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venerdì 29 marzo 2024

Tutti i particolari in cronaca (A. Manzini)

 

 

I giornalisti nei libri mi incuriosiscono da sempre. Perché, da giornalista, sono mossa da una sana simpatia nei loro confronti ed anche dalla voglia di pensare di trovarmi coinvolta in prima persona nelle avventure narrate. 

Per questo l'ultimo personaggio nato dalla penna di Antonio Manzini è entrato subito nelle mie corde e non ho voluto essere troppo severa nei suoi confronti. Gli ho perdonato qualche ingenuità di troppo e l'ho fatto con piacere. 

Walter Andretti, questo il nome del protagonista, mi ha anche intenerita. Non è facile passare dalla cronaca sportiva alla nera. Lo so molto bene. La cronaca nera è molto particolare da seguire e quel suo essere spaesato davanti a situazioni per lui nuove mi ha intenerita.

Io so cosa vuol dire essere catapultato in un mondo che non ti appartiene e, soprattutto agli inizi, non capire bene le dinamiche di quel mondo.

So cosa vuol dire avere addosso la pressione della redazione che chiede notizie in anteprima per conquistare qualche copia in più in fatto di vendite. So quanto sia difficile avvicinare fonti in certi ambienti. Lo so, per questo ho guardato Walter con occhi comprensivi.

Nel suo primo caso di cronaca nera si trova ad avere a che fare con una morte che lo porterà ad indagare e ad entrare nelle pieghe di quel mistero più di quanto avrebbe voluto. Quando, poi, i cadaveri diventano tre la situazione si complica e le indagini che mette in campo per dare corso al suo compito di cronista iniziano ad andare ben oltre le indagini delle stesse forze dell'ordine. Nelle more delle sue indagini parallele Walter incontra Carlo Cappai, figura chiave nella storia, uomo tranquillo che serba, però, un grande segreto e che cova, da anni oramai, un'inquietudine che lo porterà ad irrompere in maniera piuttosto decisa in quelle indagini che da più parti si stanno portando avanti.

Quello messo su carta da Manzini è un giallo che invita a riflettere sui meccanismi della giustizia italiana e sul concetto di giustizia a più ampio raggio. Molto interessante la figura di Cappai, i conflitti che si porta dietro e l'avversione verso un modo di fare che è stato messo in campo da qualcuno a lui molto vicino. 

Un giallo che non mi è dispiaciuto affatto e che non ho voluto mettere a confronto con precedenti storie (e protagonisti) che Manzini ha messo sul piatto nel tempo. 

L'ho letto in pochi giorni. So di essere un po' di parte ma non mi è dispiaciuto affatto. Non eccessivamente cervellotico, l'ho anche consigliato a mia figlia che non si è mai avvicinata a questo genere e che secondo me, invece, potrebbe apprezzare.
***
Tutti i particolari in cronaca
Antonio Manzini
Mondadori editore
304 pagine
17.50 euro copertina flessibile, 10.99 Kindle

mercoledì 17 maggio 2023

Il respiro delle anime (G. Paoli)

  

Carlo Alberto Marchi mi sta simpatico. Perché è un giornalista, prima di tutto. E perché è un giornalista onesto, cosa non secondaria soprattutto in un ambiente che - lo dico per esperienza - spesso premia chi troppo onesto (o di parola) non è.

Mi è simpatico anche perché è curioso. Molto curioso. Una dote, quella della curiosità, fondamentale per ognuno, tanto più in un giornalista che dimostra, con la sua curiosità, di non volersi appiattire sul lavoro facile. 

Mi piace come Gigi Paoli pone il suo personaggio di punta con semplicità, senza ricercatezze letterarie o efferatezze dal punto di vista descrittivo ma anche in modo estremamente efficace.

Un giornalista, si diceva, che nella vita lavora e fa il papà. Fa il papà e lavora. Si rende conto perfettamente di aver perso una qualsivoglia dimensione sociale tra gli impegni di lavoro e quelli legati a sua figlia. E lo posso comprendere: avendo fatto la giornalista per tanto tempo so cosa vuol dire non avere orari, veder cambiare ogni parvenza di programma quotidiano all'improvviso, feste che saltano per un'urgenza di cronaca, ore ed ore passate a cercare qualche cosa che non arriva. Lo capisco, Marchi, eccome. Ed anche per questo mi è ancora più simpatico perché mi sono rivista parecchio in lui anche se, va detto, all'epoca non avevo una figlia a carico... non avevo proprio figli!

