martedì 31 maggio 2011

Io, Nojoud, dieci anni, divorziata (Nojoud Ali)

Un'altra storia di bambini. Questa volta al femminile visto che si tratta di bambine. Una bambina, in particolare - Nojoud - che incarna però il prototipo di "sposa bambina" che è, purtroppo, molto comune in determinate zone del mondo.
E' la storia (rigorosamente vera) narrata nel libro che mi è stato inviato nell'ambito dell'iniziativa Libri Vagabondi di Ely.

Ha dieci anni ma non è una bambina come tutte le altre. Nojoud è una bambina obbligata a diventare una donna contro la sua volontà. Data in sposa ad un uomo di venti anni più vecchio di lei si trova a dover affrontare tutto ciò che il matrimonio comporta, comprese le violenze - perché è di ciò che si tratta - perpetrate da quello che lei chiama "il mostro", suo marito, ogni volta che vuole.Lei, piccina, delicata, strappata alla scuola ed ai giochi spensierati che si fanno a dieci anni, trova però la forza di ribellarsi e di rivolgersi a qualcuno che possa aiutarla. Trova il coraggio di cercare un tribunale per chiedere di essere aiutata ad ottenere il divorzio. Purtroppo non si tratta di un romanzo ma di una storia tristemente vera e tristemente comune. Nojoud è una bambina dello Yemen dove la pratica delle "spose bambine" non è affatto una novità. Anzi, piuttosto è la regola. O quasi.

Una realtà inconcepibile, dal mio punto di vista. Una realtà che non solo permette agli uomini di decidere per le loro figlie come meglio credono, di disporre delle spose bambine come se fossero delle adulte, ma che - e questo è il mio personalissimo punto di vista - non ha il minimo rispetto per la donna che non viene affatto considerata un essere umano con la propria capacità di scelta, con dei propri diritti.

Nojoud è un esempio di coraggio ma anche di profonda sofferenza: non è facile per lei raccontarla sua storia, anche nei dettagli più intimi, e la sua voce amplificata dall'interessamento di avvocati e giornalisti, ancor più amplificata da articoli di stampa che hanno fatto il giro del mondo, ha permesso di far emergere con forza ciò che le bambini in determinate culture sono costrette a subire senza potersi minimamente opporre. Alle bambole vengono sostituiti i mestieri di casa, alla spensieratezza viene sostituita la sopportazione di continue violenze consumate tra le mura familiari, alla libertà di scelta viene sostituito l'obbligo di fare ciò che una "donna sposata" deve fare. Punto e basta. Anche se la donna sposata in oggetto ha dieci anni. A volte anche meno: Nojoud di anni ne ha dieci ma la realtà dice che spesso vengono date in sposa ad uomini maturi anche bambine di nove anni. E la promessa, che viene fatta dal "marito", di non toccare la bambina fino a che non sarà arrivata nell'età della pubertà, è una mera congettura visto che nella pratica non viene assolutamente rispettata. E se anche fosse - aggiungo io - come si può pensare che una ragazzina, giovanissima (anche se avesse 14 o 15 anni resta sempre molto giovane), senza aver minimamente possibilità di scelta, senza che i sentimenti contino nulla e senza la possibilità di ribellarsi venga ceduta ad un uomo proprio come merce di scambio? Un'assurdità secondo me. Un'abitudine consolidata nello Yemen come in altre parti del mondo.

Leggere questo libro - che è piuttosto breve ma intenso - ha provocato in me indignazione per una situazione che trovo inconcepibile. Ma anche la consapevolezza di essere fortunata ad essere nata in un parte del mondo in cui la cultura è ben altra.

La storia viene narrata con delicatezza, pur in tutta la sua tragicità, in modo semplice e scorrevole. Onestamente avrei preferito un maggiore approfondimento del dibattito in tribunale. Avrei voluto sentire le argomentazioni dell'una e dell'altra parte, il dibattito che se ne sarebbe alimentato ma probabilmente già il solo fatto che una vicenda del genere sia arrivata in un tribunale è già molto.L'epilogo, per lei, è positivo. Lo si capisce già dal titolo. E altre bambine hanno avuto la forza di ribellarsi dopo che la storia di Nojoud ha fatto il giro del mondo. Ma, mi chiedo, quante sono ancora le bambine costrette a subire un trattamento di questo tipo nel mondo? Credo che sia indispensabile una seria riflessione in merito. So che ci sono delle associazioni umanitarie che si battono per tentare di cambiare le cose ma gli ostacoli sono davvero molti. E' una lettura che sconvolge ma che consiglio di affrontare per prendere consapevolezza di un problema rispetto al quale, credo, troppo poco si è detto.

Con l'auspicio che le cose possano cambiare e che negli occhi di tutte le bambine e di tutti i bambini del mondo si possa leggere solo serenità, gioia di vivere e spensieratezza.

lunedì 30 maggio 2011

Che rabbia! (Mireille d'Allancé)

Nel corso dell'ultima visita in una biblioteca di un comune vicino al mio mi sono accorta che sono disponibili dei bei libri per bambini che, ne sono certa, agli occhi dei più piccoli potrebbero passare inosservati perchè non hanno in copertina le classiche immagini romantiche e coloratissime che di solito li catturano.
Ho trovato, tra gli altri, Che rabbia!
Un libro edito da Babalibri, scritto da Mireille d'Allancé e di cui ho tanto sentito parlare da diverse amiche blogger. Va detto che ero sola durante la tappa in biblioteca per cui i bambini si sono ritrovati questo libri (ed altri due) tra le mani senza avere alcuna possibilità di scelta. Le reazioni sono state differenti: la mia bimba non ha affatto gradito la lettura (o, più propriamente, le immagini ed il senso a loro abbinato) mentre il piccoletto ha apprezzato ed ha ben capito la lezione.
Chi conosce il libro non ha bisogno di altre spiegazioni ma chi non lo conosce, invece, ha bisogno di qualche dettaglio per capire.

