mercoledì 30 aprile 2014

Libri... variazioni sul tema: segnalibri#1

Andando alla ricerca di un'attività da proporre ai bimbi per ammazzare il tempo in un pomeriggio piovoso in cui si è costretti a casa anche grazie alla brava influenza che ha colpito il piccoletto, abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia per creare segnalibri con i bastoncini di legno dei gelati. Dei cremini, per la precisione. Erano giorni che cercavamo qualche idea carina da realizzare, possibilmente, senza dover spendere troppo in materiali (anche perchè, con il piccoletto ammalato, la possibilità di andare in giro a fare compere era pressoch pari a zero).

Abbiamo sbirciato un po' nella rete e ci sono piaciute tantissime idee: abbiamo visto dei segnalibri deliziosi, perfetti, senza un minimo difetto e davvero graziosi, coloratissimi, realizzati con tanti materiali diversi, da far venir voglia di collezionarli tutti. Ci siamo guardati intorno per vedere cosa avevamo a disposizione e ci siamo ricordati di una manciata di bastoncini dei gelati, quelli piatti di legno che avevamo tenuto da parte per la nonna intenzionata a realizzare non so quali dolcetti che ne richiedevano l'uso. Li abbiamo lavati per benino e li abbiamo dipinti usando le classiche tempere che, in casa, non mancano mai. Il tempo necessario per far asciugare il tutto ci ha permesso di frugare in cassetti e cassettini per andare alla ricerca di qualche accessorio o di qualche materiale che potesse fare al caso nostro per la decorazione.

A dire il vero abbiamo trovato parecchie cosine ma non tutte erano proporzionate ai nostri segnalibri.


Abbiamo selezionato:
  • strass che avevamo tolto da un cerchietto per capelli della principessa di casa, spezzato in due accidentalmente;
  • una confezione di pasta da modellare che ci avrebbe permesso di sbizzarrirci con le forme;
  • alcune decorazioni di mollette per capelli oramai rotte ed inutilizzabili;
  • alcune perle e perline giunte da collanine rotte o inutilizzate.
Onestamente avrei voluto anche usare dei ritagli di stoffa colorata che ho ricavato da un pigiamino della principessa di casa diventato troppo piccolo ed anche del pannolenci colorato che mi è rimasto dai gufetti fatti nel periodo natalizio. Inoltre, da mia nonna so di avere da qualche parte (ma dovrei cercare) dei bottoni particolari, sottili cordoncini colorati, fettucce colorate o nastrini inutilizzati residuo di lavori fatti in passato e lasciati da parte. Dovrei avere anche dei ritagli di pelle colorata, dorata e glitterata ma non qui in casa, a portata di mano.
Dovendo ovviare al problema senza pensarci troppo abbiamo ripiegato su quel poco che avevamo rinviando il resto a quando riusciremo a procuraci delle stecche abbassalingua che ci piacciono tanto, più dei bastoncini dei gelati.

Mentre i bastoncini erano ad asciugare e selezionate le decorazioni, abbiamo anche provveduto a realizzare delle piccole formine con la pasta da modellare. Abbiamo fatto seccare anche quelle per poi dipingerle, decorare i bastoncini per renderli più allegri, e non a tinta unita, per poi applicare le decorazioni con la colla a caldo.

Il risultato? 
Eccolo qui... Perfetti non lo sono ma sono il frutto di un pomeriggio di creatività con i miei cuccioli e, soprattutto, sono stati realizzati con tanta attenzione e concentrazioni da parte dei due piccoli artisti di casa.
Ora di segnalibri ne abbiamo parecchi, che si sommano anche a quelli mostruosi che avevamo realizzato qualche tempo fa. I libri in casa non mancano per cui li utilizzeremo senza problemi ma abbiamo anche deciso di regalarli ai nostri amici, ai nonni, agli zii... accompagnati, però, da un buon libro all'interno del quale usarli. Attenderemo l'occasione giusta... o semplicemente il momento in cui saremo adeguatamente ispirati per un dono "da leggere" e resteremo a vedere l'effetto che fa... 

La "segnalibro mania" ci ha proprio presi per cui credo che andremo avanti con la creatività su questo fronte: alla fine saremo pieni di segnalibri ma abbiamo anche tanti amici, grandi e piccini... e potremo fare tanti regalini ;-) 

http://www.libri-stefania.blogspot.it/2014/04/il-mio-contributo-per-il-maggio-dei.html

martedì 29 aprile 2014

I custodi della biblioteca (G. Cooper)

Ma no, dai... non è possibile che non abbia ancora recensito I custodi della biblioteca, terzo volume della trilogia di Gleen Cooper iniziata con La biblioteca dei morti!
Non può essere... eppure... facendo una ricerca all'interno del blog mi sono resa conto di non averlo ancora recensito. 
Come mai ho pensato a questa cosa? 
Ieri ho scaricato (gratuitamente visto che era a costo zero) un nuovo racconto inedito di Cooper (Il tempo della verità) che ha sempre per protagonista Will Piper e il pensiero è andato alla trilogia. Stavo cercando di riportare alla mente a che punto avessi lasciato Will e in quale epoca fossimo rimasti - visto che si è parlato, nei due libri precedenti, di epoche diverse e si è andati avanti e indietro nella storia e mi sono resa conto di ricordare la trama solo a grandi linee... Segno che, rispetto ai primi due, mi è rimasto meno impresso... D'altronde con le trilogie il rischio di una discesa di livello - più o meno marcata a seconda dei casi - non è poi così strana... 
Ma veniamo al punto. Al libro.

Dunque dunque... chi ha letto i primi due dovrebbe ricordare di cosa stiamo parlando: in soldoni, esiste una biblioteca in cui sono conservati volumi nei quali sono scritti nomi e date. Sono date di nascita e di morte di tutti gli abitanti del mondo.
I volumi sono stati scritti da personaggi molto particolari, tutti con i capelli rossi e tutti morti per loro stessa mano. Non dico altro perchè altrimenti si svelerebbe la trama dei libri precedenti.
Cooper anche questa volta usa la tecnica della narrazione su doppio binario temporale: fatti che avvengono in epoche diverse ma che sono legati tra loro in modo indelebile.
Cooper continua a dare uno sguardo al passato (siamo nel 1775) ed questa volta racconta del futuro ponendo Will Piper nel 2026, ad un anno dalla fatidica data in cui sarebbe prevista la fine del mondo.

Will è tranquillamente in pensione e se la gode quando accade un fatto che lo scuote a livello personale: suo figlio Phillip scompare. E Will torna ad essere l'uomo di azione che è sempre stato. Quanto alla trama mi limito a dire che il mistero della biblioteca non è ancora del tutto svelato e che ci sono degli sviluppi... così come mi limito a dire che questa volta entrano in scena anche i cinesi. La storia si ripete visto che continuano ad arrivare delle cartoline con su disegnate delle bare e delle date ma questa volta i destinatari sono solo dei cittadini cinesi. Non eravamo forse rimasti con l'autore di quel gesto (l'invio di quelle cartoline) tolto di mezzo? Eh si... nei libri precedenti. Ora il gesto si ripete e.... bisogna scoprire cosa capita leggendo il libro.
Basti pensare che si sfiora una guerra mondiale per via di questa storia... ed in una fattoria si scopre un segreto che... sembra far tornare tutto punto e a capo. 

Come accennavo sopra, essendo il terzo di una trilogia, il libro in diversi passaggi sembra riproporre storie già lette ma, a ben guardare, non è così. Cooper ha una gran fantasia ed ora che so che è in circolazione un racconto che ha ancora una volta per protagonista Piper so, per certo, che è una fantasia alla quale non ha posto limiti dando ancora una chance a quel personaggio che l'ha fatta da padrone per tre libri.

Piaciuto? Ma si... se si ama il genere, se si sono letti gli altri due e se si tenta di chiudere il cerchio!
***
I custodi della biblioteca
Glenn Cooper
Editrice Nord
euro 19.50

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lunedì 28 aprile 2014

Carlo e il ciclope Polifemo (A. Cousseau - F.H. Tourin)

Ho resistito a lungo poi, alla fine, ho ceduto: ho comprato anche il secondo libro scritto da Alex Cousseau ed illustrato dal nostro amico Philippe-Henri Turin e che narra un'altra storia del draghetto Carlo.

Si intitola Carlo e il ciclope Polifemo.