Detto ciò,  la storia narrata per una buona metà del libro sembra non portare da nessuna parte, quasi come se si avvitasse su sè stessa tanto da lasciar dubitare che possa esserci davvero qualche cosa di interessante da scrivere, dal punto di vista giornalistico intendo (e, di riflesso, dal punto di vista del lettore).

Poi piano piano qualche cosa si muove fino ad arrivare alla grande sorpresa finale che nobilita definitivamente tutto il resto.

Un incidente stradale che assume contorni piuttosto strani con il passare delle ore; molte morti per overdose nell'arco di poche ore; un suicidio bollato come tale piuttosto in fretta... qualche cosa non torna. Tutto troppo semplice. 

E se, invece, ci fosse un legame tra ciò che sta accadendo a Firenze? Se ci fosse qualche cosa di diverso da ciò che sembra? 

Mosso dalla sua innata curiosità e con una buona dose di humor e autoironia, Marchi arriverà ad avere delle informazioni molto preziose, forse troppo, tanto da diventare vera e propria materia che scotta nelle mani di un giornalista. Quando, però, il giornalista è una persona onesta può anche accadere che il buonsenso abbia la meglio sulla voglia di fare uno scoop e la necessità di salvaguardare determinati contatti imponga di seguire una strada meno sensazionalistica. 

L'esperienza dell'autore sul fronte della cronaca giudiziaria rende tutto molto credibile: i contatti di chi si occupa di giudiziaria, la necessità di salvaguardare le fonti, i tempi passati dietro a telefonate, auspicati appuntamenti, informazioni che non arrivano... tutto molto realistico e che mi ha fatto fare un tuffo nel passato.

Il caso è intricato ma ben strutturato senza quella violenza sulla quale, in libri di questo genere, spesso si calca la mano per impressionare maggiormente il lettore. 

Lettura godibilissima, voglia di leggere altre avventure di questo giornalista che mi auguro possa prendersi maggiore cura della sua personcina...
***
Il respiro delle anime
Gigi Paoli
Giunti editore
pag. 382
13.00 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited

domenica 30 ottobre 2022

La ragazza con le parole in tasca (A. Dalton)

Andrea ha lasciato qualche cosa in sospeso alla fine del primo anno di college (la più prestigiosa scuola di giornalismo al mondo) quando i corsi sono terminati e, felice per aver superato ogni esame, è tornata da suo padre. Un sospeso risponde al nome di Joker. 

In questo secondo volume della storia di Andrea Doyle l'autrice lascia maggiore spazio alle questioni di cuore di una giovane che sembra fare sempre la cosa sbagliata al momento giusto: il momento giusto per rovinare tutto. Quello che al primo anno è stato un avvicinamento cauto tra i due ragazzi, ora vorrebbe essere un ritrovamento più deciso ma... le cose si complicano con l'arrivo di un nuovo ragazzo al college che, senza rendersene conto, crea tensione tra i due.

Zen è il suo nome: un ragazzo di gran fascino ma, soprattutto, molto bravo e stimato da tutti gli insegnanti. Zen è molto simile a lei: condivide le sue stesse passioni, è tenace, preparatissimo ed ha un obiettivo ben preciso in mente. Come lei, vuole entrare a far parte del mondo del giornalismo ed ha le idee molto chiare: giornalismo impegnato, quello stesso che gli ha permesso, con un reportage, di vincere un prestigioso premio che gli ha permesso di entrare direttamente al secondo anno del college.

Quella che emerge, sopra tutto, è la forza dell'amicizia: quella che era nata nell'anno precedente senza che Andrea ci sperasse più di tanto si è consolidata al punto tale da diventare un punto fermo nell'esistenza di quella ragazza che di amici ne ha sempre avuti troppo pochi. Ora sa che può contare su amici che corrono quando necessario, tacciono quando necessario, ascoltano sempre e non risparmiano rimproveri quando serve. La forza di questo racconto sta proprio qui: nel dare ampio spazio all'amicizia anche quando tutto sembra perduto. 
Per Andrea arriva il momento di fare delle scelte importanti. Dolorose, anche. Ma necessarie. Commette degli errori, dettati dal suo orgoglio principalmente, ma saprà imparare da loro e dimostrare, in questo modo, maggiore maturità.
 
Marilyn, anche in questo secondo capitolo, è il personaggio di maggiore impatto, secondo il mio parere ed anche Zen, il nuovo arrivato, conquista un posto ben preciso nella storia ed anche al cospetto del lettore. 
 
