domenica 31 ottobre 2021

Il barone rampante (I. Calvino)

Ho letto Il barone rampante in un'edizione che mi è piaciuta molto. Si tratta di un'edizione per studenti delle scuole medie, piena zeppa di note, commenti e spiegazioni utilissime non solo per comprendere qualche termine un po' desueto ma anche per approfondire i vari capitoli.

Cosimo è il protagonista del libro che Italo Calvino ha scritto tra il 1956 e il 1957, all'età di 33 anni.


 Onestamente credo che non sia un libro identificabile in un preciso genere. 

Lo possiamo definire libro d'avventura visto che il protagonista, Cosimo, che decide di andare a vivere sugli alberi senza più mettere piede a terra, di avventure ne vive parecchie.  

Lo possiamo definire fantasy, visto che la fantasia non manca: come si può immaginare, senza una buona dose di fantasia, un ragazzino che vive sugli alberi fino a diventare vecchio? 

Lo possiamo definire romanzo di formazione seppur prendendo con le pinze questo genere, in questo caso: il ragazzino cresce tra gli alberi, matura, fa tesoro di molti insegnamenti che gli arrivano da coloro con i quali, comunque, non taglia mai definitivamente i ponti.

Io credo che ognuno possa catturare l'aspetto che più preferisce e, comunque va detto che si tratta di un libro che è stato proposto ai lettori in diverse edizioni. Una particolare cura è stata messa in campo, da parte dello stesso autore, per mettere a punto un'edizione per ragazzi (era il 1959) e ancora oggi e ne sono in circolazione edizioni diverse. Quella che ho trovato in biblioteca è un'edizione per ragazzi ma avrò modo di confrontarla a breve con la versione integrale (che dovrebbe arrivarmi a giorni). 

La storia, in breve: Cosimo, figlio primogenito del Barone Arminio Piovasco di Rondò, decide di andare a vivere sugli alberi e lo fa come risposta da un obbligo familiare al quale non si sente di obbedire. Una ribellione che per la famiglia sulle prime rappresenta un grande sgarbo ma che, poi, potrebbe tranquillamente rientrare con un perdono e non ci pensiamo più. Così non è per Cosimo. Ha preso una decisione e non ha nessuna intenzione di cambiare idea.

La voce narrante è quella del fratello minore di lui, Biagio, che cerca anche di aiutare suo fratello dopo aver capito che la via della persuasione non è percorribile. 

Cosimo resterà fermo nella sua posizione o si ravvederà? Certo è che quel ragazzino insegna a prendere il coraggio a quattro mani e a fare, con convinzione, delle scelte anche forti quando necessarie a cambiare ciò che si ritiene ingiusto. E questo avrà delle conseguenze per lui oltre che per la sua famiglia!

Libro molto piacevole da leggere prendendolo per quello che è: una storia datata, legata ai dettami dell'epoca in cui è ambientato il racconto - tutto ha inizio il 15 giugno del 1767 - che, con un pizzico di fantasia, mi ha incuriosita fino ad arrivare al finale che... niente spoiler, è meglio!

Ps. tanti i personaggi minori che interagiscono con lui. Quello che mi è piaciuto più di tutti è il Brigante Gian de Brughi, temuto da tutti e ricercatissimo, su di lui pende una taglia a tanti zeri ma mostrerà una faccia di sè sconosciuta a tutti: ama i libri da morire... letteralmente.
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Il barone rampante
Italo Calvino
Garzanti (edizione per la scuola media)
232 pagine

sabato 30 ottobre 2021

La vegetariana (H. Kang)

Ne sono sempre più convinta: tra me e gli autori orientali non c'è feeling. Ci ho provato diverse volte ma ho sempre fatto tanta fatica.

In questo caso, il libro La vegetariana di Han Kang non è stato difficile da leggere (piuttosto scorrevole e dai concetti estremamente chiari) ma non riesco ancora a decifrare quello che mi ha lasciato.

In 177 pagine sono concentrate la disperazione di una donna che decide di non mangiare più carne animale, la reazione della sua famiglia davanti al suo lento deperimento ma anche una cultura che faccio fatica a comprendere. 

Il libro è diviso in tre parti. 

