lunedì 26 ottobre 2020

Il morso della vipera (A. Basso)

E' bella. Molto bella. E la sua bellezza, la sua avvenenza, sono le chiavi che aprono ogni porta. 

Lei è Anita. Anita Bo. E' bella e ne è perfettamente consapevole così come lo sono tutti coloro che le stanno attorno a partire dai suoi genitori che hanno sempre chiuso un occhio sulla sua carriera scolastica disastrosa perchè l'essere bella sarebbe bastato! Le basta sbattere le ciglia e fare un sorriso per ottenere ciò che altri non riuscirebbero ad ottenere mai. Pasticcini gratis compresi! Le hanno sempre detto che la bellezza le sarebbe bastata nella vita.

E lei ci ha creduto. Ci crede. Se lo dicono tutti, sarà così! E non ha bisogno di altro.

Di motivi per stare serena, Anita, ne ha più di uno. Le ha messo gli occhi addosso un ragazzo facoltoso, bello come un dio greco e pronto a sposarla. Le ha promesso una vita serena tra le mura domestiche a sfornare figli e dolcetti in cucina, in una grande e tranquilla casa di campagna. Lo ha promesso e lei sa che è una promessa che può mantenere.

Ma proprio nel momento in cui le sarebbe bastato dire sì senza troppo sforzo Anita sente uscire dalla sua bocca parole che non avrebbe mai immaginato di pronunciare. "Eh no! Io voglio lavorare!". Lavorare? Lei... che anche nella tabaccheria di suo padre cerca sempre di dare una mano per il minimo sindacale... Lei che un lavoro non ci ha mai pensato proprio a cercarlo. Lei che ora si ritrova a chiedere sei mesi di tempo per mettersi alla prova e dimostrare di sapersi arrangiare. 

Ecco, dunque, che si ritrova a fare la dattilografa per una piccola casa editrice che traduce gialli americani e pubblica racconti che lei ha il compito di dattilografare. Una lettera dopo l'altra, con pazienza e costanza... perchè un fulmine con la macchina da scrivere non lo è mica!!

Inizia così ad avere confidenza con storie misteriose, con omicidi, assassini, commissari più o meno esperti che fino a quel momento le erano del tutto indifferenti ma che ora entrano, con una certa irruenza, nella sua vita soprattutto dal momento in cui si trova davanti ad un vero e proprio caso, legato ad una persona in carne ed ossa, sulla cui storia la bella Anita si troverà ad indagare in un contesto molto particolare e in un modo altrettanto particolare, con un "complice" anch'egli particolare.

Siamo nel 1935, il fascismo è agli apici della sua affermazione e le camicie nere si trovano dietro ogni angolo per controllare che tutto proceda come il regime vuole che sia. E la sua indagine non rientra certo nei canoni del fascismo. Anzi, è una pericolosa iniziativa quella che Anita prende infilandosi in una situazione pericolosa. Molto pericolosa. 

Alice Basso torna con una storia in cui l'ironia non manca, con un personaggio femminile che si mette in discussione e che si trova a ribaltare le sue convinzioni in merito al concetto di "sicurezza" e di "famiglia". Anita è una donna che si mette in gioco, alla quale gli stereotipi dell'epoca vanno stretti così come vanno strette le imposizioni del regime. 

Mi ci voleva una storia così: leggera ma non troppo, scritta con quel pizzico d'ironia che alleggerisce anche le storie più tragiche e, allo stesso tempo, che propone tematiche delicate come la morte di una ragazza ed il mistero che vi gravita attorno, la disperazione di un madre, le restrizioni del regime, la voglia di vita di una giovane dell'epoca...

La parte che mi è piaciuta più di tutte in assoluto è il dialogo tra Anita e la sua amica del cuore, la bruttina ma intelligente. Lei bella ma oca, la sua amica bruttina ma brava e gran lavoratrice: sarà proprio la sua amica a mettere in discussione l'assunto secondo cui essere bella debba essere per forza una fortuna, soprattutto nei rapporti interpersonali. Bel passaggio, molto... Che fa riflettere anche le donne dei nostri tempi, non solo quelle del '35.

Altro bel colpo, Alice. Dopo Vani, un altro gran bel colpo con Anita!
***
Il morso della vipera
Alice Basso
Garzanti
302 pagine
16.90 copertina flessibile, 9.99 kindle

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