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martedì 14 maggio 2024

Un luogo chiamato libertà (K. Follett)

Era da un po' che non leggevo Follett e la prima, primissima cosa che mi viene da dire in merito a questo libro è che non mi aspettavo di trovare passaggi piuttosto infuocati dal punto di vista erotico. Niente di esagerato, sia chiaro, ma proprio non mi aspettavo certe descrizioni che l'autore offre in un contesto in cui, comunque, stanno più che bene.

Inghilterra, XVIII secolo. Quando un improvviso ed inaspettato dissesto finanziario minaccia una potente famiglia di proprietari terrieri, pur di far fronte a questo momento di difficoltà i Jamisson sono disposti a
tutto.
Anche ad ingannare.
Anche ad uccidere, se necessario.

Si contendono il possesso e lo sfruttamento di diverse miniere scozzesi, unica via d'uscita dalla situazione incresciosa in cui si trovano. Sono gli uomini che decidono il da farsi, è impensabile che ci sia una donna a prendere decisioni, a fare scelte, ad alzare o abbattere muri. Eppure, sono le figure femminili, secondo il mio parere, le più forti.

Lo è la figura di Lizzie, giovane aristocratica che crede fermamente negli ideali della libertà, del rispetto, della dignità. 

Lo è la signora Jamisson, personaggio secondario nell'ambito dell'intero racconto ma con un ruolo determinante che emergerà solo negli ultimi capitoli ma che ne trasmette tutta la forza e la capacità di tirare le fila di situazioni apparentemente lasciate in mano agli uomini.

Lizzie entrerà a far parte della famiglia Jamisson ma alla base del suo matrimonio ci sarà l'inganno. Un inganno che si troverà a subire consapevolmente, viste le circostanze, ma che non le impedirà di lottare per l'affermazione di ciò in cui crede: la libertà. Libertà di amare, prima di tutto, ma anche libertà di scegliere, libertà di non subire le scelte altrui.

Il personaggio maschile forte, il protagonista - McAsh - è, invece, un minatore del quale credo di essermi un tantino innamorata, in senso letterario intendo. Non ci sta a fare la vita che altri hanno scelto per lui, non ci sta a subire, a vivere da schiavo, ad essere considerato proprietà altrui. Farà di tutto per rivendicare il suo diritto - e non solo suo - di vivere libero in un ambiente e in una società in cui appare prematuro parlare di questo... parlare di libertà! 

Il passaggio che mi è rimasto scolpito nella mente - giusto per rendere l'idea - è quello in cui gli aristocratici parlano dei minatori dicendo che "...non soffrono come noi, non sentono il dolore allo stesso modo in cui lo sentiamo noi". Frase pronunciata davanti alla morte di una ragazza a seguito di un crollo in una miniera e riferita a suo fratello. Una frase che rende perfettamente l'idea di come venissero considerate le vite dei minatori, all'epoca. Degli schiavi... Inimmaginabile per me. Ma comune all'epoca, quando uomini e donne venivano venduti alla stregua di animali e, spesso, trattati pure peggio.

Un'altra storia, questa, che mi ha ricordato quanto io sia fortunata ad essere nata nell'epoca in cui sono nata e nel posto in cui sono nata.

Follett traccia i contorni di un'epoca fatta di grandi cambiamenti, di nuove scoperte e di tanta voglia di liberà da più fronti: ho molto apprezzato i riferimenti storici e le descrizioni degli ambienti, precise e meticolose, così come la struttura complessiva del romanzo.

Finale che mi auguravo.
Lettura corposa ma scorrevole con tanti personaggi che richiedono, ognuno, la dovuta attenzione.
***
Un luogo chiamato libertà
Ken Follett
Mondadori Editore
pag. 464
Euro 7.75 copertina flessibile

lunedì 22 agosto 2011

Il martello dell'Eden (Ken Follett)

Ken Follett ha la capacità di tenermi attaccata con estrema curiosità alle storie che racconta. Ne ho avuto prova anche con la lettura de "Il martello dell'Eden".