Carlo è cresciuto. Non è più da tempo lo zimbello di tutti i draghi e non ha più accanto a se la sua amica mosca visto che, come si sa, le mosche hanno una vita molto breve... molto più breve di quella di un drago. Carlo si trova, dunque, a cercare un amico. Si sente solo e inizia una intensa ricerca tra le creature più varie per arrivare a trovare l'amicizia vera.
La sua ricerca lo porterà a conoscere una creatura alquanto particolare: un gigante con un occhio solo che risponde al nome di Polifemo.
"Come Polifemo?" mi ha detto la principessa di casa quando siamo arrivati a leggere il suo nome. 
"Ma io lo conosco, mamma, Polifemo. Non è quello che ha cercato di mangiarsi Ulisse?". 
Giusto qualche sera prima, infatti, avevamo letto la storia di Ulisse e Polifemo e la sua memoria non l'ha ingannata... Le ho detto che era Polifemo e che questa volta non c'era Ulisse nella sua caverna ma Carlo.
"Si, ma la storia alla fine è la stessa", ha sentenziato la principessa di casa a lettura terminata. Poi ci ha riflettuto un momento ed ha cambiato idea: è un'altra storia anche se ha dei tratti comuni con quella più nota.

Carlo ha rapito i nostri cuori già da tempo e la nuova storia è stata una conferma. Gli vogliamo proprio bene a quel draghetto ed il gran formato del libro, con le bellissime illustrazioni, rendono ancora più bella la lettura che sia fatta dalla voce della mamma o che siano loro a voler leggere da soli la storia. 
Un libro di così gran formato ha l'indubbio vantaggio di valorizzare al massimo le immagini e queste, così come quelle del libro precedente, meritano davvero. Allo stesso tempo si tratta di un libro più delicato di un volume di dimensioni normali ma ora che i miei figli non sono più piccolissimi ed hanno imparato ad amare i libri e rispettarli, quello della dimensione non è affatto un problema. 

A proposito di dimensioni: subito dopo la copertina e prima della copertina finale ci si imbatte in due grandissimi occhi che hanno letteralmente ammaliato i miei cuccioli e che riempiono due paginoni. Sono gli occhi di Carlo (sulle prime la principessa, vista la caratteristica di Polifemo di avere un occhio solo, ha pensato che si trattasse proprio del suo di occhio... poi i colori, la forma ed i dettagli le hanno chiarito le idee). Davvero un bell'effetto ed un elemento in più per catturare l'attenzione dei giovani lettori.

Ps. alla fine Carlo incontrerà l'amicizia vera? E se si, la troverà in un essere grande come Polifemo oppure... chissà!

E' un bellissimo libro adatto anche per un regalo nella certezza che si sta donando una piccola opera d'arte, non un insieme di pagine messe insieme a caso.
***
Carlo e il ciclope Polifemo
Alex Cousseau & Philippe-Henri Tourin
MottaJunior
18.50 euro

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domenica 27 aprile 2014

Ci metto la faccia!

http://www.cittainvisibili.org/cimettolafaccia.aspx?p=67Eh si. Stavolta ci metto la faccia!
Sono venuta a conoscenza dell'iniziativa Ci metto la faccia grazie alla dolcissima Claudina del blog Someone who's reading ed ho pensato di aderire anche io.

E' proprio vero: ci sono tantissimi lettori invisibili che fanno poco testo rispetto ai tanti non lettori che vanno a finire nelle statistiche. Statistiche i cui dati pongono l'Italia in coda ad ogni classifica possibile ed immaginabile sul fronte "lettura libri". Così, per dare visibilità a coloro che, invece, amano la lettura e continuano a comprare o a prendere in prestito libri nelle biblioteche, l'iniziativa lanciata in veneto da Città invisibili mi è proprio piaciuta. L'idea era indirizzata a librerie e biblioteche: sono state invitate ad allestire al loro interno un angolino in cui fotografare lettori che avessero voluto "metterci la faccia" in adesione alla campagna nazionale in oggetto. Nella mia Regione - sono un po' lontanuccia dal Veneto e non avrei potuto farmi un giretto in una delle librerie aderenti - l'iniziativa non è arrivata per cui ho pensato di poter fare comunque parte del progetto anche mettendoci la faccia da casa.

Ed eccomi qui. 

Averi voluto postare una mia foto con il libro che mi è rimasto nel cuore in assoluto: Piccole Donne. Ma al momento non ho in casa il volume che è da mia madre per cui ho ripiegato - ma non certo nel senso cattivo del termine - su un libro che mi è molto piaciuto e che mi ha toccata molto.

Si tratta di La custode di mia sorella. Letto tempo fa. E piaciuto.

Io, invece, ero nata con uno scopo ben preciso. Non ero il risultato di una bottiglia di vino da poco o della luna piena o di un entusiasmo momentaneo. Ero nata perchè uno scienziato era riuscito a mettere insieme gli ovuli di mia madre e lo sperma di mio padre per ottenere una crta combinazione di prezioso materiale genetico. In realtà, quando Jesse mi spiegò come nascono i bambini e io, ostinata miscredente, decisi di chiedere la verità ai miei genitori, ottenni più di quanto mi aspettassi. Mi fecero sedere e mi dissero tutte le solite cose, naturalmente, ma mi spiegarono anche che avevano voluto il mio piccolo embrione, quello e non uno qualsiasi, perchè poteva salvare mia sorella Kate. (pag. 13)
Quella che ho io è del 2004 e se non erro è la terza edizione. Autore Jodi Picoult, traduzione di Lucia Corradini Caspani, Corbaccio Editore, 18,60 euro.

Allora, chi altro vuole metterci la faccia e dimostrare che siamo ancora in tanti ad amare la lettura?

Nel sito in cui è stata lanciata l'idea la mia scheda, quella con cui partecipo, si trova qui. Chissà che per il prossimo anno non ci sia qualche libreria o qualche biblioteca della mia zona che voglia aderire, seppur da una Regione diversa da quella in cui l'iniziativa è stata lanciata? Chissà....

Ed anche con questo post domenicale cerco di dare il mio modesto contributo alla promozione della lettura in adesione a
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sabato 26 aprile 2014

Ultimi arrivi#2 e considerazioni su padri impazienti

Vorrei aprire questo post spendendo due parole per la velocità di consegna di Amazon: più veloce della luce, direi. Nonostante i giorni di festa, il mio ultimo ordine (libri... e che altro!) è arrivato a destinazione davvero in fretta e ne sono molto contenta... l'arrivo del pacco era stato stimato per il 29 di aprile invece mi lo sono ritrovato tra le mani ieri. Non male, giusto? Due giorni dopo aver ordinato...

A proposito di nuovi arrivi, gli acquisti in internet per quanto mi riguarda non hanno del tutto spiazzato quelli in libreria. Anzi, amo aggirarmi tra i reparti delle librerie, perdermi tra le tante proposte ed anche acquistare... Poi, però, la semplicità di comprare da casa, con un clic, quando si hanno le idee chiare, la consegna gratuita e qualche euro di sconto sul prezzo di listino (per chi compra spesso libri anche qualche euro, sommando i vari ordini, è prezioso) mi lascio andare all'e-commerce...

Padri impazienti. Ed a proposito degli acquisti di libri, in particolare da parte dei più giovani, mi permetto una considerazione: nel corso di una delle mie tappe in libreria mi sono imbattuta in una ragazzina - 13/14 anni - che gironzolava tra gli scaffali prendendo in mano libri, leggendo la trama, osservando la copertina al fine di sceglierne uno che facesse al caso suo. Mi è sembrata davvero molto interessata ed attenta oltre che non frettolosa: probabilmente non aveva le idee chiare (come capita spesso anche a me quando vado in libreria) su un titolo specifico e cercava di scegliere bene.
Accanto a lei c'era un uomo, suo padre (lo ha chiamato "papà") che sbuffafa visibilmente infastidito dal tempo che stava perdendo con sua figlia nella scelta di un libro. Era impaziente, cercava di dire qualche cosa di poco sensato (io ero dall'altra parte dello scaffale in cui erano loro ma il dialogo era ben chiaro ed arrivava anche a chi non avesse voluto sentire) per forzare la figlia a fare in fretta.
Posso capire la fretta che è alla base delle giornate di tutti, ma come si può pensare di stimolare i giovani alla lettura se poi non si concede loro nemmeno il tempo di scegliere? Io non sono per le esagerazioni (stare ore ed ore a toccare tutto per poi non comprare niente non piace nemmeno a me) ma in quel caso non era una bambina per cui il rischio che guardasse solo per il gusto di guardare non c'era... Era un'adolescente che stava scegliendo un prezioso volumetto... Dico prezioso perchè avere a cge fare con un adolescente che si appassiona alla lettura non è poca cosa. Poi, però, trovi accanto un adulto che fa del tutto per indurla a dire "...vabbè, lascio perdere e non compro niente" perchè oggettivamente il rischio era quello. Però, magari, se l'avesse accompagnata a compare un telefonino di ultima generazione allora papy avrebbe perso un sacco di tempo a chiedere spiegazioni al commesso!

