Non si può non amare Carlo. Non si può non soffrire con lui e per lui. Non si può non sorridere davanti alle sue piccole conquiste quotidiane.
Carlo è un uomo di trentantrè anni che trova conforto nei numeri. I numeri non lo tradiscono mai, gli fanno compagnia, lo aiutano a trovare la giusta concentrazione, lo distolgono da altri pensieri.
Carlo vive con i suoi genitori ed ha una
sorella minore che sta per sposarsi: lui non ama la gente, non ama la
confusione, il contatto fisico con gli altri. Non ama gli altri.
L’autore racconta la sua storia su due piani temporali: l’oggi,
che lo vede impegnato a trovare una nuova dimensione, scrollandosi di
dosso quel vestito da “vecchio Carlo” che troppo a lungo ha indossato, e
la sua infanzia. Un’infanzia dolorosa, fatta di silenzi, di violenza,
di incomprensioni, di verità mai svelate.
Il Carlo di oggi porta dentro una
sofferenza ereditata dal passato e che ancora allunga su di lui i suoi
tentacoli. Un passato fatto di solitudine, di bullismo a scuola ma anche
di silenzi, profondi e pesanti silenzi in casa,
con un padre troppo impegnato con il lavoro ed una madre che cerca di
barcamenarsi tra lavoro e figli… due genitori che non riescono a vedere,
che non si accorgono della profonda sofferenza di quel ragazzino così
taciturno che risponde al nome di Carlo.
L’autore è abile, abilissimo nel trasmettere emozioni. Ho
sofferto profondamente con Carlo ed ho visto davanti ai miei occhi i
tanti volti di ragazzini della sua età che quotidianamente (ce ne sono
tanti, purtroppo, di casi) subiscono violenza fisica e psicologica da
parte del bullo di turno. Ho sofferto con quella madre e quel padre nel
momento in cui si sono resi conto di essere stati sordi e ciechi davanti
a tanta sofferenza.
Uno strappo al cuore...
Ho sofferto con quella ragazzina, la
sorella di Carlo, che all’improvviso si è trovata ad essere quasi
trasparente agli occhi dei suoi genitori impegnati a recuperare il
terreno perso con quel ragazzino. Ho sofferto anche con i genitori di
quei bulli… sì, perché spesso sono situazioni incontrollabili, di cui
papà e mamma vengono a conoscenza per ultimi e si trovano a scusarsi per
gli errori del proprio figlio, della propria figlia.
Ho anche sorriso con Carlo quando inizia a
scoprire il mondo che lo circonda e cerca una nuova dimensione. Si
scopre uomo coraggioso, fragile ma coraggioso. Carlo non si arrende e
conquista il suo futuro pezzetto per pezzetto, con pazienza e con
tenacia. Prima di tutto, però, Carlo conquista il lettore e lo ripaga
della sofferenza che gli trasmette.
Non è solo, Carlo. E la sua storia – dolorosa, lo ripeto – è come una ferita che fa fatica a rimarginarsi, che lascia segni profondi ma che non impedisce a quel ragazzino, oggi diventato uomo, di arrivare alla felicità.
Gran bel libro. Avevo conosciuto, ed apprezzato, l’autore con “Le tartarughe tornano sempre” e Carlo - che ho avuto occasione di conoscere grazie alla collaborazione in essere con Thrillernod - è stata una positiva conferma.
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Carlo è uscito da solo
Enzo Gianmaria Napolillo
Feltrinelli
248 pagine
15.00 euro copertina flessibile 9.90 e-book