Nella prima la protagonista assoluta è lei, Yeong-hye ma lo è anche il suo matrimonio, il suo rapporto con suo marito. Emergono i tratti di una donna considerata ordinaria nell'ambito di un matrimonio ordinario. Una donna silenziosa, rispettosa del suo uomo, che non fa mai niente al di fuori dalle righe, che non ha una vita che non sia quella domestica. Nel momento in cui decide di scegliere si scatenano reazioni molto dure da parte di chi le sta accanto. Nessuno, però, si è mai curato più di tanto di lei, nessuno l'ha mai ascoltata, nessuno l'ha mai considerata una persona prima che una moglie servile. Alla voce del marito che ammette candidamente di aver sposato una donna che non ha mai amato e di averla scelta proprio perché persona anonima, remissiva e docile, che non avrebbe mai dato problemi si alterna la voce di quella donna che sente la necessità di privarsi di alimenti di origine animale non per uno scopo di purificazione quanto come reazione a qualche cosa di violento che le è scoppiato nell'anima e si è manifestato sotto forma di sogno. Ecco, dunque, che racconta episodi di quando era bambina, che altro non sono se non pura violenza imposta da una cultura che, lo ripeto, non riesco a comprendere. Una violenza che in quel momento non le è sembrata tale ma che riaffiora alla sua mente in tutta la sua gravità.

In questa prima parte la donna, che è spinta da una grande forza di volontà capace di andare oltre il suo aspetto fragile, manifesta chiari segni di anoressia nervosa e chi le sta attorno cerca, in modo violento, di costringerla a tornare sui suoi passi. 

Nella seconda parte l'attenzione si sposta su suo cognato e lei si trova a subire delle scelte che non tengono conto del fatto che si trova in una situazione delicata, in un equilibrio mentale precario, incapace più che mai di fare delle scelte consapevoli.

Nella terza parte la donna, abbandonata da tutti, ha solo sua sorella accanto. Una sorella che la vede lottare fino alla fine delle sue forze per non alimentarsi e non essere alimentata. Quella che è sempre stata considerata un'anoressia nervosa diventa sempre più legata a doppio filo con una forma di schizofrenia che si manifesta in maniera estrema con il desiderio di tornare alla terra, convinta com'è di essere un albero.

Resta uno squarcio nel petto del lettore davanti ad una storia fatta di scelte drastiche, è vero, ma anche di silenzi, di sottomissione, di negazione di una qualsivoglia personalità che ad una donna non è concessa.

Resta sospeso l'interrogativo: ma quanto fa paura la morte? Sarà poi così male?
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La vegetariana
Hang Chang
Adelphi editore
177 pagine
10.00 euro copertina flessibile, 4.99 euro Kindle

venerdì 29 ottobre 2021

La ragazza di Roma Nord (F. Moccia)

Simone ed Alice si conoscono su un treno e si piacciono all'istante ma si salutano senza lasciarsi nessun recapito, senza sapere nemmeno come si chiamano. Lei è la Ragazza di Roma Nord. Lui è un giovani innamorato della sua fidanzata Sara e che, proprio durante un viaggio che lo porta verso di lei, lascia andare quella ragazza con la quale si è sentito così in sintonia durante il viaggio. Lui ama Sara e non c'è spazio per nessun'altra. 

Il destino, però, ogni tanto spariglia le carte: riuscirà Simone a ritrovare quella ragazza?

Il libro, lo ammetto, mi è sembrato adatto a lettori adolescenti o, comunque, a chi volesse avere tra le mani una storia moderna - tanti i termini legati alle nuove tecnologia, ai modo di parlare di oggi - scenografica ma dove non ho trovato molto di più. Avrei preferito conoscere meglio la personalità dei personaggi, almeno.

Non che mi aspettassi molto di più, sono sincera... L'ho letto perchè utile per una challenge di lettura a cui sto partecipando altrimenti credo proprio che sarebbe rimasto ad aspettarmi in eterno.

Ho letto in giro che per la realizzazione di questo libro l'autore ha effettuato una specie di esperimento di coworking selezionando racconti, poesie, pensieri che poi sono stati ospitati tra le pagine del libro.
Io onestamente mi sono chiesta quale sia stata l'effettiva utilità di quei racconti se non quella di allungare un po' la trama... non me ne vogliano gli autori che ho trovato, comunque, molto bravi.
 
Durante la ricerca, o meglio l'attesa di Simone - che peraltro diventa famoso grazie ai media moderni per cui un tema affrontato è anche quello della potenza della rete - incontra persona che gli consegnano i loro scritti ma questo, onestamente, non mi è sembrato che aggiungesse molto alla storia che, anzi, in alcuni passaggio ho trovato un po' lenta e portata per le lunghe.
 