Sono un po' acida? Mha... mi viene così... Comunque alla fine sono arrivati alla cassa per cui l'acquisto c'è stato... ma che fatica!

Mi ha fatto male vedere una scena di questo tipo (ovviamente in questo caso era un padre ma lo stesso discorso vale per le madri che hanno sempre fretta) e mi sono messa nei panni della ragazzina: se mio padre mi stesse con il fiato sul collo getterei la spugna pur di non buttare i soldi in qualche cosa che non mi piacerebbe e che avrei scelto solo per farlo contento e uscire in fretta dalla libreria.
Tutto questo per dire che?
Bhè, per dire che i giovani vanno aiutati, stimolati e motivati ad amare la lettura non il contrario...

A parte questa divagazione... torniamo ai miei ultimi arrivi.

Dunque dunque... Polvere alla polvere l'ho preso spinta dal prezzo (1.90 euro) anche se non era per niente mia intenzione comprare un (altro) libro mentre gli altri... Il libro del draghetto Carlo è un regalo per i miei bimbi ma anche per me: adoro quell'esserino ed era da tempo che tenevo di punta il secondo libro che propone le sue storie.
Nessuno può toglierti il sorriso l'ho preso come regalo per la festa della mamma - anche se è un po' presto - per la mia di mamma che ama leggere di storie vere. Ho letto un'intervista dell'autrice su una rivista e mi è venuta voglia di comprare il suo libro... Ovviamente, una volta che mia mamma l'avrà letto sarà il mio turno (sempre che riesca a smaltire la lunga lista di libri in attesa).

Philomena... è un libro che consigliava Alfonso Signorini, in un editoriale del settimanale Chi (mi sembra) che ho trovato nella sala d'attesa dell'ospedale in cui ero ad assistere mio marito in occasione di un recente intervento. L'editoriale si intitolava "Quel magico legame tra madri e figli" e, pur non amando particolarmente il personaggio Signorini, ho dovuto ammettere che le sue parole su quell'editoriale mi hanno toccata. Mi sono fidata di lui e mi sono procurata il libro. Non so quando lo leggerò sempre per via di altri libri in attesa ma ho voluto averlo.

Dulcis in fundo e contro ogni previsione ho comprato l'e-book de La ragazza dietro la finestra. Non molto tempo fa, delusa dal secondo libro della trilogia "Le città della perversione", mi ero detta disinteressata a leggere il seguito ma ci ho ripensato. Perchè? Bhè, sono convinta che sulla scia di quanto ha fatto l'autrice delle Cinquanta Sfumature, anche questa autrice abbia voluto calcare le sue orme e solo sul terzo - immagino - sarà svelato qualche cosa di più sulla storia di Marco. L'ho preso in e-book spendendo 4.90 euro ed anche lui è in lista d'attesa.

Questo è tutto. Non ho intenzione di comprare altri libri per il momento: l'ultima volta che avevo fatto acquisti in libreria (più o meno virtuale) era stato il mese di febbraio, verso la fine... Sto migliorando, no? (prima della fine di febbraio avevo fatto acquisti in libreria all'inizio di quello stesso mese... sto decisamente migliorando).

Buone letture a tutti!

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venerdì 25 aprile 2014

Cosa c'è sotto il letto? (M. Manning - B. Granstrom) - Venerdì del libro

Cosa c'è sotto il letto? Bhè... la polvere! 
E' stata questa la risposta che i miei bimbi si sono dati dopo aver letto il titolo dell'albo che ho preso (parlo al singolare, questa volta, perchè piaceva a me e mi era saltato agli occhi tra tanti altri) in occasione di una delle nostre uscite in biblioteca
Poi, sfogliandolo, si sono resi conto che c'è molto di più, sotto al letto. Non perchè la mamma non ci pulisca bene, intendiamoci ;-)

L'albo, Cosa c'è sotto il letto, edito da Editoriale Scienza, accompagna i piccoli lettori in un viaggio che va molto più a fondo... fino ad arrivare al magma ed al nucleo della terra. E la formula usata è piuttosto simpatica sia nel testo che nelle immagini. Fa parte della collana Bellodasapere: una collana di libri utili per favorire il piacere di imparare e sviluppare le capacità di leggere e scrivere.

Il testo proposto non è di tipo scientifico e "freddo", distaccato: è uno stile molto vicino ai bambini, di semplice comprensione e scritto con caratteri chiari e piuttosto grandi in modo che possa essere letto anche da piccoli lettori in erba. Ci sono degli approfondimenti che possono essere letti anche aiutandosi con le immagini e nell'ultima pagina sono proposte delle attività da fare in casa, con semplici materiali, che si collegano a quanto letto. Nel nostro caso viene proposto di realizzare dei fossili fatti in casa, dei gioielli brillanti ma i bambini vengono anche invitati a dare un'occhiata attorno a loro, fuori dalla propria abitazione: si suggerisce di raccogliere delle manciate di terra e, se possibile, analizzarle al microscopio per capire di cosa sono fatte e cosa ci si trova dentro.

Il viaggio nel misterioso mondo che si trova sotto ai nostri piedi ci è proprio piaciuto: i protagonisti della storia sono due bambini ed un gatto che si trovano ed esplorare la terra dalla sua superficie fino alle sue profondità più nascoste. 

Nelle ultime pagine viene proposto anche un utilissimo glossario che aiuta i bambini a capire i termini un po' più difficili come, per esempio, ferro e nichel, oppure il magma ed altro ancora. Ovviamente le spiegazioni vengono fornite con frasi semplici e chiare. 

Lo abbiamo promosso a pieni voti e dando un'occhiata agli altri libri della collana ci siamo accorti di possederne un altro, stesso editore e stessi autori. Si tratta di E io dove stavo? che, ci è molto piaciuto ed è ben fatto, proprio come Cosa c'è sotto il letto?

Visto quanto è piaciuto i bimbi ed anche quanto è piaciuto alla loro mamma, ho voluto proporlo per questo Venerdì del libro sperando che possa essere un'utile segnalazione per bambini curiosi e genitori che amano proporre loro letture interessanti ed educative.
***
Cosa c'è sotto il letto?
Mick Manning e Brita Granstrom
Editoriale Scienza - collana Bellodasapere
euro 9.90

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giovedì 24 aprile 2014

Histoire d'O (P. Réage)

Un classico della letteratura erotica di tutti i tempi che corteggiavo da tempo. Avevo intenzione di leggere Histoire d'O già all'epoca in cui lessi Il piacere è tutto mio, quattro anni fa. Poi, per un motivo o per l'altro, ho accantonato l'idea fino a che non mi sono imbattuta in una vendita di libri a peso e l'ho preso per la modica cifra di1,83 euro. No no, non è un errore. I libri venivano venduti a 5,90 euro al chilo ed il mio volumetto pesa 310 grammi per un totale di 1,83 euro.

Dal momento dall'acquisto al momento della lettura sono passati un paio di mesi comodi. Anzi, tre a ben guardare. Evidentemente ero in attesa del momento giusto per una lettura così, che viene presentato come un classico dell'erotismo e della quale ho trovato parecchie definizioni.
Ne riporto alcune, di seguito. Quelle che ho trovato anche sull'ultima di copertina: 


Una rarità, un libro pornografico superbamente scritto senza traccia di oscenità.

Finalmente una donna che confessa ciò che le donne non hanno mai ammesso. Senza dubbio uno di quei libri che lasciano il segno.