E una menzione a parte la meritano i ragazzini dell'asilo in cui Andrea lavora come insegnante d'inglese: la loro storia fa riflettere e la loro esuberanza e spontaneità strappano qualche sorriso.
Promosso anche questo secondo volume. E sono ancora più curiosa di sapere come la storia vada a finire...
*** 
La ragazza con le parole in tasca
Anna Dalton
Garzanti editore
368 pagine
13.00 euro copertina flessibile, 17.00 euro copertina rigida, 9.99 Kindle

L'apprendista geniale (A. Dalton)

Andrea ha un sogno da realizzare: diventare una famosa giornalista. 

Sulle orme di sua madre, quella madre che l'ha lasciata da bambina ma che è sempre accanto a lei, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, grazie ad un biglietto che le scrisse anni prima: "Scrivere, scrivere, scrivere". Questa la raccomandazione che le fece quando, ancora bambina, Andrea le aveva chiesto di poter lavorare con lei, come giornalista. Ancora troppo piccola, aveva ben accolto la promessa della madre: cresci, studia, scrivi e poi potremo lavorare insieme.

Il destino, però, ha scritto una storia diversa per Andrea che ora, grazie ad una borsa di studio, sta per varcare la soglia di un prestigioso college che forma giornalisti ma accoglie solo i migliori. In una Venezia che coccola i suoi ospiti, Andrea sa di essere sola come, a dire il vero, è sempre stata anche quando - da bambina - la chiamavano secchiona e mangiava sempre sola in mensa. Non si aspetta niente di diverso qui, anni dopo. 

Eppure...  quando apre le porte della più prestigiosa scuola di giornalismo al mondo accanto all'impegno che le è richiesto inizia un nuovo capitolo della sua vita dove sarà l'amicizia di alcuni compagni che formano una squadra piuttosto bizzarra. 

Marilyn è il personaggio che ho amato di più in assoluto: sempre in nero, con orecchini, pearcing e borchie addosso, affronta la vita di petto anche se - lo si scoprirà piano piano - sotto quella scorza da duro si nasconde una ragazza dal cuore grande ed anche fragile... 

Uno (si chiama proprio così), il suo compagno di stanza, è un ragazzo che avrei tanto voluto avere anche io come amico: attento, sensibile, affettuoso, capace di ascoltare e di comprendere anche e soprattutto i silenzi. Alle belle signorine preferisce ragazzi muscolosi ed è un vero latin lover: ciò non gli impedisce di essere un amico caro.

Andre, con il suo respiratore per l'asma, è il terzo del gruppo: ama silenziosamente Marilyn ed ha tutte le carte in regola per completare il terzetto.

Poi c'è lui: Joker. Bello, con un ciuffo di capelli verdi che nasconde metà del suo viso, è il primo ad accogliere realmente Andrea e da quel momento in lei succede qualche cosa a cui non riesce a dare un nome preciso ma che, giorno dopo giorno, crescerà silenziosamente in lei. Joker è un ragazzo misterioso, ombroso, che trasmette una malinconia capace di toccare il cuore: nasconde un segreto che non è disposto a svelare proprio come lei, Andrea, non ha intenzione di parlare dalla morte di sua madre.

Come in ogni scuola che si rispetti, non mancano elementi di disturbo: Barbie, ricca e ambiziosa, vede subito in Andrea una rivale che ha conquistato il suo posto nel prestigioso college grazie ad un curriculum di tutto rispetto. Lab ella bionda sa che l'ultima arrivata è la sua vera antagonista, quella che le potrebbe soffiare da sotto il naso la possibilità, dopo il terzo anno, di lavorare in un prestigioso giornale. E si comporta di conseguenza, rendendole la vita difficile.

Finalmente ho avuto tra le mani un libro che parla di giovani e che può essere letto anche dai più giovani: l'autrice non scade mai nel banale soprattutto quando le situazioni potrebbero lasciarlo pensare. Penso a scene di sesso che non ci sono anche se si creano momenti nei quali se si fosse voluto calcare la mano lo si avrebbe potuto fare senza problemi.

Questo mi permette di aggiungere un punto in più ad una lettura piacevole, con personaggi ben delineati, dalle personalità ben definite e capaci di incarnare pregi (più pregi, devo dire) e difetti di giovani che sono alle prese con la loro prima vera esperienza di autonomia, al college.

Scrittura delicata quando serve, ironica quando serve con Marilyn superlativa! 