Se lo consiglio? Se si cerca una storia che somiglia ad una favola moderna senza troppe pretese, se si è disposti a chiudere un occhio o due, se non si mira ad una storia indimenticabile, sì.
Altrimenti meglio lasciar stare.
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La ragazza di Roma Nord
Federico Moccia
SEM editore
350 pagine
18.00 euro copertina flessibile - 8.99 Kindle

mercoledì 27 ottobre 2021

Aldilà (A. Morstabilini)

L'esigenza è quella di trovare un luogo adatto, isolandosi dal resto del mondo, per scrivere un racconto dell'orrore. Quando la scelta cade su una casa piuttosto sinistra già nell'aspetto, in luogo isolato e silenzioso, il protagonista - voce narrante - sente di aver trovato il posto giusto. 

 

Qualche cosa lo ha attirato fin da subito anche se non riesce a ben capire di cosa si tratti. 

Prende le mosse dalla necessità di trovare il giusto ambiente in cui dare spazio alla propria fantasia una storia che vedrà il progatonista alle prese con qualche cosa di inaspettato in un luogo che già, da solo, potrebbe essere il protagonista del suo racconto.

Tra personaggi molto singolari, sedute spiritiche, spazi misteriosi ed ai quali l'accesso è interdetto, la curiosità dello scrittore lo porterà ad indagare dimenticandosi quasi il motivo per cui si è recato in quel posto. Il suo racconto riuscirà a prendere vita su quei fogli che si è procurato o sarà la casa la vera protatonista di una storia dell'orrore, con i suoi segreti e i suoi misteri? Cosa hanno da nascondere quei personaggi con i quali lo scrittore entra in contatto? E cos'è che realmente fa paura, tra quelle mura? Il ricordo di ciò che è stato o di ciò che non è stato? La presenza di qualcuno che non se mai andato o l'assenza di chi, di fatto, non c'è stato mai?

L'autore vive in prima persona un'avventura che lo porta lungo strade diverse da quella che aveva intenzione di imboccare all'inizio.

Senza voler nulla togliere al gusto della lettura mi limito ad alcune osservazioni.

La lettura mi è risultata un tantino rallentata dall'uso delle tante virgole e dei tanti incisi. Una scelta stilistica dell'autore rispetto alla quale non indendo sollevare alcuna critica ma che, per come sono abituata io a leggere velocemente, in diverse parti (soprattutto all'inizio) mi ha rallentata.

La trama non mi ha convinta del tutto: di case infestate se ne incontrano tante ma di paura vera, quella che dovrebbe essere collegata ad una storia di fantasmi, ne ho vissuta poca. 

Ciò che ho apprezzato maggiormente sono le descrizioni dei luoghi e l'atmosfera. Poco si conosce della personalità dell'autore ma i luoghi, dal sapore gotico e misterioso, vengono resi alla perfezione con una Pianura Padana resa in modo originale.
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Aldilà
Andrea Morstabilini
Il Saggiatore editore
299 pagine
20.00 euro copertina rigida, 9.99 Kindle

martedì 26 ottobre 2021

Quello che chiamiamo amore (L. Minutilli)

 Quante volte si fanno delle scelte per il bene altrui? 

Quante volte si è convinti di essere nel giusto, nella vita di coppia, senza nemmeno chiedersi se davvero sia così?
E quante volte lo si fa tenendo davvero conto di ciò che è bene per l'altro e non di ciò che pensiamo che lo sia? Quando manca il dialogo, il confronto quello vero, genuino, cosa può accadere anche ad un amore che dura da una vita?

Lo sa bene Ettore che, da sempre, ama Elisa. Da bambini, da ragazzini. Si sono scelti, si sono riconosciuti, si sono amati, si sono persi e ritrovati. Tutto ha avuto inizio con lei, con Elisa. E tutto arriva a chiedere il conto, prima o poi.

Nel libro Quello che chiamiamo amore l'autrice propone la storia di una coppia che è tale da sempre e nella quale sembra tutto talmente bello da non essere vero. Eh sì, perché chi può dire di conoscere davvero la persona che ha accanto? La si vede davvero o si vede ciò che si vuole vedere? 

Ettore nella sua vita ha sempre cercato di fare scelte che facessero stare bene la sua compagna di vita chiudendo anche gli occhi, di tanto in tanto, davanti ad alcuni segnali stridenti, ad alcuni campanelli d'allarme che ha fatto finta di non sentire. Quando, però, il suo grande amore lo lascia, senza un apparente perché, Ettore si interroga su cosa possa essere accaduto ed è come se ognuno di noi passasse in rassegna il proprio rapporto con la persona amata.

Ettore ha saputo davvero ascoltare la sua donna quando le parlava? Scegliere cosa fosse meglio per lei è stato davvero giusto ed appagante per entrambi? Eppure è un buon compagno di vita, un gran lavoratore... Nel momento dell'addio si rende davvero conto delle esigenze di quella ragazza, prima, di quella donna poi? Fare la moglie e la madre erano davvero le sue maggiori aspirazioni, come Ettore era convinto che fosse?