Con queste premesse mi sono immersa nella lettura. Si tratta di un classico pubblicato la prima volta nel 1954 ed oggetto di parecchie ristampe fino ad arrivare a quella che è finita tra le mie mani, edita da Bompiani nella collana Vintage. In questa edizione non vi sono immagini in copertina ma il fondo bianco con scritta rossa e profili in oro, così come in oro è il bollino che identifica la collana. Non credo che sia necessario raccontare la trama visto che si tratta di un libro piuttosto noto. In soldoni, viene narrata la storia (poi su questo avrei qualche cosa da dire) di una ragazza che non viene mai chiamata per nome ma identificata come O. O è innamorata di René al punto tale di soddisfare ogni sua richiesta soprattutto sul lato fisico e sessuale. E quando le sue richieste la conducono in un castello (materialmente è lui stesso che l'accompagna), il castello di Roissy, per essere addestrata come schiava sessuale lei obbedisce convinta di accrescere il loro legame e contenta di subire tutto ciò che subisce per amore suo. Ma è davvero così? Oppure l'amore per René è solo una via per imparare a darsi meglio, come schiava... ma schiava soddisfatta?
Un interrogativo che non viene svelato anche se l'amore incondizionato per René la porterà tra le braccia (si fa per dire) di un altro... per scelta dello stesso René e con l'accondiscendenza di O.

Comunque, per chi volesse capire meglio di cosa stiamo parlando, riporto la presentazione che si trova dopo la copertina che svela il succo della storia senza dire troppo.

Condotta la castello di Roissy dal suo amante, O è sottoposta ad un duro addestramento come schiava sessuale. Posseduta e seviziata, obbligata a soddisfare più uomini, viene istruita a colpi di frusta fino a quando, trasformata in una schiava perfetta, viene consegnata a Sir Stephen. Con lui conoscerà nuove vette di dolore, brutalità e amore (?). Un insuperato, scandaloso classico della letteratura erotica di tutti i tempi.

L'edizione che ho io è preceduta da due contributi introduttivi di Jean Paulhan e di Alberto Moravia: io ammetto di averli saltati a piè pari... cosa che faccio sempre visto che compro un libro per la storia che propone non per le interpretazioni o le introduzioni fatte da altri. Non mi piace che il mio giudizio possa essere in qualche modo influenzato dal parere, o comunque dalle valutazioni, di altri.

Senza scendere troppo in dettagli, mi permetto qualche considerazione. Intanto voglio dire di non avere alcuna intenzione di giudicare o di tracciare profili psicologici di O così come di nessun altro.

Partiamo dal titolo. Bhè, non viene narrata la storia di O ma solo un breve periodo della sua vita. Non si sa nulla di lei e niente viene svelato se non che è innamorata di René, che si lascia ridurre - con accondiscendenza - a schiava sessuale, che fa la fotografa di mestiere e che vive da sola. Parlare di "storia" di O a me fa pensare a qualche cosa di più. A parte questo dettaglio, vorrei partire dalle tre definizioni date sopra per condividere i miei pensieri su questo libro.

Una rarità, un libro pornografico superbamente scritto senza traccia di oscenità.  
Concordo in pieno.

Una rarità: non mi sono mai imbattuta in un libro così particolare ed equilibrato seppur nel suo essere "fuori dalle righe". 
Pornografico senza traccia di volgarità: ciò che viene narrato è molto spinto, va oltre ogni limite dettato dal pudore e mostra il lato sadomasochista che può emergere in un rapporto tra uomo donna (ma anche tra più uomini e una donna, tra donna e donna, tra uomo e due donne...). Il tutto, senza mai essere volgare: esplicito ma non volgare. Ed è qui che torno al discorso del "libro equilibrato": una narrazione forte, esplicita, spinta ma non volgare. 
Superbamente scritto: su questo non c'è ombra di dubbio. L'autrice riesce a descrivere situazioni tutt'altro che normali usando termini che permettono al lettore di immaginare senza troppo sforzo ciò che sta accadendo, senza la necessità di usare termini volgari che, invece, in altri libri (per niente paragonabili a questo se non nel tentativo di essere erotici... tentativo spesso andato vano). Scrittura superba. Sono d'accordo. 

Finalmente una donna che confessa ciò che le donne non hanno mai ammesso. Senza dubbio uno di quei libri che lasciano il segno.

A questo punto mi sento un tantino critica. 
Finalmente una donna che confessa ciò che le donne non hanno mai ammesso: che cosa? Che una donna prova piacere nell'essere violentata, seviziata in ogni modo anche da più uomini, spesso sconosciuti? Che prova piacere nell'essere marchiata nelle carni, frustata a sangue, privata di ogni parvenza di dignità? Bhè no, non sono d'accordo. Ci saranno pure donne che amano questo tipo di rapporto con il proprio partner (o, comunque, con uno o più partner) ma non credo che si possa generalizzare. Non credo proprio che la maggior parte delle donne ami situazioni di questo genere. Senza voler dare giudizi e senza voler giudicare nessuno (ognuno nella sua vita privata fa quello che crede) credo che non si possa davvero dire che l'aspirazione di tutte le donne sia quella di diventare una schiava (seppur soddisfatta come si dice di O) come avviene alla protagonista. Magari mi sbaglio ma secondo me è così. 
Senza dubbio uno di quei libri che lasciano il segno. Su questo posso essere d'accordo: è un libro che non può essere rimesso nel cassetto senza che qualche cosa sia rimasto nel lettore o nella lettrice. 

Pur ammettendo che possa esserci chi ama comportamenti estremi come quelli descritti (alla fine O viene portata al guinzaglio... e non posso dire in questa sede dove sia agganciato il guinzaglio, in quale parte del suo corpo...) non posso nascondere che, da donna, una situazione del genere mi ha... disgustata. Vabbè... non posso dire il contrario perchè ci sono soprattutto alcuni dettagli, alcune torture che vengono inflitte alla ragazza che vanno oltre ogni limite e che trovo del tutto inammissibili. Io non mi rivedo nemmeno nel 5% di O. Lei, però, viene descritta come una donna che prova piacere nel dolore e nel compiacere, attraverso l'inflizione del dolore al suo corpo, il suo uomo. Non riesco proprio a concepirlo. Eppure... c'è anche un fondamento di amore lungo tutto il racconto. Non ci si limita ad una narrazione meccanica, come si potrebbe pensare per una trama di questo tipo. O è spinta davvero da un profondo amore: anche se per me è inammissibile il pensiero che un sentimento inteso eppure delicato come l'amore possa essere espresso in quel modo, l'amore non manca in questo libro. 

Non dico altro... credo di aver già detto molto. Posso aggiungere che ho letto il libro in fretta: alcune scene ho preferito non approfondirle più di tanto perchè mi hanno fatto, davvero, accapponare la pelle. Nel suo insieme, pur trovando eccessivo il contenuto (per i miei gusti) concludo dicendo che resta scritto superbamente. Le varie versioni moderne, dalla Cinquanta sfumature a tutti gli altri, possono essere considerate solo modeste copie (senza nulla togliere agli autori che avranno sicuramente fatto del loro meglio per proporre qualche cosa di originale), meno estreme e più romantiche, ma che non reggono il confronto.

All'Histoire d'O aggiungerei, però, "vietato ai minori di diciotto anni". 

Un'ultima considerazione in merito al finale.
Un finale non c'è. Nell'utima pagina ho trovato scritto quanto segue:
"In un capitolo finale, che è stato soppresso, O tornava a Roissy, dove Sir Stephen la abbandonava.
Esiste una seconda fine della storia di O: vedendo che Sir Stephen stava per lasciarla, lei preferì morire. Lui le diede il suo consenso".

Inutile dire che sono rimasta un tantino delusa... Dopo tutto quello che subisce, dopo le violenze che vengono ripetutamente perpetrate su di lei, dopo essersi fatta umiliare all'ennesima potenza non mi dite che fine fa? Si lascia intendere, nella nota finale, che O rimane nell'isolamento monastico dell'orgia sadica del castello di Roissy oppure, in alternativa, sceglie la morte. Lei, ridotta ad una cosa, ad un oggetto per la soddisfazione del piacere altrui, di fatto non fa nessuna fine. Come se, da oggetto quale è stata ridotta, non meritasse un finale da narrare al lettore che è stato condotto lungo il calvario sessuale a cui è stata sottoposta e del quale, così viene trasmesso, è stata anche felice.


Se non ho capito male c'è anche un seguito che si intitola Ritorno a Roissy... che dà per scontato il finale meno drammatico. 
Ma una vita in un bordello come quello del castello di Roissy (che di fatto non può essere definto in altro modo, se non bordello), con tutto ciò che comporta, è forse meno drammatico della morte?