L'edizione che ho avuto in prestito in biblioteca è del 1998 e le 466 pagine che mi sono trovata tra le mani non mi hanno messo affatto paura. L'ho preso in prestito senza nemmeno leggere la trama e senza avere alcun accenno alla storia: al bibliotecario ho chiesto di verificare se avesse a disposizione dei titoli di Ken Follett e mi ha dato questo. L'ho preso senza pormi problemi perchè, sulla scia di letture precedenti, ero certa che la lettura sarebbe stata scorrevole ed intrigante.

Così è stato. L'ho detto in altre occasioni e torno a ripeterlo: non sarà un capolavoro della letteratura ma Ken Follett ha la capacità di mettere in piedi storie che mixano una buona dose di azione, suspance ed avventura che stimolano la curiosità del lettore. Ovviamente di un lettore che ami il suo modo di scrivere e che apprezzi il genere altrimenti non il discorso cambia del tutto.

Non voglio svelare troppi dettagli in merito alla storia che va assaporata pagina dopo pagina. Il romanzo è ambientato nella Silver River Valley, una valle della California in cui vive una comune che si è sottratta al consumismo e alla modernità di un mondo che cammina inesorabilmente - questo è il pensiero dei suoi membri - verso la sua rovina. Dopo anni di vita tranquilla e serena - senza farsi mancare spinelli e meditazione - gli hippy che fanno parte della comune si trovano davanti ad una situazione che mette in pericolo quel luogo in cui hanno vissuto tanto a lungo: la costruzione di una delle centrali elettriche di nuova realizzazione interesserà proprio quella zona. Un pericolo imminente visto che hanno poco tempo per lasciare la loro dimora, prima che la loro esistenza venga inevitabilmente cancellata. La comune non vive in un terreno di sua proprietà ma in affitto. Mentre chi possiede una terra o una casa sarà rimborsato dallo Stato, chi non ha alcune bene in suo possesso si troverà senza niente di niente.

Un pericolo troppo grande per essere sottovalutato. Una minaccia troppo imminente per poter perdere tempo. Ecco che inizia la storia. Una storia fatta di minacce e di catastrofi annunciate e provocate. Una storia di violenza che non viene mai riconosciuta come tale perchè messa in atto per una buona causa.

Ho apprezzato il fatto che Follett abbia scelto un personaggio femminile - l'agente dell'Fbi Judy - come elemento portante della storia. Un ruolo di responsabilità e un personaggio chiave nello svolgimento del romanzo. E non è l'unico personaggio femminile di rilievo: ci sono altre due donne - Melanie e Star - che rappresentano delle figure importanti nelle more della storia. Una scelta, quella di dare rilievo e spessore a personaggi femminili, che non è nuova nei romanzi di Follett.

Accanto a lei un altro protagonista: Priest. E' la mente di tutto. E' un uomo la cui esistenza è stata cancellata dopo una fuga dal mondo che l'ha portato a vivere in pace e serenità nella comune di cui è diventato il leader. Personaggio molto carismatico, è un analfabeta che riesce comunque ad imporsi malgrado questa sua carenza. Un uomo dal triste passato - fin dall'infanzia, figlio di una prostituta - che ha segnato tutta la sua esistenza. Più volte Follett sottolinea il passato di quell'uomo che ha vissuto un'infanzia travagliata e lascia ben intendere che l'equilibrio psicologico di quel bambino - diventato poi un ragazzo sempre alle prese con cattive compagnie e cattive azioni, ora uomo - ne ha subito le conseguenze che lo portano a commettere gesti sconsiderati. Un pazzo idealista che è pronto a tutto pur di impedire che la centrale elettrica cancelli quell'angolo di paradiso in cui per tanto tempo ha vissuto come un'ombra.

