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lunedì 11 marzo 2024

Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone (L. Garlando)

  

Ecco uno di quei libri che, secondo il mio parere, andrebbero letti da tutti. E con tutti intendo proprio tutti: grandi e piccoli, lettori accaniti e non. Perché è con le parole più semplici che si riesce a far arrivare anche il messaggio più difficile e delicato. Perché chi riesce a farsi comprendere da un bambino ha la capacità di farsi capire da chiunque. 

Luigi Garlando riesce a fare proprio questo: parla di un argomento delicato, di una storia importante con parole semplici e intense. Non banali. Assolutamente. Semplici e dirette, quello sì.

La voce narrante è quella di un uomo, un padre, che si rivolge a suo figlio per trasmettergli un messaggio importante. Gli parla della mafia, dell'omertà, del coraggio. Lo fa raccontandogli la storia di colui al quale suo figlio Giovanni deve il nome: Giovanni Falcone. Il racconto non arriva per caso ma arriva in un momento particolare della vita del ragazzino. Ci sono alcune situazioni a scuola che rendono necessario un confronto di questo tipo. Un confronto delicato ma molto, molto intenso.

Parte così il racconto di un padre che percorre tutte le tappe che hanno caratterizzato la vita e l'impegno di Giovanni Falcone. Il piccolo Giovanni ascolta, è curioso, fa domande e sulle prime non riesce a capire perchè suo padre gli stia raccontando una storia del genere. Poi, però, capisce. E, con lui, anche il lettore capisce bene il perché sia arrivato il momento giusto e come l'insegnamento arrivato dalla vita di Giovanni Falcone sia così importante anche per un ragazzino di dieci anni.

Il dialogo tra padre e figlio caratterizza tutto il libro e, come ogni dialogo che avviene in modo efficace tra un adulto ed un ragazzino di quell'età, vengono usate parole semplici, paragoni, esempi per rendere al meglio tutto ciò che nella realtà è stato molto più difficile e violento.

Ho molto apprezzato questo libro e credo che ne comprerò diverse copie per farne dono a qualche mio nipotino e ne suggerirò la lettura anche ai miei figli. Perchè se è vero che sono più grandi di Giovanni, non lo sono di molto e devono conoscere certe dinamiche così come determinate situazioni. 

Arriva anche una sorpresa sul finale che, onestamente, non mi sarei mai aspettata. Sorpresa che assegna un valore aggiunto alla lettura e alla scelta dell'autore di raccontare in quel modo una storia così.

Si tratta di una lettura consigliata dagli otto anni ma non ci si deve far spaventare dal target di lettori a cui il libro è indirizzato: non si è mai troppo grandi per leggere storie così. 

Libro che consiglio caldamente. A tutti, senza limiti di età.
***
Per questo mi chiamo Giovanni. Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone
Luigi Garlando
Rizzoli editore
160 pag.
11,40 euro, Kindle unlimited

sabato 22 aprile 2023

Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo (R. Saviano)

 

Un romanzo che non è un romanzo. Purtroppo.

Un romanzo che è una storia vera seppur romanzata soprattutto per ciò che concerne gli aspetti più personali, intimi dei protagonisti. Una storia che conoscevo solo dalle notizie che, nel tempo, mi sono arrivate dalla televisione ma che stavolta ho vissuto in modo intenso e doloroso.

Prima ti infangano,
poi ti isolano,
poi ti ammazzano.

Nell'ultima di copertina è riassunta la storia non di un suolo uomo - che pure è il protagonista del libro, ma di tanti uomini sotto il fuoco nemico della mafia.

Il pensiero che, al netto di alcune aggiunte dovute a necessità narrative, tutto ciò che viene racconto sia realmente accaduto mi ha travolta. Perché spesso quando si sente una notizia la si ascolta con superficialità e nemmeno si ha voglia di approfondire. Quando, però, si ha occasione di farlo, però, non si può assolutamente rimanere indifferenti.

Saviano racconta episodi noti alla cronaca ma offre ai lettori il lato umano delle vicende. Erano uomini con le loro passioni, le loro debolezze, le loro paure quelli che hanno lottato contro la mafia e che, purtroppo, nella maggior parte dei casi hanno perso. Hanno perso la vita.

Famiglie, amori, emozioni, timori, aspirazioni... tutto finito in un attimo. Lo è stato per Falcone ma anche per molti altri.
Sapeva di essere una mina vagante, Giovanni. E non mancava nemmeno di dire apertamente di avere le ore contate. Era consapevole della delicatezza del suo ruolo tanto più alla luce di ciò che gli stava accadendo attorno. Scomodo, troppo scomodo per tanti quel magistrato. E tanti glielo hanno fatto capire in modo diretto, nel corso del tempo, senza troppa diplomazia. 

Nel raccontare la sua storia Roberto Faviano racconta tante altre storie, come quella di Totò Riina che assiste allo sterminio della sua famiglia e diventa, piano piano, il Totò Riina che ci è stato consegnato dalla cronaca nel corso del tempo.

I fatti di cronaca li conosciamo e non intendo dilungarmi su questo.

Due paole, però, le spendo per dare conto a Saviano di aver offerto al lettore un aspetto, quello dell'uomo Giovanni Falcone, che non può lasciare indifferenti. Era un uomo fondamentalmente solo, Giovanni. E lo sapeva perfettamente. Solo non perché non avesse persone accanto, no. Aveva una donna - Francesca - e degli amici cari (uno su tutti Paolo Borsellino) ma era solo con il suo destino. Quello di un uomo attaccato da tutte le parti, infamato e poi isolato... Sapeva bene che sarebbe stato ucciso prima o poi e mi hanno molto colpita le parole, più volte ripetute, che lui stesso diceva: "... non si mettono al mondo ofrani".

Ho comprato questo libro a mia madre che ama i fatti di cronaca ed ha letto tutto di Saviano, o quasi. Poi, come sempre, lo ha consigliato a me e stavolta era arrivato il momento di lasciar stare storie di mero intrattenimento o di pura fantasia. 

E' un libro che non dimenticherò. Avevo venti anni all'epoca e probabilmente quanto accaduto mi ha toccata solo marginalmente. Oggi non è più così. Ho sofferto tra queste pagine e sono profondamente arrabbiata. Una rabbia silenziosa, la mia, che credo mi resterà a lungo addosso.

Una precisazione sullo stile: il romanzo, dopo una prima parentesi riguardante il Riina del 1943, va dagli inizi degli anni Ottanta fino al giorno della morte di Falcone, nel maggio del 1992. La narrazione è ricca, ricchissima di riferimenti a fatti e persone che hanno caratterizzato quell'epoca e - pur essendo un libro tutt'altro che leggero per via dei temi trattati - lo si legge in modo scorrevole. 

Io ammetto di essere andata più volte alla ricerca di approfondimenti su quanto stavo leggendo ma sarebbe bastato pazientare un po' ed arrivare alla parte finale. A storia conclusa si apre una ricca biografia che non è un'asettica elencazione dei documenti da cui Saviano ha tratto le informazioni che poi ha rielaborato ma offre ulteriori approfondimenti su quei fatti che sono stati messi insieme per dare corpo alla storia.

Ringrazio mia madre per avermi offerto l'occasione di crescere. Sì, perché mi sento una persona diversa a storia terminata. Più consapevole, se non altro di ciò che in passato ho trattato con un certo distacco. 

Nessuno può dire "...sono cose che non mi riguardano". Nessuno. Perché non è proprio così!
***
Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo
Roberto Saviano
Bompiani editore
pag. 581
24.00 euro copertina flessible, 14.99 Kindle (e vale ogni singolo euro speso!)