***
Histoire d'O
Pauline Réage
Bompiani Editore - collana Vintage
1,83 euro (acquistato in un banco di libri a peso)

http://www.libri-stefania.blogspot.it/2014/04/il-mio-contributo-per-il-maggio-dei.html

mercoledì 23 aprile 2014

Ulisse e Polifemo (Colloredo, Rui)

In occasione di uno degli ultimi giretti in biblioteca è arrivato tra le mie mani un libro molto singolare, parte della Collana Voltastorie edito da Carthusia. E' un libro capace di distinguersi tra tutti gli altri: rettangolare ma alto e stretto e.... magia delle magie... mentre da una parte può essere tranquillamento sfogliato per leggere la storia, dall'altra viene proposta un'immagine lunga un metro che rende il libro molto originale.

E la storia narrata, nel nostro caso, è quella di Ulisse e Polifemo. Come per gli altri libri della collana si tratta di una storia da leggere, da guardare, da toccare e... con la quale si può anche giocare, perchè no? 
E' un libro adatto per bambini dai tre ai sette anni - così viene indicato - ma se arriva tra le mani di lettori anche un tantino più grandi non scatta in loro l'allergia... ne ho le prove ;-)
Il testo è scritto in caratteri piuttosto grandi che agevolano la lettura a voce alta da parte di un adulto e rendono semplice la lettura dei bambini che avessero iniziato a leggere da soli. Noi abbiamo sperimentato due diverse modalità di lettura: quella classica, tenendo il libro tra le mani e sfogliando le pagine in cui è stampato il testo e quello che ai bimbi piace di più... eh si, perchè allungare tutto il libro e avere la mamma a disposizione che legge la storia tenendo il testo dalla sua parte e permettendo, dall'altra parte, di svelare una luuuunga immagine tutta da gustare è davvero più originale.

I bambini si mettono davanti a me e mi chiedono di "aprire" il libro: allungando tutte le pagine si resta con una lunga illustrazione in mano che permette ai bambini di seguire la storia guardando i vari personaggi all'opera. Stimolante, direi, per la loro fantasia anche quando la mamma non legge e loro si piazzano per terra, con tutta l'illustrazione sotto al naso, e cercano di raccontare la storia inventando anche dei diversivi ma sempre seguendo l'illustrazione.

Carino, no?

Inoltre, per aggiungere ancora più divertimento e per invitare i bambini a giocare, oltre che a leggere il libro, sulla bandella dietro la copertina sono proposti i personaggi della storia a mo' di fustelle staccabili in modo che possano essere anche messi in piedi (grazie al cartoncino che si piega sulla base) e possono davvero prendere vita sullo scenario lungo un metro...
Qualche tempo fa abbiamo avuto un'esperienza simile, in biblioteca, quando mia figlia ha scoperto un libro da aprire per dare vita ad un castello dentro al quale si è piazzata per leggere il testo. Si tratta di un'altra casa editrice ma l'effetto è stato comunque particolare anche se diverso.

Quanto alla storia, inutile dire che non c'è niente di nuovo: il testo è quello classico pensato su misura per giovani(ssimi) lettori da cui l'autrice dei testi (Sabina Colloredo) ha tratto l'essenziale e l'ha proposto in modo più semplice ma comunque efficace. Crescendo i bambini avranno tutto il tempo per approfondire la storia di Ulisse per cui, per il momento, va bene così. Con letture più strutturate, andando avanti, potranno aggiungere dettagli ad una storia che, di base, conoscono già.

Ps. va dato merito all'illustratore (Paolo Rui) di aver reso Polifemo non troppo mostruoso (mia figlia non ama leggere libri in cui si parla di mostri di qualsiasi genere... chiede sempre letture in cui questi personaggi non siano compresi... anche se, magari, vengono resi allegri e divertenti) e Ulisse un po' furbetto con quella sua barbetta da capretta e quel nasone pronunciato.
***
Ulisse e Polifemo
finito di stampare nel settembre del 2004
testi Sabina Colloredo - illustrazioni Paolo Rui
Carthusia Edizioni
euro 7.50
http://www.libri-stefania.blogspot.it/2014/04/il-mio-contributo-per-il-maggio-dei.html

martedì 22 aprile 2014

Il mio contributo per "Il maggio dei libri 2014"

Il Maggio dei Libri è la campagna nazionale di promozione della lettura, giunta alla sua quarta edizione. Promossa dal Centro per il Libro e la Lettura, sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica e in collaborazione con l'Associazione Italiana Editori, la manifestazione ha lo scopo di sottolineare il valore sociale della lettura, quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.
Chiunque può aderire al progetto organizzando un evento di promozione della lettura. Potrà, poi, renderlo visibile a livello nazionale, registrandosi nel nostro sito e inserendolo nel database del Maggio dei Libri.

Leggendo la presentazione de "Il Maggio dei Libri" nell'apposito sito ho pensato di poter dare anche io il mio contributo. Come? Non sono un Ente, non possiedo una libreria, non lavoro in una biblioteca ma... ho un blog in cui parlo di libri, amo leggere, ho cercato di trasmettere il mio amore per i libri anche ai miei figli e, nel mio piccolo, ogni volta che scrivo un post mi permetto di dare un piccolo contributo nella promozione della lettura. Allora mi sono detta: perchè non assumere un impegno preciso, in occasione de Il maggio dei Libri?
E sia.

Da domani, giorno in cui prende avvio l'iniziativa in concomitanza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promossa dall'UNESCO mi propongo di scrivere un post al giorno, fino alla fine di maggio: un post che sia comunque legato ai libri e nel quale proporre, più o meno, ciò che caratterizza il mio blog da sempre... che siano recensioni, proposte di nuove letture, incontri con autori, uscite in biblioteca, racconti di laboratori di lettura a cui partecipiamo o esperienze di qualsiasi altro tipo legate ai libri... questo sarà il mio contributo. 

Chi mi segue penserà: "...niente di diverso da quello che fai di solito"... ed è vero. Ma lo farò con costanza e sistematicità, sarà un impegno quotidiano a differenza di quanto accade di solito nel blog visto che scrivo quando posso, quando ho tempo e senza una particolare cadenza.

Ho anche appena realizzato una pagina facebook in cui proporre gli aggiornamenti quotidiani in modo da poter usare anche quel social network per diffondere la lettura... magari a qualcuno sembrerò un po' troppo monotona ed insistente su questo tema... ma faccio quel che faccio con molta convinzione per cui se qualcuno gradisce la mia iniziativa e vuole seguire i miei aggiornamenti potrà farlo da qui così come da fb.

Inizia il conto alla rovescia e... domani si parte!

lunedì 21 aprile 2014

Ero cattivo (A. Ferrara)

Avevo notato il libro Ero cattivo in occasione delle ultime uscite in biblioteca senza prestargli troppa attenzione soprattutto perchè era in bella mostra tra i libri suggeriti per ragazzi.
Dopo che gli occhi mi sono caduti per più volte sulla copertina (il viso di un adolescente) e sul titolo, alla fine mi sono decisa e l'ho chiesto in prestito seppur nella consapevolezza di avere tra la mani una lettura adatta a lettori di età ben inferiore alla mia. 

Ero cattivo ha vinto il Premio Andersen nel 2012 quale miglior libro oltre i 15 anni: eh si, sono decisamente fuori quota per una lettura del genere... 
Visto, però, che altre volte letture destinate a ragazzi mi sono piaciute e che questo libro con questa copertina sembrava mi stesse chiamando, non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato la lettura la sera stessa del giorno in cui l'ho preso in prestito.

"Ero cattivo. Lo sapevano tutti, a scuola si parlava solo di me. Anche nel mio quartiere. Non stavo mai fermo, combinavo sempre qualcosa. Avrei tanto voluto essere un bravo ragazzo di terza media, ma avevo paura a comportarmi da bravo ragazzo perchè temevo che i miei amici mi dessero del bravo ragazzo". Già dalla prime righe si afferra il nocciolo della questione. Come li chiamiamo, oggi, ragazzini così? Bulli? Bullo o non bullo, Angelo è - per tutti - un ragazzino cattivo. Punto e basta.