Si tratta di un libro che aiuta i piccoli a capire ed esternare le proprie emozioni. In questo caso si tratta della rabbia: la situazione che viene raccontata è molto comune a qualsiasi bambino che, di tanto in tanto, si arrabbia. Ebbene, il piccolo Roberto - questo è il nome del protagonista - vede materializzarsi ciò che provava dal profondo del suo pancino dopo una giornata difficile: la rabbia diventa un essere enorme, rosso di colore e pronto a distruggere tutto ciò che incontra fino a che... fino a che Roberto non dice basta e gli passa!
E' un libro che, per i più piccoli, necessita di qualche spiegazione da parte di mamma e papà. Il testo non è eccessivamente articolato e la morale arriva da se ma va capita. Con il dovuto aiuto della mamma i miei bimbi hanno ben afferrato la questione ma mentre la principessina di casa si è dimostrata molto delicata nei suoi gusti (se si imbatte nel suo fratellino che ha il libro tra le mani guarda da un'altra parte o ripone il libro con la copertina coperta in libreria in modo da non vedere le immagini) il piccoletto mi ha chiesto di leggere più e più volte la storia ed ha voluto anche spiegazioni.
"Ma anche io ho quella cosa rossa nella pancia?" e poi... "...come si fa a mandarla via?", "...sarà meglio non farla uscire?".
Anche nella giornata di oggi - giornata in cui è stato costretto a casa per via di un'antipatica scarlattina - abbiamo letto e commentato insieme il libro. Non ho pensato a chidergli di disegnare quella sensazione per vedere cosa sarebbe uscito fuori e con quale colore ma sono certa che avrebbe usato il rosso, se non altro per imitazione rispetto alle immagini a cui, ora, dopo aver letto il libro, abbina la rabbia.
Giornata lunga, quella di oggi. Perchè tenere in casa un bimbo che ultimamente si era abituato a stare in giardino a casa della nonna (bisnonna per la precisione) fino a sera dopo la scuola, doversene stare in casa per tutto il tempo è stata durissima. Mi sono inventata di tutto e di più per tenerlo occupato ed a più riprese ha voluto pasticciare con i colori.

Avrebbe potuto essere una ghiotta occasione per chiedergli di rappresentare la sua rabbia... sarà per la prossima volta. Dare una forma ed un colore ai propri sentimenti credo che sia importante, per i più piccoli, per prendere familiarità con le loro sensazioni. Oggi ci siamo limitati ad un cielo estivo, alla pioggia colorata e alle mani (ma i colori non erano colori a dita bensì tempere per cui l'ho tenuto occupato anche nel lavarsi le mani!).
***
Che rabbia!
Mireille d'Allancè
Babalibri
11.50 euro

venerdì 27 maggio 2011

Ali bruciate. I bambini di Scampia (A. Pronzato-D. Cerullo) - Venerdì del libro

Avverto subito. In queste pagine si può notare una certa confusione, e anche un'innegabile ripetitività. Le ho lasciate appositamente così. Sarebbe assurdo pretendere ordine, armonia letteraria e razionalità in un mondo caotico come quello di Scampia e delle Vele in particolare (Alessandro Pronzato).

In questo Venerdì del Libro di HomeMadeMamma non propongo una lettura per i più piccoli ma una lettura che parla dei più piccoli. Ali bruciate è un libro in cui si parla dei bambini di Scampia (Napoli) delle Vele in particolare. Le ali bruciate sono le loro, di quei piccoli angeli che hanno la sola colpa di nascere in un luogo in cui la loro vita è segnata già in partenza. A loro è negato il diritto di divertirsi come ogni bambino dovrebbe fare. Crescono in un ambiente in cui la sporcizia - quella materiale ma anche quella interiore, delle persone - la fanno da padrona. E la loro voglia di serenità, i loro occhi assetati di fantasia e di bellezza spesso vengono spenti dal dolore della perdita di un genitore, dalla povertà che porta a compiere anche i gesti più impensabili per un bambino e dai cattivi esempi che, da quelle parti, ce ne sono a volontà.
Il libro è caotico. E' vero. Lo si dice chiaramente. Caotico nelle modalità usate per raccontare la realtà di Scampia - a volte discorsi diretti, a volte racconti, interviste, lettere - e spesso è ripetitivo. Ma dipinge una situazione che è celata agli occhi di chi è lontano da quelle zone e non si rende conto di quanto difficile sia essere un bambino a Scampia.
Davide era uno di quei bambini ed ora, a distanza di tempo, cerca di raccontare la loro situazione portando anche speranza. Racconta dei tanti esempi positivi, di coloro che - per lo più sacerdoti o suore - vogliono dare un segno di speranza. Racconta di quei piccoli fiori che spuntano tra le siringhe abbandonate a terra o tra la sporcizia ed il fetore.

Davide è l'esempio tangibile di come si possa dire basta ad una situazione che sembra segnata per sempre. E' l'esempio di come si possa dire no al dio denaro facile per aprirsi ad una vita nuova e diversa.
Davide Cerullo racconta anche se stesso, le sue tristi vicende passate che l'hanno portato in basso, molto in basso, per poi dare un esempio di speranza quando - racconta - ha trovato la retta via.
Alessandro Pronzato lo aiuta in questo dando quella consulenza "artistica" che serve per scrivere un libro.
Questa lettura, oltre a lasciarmi un po' interdetta in più punti per via di quel caos narrativo che Pronzato ammette tra le pagine, mi ha lasciato addosso un bel po' di tristezza nel pensare a quei bambini, a quell'ambiente.
Più e più volte gli autori puntano il dito contro chi, in modo estremamente superficiale, a Scampia abbina tutto (e solo) ciò che di negativo viene in mente, senza dare importanza a ciò che di positivo invece vi si può trovare. Un libro che fa una fotografia molto realistica della situazione ma che vuole, soprattutto, dare spazio alla speranza, alla possibilità di cambiare le cose.