Le personalità dei personaggi principali vengono tracciate a tratti ben decisi.
* Melanie - in apprensione per suo figlio Dusty - una dolcissima e bellissima creatura capace di perdere il controllo fino a perdere quell'aspetto di delicata solarità e diventare una pazza criminale.
* Star, che ha vissuto per 25 anni accanto a Priest senza riuscire a conoscerlo veramente.
* Judy: un'agente che sa il fatto suo, una donna sola che dedica tutta se stessa al suo lavoro ma che soffre per la mancanza di un uomo. Una donna caparbia ed intelligente che avrà un ruolo chiave nella vicenda.
* Priest: una personalità dalle tante sfaccettature. Un uomo di gran fascino, capace di tenere sotto controllo tutti coloro con cui ha a che fare, un uomo senza scrupoli e senza paura di mettere in gioco la vita, sua e di chi gli è accanto, per difendere un ideale. Arriverà a minacciare di provocare un terremoto per poter ottenere il blocco della realizzazione delle centrali elettriche. E la sua non è una minaccia senza fondamento. Un pazzo non un idiota. Tutt'altro. E lo dimostrerà in più occasioni.
* Michael: è il personaggio che meno mi ha convinta fin dall'inizio. Un professionista squattrinato che aiuterà l'Fbi nelle indagini attorno a quello che si è definito "il martello dell'Eden": questo il nome che il gruppo, facente capo a Priest, si è dato. Un uomo in apparenza rude e distaccato... ma solo in apparenza.

Ho trovato alcuni passaggi un po' scontati - come la scontatissima storia d'amore che nasce nel corso delle indagini che, secondo il mio parere, non era affatto necessaria - ed anche qualche eccesso di fantasia ma in un romanzo di questo genere ci può stare.
Un romanzo letto in pochi giorni nonostante il formato fosse un po' scomodo da portare sotto l'ombrellone. A me il genere piace e mi sono trovata più volte a leggere una riga dopo l'altra con l'appetito di chi vuole sapere a tutti i costi come va a finire. E non è così con tutti i libri che mi capitano tra le mani.

Fino ad ora Follett non mi ha mai deluso e appena ne avrò occasione cercherò qualche altro suo libro. Intanto questa lettura la consiglio a chi ama il genere, a chi non si fa mettere paura da un libro di quasi 450 pagine e da chi non cerca un genere eccessivamente impegnato amando l'avventura.
Se poi il genere non piace, meglio lasciar stare. Ognuno ha i suoi gusti!
***
Il martello dell'Eden
Ken Follett
Mondadori editrice
9.50 euro - 466 pagine

venerdì 11 marzo 2011

Mondo senza fine (Ken Follett) - Venerdì del libro

Dopo aver scritto a lungo su libri per bambini questa settimana mi concedo una pausa partecipando all'iniziativa di HomaMadeMamma - Venerdì del libro - con un libro "da grandi".
Si tratta di "Mondo senza fine" di Ken Follett. Un libro avuto in prestito da una coppia di amici e che ha stazionato in casa mia per mesi. Ci ho messo davvero tanto a lggerlo ma non mi aspettavo nulla di diverso già dal momento in cui l'ho avuto tra le mani. Un libro che a prima vista mi ha impressionata, tanto era maestoso. Più di 1200 pagine! Ci ho messo molto non perchè la lettura non fosse scorrevole o interessante quanto per la mia cronica mancanza di tempo e l'impossibilità di portare con me il libro, vista la sua mole, per ammazzare il tempo durante le attese che il mio lavoro spesso comporta. Così ho dovuto riservargli i ritagli di tempo. Ma per un libro così i ritagli di tempo non bastano.

Si tratta di un romanzo che segue al precedente - I pilastri della terra - del quale ogni tanto riporta qualche riferimento. Credo, comunque, che anche chi non avesse letto I pilastri della terra potrebbe apprezzare questo romanzo visto che la storia (malgrado alcuni riferimenti precisi al precedente) si regge da se.

Questa volta siamo nel 1327 (due secoli dopo "I pilastri della terra": quattro bambini vivono un'esperienza che si porteranno dietro a lungo. Qualcuno in modo più intenso qualche altro come un lontano ricordo. Una vicenda che comunque si trova alla base di una storia che si snoda negli anni, fino a ritrovare questi quattro bambini più che qurantenni, ognuno alle prese con la loro vita. Crescendo, i quattro bambini saranno protagonisti di vicende che ne segneranno la rispettiva esistenza: consoceranno l'amore, l'odio, la sete di vendetta, la paura, la morte.... Tutti e quattro, anche se le loro strade seguiranno percorsi diversi, si troveranno più volte a vedere intrecciate le loro esistenze, in modo più o meno pacifico ma sempre intenso.