Il racconto, lo ammetto, mi è sembrato un po' scontato, il racconto di una vita di coppia qualunque ma il coup de théâtre è arrivato sul finale e ha riabilitato tutto il racconto. Non mi aspettavo un epilogo come quello proposto.

Comunque ben scritto, il racconto di una vita che potrebbe essere quella di chiunque abbia un certo modo di intendere il rapporto di coppia. Sorpresa sul finale, però!
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Quello che chiamiamo amore
Loreta Minutilli
La nave di Teseo
256 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

domenica 24 ottobre 2021

Il segreto di Rembrand (A. Connor)

Rembrandt non era la persona che oggi crediamo. Nel Settecento e nell'Ottocento è stato poco considerato: il suo lavoro era ritenuto troppo cupo e lugubre, e gli venivano preferiti altri pittori (...). Eppure, con il passare degli anni, ci siamo innamorati di Rembrandt van Rijn, abbiamo fatto nostra la sua oscurità.

 
Un personaggio misterioso, oscuro, una figura del mondo dell'arte a cui sono legati dei misteri.
 
Rembrandt è il protagonista, seppur indiretto, di questo romanzo che somma eventi storici ad alta tensione. La storia si snoda negli ambienti artistici che vanno da Londra ad Amsterdam, passando per New York. "Piazze" importanti per le opere d'arte ma che rischiano di crollare miseramente qualora venissero portate le prove di un segreto che potrebbe davvero scompigliare le carte e provocare una crisi profonda del sistema. 

Marshall Seigler è il personaggio che, in questo contesto, si trova immischiato in faccende che fino a quel momento gli erano state del tutto indifferenti. Quando suo padre Owen viene assassinato nella sua galleria di Londra, suo figlio inizia ad indagare e si rende conto che probabilmente quel brutale assassinio è legato ad un segreto che suo padre conosceva, legato alla figura di Rembrandt.

Un segreto che può costare la vita, dunque: lo sanno bene le altre vittime di quella mano misteriosa che sembra mettere in scena omicidi che replicano delle opere del grande artista. Una mente diabolica, un grande conoscitore dell'arte ma anche - di questo Marshall si rende ben presto conto - una persona nota alle sue vittime che in tutti i casi lo hanno lasciato entrare senza opporre resistenza alcuna in quei luoghi che poi sono stati teatro della loro morte violenta.
 
Il segreto è legato alla figura della sua amante, Geertje Dircx, le cui lettere aprono il libro, scritte nel 1651 nella Casa di correzione di Gouda dove è stata segregata per volere del suo amato Rembrandt.

Sarà lei a svelare un segreto grande, troppo grande per poter essere portato alla luce senza conseguenze tangibili, pur se a distanza di tanti anni.

Marshall si rende conto fin da subito che la sua vita è in pericolo e inizia una vera e propria caccia senza esclusione di colpi. Un uomo che si sente braccato, Marshall, ma che prende il coraggio tra le mani ed è deciso a vendicare suo padre.
Ben presto scoprirà che niente è come sembra, che i segreti sono pericolosi anche e soprattutto quando non sono più tali. Dovrà fare delle scelte importanti delle quali, fino a qualche tempo prima, non avrebbe voluto sapere nulla. Ora è in ballo... e intende ballare, costi quel che costi.

Mi sono trovata tra le mani un thriller ad alta tensione che riserva delle sorprese. Tante le informazioni sulla vita dell'artista, tante le persone che entrano i gioco tanto da rendere necessario prendere qualche appunto per non perdere il filo.
Si tratta di un libro scritto fitto fitto e le sue 415 pagine mi sono sembrate molte di più sia per contenuti che per velocità di letture.
Un aspetto che mi è sembrato poco curato, sul quale si è posta poco l'attenzione è quello delle indagini da parte delle forze dell'ordine: passa tutto in secondo piano, non è un romanzo in cui i protagonisti sono commissari o magistrati ma i riflettori sono tutti puntati su Marshall che fa tutto da solo (o quasi) perché sa che coinvolgere le forze dell'ordine vorrebbe dire accelerare il declino senza cavare un ragno dal buco.
 