Quando ho chiuso il libro (molto bella la foto di copertina e anche le altre che sono proposte all'inteno) dopo aver letto l'ultima pagina, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata che i nostri figli sono bambini fortunati. E non è certo un pensiero dettato dalla vanità di una mamma ma da un dato di fatto: quale colpa possono avere i bambini se si trovano a vivere e crescere in ambienti che tutto sono meno che a misura di bambino? Nessuna colpa.

Ho trovato molto toccante l'ultima lettera che viene pubblicata. La lettare di un bambino che scrive a suo padre che è in carcere. Ne riporto solo un passaggio.

Un giorno tu e la mamma avete deciso di mettermi al mondo. Non ve l'ho chiesto io, non potevo chiedervelo. Se davvero lo avete voluto voi, allora dovete pure volere la mia felicità. Non posso immaginare che mi abbiate dato la vita per farmi soffrire.

Ps. Ringrazio l'autore per la foto - gentilmente concessa - che lo ritrae mentre legge un passo del suo libro.

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Ali bruciate. I bambini di Scampia

Alessandro Pronzato - Davide Cerullo

Paoline Editoriale Libri

16.00 euro

giovedì 26 maggio 2011

Pollicina (H. C. Andersen)

Chissà se Andersen avrà mai immaginato che la storia di Pollicina serebbe finita su un piccolo libro venduto a 90 centesimi? Probabilmente no, ma è quello che è accaduto. Ho trovato una collana di piccoli libri che propone le storie più classiche che vanno da Pollicina a Il brutto anatroccolo, da Pinocchio a Peter Pan passando per Il Gatto con gli stivali e La sirenetta... I titoli sono complessivamente 24 ed io ne ho presi un paio per i miei bimbi in un giorno in cui non era previsto l'acquisto di un libro ma, visto che ero fuori, si aspettavano un regalino. Niente cianfrusaglie o caramelle. Un piccolo libro, si! Si tratta proprio di piccoli libri comodi da tenere sempre in borsa per ogni evenienza, nel caso in cui si dovessero affrontare attese dal dottore o se il proprio bimbo chiede un po' di attenzioni in più del solito. Raccontare una favola è sempre un buon modo per coccolare un bimbo e lo si può fare ovunque.
Pollicina fa parte della collana Leggimi una fiaba, Edi Cart editrice, marchio Edi Bimbi.
La storia è quella classica di Andersen anche se, per cause di forza maggiore, è adattata ad essere narrata in poche pagine. Non mancano colorate illustrazioni, che tanto piacciono ai bimbi, ed ora che ci penso potrebbe essere un'ottima alternativa alle solite caramelle che si regalano ai bambini nelle festicciole di qualsiasi genere...
Il prezzo di 90 centesimi parla da solo. Anche con un investimento minimo si può invitare un bambino a fare un viaggio nella fantasia. In questo caso insieme a Pollicina.
Sull'ultima di copertina sono anche indicati dei simboli:
- è adatto per bimbi dai quattro anni in su (ma anche i più piccoli credo che starebbero a sentire la mamma che legge la storia)
- permette ai bambini di affinare le capacità di lettura
- è uno strumento per i primi apprendimenti
- va usato insieme a mamma e papà: in questo modo le storie sono più belle e più magiche!
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Pollicina
H. C. Andersen
EdiBimbi
0,90 euro

mercoledì 25 maggio 2011

L'oca Genoveffa e la banda musicale (Lucia Salemi)

L'ha stregato. Rapito.
Affascinato.
L'oca Genoveffa è riuscita a farsi amare dal piccoletto di casa in pochi minuti. E' bastato che gli leggessi una sola volta la sua storia per far scoccare l'amore.
L'oca Genoveffa e la banda musicale è uno degli ultimi libri che ho letto ai miei bimbi e che ho quasi imparato a memoria tante sono le letture che ne sono seguite. Il piccoletto di casa, in particolare, ogni volta che faccio scegliere loro la lettura della sera (spesso sono io che propongo i libri da leggere) mi chiede sempre lei. L'oca Genoveffa.
Il libro fa parte della collana Prime Letture, Emme Edizioni ed è scritto da Lucia Salemi. Un'autrice che ho conosciuto virtualmente senza nemmeno rendermene conto!!
La storia è molto carina, correlata da simpatiche e coloratissime immagini. L'oca Genoveffa e tutta la sua banda musciale si trova a vivere un'avventura davvero particolare. Diretti a Belpaese si ritrovano a Quelpaese e nonostante il clamoroso equivoco si divertono tutti un bel po'. Ci siamo divertiti non solo nel leggere la storia ma anche nel cercare di cantare le canzoni del repertorio della banda: Quando la banda sbandò e Chioccia son tanto felice! Un gran divertimento.
Nell'ultima di copertina viene indicato chiaramente che si tratta di una lettura adatta dai sei anni: in effetti i caratteri usati per narrare la storia sono piuttosto grandi, adatti per chi fosse alle prime armi con la lettura. Devo dire, però, che ai miei bimbi che sono più piccoli la lettura è piaciuta molto anche se raccontata dalla mamma: non è propriamente una di quelle letture con frasi minime che di solito vengono proposte ai più piccoli ma malgrado le frasi più strutturate e la storia più lunga del solito sia il piccoletto che la principessina di casa hanno molto gradito. Soprattutto lui. Oramai mi è chiara la sua propensione per la musica, come ho avuto modo di appurare anche di recente e cercherò di coltivare come meglio potrò questa sua inclinazione musicale. Chissà... se in futuro la banda diretta dal Gallo Bellacresta e nella quale suona l'oca Genoveffa dovesse avere bisogno di un nuovo musicista potrei proporre lui!!!!