Come nel precedente romanzo, sullo sfondo dell'intero romanzo ci sono i rapporti tra la nobiltà e la chiesa, si rimarca il ruolo dei costruttori, si presenta un'epoca fatta di violenze, di ingiustizie, di sudditanza ma anche di orgoglio e tanta buona volontà. I segreti, i misteri, gli intrighi dell'epoca sono elementi di base di un romanzo che cattura l'attenzione del lettore e che lo tiene incollato alle pagine fino alla fine.

Forse il finale è una piccola delusione, un po' troppo scontato. La lettura è comunque gradevole e devo dire che lo stile di Ken Follet non mi ha delusa. Ancora una volta ho notato la dovizia di particolari con cui rende vive le sue descrizioni, la chiarezza con cui spiega alcuni meccanismi dell'epoca, la capacità di dipingere con tratti decisi situazioni e circostanze che sembrano materializzarsi davanti agli occhi del lettore.

I personaggi sono capaci di alimentare sentimenti contrastanti. Ancora una volta è una donna la figura chiave del romanzo. Come nel precedente era stata la figura di Aliena quella su cui maggiormente si sono soffermate le mie attenzioni, questa volta è la figura di Caris a prendere il suo posto.
Una bambina dal carattere forte e deciso, diventerà una donna capace di sfidare la Chiesa ed assumere un ruolo di riferimento all'interno della comunità in cui vive. La sua storia personale passerà per passioni represse, sacrificio, spirito di servizio ed arriverà ad una svolta importante che non le toglierà quel ruolo di riferimento che ha sempre avuto.

Altra figura femminile che lascia il segno è quella di Gwenda. Tutte e due le ragazzine facevano parte del gruppetto dei quattro bambini di cui parlavo sopra. A lei spetta una sorte più severa: una vita fatta di stenti, di duro lavoro, di sacrifici e di ingiustizie la metterà a dura prova. Una donna forte anche nella malasorte, che fa di tutto per ottenere ciò che vuole e che riesce a reagire anche alle ingiustizie più profonde.

Merthin è il costruttore. Anche per lui - come nel suo predecessori Tom del romanzo precedente - grandi sono le ambizioni così come grande è la sua conoscenza del mestiere che lo porterà ad avere un ruolo di rispetto nella comunità da cui prima si allontana per poi tornare ad essere parte integrante. E' il depositario di un importante segreto...

Ralph... è uno di quei personaggi che fa venire la voglia di avere un coltello in mano per piantarglielo nella schiena. Un violento, pronto a tutto pur di avere ciò che vuole... ma a differenza di Guenda lui si trova in una posizione di vantaggio che farà pesare più volte sui suoi sottomessi.
Oltre a questi quattro personaggi Follet introduce molti altri personaggi secondari ai quali vengono assegnati ruoli comunque importanti, anche se non di rilievo.

Ovviamente la Chiesa avrà i suo rappresentanti più o meno degni del loro ruolo. Si parlerà di guerre ma sarà la peste la nemica principale di tutti i personaggi. Il popolo verrà decimato dalla peste e nemmeno i ricchi saranno risparmiati.
Per come è stato strutturato il racconto mi sarei aspettata un finale meno scontato ma comunque mi sento di promuovere questo romanza. Trovo che non sia adatto a chi non amasse il genere e soprattutto a chi ama le storie che terminano in fretta e non richiedono molto impegno. L'impegno richiesto da una lettura di questo tipo non è tanto per i contenuti quanto per la mole di pagine da leggere.
***
Mondo senza fine
Ken Follett
Edizione Mondolibri SpA

giovedì 28 ottobre 2010

I pilastri della terra (Ken Follett)

Mi ha coinvolta, emozionata, tenuta incollata a quelle righe scritte sottili sottili con caratteri piccini che si rincorrevano l'un l'altro, stampati su pagine altrettanto sottili, quasi impalpabili. I pilastri della terra di Ken Follett è uno di quei libri che non si dimenticano non solo per la storia in se ma per una serie di elementi, in perfetto equilibrio tra loro, che lo rendono un vero capolavoro nel suo genere. Gran bel libro.

