 euro copertina flessibile, 6.99 Kindle, 18.00 euro copertina rigida