Tra l'altro, il personaggio di Genoveffa gli è diventato così familiare che se ci capita di vedere oche in tv o di incontrarne in campagna lui, indicandole, dice: "...eccola, è l'oca Genoveffa". Poi va a cercare un'altra oca che gli piace molto: l'oca Caterina di Nicoletta Costa. E' davvero buffo!
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L'oca Genoveffa e la banda musicale
Lucia Salemi
Emme Edizioni
6.50 euro

martedì 24 maggio 2011

Io, venditore di elefanti (Pap Khouma a cura di Oreste Pivetta)

E’ un libro di venti anni fa ma è molto, molto attuale. Anzi, rispetto a ciò che viene raccontato credo che la situazione sia ulteriormente peggiorata e basta fare mente locale per rendersene conto. Io, venditore di elefanti è un libro curato da Oreste Pivetta e che racconta le tante traversie vissute da un immigrato - Pap Khouma - dll momento in cui ha deciso di lasciare la sua terra in cerca di un futuro migliore. Un futuro che fosse fatto di un lavoro stabile, benessere, una famiglia. Il protagonista, Pap Khouma, racconta la sua storia e quella di tanti suoi fratelli africani che, lasciatisi una vita di povertà alle spalle, hanno trovato tempi duri davanti ai propri occhi con continue umiliazioni, privazioni, fughe ma di tanta fiducia e tanta voglia di andare avanti.

Erano gli anni '80 quando l'arrivo degli immigrati che vendevano la loro merce era accolto con curiosità. Poi il loro numero si è pian piano moltiplicato e le cose sono cambiate. E sono cambiate in peggio. Il libro racconta, in modo diretto e spontaneo, una storia che è uguale - o per lo meno simile - a tante storie di giovani che lasciano tutto con l'illusione di una vita migliore. Il libro si legge senza fatica perchè scritto con un linguaggio diretto, con discorsi diretti che fanno immedesimare nei dubbi, nelle paure, nelle esitazioni di coloro che si trovano ad inventarsi una vita in un ambiente lontano dal proprio e spesso ostile. Eppure la voglia di integrazione resta sempre alta, anche quando le difficoltà sembrano innalzare ostacoli troppo alti da superare.

Alla fine del libro, a dire il vero, avrei preferito sapere quale strada imbocca colui che parla in prima persona, se il mondo del lavoro gli ha aperto definitivamente le porte, come e dove. Ma il racconto è comunque utile per riflettere sulla situazione di tanti immigrati che, soprattutto nei nostri tempi, si trovano in situazioni sempre più difficili.

L'edizione che ho trovato io in biblioteca è del 1990 ma credo che ve ne siano di più recenti: ne ho vista in vendita una, in una libreria on line, con una copertina diversa (e più moderna) rispetto a quella che ho letto io ma poco importa dell'aspetto esteriore. I contenuti parlano da soli.

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Io, venditore di elefanti (Una vita per forza tra Dakar, Parigi e Milano)

Pap Khouma (a cura di Oresta Pivetta)

143 pag.

lunedì 23 maggio 2011

La nostra esperienza con Artepercrescere

Come previsto, ieri mattina abbiamo portato i nostri bimbi ai laboratori inseriti nell'iniziativa "0-6 Artepercrescere". Si sono ritrovati con tanti altri bambini che non conoscevano (tranne i due cuginetti che sono venuti con noi) e non è stato facile sciogliere il ghiaccio (com'era facilmente prevedibile). Dal programma avevo scelto per loro due laboratori su quattro (musica-teatro e laboratorio artistico manuale) chiedendo di poterli iscrivere insieme ma solo una volta "sul campo" mi sono resa conto di aver sbagliato. Mentre la principessa di casa ha seguito tutti e due i laboratori, il piccoletto è sembrato interessato solo ai disegni fatti tutti insieme mentre aspettavamo il nostro turno...

Giunto il momento di iniziare i laboratori veri e propri, dopo aver disegnato liberamente tutti insieme, ciascuno con il suo foglio, il piccoletto ci ha messo pochi attimi a capire che ciò che pensavo potesse interessargli invece non gli interessava affatto. Ha preferito uscire con papy e correre attorno allo stabile in cui si tenevano i laboratori....
Il primo laboratorio che la mia bimba ha frequentato era quello di musica-teatro, con due animatori che hanno portato i bambini nel mondo dei suoni, dei colori, della corporalità. Ebbene, seppur interessata, la principessina è stata sempre appiccicata a me, a distanza ravvicinata. Tutti i bambini erano soli tranne la mia e un altro bambino che, pure, ha chiesto la collaborazione della mamma. Mi sono prestata molto volentieri anche se, lo ammetto, avrei preferito che la mia bimba socializzasse un po'.

Con il secondo laboratorio è andata meglio: quello delle attività manuali che è stato strutturato proponendo l'uso dei colori in libertà, creando disegni di fantasia, ritagliando animali e creando burattini da usare su un teatrino improvvisato. Questa volta la mia bimba è stata da sola con gli altri (anche se io ero seduta in un angolo nella stessa stanza ma per conto mio, a rassicurarla con un sorriso) ed ha conosciuto qualche bambino che le è rimasto impresso: in macchina mi ha detto tutti i nomi, cosa indossavano, cosa avevano disegnato i suoi nuovi amici. Un gran risultato soprattutto in un periodo in cui chiede costantemente la mia presenza.

Ma mentre io e la mia principessina eravamo occupate altrove, in altre stanze è stato svelato l'arcano: i laboratori che avevo scelto per il piccoletto non erano adatti a lui... Lui avrebbe preferito la musica e ce l'ha dimostrato in modo molto palese visto che si è avvicinato, zitto zitto, agli strumenti musicali che erano disponibili una volta terminati altri laboratori di musica ed ha dato sfogo alla sua vena musicale....