L'avevo cercato in biblioteca ma la sua mole - 1033 pagine nell'edizione Best Sellers di Oscar Mondadori - mi aveva sempre trattenuta per la paura di non riuscire a leggerlo entro il mese del prestito. Poi, a casa di amici, i miei occhi si sono posati su una libreria ricca di libri di Ken Follett tra cui questo. L'ho chiesto in prestito e sono proprio contenta di averlo fatto. Non voglio svelare la trama perché è davvero troppo bello per togliere il gusto della lettura con delle anticipazioni. Ma ne vorrei parlare tracciando i caratteri dei personaggi - tanti - che danno vita ad una storia fatta di intrighi, amori, ambizioni, denaro, orgoglio, violenza, mistero...

La notte del 25 novembre 1120 la White Ship partì per l'Inghilterra e naufragò al largo di Barfleur causando la morte di tutti coloro che erano a bordo, tranne uno.Il vascello rappresentava l'ultima novità in fatto di trasporti marittimi, ed era dotato di tutte le attrezzature conosciute alla cantieristica del tempo.La notorietà del naufragio è dovuta al numero elevatissimo di personaggi illustri imbarcati sulla nave: oltre al figlio ed erede del re c'erano due bastardi reali, numerosi conti, nobili e gran parte del seguito del sovrano; la conseguenza storica fu che Enrico rimase privo di erede, e il risultato conclusivo fu la successione contestata e il periodo di anarchia che seguì la morte di Enrico.
(A.L. Poole, From Domesday Book to Magna Carta).

Da questo fatto storico si capisce bene quale sia la collocazione della storia.

La storia ha inizio con l'impiccagione di un uomo (era il 1123) e la comparsa della figura di una donna che verrà scambiata per una strega. Si tratta di Ellen. E' una delle figure femminili protagoniste di una storia che si svolge nel medioevo e che del medioevo riporta i tratti essenziali. Le abitudini, le credenze, le gerarchie, le paure, le condanne. Sarà proprio una condanna, una condanna a morte, che strapperà ad Ellen il suo uomo, il padre di suo figlio Jack.

Jack. Un ragazzino strano. Un personaggio secondario nella prima parte del libro ma il grande protagonista della seconda parte della storia. Un ragazzino che diventerà un uomo capace di cambiare le sorti di molti con il suo modo di fare, con la sua abilità, con la sua storia.

Tom il costruttore. E' il primo personaggio con cui ho preso familiarità nel leggere questo imponente libro. E' un uomo in difficoltà, ridotto alla fame assieme alla sua famiglia (una moglie incinta e due bambini) che coltiva un sogno: costruire una cattedrale. La più maestosa cattedrale del regno. Un sogno che cercherà di realizzare in ogni attimo della sua vita e che ne segnerò la vita in modo indelebile. Tom ha una storia da raccontare. O meglio, ha una storia da nascondere. La storia di un figlio partorito da una donna morta dopo il parto. Abbandonato. Cresciuto in un monastero. La storia di un bambino amato da tutti che diventerà un giovane frate. Una storia che si porterà dietro fino alla fine senza mai rivelare nulla, seppur con estrema sofferenza.

Aliena è la figura femminile che ho amato più di tutte le altre. Figlia di un conte, ragazzina con la puzza sotto il naso, dopo aver rifiutato il suo promesso sposo a pochi giorni dalla cerimonia si troverà ad affrontare una serie di vicissitudini che la metteranno a dura prova. Dimostrerà di essere una donna di carattere, capace di rialzarsi dalla polvere anche quando tutti gli altri sarebbero tentati di restarvi stesi per sempre. Una giovane capace di badare a se stessa e a suo fratello affrontando sempre, a testa alta, le difficoltà. Una giovane che vivrà una storia d'amore non facile. Un amore appena incontrato e subito perduto in nome di un matrimonio d'interesse. Un amore che non l'abbandonerà mai e per raggiungere il quale sarà disposta a tutto. Un bel personaggio, una figura forte e combattiva, una figura positiva e decisiva in più momenti. L'autore assegna ad alcune figure femminili, Aliena tra tutte, un ruolo molto importante nelle more del racconto ed ho apprezzato questa sua scelta narrativa, in netta controtendenza con il ruolo che le donne avevano all'epoca. I caratteri di questo personaggio sono tracciati con toni decisi e trasmette forza, Aliena.