Leggerò anche il seguito (anche se devo ammettere che il titolo non mi è piaciuto affatto).
***
L'apprendista geniale
Anna Dalton
Garzanti editore
272 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle

mercoledì 1 aprile 2020

A mano disarmata (F. Angeli)


Con te c'è tutta l'Italia che rifiuta le mafie e il loro oltraggio, la loro violenza, la loro arroganza. Tutta l'Italia che vuole vivere libera nella dignità e non nella sottomissione.
E' in uno dei messaggi arrivati a Federica Angeli in un momento particolare della sua vita che ho voluto riassumere il senso del suo impegno di giornalista e di donna, contro la mafia.
Nel libro A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scora, la giornalista di Repubblica racconta il percorso che l'ha vista scontarsi con la realtà di Ostia quando ancora nessuno voleva dare un nome a quello che aveva attorno fino ad arrivare a nomi e cognomi ben precisi scritti su mandati di carcerazione, agli atti dei processi, tra l'elenco degli imputati.

Si tratta di un racconto ricco di date, nomi, circostanze, fatti di cronaca ma anche di delusioni, di paura, di sorrisi, di abbracci, di contrasti, di sconfitte e di vittorie che hanno segnato le varie tappe di un percorso che, nel momento in cui è stato stampato il libro, era ancora in corso e che, se non sbaglio, ancora oggi attende qualche sviluppo.

Federica Angeli racconta la sua storia, quella della sua famiglia ma racconta, prima di ogni altra cosa, la storia di un angolo di mondo in cui si è fatta fatica a dare un nome a quanto stava accadendo, si è fatta fatica ad ammettere che certi meccanismi non erano affatto casuali.
Racconta del suo lavoro, della sua tenacia nel voler arrivare fino alla fine in quegli ambienti mafiosi che, all'inizio del suo percorso, nessuno vuole riconoscere - sta proprio qui il punto - come tali. Racconta degli equilibri di una famgilia minacciati da vicino da una situazione che in alcuni momenti è anche sfuggita di mano. Ma racconta anche di tante persone delle quali ha scoperto solo a posteriori di non potersi fidare oltre che dei tanti che si sono stretti a lei fino a creare quel noi che con tanta forza emerge dal racconto.

Non conoscevo Federica.
Non sapevo nulla della sua storia fino a che mia madre non mi ha chiesto di acquistare il suo libro in cui si era imbattuta durante una trasmissione televisiva.
Lei lo ha letto in un batter d'occhio ed ora è finito nelle mie mani.

Tra le quasi 400 pagine del libro Federica Angeli mette nero su bianco il periodo della sua vita che più l'ha fatta soffrire. Un impegno, quello che si è sentita di portare avanti contro la mafia, che le ha cambiato l'esistenza più di quanto lei stessa avrebbe mai potuto immaginare.
Più volte è stata sul punto di crollare ma non ha mai mollato.
Mai. Nemmeno quando erano entrati in gioco meccanismi molto delicati a livello familiare.
Perchè se ha combattuto come ha combattuto, Federica lo ha fatto soprattutto per i suoi figli, per lasciare loro un futuro scevro da giochi di potere, da violenze di ogni tipo, da gente convinta di avere il mondo ai propri piedi.

Non scendo nei dettagli della trama: vorrebbe dire raccontare vicende ricche di nomi e di situazioni che vanno lette con ordine e con attenzione per poter tenere le fila di quanto accaduto.
Un pensiero, però, vorrei esprimerlo: Federica è senza dubbio una donna coraggiosa. Testarda, anche. E i fatti alla fine le hanno dato ragione (anche se il capitolo, da quel che mi risulta, non è definitivamente chiuso).
Con uno stile asciutto dovuto alla sua professione, racconta i fatti in modo coinvolgente trasmettendo appieno tutta la sua inquietudine ma anche la forza che l'ha mossa.
La sua è una testimonianza importante che è ottimamente rappresenta dal titolo del libro, che questa volta è azzeccatissimo.
Ha combattuto la mafia a mano disarmata. Lo ha fatto con la forza della sua penna, delle sue parole e con il suo coraggio. E non è stato per niente facile.
Una storia che merita di essere conosciuta, per guardare al futuro con la speranza che il mondo - grazie anche a persone come lei - possa davvero cambiare!
***
A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta
Federica Angeli
Baldini&Castoldi
373 pagine
17.00 euro copertina flessibile, 9.90 kindle