La prossima volta dovrò scegliere meglio per poter entusiasmare tutti e due. Credo che sia stata, comunque, un'esperienza positiva anche se i miei bimbi hanno partecipato ognuno a modo loro. Positiva per i bambini ma anche per noi genitori che ci siamo "messi alla prova" in attività che esulano la routine quotidiana e che hanno comunque richiesto la nostra partecipazione diretta in un modo o nell'altro. A tal proposito, sono sempre stata una sostenitrice della necessità di essere il più possibile partecipi accanto ai nostri figli nelle varie attività che proponiamo loro. Preferisco sporcarmi le mani con i colori, partecipare ai loro ragionamenti, ballare e cantare con loro piuttosto che lasciarli in una stanza (seppur in buone mani) ed attendere fuori che finiscano.

venerdì 20 maggio 2011

Dislessia a scuola: gli allievi di domani? (L. Garnero) - Venerdì del libro

Un bambino con lo sguardo triste. Con lo sguardo perso nel vuoto. Un bambino che ben rappresenta il disagio che può vivere chi dovesse avere un problema molto sottovalutato (se non sconosciuto) in passato ma rispetto al quale, attualmente, si sono fatti notevoli passi avanti. Per questo Venerdì del libro (di HomeMadeMamma) ho scelto un libro piuttosto tecnico, che si indirizza ad insegnanti o personali addetto alla riabilitazione di bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento. Libro che si intitola: Dislessici a scuola: gli allievi di domani? scritto da Loredana Garnero.
Si tratta di un libro piuttosto tecnico, dicevo, che affronta in maniera dettagliata e competente i problemi legati all'apprendimento dei bambini. Pur nella consapevolezza di avere tra le mani un libro che ritenevo già in partenza poco adatto per una mamma che, a dire il vero, poco sapeva di tali problematiche, l'ho letto volentieri spinta dalla curiosità di fare chiarezza in merito ad un aspetto della crescita dei nostri figli che è molto attuale. Molto spesso si parla di dislessia, o si sente parlare di dislessia. Ebbene, nel leggere questo libro mi sono resa conto che non è l'unica forma di disturbo dell'apprendimento che può riguardare i bambini. Ammetto di aver letto in modo un po' superficiale quelle parti che suonavano, alle mie orecchie, come tecnicismi eccessivi, destinati agli addetti ai lavori ma ciò non mi ha impedito di immagazzinare preziose informazioni sul mondo dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento.
Il libro è edito da Bambini Nuovi e fa parte della collana La Nuova Pedagogia. Un ottimo supporto per operatori che possono contare anche sul Programma Indaco (Indagine Nosologica sui Disturbi dell’Apprendimento e Consigli Operativi) progettato dalla stessa autrice del libro e pensato per aiutare gli insegnanti con questionari specifici che permettono di ricavare il profilo individuale di ogni bambino. Il tutto nell'ottica di attuare un intervento mirato ed individualizzato.
Chi decidesse di leggere il libro non deve aspettarsi una trattazione semplicistica dei problemi legati all'apprendimento ma un'analisi puntuale e competente.

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Dislessici a scuola: gli allievi di domani?
Loredana Garnero
Bambini Nuovi per l'umo del futuro edizioni
15,00 euro

mercoledì 18 maggio 2011

Arte per crescere - Grottazzolina (Fermo - Marche)


Questa volta non è di un libro che voglio parlare ma di una iniziativa che si terrà il prossimo fine settimana nel comune di Grottazzolina, comune della provincia di Fermo (nelle Marche) non molto lontano da me. Si tratta di un seminario formativo "0-6... Artepercrescere" realizzato dal comune di Grottazzolina tramite l'associazione "Arte per crescere" e la provincia di Fermo, settore Formazione Professionale, Scuola e Politiche del lavoro. E' una iniziativa strutturata in quattro momenti, che si snodano nelle giornate di sabato e domenica 21 e 22 maggio. Sono momenti connessi tra loro e che coinvolgono diversi territori.
Sabato è in programma il primo momento: un convegno, presso il teatro Novelli di Grottazzolina, a partire dalle ore 17, dedicato all'importanza dei linguaggi artistici per la fascia d'età 3-6 anni.
L'altro momento proposto sabato si struttura, invece, in workshop formativi destinati agli adulti dal mattino alle 9 fino al pomeriggio alle 16.30.
Anche nella giornata di domenica saranno proposti workshop formativi per adulti, stesso orario, su tematiche diverse.
Dal 21 al 29 maggio, inoltre (il terzo momento) sarà allestita la mostra ARTDA': una mostra-gioco che si terrà a Fermo presso Villa Vitali con visite guidate e laboratori per bambini.
E poi ci sono i laboratori per i nostri cuccioli. Questa, a dire il vero, è l'esperienza che a noi interessa di più. Si tratta di laboratori suddivisi per età (0-3 e 3-6 anni) che si terranno domenica mattina dalle 9 alle 12 a Grottazzolina.
Sono previsti:
"Momenti musicali con il tuo bambino" (0-3)
"Impariamo a conoscere i nostri animali" (0-3 e 3-6)
"Just beat - Il gioco del teatro, il ritmo della musica" (3-6)
"Arteanimiamoci - Laboratorio di creatività" (3-6)
"Il corpo dei bambini... nei giochi di movimento" (3-6)

Chi volesse consultare il programma lo trova qui e qui c'è la scheda d'iscrizione.