William è colui che ho odiato con tutta me stessa. Ho provato quell'avversione che si può avvertire quando ci si trova davanti un personaggio spocchioso, ambizioso, violento, detestabile sotto diversi punti di vista. Un "cattivo" che sembra riuscire sempre a scamparla, senza mai pagare per le sue innumerevoli colpe. Un giovane ferito da una promessa sposa che lo abbandona a pochi giorni dall'altare e che vorrà perseguitare fino a che non sarà saziata la sua fame di vendetta. Una fame che è sempre crescente, una fame che sembra davvero insaziabile, un capitolo dopo l'altro.

Padre Philip è la figura chiave del romanzo. Colui attorno al quale si snodano una serie di episodi legati alla sua vita, alla sua storia, al suo presente ed al suo futuro. Ha visto morire i suoi genitori, il piccolo Philip, uccisi davanti agli occhi suoi e di suo fratello e da quel momento entrambi sono vissuti in convento. E' una figura positiva, un frate che crede davvero nel sevizio verso gli altri, nella devozione a Dio. Una figura religiosa ben diversa da molte altre che compariranno nella storia e che rendono l'idea di una chiesa corrotta, assetata di potere, cieca davanti alla sofferenza altrui pur di arrivare alla vetta.

Questi i personaggi principali le cui storie si intrecciano in un racconto storico in cui mi sono immersa, letteralmente immersa, con la voglia di saltare anche qualche riga per poter arrivare prima alla fine e sapere come la storia sarebbe andata avanti. Una storia in cui non manca la violenza, quella violenza che all'epoca vedeva i più piccoli e più poveri come vittime indifese di conti e cavalieri destinati a vincere sempre e comunque (o quasi...). Una storia che rispecchia le abitudini del tempo, con donne sottomesse agli uomini e scambiate spesso per mero oggetto di soddisfazione carnale. Spesso violentate nelle incursioni dei cavalieri sembrano alla balìa della forza di coloro che mettevano loro gli occhi addosso. E non solo. Senza che nessuno potesse punirli, come avvenuto più volte con William.

Ho molto apprezzato la dovizia di particolari dal punto di vista tecnico: si parla della costruzione di una cattedrale, della cattedrale sognata e desiderata da Tom, e l'autore si sofferma più e più volte in descrizioni meticolose di tecniche di costruzione, dettagli architettonici che sembrano materializzarsi davanti agli occhi. Così come ho apprezzato l'intera struttura del libro. Suddiviso in grossi capitoli e strutturato per raccontare un lungo periodo storico, con personaggi che vengono visti nascere e diventano uomini, che vengono descritti come bambini e diventano giovanotti pronti alle armi.

Una lettura impegnativa, non certo di quelle da leggere con superficialità perché si rischierebbe di perdere passaggi importanti. Si parla di re e regine, di eredi effettivi ed eredi mancati, di guerre tra aspiranti sovrani e se ci si perde per strada si rischia di non afferrare dettagli importanti. Molti i personaggi citati, ognuno descritto in modo approfondito, tanto da renderlo una pedina importante dell'intera scacchiera.

L'autore dimostra una perfetta padronanza della terminologia dell'epoca, si dimostra molto competente in fatto di vicende storiche senza mai lasciare nulla al caso e senza risparmiare particolari. Una storia appassionante sotto più punti di vista. Una storia d'amore appassionante. Una storia di potere, di rivalità, di controversie e di lotte appassionante. Una storia carica anche di mistero, di suggestioni. Un romanzo capace di emozionare. E credo che in un libro questo non sia un dettaglio di poco conto.

Mi è dispiaciuto averlo finito... Avrei tanto voluto che durasse per altre mille pagine. E' un romanzo che consiglio senza riserve anche a chi non è appassionato del genere storico: io rientro appieno in questa categoria visto che non ho mai amato la storia ma, credetemi, questo romanzo ha la capacità di rapire anche i più diffidenti.
***
I pilastri della terra
Ken Follett
Best Sellers - Oscar Mondadori
8.40 euro