La storia viene narrata in prima persona dal protagonista, l'adolescente "cattivo" che, guarda un po', ha un nome diametralmente opposto a questa sua caratteristica visto che si chiama Angelo.
Angelo è sempre pronto a dare fastidio, a fare scherzi, a distogliere l'attenzione da tutto ciò che non ritiene essere importante, periodicamente convocato dal preside... fino a che non succede qualche cosa che lo rende "più cattivo", se non altro agli occhi degli altri. Il risvolto tragico di quello che voleva essere un semplice scherzo lo porterà ad essere espulso dal collegio in cui i genitori lo avevano confinato per finire all'interno di una comunità al cospetto di un prete. 
Ma è davvero un "cattivo"? Un ragazzo che non ha una coscienza, che ha voglia di essere così come è senza se e senza ma? Che non si dispiace delle conseguenze delle sue azioni? Non proprio. E' cattivo perchè così è sempre stato considerato in ogni ambiente: in famiglia come a scuole così come nella società in cui è cresciuto. La sua famiglia lo abbandona a se stesso ma ne trova un'altra, di famiglia, in comunità, da padre Costantino.

Non sono molti i ragazzini accolti dal prete ed ognuno ha una storia diversa e difficile. Ognuno ha commesso degli errori ma non per questo viene giudicato, non per questo viene trattato come un irrecuperabile. Anzi, quel prete che viene definito un po' matto per il suo modo di fare e le sue abitudini, infonde fiducia nei suoi ragazzi e li aiuta a capire le proprie potenzialità. 
Come al solito non voglio svelare la trama ma fare qualche considerazione. La lettura è scorrevole, adatta ad un giovane lettore. I capitoli sono corti, i dialoghi molto diretti e non eccessivamente articolati. Da lettrice adulta avrei preferito che venissero approfondite diverse situazioni ma rendendomi conto che si tratta di un libro per ragazzi credo che vada bene così. 
Il finale mi è sembrato voler lasciare un po' in sospeso la situazione. Mi avrebbe fatto piacere sapere qualche cosa del futuro di Angelo, come gli insegnamenti di padre Costantino (e se) avessero prodotto davvero frutto... E' come se il libro narrasse un periodo della vita del ragazzo lasciando poi in sospeso il resto ed io (sarò forse troppo curiosa?) uno sguardo più attento al futuro di Angelo l'avrei buttato anche se si lascia intravedere un lieto fine.

A parte questa mia aspettativa, trovo che sia una lettura capace di infondere fiducia e di far riflettere sulla condizioni di tanti adolescenti che vengono etichettati (o si credono) cattivi e ai quali la vita può riservare, invece, una sorte ben diversa. Non sempre le cose sono semplici e la storia di Mara, una delle ospiti della comunità, ne è la prova. Spesso la realtà è molto dura ma, come ben dice padre Costantino, nessuno nasce cattivo... 

Il linguaggio usato dall'autore è quello di un adolscente, diretto e senza troppi filtri. Un linguaggio capace di arrivare al dunque, sempre e comunque. In modo piuttosto efficace, lo ammetto.

Questa lettura mi ha fatto riflettere ed ha fatto scorrere davanti a me parecchie immagini di adolescenti abitualmente bollati come irrecuperabili ma che, a ben guardare, hanno avuto una vita difficile e, probabilmente, non hanno incontrato nessun padre Costantino sulla loro strada. Mi ha anche fatto riflettere su quello che potrà essere il futuro dei miei figli, quali saranno le loro compagnie, le prove che la vita metterà loro davanti. Ammetto di essermi anche fatta parecchie domande circa il mio modo di essere madre, di essere genitori, circa il rapporto che si è instaurato con i miei figli e su come fare per essere sempre migliori, accanto ai nostri figli. 

Una lettura per adolescenti che (almeno nel mio caso) ha posto qualche interrogativo ad una lettrice che adolescente non lo è più da un po' ma che è madre di due bimbi che, tra qualche anno, entreranno nell'età dell'adolescenza... Una lettura che può rivelarsi utile non solo a giovani lettori ma anche a chi, come genitori o educatori, con i giovani ha a che fare (o ce l'avrà tra qualche anno).

Dopo aver assistito alla presentazione del libro di Cattarina che, comunque, parla di giovani con problemi legati, in quel caso, alla droga, mi sono trovata tra le mani un altro libro che parla di adolescenti e che a quella presentazione mi ha fatto tornare in più passaggi.
***
Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo ediz.
15.00 euro

venerdì 18 aprile 2014

Il giardino degli incontri segreti (L. Riley) - Venerdì del libro

Ho sempre amato scrivere. Fin da ragazzina, avevo più o meno dieci anni, inventavo storie che poi raccoglievo in fascicoli che, a distanza di trent'anni, tornati tra le mie mani, mi hanno davvero emozionata. Ancor più mi hanno emozionata i diari che tenevo costantemente. Al mio amico immaginario Joe (così lo chiamavo... caro Joe) raccontavo le mie giornate, consegnavo i miei pensieri e le mie emozioni.
Così, leggendo Il giardino degli incontri segreti, nel quale la storia si snoda attorno ad un diario rinvenuto molti anni dopo essere stato scritto bhè... mi sono lasciata incuriosire. Ho comprato il libro un paio di mesi fa poi l'ho lasciato in attesa sulla mensola dei libri da leggere.
L'altro giorno, dovendo assistere mio marito per un intervento chirurgico (è rientrato a casa stamattina, tutto ok) e sapendo che avrei avuto un bel po' di tempo a disposizione, l'ho messo in borsa. Sapevo che mi attendevano lunghe ore di silenzio ed ho pensato bene che 615 pagine da leggere sarebbero state più che sufficienti. Ebbene, l'ho letto in due giorni (uno e mezzo, a dire il vero) e dopo la prima giornata in ospedale ero oltre la metà. 
La storia non è semplice da raccontare e non voglio svelare troppo la trama perchè merita di essere letto. Non sarà un capolavoro della letteratura ma la storia è ben strutturata, il libro è ben scritto e propone una buona dose di amore proposto sotto varie forme: amore materno, amore filiale, amore per l'arte... Ed anche una buona dose di legami: legami di sangue, legami con le tradizioni, legami con il passato.

La protagonista è Julia e, con lei, una tenuta che, di generazione in generazione, è rimasta sempre di proprietà della stessa famiglia. Famiglia per la quale il nonno di Julia, Bill, era il fidato giardiniere. Julia si è sempre sentita legata a Wharton Park ma non immagina che quel suo legame ha le sue fondamenta in qualche cosa di più profondo di ciò che tutti possano pensare.
E cosa c'entra in tutto questo il diario? Bhè, è proprio nel momento in cui viene rinvenuto il diario di nonno Bill (tale si pensa che sia, all'inizio) che vengono a galla dei segreti per bocca di nonna Elsie, moglie di Bill. Sarà lei a raccontare a Julia qualche cosa che mai, prima d'allora, era stato detto. Qualche cosa che cambierà la vita di molti.

Il giardino degli incontri segreti è un romanzo in cui passato e presente si intrecciano con forza proponendo una saga famigliare alla quale non è ancora scritta la parola fine. Un romanzo d'amore ma anche un romanzo storico perchè, grazie al diario, si parla di un periodo storico non molto felice e che, comunque, ha cambiato la vita di due delle persone vicine a Julia. E poi si parla di fiori, di giardini, di serre che quasi sembra di sentirne il profumo...

Ho trovato, poi, diverse storie nella storia... ed anche una sorpesa sul finire del libro che, onestamente, non mi sarei aspettata.
Mi è piaciuto. Mi sono anche commossa in diversi passaggi e non mi vergogno a dirlo... davanti ad una scelta importante fatta da una madre per il bene di sua figlia mi è scappata una lacrimuccia (...con mio marito che mi guardava dal suo letto e scuoteva la testa sicuramente pensando "...ma come si fa a piangere per un libro").

Lo consiglio per questo Venerdì del libro a chi vuole immergersi in una lettura "da disimpegno" ma, comunque, intrigante e ben scritta.

Ps. la copertina sulle prime mi ha attirata poi, leggendo il libro e guardandola con attenzione ho pensato che avrei preferito qualche cosa di meno moderno e meno "finto"... Non so come spiegare la mia sensazione ma quella scalinata mi sembra poco rappresentativa della tenuta a cui si fa riferimento e quelle orchidee appese là in alto... bhè, avrei preferito altro.
E cercando nella rete ho trovato altre due versioni:

Delle due preferisco in assoluto quella di destra (e la preferisco anche alla versione italiana) visto che rappresenta molto meglio la storia.

***
Il giardino degli incontri segreti
Lucinda Riley
Giunti Editore
9.90 euro

martedì 15 aprile 2014

In biblioteca#3

Potevamo forse apprestarci a vivere il periodo delle vacanze di Pasqua senza un buon rifornimento di libri? 
Certo che no. Così, tra ieri ed oggi, abbiamo ultimato il nostro giro nelle biblioteche della zona e siamo andati a caccia di qualche cosa che stuzzicasse il nostro appetito in fatto di libri.