Noi abbiamo scelto i laboratori di creatività e di teatro-musica e sono certa che per i miei bimbi sarà una bella ed importante esperienza. Amano cantare, ballare e fare attività manuali di diverso tipo... Dalle classiche attività da fare con carta, colori e colla...
...a qualche cosa di più impegnativo grazie alla preziosa collaborazione del nonno...
I genitori, così mi hanno detto, potranno assistere: ed è un aspetto fondamentale visto che i miei bimbi non ne vogliono sapere di fare delle attività con bambini e persone che non conoscono se non ci sono mamma o papà nei paraggi.
Sono laboratori a pagamento e, a dire il vero, non sono nemmeno economici visto che costano 10 euro l'uno. Inoltre è prevista anche una quota associativa all'Associazione Organizzatrice per motivi legati all'assicurazione, se ho ben capito.
Una famiglia con due bimbi deve fare un piccolo investimento per far vivere loro queste esperienze: lo facciamo volentieri ma abbiamo selezionato i laboratori in base a ciò che preferiscono fare i nostri bambini.

Avrei gradito leggere di condizioni agevolate per fratellini: immagino che per una famiglia più numerosa della nostra sarebbe un tantino più impegnativo far vivere esperienze di questo tipo ai propri bambini, ma ho notato solo delle agevolazioni in termini di prezzo per gruppi di otto bambini. Ed io otto figli non li ho!
Trovo che sia, comunque, un'esperienza preziosa. Ci siamo iscritti, stiamo aspettando una conferma in merito alla nostra iscrizione e poi via...

martedì 17 maggio 2011

Da solo per la città (Agostino Traini)

Ieri pomeriggio siamo stati in una biblioteca della zona, in un comune vicino al nostro, perchè ero alla ricerca dell'ultimo libro di Faletti. Sapevo che l'avevano in dotazione ma quando sono arrivata sul posto l'ho trovato già in prestito. Così ci siamo consolati con un libro da portare a casa per i bimbi (complessivamente abbiamo visitato nell'ultimo mese tre biblioteche ed abbiamo in prestito una decina di libri!!!) che, a dire il vero, la mia bimba ha scelto un po' controvoglia. Credo che non le sia piaciuta la copertina, ho subito capito che non l'ha attirata più di tanto ma abbiamo avuto la prova, una volta a casa, di quanto sia vero il detto "l'apparenza inganna". Posto che a me la copertina invece piaceva molto, l'ho convinta e solo in serata anche lei ha avuto modo di apprezzare il suo contenuto.
Si tratta di un libro edito da Emme Edizioni della serie Per cominciare. I testi sono brevi e scritti con caratteri molto chiari. Il tutto sulla pagina di sinistra. A destra sono proposte le illustrazioni che completano la storia.
Come ben lascia intendere il titolo - Da solo per la città (di Agostino Traini) - si tratta della storia di un bambino per il quale arriva il momento di iniziare ad andare in giro da solo in città. E contiene una serie di raccomandazioni da tenere sempre presenti ogni volta in cui si esce senza genitori.

Per i miei bimbi è presto pensare di andare in giro da soli ma le raccomandazioni indicate nel libro vanno benissimo anche per loro.
L'attraversamento pedonale, i semafori, il senso d'orientamento e tutto il resto trovo che siano raccomandazioni utilissime anche per i bambini più piccoli.
Si tratta di raccomandazioni che ogni mamma fa ai su oi figli ma che spesso non sortiscono l'effetto sperato. Quando, però, arrivano da un personaggio di un libro che peraltro cattura la loro attenzione allora magari qualche cosa resta nella loro testolina!!! Credo che leggerò e rileggero spesso questo libro ai miei bimbi. Il protagonista è un bimbetto simpatico, con i capelli rossi e con un amico giallo che abbiamo identificato in un gatto ma che ha un forma un tantino strana.
E' una lettura che consiglio. Da leggere e rileggere perchè mai come in questo caso... repetita iuvant!
***
Da solo per la città
Agostino Traini
Emme Edizioni
5.68 euro

venerdì 13 maggio 2011

Di notte con tuo figlio (J. J. McKenna) - Venerdì del libro

Sono ancora in tempo per partecipare al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma? Ma si, dai! E' ancora venerdì! Oggi il blog ha fatto i capricci e sono riuscita a connettermi solo ora. Vorrei proporre Di notte con tuo figlio - La condivisione del sonno in famiglia. Si tratta di un libro che ho comprato attratta dal titolo e dall'idea di leggere qualche cosa che mi rimandasse alla presenza - di tanto in tanto - dei miei figli nel lettone. Mi sono trovata tra le mani un libro di un esperto in materia che, sulla base di dati scientifici, va contro tutti coloro che considerano il sonno condiviso come pericoloso. Partendo da un'analisi storica delle abitudini relative alle modalità di condivisione del sonno nel tempo, l'autore arriva a provare, con dati alla mano, che ci sono molti vantaggi nel dormire con il proprio figlio nel lettone oppure nei pressi della sua culletta in modo da poter avere immediatamente un contatto diretto. Ovviamente, nel consigliare il sonno condiviso, l'autore raccomanda di creare le condizioni affinchè ciò avvenga nella massima sicurezza in modo da ottimizzare i vantaggi ed eliminare i rischi.

"I maggiori rischi corsi dai bambini che dormono nel lettore con i genitori non derivano, come molti pensano, dallo scihacciamento del piccolo da parte dell'aulto bensì dallo strangolamento o dal blocco o intrappolamento tra la parete o parte del mobilio e il materasso, oppure tra la rete, la testiera o la pediera e il materasso".

Ribadendo con chiarezza che non possono esistere in assoluto esperienze uguali per ogni famiglia, visto che ogni famiglia è a se, l'autore elenca i tanti vantaggi che si possono avere dalla condivisione del sonno. In particolare i vantaggi che si hanno nel caso in cui la mamma allatti il suo piccolo: avrà una maggiore produzione di latte con l'allattamento a richiesta durante la notte, maggiore serenità per tutti, un sonno più sereno, maggiore sensibilità allo scambio comunicativo con il bambino, minori livelli di stress per il piccolo (che non è costretto a piangere per attirare l'attenzione della mamma) ma anche per i genitori....
L'autore respinge, poi, la tesi di chi sostiene che i bambini che dormono con i loro genitori siano poi meno autonomi ed indipendenti.