Ho preso questo libro in uno scambio e mi ha atteso un po' sul comodino: non mi è dispiaciuto affatto leggerlo, mi ha fatto piacere approfondire aspetti della vita di Rembrandt che non conoscevo.
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Il segreto di Rembrandt
Alex Connor
Oscar Mondadori editore
415 pagine (copertina flessibile)
13.00 euro copertina flessibile, 19.50 copertina rigida, 9.99 Kindl

sabato 23 ottobre 2021

Volevo solo sfiorare il cielo (S. Ciompi)

Due vite sbeccate, piene di cicatrici, due anime ferite che cercano di scappare (ognuno a modo suo) da ciò la sorte ha riservato loro.

Due diciottenni che si scontrano, si incontrano, si riconoscono e si sentono, l'uno con l'altra, un po' meno persi.

Sono Lorenzo e Clelia, i protagonisti della storia raccontata da Silvia Ciompi nel libro Volevo solo sfiorare il cielo. La loro è più di una storia d'amore giovanile: è LA storia d'amore, quella che segna nel profondo e che mette radici così forti da aiutare entrambi a superare la tempesta più violenta.

Questo è ciò che pensa Clelia nel momento in cui inizia a fidarsi di Lorenzo, ad uscire da quella corazza che si è cucita addosso dopo la morte di sua madre, dopo che il mondo le si è sgretolato tra le mani.

Lorenzo sa, invece, che tra loro non potrà mai essere niente più di un amore estivo perché è consapevole di non poter restare accanto a lei. Il suo non è egoismo, non è voglia del divertimento di un momento ma è un amore tanto profondo da voler preservare lei da una sofferenza ancora maggiore. Sa che andrà a finire così eppure si innamora di Clelia e, insieme, quella estate, diventano come il risultato della sapiente arte del kinftugi: feriti, spezzati ma ricomposti in modo tale da risplendere della felicità che li ha aiutati, seppur in parte, a ricomporre i loro pezzi.

Troppo bello per essere vero, però. E non faccio spoiler nel dire questo perché fin dalle prime righe l'autrice fa capire di cosa parliamo: di un amore che arriva all'improvviso e con vigore ma che, così come ha travolto la protagonista che è la prima voce narrante, allo stesso modo lascia un vuoto profondo quando se ne va.

Inizia così la storia di Clelia e Marco, con un amore che si sa già che lascerà il vuoto, strappandoti il sole e lasciandoti inerme, in balia delle onde altissime. 

I due giovani si rendono ben presto conto di portarsi dietro ognuno un fardello molto pesante. Riusciranno a condividerne il peso? Sarà un peso condivisibile?

Dico subito che il romanzo è pieno di frasi ad effetto, di quelle sdolcinate che viene voglia di appuntare su un quadernino o di segnalare con un post it colorato. Ma questo non stona nel complesso di una storia che è molto toccante, commovente, ricca di personaggi che hanno ognuno caratteristiche ben delineate e che ognuno, a suo modo, è importante ai fini dell'evolversi delle varie situazioni.

Allo stesso modo ho pensato che il continuo riferimento a dei pezzi musicali alla fine annoiasse un po': non è stato così. La musica che aleggia tra una pagina e l'altra non solo fa da colonna sonora agli eventi ma li completa, li integra, li colora. Ed ammetto di aver avuto più volte la voglia di andare a cercare l'uno o l'altro pezzo per farmi accompagnare nella lettura. Interessante anche l'idea di inserire, nelle prime pagine, l'elenco delle canzoni citate.

Poste tali precisazioni devo dire che la storia mi ha tenuta attaccata alle pagine. Non amo in particolar modo libri d'amore ma qui ho trovato molto di più. Ho travato il racconto di due vite che si sono scambiate un carico di dolore molto pesante e che trasmette al lettore emozioni continue. Mi sono anche commossa in alcuni passaggi ed ho amato il ruolo che è stato assegnato ai nonni. Sono figure fondamentali seppur non del tutto presenti. Eppure, la loro assenza pesa come un macigno e lascia segni profondi nell'anima di ognuno, in un modo o nell'altro.

Mi sono anche piaciute le descrizioni degli ambienti, molto efficaci sia per quanto riguarda l'ambiente in cui vive Clelia che per il quartiere di Roma - reso alla perfezione - in cui vive Lorenzo.

E che dire di Hamed? Simpaticissimo, un po' sfigato ma un amico vero, con quel suo incedere toscano che sembra stonare con l'immagine di lui che se ne ha dalle descrizioni fornite ma che lo rende indimenticabile. 

Devo ammettere che questa storia è stata una positiva sorpresa per me e che la consiglio caldamente a chi vuole vivere emozioni difficili da scrollarsi di dosso a lettura finita.  

***
Volevo solo sfiorare il cielo
Silvia Ciompi
Sperling & Kupfer
414 pagine
17.90 copertina rigida, 9.99 Kindle