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martedì 7 gennaio 2020

Di niente e di nessuno (D. Levantino)

Ora che l'ho finito lo posso dire: bel libro!

Se mi avessero chiesto un giudizio a metà lettura probabilmente non sarei stata tanto entusiasta perchè ho trovato la narrazione di Levantino troppo di pancia. 
Ora, però, è proprio questa scrittura di pancia che mi permette di dire che la storia di Rosario arriva dritta al cuore del lettore. Al mio, almeno, è arrivata.
E' arrivata la storia di un ragazzino che si trova a crescere troppo in fretta lungo le strade di una Palermo che non fa sconti.
Un ragazzino che si trova a fare scelte più grandi di lui e a subire le regole di un ambiente in cui ha la meglio chi mena più forte le mani, non chi lo merita.

Rosario è un ragazzino alle prese con il primo amore ma anche con la prima esperienza con una grande passione che apprende di aver ereditato dal nonno: il calcio. O meglio, fare il portiere. Per lui è naturale volare da un palo all'altro per ancorare a terra un pallone e nemmeno lui si rende conto come fa ad arrivare a scalzare il primo portiere nella squadra di calcio del suo quartiere. 
Nel momento in cui si rende conto di avere un talento innato deve però fare i conti con la legge del più forte. Lui, l'ultimo arrivato, che minaccia il posto del capitano!
E' questa la prima grande prova che deve affrontare Rosario e ad essa seguiranno prove di altro genere ma tutte importanti ed anche capaci di cambiargli la vita, anche se sul momento non se ne rende conto.

Quella di Rosario è la storia di una famiglia che vive in un equilibrio precario per un sacco di motivi.
E' una storia di bullismo e di violenza di strada. Quella che fa crescere, nonostante tutto.
E' una storia d'amore, di passione, di promesse. Di scelte.
E' una storia di crescita. 

Rosario è un ragazzino che scopre sulla sua pelle di essere capace di fare scelte coraggiose, di avere quella forza che serve per camminare a testa alta in quel quartiere Brancaccio in cui è tanto difficile crescere. 
Io non sono mai stata a Palermo e non ne conosco da vicino le caratteristiche ma ciò che mi ha trasmesso la storia raccontata da Levantino è un senso di appartenenza, a quella terra, da parte di tutti i personaggi, più forte di quanto si possa pensare. Perchè il quartiere identifica le persone, nel bene e nel male, e tutti ne sono consapevoli.

In alcuni punti ho messo in discussione il passaggio disinvolto da un tempo verbale all'altro, da parte dell'autore, ma l'effetto che fa questa scelta narrativa - perchè tale la considero - è nell'insieme della situazione molto azzeccata.
***
Di niente e di nessuno
Dario Levantino
Fazi Editore
160 pagine
17.50 euro