"Secondo recenti studi i bimbi che sono soliti dormire con i genitori raggiungono, in realtà, una maggiore indipendenza sociale e psicologica oltre a maggiore capacità di stare soli. (...) Rispetto ai piccoli che dormono da soli i bimbi che hanno dormito con i genitori hanno più facilità a fare amicizia, sono più innovativi, più capaci di dominare il proprio umore, oltre che più abili nella risoluzione dei problemi".

Io onestamente mi aspettavo di trovare qualche riferimento anche al sonno condiviso quando i bimbi sono un pochino più grandi ma in questo libro si parla principalmente di neonati. Io non ci trovo nulla di scandaloso nell'accogliere nel lettone la mia bimba o il piccoletto di casa (anche se non sono più neonati) che, nel cuore della notte, si svegliano in preda magari a brutti sogni e si fanno consolare dal caldo abbraccio di mamma e papà. Ho trovato, invece, considerazioni più tecniche e legate ai primi periodi di vita del bambino.
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Di notte con tuo figlio
James J. McKenna
Il leone verde
16.00 euro

giovedì 12 maggio 2011

Storie in pigiama (L. Cima - E. Giorgio)

Ma quanto sono carine le Storie in pigiama che abbiamo scoperto di recente in biblioteca! Carine carine. Si tratta di un libro con pagine piuttosto spesse, cartonate, con illustrazioni che si estendono su tutta la pagina e con dei simpatici testi che hanno come protagonisti degli altrettanto simpatici animaletti.
Lo abbiamo preso in una biblioteca del territorio qualche settimana fa ed è stato amore a prima vista: l'appuntamento serale con il libro è diventato un rito per i miei bimbi che non si addormentano senza aver sentito una storia (spessopiùd'una) raccontata dalla mamma o da papà. Nel libro Storie in pigiama abbiamo trovato quattro storie con, come protaginisti, degli animaletti davvero graziosi anche dal punto di vista grafico. Il gufo senza sonno, Concerto nello stagno, Pic nic a sorpresa, Perso nella neve: queste le nostre storie in pigiama.

La copertina è molto allettante agli occhi dei più piccoli: è una copertina catonata ed imbottita che ha una finestra che permette di vedere quattro animaletti che si sono messi a letto, pronti per la nanna. Il pulcino ha pure il ciuccio! Il formato rende agevole la manipolazione anche ai più piccoli che non possono non restare attirati dalle colorate immagini oltre che dalla storia.

In biblioteca ho visto che sono disponibili altri due testi della stessa serie e saranno i nostri prossimi prestiti. Lo consiglio, è davvero carino! Si tratta di un libro Ape Junior, edito da Adriano Salani Editore.
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Storie in pigiama
Lodovica Cima - Elena Giorgio
Ape Junior di Adriano Salani Editore
7.90 euro

mercoledì 11 maggio 2011

Altro premio!!! Grazie!!!

E' sempre bello ricevere un premio, un riconoscimento. Lo è ancora di più quando arriva in un momento in cui non te lo aspetti affatto. Così, quando Sunshine mi ha comunicato di essere stata premiata nel suo sito Era meglio un pesce rosso mi sono precipitata a dare un'occhiatina!





Ed eccomi qui, a raccontare sette cose di me facendo attenzione a svelare qualche cosa di diverso da ciò che ho detto già in occasione di un altro premio simile.



1) Quando ero bambina dicevo sempre a mia madre che avrei preferito nascere maschio.

2) Ho sposato il ragazzo (ora padre dei miei figli) con cui mi sono messa insieme all'età di 14 anni!!!!

3) Non bevo latte. Proprio non mi va giù ma ricordo che da piccola ne ho bevuto in abbondanza.

4) Il giorno del mio matrimonio abbiamo fatto una festa doppia visto che abbiamo battezzato anche la nostra bimba che all'epoca aveva quattro mesi.

5) Sono un bel po' distratta. Lascio spesso la macchina aperta e mio marito oramai nemmeno mi rimprovera più. Prende la chiave e provvede a chiuderla quando rientra dal lavoro.

6) Credo che madri e suocere siano dei doni del Signore. Io le ho tutte e due molto vicine a me e mi hanno aiutata molto con i miei bimbi, la biancheria da stirare, il sugo da preparare e tutto il resto. Non finirò mai di ringraziarle!

7) La prima cosa che faccio appena rientro in casa è ... accendere il pc!



Per rispettare appieno le regole dovrei, a questo punto, passare il premio a 15 blogger. Vedo, però, che molte di coloro che ho in mente hanno ricevuto già se non questo qualche cosa di simile per cui - chiedo scusa a Sunshine se non rispetto il regolamento - passo la palla a chiunque passerà di qui e vorrà raccontarci qualche cosa di se.

lunedì 9 maggio 2011

100% Sbirro (I.M.D. con Raffaella Catalano)