Ho avuto la prova di come l'amore tra mia figlia e le avventure di Geromino Stilton non sia solo una cotta passeggera visto che si è diretta, senza pensarci nemmeno un secondo, verso la zona in cui quei librini gialli erano in bella mostra e ne ha fatta man bassa. Giusto per non correre il rischio di leggere doppioni - non che ci sia, tale rischio, vista la memoria di ferro della piccola - abbiamo anche stampato tutto l'elenco dei libri che fanno parte della collana "Storie da ridere" di Stilton depennando quelli già letti. Un elenco da aggiornare mano a mano che ne legge altri.

Visto che ormai facciamo incetta di libri da diverse biblioteche, abbiamo anche pensato ad un semplice metodo per ricordare tutti i titoli presi in prestito, da quale biblioteca ed entro quando vanno restituiti... Niente di trascendentale ma una semplice lista che i bimbi aggiornano ogni volta che torniamo a casa con dei nuovi libri in prestito: serve a me come promemoria per avere sempre sotto controllo la situazione (ieri sera abbiamo trovato sotto al letto uno dei libri che dovevamo restituire e che mancava all'appello!) ma serve anche a loro per fare ordine nelle loro cose, ancor di più quando sono prese in prestito e vanno restituita. L'idea è piaciuta a tutti e due... anzi a tutti e tre se ci mettiamo anche la mamma.
In occasione della trasferta di ieri pomeriggio nella biblioteca di un comune vicino al mio ci siamo anche soffermati - per loro scelta - a sfogliare ed analizzare alcuni atlanti piuttosto originali. Erano di gran formato, con particolari legende pensate proprio per i più piccoli e devo dire di averli osservati con attenzione e curiosità (anche se facevo finta di leggere altro): hanno cercato corrispondenze tra una cartina e l'altra, hanno confrontato le legende... è stato un bel modo per impiegare il nostro tempo soprattutto perchè li ho visti interessati e, ancora prima di ciò, perchè l'idea è stata loro.

Ps. tra i vari libri presi in prestito ce n'è anche uno che ho preso per me, pur essendo un libro per ragazzi... ne parlerò a tempo debito...

lunedì 14 aprile 2014

Incontri con l'autore: Silvio Cattarina (Torniamo a casa. L'Imprevisto: storia di un pericolante e dei suoi ragazzi)

Ho avuto occasione di partecipare, di recente, ad uno dei vari incontri con autori messi a punto dall'Ambito Sociale XX, nel mio territorio, aventi come tema centrale quello dell'accoglienza. 
Era presente Silvio Cattarina che ha raccontato la propria esperienza accanto ai ragazzi e alle ragazze della comunità “L’imprevisto”, una comunità che accoglie ragazzi che arrivano da esperienze di tossicodipendenza. 
L'incontro è stato strutturato più come racconto di esperienze vissute, grazie anche alla presenza di due ragazze ospiti della comunità, che non come mera presentazione di un libro. Non una presentazione classica, insomma, partendo dal libro per arrivare al resto.
Il libro, "Torniamo a casa", in effetti è stato nominato solo in minima parte. Da quel che ho capito si tratta di un racconto di un "pericolante", così si definisce l'autore, e dei suoi ragazzi.
Con Cattarina erano presenti Anastasia ed Alice, rispettivamente 20 e 21 anni, che hanno avuto la forza di portare la loro testimonianza. 

Nel raccontare il loro percorso (da qualche tempo entrambe sono fuori dalla comunità, ospitate nella casa di reinserimento che è un passo importante verso il reinserimento definitivo nella società) le ragazze hanno raccontato come sono state accolte e come si sono trovate ad avere accanto persone pronte ad amarle incondizionatamente e ad accettarle per quello che erano, non per quello che avevano fatto. Se non ho capito male, di tutto questo si dovrebbe parlare nel libro: di ragazzi e ragazze che hanno commesso degli errori e che sono arrivati alla comunità dove sono stati accolti da persone che li hanno aiutati considerandoli prima di tutto persone.

L'autore ha insistito parecchio, più che sul contenuto del libro, sulla propria testimonianza di fede, mosso dalla certezza di essere stato chiamato a fare qualche cosa che arriva da qualcuno di più grande di un semplice uomo. Una testimonianza di accoglienza priva di pregiudizi, di amore e di impegno accanto ai tanti ragazzi e alle tante ragazze a cui viene trasmesso coraggio, autostima, speranza, ai quali viene data l’occasione di tornare a vivere appieno la loro vita. Ragazzi che tornano a studiare, che si inseriscono nel mondo del lavoro, che si riavvicinano alle loro famiglie e tornano a riprendere in mano la loro vita.
Il libro è stato presentato come un percorso ancora aperto e che è destinato a restare tale ancora a lungo.

Uscita dall'auditorium non ho avuto la "spinta" giusta a comprare il libro, che pure era in vendita all'esterno. Per il momento non mi attira. Magari se, più avanti, mi verrà voglia di leggerlo (ultimamente ho letto qualche cosa di simile... ne parlerò a breve), non mancherò di esprimere un'opinione più precisa sui contenuti.

venerdì 11 aprile 2014

Vivere al buio. La cecità spiegata ai vedenti (M. Marcantoni) - Venerdì del libro

Per questo Venerdì del libro vorrei proporre una lettura che ho in mente da tempo. Ho temporeggiato nel proporla in questa rubrica settimanale perchè volevo capire bene come poter trasmettere ciò che ho provato io nel leggerla... 
Si tratta de libro "Vivere al buio. La cecità spiegata ai vedenti". Un titolo impegnativo per un libro che già dalla copertina mi ha colpita. L'immagine che viene proposta è molto significativa e mi ha subito fatto pensare a come un cieco abbia comunque altri talenti da spendere per vivere appieno la propria vita. 

Non è semplice raccontare questo libro perchè non è una storia da raccontare, con unizio, uno svolgimento ed una fine. Come viene ben detto nella presentazione del libro si tratta di una sorta di sussidiario, di galateo indirizzato ai vedenti affinchè possano rapportarsi con i ciechi senza ansie e paure. E' un libro scritto da un cieco e indirizzato a chi cieco non è. Un racconto fatto non da chi immagina una vita al buio ma da chi una vita al buio la vive.

Innanzitutto il lettore viene aiutato a capire la cecità lasciando da parte equivoci ed i pregiudizi nei quali si può facilmente inciampare.
Il tutto partendo da un presupposto essenziale: prima di tutto è un uomo (o una donna), poi un cieco.

Il primo capitolo è un capitolo di "conoscenza": il lettore viene aiutato a conoscere, a capire una realtà che, da vedente, può solo immaginare a grandi linee. Come ben dice l'autre non basta chiudere gli occhi e provare a vivere qualche attimo senza vedere per capire appieno cosa voglia dire essere un cieco. Con tatto ma anche con estrema praticità l'autore sfata dei miti e mette anche in crisi il lettore (a me è capitato così). 
Nel secondo capitolo vengono dati dei consigli, delle indicazioni al lettore su come rapportarsi con chi non vede nella vita di tutti i giorni e nelle varie situazioni che si possono presentare.
La lettura progede pensando al futuro.

Nella seconda parte l'autore focalizza maggiormente l'attenzione sulle difficoltà che affronta un cieco nella vita di tutti i giorni e lancia, a seguire, un grande messaggio di speranza infondendo coraggio a piene mani valorizzando le tante conquiste che possono essere fatte, di giorno in giorno. 
In conclusione, vengono lanciati quattro messaggi che, rivolti ai vedenti come ai ciechi, che invitano ed aiutano a cogliere ciò che è invisibile agli occhi. 

L'autore è molto diretto. Non fa sconti al lettore e non lascia margini all'interpretazione. Arriva dritto al punto e dice ciò che deve senza troppi filtri.

Il libro mi ha fatto riflettere, non posso negarlo... e credo che sia una lettura utile sia a chi vive accanto ad un cieco nella vita di tutti i giorni, sul lavoro, a scuola o nella cerchia di amici ma anche a chi, pur non avendo un'esperienza diretta, vuole arrivare a capire l'essenziale, quello che è invisibile agli occhi.