La copertina è un po' inquietante a prima vista. Ma poi se pensi che dentro a quel passamontagna ci sono i buoni e non i cattivi allora la prima impressione cambia.
100% Sbirro è un libro che ho preso in prestito da mia madre. Una divoratrice di libri che parlano di mafia annessi e connessi. Ha scoperto la sua voglia di sapere, di conoscere e lo ha fatto negli ultimi tempi. Non è mai stata una grossa lettrice ma in poco tempo ha collezionato un buon numero di volumi a tema.
100% Sbirro è uno di questi. Si tratta di un libro scritto da un poliziotto della Catturandi di Palermo. I.M.D. sono le sue iniziali. Non svela la sua identità per ovvi motivi e si fa aiutare, nello scrivere quello che si presenta come una specie di diario, da Raffaella Catalano.
Nel libro vengono raccontate le avventure vere di un gruppo di poliziotti alle prese, giorno dopo giorno, con latitanti e pezzi più o meno grossi della mafia. In ogni capitolo - i capitoli sono piuttosto brevi - vengono riportati nomi di personaggi poi assicurati alla giustizia, nomi di pentiti e nomi di fantasia (in questo caso di fantasia) per indicare quelle persone che - soprattutto colleghi di I.M.D. - hanno permesso di portare a termine una lunga serie di catture.
Il libro è scritto in modo scorrevole anche se devo ammettere che i tanti nomi di persone che a me non erano per niente note, tantomeno familiari, mi ha un po' confusa in alcuni punti.
Non si tratta di un romanzo ma del racconto di vera attività quotidiana per debellare la mafia decapitando le famiglie più potenti e catturando i latitanti della zona.
Durante la lettura mi sono resa conto che l'autore ha già scritto un altro libro sul tema, dal titolo Catturandi, ma io non ne sapevo nulla. Onestamente non si tratta di un genere di letture che mi ha mai attirato più di tanto ma ho voluto fare una prova, attirata in primis dal formato del libro (comodo da tenere in borsa e da portare con se) ma anche dal fatto che mia madre avesse fatto delle orecchie su diverse pagine per indicare dei punti importanti.
Io a dire il vero non sono riuscita a capire cosa l'abbia indotta a fare quelle orecchie ma probabilmente sono stata un po' troppo superficiale nella lettura, non so. Oppure si è trattato di passaggi che l'hanno ricollegata a vicende lette in altri libri... Non so.
Il fatto che fosse un libro strutturato in capitoli brevi mi ha aiutata nella lettura. A dirla tutta in alcuni punti mi è sembrato anche un po' ripetitivo: cambiavano i nomi ma la sostanza era la stessa. Essendo la narrazione di fatti reali non potevo certo aspettarmi divagazioni romanzesche.
Se suggerisco questa lettura?
Si, se si ama il genere e se si vuole sapere, si vogliono conoscere vicende che in un modo o nell'altro hanno segnato la storia della nostra Italia.
No, se ci si aspetta uno stile romanzesco o comunque una narrazione romanzata. E' un diario, il racconto di vicende realmente esistite che tutto hanno meno che connotati romanzeschi. Il racconto di come opera la Catturandi, dei sacrifici che sono richiesti a coloro che ne fanno parte, di come debbono conciliare - a fatica - lavoro e vita familiare. Il racconto di una realtà mafiosa che grazie ad uomini come quelli che vengono indicati in questo libro ha subito delle forte perdite ma che, purtroppo, ancora non ha abbassato la testa.
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100% Sbirro
I.M.D. con Raffaella Catalano
Dario Flaccovio Editore
13.00 euro

domenica 8 maggio 2011

Supermamma (Anna Lavatelli)

Le mamme, si sa, hanno dei poteri speciali. Non sono persone comuni. Sono forti, protettive, pazienti (…), pronte a consolare, coccolare, sacrificarsi per i loro cuccioli. Sono delle supermamme, insomma. Lo sa bene il protagonista del libro Supermamma, di Anna Lavatelli, della collana Il battello a vapore, serie Arcobaleno che tanto piace al mio bimbo.
Ho colto al volo il suggerimento di supermamma che, in un recente Venerdì del libro, segnalava proprio questo simpatico libro in cui la mamma – racconta il suo figlioletto – deve per forza avere dei poteri speciali perché riesce a fare cose che nessun altro è in grado di fare. Il racconto che il bimbo fa è molto divertente e simpatico, correlato da efficaci immagini che rendono perfettamente l’idea. A dire il vero, già la copertina la dice lunga visto che viene ritratto un bambino un po’ smarrito davanti all’immagine della sua mamma che indossa il costume di Superman. Più chiaro di così!
Il racconto fatto in prima persona dal bambino è molto simpatico e tarato per un discorso fatto da un bimbo piccolo. I miei bimbi l’hanno preso in simpatia ed hanno fatto propri i suoi discorsi e le sue considerazioni.
Ho scelto questa lettura in occasione della festa della mamma e, anche se con un po’ di ritardo, vorrei che i miei auguri arrivassero a tutte le mamme del mondo. Un po’ ambizioso pensare di arrivare a tutte le mamme, me ne rendo conto, ma se non altro con il pensiero ci si può arrivare…
E per onorare come si deve questa festa, ecco come i miei bimbi vedono la loro mamma. Si tratta di ritratti che hanno fatto a scuola e che hanno allegato ai doni fatti per me con le loro piccole e tenere manine. La principessa di casa mi vede come una mamma molto romantica, con i capelli lunghi e abboccolati, con la gonna e gli orecchini. Probabilmente mi ha disegnata come vorrebbe che fossi visto che porto raramente le gonne, di solito ho i capelli legati ed il rosa non è certo uno dei colori che preferisco per il mio abbigliamento.
Il piccoletto di casa mi vede sorridente, piuttosto magra e con degli occhioni dolci. Vedendo questo disegno mi rendo conto di quanti progressi ha fatto negli ultimi tempi dal punto di vista grafico.


In questa giornata particolare, però, vorrei dedicare questo post ad una mamma speciale. Ad una giovane mamma, mia coetanea, che ha lottato con tutta se stessa contro un male che oggi pomeriggio ha dimostrato di essere più forte di lei. Una mamma che non potremo mai dimenticare. Che io non dimenticherò. Con la speranza che quel male possa essere sconfitto definitivamente al più presto, una volta per tutte. Perché non ci debba essere più nessuno costretto ad arrendersi, impotente, al suo cospetto.