Dedico questa lettura ad una persona cieca a cui spesso, nei primi tempi, dicevo (senza pensarci troppo) "...ci vediamo domani" quando me ne andavo dall'ufficio e rispetto al quale mi sentivo sistematicamente in colpa dopo aver pronunciato tali parole... 
La sua serenità e il suo modo di essere mi ha aiutata a capire come relazionarmi con lui. Ora, quando lo saluto, gli dico "... ci vediamo domani" con estrema serenità e lasciandogli quelle parole come un saluto, lo stesso saluto che gli riserverei se ci vedesse. Un saluto che lui ricambia sempre con un sorriso.

In conclusione vorrei segnalare un dettaglio che puo' sembrare un po' fuori luogo... ma che ho notato. I caratteri usati nel libro sono piuttosto piccoli... ma fate finta di non aver sentito... Nel parlare di cecità mi imbarazza un po' dire che con un carattere così piccolo si può far fatica a leggere soprattutto se lo si fa dopo ore di lavoro e si è un po' stanchi... Fate finta che non abbia detto niente, ok?
***
Vivere al buio. La cecità spiegata ai vedenti
Mauro Marcantoni
Erickson Editore (collana Capire con il Cuore)
14.00 euro

giovedì 10 aprile 2014

La ragazza dietro il ventaglio (S. Knightley)

Dopo aver letto, nella versione classica/cartacea, La ragazza dietro la maschera, ho preso in e-book il seguito. La ragazza dietro il ventaglio: poco originale come titolo... questa è stata la mia prima osservazione, soprattutto pensando che il terzo della serie si intitola La ragazza dietro la finestra.
Si tratta del secondo libro della trilogia Le città della perversione e l'ho preso in versione digitale, spendendo la metà di quanto avrei speso per la versione cartacea.

In effetti, quanto ad originalità, ci sarebbe molto da dire. Il titolo già lascia pensare la stessa struttura del precedente: la storia di fondo è quella di Sarah e Marco, iniziata a Venezia ed interrotta dopo un singolare e moderno rapporto epistolare, usando il pc. Sarah se n'è andata da Venezia per trasferirsi a Parigi ed inizia un'avventura analoga a quella narrata quando la protagonista, Sarah, appunto, era sulle tracce della storia di una "piccante" ragazza... quella che allora si nascondeva dietro la finestra. Anche stavolta cerca di indagare sulla vita di una cortigiana d'eccezione che, stavolta, si nasconde dietro ad un ventaglio.
La struttura del libro, dicevo, è la stessa: l'autrice alterna capitoli che riguardano il presente e la storia di Sarah con Marco a capitoli che fanno fare un tuffo nel passato, all'epoca in cui era vissuta Augustine. Questa è la ragazza sulle cui tracce si trova Sarah non per una tesi di laurea come avvenuto in precedenza ma per la sceneggiatura di un film.

Nei primi capitoli l'autrice cerca di riassumere la storia narrata nel libro precedente come a voler dare autonomia a questo secondo volume: ma se di trilogia si tratta, a cosa serve perdere tempo, ed abusare del tempo e della pazienza di un lettore, per fare un riassunto. Se si propone un trilogia dichiarata come tale è evidente che c'è un ordine di lettura e che le storie sono consequenziali l'una all'altra. Questo voler riassumere quanto accaduto in precedenza mi ha irritata, non posso nasconderlo.

Come avvenuto nel primo libro l'autrice infarcisce la storia di scene erotiche che riguardano Augustine - finita a fare la protetta di un facoltoso duca dopo essere uscita da una tormentata storia d'amore - ma anche Sarah che, però, non sono mai vissute al presente ma per lo più racconti di sogni, di fantasie o di ricordi. 

Affascinante il tuffo nel passato che viene proposto: il lettore si trova davanti ad una realtà che allora - siamo nella metà dell'ottocento - era la normalità. Ma è anche una storia di violenza, di sofferenza, di sottomissione...
Un po' meno affascinante il presente di Sarah che mi è apparso ricco di assurde coincidenze oltre che alquanto scontato in più passaggi. L'epilogo della storia con Marco, poi... li avevamo lasciati con una lei che si era innamorata di un uomo "virtuale" ed un lui sfuggente... solo Sarah non aveva capito il perchè e il suo continuo insistere nel volerlo incontrare di persona riserverà una sorpresa... solo a lei, però, perchè onestamente già da metà del libro precedente si capisce cosa possa essere successo.

Mi è piaciuto meno del primo. La parte che riguarda Augustine mi è piaciuta... ma il resto non proprio. Dalla presentazione che ho letto del terzo libro credo che il seguito sia ancora più scontato. Per il momento non ho curiosità ad andare avanti nella scoperta di come va a finire la storia tra Marco e Sarah: il finale, piuttosto amaro (sia per Augustine che per Sarah stessa) lascia aperta con estrema evidenza la porta per il terzo libro. 

Spero solo che l'autrice non voglia ancora una volta riassumere le puntate precedenti...

Ah, dimenticavo... Il contenuto erotico... come per il primo libro nemmeno qui manca e, anche stavolta, l'autrice non scade mai nella volgarità. Anzi, cerca sempre di essere molto meticolosa nelle descrizioni... però la storia di raccontare sempre dei sogni alla fine stanca!

Ps. dopo aver fatto un aggiornamento del Kindle ho notato la comparsa, sulla copertina, di una fascia gialla che all'inizio non c'era... Si vede bene dalla foto (la prima che ho inserito è la foto della copertina che compare sul mio tablet): viene indicata la presenza di un'anteprima del terzo libro, le prime pagine... Io non sono riuscita a trovarle.
Sono alle prime armi con la lettura di e-book, è vero, ma proprio non ho trovato niente. Bho!

lunedì 7 aprile 2014

Libri... variazioni sul tema... Didò, Pongo, pasta da modellare fatta in casa

Oggi il piccoletto è tornato strano da scuola... Appena ha fatto pranzo è uscito un po' con il monopattino, si è stancato ed accaldato... Il risultato? Quando sono tornata da lavoro era ancora più strano di quanto non lo fosse appena uscito da scuola... ha anche avuto il tempo di farsi male cadendo dalla sedia mentre tentava di fare i compiti così... l'ho convinto ad andare un po' a riposare.
Cosa fare con la sua sorellina mentre lui era a nanna? Qualche cosa di silenzioso ma che non la facesse annoiare... qualche cosa di interessante, stimolante, divertente...
Così abbiamo deciso di sperimentare una ricettina molto particolare: non un dolce, non biscotti ma... didò fatto in casa. La classica pasta da modellare che piace tanto ai bambini...
Ne ho trovate  diverse in rete e devo dire che non mi sono mai cimentata in questo esperimento casalingo prima d'ora.

Stendendo un velo pietoso sull'orrenda tovaglia che abbiamo usato per contenere i pasticci, gli ingredienti sono di uso comune:
  • due tazze di farina,
  • mezza tazza di sale fino
  • mezza tazza di amido di mais
  • due cucchiai di succo di limone
  • due cucchiai di olio
  • una tazza di acqua bollente
  • coloranti alimentari.
Abbiamo mescolato prima gli ingredienti secchi per poi aggiungere quelli liquidi: l'acqua è bollente per cui bisogna fare attenzione nell'impastare visto che l'impasto è caldo. Prima abbiamo impastato con un cucchiaio di legno poi via con le mani. Come per ogni impasto che si rispetti, per far amalgamare gli ingredienti nel modo giusto bisogna impastare a lungo... e più si impasta più il calore dell'acqua bollente si attenua.
Impasta, impasta, impasta... il piccoletto di casa si è svegliato e ci ha dato una vigorosa mano!

Per far lavorare tutti e due ho diviso a metà l'impasto. Ottenuti due panetti lisci e morbidi abbiamo scelto i colori: il piccoletto di casa ha scelto il blu e la principessa di casa il lilla. Per il blu abbiamo usato un solo colorante (quello blu, appunto) mentre per il lilla abbiamo sommato il blu al rosso. A dire il vero per ottenere un colore decente abbiamo usato due fialette di rosso e mezza di blu.

Impasta, impasta, impasta, ecco il risultato. Ci abbiamo giocato un po' per poi ricomporre i panetti e conservarli in due contenitori di plastica che abitualmente uso per conservare il cibo: i barattolini del didò vuoti non li ho mai conservati per cui ho dovuto usare ciò che era in casa.
Ora vediamo per quanto tempo si mantengono morbidi.
Ps. io avrei preferito il rosso al lilla... ma i gusti sono gusti... quel lilla lì mi sembra davvero anonimo. La prossima volta cercheremo di realizzare varianti più allegre.